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Il Giappone di Chris Steele-Perkins in mostra a Magazzini Fotografici

Il fotografo Magnum Photos Chris Steele-Perkins presenta a Magazzini Fotografici il suo progetto JAPAN. La mostra, curata da Laura Noble, direttrice della L A Noble Gallery, racconta del forte legame che il fotografo Chris Steele-Perkins ha con il Giappone. Il rapporto è nato molti anni fa e si è consolidato con le sue 48 visite al paese. In questi suoi numerosi viaggi si sono susseguite esperienze ed avvenimenti di varia natura, tra cui il tragico tsunami del Tōhoku del 2011. Il Giappone è un luogo di contraddizione, molto legato alle antiche tradizioni ma allo stesso tempo artefice costante di nuove tendenze, che vanno dalla moda alla tecnologia, adottate da tutto il paese con un entusiasmo sfrenato. Per noi occidentali le usanze giapponesi risultano essere completamente estranee al nostro modo di vivere e di conseguenza assumono un fascino particolare. Le città e le comunità rurali regalano al paese atmosfere e ambienti completamente diversi tra loro. Le luci al neon sempre accese di Tokyo sono vivaci e sorprendenti ma nel frastuono della città, la silenziosa maestà del Monte Fuji appare sempre presente, immobile e senza tempo. Steele-Perkins, con il suo progetto Japan, celebra questa deliziosa combinazione di bello e bizzarro e racconta i molti strati di una cultura ricca di tradizione e nuove tendenze.
Abitudini, sport, modi di vestire diversi si alternano tra la radicata cultura conservatrice e il moderno culto della stravaganza. Questo strano e particolare equilibrio ci permette di godere della peculiare natura di una nazione molto diversa dall’Occidente e della sua immensa ricchezza culturale.

Chris Steele-Perkins, Japan
Magazzini Fotografici
via San Giovanni in Porta 32, Napoli
14 giugno – 21 luglio 2019

Per maggiori informazioni www.magazzinifotografici.it

David Hurn: veterano dell’agenzia Magnum ha documentato più di sessant’anni di storia

Il veterano di Magnum Photos David Hurn è uno dei fotografi documentaristi europei più rispettati e influenti. Le sue opere più conosciute offrono uno sguardo personale e affettuoso sulla cultura, le vite quotidiane e i comportamenti della gente comune, soprattutto del Galles, dove ha trascorso gran parte della sua vita.

David Hurn ha documentato più di sessant’anni di storia

Qual è la sua storia?
Hurn è nato nel 1934 nel Surrey ed è cresciuto nel Galles; il padre era un ufficiale delle Guardie Gallesi. Gravemente dislessico, ha finito per lasciare la scuola senza diplomarsi. Nel 1953 ha iniziato due anni di servizio nell’esercito, dove è stato selezionato per l’addestramento da ufficiale a Sandhurst. In quel periodo, ha acquistato una macchina fotografica e ha cominciato a studiare fotografia.

Quando è diventato un professionista?
Nel corso del periodo di studi a Sandhurst, Hurn ha visto una copia del Picture Post, con scatti di Henri Cartier- Bresson di persone ordinarie russe. Mostravano il “nemico” della Guerra Fredda sotto una luce diversa e hanno reso “profondamente pacifista” il giovane Hurn. Lasciato l’esercito nel ’55, un anno dopo è partito in autostop per Budapest, per fotografare la rivoluzione ungherese. Sono state queste immagini, pubblicate proprio dal Picture Post, a lanciare la sua carriera di fotogiornalista freelance.

Come si è poi sviluppata la sua carriera?
Ha sempre fotografato i suoi progetti documentaristici, molti dei quali trovavano pubblicazione nelle edizioni domenicali dei quotidiani. È stato anche fotografo di scena di grandi produzioni cinematografiche, tra cui Dalla Russia con amore (1963) e Barbarella (1967). Nel 1955 è diventato membro associato dell’agenzia Magnum e nel 1966 ha documentato le conseguenze del disastro minerario di Aberfan. Un anno dopo è diventato socio Magnum a pieno titolo.

Quali sono le sue opere più conosciute?
Nel 1972 è tornato a vivere nel Galles e ha avviato un progetto a lungo respiro di documentazione della cultura e delle tradizioni gallesi, con un occhio particolare ai cambiamenti del Paese. Queste immagini sono state raccolte in Land of My Father (2000) e Living in Wales (2003).

