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mostre fotografiche

La grande retrospettiva dedicata a Helmut Newton a San Gimignano

© Helmut Newton

La grande retrospettiva dedicata a Helmut Newton promossa dai Musei Civici del Comune di San Gimignano e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della Fondazione Helmut Newton di Berlino.
Il progetto espositivo è di Matthias Harder, curatore della Helmut Newton Foundation di Berlino, che ha selezionato 60 fotografie con lo scopo di presentare una panoramica, la più ampia possibile, della lunga carriera del grande fotografo tedesco.

Helmut Newton. San Gimignano: il percorso espositivo

Apre “idealmente” l’esposizione il ritratto di Andy Warhol realizzato nel 1974 per Vogue Uomo, l’opera più tarda è invece il bellissimo ritratto di Leni Riefenstahl del 2000. In questo lungo arco di tempo Newton ha realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo. Dei numerosi ritratti a personaggi famosi del Novecento sono visibili circa 25 scatti, tra i quali quello a Gianni Agnelli (1997), a Paloma Picasso (1983), a Catherine Deneuve (1976), ad Anita Ekberg (1988), a Claudia Schiffer (1992) e a Gianfranco Ferrè (1996). Delle importanti campagne fotografiche di moda, invece, sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per Thierry Mugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali.
Newton, la vita e il suo universo. Helmut Newton (1920-2004) è uno dei fotografi più importanti e celebrati al mondo. Sin dall’inizio della sua carriera è riuscito a circondarsi di personaggi importanti dell’editoria che hanno apprezzato i suoi concetti visivi. Il risultato è un corpus di opere che, trascendendo i generi, ha raggiunto un pubblico numerosissimo di persone soprattutto attraverso riviste di moda. Le sue fotografie di moda, infatti, sono andate oltre la normale prassi ed hanno intrapreso una narrativa parallela, a volte intrisa di surrealismo o di suspense, come in un film di Alfred Hitchcock, dove, spesso, appare poco chiaro il confine tra realtà e messa in scena e dove gli elementi sono mescolati per creare un gioco di potere e seduzione. La sua fotografia ha superato gli approcci narrativi tradizionali e si è intrisa di lussuosa eleganza e sottile seduzione, oltre che di interessanti riferimenti culturali e di un sorprendente senso dell’umorismo.
Il tema ricorrente delle sue foto è la vita strabordante di eccentricità, bellezza, ricchezza, erotismo e arte culinaria. Egli ha utilizzato e contemporaneamente interrogato i cliché visivi, a volte arricchendoli di autoironia o sarcasmo, ma sempre restandovi in empatia. Newton è riuscito a unire la nudità e la moda in maniera sottile, con un senso di eleganza senza tempo. Il suo lavoro può essere considerato pertanto la testimonianza e l’interpretazione del mutevole ruolo delle donne nella società occidentale. Il senso estetico di Newton è riscontrabile in tutti gli aspetti del suo lavoro, ma è in particolare nella moda, nella ritrattistica e nella fotografia di nudo dove raggiunge vette inarrivabili. Le donne sono al centro del suo universo, consacrando, con la sua arte, personalità del calibro di Paloma Picasso, Ornella Muti, Catherine Deneuve e Carla Bruni, solo per citarne alcune.
Durante la sua permanenza a Parigi, negli anni ’70 e ’80, Newton affina il suo stile, sfidando scherzosamente le convenzioni e i tabù. In questo periodo la fotografia di moda comincia ad attirare un pubblico sempre più ampio – aumentando la popolarità di libri fotografici e mostre sull’argomento – resa ancora più attraente dalla partecipazione di influenti fotografi come Richard Avedon, Irving Penn, William Klein e lo stesso Helmut Newton e dalle loro originalissime interpretazioni.
Dalla metà degli anni Ottanta i lavori di Newton subiscono un cambiamento: le fotografie cominciano a prendere la forma di una vera e propria narrazione fotografica. Tra i lavori più rappresentativi di narrativa visuale: le campagne in bianco e nero per Villeroy & Boch (1985), una serie di fotografie a colori con Monica Bellucci per Blumarine (1998) e diversi scatti per un calendario di riviste sportive (2002), dove giovani donne vestite in bikini non sono raffigurate in spiaggia ma nel deserto.
Negli ultimi anni della sua carriera Newton intensifica la collaborazione con le edizioni tedesche, americane, italiane, francesi e russe di Vogue, ambientando i set fotografici principalmente a Monte Carlo. Una location privilegiata per le sue fotografie sarà il garage della sua casa a Monaco, dove le modelle e le auto parcheggiate vengono disposte come in un elegante dialogo visivo, trasformando un luogo apparentemente banale in una originale sala di posa.

