Tag archive

mostra

L’essenziale. L’ultima mostra di Angelo Tondini.

L'Essenziale, Angelo Tondini
L'Essenziale © Angelo Tondini

Inaugura domani allo Spazio Tadini, a Milano, la mostra L’Essenziale di Angelo Tondini, presentata dal critico de La Repubblica Roberto Mutti, che la definisce “da non perdere”.

“L’ultima mostra” di Tondini

Fotografie e componimenti Haiku, legati fra loro dal filo conduttore della riduzione al minimo indispensabile, sono i protagonisti di quella che lo stesso Angelo Tondini definisce “la sua ultima mostra”. Ed è proprio questo motivo che avrebbe portato l’autore ha essenzializzare tutto: poesie ingabbiate nel rigido schema metrico dell’Haiku e immagini fotografiche – vuote, piene, astratte, geometriche, figurative – la cui rigorosa composizione privilegia i vuoti. Tondini paragona la sua mostra alla vecchiaia. Gli anziani, infatti, escludono dalla propria esistenza tutto ciò che non ha utilità al fine della loro intima sopravvivenza fisica e/o psichica, e possono quindi scegliere di limitarsi all’essenziale, affidandosi alla creatività, l’ultima vera salvezza. Sostiene lo stesso Tondini: La ricerca essenziale è una parabola della vita. Penso che l’ultima fase di ogni arte sia fatalmente la stilizzazione, l’astrazione, la rarefazione, la geometria. Dai Greci (Palazzo di Cnosso) fino a Pollock e Fontana, un cammino naturale, quasi obbligato. È un percorso mentale, un modo di essere nel tempo”.

Angelo Tondini, Scrittore e Fotografo

Nato ad Arezzo, vive a Milano da ormai quarant’anni. Allievo di maestri illustri tra cui Art Kane (1925-1995), fotografa da più di sessant’anni e si è specializzato in reportage di viaggio e architettura. Nel suo archivio, un milione di immagini scattate in 170 Paesi. Ha pubblicato articoli sulle riviste più importanti nel mondo e 17 libri in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia. Ha tenuto mostre di fotografia e poesia in Italia e dal 2018 è entrato a far parte della ristretta cerchia di fotografi selezionati dai curatori di YourDailyPhotograph.com, un sito dedicato ai collezionisti di fotografie artistiche.

Info sulla mostra

Dal 29 febbraio al 28 marzo
Dal mercoledì al sabato, dalle ore 16,30 alle 19,30 (Domenica su richiesta).
Via Jommeli 24 – Milano

Cesare Colombo in mostra al Castello Sforzersco

Foto Cesare Colombo
Sabato pomeriggio alla stazione Cadorna delle Ferrovie Nord, 1988 Milano, Civico Archivio Fotografico, inv. COL 85 ©CesareColombo

Il 21 febbraio ha inaugurato la mostra Cesare Colombo. Fotografie 1952-2012 che, attraverso gli oltre cento scatti dedicati alla città di Milano, vuole rendere omaggio al fotografo omonimo.

L’autore

La mostra – a cura di Silvia Paoli, con Silvia e Sabina Colombo e in collaborazione con Italo Lupi – celebra uno dei maggiori protagonisti della fotografia italiana. Nato in una famiglia di artisti, Colombo avvia la sua professione di fotografo già a metà degli anni Cinquanta, dedicandosi in seguito anche alla grafica e alla comunicazione visiva. Sin da giovane partecipa a importanti convegni, anima dibattiti e incontri, collabora con diverse riviste e con fotografi e grafici come Mario Bellavista e Franco Grignani. Mosso da un’autentica passione civile, Colombo osserva la città di Milano per più di cinquant’anni. In particolare, ne coglie i mutamenti sociali, politici, culturali e gli eventi che ne segnano la storia, divenendone così uno dei più attenti testimoni. Sono numerosi, infatti i suoi servizi fotografici dedicati alle lotte politiche degli anni Sessanta e Settanta, agli eventi drammatici che colpiscono Milano – come la strage di Piazza Fontana – , ma anche al mondo delle donne, agli eventi artistici e all’affermarsi del design e della moda italiana. Col tempo, Colombo si avvicinerà anche alla ricerca storica tanto che da occuparsi del riordino e della valorizzazione di archivi fotografici di grandi aziende, come il Touring Club Italiano o la Fiera di Milano.

