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Isola della Fotografia

All’Isola della Fotografia le immagini di Anna Sowinska

Il tema della bellezza unisce le prossime mostre protagoniste de l’Isola della Fotografia, l’evento estivo dell’associazione Roma Fotografia nell’ambito della XXV edizione de L’isola del Cinema all’isola Tiberina, che ha attirato finora tantissimi visitatori e turisti con mostre, proiezioni, dibattiti.
Dal 6 al 8 agosto lo spazio Roma Fotografia dalle 20 ospita la mostra “Illumination”, di Anna Sowinska, fotografa italo-polacca, specializzata in reportage di viaggio, ritratto ed altre tecniche. Un lavoro che rappresenta una visione del mondo che sia riconoscibile a al tempo stesso in qualche modo visionario e racconta l’inaspettata bellezza e la sorprendente complessità del mondo, così come momenti di poetica semplicità. Tutti elementi portati alla nostra attenzione che incoraggiano gli spettatori a prendere coscienza della meraviglia del mondo in cui viviamo e del potere della fotografia che ci stupisce mostrandocelo con nuovi occhi. Ciò che nelle fotografie della Sowinska emerge potente allo sguardo non è mai qualunque indicatore visivo che fornisca informazioni (sul luogo o contesto, sull’ora o situazione, sulla forma o essenza dei soggetti), bensì tutto quanto in grado di stimolare e provocare una visione unica e complessiva che sia richiamo allusivo a un universo intimo. Il tutto è amplificato dall’applicazione a resina per dare un effetto tridimensionale e accentuare dettagli significativi.

Anna Sowinska, fotografa italo-polacca, specializzata in reportage di viaggio e ritratto

Della stessa autrice è la mostra “Touch me”, dal 9 al 11 agosto. Il progetto, dedicato alla bellezza femminile, vuole esplorare la sensualità femminile attraverso gli occhi di una donna. Le immagini sono stampate su una speciale carta, la Arjowiggins Curious touch da 300 g/m2, che al tatto risulta liscia e vellutata come la pelle di una modella e invita i visitatori a toccare le immagini, trasformando il convenzionale rapporto passivo opera-visitatore di matrice museale in una esperienza di partecipazione sensoriale. In “Touch Me” lo sguardo e la sensibilità femminile di Anna Sowinska esplorano il concetto di sensualità, sfuggente e indefinibile, mistero di bellezza e dannazione, attraverso una sistemazione visiva che precisa la percezione e, al tempo stesso, lascia vivere il nebuloso incanto di ciò che, non esplicito ed elusivo, deve essere indagato, scrutato, indovinato. Touch me è un lavoro modulare, immagine composita di un’idea. Nella realtà dei corpi, Anna Sowinska cerca quelle pieghe repentine e fugaci fra le quali si rivela la lusinga affascinante per i sensi. Le fotografie restituiscono un’idea di sensualità legata intrinsecamente alla femminilità, quella del corpo soggetto della rappresentazione, e quella dello sguardo stesso della fotografa, che da donna conosce il fascino della pelle e la magnetica eleganza dell’intimità. L’artista veste la sua visione di una luminosità fluente, interrotta a tratti da brevi profondità insondabili, dalla sottile malizia che vibra per uno scarto di colore o di buio, per l’incresparsi di un brivido sul velluto della pelle. E solo questo è sensualità, una limpida naturalezza in cui il gusto estetico, la chiara e nuda bellezza di un momento fissato negli occhi di chi guarda, sospinge la fantasia alla passione e al desiderio. Anna Sowinska utilizza la fotografia non come semplice forma di linguaggio o comunicazione, ma come uno strumento che nelle mani dell’artista si fonde con il supporto e la tecnica, diventando una pura forma materica. Ha partecipato a mostre collettive in Italia e all’estero. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste.

Tutti i dettagli su www.roma-fotografia.it

Il Kurdistan in fotografia all’Isola Tiberina

I profughi del Kurdistan meridionale sono i protagonisti de l’Isola della Fotografia, l’evento estivo a cura dell’associazione Roma Fotografia – nell’ambito della XXV edizione de L’ìIsola del Cinema – che ha attirato finora tantissimi turisti e visitatori grazie a mostre, incontri, workshop e performance.
La storia di queste persone rivive nella mostra “Makhmour, frammenti di una democrazia possibile” a cura di Lucrezia Lo Bianco, teledocumentarista per la Rai, particolarmente attenta alle tematiche migratorie e autrice di diversi documentari su migranti e rifugiati in Italia e nel sud del mondo. Dopo l’espulsione dalla Turchia a seguito della distruzione dei loro villaggi da parte dell’esercito turco, queste persone hanno concluso la loro fuga nel deserto vicino alla città di Hewlêr (Erbil). Qui, sotto la protezione delle Nazioni Unite, fu istituito l’odierno campo profughi: abitato da circa 13 mila curdi è una realtà dove, fin dall’inizio, si è applicato il confederalismo democratico, un sistema politico-sociale sviluppato da Abdullah Öcalan. Il campo, dove vige la parità di genere e la democrazia delle assemblee popolari di quartiere, oggi è un esempio di autogestione. 

