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San Gimignano, in mostra oltre 100 immagini fotografiche di Man Ray

San Giminiano: Man Ray in mostra

Dall’8 aprile oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano (Siena), ci consentono di rileggere il lavoro fotografico di uno dei più significativi artisti del XX secolo.

La mostra Man Ray. Wonderful visions è promossa dai Musei Civici di San Gimignano, curata da Elio Grazioli e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Marconi.

Universalmente noto come artista dadaista e surrealista, Man Ray è stato uno dei più grandi fotografi del XX secolo. Sperimentatore instancabile, ha reinventato tutto ciò che ha toccato: così come ha rielaborato l’invenzione dei readymades dell’amico Marcel Duchamp, trasformandoli in “oggetti d’affezione”, altrettanto ha trasformato la fotografia in “fotografia d’affezione”, cioè a funzionamento simbolico invece che a pura registrazione. Allora ogni soggetto che ha fotografato ha saputo trasformarlo, trasfigurarlo, caricarlo di senso proprio: i ritratti, gli autoritratti, i nudi, gli still life, le composizioni più complesse, ma anche la fotografia di moda, quella di pubblicità. Per non parlare delle reinvenzioni di tecniche particolari come il fotogramma, ribattezzato rayograph e sublimato surrealisticamente, e la solarizzazione, attraverso la quale ha restituito l’aura ai ritratti e ai corpi.

Man Ray trasforma ogni immagine in un enigma che indica come nel reale, anche il più abituale, sia nascosto un mistero. Tutto diventa strano, inconsueto, inatteso e si carica di un senso imprevisto, un significato non riconducibile a una formula, a un messaggio, ma sospeso, straniante, che conserva la sua enigmaticità. Anche un abito, un cappello, un accessorio diventa un punto di domanda sul corpo, sul volto, sul braccio su cui è posato.
La mostra testimonia, nelle sue tappe fondamentali e attraverso alcune delle opere più famose, il Man Ray fotografo, ma finalmente con un taglio particolare, solo apparentemente dato per acquisito ma in realtà sempre rimesso in discussione, ovvero quello che afferma l’equivalenza tra il fotografo artista, quello di moda, di pubblicità, di fotografia pura. Ciò che accomuna e lega in un unico gesto creativo è lo sguardo, quello che trasforma tutto in “meravigliose visioni”.

Le oltre cento immagini fotografiche sono allora esposte come facenti parte di un unico percorso unitario e perciò disposte in ordine cronologico, per rimandare non ai generi e alle funzioni ma a quell’unico sguardo da cui nascono realmente.

Informazioni
www.sangimignanomusei.it
prenotazioni@sangimignanomusei.it
call center info e booking 0577/286300

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Nino De Pietro in mostra a Milano

Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano, mostra fotografica di Nino De Pietro

Fino al 31 marzo 2018 la Fondazione Luciana Matalon di Milano ospita, in collaborazione con Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze, la mostra del fotografo Nino De Pietro. Il vernissage è curato da Maria Possenti, Emanuela Sesti e Italo Zannier. L’esposizione Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano, presenta 70 foto da pellicola negativa Kodak in bianco e nero che De Pietro, con la sua Leica, ha scattato a Milano tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. Le sue fotografie si ispirano al cinema neorealista italiano di Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Luchino Visconti; un realismo poetico che porta Nino De Pietro a osservare Milano e il suo divenire mettendo in luce scorci non convenzionali, luoghi spesso dismessi resi vivi dai sentimenti dei suoi abitanti, senza regole formali o imposizioni ideologiche, ma semplicemente raccontando il tempo presente. I Navigli e i cortili delle case di ringhiera dove ci sono ancora tracce della Seconda Guerra mondiale, la neve a Sesto San Giovanni, le scritte sui muri, le discariche e le loro sedimentazioni di testimonianze ambientali, le baracche di viale Plebisciti, il Vicolo dei Lavandai, sede del suo studio.