Foto Cesare Colombo
Manifestazione in corso Venezia, 1972. Milano, Archivio Cesare Colombo ©CesareColombo

L’esposizione

Proprio dall’attenta osservazione di Colombo della città di Milano e del suo evolversi nasce l’idea di questa mostra. Il progetto espositivo è stato reso possibile grazie alla donazione di centro fotografie che gli eredi hanno fatto al Civico Archivio Fotografico di Milano, dopo aver selezionato le immagini più importanti dedicate a Milano, nonché esemplificative della sua intera carriera.  Il curatore Italo Lupi, che ebbe un lungo rapporto di lavoro e amicizia con Colombo, ha allestito la mostra in modo tale da ricostruire la vita e la carriera dell’amico fotografo nei loro snodi principali, mettendo anche in luce aspetti finora meno conosciuti.

Info sulla mostra

Sala Viscontea, Castello Sforzesco – Milano
Dal 21 febbraio al 14 giugno 2020
martedì-domenica, 9-17,30

 

Come in uno specchio. La mostra dedicata a Gianni Berengo Gardin

Mostra Gianni Berengo Gardin

La mostra “Come in uno specchio. Fotografie con testi d’autore”, inaugurata lo scorso 11 febbraio e allestita per celebrare i 90 anni del celebre fotografo Gianni Berengo Gardin, sarà visitabile fino al 5 aprile.

Un omaggio a Berengo Gardin dalla sua Milano

L’esposizione, organizzata da Contrasto, è stata allestita presso Forma Meravigli, a Milano, città di adozione di Berengo Gardin. Il fotografo, ligure d’origine, ha dedicato la sua carriera al racconto di un’epoca e di una società in evoluzione attraverso la fotografia d’inchiesta. Berengo Gardin ha così affrontato temi sociali molto sensibili quali i manicomi, gli zingari, fasi di realizzazione di progetti architettonici e molto molto altro.  Tale era il suo coinvolgimento nel sociale da decidere di eliminare il colore dai suoi scatti, rigorosamente in bianco e nero poiché “il colore distrae”.

La mostra

L’allestimento espositivo si compone di 24 foto scelte da 24 amici, intellettuali, colleghi, artisti, giornalisti, registi, architetti e scrittori. Ma non è tutto. Gli scatti sono accompagnati da testi scritti di loro pugno, offrendo la possibilità di ragionare sul valore di testimonianza sociale, oltre che estetica, delle immagini esposte. Da qui il titolo “Fotografie con testi di autore”. È possibile quindi apprezzare foto scelte e commentate da registi come Marco Bellocchio o Carlo Verdone, da amici e colleghi come Ferdinando Scianna o Sebastiao Salgado, o ancora da architetti come Stefano Boeri o Renzo Piano.

Info sulla mostra

Forma Meravigli – Via Meravigli, 5 Milano
Da mercoledì a domenica dalle ore 11 alle ore 20.

In mostra a Berlino: Umbo, il Big Bang della fotografia moderna

Umbo
Six Dummies, 1928 © Otto Umbehr (Umbo)

Umbo, al secolo Otto Umbehr (1902-1980) torna ad incantare gli appassionati di fotografia con la mostra Umbo, Fotografo. Opere 1926-1956.esposta presso la Berlinische Galerie dal 21 febbraio al 25 maggio.

Un grandioso inizio d’anno per il museo berlinese

Il giovane museo, che negli ultimi anni ha allestito alcune delle mostre più visitate in Germania, inaugura il 2020 con un’altra promettente esposizione. La mostra, che si compone di circa 200 opere e altri documenti dell’archivio di Umbo, vuole rendere omaggio all’artista e celebrare l’acquisizione del suo intero lascito resa possibile nel 2016 dalla cooperazione con Bauhaus Dessau e Sprengel Museum e dal finanziamento di generosi privati. La Berlinische Galerie decide di proseguire il percorso tracciato dalle numerose mostre che, a livello mondiale, hanno celebrato i cento anni della Scuola di Weimar, di cui Umbo è considerato uno dei figli più talentuosi, oltre che una delle voci più significative e di peso della storia della fotografia del Novecento.

