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Giuseppe Corbetta: la Milano di Gabriele Basilico 35 anni dopo

Milano – 12 giugno, mostra fotografica: la Milano di Gabriele Basilico 35 anni dopo
si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica MILANO RITRATTI DI FABBRICHE 35 ANNI DOPO
di Giuseppe Corbetta.



Nell’ambito della Milano Arch Week (12-18 giugno), l’Ordine Architetti Milano ospiterà la mostra Milano ritratti di fabbriche 35 anni dopo: un reportage fotografico contemporaneo di Giuseppe Corbetta, in collaborazione con lo Studio Gabriele Basilico, sullo stato attuale degli oltre 200 edifici industriali ritratti dal grande artista milanese a fine anni Settanta.

Ne nasce un racconto – ritmato da mappe e brevi descrizioni – sulle trasformazioni di Milano degli ultimi decenni, che alterna le immagini del grande artista milanese con gli scatti contemporanei di G. Corbetta degli stessi luoghi, dalle identiche angolature, con la medesima illuminazione, documentandone lo stato odierno fatto di clamorose metamorfosi, discreti mutamenti, intervenute demolizioni o stato di abbandono.

Lunedì 12 giugno 2017
ore 20.45
presso l’Ordine Architetti Milano
via Solferino 17-19, Milano
ingresso libero e gratuito

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Al via la prima edizione della Milano PhotoWeek dal 5 all’11 giugno 2017

Un palinsesto diffuso con oltre 150 iniziative in città: ogni giorno un appuntamento speciale in primo piano, appositamente ideato per la Milano PhotoWeek, oltre a un fitto programma di mostre, incontri, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening e finissage, proiezioni urbane per una settimana tutta dedicata alla fotografia.


Informazioni e programma completo su: photoweekmilano.it

Dal 5 all’11 giugno Milano si arricchisce di una nuova iniziativa interamente dedicata alla fotografia, con la prima edizione della Milano PhotoWeek, promossa e coordinata dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, realizzata in collaborazione con ArtsFor, con il supporto di Fondation Carmignac e Leica.

Un palinsesto diffuso che coinvolgerà più di cento sedi e circa 150 iniziative in città, con un calendario di appuntamenti speciali in primo piano appositamente ideati per la Milano PhotoWeek, cui si aggiungerà un’intensa programmazione di mostre, incontri di approfondimento, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening, finissage, proiezioni, film e molto altro ancora.

Obiettivo della Milano PhotoWeek è valorizzare e promuovere la fotografia in tutte le sue possibili espressioni e forme per offrire ai cittadini, appassionati e non, una proposta diversificata e di qualità. Una manifestazione che vuole avvicinare il pubblico alla fotografia e ai luoghi della città che la trattano professionalmente, quindi musei, archivi, gallerie, laboratori, scuole, agenzie, collettivi, case editrici. La PhotoWeek è nata grazie alla collaborazione attiva di tutti i professionisti del settore che, chiamati a partecipare, hanno confermato l’importanza e la ricchezza del panorama culturale ed economico legato alla produzione fotografica milanese.

Il programma cartaceo della Milano PhotoWeek sarà inserito in un fotoromanzo che verrà distribuito in 20.000 copie. Milano ti guardo è il titolo del magazine, ideato e realizzato appositamente per raccontare una prima storia dedicata alla città, sdrammatizzando l’uso della fotografia, per affrontare con ironia ma estrema serietà un primo argomento: quello dei giovani e il lavoro.


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200 fotoritratti dall’archivio di Maria Mulas a Palazzo Morando

© Maria Mulas - Christo New York 1979
OBIETTIVO MILANO
200 fotoritratti dall’archivio di MARIA MULAS
a cura di Maria Canella e Andrea Tomasetig con Antonella Scaramuzzino e Clara Melchiorre
1 giugno – 6 settembre 2017

Uno spaccato di storia milanese dagli anni Settanta ad oggi in un racconto fatto di personaggi, volti ed espressioni


 

© Maria Mulas – Jannis Kounellis 1985

Dal 1° giugno al 6 settembre 2017, le sale espositive di via Sant’Andrea 6 di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospitano la mostra promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e organizzata in collaborazione con l’associazione Memoria & Progetto, “OBIETTIVO MILANO. 200 fotoritratti dall’archivio di MARIA MULAS”, a cura di Maria Canella e Andrea Tomasetig con Antonella Scaramuzzino e Clara Melchiorre.
L’esposizione si inserisce nel palinsesto della Milano Photo Week in programma dal 5 all’11 giugno: una settimana di mostre, incontri, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening o finissage, proiezioni urbane dedicati alla fotografia.

