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Stregati dalla luna! Il 28 luglio a Matera

Stregati dalla luna! Appuntamento domenica 28 luglio a Matera con un grande evento organizzato in collaborazione con Fowa per celebrare l’impresa di Niel Armstrong e Buzz Aldrin e ricordare le mitiche Hasselblad, le prime fotocamere ad aver “toccato” il suolo lunare.
Dalle 10.30 alle 13.00, a Palazzo Viceconte (Via San Potito 7), Maurizio Rebuzzini incontra il pubblico per rievocare l’avventura nello Spazio attraverso documenti, storie e fotografie storiche. Dalle 15.30 alle 19.00, presso la Galleria Cine Sud (Via Passarelli 29), sarà possibile ammirare e toccare le gloriose Hasselblad lunari e testare tutte le ultime novità dal mondo Hasselblad, tra cui la nuova X1D MarK II e il nuovo dorso digitale CFV 50C II.
Un’occasione unica per visitare Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, e per parlare di fotografia medio formato.

Info
info@fowa.it

 

Oliviero Toscani, don Milani, la scuola di Barbiana e il Sessantotto

Entra nel vivo del suo terzo trimestre Coscienza dell’Uomo, il progetto fotografico organizzato nell’ambito di Matera 2019 dalla Cine Sud di Catanzaro, che da gennaio ha portato nella capitale della cultura europea ben 23 mostre (per arrivare a 40 entro fine anno) con l’intento di promuovere un modo diverso di fare fotografia. “Spiegare l’uomo all’uomo e ogni uomo a sé stesso”, scrisse Edward Steichen, ed è proprio questo l’obiettivo del promotore Francesco Mazza e del direttore artistico Maurizio Rebuzzini. Scuotere le coscienze, combattere contro il genocidio culturale dei nostri tempi, l’ipocrisia e la leggerezza dilagante nella società di oggi attraverso una fotografia semplice, che metta da parte spettacolarità e bagliore, e si avvicini sempre di più alla conoscenza dell’uomo.
Dopo l’apertura con Questo è il Sud e la presentazione di I Believe, arriva il terzo atteso appuntamento con la mostra di Oliviero Toscani che aprirà al pubblico l’8 luglio alle 18.30

Oliviero Toscani a Coscienza dell’Uomo

Palazzo Viceconte a Matera ospiterà fino al 29 luglio “Oliviero Toscani, don Milani, la scuola di Barbiana e il Sessantotto”, un’esposizione voluta fortemente da Francesco Mazza per rendere omaggio ad un grande fotografo dei nostri tempi che nella sua lunga e interessante carriera ha suscitato non poco clamore con fotografie irriverenti, rivoluzionarie, possiamo dire sovversive. Ne è una prova la mostra allestita a Matera che rappresenta, secondo il curatore, la sintesi perfetta della autentica filosofia fotografica di Toscani. La scuola di Barbiana e Isabelle Caro, dal 1963 al 2007. Scatti realizzati in tempi diversi, in contesti diversi, accomunati però dallo stesso punto di vista sul mondo e la realtà che ci circonda. È il punto di vista di chi non fotografa per esercizio di stile, per pura arte, per catturare bellezza, ma per missione. Una mostra contro lo spettacolo, possiamo definirla, contro le apparenze, contro ogni forma di esaltazione estetica di finte e truccate realtà. L’obiettivo fotografico di Toscani è puntato sul sociale, sui deboli, su quanto di orrendo accade nella nostra realtà e che si prova, attraverso la fotografia, a mettere in evidenza nel tentativo di cambiare le regole, sovvertire il sistema, scuotere le coscienze. Ecco perché don Lorenzo Milani e i suoi allievi si affiancano a Isabelle Caro, la modella anoressica apparsa sui cartelloni pubblicitari, che non riuscì a sconfiggere la sua battaglia contro l’anoressia. Foto apparentemente diverse, eppure concettualmente simili, perché simile è lo sguardo di Toscani quando catturò l’immagine. Uno sguardo umano, appassionato, critico nei confronti di una società sempre più attenta alle apparenze, e sempre meno vicina agli esseri umani.

 

Mat 2019. Coscienza dell’uomo
Oliviero Toscani | Oliviero Toscani, don Milani, la scuola di Barbiana e il Sessantotto.
Palazzo Viceconte, Via San Polito 7- Matera
Dal 8 luglio al 29 luglio| 10:30-12:30 16:30-19:30I Ingresso libero
Inaugurazione: 8 luglio ore 18:30

A Matera, Capitale della Cultura 2019 il World Press Photo 2019

Crying Girl on the Border, John Moore, Getty Images.