Chi era Umbo

La carriera di Umbo inizia quando, senza un tetto sopra la testa né denaro per sopravvivere, viene ospitato dall’amico Paul Citroen, che gli presta anche una macchina fotografica, inconsapevole del fatto di star così attrezzando quello che diventerà uno dei fotografi e fotogiornalisti più apprezzati nella Germania prenazista. 
Tra i tanti personaggi di talento che caratterizzano la Germania weimeriana, Umbo si distingue per la sua straordinaria capacità di coniugare ricerca artistica e professione. I suoi ritratti, che immortalano modelle provenienti dal suo cerchio di amicizie nel panorama artistico, e le sue fotografie delle strade cittadine sono infatti considerati esemplari della “Nuova Visione”, in quanto rispettano i criteri del primo piano esasperato e  della ripresa dall’alto, nonché un’estetica che unisce l’estrema espressività del volto con la sospensione metafisica delle ombre che attraversano gli spazi urbani.
Questi scatti gli garantiscono la presenza nella storica mostra “Film und Foto” del 1929, dove è invitato ad esporre ben quaranta opere. L’anno prima, inoltre, Umbo è tra i fondatori di Dephot, l’Agenzia Fotografica più importante del Paese fino alla sua chiusura imposta dal regime nazista. Da questo momento in poi, la sua vita e la sua carriera proseguono tra alti (pochi) e bassi (molti) fino alla sua morte, avvenuta nel 1980 ad Hannover.

Sguardi sul mondo. I nostri lettori in mostra

Sguardi sul mondo

La mostra fotografica Sguardi sul mondo raccoglie gli scatti dei lettori che hanno partecipato all’iniziativa promossa dalla rivista Photo Professional.

Sguardi sul mondo: ricordi e testimonianze di viaggio

La mostra, allestita all’interno dello spazio espositivo Malpensa Photo Square, offre ai visitatori le immagini più interessanti raccolte dalla redazione nell’arco di un anno e poi valutate insieme agli esperti Canon. Gli scatti hanno la capacità di raccontare lo spirito, le atmosfere e le diversità di luoghi e persone nel mondo. A colori o in bianco&nero, le foto sono state realizzate con le più disparate tecniche narrative: dal reportage, alla ripresa di scenari naturali, fino alla street photography.

La collaborazione con Canon

Le trentanove immagini che compongono Sguardi sul Mondo, sono stati riprodotti fedelmente grazie alla tecnologia Arizona di Canon, che ha permesso di valorizzare ogni sfumatura di colore  potenziando l’impatto visivo ed emotivo delle suggestioni generate dalle fotografie. Le stampanti della serie Arizona, modulari e estremamente versatili, sono ideali per realizzazioni di grande formato offrendo la garanzia di immagini impeccabili stampate in diversi formati e su supporti sia rigidi che flessibili.

Info sulla mostra

Spazio espositivo Malpensa Photo Square – Aeroporto di Milano Malpensa
Dal 22 febbraio al 20 aprile 2020

“New York, New Delhi, New Old”. La prima personale a Milano di Davide Bramante

New York (Sea) © Davide Bramante

Il 5 marzo Davide Bramante inaugurerà la sua prima mostra personale a Milano, che sarà ospitata dal 6 marzo al 18 aprile presso la galleria Fabbrica Eos e curata da Giacinto di Pietrantonio, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Davide Bramante: la ricerca fotografica come gioco di sovrapposizioni

“Il mio modo di fotografare è identico al mio modo di ricordare, pensare, sognare, sperare, tutto avviene per sovrapposizioni temporali e spaziali” svela lo stesso Bramante. Le sue opere infatti, spesso accostate ad uno stile futurista, sono delle vere e proprie stratificazioni: Bramante presenta immagini che fanno da specchio alla realtà in un gioco di luci ed ombre che si sovrappongono unendo fino a 9 fotogrammi. Nella sua opera “Milano Verticale”, per esempio, lo sguardo dello spettatore non può fare a meno di perdersi nei meandri di un racconto che gli permette di rivivere in un solo istante tutti i fotogrammi capaci di essere assorbiti dall’occhio umano in un vortice senza schemi spazio-temporali.