In che modo ha influito sui colleghi più giovani?
Nel 1973, ha fondato la famosa School of Documentary Photography al Gwent College di Newport. Si è concentrato soprattutto sul dotare i suoi studenti di capacità pratiche, dalla confezione degli articoli alla vendita degli scatti.

Quali altri libri ha pubblicato?
È co-autore, con Bill Jay, del classico manuale On Being a Photographer: A Practical Guide. Tra i suoi libri fotografici citiamo il recente Arizona Trips (2017), che raccoglie scatti dal 1979 al 2001. È tuttora attivo come fotografo.

Qual è la sua citazione più famosa?
“La vita, mentre si svolge davanti a un obiettivo, è così piena di complessità, di meraviglia e di sorprese, che trovo inutile creare nuove realtà”. Sostiene ci sia più piacere, per lui, nelle cose così come sono.

Da Il Fotografo

Immagine in evidenza

Herne Bay, Kent, 1963.

La Fotografia della settimana: il Miliziano di Robert Capa

© Robert Capa / Magnum Photos

Il 22 ottobre nasce a Budapest Endre Friedmann, Robert Capa, considerato il più leggendario fotografo di guerra. La sua fotografia del “miliziano morente” non ha mai smesso di fare discutere. Sono passati più di ottant’anni e la vicenda del miliziano di Robert Capa resta una delle storie più affascinanti della fotografia. Non è tanto la cronaca in sé ad accendere le discussioni tra lettori, appassionati e addetti ai lavori, ma tutta la teoria sul mestiere del fotografo che questa foto ha scatenato. La domanda sul Miliziano di Capa è molto semplice: quella foto è stata davvero scattata a Cordoba, nel 1936, nell’istante in cui un soldato dell’esercito repubblicano viene colpito a morte da un proiettile franchista? O è tutta una messa in scena? Insomma, quella foto è vera o è una ricostruzione? Chi ha conosciuto Robert Capa e chi ha studiato la fotografia ha risolto ogni dubbio: quel fatto è realmente accaduto.

Ma per molti è stata l’occasione per introdurre una terza via tra i campi di battaglia, una possibilità che ha molto a che fare con l’etica: quando si documenta un combattimento non sempre esiste solo il vero o il falso, esiste anche il verosimile. Molte delle domande degli ultimi anni riguardo il mestiere del fotoreporter, ruotano proprio intorno a questo tema.Una sintesi è contenuta in una conversazione tra Frank Horvat e Marc Riboud.
Frank Horvat: Prendiamo il caso del miliziano colpito a morte, nella foto di Capa. Certi hanno sostenuto che fu una messa in scena.
Marc Riboud: È falso. Robert Capa non avrebbe imbrogliato.
Frank Horvat: Lo credo anch’io. Ma lasciami fare l’ipotesi: se questa foto fosse stata messa in scena, mostrerebbe una realtà della guerra che corrisponde, effettivamente, alle osservazioni di Capa. Che ci sarebbe di male?
Marc Riboud: Io non la chiamerei una messa in scena, ma una truffa.Ma d’altra parte, il leggendario photo editor di Life, John G. Morris, grande amico di Robert Capa e referente a Londra quando i negativi del D Day di Capa vennero distrutti in fase di sviluppo, non ha mai avuto dubbi su quella foto. “Capa non mi parlò mai di quella foto, ma posso capire la sua reticenza” scrive John Morris in un lungo articolo “Chi vorrebbe farsi una reputazione a causa della sfortunata morte di un compagno? Personamente non sono particolarmente interessato a stabilire le circostanze esatte in cui la foto venne scattata, il luogo esatto in cui fu realizzata, il nome dell’uomo che morì. Io credo nell’integrità di quella foto, e nell’integrità di Robert Capa”. 