La mostra Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano di Nino De Pietro è visitabile nei seguenti orari: 10.00-19.00, da martedì a domenica (lunedì chiuso; la biglietteria chiude sempre 30 minuti prima dell’orario di chiusura).

I biglietti costano 4 euro; ridotti 3 euro (over 65, bambini 7-12 anni, scolaresche, disabili, gruppi minimo di 15 persone); gratis bambini fino a 6 anni.

Per info 02 878781

A Massa gli scatti “surrealisti” di Bart Herreman fino al 4 marzo

A Massa gli scatti “surrealisti” di Bart Herreman

Il fotografo belga apre il ciclo espositivo 2018 di Palazzo Ducale con la mostra “L’Irreale realtà”. 

 fino al 4 marzo


Sabato 20 gennaio è stata inaugurata la mostra  L’Irreale realtà del fotografo belga Bart Herreman. 

La mostra, visibile fino al 4 marzo nelle sale del Palazzo Ducale di Massa (Ms), rappresenta il  primo evento del nuovo ciclo espositivo 2018 sulla “comunicazione dell’arte contemporanea” promossa dal Comune di Massa con la direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell’associazione Quattro Coronati.

Bart Herreman, fotografo belga trapiantato a Milano, ha ben presente quello che è ed è stato il significato e il senso del manifesto surrealista: “Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere…il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione…”.  Nelle foto di Herreman traspare con forza la lezione dei “maestri” del surrealismo; nelle immagini sconnesse e connesse insieme, che dicono tutto e niente, insignificanti o piene di simboli troviamo il geometrismo impazzito o ordinato di Mirò lasciando all’osservatore la facoltà di decidere cosa vedere (vedi l’opera “Ivo”); da Ernst l’intreccio delle immagini e delle situazioni che spiazzano il pubblico che non riesce a “uscire” da quell’apparente illogicità (vedi l’opera “Mystic River”); da Magritte il piacere di giocare con le immagini combinando il reale con il fantastico (come ad esempio nell’opera “Smoke” dove una giraffa solitaria con la testa tra le nuvole “visita” il salone dei ricevimenti della Venaria di Torino); da Dalì la straordinaria capacità eclettica della “trasformazione” delle immagini.



“Bart Herreman, con le sue fotografie – spiega Mauro Daniele Lucchesi – colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o meglio facendo riemergere dall’ “io” di chi guarda l’irreale realtà, di stimolare l’immaginazione sopita, di imporre allo sguardo la rappresentazione di qualcosa che oltrepassa il reale, una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi.


Per maggiori informazioni su visite e orari clicca qui

Alla QR Photogallery inaugura la seconda edizione di CLOSER | Dentro il reportage. Fotografie di Sulejman Bijedić, Monica Bonacina, Vincenzo Montefinese, Maurizio Di Pietro, Mattia Barbata

CLOSER | Dentro il reportage

Fotografie di Sulejman Bijedić, Monica Bonacina, Vincenzo Montefinese, Maurizio Di Pietro, Mattia Barbata

02 – 25 febbraio 2018 | ore 9.00 – 19.00



Domani, venerdì 2 febbraio 2018 inaugurerà a Bologna la seconda edizione di Closer | Dentro il Reportage: un evento dedicato alla fotografia ospitato nello spazio espositivo di QR Photogallery. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Witness Journal e Associazione TerzoTropico in collaborazione con Arci Bologna. Il programma prevede tre giorni di mostre, incontri, workshop e letture portfolio. L’obiettivo del progetto è quello di creare un appuntamento a cadenza annuale che promuova il talento di nuovi e promettenti autori che producono lavori di fotografia documentaria e di fotogiornalismo.