Milano Verticale
Milano Verticale © Davide Bramante

Davide Bramante: zoom sull’autore e la sua tecnica

Il fotografo siciliano nasce a Siracusa nel 1970. Frequenta l’Istituto Statale d’arte di Siracusa e l’Accademia Albertina di Belle arti di Torino. Nel 1999 torna a vivere a Siracusa, dopo tredici anni trascorsi tra Torino, Roma, Milano e New York. Opera dal 1991, realizzando lavori video, installazioni e fotografie.

Attraverso la sua originalissima tecnica fotografica delle esposizioni multiple, composte cioè da una sequenza che varia da 4 a 9 scatti realizzati già in fase di ripresa non digitali,  Bramante riesce a far convivere all’interno del suo lavoro le tre cose che ama di più: l’arte, la fotografia e il viaggio.
“Il tempo è congelato in una messa in scena che appare come l ’espressione spettacolare di urbanizzazionigià di per sé spettacolari. Lo spazio (la lontananza culturale e geografica) di questi luoghi subisce la medesima sorte: viene annullato”.  È con queste parole che il giornalista e scrittore Aldo Premoli definisce le opere dell’autore, dopo averle analizzate attraverso una metafora algebrica che si rende indispensabile per comprendere la moltitudine di sovrapposizioni e “new” che compongono i suoi scatti. 
A questo punto, ci si deve domandare se Bramante sia alla fine un artista, più che un fotografo. Giancarlo Politi, critico ed editore d’arte risponde così: “Ma come puoi chiamare fotografo un artista che riesce a trasformare Noto in una grande metropoli antica e moderna, simile a New York, Tokyo, New Delhi. Davide Bramante, artista o fotografo è stato l’ambasciatore poetico e profetico delle città multietniche di oggi. Tutte diverse e tutte eguali. Tutte belle e terribili. Più artista di così…”

Fotografia Europea a Reggio Emilia: presentata la nuova edizione

Fratelli Henkin
A Palazzo da Mosto si potranno ammirare alcune immagini dall’archivio dei Fratelli Henkin, recentemente scoperto © Fratelli Henkin

È  stata presentata presso la Fondazione Sozzani a Milano la quindicesima edizione di Fotografia Europea, in scena a Reggio Emilia dal 17 aprile al 24 maggio. Promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e con il contributo della Regione Emilia-Romagna, per il terzo anno il festival vede la direzione artistica di Walter Guadagnini che, nel centenario della nascita di Gianni Rodari, ha voluto dedicare questa edizione al tema “Fantasie. Narrazioni, regole, invenzioni”.

La “Fantasia” secondo Walter Guadagnini

“Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte di inventare”, scrisse il poeta romantico Novalis. Parole a cui fanno eco quelle di Bruno Munari: “La fantasia è la facoltà più libera delle altre, essa infatti può anche non tener conto della realizzabilità o del funzionamento di ciò che ha pensato. È libera di pensare qualunque cosa, anche la più assurda, incredibile, impossibile. L’invenzione usa la stessa tecnica della fantasia, cioè la relazione fra ciò che si conosce, ma finalizzandola a un uso pratico”. Affermazioni a cui si collega Walter Guadagnini nel raccontare le prospettive di Fotografia Europea: «Erano anni di utopie e di trasformazioni sociali, e non a caso la fantasia e i termini a essa vicini godevano di una grandissima fortuna. Ma anche oggi, in un contesto assai diverso, ha senso ragionare sul portato e sulle possibilità della fantasia come motore creativo, anche a partire dall’immagine fotografica».