Helmut Newton. San Gimignano
Galleria d’arte Moderna e Contemporanea
di  San Gimignano
Fino al 1 settembre 2019

 

 

 

David Lachapelle. Atti Divini in mostra alla Reggia di Venaria

Land Scape Kings Dominion, 2013 © David LaChapelle

Arriva alla Reggia di Venaria, presso la Citroniera delle Scuderie Juvarriane, la grande mostra di David LaChapelle Atti Divini che invita i visitatori ad immergersi in una coinvolgente visione dei lavori del famoso fotografo americano. Questa nuova rassegna propone 70 opere di grandi e grandissimi formati, le più significative dei vari periodi della carriera dell’artista. Un percorso visivo rivoluzionario, testimone della profonda rappresentazione dell’umanità che LaChapelle conduce all’interno e contro la natura, fino a far emergere una nuova espressione artistica ambientata in un paradiso colorato.

David Lachapelle. Atti Divini

La mostra presenta i lavori più iconici che hanno contribuito a farlo diventare uno degli artisti più influenti al mondo. Nella piena consapevolezza dell’artificio creativo, LaChapelle si distingue per la capacità di narrarsi e raccontarsi attraverso la fotografia e in relazione con le manifestazioni più significative della civiltà occidentale, dal Rinascimento al contemporaneo ed oltre.
Tra le opere più si segnalano Rape of Africa (2009) che ritrova Naomi Campbell come una Venere di Botticelli ambientata nelle miniere d’oro dell’Africa e Showtime at the Apocalypse (2013), un ritratto della famiglia Kardashian che rappresenta non solo la famiglia stessa, ma le nostre paure, le ossessioni e i desideri che vi si riflettono.
Sono in mostra anche le vivaci ed elettrizzanti serie Land SCAPE (2013) e Gas (2013), progetti di nature morte in cui LaChapelle riunisce oggetti trovati per creare raffinerie di petrolio e le loro stazioni di servizio interconnesse e poi presentarle come reliquie in una terra bonificata dalla natura.
Al centro del percorso espositivo troviamo Deluge (2007) in cui LaChapelle rende contemporaneo l’affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina. A seguire lavori come Awakened (2007) e Seismic Shift (2012) rivelano scene legate alla divinità nel mondo moderno.

Questa mostra, Atti Divini presenta per la prima volta alcune opere inedite della nuova serie di LaChapelle New World (2017-2019) che rappresenta lo stupore dell’artista per il sublime e la ricerca della spiritualità in scene di utopia tropicale.

Curata da Denis Curti e Reiner Opoku, con il progetto allestitivo di Giovanni Tironi, la mostra è organizzata da Civita Mostre e Musei con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con Lavazza.

Steve McCurry: la mostra Animals sbarca ad Aosta

Chiang Mai, Thailand, 2010, THAILAND

Al Centro Saint-Bénin di Aosta  la mostra Steve McCurry. Animals. Un’antologia di sessanta immagini, selezionate dal fotografo tra le sue più significative, compone una rassegna tematizzata, dopo le tante retrospettive di successo che si sono susseguite in Italia, a cura di Biba Giacchetti.
Il tema degli animali nei racconti fotografici di Steve McCurry trae le origine nel 1991. Steve McCurry negli anni Novanta è un fotografo affermato, ha vinto quattro World Press Photo e ha già fotografato Sharbat Gula, la celebre ragazza afgana.
Sul fronte editoriale ha già sviluppato un importante corpus di lavoro incentrato sulla condizione umana, con un particolare sguardo ai più fragili, i rifugiati, i bambini e in generale alle culture in via di estinzione. In questo contesto si accinge a effettuare la sua prima missione interamente dedicata agli animali. La storia che ha scelto di documentare riguarda gli accadimenti nei territori della prima Guerra del Golfo.
Steve McCurry entra in Kuwait nel 1991, sul finire della guerra con le truppe americane; Saddam Hussein, in ritirata, ordina di bruciare più di seicento pozzi di petrolio disseminati nel Paese. Ha inizio la più grande catastrofe ecologica di tutti tempi e Steve McCurry racconta l’impatto di questo disastro sul sistema ecologico e le conseguenze di tanta umana scelleratezza sul genere animale. McCurry torna con immagini epocali, come i cammelli sull’orizzonte infuocato o gli scatti dedicati alla fauna migratoria, tra cui il celebre uccello dagli occhi rossi completamente sommerso dal petrolio. Le fotografie di McCurry faranno il giro del mondo e vinceranno nel 1992 per la quinta volta il World Press Photo. Ancora oggi queste immagini sono pubblicate dalla stampa mondiale quando si affrontano temi legati alla conservazione del pianeta. Come avviene per tante altre immagini di McCurry, restano emblematiche, vere e proprie icone senza tempo.
Da allora McCurry ha instancabilmente raccontato storie di uomini, che incrociano inevitabilmente storie di animali, genere verso il quale nutre una forte empatia.

