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Mimmo Jodice: complice Napoli, un dialogo tra passato e presente

Apollo da Baia, 1997
Apollo da Baia, 1997

Mimmo Jodice

La splendente è il titolo di un libro, pubblicato da Feltrinelli, scritto da Cesare Sinatti, giovane filosofo laureato a Bologna. La splendente è Elena di Troia. Ho acquistato questo bel saggio per il soggetto, naturalmente, ma ciò che mi ha attratto a prima vista è stata la foto di copertina, nella quale ho riconosciuto la mano di Mimmo Jodice – lo considero il maggiore, anzi l’unico fotografo dell’antico –. Jodice osserva e medita. Legge. Il suo messaggio fotografico ha una struttura linguistica che dall’esterno rinvia all’interno, dalla superficie alla profondità, all’infinitamente altro che si può dedurre se, invece di limitarsi a vedere, ci si perde a guardare. Nella sua lectio magistralis del 16 novembre 2006 tenuta presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, cita una frase di Fernando Pessoa, a lui molto cara al punto di sentirsi rappresentato: «Ma che cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare?» Ecco la sua inclinazione naturale: perdersi a guardare, contemplare, immaginare, cercare visioni oltre la realtà. Capace di uno sguardo lento, ha in sé, come egli stesso ammette, il bisogno di fantasticare, qualità che oggi si vanno perdendo sempre di più, nella fretta di afferrare la realtà delle cose per passare oltre e accumulare testimonianze e informazioni. Con Jodice, la fotografia diventa un autentico saggio in cui confluiscono tutte le espressioni dell’arte del passato, un «immenso serbatoio di emozione e riflessione. Non si può non partire dalla storia delle cose create dai grandi maestri che ci hanno preceduto. Bisogna lavorare sulla base di una conoscenza profonda dell’eredità artistica ricevuta».

Mimmo Jodice: la sua tecnica lavorativa rimane ancorata alla camera oscura

Date queste premesse, si comprende come anche la sua tecnica lavorativa rimanga saldamente ancorata alla camera oscura, elemento basilare dell’attività dell’artista. Le possibilità espressive offerte dal lavoro manuale in camera oscura sono, pur nella loro diversità, paragonabili al lavorio del pittore che mescola i colori sulla tavolozza per creare la sfumatura di sua personale invenzione o del letterato che cesella le frasi con l’orecchio sempre teso all’allusione antica e alla lenta ma costante trasformazione del linguaggio. E non è un caso che gli esordi di Jodice siano rivolti alla pittura e che con la pittura e i pittori egli mantenga sempre stretti rapporti. La camera oscura permette di frammentare l’immagine e di ricomporla, adoperando i procedimenti noti con il nome di polarizzazione, solarizzazione, sgranatura, sovrapposizione, sovraimpressione, viraggi, movimento in fase di stampa, collage. Sono appunto tecniche che permettono a Jodice quasi di dipingere mentre stampa il negativo. A ciò si deve aggiungere l’uso della luce, che costituisce forse il più grande contributo di Jodice. Un uso assoluto, potente che si aggiunge alle altre molteplici possibilità del lavoro manuale in camera oscura.

L’articolo completo sul nuovo numero de Il Fotografo in edicola e online cliccando qui 

Immagine in evidenza Apollo da Baia, 1997

Call For You: La Fotografia di Nudo. In arrivo un numero speciale

Call For You: La Fotografia di Nudo

Alla redazione de Il Fotografo è in preparazione La Fotografia di Nudo.  Il primo di una serie di fascicoli di approfondimento stilistico e tecnico sui diversi grandi temi della fotografia.
In questo primo numero scopriremo i segreti della fotografia di nudo nelle sue molte declinazioni: ritratto, erotismo, riprese in studio o open air.
Grandi maestri e nuove proposte offriranno un’ampia panoramica su un genere che è da sempre una prova decisiva per gli artisti dell’obiettivo.
Scatena la tua fantasia e proponici il tuo scatto migliore. Tutte le immagini pervenute dal 1 Agosto al 15 Settembre saranno valutate e selezionate dalla nostra giuria di esperti. Le più interessanti saranno pubblicate accanto a quelle dei maestri della fotografia e commentate dal direttore Denis Curti. Non perderti questa occasione!
Per partecipare invia al massimo 3 fotografie in formato jpg con una breve introduzione, le note tecniche e la tua biografia a specialifotografia@sprea.it oppure www.spreafotografia.it/contest/nudo&glamour
 

