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La bulimia di immagini e il vero senso del fotografare

La bulimia di immagini

C’è chi la chiama photo generation o più scientificamente era dell’homo photographicus. Ma la sostanza non cambia: viviamo un tempo dominato dall’immagine. Quello che profeticamente Paul Valéry prefigurava, nel 1928, nella Conquista dell’ubiquità: come l’acqua o il gas raggiungono le nostre case senza sforzo da parte nostra, così verrà il giorno in cui ci nutriremo di immagini, che nasceranno e si spegneranno automaticamente. Prima è arrivata la tv, poi i telefonini. Così, smartphone alla mano «scatto foto», «mi faccio un selfie», «posto una foto», dunque sono. Dunque, appaio. Dunque, comunico per immagini – tramite Facebook, Instagram o altri social – cosa sto facendo, dove mi trovo, quello che mi piace e mi mostro per come voglio essere visto. Anche le pubblicità dei telefonini sono virate sulla camera che montano: telefonare è l’ultimo dei bisogni, tanto parliamo per immagini. Così se Mao ci insegnava che “un’immagine vale più di mille parole”, ora non bastano mille foto per dire una parola. Ma sono vera fotografia? Cosa raccontano milioni di immagini che scorrono ogni giorno sui display di telefoni, tablet e pc di tutto il mondo? Cosa resterà domani di questo flusso visivo continuo? Il risultato, mi disse in un’intervista Ferdinando Scianna, è che «non abbiamo più gli album di famiglia» e «stiamo perdendo la memoria»: abbiamo dentro i telefoni e i computer migliaia di immagini che si accumulano e non vediamo, che non si stampano e quindi, di fatto, non esistono. Arrivando al clamoroso paradosso del fotografo di Bagheria: «La fotografia sta morendo per eccesso di successo». Forse non è o non sarà così. Ma di fronte a tutto questo delirio è il caso di fermarsi, di riflettere sull’uso (o sull’abuso) della fotografia, facendoci guidare e “nutrire” dagli scatti realizzati con strumenti e tempi analogici dai grandi maestri della fotografia, dallo stesso Scianna a Gianni Berengo Gardin e Mario Dondero, da Letizia Battaglia a Francesco Cito, da Giovanni Chiaramonte a Franco Fontana, Giorgio Lotti e tanti altri, una generazione che ha «l’occhio per obiettivo» e «scatta con la testa».

La bulimia di immagini: fotografie che resistono al tempo, ci dicono chi siamo, da dove veniamo

Fotografie che resistono al tempo, ci dicono chi siamo, da dove veniamo. Narrando anche semplicemente la straordinarietà del quotidiano, la sua «casualità felice», come faceva l’umanista francese Willy Ronis. Cos’è un bambino che corre con una baguette sotto braccio se non l’immagine della felicità di ogni giorno? Potrebbe essere una delle tante foto che scattiamo ai nostri figli. Ma quella foto è un simbolo. È una. E parla davvero a tutti. La grande attenzione che c’è attorno alla fotografia, al tempo del «siamo tutti fotografi» – che si coglie nella partecipazione di pubblico e appassionati agli innumerevoli festival (forse anche troppi adesso) – ha per fortuna i suoi vantaggi: è innanzitutto una grande opportunità di riscatto per un’arte o un genere considerato spesso e a torto “minore”. E può essere anche l’occasione per educare alla fotografia, per riappropriarsi del significato autentico del termine “fotografare”: come scrivere con la luce al tempo del digitale e della fotografia telefonica, come dare valore a ogni singola immagine. Basterebbero delle buone e semplici pratiche: fotografare come se avessimo un rullino in macchina, tornare a “sviluppare” e a stampare le foto che più ci piacciono delle nostre giornate, creare degli album delle vacanze e dei momenti importanti, dotarci di un galateo per l’uso dei telefonini (e degli stick), con meno faccioni e più testa, tenendoli in tasca quando forse non è proprio il caso di usarli. Su questo, c’è un dato incoraggiante che riguarda sorprendentemente i giovani: il boom della fotografia istantanea. Che non è il vintage dei “nostalgici” delle vecchie Polaroid. No, è l’esigenza di avere il ricordo in mano da parte dei cosiddetti Millennials. Il selfie, ma analogico. Ragazzini che vanno in giro con macchinette sempre più accattivanti, con pochissimi e costosi scatti. Una fotografia “alternativa” che costringe a pensare, prima di scattare, al tempo della bulimia di immagini digitali. Buon segno. E chissà che il paradosso di Scianna non venga smentito proprio da loro.