Maria Mulas è una tra le più importanti fotografe italiane riconosciuta a livello internazionale che con la sua macchina fotografica ha saputo immortalare il mondo, dalle architetture ai personaggi dell’entourage artistico e culturale. Schiettezza, empatia e verità del soggetto sono i ‘cardini’ su cui si muove la sua ricerca e ampiamente illustrati nella selezione dei 200 ritratti in mostra a Palazzo Morando.


© Maria Mulas – Christo New York 1979

Fil rouge dell’esposizione è Milano, la sua intensa storia culturale, la continua trasformazione che si traduce nell’essere costantemente al passo con i tempi: Milano è uno specchio che riflette le tendenze internazionali in ogni ambito della società, dell’innovazione, della ricerca. Maria Mulas descrive con naturalezza ed empatia i diversi volti di Milano a cui è particolarmente legata, catturando i ritratti di artisti, galleristi, critici, designer, architetti, stilisti, scrittori, editori, giornalisti, registi, attori, intellettuali, imprenditori e amici che con questa città hanno intessuto un particolare rapporto.
Sette sezioni scandiscono il percorso espositivo della mostra: la prima, “Coda rossa” con macchina fotografica, accoglie autoritratti e fotografie scattate all’artista dai fratelli Ugo e Mario Mulas e dal pittore e scrittore Emilio Tadini; seguono nelle sale successive i fotoritratti di Amici artisti, La città del design, Il mondo della moda, Le arti dello spettacolo, I borghesi sono gli altri e Scrittori, giornalisti, editori.

Completano la rassegna fotografica disegni, dediche, cartoline, scritti e documenti che testimoniano i profondi legami intessuti da Maria Mulas con le personalità da lei ritratte.


Maria Mulas ritratta di schiena, 1980

Che si tratti di ritratti posati o di scatti rubati, nelle fotografie di Maria Mulas si legge una spiccata inclinazione a coltivare relazioni e incontri, una complicità con il soggetto che trapela dalle immagini. Nelle opere emerge l’abilità nel cogliere la naturalezza o l’artificiosità, le espressioni, gli atteggiamenti, le abitudini, i caratteri, gli stili di vita, in un continuo dialogo tra quotidianità ed eccezionalità, tra realismo e ironia.
Il progetto di allestimento è a cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio nell’ambito di una sponsorizzazione tecnica della mostra da parte di Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
La mostra è realizzata con il sostegno di
Archivio Maria Mulas Libreria Galleria Andrea TomasetigFpe d’Officina.

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6 – piano terra
1 giugno – 6 settembre 2017
Orari: martedì-domenica, ore 9-13 e 14-17.30

INGRESSO LIBERO


 

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In arrivo la Settimana degli Archivi Aperti 2017

Due importanti novità riguardante gli archivi fotografici: il secondo appuntamento dell’iniziativa Settimana degli Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia e il Censimento delle Raccolte e degli Archivi Fotografici promosso dal Ministero dei Beni Culturali.



Nell’ambito dell’iniziativa “ Photo Week” che si terrà a Milano, gli archivi fotografici si apriranno al pubblico per mostrare la ricchezza e la vastità delle loro collezioni. Dal 5 all’11 giugno 2017 l’associazione Rete Fotografia organizza una settimana alla scoperta del patrimonio fotografico di Milano e della Lombardia.

Milano e la Lombardia: un territorio caratterizzato da un grande sviluppo industriale, da attività legate alla comunicazione, alla fotografia professionale e a tutti gli ambiti della distribuzione, del commercio e dello scambio dell’immagine fotografica (case editrici, quotidiani, riviste, agenzie, pubblicità, moda, design). Un territorio che annovera realtà istituzionali volte alla raccolta e alla conservazione della fotografia, impegnate a promuovere la riflessione, lo studio e l’approfondimento della cultura fotografica. Un territorio che presenta una concentrazione e una sedimentazione di queste realtà assolutamente peculiari rispetto al resto del territorio italiano.



Gli archivi fotografici: uno straordinario patrimonio di fotografie che unisce testimonianze della nostra cultura e della nostra storia ma anche dell’evoluzione del mezzo fotografico, dall’Ottocento ai giorni nostri. Arte, scienza, storia, economia, società, moda, costume, etnografia, paesaggio, città…con la guida degli operatori e dei conservatori sarà possibile seguire visite guidate alle più importanti collezioni fotografiche di Milano e della Lombardia, conoscere le attività di conservazione e valorizzazione degli archivi fotografici, la loro storia, i materiali, le tecniche e gli strumenti della fotografia prima dell’avvento del digitale. Luoghi non sempre accessibili saranno aperti a un pubblico ampio e non specialistico per mostrare dal “vivo” le loro collezioni fotografiche e narrare la loro storia: archivi di musei, collezioni legate allo studio del territorio e alla storia sociale, artistica e del paesaggio italiano, archivi industriali, archivi di grandi studi professionali.