Steve McCurry. Animals

La mostra si articola in un percorso espositivo in grado di lasciare il visitatore libero di muoversi in un’alternanza di immagini leggere o più profonde, perché possa assecondare la sua sensibilità e giocare liberamente su registri emotivi diversi. Steve McCurry, esploratore del genere umano, offre un viaggio nella contiguità del pianeta animale; parla di sofferenza e dignità, di relazioni e di conseguenze, invitandoci a riflettere che non siamo soli al mondo e che tra gli esseri viventi c’è una profonda condivisione di quel mistero che è la vita. L’immenso e meraviglioso archivio di Steve McCurry ha generato, inoltre, libri sui temi a lui più cari: le culture in via di estinzione; paesi come India, Afghanistan, Tibet, Italia; collezioni di ritratti, racconti su modi di vivere diversi e sentimenti universali; si è concentrato su buddismo e spiritualità, e infine ha dedicato un libro all’atto della lettura.
Dopo l’impegno del libro biografico, la cui autrice è la sorella di Steve, Bonnie McCurry Reum, è in lavorazione un volume interamente dedicato agli animali. Un progetto inedito in costante divenire, il cui fine è rendere omaggio alla condizione animale con una narrazione su piani diversi.
Scatti più drammatici, come quelli della Guerra del Golfo, si alterneranno a racconti poetici, interazioni con l’uomo, ritratti esilaranti di etnie lontane ma anche personaggi occidentali, e poi animali liberi e selvaggi, o che consentono la sopravvivenza umana, sfruttati per contrastare la miseria.
Un affresco variopinto per un tema tanto vasto quanto vicino al quotidiano di ciascuno, affrontato con la capacità universale di raccontare che solo Steve McCurry possiede.

 

Steve McCurry. Animals.
Centro Saint-Bénin.
Via Festaz 27, Aosta.
Dal martedì alla domenica ore 10-13 e 14-18.

Per informazioni
0165.275937
u-mostre@regione.vda.it

 

La fotografa Emma O’Brien ha fotografato cani e gatti neri con lo scopo di incoraggiare le adozioni

È dimostrato che gli animali con il pelo nero hanno meno probabilità di essere adottati a causa di inutili superstizioni. È assurdo pensare che la gente creda ancora a certe cose e la cosa peggiore è che a farne le spese sono adorabili cani e gatti che non vengono accolti nelle case amorevoli che meritano, semplicemente per il colore della loro pelliccia.

Una mostra fotografica per incoraggiare le adozioni

La fotografa Emma O’Brien ha avuto una splendida idea e ha messo in atto una geniale iniziativa mostrando alla gente la bellezza di queste adorabili creature attraverso una mostra fotografica. Nella sua esposizione Black Rescue, ha fotografato cani e gatti neri salvati da Johannesburg con lo scopo di incoraggiare le adozioni. La fotografa Emma ha spiegato: “I cani e gatti neri capiscono quando sono indesiderati. Essere abbandonato in un rifugio è doloroso per qualsiasi animale, ma le creature nere hanno poche possibilità di essere scelti e aspetteranno molto più a lungo, rispetto agli altri, di essere adottati”.

Le immagini fotografiche che immortalano questi animali sono davvero bellissime. Questo è un piccolo, grande gesto da parte di un’artista che ha voluto incentivare le adozioni di questi animali meno fortunati e, al contrario, dimostrare attraverso i suoi scatti quanto siano meravigliosi. Il messaggio è chiaro: è arrivato il momento di mettere da parte vecchie superstizioni e donare loro una casa e tutto l’amore che meritano.