A cura di Giuseppe Matarazzo

Foto e depressione: una relazione senza fine

Depressione: ora si diagnostica tramite le foto di Instagram

Sappiamo tutti che la depressione è una malattia oscura, ancora oggi non facile da diagnosticare.
Secondo recenti studi le persone che soffrono di depressione tendono a pubblicare sui propri profili e sulle proprie bacheche immagini scure, meno colorate rispetto a chi non soffre di depressione.
Con l’evoluzione sempre più massiccia di Instagram numerose sono le ricerche che si sono concentrare nello studio del perché venisse scelto un determinato tipo di filtro rispetto a un altro. Secondo l’ultimo studio in materia depositato su ArXiv la scelta delle immagini da condividere e dei filtri aggiuntivi scelti per quell’immagine, rifletterebbe lo stato mentale degli utenti: è stato così creato un algoritmo in grado di identificare le persone che soffrono di depressione.
L’analisi di Andrew Reece della Harvard University di Cambridge e di Chris Danforth della University of Vermont, si è concentrata sul fattore “preferenze di colore”, per capire se la scelta di colori e luci scure nelle foto postate su Instagram, potesse essere associata a un peggioramento dell’umore della persona autrice del post.
Per compiere il loro studio, i due ricercatori hanno creato un gruppo formato da lavoratori di Amazon Mechanical Turk ai quali sono stati sottoposti diversi questionari, alcuni anche sullo stato depressivo e sono state poi osservate le foto pubblicate dagli stessi stessi soggetti su Instagram.
Analizzando i risultati i ricercatori hanno osservato che:

  • Le persone depresse tendevano a postare foto grigie e scure.
  • Preferivano filtri come Inkwell (per il bianco e nero).
  • Ricevevano meno like rispetto a chi non soffriva di depressione, che invece mostrava di preferire filtri come Valencia. 

Il risultato è stato strabiliante: l’algoritmo usato dai ricercatori è stato in grado di identificare il 70% delle persone depresse a partire dalle loro foto.
 

Daryl Aiden, il fotografo influencer … ma con le foto degli altri

Daryl Aiden, il fotografo influencer su Instagram 

Daryl Aiden Yow, è un fotografo di Singapore che conta 104mila follower sul proprio profilo.
Forse sarebbe il caso di usare il tempo passato perché da quando Mothership ha scoperto e svelato al mondo il segreto di questo fotografo furbetto, che poi fotografo si è scoperto non essere, i suoi follower sono diminuiti in modo considerevole.
Ma di cosa si tratta?
Il fotografo ha pensato che avere un numero considerato di follower su Instagram potesse rappresentare il sigillo alla sua carriera e alla sua fama; per raggiungere il suo obiettivo, però, ha pensato bene di utilizzare fotografie prese da grandi librerie di immagini come Shutterstock, CanStockPhoto o Unsplash.com, ovviamaente alle quali apportava le giuste modifiche e ripostava come proprie. 

Daryl Aiden: influencer con le foto degli altri

Il fotografo, scoperto l’inganno ha deciso di postare sul proprio profilo instagram una foto con sfondo nero e con un messaggio di scuse: “L’indignazione riguardo a come mi sono comportato è giustificata e accetto la piena responsabilità delle mie azioni e tutte le conseguenze che ne derivano”.
Molte le aziende che si erano affidate all’influencer, tra le quali la Sony, la quale aveva promosso alcuni degli scatti nell’ambito della campagna #SonyCreativeAlly: “Siamo sorpresi e delusi da ciò che è stato segnalato e stiamo attualmente esaminando la questione. Sony incoraggia fortemente l’arte della creatività, tuttavia non approviamo alcuna azione come il plagio, contro il quale prendiamo una posizione netta”.