La “vera” fotografia? Quella stampata

Alex Majoli e Epson

La vera fotografia è quella stampata

Lo afferma Alex Majoli, uno dei più importanti fotografi contemporanei e past president dell’agenzia internazionale Magnum Photos: nella sua “bottega rinascimentale” ha scelto Epson perché la sua tecnologia è l’unica che, a suo giudizio, garantisce la longevità delle immagini. Dal 2014 è fotografo Digigraphie.
“Grazie all’utilizzo degli smartphone oggi il mondo è fotografato e ripreso come mai in precedenza nella storia dell’uomo. Io non vedo questa condizione come una minaccia al mio lavoro: anzi, il contrario. Dato che ci sono così tante persone che raccontano il mondo, io ora posso farlo in maniera autoriale.”
Alex Majoli, fotografo di fama internazionale, past presidente di Magnum Photo, l’agenzia che ha fatto la storia del fotoreportage, non ha dubbi. Oggi che la fotografia è diventata istantanea e alla portata di tutti, oggetto di fuggevole attenzione, si apre un nuovo spazio per chi, attraverso la fotografia, racconta il proprio sguardo sul mondo.
Alex Majoli, che da sempre racconta il dramma delle persone e dei territori offesi, pone l’uomo al centro della propria fotografia. E ha ben presente che anche quando il suo lavoro è quello di documentare, ogni scatto cattura un attimo e lo restituisce secondo l’interpretazione del fotografo. La fotografia, spiega, propone sempre una verità soggettiva, perché è la verità che ha visto e ha deciso di raccontare il fotografo.

Stampare direttamente in studio ha dato nuova vita alla fotografia di Alex Majoli

Per Majoli l’indipendenza è stata sempre un aspetto fondamentale del suo lavoro e l’idea di poter stampare in autonomia e controllare direttamente le immagini ha cambiato la sua fotografia. Nella continua sperimentazione che contraddistingue il suo studio, l’arrivo del digitale è stato per lui l’inizio di una nuova fase. Gli anni trascorsi a sperimentare la stampa digitale lo hanno portato a testare diverse tecnologie, prediligendo quelle capaci di restituire immagini in grado di rimanere inalterate nel tempo. “Ho scelto Epson quando ho deciso di iniziare a stampare con l’inchiostro invece che in camera oscura”, dichiara Majoli. “Purtroppo, chi diventa fotografo senza passare dallo studio dell’arte e delle tecniche pittoriche non capisce quanto il pigmento sia importante, perché non lo conosce, non sa da dove viene. Poter controllare i colori e i bianchi e neri in prima persona è stata per me una svolta: quando consegno una fotografia a un collezionista, a un museo o a un’istituzione, voglio essere sicuro che non mi chiamino per dirmi che c’è un problema e so che con Epson questo non succede.”

Digigraphie, garanzia di qualità che dura nel tempo

Alex Majoli è un artista certificato Digigraphie sin dal 2014. “Quando consegno una stampa a un acquirente, un museo o a una galleria – spiega Alex Majoli – devo avere la garanzia che l’opera consegnata duri nel tempo. La certificazione Digigraphie mi permette, grazie ad Epson, di garantire la qualità di stampa e la sua durata nel tempo”. Lavorando nel campo del collezionismo, Alex Majoli ribadisce l’importanza di offrire ai suoi interlocutori una garanzia sull’acquisto effettuato. “Si tratta – ribadisce Majoli – di responsabilità e serietà da parte dell’autore. Per stare nel mercato devo garantire la filiera: Epson, con Digigraphie, mi offre certezza di durata per la parte stampa, carta e inchiostri”.
Attualmente Majoli utilizza una stampante fotografica di largo formato SureColor SC-P20000, che coniuga affidabilità, alta precisione, elevata qualità e velocità di stampa con una risoluzione a partire da 600×600 dpi. Dotata della testina di stampa PrecisionCore MicroTFP e del nuovo set di inchiostri Epson UltraChrome Pro a 10 colori, assicura stampe uniformi di eccezionale qualità, con neri pieni e profondi grazie ai nuovi inchiostri Nero Photo e Nero Matte ad alta densità. Le tecnologie K4 e MSDT (Multi Size Droplet Technology) offrono invece una migliore gradazione con sgranatura ridotta. Infine, grazie all’utility Epson Colour Calibration, il fotografo può gestire facilmente la riproduzione dei colori e produrre stampe uniformi senza dover integrare costosi moduli aggiuntivi.
“Epson – afferma Majoli – ha una tecnologia più avanzata rispetto ai competitor e garantisce la longevità delle foto. Ha sempre avuto un occhio di riguardo verso i professionisti, li ha sempre ascoltati e per me questo è fondamentale. Posso dire che Epson è sempre cinque anni più avanti degli altri.” “Aiutare i professionisti nel loro lavoro quotidiano è il nostro obiettivo”, ha dichiarato Renato Sangalli, Sales Manager prodotti Pro-Graphics di Epson Italia. “Per questo motivo ci impegniamo a offrire stampanti, inchiostri e carte di alta qualità che permettano di ottenere i migliori risultati possibili. SureColor SC-P20000 coniuga l’elevata velocità di stampa con l’alta qualità che ci si aspetta da un prodotto Epson, offrendo facilità di utilizzo e una riproduzione dei colori ottimale.”

