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Piergiorgio Branzi: Parigi, 1954-2017

Parigi, 1997

Strascicare i piedi lungo i marciapiedi di quella invenzione letteraria che si chiama Parigi, per un fotografo è pur sempre sentirsi vampiro in una macelleria.

Piergiorgio Branzi


Dal 5 ottobre al 1 dicembre Contrasto Galleria ospiterà la mostra di Piergiorgio Branzi “Parigi, 1954-2017”. Saranno esposte 30 fotografie in bianco e nero, scattate negli anni tra il 1954 e il 2017 da questo grande interprete del nostro tempo.


Parigi, 1997

Per un fotografo Parigi è il luogo ideale: una vera e propria invenzione letteraria, dal fascino stimolante di una costante sorpresa. Lo sguardo raffinato di Piergiorgio Branzi si sofferma su dettagli, volti e scorci, offrendo una riflessione visiva profonda e sorprendente su una città che non smette mai di affascinare.

Il primo incontro con la fotografia di Piergiorgio Branzi è stato nella sua Toscana, nei primi anni ’50. Ben presto la macchina fotografica divenne un pretesto per girare prima l’Italia, poi il Mediterraneo, finché il suo lavoro di giornalista televisivo non lo portò in giro per il mondo, dal Nord Africa a Mosca, dove Branzi ha vissuto cinque anni in quanto inviato per la Rai. Approdò poi a Parigi, città per la quale nutre un antico amore visivo e che ha avuto modo di ammirare e rimirare più volte. In questi anni Branzi ha gironzolato per i suoi Boulevards come un flâner, cercando di cogliere quello spirito “femminile” di una città senza tempo; si è seduto ai suoi cafè per afferrare l’indole del suo popolo, ha viaggiato sui suoi metrò per osservarne le abitudini: nelle sue fotografie ha immortalato la vera essenza parigina, intrisa di arte, letteratura, sogno e mistero.

“Ma Parigi in realtà non esiste, è tutto e il contrario di tutto, un luogo comune sognato da lontano, una accattivante invenzione, un miraggio, un sortilegio, la “similitudine” di se stessa appunto. È da sempre come vuoi che sia, ci trovi quello che cercavi di trovare. Ma la puoi rovistare come la tua tasca e non scoprirai mai com’è, e qual è quella vera: come una “femmina”, appunto, della quale ti resterà sempre il desiderio di conoscerne compiutamente la natura profonda, anche se al tuo fianco da tutta una vita.
Colui che l’attraversasse a passo veloce perderebbe tutto questo: il fascino stimolante di una costante sorpresa.”
(da Il giro dell’occhio, ed. Contrasto 2015)


CONTRASTO GALLERIA

Via Ascanio Sforza, 29

20136 Milano

t. 02 89075420 – c. 339 7124519

lunedì – venerdì h. 10-13 e 15:30-18:30 e su appuntamento

Chiuso sabato e domenica

ingresso gratuito

Viviane Sassen: SHE | Galleria Carla Sozzani

© Viviane Sassen - Untitled, 2017 from Roxane II, 047

La Galleria Carla Sozzani – Fondazione Sozzani, presenta “SHE” una mostra delle fotografie di Viviane Sassen. Nata ad Amsterdam nel 1972, da più di vent’anni esplora con il suo lavoro ambiti differenti nella moda, nel ritratto, nelle arti visive, costruendo un suo personale codice visivo.


© Viviane Sassen – Untitled, 2017 from Roxane II, 047

Pervase da atmosfere misteriose, le fotografie di Viviane Sassen sono spesso segnate da ombre lunghe, silhouettes e contrasti netti. In bilico tra realtà e finzione, sembrano suggerire dimensioni stranianti, impenetrabili, ma che nascono dalla vita quotidiana.

Dal 20 settembre 2017 al 12 novembre 2017.

Franco Pagetti in mostra al CMC di Milano

© Franco Pagetti
CMC – Centro Culturale di Milano | FRANCO PAGETTI.
Tutti i confini ci attraversano | 6 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018
LE FOTOGRAFIE DI FRANCO PAGETTI: DALLA SIRIA ALL’AFGHANISTAN, DALL’IRLANDA ALLA PALESTINA E ALL’IRAQ

© Franco Pagetti

L’esposizione propone 40 original print, tra cui una serie di scatti pubblicati dai più importanti magazine internazionali, che hanno reso il fotografo, uno dei reporter più autorevoli e stimati al mondo.