Immagine in evidenza via metro.co.uk

Ando Gilardi: Reporter Italia 1950-1962

Ando Gilardi, Bambini, Borghetto Nomentano (Roma) circa 1953 © AndoGilardi/Fototeca Gilardi

Il GAM di Torino ospita una mostra dedicata ad Ando Gilardi, fotoreporter e critico della fotografia, noto per la sua riflessione sulla valenza dello scatto quale documento. L’esposizione riunisce 55 immagini, realizzate tra il 1950 e il 1962, che testimoniano le condizioni di lavoro e di vita degli operai, dei braccianti agricoli e delle rispettive famiglie nell’Italia del secondo Dopoguerra, tra scioperi e occupazioni, momenti ludici e di svago. L’allestimento si delinea in un itinerario articolato fra alcune inchieste legate a momenti di cronaca e a eventi che fecero notizia in quegli anni, intervallato da alcuni scatti iconici dell’autore. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fototeca Gilardi, è anche l’occasione per valorizzare la digitalizzazione dell’importante collezione di negativi del fondo Ando Gilardi Reporter, portata a termine nel 2017 da ABF – Atelier per i Beni Fotografici

Ando Gilardi
Reporter Italia 1950-1962
Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Via Magenta 31

www.gamtorino.it

 

Dietro l’immagine di Steve McCurry

Figlio della tribù Hamer, Omo Valley, Etiopia, 2012. © Steve McCurry. Dalla mostra Steve McCurry - Viaggio intorno all’Uomo. Palazzo Ducale, Genova.

Assorto e distante, quasi vacuo. Potremmo definirlo così questo sguardo e, forse, per quanto difficile dovremmo limitarci a osservarlo nel contesto in cui è inserito, senza la pretesa di carpire alcunché della personalità di chi lo indossa. Sebbene protagonista del ritratto, non è questo bambino della tribù Hamer il fulcro della narrazione, né il suo sguardo. Steve McCurry lo ritrae in questo modo per parlarci, attraverso una sorta di metonimia visiva, di quelle tribù etiopi pressoché sconosciute – come gli Hamer – che popolano le sponde del fiume Omo, conservando tradizioni e rituali antichi. Popolazioni che credono, come molte altre in Africa, nell’esistenza di forze soprannaturali e di spiriti maligni; entità demoniache per proteggersi dalle quali ricorrono a pratiche rituali spesso feroci. Una di queste è l’uccisione dei bambini mingi, ovvero bambini considerati impuri, posseduti, quindi non meritevoli di vita. McCurry ci porta su questa poco rassicurante via interpretativa attraverso una serie di espedienti compositivi e di elementi simbolici che, tuttavia, necessitano di qualche conoscenza in più per essere riconosciuti – come la polvere calcarea con cui gli Hamer sono soliti cospargersi per allontanare questi demoni. La troviamo sulla fronte del bambino e sulla spalla dell’uomo che incombe al suo fianco e, forse, anche su ciò che ci cela la sfocatura. È da questi elementi che dobbiamo partire per leggere questa immagine. Solo così, infatti, quello sguardo enigmatico da cui siamo partiti acquista, forse, senso.

Testo di  Stefania Biamonti

 

Carla Iacono. Melancholia: rito di passaggio

© Carla Iacono
© Carla Iacono

Carla Iacono. Melancholia

A differenza dei precedenti lavori di Carla Iacono, basati principalmente sul ritratto, questo è un lavoro di paesaggio ma prosegue il percorso intrapreso con le serie precedenti, incentrate sull’analisi dei riti di passaggio, a partire dal passaggio dall’infanzia all’adolescenza. E di un rito di passaggio si parla anche in “Melancholia”, di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo( per l’articolo clicca qui). Le immagini sono state scattate durante i viaggi effettuati dall’artista per visitare la figlia Flora, che ha trascorso un anno a Tübingen (Germania) nell’ambito del programma Erasmus. Si tratta quindi ancora una volta di un lavoro autobiografico, in cui il viaggio è inteso soprattutto nel suo significato archetipico, ovvero processo di individuazione, e come meccanismo di distacco/ritorno. Il tutto rappresenta, mantenendo quindi una forte valenza autobiografica, il rito di passaggio della separazione.