Organizzato da: Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia, AFIP International, Archivio storico Ferrania di Fondazione 3M, Archivio storico Intesa Sanpaolo, Civico Archivio Fotografico di Milano, Fondazione Aem – Gruppo A2A, Fondazione Dalmine, Fondazione Fiera, , Fondazione La Triennale di Milano, GRIN , Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Museo di Fotografia Contemporanea, Touring Club Italiano.

“Archivi Aperti”: un’iniziativa per conoscere i luoghi della fotografia, della storia e della cultura.

Il calendario completo

Censimento delle raccolte e degli archivi fotografici


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Satoshi Fujiwara alla Fondazione Prada con EU

EU © Satoshi Fujiwara
Fondazione Prada presenta “EU”, una mostra antologica del fotografo giapponese Satoshi Fujiwara all’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano dal 7 giugno al 15 ottobre 2017.
Il progetto include alcuni dei lavori più significativi dell’artista e “5K Confinement”, una commissione realizzata per “Belligerent Eyes”, il progetto di ricerca sulla produzione contemporanea di immagini proposto dalla Fondazione nell’estate 2016 a Venezia.


EU © Satoshi Fujiwara

 

Curata da Luigi Alberto Cippini in un allestimento di Armature globale, la mostra propone un’alternativa ai regimi rappresentativi che stabilizzano l’attuale “identità fotografica europea”. Come osserva Cippini, “la produzione fotografica contemporanea sembra essere determinata da rigidi standard di risoluzione, impatto e distribuzione. Un numero crescente di reporter freelance documentano quotidianamente avvenimenti sociali e politici all’interno e ai margini dell’Unione Europea, producendo immagini che sebbene libere da forme rigide di classificazione, rimangono sottostanti a determinati regimi estetici, di accessibilità, spaziali e di contenuto. Queste costrizioni permettono e sostengono il lavoro delle nuove generazioni di fotografi, aumentando la possibilità di pubblicazione dei loro scatti e contribuendo alla formazione di un gusto medio e neutrale”.
 
Satoshi Fujiwara (Kobe, Giappone, 1984), attraverso una peculiare scelta delle inquadrature, della distanza focale dai soggetti ritratti e della definizione eterogenea delle fotografie crea un’azione pressante e critica sull’osservatore, deviando dai canoni standard del foto-giornalismo e da una dimensione esclusivamente documentaristica, producendo in questo modo un nuovo lessico emergente. 
 
La mostra si divide in due sezioni: la prima parte, ospitata al piano inferiore dell’Osservatorio, ricostruisce la commissione “5K Confinement”, mentre il secondo piano ospita una retrospettiva che espande e riunisce opere dalle serie “#R”(2015-in corso), “THE FRIDAY: A report on a report” (2015), “Police Brutality” (2015), “Venus”(2016-in corso), “Continent” (2017-in corso), “Animal Material” (2016-in corso), “Mayday” (2015), “Scanning”(2016) e “Green Helmet (2016).

PHIFEST – Contemporary Photography Festival al BASE Milano


BASE ospita Phifest, il festival milanese di fotografia che coinvolge talentuosi artisti da tutto il mondo. Quest’anno, per l’edizione 2017, il tema proposto è quello delviaggio. Un contenitore di esperienze che si personificano in volti, terre selvagge, ricordi, in città e ambienti desolati; una ricerca artistica interiore trasmessa attraverso le fotografie esposte. Phifest è arte finalizzata ad una riflessione politica e sociale, dedicata a tutti gli appassionati di fotografia contemporanea.

L’essenza dell’evento artistico si rispecchia così in BASE: un ambiente multiculturale, di interscambio, condivisione e incontro, oltre che dinamicità, innovazione e multidisciplinarietà.

Dal 2 al 4 Giugno 2017 in BASE, Via Bergognone 34, Milano.
Ingresso gratuito.

Per ulteriori informazioni visita il sito di PHIFEST.


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Il futuro della città: Antonio Idini e Denis Curti

IL FUTURO DELLA CITTÀ
Mostra e Talking a cura di Denis Curti



A seguito del successo della mostra Romantico Metropolitano di Antonio Idini, lo spazio Zeus è lieto di invitarvi al talking sul futuro e il recupero degli spazi industriali.