INCONTRI & INAUGURAZIONI
Giovedì 01 febbraio | ore 18.30
Inaugurazione della mostra Bologna Collettiva
Circolo Arci Caserme Rosse| via di Corticella 147, Bologna

Venerdì 02 febbraio 2018 | ore 18.00
Presentazione Closer e inaugurazione
La mstra prosegue fino al 25 febbraio
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna

Sabato 03 febbraio 2018 | Ore 18.30-19.30
Incontro con Fausto Podavini
Modera: Alessio Chiodi (Redattore WJ)
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna

Domenica 04 febbraio 2018 | Ore 19.00
Incontro “Libertà di espressione e diritto all’informazione: un anno di lotte tra Bologna e Amburgo” e inaugurazione mostra “#Liberi tutti”
Interverranno: Cristiano Capuano (fotografo e redattore WJ), attivisti/e di Labas.
Labas | vicolo Bolognetti 2, Bologna



MOSTRE
CLOSER
Una mostra fotografica collettiva dove saranno esposti i lavori dei cinque fotografi selezionati attraverso una open call internazionale. Di seguito i progetti selezionati in mostra:
Sulejman Bijedić – Odavle Samo u harem
Monica Bonacina – Anitya
Vincenzo Montefinese – Stuck in Serbia
Maurizio Di Pietro– Turkanas Resilience
Mattia Barbata The Trap
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna

#Liberi Tutti
Una foto per la libertà di espressione, una mostra che unisce l’arte, la libertà e l’amicizia. Un’iniziativa nata per solidarizzare con i giovani attivisti reclusi in Germania dopo il G20.
Labas | vicolo Bolognetti 2, Bologna

Bologna Collettiva
Una mostra collettiva sulla città frutto dei Workshop tenuti nel 2016 da Giulio Di Meo
Circolo Arci Caserme Rosse | via di Corticella 147, Bologna



WORKSHOP – QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna
Workshop “Dalla singola foto al Progetto fotografico” con Fausto Podavini
Quando: 3/4 febbraio 2018
Docente: Fausto Podavini
Aula Burzi

Workshop “Fotogiornalismo e nuovi media”
Quando: 3/4 febbraio 2018
Docenti: Federico Bernini Giulio Di Meo Amedeo Francesco Novelli
Aula Ferrari

Workshop “Dentro la redazione WJ”
Quando: 3 febbraio 2018
Docenti: Redazione di Witness Journal

Workshop “Come realizzare un video professionale”
Quando: 4 febbraio 2018
Docenti: Flavio Toffoli, Matilde Castagna

I workshop sono a pagamento. Per informazioni e prenotazioni:formazione@witnessjournal.com


LETTURE PORTFOLIO CON WJ E QR
Domenica 04 febbraio 2018 | 15,00-17,00
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna


OPENING: venerdì 2 febbraio, ore 18.00
Ingresso libero
QR Photogallery | via Sant’Isaia, 90 | Bologna

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Il museo Egizio e CAMERA presentano la mostra #EnjoyEternity

#EnjoyEternity

31 gennaio – 26 febbraio 2018


Il 31 gennaio il Museo Egizio e CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia presentano la mostra #EnjoyEternity: progetto fotografico dell’artista Sharon Ritossa, vincitrice del bando Hangar Creatività insieme a Virginia Cimino, curatrice e coordinatrice delle riprese fotografiche.



L’antico Egitto incontra gli smartphone e si riscopre attraverso la lente degli schermi moderni. Scatti rubati, cromie televisive e mummie dell’era tecnologica ripropongono la collezione del Museo Egizio in un’ottica inedita e contemporanea.

La mostra dell’artista Sharon Ritossa è realizzata grazie all’affiancamento di Hangar Creatività, il progetto per sostenere i giovani talenti artistici promosso dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte e coordinato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo.


#EnjoyEternity

Museo Egizio e CAMERA

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Museo del Paesaggio di Torre di Mosto | Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani

Pedro Vaz, Segunda Natureza, 2017, still da video. Doppia proiezione video, (2x) 1080x1440px, 4/3, loop. Doppia struttura di proiezione, (2x) 120x160x70cm. Legno, tela per proiezione.
Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
Federica Landi, Victor Leguy, Pedro Vaz, Marco Maria Zanin
a cura di Carlo Sala
Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
Torre di Mosto, Località Boccafossa
28 gennaio – 25 febbraio 2018
opening 27 gennaio 2018, ore 18.00

Il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, in provincia di Venezia, ospita la mostra collettiva Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani che riunisce le opere di Federica Landi (Rimini, 1986), Victor Leguy (San Paolo, 1979), Pedro Vaz (Maputo, 1977), Marco Maria Zanin (Padova, 1983).