Carla Iacono. Melancholia: il paesaggio come metafora dell’anima

Come nei panorami simbolico-contemplativi del Romanticismo tedesco il paesaggio è qui metafora dell’anima, ricco di contenuti che trascendono gli aspetti formali dell’immagine e rappresentano stati d’animo che spaziano dall’orgoglio materno alla malinconia ed alla preoccupazione per l’incertezza del futuro. Il linguaggio è pittorico/fiabesco, secondo lo stile ormai consolidato di Iacono; ci mostra vedute trasfigurate dal filtro della fantasia: luce, colori, piccoli particolari realizzati a collage (media già utilizzato dall’artista in lavori di installazione ed illustrazione), tra cui i corpi celesti inseriti nei cieli di tutte le vedute, che proiettano il reale in una dimensione più intima ed onirica. Come nell’omonimo film di Lars Von Trier “Melancholia” da cui è mutuato anche il nome del progetto, i corpi celesti si stagliano sullo sfondo scatenando un senso di spaesamento e sottolineando la dicotomia (tra vulnerabilità e forza) dell’affrontare un futuro incerto. Come nelle precedenti serie, Iacono non rinunzia a citazioni storico-artistiche, rappresentative di specifici sentimenti o legate ai luoghi visitati durante i viaggi; innanzi tutto il cinema d’autore con i richiami oltre che a Von Trier, anche a Andrej Tarkovskij, Alain Resnais, Gore Verbiski, Karel Zeman; e poi l’arte di Caspar David Friedrich e Dürer, i riferimenti a Eugenia di Leuchtenberg, principessa franco-tedesca a cui apparteneva una delle dimore ritratte, le silhouette di Lotte Reiniger. Completano la serie fotografica un’installazione ed un “Carnet de Voyage” a soffietto che “svelano” alcune delle fonti iconografiche. “Melancholia” è innanzi tutto un gesto d’amore da parte dell’artista verso la propria famiglia, e al contempo una riflessione sull’incertezza del futuro, nella speranza che ciascuno senta la responsabilità di dare un proprio contributo per lasciare ai propri figli un mondo migliore, basato sul rispetto per gli altri e l’amore per la cultura.

Carla Iacono Melancholia
a cura di Clelia Belgrado
Opening: venerdì 25 gennaio, 2019 dalle 18.00
Periodo: 25 gennaio – 30 marzo 2019
Sede: VisionQuesT 4rosso Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova
+39 010 2464203 – +39 335 6195394
Orario: dal martedì al sabato 15.00 – 19.00 e su appuntamento
Sito web: www.visionquest.it
Informazioni e-mail: info@visionquest.it

Immagine in evidenza © Carla Iacono

Orizzonti: la mostra curata da Denis Curti a Malpensa

Orizzonti: inaugurata la mostra di Stefano Bianchi Carini, visibile fino al 15 gennaio 2019 

Lo spazio Photo Square all’ingresso della stazione ferroviaria dello scalo aeroportuale di Malpensa, ospita la mostra di Stefano Bianchi Carini “Orizzonti”, tratta dall’omonimo libro della collana Nuovi Talenti de Il Fotografo.  Orizzonti”, inaugurata con grande successo lo scorso 29 Novembre, è la prima esposizione di un qualificato programma di mostre, curate da “Il Fotografo” che punta ad aumentare la fruizione dell’immagine facendo vivere, anche in aeroporto,  la fotografia come un’avventura culturale. «Mi sono sempre considerato un bianconerista, che è già astrazione – ha spiegato l’artista –, perché noi non vediamo in bianco e nero. Le foto sono sgranate e sui bordi sfocate perché scattate con il grandangolo sul treno che si muove. Ho ottenuto questo risultato con la regola dell’8: fuoco 8, 8millesimi di secondo e 8000 la sensibilità»
«La cosa più bella di questi progetti con cui portiamo l’arte qui allo scalo è vedere lo sguardo dei viaggiatori che non si aspettano di imbattersi in sculture o fotografie in un luogo che è di passaggio», sono le parole di Luciano Bolzoni, responsabile Arts and Cultural Project di Sea. “Il progetto di Photo Square ci è congeniale perché ne condividiamo l’idea di divulgazione della fotografia che deve avere sempre, come in questo caso, un progetto, un messaggio da comunicare» commenta Denis Curti, direttore de Il Fotografo e curatore della mostra.

Orizzonti: il fotografo costruisce con i suoi scatti un tratto costiero che cambia a velocità alterne