Il Fotografo e Domiad Photo Network: nuovo contest di ritratto ambientato

Il Fotografo – Domiad Photo Network: Ritratto Ambientato

La rivista Il Fotografo e Domiad Photo Network nel nuovo Contest di Ritratto Ambientato.

Contest Ritratto Ambientato: gli autori migliori verranno pubblicati sulle riviste Sprea Editori

Per partecipare al concorso, ogni autore dovrà caricare nella sezione Contest del sito www.spreafotografia.it un progetto di ricerca composto da 6 immagini oppure 6 scatti singoli che hanno come tema ritratti di persone “incorniciate” dal loro ambiente. Fotografie studiate per dare importanza al soggetto maschile o femminile, viso, mezzo busto o figura intera, integrandolo in maniera armonica e naturale con la location, paesaggio o interni. Ogni tecnica è concessa: colore o bianco e nero, luce artificiale, ambientale o mista.

I tre migliori autori verranno premiati con la pubblicazione dei loro lavori sulle riviste Sprea Editori. I portfolio saranno accompagnati da un’intervista agli autori.

Renato Marcialis: “consiglio di acquistare la rivista Il Fotografo”

Renato Marcialis, maestro indiscusso della food photography

Renato Marcialis, maestro indiscusso della food photography è un altro grande amico e sostenitore de Il Fotografo e di tutte le riviste Sprea Editori. La creatività nella famiglia Marcialis è di casa: il fratello maggiore Riccardo, da oltre 40 anni è uno degli art director italiani più noti e apprezzati, specializzato nella fotografia di gastronomia. Renato è stato premiato a Venezia con i colleghi Oliviero Toscani e Vittorio Storaro.

Renato Marcialis: ” Il Fotografo, la rivista di fotografia, di autori, di fotoamatori e di grandi contenuti. Vi consiglio di acquistarla

Cesare De Michelis: la rivista Il fotografo è indispensabile

Venezia, 09/02/2011. Cesare De Michelis, Marsilio Editori. (c)Andrea Pattaro/Vision

Cesare De Michelis editore e accademico italiano

Cesare De Michelis, editore e accademico italiano, sostiene l’editoria fotografica. Presidente di Marsilio Editori, che ha contribuito a fondare e che guida dal 1969. Grazie al suo impulso, la casa editrice avvia una lunga fase di espansione e apre il catalogo, oltre che all’architettura, urbanistica e sociologia, anche alla saggistica politico-culturale e alla narrativa di giovani autori italiani.

Nel 2016 la casa editrice è stata riacquisita dalla famiglia De Michelis tornando così ad essere totalmente indipendente. In oltre 50 anni, la società ha pubblicato oltre 6.500 titoli, di cui 3.000 ancora in listino, proponendo circa 250 novità l’anno.

Cesare De Michelis: “Il Fotografo è una rivista che per quelli che amano questa forma di comunicazione d’arte è indispensabile”

 