Dal 6 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, il CMC – Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia dei Servi 4, ospita una retrospettiva dedicata a Franco Pagetti (1950), fotogiornalista tra i più autorevoli a livello internazionale, che vanta collaborazioni con le più importanti testate, come The New York Times, Newsweek, Time, The New Yorker, Stern, Le Figaro, Paris Match, The Times of London e altre.

 

La mostra, dal titolo Tutti i confini ci attraversano, ideata da Camillo Fornasieri, direttore del CMC, e curata da Enrica Viganò, con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, col contributo del Credito Artigiano e il sostegno di Arriva Italia e Unipol, inaugura la trilogia che CMC e Admira dedicano al tema “L’uomo e il confine”.

 

Per la prima volta a Milano, la rassegna permette di incontrare da vicino la forza delle fotografie di Pagetti, il cui fiuto giornalistico lo porta a essere presente – spesso per primo – nei teatri di guerra del pianeta, dall’Afghanistan al Kosovo, da Timor Est al Kashmir, dalla Palestina alla Sierra Leone e al Sud Sudan oltre che, con temi diversi, in altri paesi quali Cambogia, Laos, Vaticano, Arabia Saudita, Indonesia.

 

Come dice Franco Pagetti nell’intervista di Enrica Viganò: “Il linguaggio fotografico è uno strumento. Comunicare con la fotografia è davvero un modo per raggiungere gente di ogni lingua e cultura. Da parte mia uso il linguaggio della fotografia declinato in ogni sua forma, secondo quello che voglio fare. Sono sempre foto in cui cerco di mettere me stesso, quello che sono io, quello che sono stato e forse quello che sarò.”

 

La cifra stilistica di Pagetti si riconosce per la sua capacità di trovare l’uomo dentro le situazioni più difficili edi vivere il proprio ambiente attraversato da “confini” visibili e invisibili. Secondo Pagetti, c’è sempre la persona anche nel soldato che esegue degli ordini, c’è il suo volto nell’uomo che combatte, che fugge, che soffre, che resiste.

 

Pagetti coglie con le sue immagini i confini che ci attraversano nei monti e villaggi dell’Afghanistan, paesaggi silenziosi come quelli del pastore errante di Giacomo Leopardi, o negli scatti in bianco e nero di ritratti di uomini e donne in preghiera nelle loro case, mentre fuori imperversa la battaglia, per rivelare quella differenza tra Sciiti e Sunniti che si manifesta nel modo di pregare, o ancora negli orizzonti di muri urbani o geografici di Palestina, Irlanda, Afghanistan, e persino nel paradossale confine fragile dell’amore che ha cucito le tende colorateche campeggiano nelle vie sventrate di Aleppo,dono delle donne per proteggere i loro mariti  e figli dai cecchini nemici.

 

La rassegna del CMC approfondisce quello che sta dentro i fotoreportage di Pagetti, rivelando la sua preparazione e capacità di informazione che interroga il metodo dei media di oggi, argomento di grande attualità insieme quell’uso moltiplicato dell’immagine nei social.

 

Franco Pagetti, che aveva iniziato negli anni ’80 come fotografo di moda per poi scegliere di dedicarsi al reportage dalla fine degli anni ’90, è recentemente tornato alla moda firmando per il secondo anno consecutivo la campagna di Dolce&Gabbana. Riuscendo ad applicare con genialità le tecniche tipiche del reportage di stampo giornalistico al patinato mondo del fashion, ha realizzato degli scatti che hanno saputo destare la curiosità di molte fra le più importanti testate giornalistiche al mondo.”

 

Franco Pagetti è stato inoltre recentemente protagonista del film-documentario Shooting War della regista canadese di origine irachena Aeyliya Husain. Il documentario è stato presentato in anteprima mondiale alla XVI edizione del Tribeca Film Festival, la celebre rassegna ideata da Robert De Niro che si è tenuta a New York nell’aprile 2017.

 

Durante i mesi di mostra si terranno varie iniziative, come momenti d’incontro e dialogo con il pubblico e con le scuole. Accompagna la mostra il decimo volume della collana I Quaderni del CMC (Admira Edizioni) che contiene l’introduzione di Camillo Fornasieri, un testo critico di Elena dell’Agnese, docente di geografia politica e culturale all’Università di Milano-Bicocca, e un’intervista di Enrica Viganò a Franco Pagetti.