La serata può essere l’occasione, per chi l’avesse perso, di ammirare le opere che compongono Romantico Metropolitano, un interessante progetto con cui il fotografo riflette sugli ambienti “irrisolti” delle nostre città. Si tratta di luoghi sospesi nel tempo, tra un passato – in cui avevano una precisa funzione – definitivamente concluso e un futuro ancora incerto.

La storica sede ZEUS, il garage azzurro anni’50 in pieno quartiere Ticinese, da sempre punto di riferimento del design d’avanguardia e minimalista, è il luogo più adatto per accogliere il progetto di Antonio Idini e le conseguenti riflessioni sul tema.



Al talking Il futuro della città, che si terrà il 24 maggio alle ore 19 e a cui seguirà un rinfresco, saranno presenti, oltre all’autore delle opere Antonio Idini, importanti personaggi della cultura milanese: il fotografo Giovanni Gastel, Marina Spada, regista del film Come l’ombra, alla cui realizzazione ha collaborato Gabriele Basilico, Fiorello Cortiana, esperto di città metropolitana, Giovanni Pelloso, sociologo e critico di fotografia, l’architetto Franco Raggi, modererà l’incontro il curatore della mostra Denis Curti.


IL FUTURO DELLA CITTÀ
24 maggio
Zeus Design Store
Corso S. Gottardo 21/9, 20136 Milano
ingresso libero

www.zeusnoto.com
www.stillfototografia.it

per materiale stampa:
press@stillfotografia.it
info@stilllove.it
tel. 02 36 74 45 28


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Paula Klaw e Betty Page in mostra a EXPOWALL Milano

Ancora una volta Expowall dedica una mostra fotografica un a periodo intenso nella storia del costume americano che Betty Page attraversa con frangetta e sorriso disarmante anche nelle foto più scabrose.
Fino al 27 maggio in via Curtatone 4 a Milano apre al pubblico la straordinaria raccolta delle fotografie di Betty Page di Maurizio Rebuzzini, storico della fotografia, docente universitario e direttore della rivista FOTOgraphia.
Delle quasi cinquecento fotografie della raccolta, Maurizio Rebuzzini insieme al figlio Filippo, ha operato una selezione per la mostra Scabrosa e sorridente Betty Page ospitata in occasione del Photofestival 2017.

Sempre attribuite a Irving Klaw, le più note fotografie di Betty Page, quelle che ne hanno avviato il mito, furono invece scattate dalla sorella Paula al 212 east, 14th street, New York. Ufficialmente indirizzato verso la produzione di Pin-up Photos, ma più esplicitamente interprete di una pornografia a buon mercato, lo studio fotografico era gestito da Irving Klaw che ne curava l’infrastruttura, i rapporti commerciali, le vendite dirette e per corrispondenza e affrontava le controversie legali avviate dalla campagna moralistica dell’intransigente senatore Estes Kefauver. In sala di posa, Paula Klaw produceva immagini scabrose, destinate a un pubblico voglioso di erotismo esplicito; tra queste sono sopravvissute quelle di Betty Page.

Indirizzo: Expowall, Via Curtatone 4, 20122 Milano



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Raffles presenta il nuovo Master in Fotografia: nuove storie, nuove visioni

Dieci mesi straordinari.
Dieci professionisti della fotografia internazionale.
Dieci occasioni uniche per imparare direttamente dai protagonisti.

È arrivato il nuovo Master di Raffles Milano: dieci professionisti della fotografia internazionale in aula, uno al mese, con le loro figure chiave. Il 20 e 21 maggio alla Triennale di Milano saranno presentati i corsi dai Course leader, dai docenti e dai migliori professionisti.

Imparare direttamente dai protagonisti vuol dire acquisire le visioni e i metodi più avanzati. A differenza dei Master tradizionali, i Master Raffles Milano portano in aula saperi in azione grazie a 10 professionisti ai vertici del mercato che si alternano in aula nell’arco dei dieci mesi. Sabato 20 maggio alle ore 17 il course leader Denis Curti presenterà il Master. Tra i docenti di progetto Giovanni Gastel, Renier Opoku, Ferdinando Scianna, Lady Tarin, Erik Kessels e molti altri nomi illustri della fotografia italiana e internazionale.

Per maggiori informazioni sul Master clicca qui.

Partecipa all’evento THINK UP DAYS del 20 e 21 maggio!



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“El ultimo cielo” di La Habana in mostra alla Triennale di Milano

Dal 25 maggio in scena “El Ultimo Cielo”, l’installazione fotografica realizzata da Giulio Ceppi e promossa da Politecnico e Triennale di Milano nell’ambito del primo progetto di interscambio culturale tra Italia e Cuba.