Volgo e il Paese più bello del mondo: la valorizzazione del patrimonio italiano

Volgo e la valorizzazione del patrimonio italiano

L’Italia vanta un patrimonio paesaggistico, storico-culturale e, non da ultimo, enogastronomico che la community Volgo  vuole riscoprire e valorizzare. Symone Trimarchifondatore di Volgo , ha deciso di puntare sul più snello dei social, Instagram, per permettere ai volgers (così si autodefiniscono i membri della comunità) di condividere attimi di vita, o meglio, “attimi di Italia” in modo semplice e immediato. Così è nato l’account VOLGO Italia (@volgoitalia) che si è subito circondato di vari sottoprofili regionali e successivamente di quelli provinciali, riuscendo a coprire tutta la penisola con più di cento account, senza contare quelli tematici come Volgo Arte, Volgo Sapori, Volgo Sport e così via.

Tutti gli account regionali e provinciali di Volgo (per esempio @volgopiemonte, @volgolombardia o @volgotorino) fanno capo all’account principale che è @volgoitalia: insieme raggruppano quasi un milione di follower e più di dieci milioni di foto condivise con i vari hashtag Volgo . Una crescita esponenziale, supportata dall’ottimo lavoro degli admin che gestiscono ogni account selezionando ogni giorno le foto più belle postate dai follower che decidono di condividerle con uno degli hashtag proposti.

Volgo Italia e l’amore per la fotografia

Ogni condivisione cerca di esprime l’amore per la fotografia, per l’arte, per la cultura e la bellezza dei luoghi che ci circondano . In questi anni Volgo ha attirato l’interesse di molti, consentendo alla community di intraprendere numerose collaborazioni. Tra le più significative, Golia Italia, il Teatro La Fenice, Scattinfiera, Instawalk e il Circuito Storico del Piceno.
Volgo è in continua evoluzione con numerosi progetti e iniziative. Una su tutte, presto sarà presentato il nuovo sito internet Volgo.it che sarà la vera casa di Volgo e della sua community con tante sorprese.
Lo scorso 12 maggio si è svolto, a Desenzano del Garda, il primo Instameet targato interamente Volgo Italia , un raduno che ha offerto un’opportunità di incontro “reale” tra i follower (e gli admin). Dopo i saluti iniziali da parte degli admin di Volgo, è stato presentato un contest fotografico, in collaborazione con Sprea fotografia rivolto proprio ai partecipanti al meeting che si sono potuti cimentare con l’interpretazione di tre temi (gente di lago, architetture ed edifici, sulla riva del lago) condividendo i loro scatti con l’hashtag #VolgoMeetDesenzano . I clic sono stati coperti dalle chiassose risate di persone che in pochi minuti sono diventate amiche, tutti uniti dalle stesse passioni: la fotografia, i social e la scoperta delle bellezze che questa nostra Italia ha da offrirci.

L’articolo completo sul nuovo numero di Nikon Photography in edicola dal mese di Giugno e disponibile online

Food: vuoi essere un instagrammer perfetto? Ti sveliamo i nostri segreti

Food e Instagram: ti sveliamo i nostri segreti

Tanti ingredienti, meglio ancora se colorati e disposti nel modo corretto, una bella luce naturale e gli hashtah giusti: vademecum da utilizzare per realizzare una foto di cibo perfetta e sopratutto a prova di social network; parola di Foorban, il primo ristorante digitale di Milano.

Sui social è sempre più cibo-mania e Instagram con gli oltre 272 milioni di foto pubblicate con l’hashtag #food, è il simbolo di queste ultime tendenze; sulla scia di un tale entusiasmo Foorban ha deciso di inaugurare, durante Taste of Milano in programma dal 10 al 13 maggio, il Foorban Photo Lab, un laboratorio fotografico, in cui intraprendere l’arte della food photography.