Orari: da martedì a venerdì, 10.00–19.00

sabato e domenica, 16.00 – 20.00

lunedì chiuso

tutti i giovedì, alle ore 13.15, visita guidata a € 5 cad

Visite Guidate Scuole e Gruppi

Opera d’Arte Tel. 02 45487400

www.operadartemilano.it

Informazioni e prenotazioni

www.centroculturaledimilano.it

Jacques Henri Lartigue in mostra a Milano

On the set of the movie 'Les avent ures du Roi Pausole', J.H.Lartigue©Ministère de la Culture-France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

Il Museo Bagatti Valsecchi torna ad ospitare la fotografia contemporanea: l’arte di Jacques Henri Lartigue sarà infatti protagonista, dal 29 settembre fino al 26 novembre 2017, di una piccola ma importante mostra internazionale – a cura di Angela Madesani – che racconta attraverso i suoi scatti il fotografo francese.


On the set of the movie ‘Les avent ures du Roi Pausole’, J.H.Lartigue © Ministère de la Culture-France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

Trentatre immagini, tra vintage e modern print, narrano la vita dell’alta borghesia francese a partire dalla
Belle Époque: la famiglia, i viaggi, la passione per le corse automobilistiche, gli intellettuali e i personaggi –
da Pablo Picasso a Jean Cocteau – che hanno segnato la storia dei primi decenni del Novecento. La mostra presenta materiali originali provenienti dalla Donation Jacques Henri Lartigue e costituisce una rara occasione di conoscenza e divulgazione della ricerca dell’artista, i cui scatti sono custoditi nelle collezioni permanenti di noti musei quali le Galeries Nationales del Grand Palais di Parigi.

L’importanza del lavoro di Lartigue non è solo di natura fotografica ma più ampiamente culturale: le sue immagini offrono un ritratto dell’alta società dall’allure inconfondibilmente francese ma anche
incredibilmente vicino ai riti e ai costumi dell’aristocrazia internazionale, fatti propri dagli stessi Bagatti Valsecchi, nei medesimi anni.
Le atmosfere sono quelle della Recherche di Proust: le spiagge, gli ippodromi, gli incontri mondani. Si tratta di foto in grado di suscitare emozioni, rimandi iconografici e non solo a un mondo definitivamente scomparso.

Pittore e fotografo, Jacques Henri Lartigue (Courbevoie 1894 – Nizza 1986), rivela con chiarezza nei suoi diari cosa lo abbia spinto a fotografare: il desiderio di fissare le immagini e i momenti felici che il tempo inevitabilmente porta via. Lo fa per tutta la vita, scrivendo e fotografando il proprio mondo. Viene finalmente riconosciuto come grande fotografo a 70 anni, con la prima mostra fotografica personale al MoMA di New York. Nel 1979 dona l’intera sua opera fotografica allo stato francese che istituisce l’Association des Amis de Jacques Henri Lartigue denominata poi Donation Jacques Henri Lartigue.


INFORMAZIONI
JACQUES HENRI LARTIGUE FOTOGRAFO. Il tempo ritrovato
Museo Bagatti Valsecchi, Via Gesù 5 – Milano
29 settembre – 26 novembre 2017
Da martedì a domenica, 13 – 17.45 (chiuso tutti i lunedì e il 1 novembre)
Ingresso: intero 9 euro, ridotto 6 euro
museobagattivalsecchi.org