HOME: un grande progetto fotografico, nato dalla collaborazione tra FUJIFILM e Magnum Photos

© David Alan Harvey:Magnum Photos

Un grande progetto fotografico, nato dalla collaborazione tra FUJIFILM e Magnum Photos

Dopo New York, Londra, Parigi, Tokyo, Hong Kong e Colonia, fino al 28 ottobre prossimo sarà in Italia HOME, un grande progetto fotografico, nato dalla collaborazione tra FUJIFILM e Magnum Photos.
Ospitata negli spazi di Galvanotecnica Bugatti a Milano, la mostra racconta la visione personale di “casa” di 16 fotografi Magnum che con il proprio stile e la propria sensibilità hanno messo a fuoco un tema tanto globale quanto intimo. Collettivamente, queste sedici brevi storie visive creano un ritratto poetico e complesso di ciò che è “casa” e di ciò che può esserlo.

 

Fujifilm e Magnum Photos in "Home": dieci giorni dedicati alla cultura dell’immagine

© David Alan Harvey:Magnum Photos

Fujifilm e Magnum Photos in “Home”

Arriva a Milano la mostra HOME, progetto nato dalla collaborazione con Magnum Photos, che racconta la visione personale di casa di 16 fotografi Magnum, che con la medio formato Fujifilm GFX 50S, con il proprio stile e la propria sensibilità hanno messo a fuoco un tema tanto globale quanto intimo.
Collettivamente, Olivia Arthur, Antoine d’Agata, Jonas Bendiksen, Chien-Chi Chang, Thomas Dworzak, Elliott Erwitt, David Alan Harvey, Hiroji Kubota, Alex Majoli, Trent Parke, Gueorgui Pinkhassov, Mark Power, Moises Saman, Alessandra Sanguinetti, Alec Soth, Alex Webb hanno realizzato sedici brevi storie visive che creano un ritratto poetico e complesso di ciò che è “casa” e di ciò che può esserlo.

Fujifilm e Magnum Photos in “Home”: incontri, visite guidate, letture portfolio con alcuni autori e curatori Magnum

Durante i giorni di esposizione, Fujifilm Italia e Magnum Photos riservano per il pubblico italiano sette importanti appuntamenti, tra incontri, visite guidate, letture portfolio con alcuni autori e curatori Magnum, tra cui i fotografi Chien-Chi Chang, Alex Majoli.

HOME sarà in esposizione dal 18 al 28 ottobre 2018 a Milano presso Galvanotecnica Bugatti – via Privata Gaspare Bugatti, 7. L’ingresso è gratuito e aperto al pubblico dalle 10:00 alle 20:30 e dalle 10:00 alle 22:00 il mercoledì e giovedì.

Fujifilm: X-Vision Tour

Il 27 e 28 ottobre Fujifilm X-Vision Tour conclude il suo viaggio a Milano presso Torneria Tortona – via Tortona 32, con due giornate di incontri per un pieno di fotografia. Il roadshow presenta un ricco programma che spazia dalla fotografia – reportage, street, naturalistica, moda, paesaggio, sport – al video e alla ripresa. Si potrà partecipare gratuitamente a seminari, incontri incentrati sul linguaggio visivo attraverso i racconti di importanti fotografi, workshop, per mettersi alla prova su set fotografici e sperimentare luci e attrezzature, e incontri tecnici di prodotto, relativi alla gestione del workflow fotografico e video, insieme a importanti professionisti del settore. Nelle due giornate di tour saranno poi allestite tre postazioni tecniche, una per la Serie X, una per il video con la nuova X-T3, X-H1 e le ottiche cinema MKX e un’ultima dedicata al sistema medio formato GFX. In ognuna di queste aree si potrà incontrare lo staff tecnico Fujifilm che sarà a disposizione per illustrare le peculiarità dei diversi sistemi e dare consigli sulle migliori modalità di utilizzo. A completare l’offerta culturale, tre progetti autoriali in mostra: “Maiora Premunt”, di Matteo Bastianelli, “Portrait Insight” di Stefano Guindani e “Cent’anni dopo. Ricordi di guerra, sguardi di pace” progetto corale, in collaborazione con Trentino Marketing, che ha coinvolto i fotografi Giulia Bianchi, Luciano Gaudenzio, Daniele Lira, Pierluigi Orler, ed il videomaker Gianluca Colla.