Durante il Photo Lab si assisterà a una serie di mini-workshop di food photography. Sei saranno i set:

  • Ristorante di lusso dove verrà servito tonno tataki glassato alla teriyaki con nocciole, quinoa, riso venere e avocado;
  • Ristorante etnico dove verrà cucinata una “Libanese Bowl” con babaganoush, tabbouleh alla libanese e feta;
  • Scrivania dell’ufficio, con una colorata Buddha Bowl di pollo, quinoa, avocado, patate dolci e ceci,
  • Ristorante in riva al mare, con un piatto a base di polpo e patate, riso integrale e ceci;
  • Pic-nic urbano dove verrà servita un’insalata di farro con pomodori confit, asparagi, brie, uovo sodo e semi,
  • Relax di casa in cui verrà scattato un primo a base di fusilli bio integrali con salmone, pomodori confit e zucchine.

Abbiamo volutamente scelto sei set molto diversi tra loro, per sei piatti con caratteristiche di colore, ingredienti, impiattamento e contesto molto diverse. Oltre alla composizione dell’immagine, per cui vale la regola di ‘pensare al set come se fosse un quadro’ e di non esagerare con gli elementi, nello scatto di una foto di cibo contano tantissimo le caratteristiche di piatto e contesto: gli ingredienti devono essere usati per creare combinazioni e contrasti di colore, utilizzando un colore di sfondo che sia complementare a quello del piatto”. “Inoltre, è bene tenere conto dell’ambiente dello scatto: una foto scattata in un contesto conviviale, per esempio a un piatto su un tavolo di un ristorante, potrebbe includere un elemento umano, come le mani, mentre una foto a tema ‘mare’ potrebbe includere alcuni dettagli connotanti“ spiega Marco Laganà, direttore creativo di Foorban.

Ecco allora le 6 regole d’oro di Foorban per ‘instagrammare’ il cibo.

1) Composizione: la tavola deve essere come un quadro in cui ogni elemento deve essere in equilibrio con gli altri e quindi no a oggetti in disordine o in eccesso. Anche la scelta del piatto è importante, che non deve essere troppo grande rispetto al cibo che lo occupa.

2) Colori: il piatto deve presentarsi colorato, quindi prestate attenzione alle tonalità di ingredienti che includete nella foto. Se volete attirare l’attenzione sul cibo, utilizzate uno sfondo che abbia un colore complementare a quello del piatto.

3) Impiattamento: è parte integrante della fotografia; iniziate dal centro del piatto e poi bilanciate linee e colori in modo simmetrico.

4) Contesto: aggiungere alcuni dettagli di contesto può dare più personalità alla fotografia.

5) Filtri: non usateli se non volete che il cibo risulti artefatto il cibo artefatto; preferite la luce naturale, meglio se leggermente soffusa,

6) Hashtag: una volta messa online la vostra foto, non dimenticate gli hashtag!

Depressione: ora si diagnostica tramite le foto di Instagram

Depressione: ora si diagnostica tramite le foto di Instagram

Sappiamo tutti che la depressione è una malattia oscura, ancora oggi non facile da diagnosticare.
Secondo recenti studi le persone che soffrono di depressione tendono a pubblicare sui propri profili e sulle proprie bacheche immagini scure, meno colorate rispetto a chi non soffre di depressione.

Con l’evoluzione sempre più massiccia di Instagram numerose sono le ricerche che si sono concentrare nello studio del perché venisse scelto un determinato tipo di filtro rispetto a un altro. Secondo l’ultimo studio in materia depositato su ArXiv la scelta delle immagini da condividere e dei filtri aggiuntivi scelti per quell’immagine, rifletterebbe lo stato mentale degli utenti: è stato così creato un algoritmo in grado di identificare le persone che soffrono di depressione.

L’analisi di Andrew Reece della Harvard University di Cambridge e di Chris Danforth della University of Vermont, si è concentrata sul fattore “preferenze di colore”, per capire se la scelta di colori e luci scure nelle foto postate su Instagram, potesse essere associata a un peggioramento dell’umore della persona autrice del post.

Per compiere il loro studio, i due ricercatori hanno creato un gruppo formato da lavoratori di Amazon Mechanical Turk ai quali sono stati sottoposti diversi questionari, alcuni anche sullo stato depressivo e sono state poi osservate le foto pubblicate dagli stessi stessi soggetti su Instagram.