Voluptas di Lady Tarin in mostra a STILL Fotografia

Elena © Lady Tarin
LADY TARIN – VOLUPTAS
mostra a cura di Denis Curti

Elena © Lady Tarin

Voluptas è la divinità romana nata dall’incontro di Amore e Psiche, così gli scatti di Lady Tarin uniscono la sensualità del corpo e la consapevolezza della mente. I nudi femminili immortalati dalla giovane fotografa emanano un forte erotismo pur rifuggendo pornografia e volgarità. Sembrano interpretare quel pensiero profondo che Pasolini esprimeva già negli anni ‘70: Per me l’erotismo nella vita è una cosa bellissima, e anche nell’arte è un elemento che ha diritto di cittadinanza in un’opera come qualsiasi altro. L’importante è che non sia volgare. Per volgarità intendo una disposizione razzistica nell’osservare l’oggetto dell’eros. La donna come compare nei film erotici o nei fumetti erotici è vista razzisticamente come un essere inferiore e allora in questo caso è vista volgarmente e in questo caso l’eros è puramente una cosa commerciale.
La volontà di Lady Tarin è quella di liberare la donna da una bellezza costruita per compiacere l’uomo e quasi mai se stessa, di restituire all’eros femminile la spontaneità e la consapevolezza troppo spesso negata. In un’intervista rilasciata a Klat magazine, in occasione di una precedente personale, Lady Tarin spiega: È innanzitutto un problema di educazione, fin da bambine iniziamo un percorso di passività. Le donne dovrebbero misurarsi di più con la propria intelligenza e abbandonare i modelli e i comportamenti che le vorrebbero solamente corpo.

E le ragazze che Tarin immortala sembrano raggiungere l’obiettivo, forse proprio perché accompagnate da uno sguardo femminile e quindi complice, in grado di coglierne e interpretare i desideri più intimi.
Voluptas, una preziosa raccolta di seducenti ritratti, diviene una mostra importante, necessaria per riflettere su un tema molto spesso discusso ma raramente compreso: l’erotismo è forza vitale, è appartenenza. Una donna che emana erotismo è una donna che si appartiene.


VOLUPTAS
15 settembre | 15 ottobre
Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Opening 14 settembre | 18.30
Lun – ven 9 – 13 | 14 – 18
Sabato e domenica su appuntamento
Ingresso libero
Per materiale stampa:
press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it
tel. 02 36 74 45 28


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Oggi iniziano gli open days della nuova scuola Raffles

Da oggi puoi visitare il campus del nuovo Istituto Moda e Design

A Milano arriva una nuova scuola per nutrire il talento di chi ama la creatività: si chiama Raffles Milano Istituto Moda e Design, ha un campus nuovo di zecca al centro della città, un corpo docenti d’eccellenza e una formula didattica innovativa, centrata sull’imparare progettando, sotto la guida di professionisti di fama internazionale.Il 18 e 20 luglio sarà possibile visitare il campus e parlare con i docenti dei corsi triennali in Fashion deisgn, Product design e Visual design o scoprire i Master in partenza a ottobre dove si potrà lavorare su 10 progetti diversi nell’arco di 10 mesi, sotto la guida di 10 docenti di fama internazionale, creandoti un portfolio eccezionale. Dall’Advertising al Visual design, dalla Fotografia al Product design, dal Fashion all’Architettura, ecco un’occasione unica che può cambiarti la vita.
In questa occasione sarà presentato anche il prestigioso master in Fotografia “Nuove storie. Nuove visioni” con Denis Curti, course leader del progetto.

Il Master è dedicato a chiunque desideri conoscere e approfondire i temi della fotografia

“Saranno dieci mesi straordinari. Dieci professionisti della fotografia internazionale in aula, una al mese, con le loro figure chiave – spiega Denis Curti. Dieci occasioni uniche per imparare direttamente dai protagonisti. Master di Raffles Milano. Finalmente qualcuno ci ha pensato.Fotografare vuol dire proporre un modello del mondo utile e interessante, che raccontando la realtà ci aiuti ad amarla. Il fotografo non è più un mestiere da artigiani. La tecnologia digitale lo spinge a “scrollarsi di dosso” l’ossessione della tecnica a favore di una logica sempre più legata al saper vedere, al saper interpretare e al saper raccontare.l fotografo deve essere un interprete attivo, efficace e consapevole della contemporaneità. E per questo le lezioni sono costruite sulla logica dell’aggiornamento permanente. La bravura, l’esperienza e la capacità di rompere gli schemi dei docenti coinvolti assicurano un percorso formativo di alto profilo. Al termine del quale, gli studenti hanno la possibilità di trovare posizioni professionali nel mondo della produzione visiva sia in ambito nazionale che internazionale, in varie aree della comunicazione e dell’immagine, dallo still & motion allo storytelling, dall’advertising agli ambiti corporate.Il Master si rivolge a tutte le persone che desiderano conoscere e approfondire i temi della fotografia contemporanea, trasformando la passione in un mestiere. In particolare, è disegnato per chi vuole intraprendere un percorso di (ri)definizione e (ri)posizionamento professionale al passo con i contesti di oggi. Chi sono i fotografi di domani e di oggi? Persone che dispongono di competenze, abilità e strumenti critici per affrontare senza complessi la vastissima scena della produzione contemporanea, e per dare inizio a una propria attività autonoma, continuativa e di successo”.