Per maggiori informazioni visitare http://blog.fujifilm.it/home-x-vision-tour/

Elliott Erwitt, il grande maestro della fotografia in mostra a Treviso

FRANCE. Paris. 1989. Contact email: New York : photography@magnumphotos.com Paris : magnum@magnumphotos.fr London : magnum@magnumphotos.co.uk Tokyo : tokyo@magnumphotos.co.jp Contact phones: New York : +1 212 929 6000 Paris: + 33 1 53 42 50 00 London: + 44 20 7490 1771 Tokyo: + 81 3 3219 0771 Image URL: http://www.magnumphotos.com/Archive/C.aspx?VP3=ViewBox_VPage&IID=2S5RYDWH6L_E&CT=Image&IT=ZoomImage01_VForm

Elliott Erwitt: “i cani sono come gli umani, solo con più capelli

Suazes, in collaborazione con Fondazione Cassamarca di Treviso e Magnum Photos, organizza, presso gli spazi di Casa dei Carraresi, una grande mostra dedicata ad uno dei più importanti fotografi contemporanei, Elliott Erwitt.  Qui interpretato da un percorso espositivo originale, che esplora una delle parti più curiose ed interessanti, nonché note, della produzione del fotografo franco-americano, ovvero quella dedicata ai cani.

Elliott Erwitt: la mostra

Una selezione che viene, con tali dimensioni, per la prima volta esposta in Italia, raggruppando oltre ottanta fotografie accompagnate da video, documenti e altro materiale dedicato al tema.
La mostra intitolata “Elliott Erwitt: i cani sono come gli umani, solo con più capelli”, curata da Marco Minuz, raccoglie una straordinaria selezione di fotografie dedicate a questo tema. In un percorso che spazia dagli anni cinquanta fino ai giorno nostri e che documenta la profondità e l’acutezza del lavoro fotografico di Erwitt su questo specifico tema. Le sue sono tutte immagini realizzate “dal punto di vista dei cani”. Spesso il fotografo pone il suo obiettivo ad altezza di cane, lasciando ai suoi padroni, il solo spazio di un piede o dei polpacci. I cani sono tra i soggetti più amati dal fotografo. Non perché egli ne sia particolarmente affascinato (come lui sostiene), ma perché con il loro atteggiamento naturale e irriverente, fungono da perfetto contraltare alla pomposità ed alla ricercata compostezza dei loro padroni. E soprattutto, a differenza degli uomini, non hanno la pessima abitudine di pretendere una stampa delle foto che viene loro fatta!
Il titolo, tratto da una sua dichiarazione rilasciata in un’intervista, è già una guida per questa mostra che vuole essere un’opportunità per analizzare, con ironia e a volte cinismo, l’essenza profonda di questa ricerca che, attraverso il quadrupede peloso, mira all’essere umano.
Molte di queste immagini sono buffe e ritraggono animali che saltano o si mostrano sorpresi. Pose che sono ottenute, a volte, da Erwitt con un metodo preciso, ovvero suonando, poco prima di fotografare, una trombetta che spaventava i cani. Oppure, ricorrendo ad un unico forte latrato, emesso dallo stesso fotografo, che scatena la reazione dei cani che, all’improvviso, saltano, abbaiano, ringhiano, consentendogli di coglierli nella loro naturalezza. Escono così immagini di forte spontaneità, che fissano l’espressione animata degli animali.