Analizzando i risultati i ricercatori hanno osservato che:

  • Le persone depresse tendevano a postare foto grigie e scure.
  • Preferivano filtri come Inkwell (per il bianco e nero).
  • Ricevevano meno like rispetto a chi non soffriva di depressione, che invece mostrava di preferire filtri come Valencia. 

Il risultato è stato strabiliante: l’algoritmo usato dai ricercatori è stato in grado di identificare il 70% delle persone depresse a partire dalle loro foto.

 

 

Volgo Italia e il primo instameet

Volgo Italia e il primo instameet: l’altra faccia dei social network

Sarà il lago di Garda il protagonista del primo instameet totalmente targato Volgo Italia.
La passione per la fotografia, il piacere del viaggio, il gusto della scoperta e naturalmente la gioia dello stare insieme faranno da filo conduttore al primo instameet della community di Volgo Italia.

Il 12 maggio i ragazzi e le ragazze del gruppo Volgo si daranno appuntamento a Desenzano del Garda e accoglieranno tutti i follower della community, un’occasione speciale per fare cose semplici: conoscersi, stare insieme e naturalmente fotografare.

Volgo Italia e instameet: il programma

L’evento, che prenderà il via intorno alle 14:00, porterà i partecipanti alla scoperta dei luoghi più
suggestivi e caratteristici di Desenzano e Sirmione in un clima di amicizia e convivialità.

Si partirà dall’Hotel Piroscafo di Desenzano per poi spostarsi con il battello a Sirmione dove i partecipanti potranno visitare il centro cittadino e la caratteristica spiaggia di Jamaica Beach.

Tornati, poi, a Desenzano si potrà girare per le vie della cittadina e ammirare le ultime luci del giorno dal porticciolo sullo splendido lago di Garda.

14.00 – Incontro a Desenzano davanti all’Hotel Piroscafo in via Porto Vecchio 11. Presentazioni e consegna dei gadget e agli iscritti.

15.00 – Ci si avvia verso il battello delle 15:30 per Sirmione.

15.45 – Arrivo a Sirmione. A gruppi di 20 persone visiteremo Jamaica Beach (1 km a piedi 10 minuti). Nel frattempo gli altri visiteranno Sirmione.

18.10 – Battello di ritorno a Desenzano.

18.30 – Arrivo a Desenzano, destinazione porto (2 minuti a piedi) e giro in centro.

19.30 – Ci ritroviamo tutti al punto di partenza per i saluti.

Durante l’evento non mancheranno le sorprese e verrà lanciato un contest fotografico riservato ai partecipanti, in collaborazione con Sprea Fotografia e il Fotografo, canali social: Instagram (@il_fotografo_magazine) e facebook

L’iscrizione al meet è gratuita e aperta a tutti. Trovate tutti i dettagli e le modalità di iscrizione sul sito di Volgo Italia all’indirizzo www.volgo.it e sui canali social della comunity: Instagram (@volgoitalia) e Facebook.