I quattro artisti presentano in mostra lavori inediti realizzati nel corso di Humus Interdisciplinary Residence, piattaforma interdisciplinare che ha come scopo lacontaminazione tra il mondo dell’arte contemporanea e quello di territori “al margine”, ancora estremamente legati al rapporto con l’agricoltura, le tradizioni del mondo contadino, il paesaggio, la terra intesa nel senso primario del termine.
Grazie a un periodo immersivo passato nella zona rurale del Veneto orientalecompresa tra i comuni di Torre di Mosto, Eraclea e Caorle, in provincia di Venezia, a stretto contatto con la popolazione locale, gli artisti hanno potuto operare una rilettura delle identità locali attraverso l’arte in dialogo con diverse discipline. Un processo di narrazione che è anche strumento di creazione di consapevolezza e lo sviluppo della comunità stessa in futuro.

Pedro Vaz, Segunda Natureza, 2017, still da video. Doppia proiezione video, (2x) 1080x1440px, 4/3, loop. Doppia struttura di proiezione, (2x) 120x160x70cm. Legno, tela per proiezione.

Se il lavoro di Pedro Vaz, paesaggista, si è centrato sulla rappresentazione di un tratto del fiume Livenza, Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin hanno deciso di focalizzarsi sulla rilettura e la narrazione in senso contemporaneo del patrimonio di oggetti appartenenti al Museo della Civiltà Contadina della piccola località di Sant’Anna di Boccafossa, che gli artisti hanno visto come una potenziale attrattiva per attività di educazione, turismo e ricerca.In mostra saranno esposte una serie di fotografie di Federica Landi, una installazione di Victor Leguy, una video installazione e due grandi pitture di Pedro Vaz, fotografie e sculture di Marco Maria Zanin. Ci sarà inoltre una installazione collettiva realizzata dagli artisti Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin secondo il modello deldeMuseo, dispositivo che mira a ripensare l’idea tradizionale di museo inteso come ente conservativo statico, divenendo al contrario un “organismo” dinamico dove le esperienze collettive sono il fondamento per raccogliere ed elaborare la storia e la memoria locale, che possa fungere da volano per fortificare l’identità e la coesione sociale di un territorio.
L’attività di rilettura dell’identità locale condotta da Humus Interdisciplinary Residencenel Veneto Orientale è stata individuata da VeGAL (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale) nell’ambito del Piano di comunicazione del Programma di Sviluppo Locale (PSL) Leader 2014/2020 “Punti, Superfici e Linee” che VeGAL gestisce nel territorio, con l’obiettivo di aumentare la qualità della vita e le opportunità di lavoro per la popolazione locale, in particolare i giovani, finanziando progetti che investono sul patrimonio ambientale, storico, culturale, agroalimentare del territorio.
Il progetto Humus Interdisciplinary Residence è nato nel 2015 su iniziativa dell’artistaMarco Maria Zanin e coinvolge Carlo Sala, curatore e critico d’arte, e Michele Romanelli, psicologo e mediatore di conflitto. 
In occasione del seminario di conclusione dei lavori che avrà luogo il 25 febbraio 2018alle ore 17.00 verrà presentata la pubblicazione contenente i testi critici, le immagini del processo artistico e delle opere.