Stefano Bianchi Carini conosce la fotografia che pratica da molti anni. In uno dei suoi lunghi viaggi in treno, un giorno ha un’illuminazione, prende in mano la macchina fotografica, si apposta al finestrino del treno e inizia a scattare una lunga sequenza di immagini. Stava attraversando il lungo tratto di costa che da Rimini giunge fino a Siponto, un tratto costiero che il fotografo, negli anni, ha percorso più e più volte, e che ha imparato col tempo a conoscere e a riconoscere. Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta. Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta che il treno si ferma, raccogliendo così una mappa visiva grazie alla quale visitiamo i luoghi attraverso i cartelli delle stazioni. Affascinato dallo spazio che sembra ricrearsi all’interno del vagone, fotografa quella che diventa ora la sala cinematografica in cui viene proiettato una sorta di film: il paesaggio che muta. Scatta seguendo un ritmo interiore che dà vita a una lunghissima serie di fotografie. Il paesaggio che scorre è la ricostruzione di un lungo orizzonte, lo spazio fotografato diventa materia viva, si ritrovano le tracce fedeli di sbavature dovute alla velocità, ai sussulti del treno. Si compone così, la sezione di un atlante che ci immaginiamo mappare l’Italia e di cui qui troviamo buona parte della costa adriatica. L’autore si è sottoposto a regole semplici ma efficaci: tenere la macchina sempre pronta di fronte al finestrino all’altezza dei propri occhi; non guardare nel mirino ma spostare lievemente lo sguardo verso destra, per vedere così in anteprima l’immagine che sta per essere fotografata; appena l’occhio nota qualcosa, scattare. Così facendo, l’autore mette in campo un automatismo dello sguardo che coinvolge l’occhio, la mente, la mano e, non da ultimo, la macchina fotografica.

La mostra di Bianchi Carini sarà visibile nello spazio Photo Square fino al 15 gennaio 2019

Per acquistare il libro Orizzonti di Stefano Bianchi Carini clicca qui

 

Domani inaugura il Festival della Fotografia Etica

Al via l’edizione 2017 del Festival della Fotografia Etica di Lodi.

Tutto ormai è pronto per l’inizio dell’ottava edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal 7 al 29 ottobre. Saranno quattro weekend ricchi di incontri, presentazioni ed inaugurazioni. Ben 34 le mostre che comporranno il festival, 20 i fotografi che interverranno direttamente a Lodi, oltre 50 gli incontri previsti.

Fujifilm Italia è official partner del Festival rinnovando il suo sostegno alla rassegna dal sapore tutto italiano ma che negli anni ha saputo accreditarsi a livello internazionale. In questa edizione si inaugurerà lo spazio Corporate for Festival all’interno del quale vengono presentate mostre realizzate di concerto con aziende profit che si aprono a lavori fotografici di responsabilità sociale d’impresa. Fujifilm Italia ha scelto il fotografo Alessio Cupelli e il suo lavoro “Nadab”. La mostra sarà esposta presso il Palazzo della Provincia di Lodi, Sala delle Colonne. Nel terzo week end di ottobre, sabato 21 ore 16:30 e domenica 22 ore 11:30, si potrà assistere alla visita guidata con Alessio Cupelli, un’occasione, aperta al pubblico, in cui si approfondirà con l’autore il suo lavoro di ricerca.
Come ogni anno, le tematiche che verranno affrontate e proposte allo sguardo e alla riflessione dei visitatori saranno davvero molte. Dalla realtà sudamericana a quella asiatica, attraversando l’Africa e il Mediterraneo fino a risalire al cuore dell’Europa dell’est. Cinque le sezioni che compongono la kermesse: quella dedicata al World Report Award 2017, lo Spazio ONG 2017, Uno sguardo sul mondo. A Glance On The World Area, lo Spazio Approfondimento e Corporate for Festival. Un insieme assolutamente composito ed eterogeneo di proposte per andare a posare i nostri occhi su quel caleidoscopio complesso e vasto che è il mondo, e la vita che lo attraversa.

Il programma del primo weekend

Il primo weekend prenderà avvio ufficialmente sabato 7 alle ore 10.30, con la curatrice Cecilia Pratizzoli che presenterà i vincitori del Premio Voglino 2016: Federica Sasso, Karin El Maktafi, Raffaele Petralla e Ylenia Bruzzese in Palazzo Provincia di Lodi.

Sabato 7

  • Alle 11.30 inizierà invece la visita guidata con il fotografo Fabio Bucciarelli alla sua The Devastating Cost Of Humanitarian Crisis In South Sudan: Famine And Cholera Outbreak (Il costo devastante della crisi umanitaria in Sud Sudan: carestia e scoppio del colera) a Palazzo Modigani.
  • Alle ore 15.00, sempre presso Palazzo Modigliani, sarà il turno di Oscar Castillo e la sua Nuestra Guerra – Nuestro Dolor, Violencia En Venezuela (La nostra guerra – il nostro dolore, violenza in Venezuela).
  • Alle 16.30 sarà invece il turno del fotografo Giorgio Bianchi con Donbass Stories – Spartaco And Liza (Storie della regione del Donbass – Spartaco e Liza) a Palazzo Barni. Sarà presente Michael Weir, giurato del Belfast Photo Festival.Alle 17.00 la presentazione del libro “Storytelling a chi? Guida pratica per fotografi cantastorie” di Sara Munari, presso la Sala Granata della Biblioteca di Lodi.
  • A chiudere la giornata, alle 20.00 il concerto Burdus – Acoustic Balkan Fellini presso Caffe delle Arti – Circolo Archinti.