Conto alla rovescia per Wide Photo Fest 17

L’appuntamento per tutti gli appassionati di fotografia è con Wide Photo Fest 17 che si svolge il 9, 10 e 11 giugno nella bellissima Piazza Gae Aulenti a Milano. Il nuovo evento dedicato al mondo imaging promosso da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging è stato pensato per chi desidera vivere un’esperienza unica immergendosi nel mondo della fotografia a 360 gradi.
“Wide Photo Fest vuole essere un festival inclusivo e aperto a tutti per far sentire ognuno parte di un’esperienza, di una grande festa che racconta il mondo della fotografia in modo trasversale e multidisciplinare – spiegano gli organizzatori. Per questo AIF ha lavorato all’ideazione e alla progettazione di un evento totalmente innovativo rispetto allo storico Photoshow, la celebre manifestazione di riferimento per il mondo dell’imaging, nell’ottica di offrire un’esperienza esclusiva al più ampio pubblico del mondo Imaging, scegliendo di affidare l’organizzazione dell’edizione 2017 del nuovo evento all’Agenzia Eventually“.
Con Wide Photo Fest, Photoshow esce dagli spazi fieristici approdando nelle strade di Milano e in particolare nell’area di Porta Nuova, diventata nuovo punto nevralgico della città grazie alla presenza di aziende e brand internazionali che con i loro grattacieli dal design avveniristico hanno rivoluzionato lo skyline di Milano.
Un palinsesto pensato per tutti
Il programma di Wide Photo Fest è accattivante e ingaggiante, pensato per un pubblico vasto e sfaccettato. A eventi rivolti a un pubblico esperto e più “tecnico” come conferenze e workshop, sono affiancate attività aperte a tutti, sia per semplici appassionati che per fotografi amatori come talk, training con fotografi professionisti e una caccia al tesoro fotografica coinvolgente per mettere in gioco la propria creatività. Non mancano iniziative pensate per i più piccoli o dedicate al pubblico femminile per il quale sono stati immaginati alcuni appuntamenti ad hoc.
Il programma prevede infatti eventi, incontri e approfondimenti sui diversi ambiti della fotografia, da quella di moda a quella naturalistica, a focus dedicati a temi come l’impatto dei socialmedia e delle nuove tecnologie sul mondo dell’imaging. Si parlerà quindi di Facebook, Instagram e cooking photography ma anche di giornalismo, fotografia glamour e fotoritocco. Le giornate saranno animate inoltre da diverse performance artistiche e da live show con celebri ospiti. Radio DEEJAY garantirà alla musica e al divertimento ruoli da protagonisti durante tutto l’evento. Sprea Fotografia è partner tecnico di Wide Photo Fest 17 e affianca i numerosi partner e brand leader del mondo Imaging in questa eccezionale festa delle immagini. L’evento, che si svolge con il Patrocinio del Comune di Milano, celebrerà il culmine della prima Milano Photo Week, la nuova iniziativa diffusa organizzata dal Comune per promuovere e valorizzare la fotografia in tutte le sue espressioni e utilizzi. per scoprire il programma dettagliato delle giornata clicca qui.

 

“GIOCO DI SCATTI”: Da oggi le Stelle non avranno più segreti per gli Instagrammers!

È appena partito il concorso di Stars for Europe, progetto europeo a carattere divulgativo dedicato alla Stella di Natale, che mette in palio il Messico: terra d’origine di questa pianta.


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Partecipare è molto semplice: basta scattare una fotografia della Stella di Natale e postarla su Instagram con l’hashtag #mychristmasstar2016. La foto che riceverà più like sarà la ‘Stella’ vincitrice.

Non resta che prepararsi dunque, scegliendo la nostra Stella di Natale preferita tra le varietà disponibili: rossa, bianca, rosa, gialla o glitter?

Una cosa è certa, anche i ‘non pollice verde’ si potranno cimentare nell’impresa!

In palio un viaggio in Messico di una settimana per due persone all inclusive. Si può partecipare sino al 24 dicembre.


2016_poinsettia_mexican_heritage_081


Maggiori info sul regolamento qui.

Questi i riferimenti social.

 

INSTAGRAM: la fotografia è divertimento!

INSTAGRAM: la fotografia è divertimento! Parola di Laura Masi, l’instagramer @ruberry, che Canon ha incontrato, alla scoperta di Firenze, per raccogliere i consigli sull’uso delle immagini sul popolare social network

Siete in partenza per una città d’arte italiana, un capoluogo europeo e condividerete le foto sui vostri social per raccontare, grazie alle immagini, le vostre emozioni, gli aspetti che più vi colpiscono della vostra destinazione e gli angoli nascosti che scoprirete.

A suon di “like” gli amici dimostreranno il gradimento delle vostre foto e quindi, per ottenere il favore e il coinvolgimento dei vostri follower, è importante considerare qualche aspetto fondamentale per utilizzare al meglio il social di condivisione delle immagini per eccellenza: Instagram.

Canon ha raccolto dall’instagramer Laura Masi alcuni consigli che possono essere utili a tutti, anche ai meno esperti di fotografia e di social network.