Federica Landi, Shell, 2017, stampa fine art su carta cotone, 70×100 cm

Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
artisti: Federica Landi, Victor Leguy, Pedro Vaz, Marco Maria Zanin
a cura di: Carlo Sala
sede: Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
indirizzo: Torre di Mosto, Località Boccafossa (Venezia)
date: 28 gennaio – 25 febbraio 2018
opening: 27 gennaio 2018, ore 18.00
orari: sabato: 16-19 e domenica: 10.00-12.00 / 16-19. Dal lunedì al venerdì su appuntamento. 
visite guidate: domenica 28 gennaio, 4, 11 e 18 febbraio dalle 15.00 alle 18.00

Al Politecnico di Bari la mostra Jerusalem del fotografo Giovanni Chiaromonte

Il 26 gennaio, in occasione della cerimonia inaugurale dell’Anno Accademico 2017/18 del Politecnico di Bari, presso il Museo della Fotografia è stata inaugurata la mostra Fotografica JERUSALEM di Giovanni Chiaramonte integrata dalle Poesie di Umberto Fiori.



Le immagini di Giovanni Chiaramonte si scostano dalla consuetudine ripetitiva se non addirittura banale, di una rappresentazione dei luoghi storici della cristianità. Non sono gli scatti del turista o del reporter superficiale che propongono le medesime icone abitualmente presentate dai “media” come ad esempio il Muro del pianto, l’ingresso al Santo Sepolcro, la Cupola sulla roccia, l’Orto degli Ulivi etc.

Il luogo di partenza del pellegrinaggio di Giovanni Chiaramonte a Gerusalemme è stato Berlino, città in cui l’artista ha trascorso negli anni ottanta un lungo soggiorno per realizzare un’opera fotografica in vista di una mostra internazionale alla Gropius Bau sul tema della ricostruzione della città europea e in particolare di Berlino.

Fu lì che G. Chiaramonte (come egli stesso afferma) si rese conto che la tragedia tedesca della Shoah aveva avuto inizio più di un secolo prima di quando realmente avvenne, ovvero quando si decise di costruire la capitale tedesca secondo il modello di Atene e Roma, eliminando l’esempio di umanità che aveva donato Gerusalemme alla civiltà europea.

Quelle di “Jerusalem” sono immagini di una profonda riflessione dell’autore sulla vita dell’Uomo, attraverso la ricerca di quelle “tracce” riconosciute guardando le persone, i bambini, i turisti, gli alberi, l’archeologia dei luoghi.

Chiaramonte sistema la sua fotocamera sul treppiede ponendosi egli stesso quale soggetto del mondo intorno a sé e attende osservando la scena, che nell’invisibile profondità del mondo interiore si configuri una dimensione della memoria e del ricordo che, grazie alla mediazione del Fotografo, diventino l’immagine esterna del Territorio e degli uomini che vi hanno vissuto.


L’esposizione,  a cura di Loredana Ficarelli – Responsabile Scientifico del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari e da Pio Meledandri Curatore d’Arte – sarà visitabile fino al 2 febbraio.

Politecnico di Bari – Via E. Orabona, 4

INGRESSO LIBERO.

tutti i giorni dalle ore 9:00 alle 13:00 escluso la domenica

ALLA TRIENNALE DI MILANO DAL 26 GENNAIO AL 18 FEBBRAIO 2018 LA MOSTRA NEW PERSPECTIVE

“La prospettiva non è una regola ma un sentimento”

ALLA TRIENNALE DI MILANO

DAL 26 GENNAIO AL 18 FEBBRAIO 2018

LA MOSTRA NEW PERSPECTIVE


Un evento AIL, Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, col supporto di Takeda Italia, per sensibilizzare alla lotta contro il mieloma multiplo.

Installazioni, fotografie e video di 23 artisti italiani condurranno i visitatori a guardare la realtà da un’angolazione inedita.

Il ricavato della vendita dei biglietti e del catalogo sarà interamente devoluto a sostegno dei progetti AIL di ricerca scientifica e assistenza.



Dal 26 gennaio al 18 febbraio 2018, la Triennale di Milano ospita New Perspective, un evento dedicato all’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, col patrocinio della SIE Società Italiana di Ematologia e di REL Rete Ematologica Lombarda, e il supporto di Takeda Italia, per informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo.

Tutti i proventi ricavati dalla vendita dei biglietti e del catalogo saranno infatti interamente devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo.