Elliott Erwitt: il grande maestro della fotografia

Nelle fotografie di Erwitt non c’è un’attenzione particolare per il paesaggio; il suo occhio s’indirizza alla figure umane e sugli animali, per lui riflessi inconsapevoli delle abitudini degli uomini.
Erwitt è nato nel 1928 in Francia da una famiglia di emigranti russi. Ha trascorso la sua infanzia in Italia, sino al ritorno in Francia e poi al definitivo trasferimento negli Stati Uniti ed in particolare a New York. Nel 1953 entra a far parte della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.E’ universalmente annoverato tra i grandi maestri della fotografia mondiale di tutti i tempi. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato dal bianco e nero e dal carattere ironico, è sempre mosso da un unico grande dogma: l’osservazione acuta della realtà circostante. Molte delle sue foto appartengono oramai al patrimonio visivo del secolo scorso. Celebri i suoi ritratti a personaggi storici come Marylin Monroe.
Nel corso della mostra sono in programma eventi dedicati al tema, con il coinvolgimento delle principali realtà territoriali del territorio.

La mostra: il programma

ELLIOTT ERWITT: i cani sono come gli umani, solo con più capelli
Treviso, Casa dei Carraresi, 22 settembre 2018 – 3 febbraio 2019
A cura di Marco Minuz. Organizzata da Suazes con la collaborazione di Fondazione Cassamarca di Treviso e Magnum Photos.

Orari apertura:

da martedì a venerdì: 10 – 18
sabato, domenica e festivi: 10 – 20

Foto in evidenza: Elliott Erwitt/Magnum Photos. FRANCE. Paris. 1989.

La domenica a CAMERA per bambini e famiglie!

Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

In occasione della mostra L’Italia di Magnum CAMERA propone ogni domenica appuntamenti dedicati a bambini e famiglie. Laboratori ideati per avvicinare i più piccoli al linguaggio universale delle immagini attraverso il gioco e la sperimentazione.

La domenica alle ore 17.00 è sempre prevista la visita guidata alla mostra, gli accompagnatori potranno partecipare al laboratorio o in alternativa affidare i bambini ai nostri mediatori e visitare la mostra.


21 maggio – Cartoline dal mondo

Cosa ci racconta la fotografia di un luogo? Sicuramente del paesaggio ma anche di usi e costumi. Portare con sé un’immagine dei luoghi visitati è una pratica antica che affonda le sue radici nei viaggi del Grand Tour o più di recente in quella di spedire cartoline dai luoghi di vacanza. Ma in cosa la fotografia di reportage è differente dalla cartolina? I bambini lo scopriranno realizzandone una prendendo spunto da entrambi i riferimenti.


INFORMAZIONI
Orario laboratorio
: 16.30
Durata: 90 minuti
Età: dai 5 anni in su
Numero massimo partecipanti: 15
Costo: 4€ a bambino | per un accompagnatore ingresso ridotto alla mostra o gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei Torino Piemonte

Per maggiori informazioni e prenotazioni clicca qui.


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CAMERA Torino

di Alessandro Curti


Andiamo a Torino, per visitare l’osservatorio sulla fotografia nazionale e internazionale.

Duemila metri quadri in pieno centro a Torino, tra piazza Vittorio e piazza Castello e a due passi dalla Mole Antonelliana, totalmente dedicati alla fotografia, alla ricerca e alla condivisione delle immagini.
Un Centro giovane – ha aperto nel 2015 – dinamico e capace di realizzare un’offerta culturale stimolante e all’avanguardia, con un occhio sempre aperto sul panorama internazionale e contemporaneo.



Didattica
Un programma rivolto a tutte le fasce d’età e di formazione si propone di favorire lo sviluppo della conoscenza fotografica e della divulgazione dell’arte come strumento critico autonomo e personale.
Workshop, incontri e corsi tenuti da fotografi professionisti e affermati garantiscono un’ampia scelta per tutti i gusti.
CAMERA organizza anche laboratori per bambini e per famiglie.

Archivio
Il centro torinese si sta impegnando con determinazione per portare avanti un progetto, realizzato in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, per censire gli archivi fotografici presenti sulla scena contemporanea.
Attraverso l’utilizzo del software ABACVM, che consente una rapida gestione web e facilita l’organizzazione e l’accesso alle immagini digitali, CAMERA sostiene e valorizza il patrimonio fotografico italiano.

Mostre
CAMERA organizza ogni anno tre esposizioni principali e altre complementari, che prendono in considerazioni sia artisti affermati accompagnati da giovani fotografi emergenti.
Fino al 21 maggio è possibile visitare L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, un omaggio a Magnum Photos, la più storica e autorevole agenzia fotografica del mondo – e partner istituzionale di Camera – in occasione del 70° anniversario dalla sua fondazione.


Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

I giovedì in CAMERA
In occasione delle mostre, lo staff dello spazio realizza un ciclo di incontri, conversazioni e proiezioni in compagnia di esperti, che offrono approfondimenti culturali. Il programma dei giovedì in CAMERA è consultabile sul sito camera.to.


Info:
Indirizzo: Via delle Rosine 18, 10123 Torino
Orari: lunedì-domenica 11-19
martedì chiuso
giovedì 11-21
Tel: 011.08.81.150
E-mail: camera@camera.to
Web: camera.to


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L’Italia di Magnum in mostra a CAMERA Torino

Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

Ha inaugurato il 3 marzo la mostra L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, un omaggio a Magnum Photos, la più storica e autorevole agenzia fotografica del mondo – e partner istituzionale di Camera – in occasione del 70° anniversario dalla sua fondazione.


Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

La mostra si compone di oltre duecento immagini che raccontano, con un linguaggio tra fotogiornalismo e arte, gli eventi, i personaggi e i luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie iconiche e di altre meno note. Attraverso lo sguardo di venti fra i più grandi maestri della fotografia internazionale, la mostra si articola in un percorso cronologico, organizzato per decenni.

A cura di Walter Guadagnini con Arianna Visani

fino al 21 maggio 2017


CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, – 10123 Torino
+39.011.0881150, camera@camera.to

Orari di apertura:
Lunedì 11.00 – 19.00
Martedì chiuso
Mercoledì 11.00 – 19.00
Giovedì 11.00 – 21.00
Venerdì 11.00 – 19.00
Sabato 11.00 – 19.00
Domenica 11.00 – 19.00


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Magnum Photos festeggia i 70 anni a Torino, Brescia e Cremona

L’Avana, Cuba, 1963 @ René Burri

Da 70 anni le immagini della Magnum Photos hanno contribuito a creare la percezione della cronaca e della storia del mondo. La leggenda narra che nei primi mesi del 1947, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger si diedero appuntamento sul terrazzo del Museum of Modern Art di New York per fondare quella che sarebbe diventata la più autorevole agenzia fotografica del mondo. L’anniversario viene  con tre mostre in altrettante città: Torino, Cremona e Brescia.

Torino, Camera – Centro Italiano per la Fotografia, festeggia la ricorrenza con la mostra L’Italia di Magnum. Da Cartier-Bresson a Pellegrin in esposizione dal 2 marzo al 21 maggio 2017, a cura di Walter Guadagnini con la collaborazione di Arianna Visani.
 Venti sono gli autori (tra cui Robert Capa, David Seymour, Elliott Erwitt, Herbert List, Ferdinando Scianna, Martin Parr) chiamati a raccontare eventi grandi e piccoli, personaggi e luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi.
Al Museo del Violino di Cremona, a cura di Marco Minuz, i 70 anni di Magnum danno vita a “Life – Magnum. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia” dal 4 Marzo all’11 Giugno 2017. In mostra fotografie di Eve Arnold, Werner Bischof, Bruno Barbey, Cornell Capa, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliott Erwitt, Ernst Haas, Philippe Halsman, Inge Morath, Dennis Stock. La mostra, per la prima volta, analizza il racconto fra celebri reportage realizzati dai membri di Magnum Photos e il settimanale illustrato americano dove vennero pubblicati.
A Brescia, infine, dal 7 marzo, prenderà il via la prima edizione di Brescia Photo Festival 2017 dove Magnum sarà raccontata da ben tre mostre: Magnum First, al Santa Giulia e sino al 3 settembre, ripropone, per la prima in Italia, le 83 stampe vintage in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing. Sempre a Santa Giulia ci sarà anche Magnum – La première fois con i servizi che hanno reso celebri 20 grandissimi fotografi Magnum, tramite proiezioni e stampe originali. Inoltre, nella sede della Camera di Commercio di Brescia, sarà possibile ammirare per la prima volte le proiezioni di Brescia Photos, tre reportage su Brescia ed il suo territorio realizzati nel 2003 da tre reporter Magnum: Harry Gruyaert, Alex Majoli e Chris Steele-Perkins.

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