Reportage fotografico sul Kurdistan

Questo reportage fotografico, realizzato nell’ottobre del 2018 è arricchito per completezza con alcuni scatti dei giornalisti Hikmet Aslan, Mirca Garuti e Mario Folchi che hanno documentato il villaggio in altre occasioni.  La mostra fornisce occasione per una raccolta fondi in collaborazione con L’Associazione “Verso il Kurdistan” di Alessandria che sostiene iniziative per progetti di cooperazione e sviluppo locale nel Kurdistan turco e iracheno. Con l’aiuto dell’Associazione, il Consiglio per la Salute del campo per rifugiati del Makhmour sta realizzando e ampliando un policlinico all’interno del campo.  Il policlinico è stato aperto il 26 maggio 2018 e nella sala parto sono nati già 27 bambini, mentre il reparto di radiologia è aperto da 3 mesi. Il problema ora è la mancanza di un’ambulanza. Soprattutto per i rifugiati, che vivono in una zona dove ci sono conflitti politici e militari e che hanno subito attacchi dell’ISIS e delle forze aeree turche, è difficile trasferire i pazienti con ferite e/o malattie gravi ad un ospedale con attrezzature migliori, senza un’ambulanza dove la rianimazione potrebbe essere fatta meglio e in maniera più corretta.

Tutti i dettagli su www.roma-fotografia.it

L’Isola della Fotografia: mostre, talk, aperitivi e contest

L’isola della Fotografia, l’evento estivo promosso dall’associazione Roma Fotografia con il patrocinio del Municipio I di Roma Capitale, si svolge nell’ambito della venticinquesima edizione de L’isola del Cinema nello splendido scenario dell’isola Tiberina, fino al 1 settembre. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura e l’arte della fotografia attraverso la voce di tanti protagonisti – professionisti, docenti, associazioni – che con impegno quotidiano lavorano perché Roma continui a preservare una vocazione culturale riconosciuta a livello internazionale. L’isola della Fotografia si inserisce nel calendario dell’estate romana, all’interno di uno degli appuntamenti più storici e affascinanti della Capitale, con una programmazione fatta di mostre, talk, presentazione di libri, contest, aperitivi fotografici. Il Tevere, dunque, da sempre al centro di un mondo fatto di abitudini, luoghi, abitanti, street-art, fauna e flora – scelto per queste sue caratteristiche come set fotografico e cinematografico di grandi autori – diventa ancora una volta protagonista delle serate romane. E rappresenta il filo conduttore di un racconto che va dal cinema alla letteratura, dalla musica alla poesia fino alla fotografia, strumento potente di testimonianza e riflessione su tematiche e sfide da raccogliere: l’ambiente, l’impegno sociale, l’innovazione e la ricerca.

L’Isola della Fotografia: programma dal 23 Luglio al 29 Luglio

Dal 23 al 29/7 collegamento con base in Artico, mostra su Spoleto e set dedicato a selfie
Una nuova settimana ricca di eventi inizia a L’isola della Fotografia.
Il 24 luglio alle 20:30 allo Schermo Tevere è previsto l’incontro ’Nord e sud, un viaggio con il Cnr alla scoperta dei poli’ per affrontare tematiche importanti, dai cambiamenti climatici allo studio degli ecosistemi, e illustrare le attività scientifiche svolte ai Poli, di cruciale importanza per studiare e preservare lo stato di salute della Terra. Un dialogo con i ricercatori del Cnr che partecipa attivamente ai progetti di ricerca presso le basi ‘Mario Zucchelli’  e  ‘Concordia’ in Antartide, mentre in Artico gestisce la base ‘Dirigibile Italia’, nelle isole Svalbard.
Interviene Fabio Trincardi, direttore del Dipartimento Terra e Ambiente del Cnr, modera Marco Ferrazzoli, Capo Ufficio Stampa Cnr. Durante la serata è previsto un video-collegamento con la base Cnr ‘Dirigibile Italia’, da dove i ricercatori in missione al Polo Nord risponderanno alle domande del pubblico.

Dal 23 al 29 luglio lo spazio Roma Fotografia ospita  “Ànemos – Narrazioni Simboliche”, una mostra di Maria Cristina Valeri che vuole simboleggiare, nell’individuazione di quattro elementi (natura, tempo, arte e sacralità), ciò che da sempre ha percorso la storia delle città. La narrazione è immaginifica e dunque simbolica. I corpi che si muovono e danzano sono di volta in volta elementi che si inseriscono come completamento della quaternità. Il percorso fotografico, commissionato dalla famiglia Monini, è dedicato alla città di Spoleto, ma nella percezione artistica dell’autrice potrebbe riferirsi a qualunque città storica d’Italia. Un gioco di fantasia dunque, in cui la fotografa ha cercato di restituire in modo simbolico ed onirico una città nota in tutto il mondo, eppure capace “di velarsi e svelarsi in un continuo rimando tra il lasciarsi guardare ed avvolgere con il proprio sguardo”.

Dopo il successo dello scorso inverno, il 27 luglio torna Self(ie) confident, progetto fotografico e artistico firmato da Maria Cristina Valeri. L’idea riformula il progetto originario, Face to face with our image, al quale la fotografa ha lavorato per più di un anno coinvolgendo donne di ogni fascia d’età, estrazioni, storie personali e sociali con il desiderio di coinvolgere un pubblico ampio che sceglie attraverso due strumenti contemporanei (smartphone e macchina fotografica) di raccontarsi con una molteplicità di immagini in un mondo che è ormai sempre più visivo.
Nello splendido scenario dell’isola Tiberina sarà allestito un set fotografico dalle 20 fino a mezzanotte con l’obiettivo di invitare chiunque a scattarsi una foto e regalarsi uno scatto professionale firmato da Maria Cristina Valeri. Un modo nuovo di provare a tracciare il nostro tempo e rendere protagonisti propositivi e consapevoli uomini, donne, famiglie, gruppi di amici, coppie arcobaleno.
Cosa e come amiamo raccontarci ad un pubblico composto da miliardi di persone? A questa domanda l’autrice prova a rispondere durante un dibattito il 26 luglio allo Schermo Tevere.
Tutti i dettagli su www.roma-fotografia.it

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