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Wonderwomen di Max Cardelli a STAMBERGA Milano

STAMBERGA Art Photography, in occasione di Milano PhotoWeek 2017 presenta il nuovo libro di Max Cardelli “Wonderwomen”, una retrospettiva di vent’anni di ritratti femminili. Clicca qui per leggere l’intervista del nostro redattore Alessandro Curti a Max Cardelli su IL FOTOGRAFO 279.


Presentazione libro: Giovedì 8 Giugno 2017
ore 19.30 | 21.30

Indirizzo: via Melzo 3, 20129 Milano

Stamberga


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Gian Paolo Barbieri in mostra a Milano | 23 novembre – 20 dicembre 2016

GIAN PAOLO BARBIERI

Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

L’esposizione ripercorre, attraverso quaranta immagini, alcune inedite, mezzo secolo di carriera di uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.


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Gian Paolo ottiene risultati incredibili, senza lasciarsi prendere la mano dagli effetti. Il suo lieve passo indietro dalla realtà gli permette di trasformarla, innalzandola di registro: l’abito elegante diventa imperiale, l’occhio bello, stupendo, soltanto grazie alle luci e alla scelta del momento giusto.

Giorgio Armani


Dal 23 novembre al 20 dicembre 2016, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (via San Vittore 13) ospita una mostra che ripercorre mezzo secolo di carriera di Gian Paolo Barbieri, uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.

La rassegna, dal titolo Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda, curata da Nikolaos Velissiotis, propone 40 tra i suoi soggetti più conosciuti, stampe vintage ai sali d’argento e polaroid, oltre ad alcuni scatti inediti.

Celebre per la teatralità dei suoi set, Gian Paolo Barbieri ha saputo rappresentare lo spirito della fotografia di moda, in tutte le sue sfumature, dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.

Interprete più accreditato del Made in Italy, Barbieri ha creato campagne fotografiche per maison quali Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferré, Dolce & Gabbana.

Il suo lavoro per le edizioni francesi, americane e tedesche di Vogue lo ha portato inoltre a collaborare con stilisti internazionali come Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood.

Proprio parlando di lui, Yves Saint Laurent ha affermato che “Gian Paolo Barbieri attraversa l’eleganza sontuosa dei suoi ritratti femminili e delle scene dei quartieri poveri con la stessa anima, lo stesso amore. Un segreto che non appartiene che a lui. Nutro per Gian Paolo una profonda ammirazione, perché lo ritengo un fotografo sensibile, umano e capace di dignitosa partecipazione emotiva”.


Le immagini di Gian Paolo sono – nell’ordine – occhio, cuore e mente.

Gianfranco Ferré


Le fotografie per riviste di moda, ritratti in studio, scatti eseguiti durante pause sul set restituiscono un affresco variopinto del mondo della moda e la sua dimensione sospesa tra realtà e immaginario.

Tra le dive e le modelle messe in posa davanti al suo obiettivo si possono ricordare Audrey Hepburn, Jerry Hall, Vivienne Westwood, Eva Malstrom, Aly Dunne, Mary Jonasson, Veruschka, Anjelica Huston, le italiane Isa Stoppi, Simonetta Gianfelici, Ivana Bastianello, Monica Bellucci.

L’esposizione, nell’ambito degli eventi in calendario durante il Photo Vogue Festival, è un’occasione imperdibile per ripercorrere quanto di meglio la fotografia ha potuto esprimere nel mondo della moda ed entrare in contatto con un universo di enorme fascino ed eleganza formale.


GIAN PAOLO BARBIERI. Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

Milano, 29 ARTS IN PROGRESS Gallery – Via San Vittore 13

23 novembre – 20 dicembre 2016

Inaugurazione solo su invito: martedì 22 novembre, ore 18.00

Orari: martedì-sabato, 11.00-19.00.

Altri giorni e orari su appuntamento

Ingresso libero


Informazioni: tel. 02 94387188; 392 1002348

info@29artsinprogress.com

 Sito internet: www.29artsinprogress.com

In arrivo il Photo Vogue Festival | Milano, 22-26 novembre 2016

La fotografia è una delle essenze di Vogue Italia: il magazine da oltre 50 anni registra, attraverso le immagini, le evoluzioni e rivoluzioni del costume con una formula nata dal genio dei fondatori, ridefinita nel corso di continue metamorfosi estetiche e capace continuamente di nuove alchimie – per fissare, in ogni scatto, una storia. I narratori che rendono attuale ogni tassello di questa cronologia, anche il più lontano nel tempo, sono i maestri dell’obiettivo fotografico, che hanno documentato l’emancipazione femminile e i cambiamenti socio-culturali attraverso gli anni creando ogni volta interi universi iconografici.