Denis Curti. Curatore, critico e direttore della rivista Il Fotografo

Nato nel 1960, è una delle figure critiche di riferimento per il mondo della fotografia italiana e internazionale. Ha curato mostre dedicate a maestri dell’obiettivo come Helmut Newton, Henri Cartier-Bresson, David Lachapelle, Elliott Erwitt e gli italiani Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Ferdinando Scianna.

Denis Curti

Esperto di mercato e collezionismo, ha curato aste per Sotheby’s e Minerva Auction. È autore del primo manuale sul collezionismo fotografico e fondatore della galleria Still di Milano. Per 15 anni è stato direttore della sede milanese di Contrasto, con cui ha dato vita molti progetti per aziende e istituzioni. Co-fondatore della Fondazione Forma di Milano, fino al 2014 ne è stato vicepresidente. Negli anni ha coordinato attività editoriali e di advertising con i più grandi fotografi internazionali, in particolare con quelli dell’agenzia Magnum. Dirige il mensile Il Fotografo e coordina le testate appartenenti al gruppo Sprea Fotografia. È membro del Comitato artistico della Villa Reale di Monza e direttore dei festival di fotografia di Capri e di Bergamo.

Registrati scrivendo a: info@raffles-milano.it

Maggiori informazioni sull’istituto e i suoi corsi li puoi trovare su rafflesitaly.com

Urban Nightmares di Pier Paolo Pitacco in mostra a Milano

Milano

di Alessandro Curti


In mostra, alla Whitelight Art Gallery – all’interno del workspace Copernico Milano Centrale –, la personale di Pier Paolo Pitacco, direttore artistico di Rolling Stone Italia e fra i protagonisti del successo dell’italian style nel mondo editoriale. Protagonista dell’esposizione è il tunnel, a rappresentare sentimenti di smarrimento, incubi, angosce e paure. Le immagini sono state realizzate fra Zurigo, Parigi e Milano e il progetto, in divenire, prevede nuove tappe alla scoperta dei tunnel di altre città del mondo. Ad accompagnare gli scatti, in grandi formati, una selezione della serie Vanishing Cover dove l’artista immortala le copertine di vecchi vinili per ricordare l’importanza fisica e tattile della nostra arte.

 


Info:
Indirizzo: Whitelight Art Gallery, via Lunigiana angolo via Copernico Milano
Orari: lunedì-venerdì ore 10-18
Tel. 334.11.33.062.
E-mail: info@whitelightart.it
Web: www.whitelightart.it
Fino al 22 settembre 2017


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Giuseppe Corbetta: la Milano di Gabriele Basilico 35 anni dopo

Milano – 12 giugno, mostra fotografica: la Milano di Gabriele Basilico 35 anni dopo
si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica MILANO RITRATTI DI FABBRICHE 35 ANNI DOPO
di Giuseppe Corbetta.



Nell’ambito della Milano Arch Week (12-18 giugno), l’Ordine Architetti Milano ospiterà la mostra Milano ritratti di fabbriche 35 anni dopo: un reportage fotografico contemporaneo di Giuseppe Corbetta, in collaborazione con lo Studio Gabriele Basilico, sullo stato attuale degli oltre 200 edifici industriali ritratti dal grande artista milanese a fine anni Settanta.

Ne nasce un racconto – ritmato da mappe e brevi descrizioni – sulle trasformazioni di Milano degli ultimi decenni, che alterna le immagini del grande artista milanese con gli scatti contemporanei di G. Corbetta degli stessi luoghi, dalle identiche angolature, con la medesima illuminazione, documentandone lo stato odierno fatto di clamorose metamorfosi, discreti mutamenti, intervenute demolizioni o stato di abbandono.

Lunedì 12 giugno 2017
ore 20.45
presso l’Ordine Architetti Milano
via Solferino 17-19, Milano
ingresso libero e gratuito

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Al via la prima edizione della Milano PhotoWeek dal 5 all’11 giugno 2017

Un palinsesto diffuso con oltre 150 iniziative in città: ogni giorno un appuntamento speciale in primo piano, appositamente ideato per la Milano PhotoWeek, oltre a un fitto programma di mostre, incontri, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening e finissage, proiezioni urbane per una settimana tutta dedicata alla fotografia.