Domenica 8

  • Domenica 8 ottobre sarà invece scandita secondo il seguente programma.
  • Alle 10.30 la visita con il fotografo Giorgio Bianchi a Palazzo Barni. Sarà presente Michael Weir, giurato del Belfast Photo Festival.
  • Alle 11.30, visita guidata con il fotografo Oscar Castillo a Palazzo Modignani.
  • Alle 15.00 la visita guidata con la curatrice Cecilia Pratizzoli che presenterà i vincitori del PREMIO VOGLINO 2016 presso Bipielle Arte.
  • Alle 16:00 toccherà alla presentazione del libro “Memories of a war reporter” di Livio Senigalliesi presso l’Asilo Garibalidi.
  • Alle 16.30 la visita guidata con il fotografo Fabio Bucciarelli a Palazzo Modigliani.
  • Alle 17.30 l’incontro I grandi maestri del reportage a cura di Luisa Bondoni. Il racconto della storia della fotografia attraverso il genere del reportage e i suoi grandi protagonisti. L’incontro sarà in Sala Granata presso la Biblioteca di Lodi.

Per maggiori informazioni sul programma delFestival della Fotografia Etica di Lodi: www.festivaldellafotografiaetica.it

Roma nel Cinema: sull’Isola Tiberina una grande mostra fotografica

Domani inaugura Roma nel Cinema

Domani 2 agosto, di fronte all’Arena Groupama verrà inaugurata la mostra fotografica Roma nel Cinema (accesso gratuito): una selezione di ventitré foto in bianco e nero che racconta le location romane scelte dal cinema italiano. La mostra è stata realizzata grazie al ricco patrimonio dell’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e sarà accessibile fino alla fine de L’Isola del Cinema. Fra i grandi fotografi presenti ricordiamo: Francesco Alessi, G. B. Poletto, Pierluigi Praturlon, Divo Cavicchioli, Osvaldo Civirani. Roma nel Cinema è una mostra realizzata per la prima volta nel 2000 al Museo di Roma in Trastevere con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma. La galleria fotografica sulla Capitale ha ottenuto un grandissimo successo nella sua circuitazione sia in ambito nazionale sia internazionale, pertanto, a diciassette anni di distanza, riapproda nuovamente a Roma, sull’Isola Tiberina, in una versione che prevede un excursus significativo di venticinque immagini selezionate tra le più suggestive delle complessive centotrentacinque.

Il grande amore fa Roma e il cinema

Il rapporto tra Roma e il cinema è un rapporto complesso e intrigante che si perde nella storia, molti sono i registi che hanno proposto e a volte ricostruito la città, scoprendone i suoi mille volti. La mostra testimonia questo caleidoscopio di visioni, ma soprattutto racconta il meraviglioso lavoro di una figura spesso relegata alla zona d’ombra della produzione cinematografica: il fotografo di scena.
Più di ogni parola o saggio critico queste immagini rendono giustizia alla professionalità del fotografo di scena, mostrando ad un osservatore attento quanto la foto si discosti dalla ripresa e si conquisti una sua autonomia, lontano dall’essere una banale riproduzione di quello che il direttore della fotografia ha illuminato, il regista deciso, gli attori interpretato. Alcune foto sono vere e proprie opere artistiche, poiché è impressa nello scatto una particolare cura nel riprodurre l’atmosfera di quel film, l’anima segreta di una inquadratura.
Attraverso la visione di Francesco Alessi, G. B. Poletto, Pierluigi Praturlon, Divo Cavicchioli, Osvaldo Civirani, solo per citarne alcuni, è ancora oggi possibile fermarsi ad osservare scorci suggestivi della Roma del cinema, avendo così occasione di riflettere sull’enorme lavoro che si nasconde nella realizzazione di un film dietro la macchina da presa. Non solo ma questi scatti fotografici raccontano una Roma del passato, i suoi mutamenti nelle varie decadi (gli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta e Ottanta), dove la location diventa coprotagonista ideale con l’attore. Una storia tutta italiana impressa magicamente sulla pellicola per capire com’eravamo.
Roma, città di cinema filtrata attraverso gli sguardi, le luci, le ombre, le atmosfere; il suo impianto urbano che condiziona le scelte delle riprese, gli sfondi architettonici ed i primi piani degli attori: sono molteplici le chiavi di lettura per una selezione di fotografie in cui ognuno di noi, con la propria sensibilità, è invitato a trovare una personale interpretazione.