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Vogue Italia ha elevato il connubio tra moda e fotografia eccellenti a livello di arte e questa consapevolezza ha reso naturale la decisione di fondare il Photo Vogue Festival, un festival internazionale interamente dedicato alla fotografia di moda che avrà luogo a Milano dal 22 al 26 novembre 2016. Un evento unico nel suo genere, patrocinato dal Comune di Milano, che coinvolgerà la città intera attraverso incontri, conferenze e mostre.
Il Photo Vogue Festival, presieduto dal direttore di Vogue Italia Franca Sozzani e diretto dal Senior Photo Editor Alessia Glaviano, ha l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale e per questa prima edizione presenta:
VANESSA BEECROFT POLAROIDS 1993.2016 una monografica dedicata all’artista italiana che si terrà nella prestigiosa sede di Palazzo Reale dal 24 al 29 novembre; la mostra è promossa e prodotta da Vogue Italia con il Comune di Milano – Cultura e Palazzo Reale e realizzata grazie al contributo incondizionato di Mediolanum farmaceutici S.p.A.



THE FEMALE GAZE E PHOTOVOGUE/inFASHION due collettive allestite nel suggestivo spazio industriale riconvertito di Base Milano, dal 22 al 26 novembre. The Female Gaze è una mostra dedicata alle fotografe che hanno rivoluzionato – e stanno rivoluzionando – il modo di rappresentare il corpo e la sessualità femminile nella fotografia di moda. PHOTOVOGUE/inFASHION e un’esposizione dedicata ai fotografi selezionati tramite lo scouting indetto sul canale PhotoVogue di Vogue.it


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The Female Gaze

Ogni giorno Base Milano sarà animata da talk a ingresso libero sulla fotografia in ogni sua declinazione. Tra i protagonisti dei talk: Vanessa Beecroft, Paolo Roversi, Mario Calabresi, Azu Nwagbogu, Christto & Andrew, Ilaria Bonacossa, Michael Hoppen, Yoshinori Mizutani, Alessandro Rabottini, Massimo Torrigiani, Enrico Stefanelli, Francesco Zanot, Riccardo Conti, Giulia Zorzi, Bex Day, Amanda Charchian, Shae Detar. Il programma dettagliato su Vogue.it.
Eventi collaterali saranno inoltre organizzati dalle migliori gallerie e dai più importanti spazi espositivi milanesi.


Partner automotive del Photo Vogue Festival è Audi che ancora una volta è al fianco di Vogue Italia nella promozione del talento e dell’innovazione.
Mobile Partner dell’iniziativa è Huawei, animato dalla stessa passione per l’innovazione e l’eccellenza nella fotografia di Vogue Italia, che con la recente collaborazione con Leica ha stabilito un nuovo standard nella fotografia da smartphone. Huawei e Vogue Italia hanno indetto uno scouting su Instagram e hanno selezionato le 50 fotografie che meglio hanno interpretato la sfida di Huawei: “Change the way you see the world”. Tra questi fotografi ne sono stati selezionati 5 che hanno scattato uno street diary per Vogue Italia: queste immagini, assieme alle 50 selezionate, saranno pubblicate in un libro che sarà distribuito durante il festival. Inoltre un fortunato duo di fotografi tra questi, Gioconda & August, ha firmato uno shooting con protagonista Huawei P9 per il November issue di Vogue Italia e avrà un talk dedicato durante il Photo Vogue Festival.


#PHOTOVOGUEFESTIVAL2016
PHOTO FESTIVAL – BASE MILANO
VIA BERGOGNONE, 34 MILANO
BASE.MILANO.IT
PALAZZO REALE
PIAZZA DUOMO, 12MILANO
WWW.PALAZZOREALEMILANO.IT

Aperto nell’aprile 2011, PhotoVogue è il canale di Vogue.it interamente dedicato ai nuovi talenti fotografici: una community unica che sotto la guida curatoriale di Alessia Glaviano, il supporto di Chiara Bardelli Nonino e da quest’anno la collaborazione di Francesca Marani, ha ormai raggiunto più di 125.000 utenti. Una realtà poliedrica e internazionale, resa ancora più prestigiosa dalla partnership con la rinomata agenzia newyorkese Art+Commerce (che rappresenta alcuni tra i più grandi fotografi contemporanei tra cui i veterani contributors di Vogue Italia: Steven Meisel, Craig McDean, Sølve Sundsbø e Paolo Roversi), da mostre in location esclusive (come la Galleria Carla Sozzani e la Leica Galerie Milano) e da iniziative con partner come Swatch, Martini, Huawei, Leica, Nespresso.