Informazioni e programma completo su: photoweekmilano.it

Dal 5 all’11 giugno Milano si arricchisce di una nuova iniziativa interamente dedicata alla fotografia, con la prima edizione della Milano PhotoWeek, promossa e coordinata dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, realizzata in collaborazione con ArtsFor, con il supporto di Fondation Carmignac e Leica.

Un palinsesto diffuso che coinvolgerà più di cento sedi e circa 150 iniziative in città, con un calendario di appuntamenti speciali in primo piano appositamente ideati per la Milano PhotoWeek, cui si aggiungerà un’intensa programmazione di mostre, incontri di approfondimento, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening, finissage, proiezioni, film e molto altro ancora.

Obiettivo della Milano PhotoWeek è valorizzare e promuovere la fotografia in tutte le sue possibili espressioni e forme per offrire ai cittadini, appassionati e non, una proposta diversificata e di qualità. Una manifestazione che vuole avvicinare il pubblico alla fotografia e ai luoghi della città che la trattano professionalmente, quindi musei, archivi, gallerie, laboratori, scuole, agenzie, collettivi, case editrici. La PhotoWeek è nata grazie alla collaborazione attiva di tutti i professionisti del settore che, chiamati a partecipare, hanno confermato l’importanza e la ricchezza del panorama culturale ed economico legato alla produzione fotografica milanese.

Il programma cartaceo della Milano PhotoWeek sarà inserito in un fotoromanzo che verrà distribuito in 20.000 copie. Milano ti guardo è il titolo del magazine, ideato e realizzato appositamente per raccontare una prima storia dedicata alla città, sdrammatizzando l’uso della fotografia, per affrontare con ironia ma estrema serietà un primo argomento: quello dei giovani e il lavoro.


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200 fotoritratti dall’archivio di Maria Mulas a Palazzo Morando

© Maria Mulas - Christo New York 1979
OBIETTIVO MILANO
200 fotoritratti dall’archivio di MARIA MULAS
a cura di Maria Canella e Andrea Tomasetig con Antonella Scaramuzzino e Clara Melchiorre
1 giugno – 6 settembre 2017

Uno spaccato di storia milanese dagli anni Settanta ad oggi in un racconto fatto di personaggi, volti ed espressioni


 

© Maria Mulas – Jannis Kounellis 1985

Dal 1° giugno al 6 settembre 2017, le sale espositive di via Sant’Andrea 6 di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospitano la mostra promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e organizzata in collaborazione con l’associazione Memoria & Progetto, “OBIETTIVO MILANO. 200 fotoritratti dall’archivio di MARIA MULAS”, a cura di Maria Canella e Andrea Tomasetig con Antonella Scaramuzzino e Clara Melchiorre.
L’esposizione si inserisce nel palinsesto della Milano Photo Week in programma dal 5 all’11 giugno: una settimana di mostre, incontri, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening o finissage, proiezioni urbane dedicati alla fotografia.

Maria Mulas è una tra le più importanti fotografe italiane riconosciuta a livello internazionale che con la sua macchina fotografica ha saputo immortalare il mondo, dalle architetture ai personaggi dell’entourage artistico e culturale. Schiettezza, empatia e verità del soggetto sono i ‘cardini’ su cui si muove la sua ricerca e ampiamente illustrati nella selezione dei 200 ritratti in mostra a Palazzo Morando.


© Maria Mulas – Christo New York 1979

Fil rouge dell’esposizione è Milano, la sua intensa storia culturale, la continua trasformazione che si traduce nell’essere costantemente al passo con i tempi: Milano è uno specchio che riflette le tendenze internazionali in ogni ambito della società, dell’innovazione, della ricerca. Maria Mulas descrive con naturalezza ed empatia i diversi volti di Milano a cui è particolarmente legata, catturando i ritratti di artisti, galleristi, critici, designer, architetti, stilisti, scrittori, editori, giornalisti, registi, attori, intellettuali, imprenditori e amici che con questa città hanno intessuto un particolare rapporto.
Sette sezioni scandiscono il percorso espositivo della mostra: la prima, “Coda rossa” con macchina fotografica, accoglie autoritratti e fotografie scattate all’artista dai fratelli Ugo e Mario Mulas e dal pittore e scrittore Emilio Tadini; seguono nelle sale successive i fotoritratti di Amici artisti, La città del design, Il mondo della moda, Le arti dello spettacolo, I borghesi sono gli altri e Scrittori, giornalisti, editori.