Il programma di Fotografia Europea 2020

Walter Guadagnini ha pensato al filo rosso delle “Fantasie” per legare le mostre, le conferenze, gli spettacoli e i workshop in programma a Fotografia Europea. Due, in particolare, i lavori inediti che si potranno ammirare nel corso del festival. Controvisioni. Dalla fantasia alla fantasmagoria, mostra antologica appositamente ideata per questa edizione di Fotografia Europea dal fotografo e scrittore spagnolo Joan Fontcuberta, che indaga il rapporto tra realtà e illusione (presso i Chiostri di San Pietro). E il progetto di Alex Majoli, invitato dalla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e da Reggio Parma Festival a riflettere sul rapporto fra il teatro e la città (al Teatro Valli). A questi nomi si affiancano numerosi ospiti internazionali e le mostre personali dei vincitori della open call lanciata dal festival, esposte presso lo Spazio Scapinelli. Da sottolineare anche la collaborazione con il Museo Ermitage di San Pietroburgo e i progetti scaturiti da “Emilia 2020”, l’alleanza stretta da Reggio Emilia, Piacenza e Parma nell’anno in cui quest’ultima è Capitale Italiana della Cultura.

Info
www.fotografiaeuropea.it

Seguiteci nelle prossime settimane per ulteriori approfondimenti su Fotografia Europea 2020.

“Never alone”, la personale di Luigi Erba a Lecco

Paesaggio industriale, Lecco Malpensata © Luigi Erba

Sabato 15 febbraio 2020 partirà la terza mostra personale alla Galleria Melesi per Luigi Erba (Lecco, 1949), dopo le mostre del 1997 e del 2007.

Never Alone, la mostra di Luigi Erba

Never Alone sottolinea la costante caratteristica della ricerca dell’autore che, dalla metà degli anni ’80, si esprime sempre attraverso la complessità dell’immagine in relazione con se stessa e gli altri fotogrammi. In particolare la mostra segna, come scrive Cristina Casero nel testo in catalogo… “una svolta sul piano linguistico e operativo se non su quello concettuale. Compare il colore, raro protagonista delle opere di Erba. Il procedimento non è più analogico, ma digitale. Il mezzo non è più la fotocamera, ma il cellulare, … l’artista stesso mi ha riferito di averlo usato come fosse un metal detector, cioè con una manualità inedita, chiaramente diversa rispetto a quella sottesa all’uso della macchina fotografica. …”
Il corpo principale della mostra è costituito da tali immagini a colori basate sulla bidimensionalità e la sovrapposizione in sede di post produzione, realizzata alcuni anni dopo la ripresa (2010/2019). Così è anche per le opere fin dai primi anni del 2000, per esempio le serie in bianco e nero dedicate principalmente alle sequenze sovrapposte in macchina riguardanti gli ombrelloni (Un luogo sull’altro) e le successive con ripresa analogica (Percezione del paesaggio). Se queste ultime opere in bianco e nero fanno parte di un progetto preciso le altre no, anzi sempre lasciano “molto spazio all’improvvisazione, intesa però certamente nella sua accezione più nobile, che prevede un atteggiamento in totale sintonia con gli accadimenti, che consente di guardarsi intorno, come un flâneur, di cogliere la meraviglia nascosta nel mondo circostante…”. Esposte una trentina di fotografie documentate in un leporello che accompagna la mostra con testo critico a cura di Cristina Casero intitolato Never alone. O della ricchezza dell’immagine.

Monte Barro, 2014-2019 © Luigi Erba

Informazioni

GALLERIA MELESI
info@galleriamelesi.com
Inaugurazione: sabato 15 febbraio 2020
Durata: 15 febbraio – 11 aprile 2020
Orario: da martedì a sabato 16 | 19, altri orari su appuntamento
La galleria resterà chiusa dal 17 al 22 marzo perché presente a MIA Photo Fair di Milano con opere dello stesso autore selezionato per il progetto “Beyond Photography 1960-80”.

 

Manos, i contadini del mondo | Fotografie di Marco Del Comune e Oliver Migliore

Dattero selvatico del Mali © Marco Del Comune, Oliver Migliore

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra Manos, i contadini del mondo | Fotografie di Marco Del Comune e Oliver Migliore, un progetto fotografico che tratta della ricchezza della biodiversità e di cibo in via d’estinzione come il dattero selvatico del Mali, l’olio di Dendè del Brasile, le mele-sorbo del Kazakistan… attraverso il racconto delle mani di persone provenienti da tutto il mondo.