Tra i Sassi di Matera, patrimonio dell’Unesco, i migliori scatti del fotogiornalismo mondiale.
Vite negate, angoli di mondo dimenticati, sofferenze offuscate dalle belle e rassicuranti immagini che riempiono i social e le pubblicità. Sono queste verità, scomode e ignorate, catturate in luoghi diversi e lontani della nostra terra, immortalati in istanti che inchiodano, assieme agli eventi più importanti che accadono nel mondo, le protagoniste del World Press Photo, il prestigioso premio fotogiornalistico che dal 1955 premia le migliori fotografie che raccontano le notizie dell’anno precedente.

World Press Photo 2019 a Matera

La mostra dei vincitori dell’edizione 2019, dal 15 giugno al 14 luglio 2019 approda tra i Sassi di Matera, nuova tappa al Sud Italia, dopo Bari, Milano e Roma. L’ esposizione sarà allestita presso gli Ipogei Motta, gradinata via San Bartolomeo, 46 a pochi metri dalla centrale via D. Ridola. Luoghi ricchi di storia e tradizione interamente scavati nella calcarenite anticamente utilizzati come cantine (con macine e palmenti) del sovrastante Palazzo De Miccolis, oggi di proprietà della famiglia Motta, faranno da sfondo a scatti che raccontano la stretta attualità. Un incontro straordinario tra una città millenaria, che conserva la sua unicità di patrimonio mondiale dell’Umanità e lo spaccato di altre realtà, raccontate senza filtri. L’evento per la rassegna lucana, in occasione di Matera Capitale della cultura 2019, è organizzato da Photolux, Biennale internazionale di fotografia di Lucca, Circolo La Scaletta di Matera, 10b Photography e CIME. Il concorso, alla sua 62a edizione, ha visto quest’anno la partecipazione di 4.783 fotografi da 129 Paesi diversi che hanno presentato un totale di 78.801 immagini. Una giuria indipendente composta da esperti del settore e presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione Esperienze Visive ed Immersive presso National Geographic, ha selezionato 43 candidati provenienti da 25 differenti nazioni: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Ungheria, Iran, Italia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Filippine, Portogallo, Russia, Sud Africa, Spagna,Svezia, Syria, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, e Venezuela. Tra questi vi sono 14 donne (32%), dato che rappresenta un significativo aumento rispetto al Photo Contest del 2018, che aveva il 12% di candidati donne.
I premi sono suddivisi in otto categorie distinte in “scatti singoli” e “storie”: Attualità (Contemporary Issues), Ambiente (Environment), Notizie Generali (General News), Progetti a Lungo Termine (Long-Term Projects), Natura (Nature), Ritratti (Portraits), Sport, Spot News. I vincitori sono stati annunciati ad Amsterdam l’11 aprile 2019.

Crying girl on the border del fotografo americano John Moore è stata l’immagine vincitrice del World Press Photo of the Year 2019 (Foto dell’anno 2018). Lo scatto premiato nella categoria Spot News, immortala una bambina honduregna di due anni che piange mentre sua madre viene perquisita da un’agente alla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

Novità di quest’anno, la World Press Photo Story of the Year che premia il fotografo che ha saputo produrre la migliore storia fotogiornalistica dell’anno, scegliendo di raccontare un evento o una tematica di grande importanza giornalistica attraverso la migliore sequenza fotografica. Il Vincitore di questo primo nuovo riconoscimento è stato il fotografo Pieter Ten Hoopen con “The Migrant Caravan”, premiato nella categoria Spot News Stories con un lavoro sulla carovana dei migranti diretta dal Centro America negli Stati Uniti.