“Prima dei consigli di natura più tecnica, il suggerimento più importante che posso dare è molto semplice: DIVERTITEVI con passione! La fotografia è un mezzo potentissimo per esprimersi, ma lo sarà soltanto se sarete voi stessi e questo può verificarsi solo se prendete questo mezzo con la giusta leggerezza”, afferma Laura Masi, 29 anni fiorentina, ‘in arte’@ruberry con quasi 60.000 seguaci su Instagram.

Canon Italia ha accompagnato Laura Masi che, nell’esplorazione fotografica della sua Firenze, ha utilizzato la reflex Canon EOS 80D per raccontare il suo personale punto di vista immortalando gli scorci più emozionanti e significativi per lei.
 

Laura Masi, in esclusiva per Canon, ha condiviso i seguenti consigli per avere successo su Instagram:

1. Qualità dell’immagine: da quando Instagram è apparso nell’Apple Store, ormai nel lontano 2011, ha visto una crescita esponenziale non solo nella quantità dei contenuti, ma soprattutto nella loro qualità. Parliamo innanzitutto di una foto con la giusta luce: è preferibile la luce naturale, sfruttata facendo attenzione all’esposizione, ovvero che la foto non risulti troppo buia, ma allo stesso tempo neanche bruciata. Altra accortezza che rende un’immagine di qualità riguarda le linee degli orizzonti, ci sono molte applicazioni che permettono di implementare questa veloce e semplice post-produzione molto utile per fotografie paesaggistiche. Consiglio da tenere a mente soprattutto ora che si avvicina la stagione estiva: bisogna fare molta attenzione se non vogliamo che il mare abbia l’effetto “svuotamento”. Questo suggerimento va tenuto presente anche nella fotografia urban, in cui serve un po’ di allenamento in più: è necessario infatti prendere confidenza con le linee di fuga che vengono appiattite, dando l’effetto di “edificio che crolla”. Anche per questo problema esistono molte app che aiutano a “stirare” in verticale e in orizzontale l’immagine, in modo da renderla perfettamente reale.

2. Numero di pubblicazioni è estremamente importante. Quando facciamo un viaggio o una gita, è naturale scattare tante foto, e l’errore in cui si incorre più spesso è quello di pubblicare tanto, troppo, in pochissimo tempo, non curando molto l’immagine e perdendo quindi in qualità. Il mio consiglio è sempre quello di pubblicare poco e regolarmente: meglio una foto al giorno per cinque giorni di seguito, che 5 foto nello stesso giorno e poi silenzio nei giorni seguenti. Pubblicando 2-3 foto in un’ora si rischia di annoiare le persone che ci seguono; viceversa, non pubblicando per giorni interi si rischia di farsi dimenticare, non arrivando mai ad ottenere una crescita regolare di follower, ma solo picchi di alti e bassi. Molte persone tendono a smettere di seguire chi non pubblica regolarmente, perché pensano che si tratti di un profilo disattivo. Inoltre, sempre inerente alle pubblicazioni, è opportuno individuare un orario “fisso” e cercare di pubblicare sempre intorno alla stessa ora, in modo da fidelizzare i propri utenti. Se vogliamo pubblicare due foto in uno stesso giorno, bisogna sempre tenere presente di lasciare del tempo tra l’una e l’altra, pubblicando, ad esempio, uno scatto la mattina ed uno la sera, anche meglio verso l’orario di cena. 

3. Instagram permette di inserire al massimo 30 hashtag sotto ogni foto: dobbiamo quindi pensare bene a quali parole andremo ad usare accompagnate dal simbolo #. Iniziamo da cosa è sicuramente sbagliato: #scrivere #intere #frasi #dove #ogni #parola #è #anticipata #dal #simbolo #del #cancelletto, ma anche hashtag come likeforlike, followfollow, love, happinnes non sono assolutamente consigliati, perché attirano moltissimo spam. Non cercate su Google i 30 hashtag più visualizzati, ma andate a sbirciare tra gli influencer e valutate se tra quelli che loro usano ci sono parole chiave che possono funzionare per la vostra galleria. Facciamo qualche esempio: #FollowMySteps o #FromWhereIStand sono perfetti se avete delle foto che rappresentano i vostri piedi su un pavimento particolare, o se vi siete arrampicati su degli scogli o un palazzo da vertigini. Se amate le composizioni di cibo #OnTheTable è l’hashtag che fa per voi, #Straightfacade se vi piace rappresentare facciate dei palazzi, #Puddlegram se amate le pozzanghere con i loro riflessi, #Symmetricalmonsters se impazzite per le geometrie millimetriche, #AtHomeInTheWorld se siete sempre con la valigia in mano. Ovviamente se siete in Italia non potete non usare #IgersItalia insieme a #IgersRegione/Città.