Dedicata a promuovere ed esaltare l’eccellenza fotografica, la piattaforma fotogra ca di Vogue.it ha supportato talenti che hanno collezionato negli anni importanti riconoscimenti a livello mondiale e scattato editoriali per riviste autorevoli.
La mostra in occasione del Photo Vogue Festival è il risultato di uno scouting per individuare i migliori talenti nella fotografia di moda e della valutazione di una giuria di fama internazionale composta da Franca Sozzani, Alessia Glaviano, Paolo Roversi, Jimmy Moffat (fondatore e managing director di Art + Commerce) Michael Van Horne (Art + Commerce), i galleristi Peter MacGill e Michael Hoppen, Azu Nwagbogu (fondatore e direttore del Lagos Photo Festival), Florence Bourgeois (direttore di Paris Photo) e Charlotte Cotton, (autrice e curatrice). Degli oltre 125.000 iscritti a PhotoVogue, l’artista che ha incontrato maggiori consensi tra la giuria e che rmerà quindi un editoriale per Vogue Italia è Kiki Xue, cinese, classe 1987.


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La giuria ha selezionato inoltre i 30 fotografi migliori che verranno esposti in mostra:
Andrew Tarnawczyk, Antonina Zharko, Can Sever, Carmen Mitrotta, Clara Giaminardi, Cristina Coral, Dagmar van Weeghel, Formento + Formento, Gioconda & August, Guoman Liao, Isabel Martinez, Julia Grossi, Justine Tjallinks, Kenta Nakamura, Kiki Xue, Lei Gao, Louis Philippe de Gagoue, Lusha Alic, Lydia Gorges, Maria Svarbova, Marie Zucker, Marta Bevacqua, Remi Rebillard, Romina Ressia, Scandebergs, Simone Steenberg, Synchrodogs, Tania Kezha, Turkina Faso, Uldus Bakhtiozina.


Per maggiori informazioni e per consultare il programma completo, clicca qui.

Gian Paolo Barbieri | Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

GIAN PAOLO BARBIERI

Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

dal 23 novembre al 20 dicembre | Milano, 29 Arts in Progress gallery


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L’esposizione ripercorre, attraverso quaranta immagini, alcune inedite, mezzo secolo di carriera di uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.


Gian Paolo ottiene risultati incredibili, senza lasciarsi prendere la mano dagli effetti.Il suo lieve passo indietro dalla realtà gli permette di trasformarla, innalzandola di registro: l’abito elegante diventa imperiale, l’occhio bello, stupendo, soltanto grazie alle luci e alla scelta del momento giusto.

Giorgio Armani


Dal 23 novembre al 20 dicembre 2016, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (via San Vittore 13) ospita una mostra che ripercorre mezzo secolo di carriera di Gian Paolo Barbieri, uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.

La rassegna, dal titolo Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda, curata da Nikolaos Velissiotis, propone 40 tra i suoi soggetti più conosciuti, stampe vintage ai sali d’argento e polaroid, oltre ad alcuni scatti inediti.

Celebre per la teatralità dei suoi set, Gian Paolo Barbieri ha saputo rappresentare lo spirito della fotografia di moda, in tutte le sue sfumature, dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.

Interprete più accreditato del Made in Italy, Barbieri ha creato campagne fotografiche per maison quali Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferré, Dolce & Gabbana.

Il suo lavoro per le edizioni francesi, americane e tedesche di Vogue lo ha portato inoltre a collaborare con stilisti internazionali come Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood.

Proprio parlando di lui, Yves Saint Laurent ha affermato che “Gian Paolo Barbieri attraversa l’eleganza sontuosa dei suoi ritratti femminili e delle scene dei quartieri poveri con la stessa anima, lo stesso amore. Un segreto che non appartiene che a lui. Nutro per Gian Paolo una profonda ammirazione, perché lo ritengo un fotografo sensibile, umano e capace di dignitosa partecipazione emotiva”.

Le fotografie per riviste di moda, ritratti in studio, scatti eseguiti durante pause sul set restituiscono un affresco variopinto del mondo della moda e la sua dimensione sospesa tra realtà e immaginario.

Tra le dive e le modelle messe in posa davanti al suo obiettivo si possono ricordare Audrey Hepburn, Jerry Hall, Vivienne Westwood, Eva Malstrom, Aly Dunne, Mary Jonasson, Veruschka, Anjelica Huston, le italiane Isa Stoppi, Simonetta Gianfelici, Ivana Bastianello, Monica Bellucci.