Deborah Larocca: Orti urbani e orti sociali

Deborah Larocca: Orti urbani e orti sociali

«Esistono spazi rurali all’interno di alcune città che offrono attività occupazionali a diverse categorie di individui: pensionati, disoccupati, portatori di handicap e ragazzi in età scolare. In tali contesti, ho sviluppato questo progetto concentrandomi soprattutto sulle storie di persone anziane e di altri soggetti che prendono in affitto orti sociali comunali. La cosa che salta subito all’occhio è che tutte queste persone sono fiere del proprio lavoro. È indubbio il benessere psicofisico di chi si occupa dei terreni pubblici, perché oltre a consentire un passatempo per i pensionati, a offrire un aiuto manuale e psicologico per chi soffre,risultano uno stimolo al disoccupato per sentirsi utile in attività produttive. Gli orti urbani sono favorevoli spazi per socializzare e condividere la dedizione a una terra che attraverso il lavoro produce buoni frutti. La differenza fra orto sociale e orto urbano sta proprio nel concetto di funzione educativa, civica ed etica. Sono entrambi nelle città, dove i cittadini possono coltivare il proprio campo, ma l’orto sociale ha in più la funzione di aggregazione fra le persone, di agevolare un contatto non solo sul lato pratico e lavorativo, ma anche su quello della socializzazione. Perché ogni essere umano ha necessità di sentirsi utile, di collaborare, di esprimersi, soprattutto quando la vita ci porta di fronte a cambiamenti a cui non siamo preparati: la solitudine, l’andare in pensione, la disoccupazione e l’inoperosità»

Il tema che Deborah Larocca sviluppa tocca alcuni aspetti della sensibilità moderna che tenta di riavvicinarsi ai valori e alla bellezza delle cose semplici. In questa prospettiva, gli orti urbani e quelli sociali rappresentano un fenomeno molto diffuso nelle città italiane e testimoniano proprio questo bisogno dei cittadini di recuperare un ormai perduto rapporto con la natura – necessario soprattutto nelle grandi città e aree metropolitane.

L’articolo completo lo potete trovare nel nuovo numero de Il fotografo, disponibile in edicola dal 18 maggio e online

Maurizio Galimberti e “Il Fotografo”: rivista straordinaria

Maurizio Galimberti e “Il fotografo”: rivista straordinaria

Maurizio Galimberti nasce nel 1956 a Como. Mentre frequenta l’istituto per geometri, sviluppa una precoce passione per la fotografia e partecipa a numerosi concorsi. All’inizio usa la pellicola analogica, ma ben presto passa alle polaroid, per vedere subito il risultato del suo scatto senza aspettare. La scelta della polaroid si rivela azzeccata, perché la pellicola istantanea produce dei colori magici: la tecnica di Galimberti, che risente dell’influenza di Boccioni e di Duchamp, consiste nel fare un collage di polaroid ciascuna delle quali riproduce un particolare diverso dell’immagine da ritrarre. Grazie a questa tecnica particolare Galimberti arriva al primo posto nella classifica dei foto-ritrattisti italiani della rivista Class e partecipa come ritrattista a diverse edizioni del Festival del Cinema di Venezia

Maurizio Galimberti: ” Il Fotografo” è sempre una grande rivista; è inimitabile il piacere di andare in edicola ad acquistarlo, sfogliarlo e sentire il profumo della stampa…

 

Giovanni Gastel: “Il Fotografo” è la Bibbia della fotografia italiana

Giovanni Gastel: “Il Fotografo” è la Bibbia della fotografia italiana

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l’ultimo di sette figli.
Fotografo di fama mondiale, Presidente onorario dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, svolge la sua attività lavorativa nel suo studio in Via Tortona a Milano, dove continua a coltivare la sua passione per la poesia – l’ultima raccolta ha per titolo Cinquanta – e per la ricerca fotografica al di fuori degli schemi della moda.

Giavanni Gastel considera la rivista ” IL FOTOGRAFO” “la Bibbia della fotografia italiana, piena di contenuti interessanti e straordinari”

IL FOTOGRAFO 301 è in edicola!

IL FOTOGRAFO 301 esce in edicola!

 

Da oggi esce in edicola IL FOTOGRAFO 301 con profili d’autore quali: Tazio Secchiaroli, Gohar Dashti, Fausto Giaccone, Francesco Zizola e Nausicaa Giulia Bianchi. Come sempre molti altri autori vi aspettano, scoprite quali sul nuovo numero disponibile in edicola e online!