Tra i fotografi italiani premiati Lorenzo Tugnoli

Tra i fotografi italiani, tre i premiati: Lorenzo Tugnoli con Yemen Crisis primo posto nella categoria General News, Stories, (tra i finalisti del World Press Photo Story of the Year), Marco Gualazzini con The Lake Chad Crisis, primo posto nella categoria Environment, Stories (tra i 6 finalisti candidati al World Press Photo of the Year, con la foto singola Almajiri Boy e tra i candidati al World Press Photo Story of the Year) e Daniele Volpe con Still Life Volcano, secondo premio nella categoria General News, Singole Numerose le iniziative collaterali in programma a Matera durante il World Press Photo 2019, presso Palazzo Bronzini, storica sede del Circolo La Scaletta nei Sassi di Matera, in via Sette Dolori 10. Tre workshop, con esperti italiani e internazionali: Francesco Zizola, vincitore di 10 World Press Photo (15 e 16 giugno); Andrea Boccalini, con un focus sul ritratto e il ritratto ambientato (6 e 7 luglio) e Gabriele Croppi, con un focus sul paesaggio (13 e 14 luglio). Nei fine settimana anche alcuni talk di approfondimento a ingresso libero: il 15 giugno in programma la presentazione e proiezione dei vincitori del Prix Pictet e un incontro con Francesco Zizola e Fabio Macaluso per discutere di diritto d’autore; il 13 luglio Piergiorgio Branzi ripercorre in conversazione con Enrico Stefanelli la sua lunga carriera e infine il 14 luglio Nicola Tanzini presenta il suo ultimo libro “Tokyo Tsukiji”.

Per maggiori informazioni clicca qui

WORLD PRESS PHOTO 2019
Date: 15 Giugno – 14 Luglio, 2019
Location : IPOGEI MOTTA
indirizzo : Gradinata Via San Bartolomeo, 46 (Via Ridola)
orario : Tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 22:00
Biglietti intero:7€ ridotto:6€

 

Tra i Sassi di Matera con Fujifilm

@ Marco “Yorick” Tortato
Tra i Sassi di Matera con l’X-Photographer Marco Tortato.

Matera ospiterà dal 20 al 30 luglio i workshop fotografici firmati da Marco “Yorick” Tortato, in collaborazione con Fujifilm Italia. Innamoratosi di Matera in un suo viaggio, l’X-Photographer veneto Marco Tortato dedica alla sorprendente città dei Sassi, i suoi due workshop più di successo: “Dal Tramonto all’Alba”, per approcciare la fotografia notturna e del crepuscolo, e “Oltre le Regole”, un percorso alla scoperta del linguaggio fotografico e della capacità delle immagini di raccontare storie.

@ Marco “Yorick” Tortato

Per entrare nel mondo e nella filosofia Fujifilm, a questi due appuntamenti si aggiunge un incontro dedicato alla Serie X e al medio formato GFX per interessanti spunti sulla fotografia di studio e di ritratto, con lo staff Fujifilm. Durante tutti e tre gli eventi sarà possibile provare fotocamere e gli obiettivi Fujifilm della Serie X.

Programma Dal Tramonto all’Alba

22-23 luglio, dalle 18:30 fino alle 7:30 di mattina. Un percorso tra i sassi e la golina di Matera, alla scoperta delle luci e dei colori di notte e del crepuscolo.
Serata Fujifilm “La tecnologia al servizio del fotografo”.

27 luglio, dalle 19:30 alle 23:00. Presso Bambér Lab di Pasquale Ettorre, in via Lucana 244, Matera.
Aperitivo di accoglienza e poi serata dedicata a Fujifilm e al Ritratto.
Quanto l’innovazione tecnologica in ambito fotografico abbia cambiato stili e approcci nel lavoro dei fotografi. I nuovi sistemi mirrorless: peculiarità e vantaggi.

Programma Oltre le Regole

29-30 luglio, dalle 9:00 alle 18:00. Due giorni di workshop, tra teoria e pratica, in cui si esploreranno le potenzialità e la duttilità del linguaggio fotografico. Lezioni teoriche presso: Bambér Lab di Pasquale Ettorre, in via Lucana 244, Matera.

Per informazioni e iscrizioni clicca qui!

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Worktable, La società dello spettacolo e la forza delle immagini – Album di famiglia/Workshop a cura di Action30

WORKTABLE
La società dello spettacolo e la forza delle immagini
ALBUM DI FAMIGLIA/WORKSHOP
Filosofia e fotografia contemporanea
Guest curator ACTION30
in collaborazione con Diòtima


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Giunto alla sesta edizione, il workshop Album di Famiglia si terrà a Matera, presso gli spazi di Casa Cava, nel cuore del rione dei sassi, il 25 e il 26 giugno. Docente e guida di un percorso di montaggio iconografico e filosofico sarà il collettivo Action30, che curerà l’evento espositivo a chiusura del laboratorio, il 26 giugno, alle 19:30