Manos: la mostra

Mani che curano, accudiscono e permettono la coltivazione di prodotti speciali. Mani di contadini segnate da solchi pesanti come la terra che coltivano, da cui trapela la memoria di tradizioni ancestrali ma anche la dignità, la fierezza, la gratificazione di un operato consapevole. Grazie a queste mani è ancora oggi possibile godere di frutti della terra, testimonianza della ricchezza di mondi in via di estinzione. Lo scopo del percorso sta nell’accompagnare il pubblico verso la scoperta di elementi unici, inconsueti ma raffinati, ravvivando una curiosità talvolta assopita.
Dal 2014 i fotografi Marco Del Comune e Oliver Migliore lavorano insieme sul tema del cibo, fotografando i prodotti dell’Arca e i loro produttori e rinnovando nei loro scatti l’emozione di ogni singolo incontro. Le loro fotografie a colori suggeriscono sapori e colori che sono forme uniche, irripetibili nella bellezza della varietà. La mostra ha il patrocinio di Slow Food ed è stata presentata in anteprima alla galleria Il fotografo di Finalborgo in occasione del Salone dell’Agroalimentare Ligure 2019.

Informazioni

Fino al 27 febbraio 2020
ACTA INTERNATIONAL
direzione: Giovanna Pennacchi
via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal mercoledì al sabato ore 16 – 19.30
info@actainternational.it
www.actainternational.it

PHOTOANSA: le immagini più significative dell’anno in mostra al Forte di Bard

12 giugno, Losanna (Svizzera). Il presidente del CONI GIovanni Malagò ffesteggia l'assegnazione dei Giochi Invernali 2026 con Giuseppe Sala e Luca Zaia. EPA/PHILIPPE LOPEZ / POOL

Prende il via oggi 8 febbraio la mostra PHOTOANSA, che raccoglie le immagini più significative dell’anno legate ai grandi fatti di attualità in Italia e nel mondo, realizzate dai fotografi dell’agenzia. Una selezione di oltre cento immagini, relative all’anno 2019, sarà esposta al Forte di Bard fino al 7 giugno 2020.

PHOTOANSA, per la prima volta in mostra

Dodici le sezioni corrispondenti alle tematiche trattate nel volume, a cominciare dalle elezioni europee che per la prima volta vedono una donna, Ursula von der Leyen, alla guida della Commissione della Ue. Seguono le immagini straordinarie della demolizione del ponte Morandi a Genova, che non fanno passare in secondo piano l’angoscia delle famiglie sfollate dalle loro case e la disperazione dei parenti delle vittime.
È la volta di un’altra immagine che simboleggia, nella sua tragicità, l’anno trascorso, quella di padre e figlia morti abbracciati sul greto di un torrente al confine tra Messico e Stati Uniti nel tentativo di aggirare il muro fatto consolidare dal presidente Trump. Si ritorna poi in Italia dove, dalle spiagge della riviera romagnola ai palazzi della politica nella Capitale, si assiste alla fine del governo giallo-verde che lascia il passo, sotto lo sguardo del presidente Mattarella, alla nuova coalizione Pd-5 stelle.
Poi Parigi: colpita in pochi mesi dalle violente manifestazioni dei Gilet gialli e dall’incendio della cattedrale di Notre-Dame. Le manifestazioni di intolleranza scuotono anche le periferie romane, tra sgomberi di case occupate e proteste contro le famiglie di etnia rom, dove a pagare sono sempre gli ultimi e più indifesi, i bambini.
Ma il volto dominante dell’anno è quello di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha trascinato nelle piazze del pianeta milioni di giovani a manifestare sulla tragedia dell’ambiente. Quindi la parola allo sport, con l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi invernali del 2026, 70 anni dopo quelli che si erano tenuti nella località ampezzana, e con la squadra di calcio femminile che, pur eliminata ai quarti di finale, vive la sua esperienza ai mondiali di Francia come una vittoria in uno sport da sempre ritenuto territorio esclusivo dei maschi. Mentre i giovani internettiani che passano ore incollati ai monitor scoprono i ricchissimi tornei di eGames, è ancora una donna, Federica Pellegrini, a chiudere il PHOTOANSA 2019 con la sua ottava medaglia dei 200 stile libero e regalando a tutti noi un momento di leggerezza e di gioia.