Da un’idea di Ogilvy Italia, agenzia di comunicazione, nasce New Perspective: una mostra, curata da Denis Curti, che presenta installazioni, fotografie e video di 23 artisti le cui opere porteranno i visitatori a guardare la realtà, spesso difficile, da un’angolazione inedita.

“Un gruppo di artisti – afferma Denis Curti -, dotati di un particolare sismografo interiore, riesce a svelare punti di vista inediti sul mondo accompagnandoci all’interno di uno sviluppo armonico capace di misurare una quantità umana senza peso specifico”.

La collettiva, grazie alla regìa curatoriale che segue un registro visivo ed emotivo, presenterà autori italiani appartenenti a quella ‘generazione di mezzo’ nata nella seconda metà del secolo, che si troveranno per la prima volta a esporre tutti assieme.



Si potranno così ammirare le installazioni di Carola Bonfili, Letizia Cariello, Carlo Cossignani, Theo Drebbel, Manuel Felisi, Martino Genchi, Fabio Giampietro, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Luca Pancrazzi, Lorenzo Vitturi, le fotografie di Silvia Camporesi, Lorenzo Cicconi Massi, Paola De Pietri, Maurizio Galimberti, Fabio Paleari, Marco Palmieri, Agnese Purgatorio, Paolo Ventura e i video di Olivo Barbieri, Paola Di Bello, Francesco Jodice, Masbedo.

Andreas Gursky in mostra alla Hayward Gallery di Londra dal 25 gennaio

Hayward Press Images

Andreas Gursky in mostra alla Hayward Gallery di Londra dal 25 gennaio


Hayward Press Images

Definito come il più rilevante e significativo fotografo della nostro tempo, Andrea Gursky è stato uno degli allievi dei coniugi Becher nella fortunata classe dell’Accademia di Düsseldorf insieme a Thomas Struth, Thomas Ruff, Candida Höfer e Axel Hütte. Dal 25 gennaio 2018 le sale della Heyward Gallery di Londra ospiteranno sessanta tra le più importanti produzioni dell’autore tedesco in quella che si presenta come la sua più grande retrospettiva in Gran Bretagna.

A proposito della mostra, che riaprirà gli spazi espositivi dopo il restauro, il direttore Ralph Rugoff ha spiegato la sua scelta: «Sono entusiasta di riaprire la Heyward Gallery con l’esposizione di un artista che ha creato alcune delle immagini più imponenti della sua generazione, lavori che hanno cambiato non solo il vocabolario della fotografia, ma anche quello della percezione delle immagini in generale. Accuratamente riflessive e ingegnosamente composte, le fotografie di Gursky provocano nuove riflessioni sui paesaggi sociali di tutto il mondo. Un vero innovatore impegnato a descrivere il tempo in cui viviamo».


Potete leggere l’intero articolo di Giada Storelli sul n.299 de Il Fotografo in edicola fino al 18 gennaio

Per maggiori informazioni sulla mostra clicca qui

Nuova mostra a CAMERA: L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973

L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973

dal 18 gennaio al 13 maggio 2018



Nuova mostra a CAMERA: L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973, a cura di Francesco Zanot.

La mostra attraversa l’intera produzione fotografica di Carlo Mollino, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’archivio del Politecnico di Torino.

Tra i più noti e celebrati architetti del Novecento, Carlo Mollino ha da sempre riservato alla fotografia un ruolo privilegiato, utilizzandola sia come mezzo espressivo, sia come fondamentale strumento di documentazione e archiviazione del proprio lavoro e del proprio quotidiano. Questa esposizione, la più grande e completa mai realizzata sul tema, indaga il rapporto tra Mollino e la fotografia evidenziandone l’unicità e le caratteristiche ricorrenti, a partire dalle prime immagini d’architettura realizzate negli anni Trenta fino alle Polaroid degli ultimi anni della sua vita. Sulle orme del padre Eugenio, ingegnere e appassionato fotografo, Carlo Mollino si è avvicinato a questo linguaggio espressivo fino dalla gioventù, sviluppando non soltanto un vasto corpus di immagini a metà tra il canone della tradizione, di cui aveva consapevolezza profonda, e lo slancio della sperimentazione, ma anche una peculiare coscienza critica che lo ha condotto a pubblicare nel 1949 Il messaggio dalla camera oscura, volume innovativo quanto fondamentale per la diffusione della cultura fotografica in Italia e la sua accettazione tra le arti maggiori. Questa mostra si propone così di approfondire la straordinaria complessità e fecondità della riflessione di Carlo Mollino sulla fotografia, situandolo definitivamente nella storia di questa disciplina attraverso un percorso che alterna grandi classici a opere del tutto inedite e mai precedentemente esposte.