Andreas Gursky in mostra alla Hayward Gallery di Londra dal 25 gennaio

Hayward Press Images

Andreas Gursky in mostra alla Hayward Gallery di Londra dal 25 gennaio


Hayward Press Images

Definito come il più rilevante e significativo fotografo della nostro tempo, Andrea Gursky è stato uno degli allievi dei coniugi Becher nella fortunata classe dell’Accademia di Düsseldorf insieme a Thomas Struth, Thomas Ruff, Candida Höfer e Axel Hütte. Dal 25 gennaio 2018 le sale della Heyward Gallery di Londra ospiteranno sessanta tra le più importanti produzioni dell’autore tedesco in quella che si presenta come la sua più grande retrospettiva in Gran Bretagna.

A proposito della mostra, che riaprirà gli spazi espositivi dopo il restauro, il direttore Ralph Rugoff ha spiegato la sua scelta: «Sono entusiasta di riaprire la Heyward Gallery con l’esposizione di un artista che ha creato alcune delle immagini più imponenti della sua generazione, lavori che hanno cambiato non solo il vocabolario della fotografia, ma anche quello della percezione delle immagini in generale. Accuratamente riflessive e ingegnosamente composte, le fotografie di Gursky provocano nuove riflessioni sui paesaggi sociali di tutto il mondo. Un vero innovatore impegnato a descrivere il tempo in cui viviamo».


Potete leggere l’intero articolo di Giada Storelli sul n.299 de Il Fotografo in edicola fino al 18 gennaio

Per maggiori informazioni sulla mostra clicca qui

PhotoWeek
: Incontro con Francesco Comello e Denis Curti

Denis Curti sul palco degli SWPA 2017 premia i vincitori.

Mercoledì 7 giugno 2017, alle 19.00, in occasione di PhotoWeek, in collaborazione con il Comune di Milano, la Galleria Carla Sozzani propone un incontro con Francesco Comello, uno dei quattro fotografi italiani vincitori del World Press Photo’17, e Denis Curti, direttore del mensile Il Fotografo.


Francesco Comello ha vinto il Word Press Photo con “Isola della salvezza” – terzo premio nella categoria Vita Quotidiana-Storie. L’Isola della Salvezza è una comunità spirituale ed educativa, fondata negli anni Novanta da un prete ortodosso, in una località segreta lungo la strada da Mosca e Yaroslav, in Russia. Inizialmente formata da una trentina di persone, oggi l’Isola della salvezza si occupa di bambini con problemi familiari e accoglie circa 300 ragazzi e ragazze. Niente Tv, Internet, cellulari e niente denaro. Un’utopia educativa fuori dal mondo ma immersa nella storia, dove l’impegno collettivo per un cambiamento individuale e una crescita armoniosa mantiene viva la speranza.
Francesco Comello è nato a Udine nel 1963. Ha lavorato con studi e agenzie fotografiche fino al 1996, anno in cui decide di diventare freelance. Negli ultimi dieci anni intensifica il suo interesse nei confronti dei racconti fotografici. Per far questo compie viaggi che lo mettono in contatto con realtà lontane e culturalmente diverse dalla sua. 
Nel 2013 ha esposto alla Galleria San Fedele di Milano, al Centro Italiano della Fotografia d’autore e al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia, nel 2014 a FacePhotoNews di Sassoferrato e ha vinto il primo premio Trentino immagini. Nel 2016, il premio Rosignano Fotofestival e il World Report Spot Light Award.


Denis Curti Direttore del mensile Il Fotografo e direttore artistico della Casa dei tre Oci a Venezia, direttore artistico del Festival della Fotografia di Capri. Direttore del master di fotografia Ten presso la scuola Raffles di Milano. Consulente della Fondazione di Venezia per la gestione del patrimonio fotografico. Fondatore di Still (fotografia, show room e galleria). Curatore di mostre e rassegne fotografiche, autore di libri, critico fotografico per testate giornalistiche e quotidiani, è stato per diversi anni direttore dell’Agenzia Contrasto.


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