La cerimonia inaugurale si terrà venerdì 7 febbraio nella sala Archi Candidi del Forte di Bard, alle ore 18.00 alla presenza dell’amministratore delegato di ANSA Stefano De Alessandri e del direttore Luigi Contu e dei vertici dell’Associazione Forte di Bard.

Informazioni

8 febbraio – 7 giugno 2020

Orari
Sino al 2 marzo
feriali: 10.00 | 17.00
sabato, domenica, festivi: 10.00 | 18.00
chiuso lunedì

Dal 3 marzo
feriali: 10.00 | 18.00
sabato, domenica, festivi: 10.00 | 19.00
chiuso lunedì

Informazioni al pubblico
Associazione Forte di Bard
T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it

Stefano De Luigi e i retroscena della TV italiana anni ’90

Irene Pivetti e Platinette durante il programma Bisturi, 2004 © Stefano De Luigi

Il progetto inedito del fotografo Stefano De Luigi, quattro volte vincitore del World Press Photo, inaugura la programmazione espositiva 2020 della Other Size Gallery by Workness di Milano, che sarà interamente dedicata alla fotografia d’autore.

Televisiva, il progetto inedito di Stefano De Luigi

Nei 32 scatti in bianco e nero – esposti fino al 10 aprile nella mostra a cura di Giusi Affronti – la narrazione si concentra sull’universo televisivo italiano degli anni Novanta, la sua storia, i backstage e i personaggi, restituendo il fermo-immagine di un’epoca che ci parla in modo drammaticamente attuale anche dell’oggi.
In un periodo compreso tra il 1994, anno del primo governo Berlusconi, e il 2000, segnato dalla messa in onda del Grande Fratello, primo reality show italiano, Stefano De Luigi elabora il suo progetto fotografando i set televisivi di trasmissioni emblematiche di quel periodo creando un archivio di immagini dell’entertainment – di programmi come “Domenica In”, “Non è la Rai”, “I cervelloni” o “Macao” – insieme a una galleria di ritratti di presentatori e starlette, da Mara Venier a Wendy Windham, da Paolo Bonolis a Platinette. Tra satira e inquietudine, la fotografia di De Luigi scruta sotto la superficie di paillettes dello spettacolo televisivo, rappresentato come un microcosmo carnevalesco di showmen, ballerine e creature circensi nate dalla fantasia degli autori tv, e restituisce una rappresentazione umana grottesca che diviene metafora della politica e della società dell’Italia di oggi. A distanza di venticinque anni dalla sua nascita, come una profezia, “Televisiva” denuncia il sistema di parole urlate e fake news, di facile sensazionalismo e di modelli di comportamento che, tra fascinazione e demagogia, si è traslato dalla dimensione virtuale della televisione al dibattito politico e alla quotidianità del paese reale.

Workness, Other Size Gallery a Milano

Spazio che nasce nel contesto interdisciplinare di Workness, Other Size Gallery sceglie di parlare al proprio pubblico, raffinato ed eterogeneo, con il linguaggio che più di altri sa intercettare l’attualità e restituirla in molteplici forme, dalle più patinate e rassicuranti alle più scomode.
Oltre alla centralità autoriale e alla ricerca progettuale, le mostre in programmazione – tutte monografiche, realizzate in partnership tecnica con il laboratorio Linke di Milano – si ispireranno a un’estetica che si pone all’incrocio tra bellezza, tristezza, alienazione e desiderio, cercando il punto di equilibrio tra l’inquietudine e la speranza.

Informazioni

Titolo Stefano De Luigi. Televisiva
A cura di Giusi Affronti
Direzione artistica Nora comunicazione
Sponsor tecnico Linke
Sede Other Size Gallery by Workness, Via Andrea Maffei 1, Milano
Date 6 febbraio – 10 aprile 2020
Orari dal lunedì al venerdì, h.10 – 18. Sabato e domenica chiuso.
Ingresso libero
Info al pubblico t. 02.70006800 | othersizegallery@workness.it

1 2 3 24
0 0,00
Go to Top