Completano la rassegna fotografica disegni, dediche, cartoline, scritti e documenti che testimoniano i profondi legami intessuti da Maria Mulas con le personalità da lei ritratte.


Maria Mulas ritratta di schiena, 1980

Che si tratti di ritratti posati o di scatti rubati, nelle fotografie di Maria Mulas si legge una spiccata inclinazione a coltivare relazioni e incontri, una complicità con il soggetto che trapela dalle immagini. Nelle opere emerge l’abilità nel cogliere la naturalezza o l’artificiosità, le espressioni, gli atteggiamenti, le abitudini, i caratteri, gli stili di vita, in un continuo dialogo tra quotidianità ed eccezionalità, tra realismo e ironia.
Il progetto di allestimento è a cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio nell’ambito di una sponsorizzazione tecnica della mostra da parte di Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
La mostra è realizzata con il sostegno di
Archivio Maria Mulas Libreria Galleria Andrea TomasetigFpe d’Officina.

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6 – piano terra
1 giugno – 6 settembre 2017
Orari: martedì-domenica, ore 9-13 e 14-17.30

INGRESSO LIBERO


 

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In arrivo la Settimana degli Archivi Aperti 2017

Due importanti novità riguardante gli archivi fotografici: il secondo appuntamento dell’iniziativa Settimana degli Archivi Aperti promossa da Rete Fotografia e il Censimento delle Raccolte e degli Archivi Fotografici promosso dal Ministero dei Beni Culturali.



Nell’ambito dell’iniziativa “ Photo Week” che si terrà a Milano, gli archivi fotografici si apriranno al pubblico per mostrare la ricchezza e la vastità delle loro collezioni. Dal 5 all’11 giugno 2017 l’associazione Rete Fotografia organizza una settimana alla scoperta del patrimonio fotografico di Milano e della Lombardia.

Milano e la Lombardia: un territorio caratterizzato da un grande sviluppo industriale, da attività legate alla comunicazione, alla fotografia professionale e a tutti gli ambiti della distribuzione, del commercio e dello scambio dell’immagine fotografica (case editrici, quotidiani, riviste, agenzie, pubblicità, moda, design). Un territorio che annovera realtà istituzionali volte alla raccolta e alla conservazione della fotografia, impegnate a promuovere la riflessione, lo studio e l’approfondimento della cultura fotografica. Un territorio che presenta una concentrazione e una sedimentazione di queste realtà assolutamente peculiari rispetto al resto del territorio italiano.



Gli archivi fotografici: uno straordinario patrimonio di fotografie che unisce testimonianze della nostra cultura e della nostra storia ma anche dell’evoluzione del mezzo fotografico, dall’Ottocento ai giorni nostri. Arte, scienza, storia, economia, società, moda, costume, etnografia, paesaggio, città…con la guida degli operatori e dei conservatori sarà possibile seguire visite guidate alle più importanti collezioni fotografiche di Milano e della Lombardia, conoscere le attività di conservazione e valorizzazione degli archivi fotografici, la loro storia, i materiali, le tecniche e gli strumenti della fotografia prima dell’avvento del digitale. Luoghi non sempre accessibili saranno aperti a un pubblico ampio e non specialistico per mostrare dal “vivo” le loro collezioni fotografiche e narrare la loro storia: archivi di musei, collezioni legate allo studio del territorio e alla storia sociale, artistica e del paesaggio italiano, archivi industriali, archivi di grandi studi professionali.

Organizzato da: Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia, AFIP International, Archivio storico Ferrania di Fondazione 3M, Archivio storico Intesa Sanpaolo, Civico Archivio Fotografico di Milano, Fondazione Aem – Gruppo A2A, Fondazione Dalmine, Fondazione Fiera, , Fondazione La Triennale di Milano, GRIN , Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Museo di Fotografia Contemporanea, Touring Club Italiano.

“Archivi Aperti”: un’iniziativa per conoscere i luoghi della fotografia, della storia e della cultura.

Il calendario completo

Censimento delle raccolte e degli archivi fotografici


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