PREMESSA
In un’epoca caratterizzata dalla diffusa sovrapproduzione di immagini, Glooscap (Associazione culturale promotrice del progetto) ha preferito prendersi cura delle fotografie già esistenti negli album privati e familiari, per provare a dare loro una nuova lettura. A questo scopo, da circa due anni, ha intrapreso l’ardua impresa di raccogliere e catalogare l’informe quantità di fotografie proveniente dagli Album di numerosissime famiglie e di fondare un archivio immateriale, costituito dalle riproduzioni digitali di queste fotografie. Oggi, l’archivio Album di famiglia conta più di 1500 fotografie digitalizzate e catalogate, durante workshop itineranti finalizzati, da un lato, ad ampliare il repertorio di memorie fotografiche vernacolari e, dall’altro, a promuovere la discussione e la riflessione sulle nuove pratiche artistiche e culturali legate all’immagine d’archivio.13313764_10156858033550577_543714123_o

DESCRIZIONE
Il workshop Album di famiglia prevede un percorso formativo che offrirà:
– competenze nel settore della conservazione e catalogazione fotografica
– strumenti di ricerca artistica sul materiale d’archivio. 13318564_10156858027365577_1523220095_n

L’ospite di questa edizione è Action30, collettivo di ricercatori e artisti, nato nel 2005, che indaga sulle nuove forme di razzismo e di fascismo attraverso l’analogia con gli anni 30, e sperimenta nuove forme ibride di trasmissione e condivisione della cultura (seminari e workshop multimediali, graphic essays, mostre, performance, spettacoli).
Tra le sue produzioni: il volume L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo (Letture di: Bataille, Littell e Theweleit, Jackson, Pasolini, Foucault, Deleuze e Guattari, Agamben, Eco, Ballard) (2009); il cortometraggio Grande Brasserie Cyrano (2009); gli spettacoli Constellation 61. Entre histoire e magie, coprodotto con l’Autre « lieu », Bruxelles Laïque e il Théâtre National de Belgique (2011), e Nage, nage petit poisson, Dés/obéir à l’époque de la téléréalité (Festival des Libertés, Bruxelles 2014).
Nell’ambito del workshop, l’intervento di Action30 sarà formativo e curatoriale, volto alla definizione di uno specifico concept artistico a partire delle immagini raccolte e condivise dai partecipanti durante il workshop. Il concept artistico così formulato sarà il tema centrale dell’evento espositivo che chiuderà l’esperienza del workshop, il 26 giugno alle 19:00 presso gli spazi di Casa Cava. L’apertura della mostra coinciderà con il talk di presentazione del collettivo “Action30”, in presenza di Pierangelo Di Vittorio, Alessandro Manna ed Enrico Mastropierro. 13321298_10156858033475577_1777183207_o

TEMA DEL WORKSHOP
Da quando accendiamo il cellulare per controllare il meteo o per consultare un quotidiano online, a quando spegniamo il computer dopo aver risposto a una richiesta di amicizia su Facebook o dato l’ultima occhiata alla posta, passando attraverso lo zapping televisivo quotidiano, la nostra esistenza è attraversata e moltiplicata da un flusso ininterrotto di parole, immagini e suoni provenienti dall’universo mediatico. Il reality show definisce il nostro essere al mondo, seguendo due direttrici generali: la fusione della realtà con il suo spettacolo e l’efficacia morale dei flussi mediatici. Quando la realtà non si distingue più dal suo spettacolo, si dissolvono le opposizioni che permettevano di orientarsi nel mondo: vero e falso, bene e male, brutto e bello, giusto e ingiusto, arte e non arte ecc. Le frontiere diventano permeabili, sfumate. Siamo immersi in un minestrone mediatico-esistenziale nel quale l’orrore si confonde con il banale, il tragico con il triviale, e che si autoalimenta all’infinito. I sentimenti morali sono diventati l’ingrediente di base di questo minestrone; le emozioni filtrano il nostro potere di attraversare i flussi mediatici e d’interagire con gli altri, la nostra capacità di riconoscere e rendere visibile la realtà, di conferirle un senso e una dignità o di negargliela, di “sentire” con gli altri o di restare insensibili, di prendere posizione e indignarci o di restare indifferenti. La realtà è un archivio profano di “verità” che dev’essere problematizzato e decostruito, un immenso montaggio di somiglianze di famiglia e di evidenze sensibili da smontare, analizzare e rimontare. Come trovare il punto di “rottura” in tale montaggio, che si presenta come un flusso oggettivo, naturale? Come suscitare scosse “differenziali”? Come ridare alle immagini la loro “forza” sensibile?
Durante l’esilio, Brecht si pose un problema analogo: come ritrovare la verità della guerra stando immersi nel flusso torrenziale delle immagini attraverso cui i media la presentano (quotidiani, cinegiornali ecc.)? Come farsi largo in questa poltiglia mediatica, per sgranare gli occhi dinanzi alla sua tragica realtà? Come riuscire a pensare e a raccontare la guerra, invece di farci l’abitudine e di subirla? Nel punto di convergenza tra due interessi – le immagini e la poesia epigrammatica – Brecht allestisce un nuovo tavolo da lavoro, inventa una nuova macchina di ricerca: il genere ibrido dei fotoepigrammi. Seleziona e colleziona immagini ritagliandole dai giornali (città rase al suolo, soldati dinanzi al cadavere del nemico ecc.), per poi accoppiarle con i suoi testi poetici, fino a formare una sorta di album, un montaggio poetico-politico che prenderà il titolo di Abicì della guerra. Negli stessi anni, Benjamin mette l’accento sulla scossa sensibile provocata dalla pratica del montaggio: il suo tavolo da lavoro è come una centrale elettrica in cui il critico gioca a creare sbalzi di tensione, a produrre shock, attraverso connessioni inedite tra cavi che nessuno avrebbe pensato di collegare. Possiamo allora chiederci: l’abicì della realtà e delle emozioni non è forse il compito cui oggi siamo chiamati? Nell’epoca del reality, non dovremmo impegnarci in un nuovo e continuo processo di “alfabetizzazione”? Apprendere e coltivare l’arte di smontare e rimontare senza sosta il minestrone mediatico-esistenziale nel quale siamo immersi? 13335405_10156858028725577_919150949_n