L’esposizione, nell’ambito degli eventi in calendario durante il Photo Vogue Festival, è un’occasione imperdibile per ripercorrere quanto di meglio la fotografia ha potuto esprimere nel mondo della moda ed entrare in contatto con un universo di enorme fascino ed eleganza formale.


Gian Paolo Barbieri nasce nel 1938 in via Mazzini, nel centro di Milano, in una famiglia di grossisti di tessuti. Proprio nel grande magazzino di tessuti di suo padre acquisisce delle competenze che gli saranno utili nel suo fare fotografia di moda. Come per altri grandi, Armani per esempio, è il teatro a esercitare un potente fascino sulla fantasia, tanto da farlo iscrivere alla scuola di recitazione del Teatro Filodrammatici, tra il 1956 e il 1957. In seguito gli viene affidata una piccola parte non parlata in ”Medea” di  Luchino Visconti con Sarah Ferrati e Memo Benassi.

Il cinema americano degli anni ’50 costituisce una base importante per lui: i drammi di Tennessee Williams o attori come James Dean, Marlon Brando o ancora Lana Turner e Ava Gardner, donne bellissime illuminate da una luce tutta particolare che le rendeva ancora più affascinanti.

Il cinema gli da il senso del movimento e l’occasione di portare la moda italiana in esterno, dandole un’anima diversa.

Ha l’occasione di andare a Roma, in puro clima “dolce vita”, dove per mantenersi fotografa le starlette emergenti, ma non per molto.

Si trasferisce a Parigi dove incontra il fotografo di “Harper’s Bazaar” Tom Kublin a cui fa da assistente per un periodo breve ma intenso.

Nel 1964 apre uno studio a Milano e comincia a lavorare nella moda, facendo campionari. Riesce a farsi pubblicare dei servizi fotografici, su “Novità”, la rivista che in seguito, nel 1966, diventerà “Vogue Italia”. Da questo momento comincia a collaborare con la Condé Nast, pubblicando anche su “Vogue Paris” dal 1973.

Nel 1968 vince il Premio Biancamano come migliore fotografo italiano e il settimanale “Stern” lo inserisce tra i quattordici migliori fotografi di moda nel panorama internazionale.

Realizza campagne pubblicitarie per marchi importanti come: Elizabeth Arden, Chanel, Dolce & Gabbana, Mikimoto e tanti altri, in cui riesce a trasformare ciò che ritrae in immagini ideali, con richiami continui al cinema anni Trenta e Quaranta.

Fondamentale tappa del suo iter è l’esperienza con Vogue Italia e con i più grandi stilisti  come Valentino, Versace, Ferré, Armani di cui ha interpretato le creazioni negli anni ’80, in cui il prêt-à-porter italiano e il Made in Italy conquistano il mondo.

Negli anni ’90 compie diversi viaggi in paradisi tropicali come Tahiti, Madagascar, Seychelles e Polinesia,  da cui nascono dei meravigliosi libri fotografici in cui racconta luoghi e realtà lontane con il suo impeccabile gusto. Nonostante le foto siano in esterno e siano spesso immediate o fugaci, sono così “perfette” da sembrare fatte in studio, riesce a unire la spontaneità di quella gente e di quei luoghi a un’eleganza e uno stile che lo contraddistinguono sempre. È riuscito a intrecciare la spontaneità della fotografia etnografica al glamour della fotografia di moda. Queste foto sono state scelte da David Bailey per essere esposte all’interno del Victoria and Albert Museum di Londra e nel Kunsforum di Vienna, considerate, a tutti gli effetti, opere d’arte.


INFO

Orari: martedì-sabato, 11.00-19.00. Altri giorni e orari su appuntamento

Ingresso libero

Informazioni: tel. 02 94387188; 392 1002348 | Info@29artsinprogress.com

Sito internet: www.29artsinprogress.com

Max Cardelli e il ritratto italiano

Milla 2007 © Max Cardelli

Intervista al celebre fotografo milanese amante del ritratto nella sua forma più intima e passionale, autore di scatti profondi e ricchi di tensione emotiva


di Alessandro Curti


Kirsten 2000 © Max Cardelli
Kirsten 2000 © Max Cardelli

Diviso tra Milano e New York, Max Cardelli è indubbiamente uno dei capostipiti del ritratto italiano non solo nelle firme di moda, ma anche nella realizzazione di immagini seducenti, portatrici di un’emozione unica e capaci di entrare a contatto diretto con l’interiorità più recondita dello spettatore.
Lo abbiamo incontrato per una chiacchierata sul suo lungo lavoro e sulla sua carriera di fotografo: ci ha portati all’interno di un magico mondo, quello della fotografia di ritratto, fatto di emozioni, sentimenti e sensazioni uniche.