4. Per quanto riguarda profili con contenuti fortemente personali – fatti di selfie o autoscatti, di aperitivi e cene – questi non sono mai particolarmente seguiti, a meno che non siate le social-star del momento. Trovare un proprio tema è molto importante: se vi piace cucinare potete aprire un profilo incentrato su composizioni di cibi, se vi piace viaggiare inutile dirvi che dovete condividere gli angoli del mondo che visitate. Ma non dovete sentirvi esclusi se la vostra passione sono il make-up o gli animali, i libri o i fiori. Il bello di Instagram sta proprio nella possibilità di condividere le proprie passioni, andando a giocare con luci e composizioni, in modo da convincere anche il semplice curioso a seguirci: basta un pizzico di fantasia e convincerete anche i più scettici del fatto che il vostro lavoro merita la loro attenzione. 

5. Spesso dimentichiamo che Instgram è un social network, e quindi un punto fondamentale è essere social. Cosa s’intende? Beh, condividere momenti di vita, risate e viaggi non è abbastanza: dobbiamo “coccolare” i nostri seguaci e questo lo si fa innanzitutto rispondendo ai messaggi. Se qualcuno vi scrive che la vostra foto “è bellissima”, spendete qualche secondo per lasciare un cuoricino o per dire semplicemente grazie, rispondete dove è stata scattata se vi viene chiesto, dite che app usate. Anche ai commenti meno positivi si deve rispondere, se la critica è costruttiva vi aiuterà a scattare una foto migliore domani. È fondamentale essere social anche con chi non vi segue: lasciate sempre messaggi e cuoricini quando passeggiate tra le foto; anzi, imparate a ritagliarvi un po’ di tempo durante la vostra giornata per andare a sbirciare le foto di altri, imparando a rubare con gli occhi, prendendo ispirazione da quell’inquadratura o da quei colori. Inoltre, studiate bene chi decidete di seguire: seguitene pochi ma buoni e una volta che seguite un profilo non smettete di farlo anche se non ricambiati immediatamente.

#comeandsee

Around Gallery presenta Linda Ferrari: i social media per il fotografo

Around Gallery presenta il progetto VIDEO ACADEMY, format didattico che si propone di sviluppare approfondimenti sull’arte e sul mercato della fotografia.1560632_394335217368687_1716613164_n

In questo video Linda Ferrari spiega con quali modalità il fotografo possa utilizzare i social media al meglio, inserendoli nella sua attività lavorativa.


La comunicazione nell’era dei social media è solo apparentemente più semplice, ma in realtà è diventata una questione molto più sofisticata. I social sono un grande esercizio di auto consapevolezza perché sono uno dei luoghi dove è più facile perderla.
Facebook, Twitter, Google+, Linkedin e Instagram non possono essere considerati degli ambienti d’intrattenimento per il fotografo, bensì dei veri e propri strumenti di lavoro.
Quali sono i maggiori benefici? Linda ci spiega che “innanzitutto dobbiamo prendere un foglio di carta e scrivere: cosa vogliamo fare con i social?”

Note biografiche
Laureata in psicologia del lavoro Linda Ferrari (www.lindaferrari.it) dal 2005 lavora nel mondo della fotografia. Nel 2012 rivolge la sua attenzione alla formazione creando il progetto fotografico Photo-Berlin e nel 2014 insieme al fotografo Stefano De Luigi il VII Masterclass. Cura il blog photoskine.com focalizzato sulla social photography.

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