Programma
– 25 giugno, h 10:00 / h 13:00
Introduzione agli archivi fotografici. Inventariazione e catalogazione. Inserimento delle immagini nel database catalografico.
– 25 giugno, h 15:00 / h 19:00
Percorso multimediale mirante a illustrare il tavolo da lavoro di Action30 e i suoi presupposti culturali.
– 26 giugno, h 10:00 / h19:00
Lavoro collettivo sugli album di famiglia dei partecipanti, che saranno smontati e rimontati a partire da un insieme di materiali eterogenei, sia dal punto di vista dei supporti e dei linguaggi (libri, giornali, riviste, cartoline, dépliant turistici, internet), sia da quello dei tempi storici (passato, presente, futuro).
– 26 giugno, h 19 :30
Inaugurazione della mostra Worktable, La società dello spettacolo e la forza delle immagini, a cura di Action30 e presentazione del progetto, da parte dei curatori e dei partecipanti
Djset e buffet, dalle 21 in poi.13340912_10156858028340577_528966524_o

Materiali che i partecipanti sono invitati a condividere:
Tenendo conto delle indicazioni fornite nel programma, i partecipanti sono invitati a portare con sé, oltre alle foto di famiglia, un repertorio di documenti e immagini che siano direttamente legati all’archivio fotografico (come i biglietti di un viaggio o di un concerto, la locandina di una mostra o le partecipazioni di un matrimonio) oppure attinenti, più in generale, al modo in cui essi si rappresentano le memorie familiari nell’evoluzione del loro contesto storico e sociale (per esempio i cambiamenti concernenti i territori naturali e i contesti urbani, le istituzioni, i modi e gli stili di vita, la cultura). Altri materiali utili allo svolgimento del workshop sono : PC portatile, righello, matita e forbici.

CHI SIAMO
Glooscap è un laboratorio di ricerca che promuove la riflessione sui linguaggi della fotografia e sul paesaggio come ecosistema ambientale e sociale. Dal 2014 è impegnato nella direzione artistica del progetto in progress “Album di famiglia”, che esplora alcune aree di confine tra concetti contrapposti: bene materiale e immateriale, privato e pubblico, memoria individuale e collettiva, copia e originale, visibilità e invisibilità. In questo progetto, la ricerca delle fotografie di famiglia è finalizzata alla costituzione di un archivio di beni immateriali, con la promozione di workshop, mostre e incontri sul rapporto tra archivi e fotografia contemporanea, in collaborazione con artisti e curatori di rilievo internazionale. www.glooscap.org

DOVE
Casa Cava
Via San Pietro Barisano, 47
75100, Matera

QUANDO
25-26 giugno 2016

COSTO D’ISCRIZIONE: 70 €
INFO E ISCRIZIONI:
mail@glooscap.org
www.glooscap.org
tel. 380 9092121

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