Carolina 2014 © Max Cardelli
Carolina 2014 © Max Cardelli

“Ho sempre in mente un’immagine davanti agli occhi quando scatto, si crea autonomamente nel momento in cui entro in contatto con il soggetto da ritrarre”.


Come e quando nasce la tua carriera di fotografo? Come si è sviluppata nel corso degli anni? Che progetti hai sviluppato e quali sono quelli a cui sei più legato?

Ho iniziato a fotografare molto presto, grazie a una Polaroid che mi è stata regalata: fin da subito ho cominciato a scattare ritratti dei miei amici e dei volti interessanti e affascinanti che mi capitavamo davanti. Poi mi chiudevo per giornate intere, finita la scuola, a sviluppare le immagini e a stamparle in un piccolo laboratorio.
Per la fotografia è stato, come si sul dire, amore a prima vista: ho da subito percepito una sorta di magia nella relazione tra un volto e il risultato fotografico.
La passione è diventata con il tempo professione: ho lavorato come fotografo per gare di moto cross ed eventi vari, poi ho conosciuto la moda, raccontando con grande passione storie di donne attraverso il ritratto.
Il progetto a cui sono indubbiamente più legato è quello sui 50 anni della rivoluzione castrista, che mi ha permesso di realizzare un grande reportage su Cuba e L’Avana in maniera discreta, quasi sussurrata, molto malinconica.


Anka 2015 © Max Cardelli
Anka 2015 © Max Cardelli

Con che strumenti lavori abitualmente?

Ho lavorato tantissimo con le macchine a lastra, sopratutto nei ritratti, perché mi piace raccontare i volti come se fossero delle cartine geografiche, con i dettagli curati al meglio e la massima informazione possibile all’interno dell’immagine.
Utilizzo comunque anche altri tipi di macchine, anche più semplici e piccole, dipende sempre dall’obiettivo che s’intende raggiungere. Svario dal medio formato alla 35 mm.
Insomma, utilizzo un po’ tutti i tipi di macchine.


Dita 2006 © Max Cardelli
Dita 2006 © Max Cardelli

Spiegaci il tuo amore per il ritratto, che cosa ti piace di questo genere? Ci sono altri tipi di fotografia che ti affascinano?

Il ritratto è come il primo amore, è la fonte principale della ricerca intima e personale.
Raccontare la bellezza attraverso la bellezza stessa di un volto è qualcosa di molto appagante; l’unicità di un viso rendere ogni ritratto unico e inimitabile, un’esperienza esclusiva e incomparabile.
Amo la fotografia in generale, perché trovo che l’esperienza estetica sia un percorso meraviglioso; per questo apprezzo moltissimo la fotografia di paesaggio e lo still life, ma il ritratto rimane la cornice fondamentale della mia sperimentazione. Non esiste nulla di più incredibile del volto umano.


Federica 2013 © Max Cardelli
Federica 2013 © Max Cardelli

Qual è il tuo criterio di selezione nella scelta dei soggetti da ritrarre e come ti rapporti con loro?

Per me è importante, anzi direi fondamentale, che i soggetti siano in grado di dare un’emozione a livello epidermico, che ti passino una scintilla attrattiva, che scatenino la mia curiosità.
Tendo a soffermarmi parecchio sui caratteri somatici, do molta importanza al fenotipo del soggetto, che dev’essere relazionato a un’idea di estetica che possa piacere.
Se non c’è interesse, non può esserci un risultato soddisfacente.
Il mio rapporto con i soggetti è molto distinto e discreto, fatto di poche parole ma di molta gestualità e di movimenti del corpo; è meglio non conoscere il soggetto prima di fotografarlo, perché questo potrebbe influenzare la resa dell’immagine.
Molto meglio scoprire le persone, la loro personalità e le loro sfaccettature durante la realizzazione della fotografia.


Milla 2007 © Max Cardelli
Milla 2007 © Max Cardelli

Che cos’è oggi la fotografia? Che peso ha sulla nostra vita quotidiana?

Ritengo che la fotografia non sia mai stata così importante, vitale e attiva come in questo periodo storico. Il mondo contemporaneo gira veloce e corre, così l’immagine fotografica diventa l’unico mezzo di comunicazione capace di affermarsi grazie alla sua istantaneità, a prescindere dalla nostra volontà.
Quando guardiamo un’immagine, questa rimane impressa nella nostra retina ancor prima che noi possiamo avere la facoltà di accettarla o meno.
La fotografia ha oggi un ruolo di grandissima responsabilità, soprattutto per noi che ci occupiamo di immagine ed estetica.

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