Le opere d’arte sublimano i sentimenti, le pulsione e spesso anche i sogni di chi le crea. “El Ultimo Cielo”, l’installazione che sarà inaugurata alla Triennale di Milano il 24 maggio (in calendario fino al 4 giugno) rispecchia il “sogno” di Giulio Ceppi, architetto, designer, docente al Politecnico di Milano, fondatore di Total Tool, società di visioning e design strategy con sedi a Milano e Buenos Aires.

Tutto nasce un paio di anni fa, durante un viaggio a Cuba. Scattando una serie di fotografie a La Habana Vieja “con una Pentax 645 su pellicola diapositiva, ho percepito il senso di nostalgia perenne che avvolge la città e, insieme, il bisogno di rompere quell’isolamento”, racconta Ceppi. “Volevo che quell’Ultimo Cielo, che mi appariva puro e pulito, perfetto e immobile, parlasse con altri cieli. Altrove, ovunque”.

Oggi, grazie al supporto del Politecnico e della Triennale di Milano, il cielo di La Habana diventa protagonista del primo progetto di interscambio sul design e la cultura tra Italia e Cuba. Un progetto che ruota intorno all’installazione “El Ultimo Cielo”: 30 foto scattate da Giulio Ceppi e montate su altrettante scatole originali di sigari cubani, che pendono sospese nello spazio “creando una prospettiva verso l’alto che ricerca, tra le aperture di architetture devastate dal tempo e dalla storia, un pezzo di cielo azzurro e luminoso”, spiega Dermis Leon che ha curato la mostra.

Le 30 opere che compongono l’installazione, verranno messe all’asta singolarmente in collaborazione con Finarte fino al 30 giugno. Il ricavato “consentirà a un primo gruppo di studenti dell’Instituto Superior de Disegno de Cuba di venire a Milano. Questo progetto offre la possibilità di ripensare al Design attraverso la sostenibilità e  valutare le possibilità che Cuba offre per un pensiero ‘pulito e non contaminato’ dalle logiche della globalizzazione”, spiega Ana Pedroso responsabile di Cubeart, l’associazione culturale no profit per la promozione dell’arte e della cultura, che coordina il progetto.


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PhotoWeek
: Incontro con Francesco Comello e Denis Curti

Denis Curti sul palco degli SWPA 2017 premia i vincitori.

Mercoledì 7 giugno 2017, alle 19.00, in occasione di PhotoWeek, in collaborazione con il Comune di Milano, la Galleria Carla Sozzani propone un incontro con Francesco Comello, uno dei quattro fotografi italiani vincitori del World Press Photo’17, e Denis Curti, direttore del mensile Il Fotografo.


Francesco Comello ha vinto il Word Press Photo con “Isola della salvezza” – terzo premio nella categoria Vita Quotidiana-Storie. L’Isola della Salvezza è una comunità spirituale ed educativa, fondata negli anni Novanta da un prete ortodosso, in una località segreta lungo la strada da Mosca e Yaroslav, in Russia. Inizialmente formata da una trentina di persone, oggi l’Isola della salvezza si occupa di bambini con problemi familiari e accoglie circa 300 ragazzi e ragazze. Niente Tv, Internet, cellulari e niente denaro. Un’utopia educativa fuori dal mondo ma immersa nella storia, dove l’impegno collettivo per un cambiamento individuale e una crescita armoniosa mantiene viva la speranza.
Francesco Comello è nato a Udine nel 1963. Ha lavorato con studi e agenzie fotografiche fino al 1996, anno in cui decide di diventare freelance. Negli ultimi dieci anni intensifica il suo interesse nei confronti dei racconti fotografici. Per far questo compie viaggi che lo mettono in contatto con realtà lontane e culturalmente diverse dalla sua. 
Nel 2013 ha esposto alla Galleria San Fedele di Milano, al Centro Italiano della Fotografia d’autore e al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia, nel 2014 a FacePhotoNews di Sassoferrato e ha vinto il primo premio Trentino immagini. Nel 2016, il premio Rosignano Fotofestival e il World Report Spot Light Award.


Denis Curti Direttore del mensile Il Fotografo e direttore artistico della Casa dei tre Oci a Venezia, direttore artistico del Festival della Fotografia di Capri. Direttore del master di fotografia Ten presso la scuola Raffles di Milano. Consulente della Fondazione di Venezia per la gestione del patrimonio fotografico. Fondatore di Still (fotografia, show room e galleria). Curatore di mostre e rassegne fotografiche, autore di libri, critico fotografico per testate giornalistiche e quotidiani, è stato per diversi anni direttore dell’Agenzia Contrasto.


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