Tutti i materiali in mostra provengono dalle collezioni del Fondo Carlo Mollino, Archivi della Biblioteca “Roberto Gabetti”, Politecnico di Torino.


L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973

a cura di Francesco Zanot

dal 18 gennaio al 13 maggio 2018

per maggiori informazioni clicca qui



CAMERA
– Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, 10123 Torino

+39.011.0881150, camera@camera.to

Orari di apertura
Lunedì 11.00–19.00
Martedì chiuso
Mercoledì 11.00–19.00
Giovedì 11.00–21.00
Venerdì 11.00–19.00
Sabato 11.00–19.00
Domenica 11.00–19.00

Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura

 

A Pavia arriva “Icons” di Steve McCurry

ALLE SCUDERIE DEL CASTELLO VISCONTEO DI PAVIA

DAL 3 FEBBRAIO AL 3 GIUGNO 2018 –

LA MOSTRA STEVE McCURRY. ICONS

 L’esposizione presenta oltre 100 scatti in grado di ripercorrere quarant’anni di carriera del fotografo americano.



Dal 3 febbraio al 3 giugno 2018, le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno un’ampia retrospettiva dedicata al lavoro di Steve McCurry (Darby, PA, 1950), uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea.

La mostra Steve McCurry. Icons, curata da Biba Giacchetti, organizzata e prodotta da ViDi, con Civita Mostre e SudEst57 in collaborazione con la Fondazione Teatro Fraschini e il Comune di Pavia – Settore Cultura, raccoglierà oltre 100 scatti che documenteranno quanto di meglio l’artista americano ha realizzato in quarant’anni di attività.

Sarà un’esposizione che condurrà i visitatori in un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini e che toccherà paesi come l’India, l’Afghanistan, la Birmania, il Giappone, Cuba, il Brasile.

Non mancherà il ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afghana che McCurry ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che, con i suoi grandi occhi verdi e col suo sguardo triste, è diventata un’icona assoluta della fotografia mondiale.

“Con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate – racconta la curatrice Biba Giacchetti – mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia, infatti, con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e d’ironia”.

All’interno del percorso espositivo sarà proiettato un video, dal titolo “Le massime di Steve McCurry”, in cui l’artista americano racconta il suo modo di intendere la fotografia e un altro filmato, prodotto dal National Geographic, dedicato alla lunga ricerca che ha consentito di ritrovare, 17 anni dopo, “la ragazza afghana” ormai adulta.

Incluse nel prezzo del biglietto saranno a disposizione del visitatore audioguide in cui lo stesso Steve McCurry descrive la nascita di 50 tra le foto esposte in mostra.

Per tutta la durata della rassegna è in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.

Una mostra “family friendly”, con un angolo per l’allattamento per le mamme, una sala didattica con accesso libero per le famiglie, un percorso creato ad hoc per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente creato per la visita dei più piccoli. Inoltre, all’interno delle Scuderie, un’opera ad “altezza bambino” attenderà i giovani visitatori per un’esperienza immersiva a loro dedicata.


INFO

Pavia, Scuderie del Castello Visconteo (viale XI Febbraio, 35)

Orari

Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 20.00

(La biglietteria chiude un’ora prima)

 

Informazioni e prenotazioni

0236638600

info@scuderiepavia.com

www.scuderiepavia.com

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