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Domani si inaugura il Meeting Nazionale di Fotografia 2017

Grande appuntamento con la passione per le immagini. Dal 12 al 14 maggio si svolge a Roseto degli Abruzzi la settima edizione del Meeting Nazionale di Fotografia UCOP. La manifestazione, organizzata da Domiad Photo Network di cui Sprea Fotografia è media partner, si arricchisce quest’anno di iniziative ed eventi e si distingue per essere la prima manifestazione nazionale a unire tra loro le principali e più autorevoli community fotografiche che riuniscono migliaia di appassionati.

“È un evento incredibile, emozionante che è cresciuto anno dopo anno – spiega il direttore artistico, Domenico Addotta. Siamo riusciti a creare un appuntamento capace di riunire sotto un unico cappello le più numerose rappresentanze di fotoappassionati, fotografi professionisti e innamorati delle immagini. Ci siamo riusciti anche grazie al supporto della FIAF, del Comune di Roseto degli Abruzzi, della Provincia di Teramo e della Regione Abruzzo e dei nostri partner tecnici Sprea Editori e Fornitureconti.it. Saranno tre giorni interamente dedicati alla cultura, alla tecnica fotografica e alla bellezza delle immagini con tantissimi workshop di fotografia paesaggistica e fotografia street, seminari gratuiti a cura di Canon Academy, escursioni fotografiche”. Il meeting avrà come sede principale lo spazio eventi dell’Hotel Bellavista di Roseto degli Abruzzi ma poi si snoderà all’interno delle vie cittadine e su tutto il territorio della provincia.

 

 

 

 

Il programma:

Venerdì 12 Maggio 2017
• Ore 9.00 – (Evento Indoor) Accoglienza e registrazione utenti all’evento
• (Evento Indoor) CANON DAY per tutta la giornata , con tutte le ultime novità Canon e tante
attività da svolgere insieme e in forma totalmente gratuita con Canon Academy, IRISTA, HD BOOK
• Ore (validità per la scelta delle foto) 01.00 – 16.00 (Evento Outdoor) Contest Landscape a premi
presso il Lago di Campotosto
• Ore 9.00 – (Evento Outdoor) CAMPOTOSTO – Workshop Landscape a cura di Marco Cimorosi
con la partecipazione di Canon Italia. Partenza da Roseto degli Abruzzi ore 7,00 (con mezzi propri)
Ritrovo a Campotosto ore 8,30 – Inizio workshop ore 9,00 – Rientro a Roseto degli Abruzzi ore 12,00
• Ore 10.00 – (Evento Indoor) Conferenza stampa inaugurazione evento “United Colors Of
Photography”, con la presenza dei principali esponenti della manifestazione, nonché di giornalisti
invitati alla conferenza. Intervento di Mauro Fabbri sulla fotografia e sull’editoria in Italia.
• Ore 11.00 – 13.00 – (Evento Indoor) “IL RITRATTO FOTOGRAFICO” di Roberto Fiocco –
Sessione Teorica
• Ore 13.00 – 14.00 – Pausa Pranzo
• Ore 14.00 – 16.00 – (Evento Indoor) “IL RITRATTO FOTOGRAFICO” di Roberto Fiocco –
Sessione Pratica
• Ore 16.00 – 18.00 – Seminario sulla stampa Fineart con i prodotti Pixma a cura di Andrea
Benedetti Docente Canon Academy
• Ore 18.00 Termine ultimo consegna file del Contest Landscape, che saranno stampate da Canon
Italia
• Ore 18.00 – 20.00 – (Evento Indoor) “PROGETTUALITA’, COMPOSIZIONE E
REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO FOTOGRAFICO” di Paolo Agazzi
• Ore 18.00 – 20.00 – (Evento Indoor) “IL RITRATTO FOTOGRAFICO” di Roberto Fiocco
– Replica Sessione Teorica (per coloro che hanno partecipato all’uscita di Campotosto e si
sono persi la Sessione Teorica del mattino.
• Tutta la Giornata – Lettura Portfolio di Mosè Franchi (Canon Italia)

Sabato 13 Maggio 2017
• Ore 9.00 – (Evento Indoor) Accoglienza e registrazione utenti all’evento (consegna gadget,
fotolibro…)
• (Evento Indoor) CANON DAY per tutta la giornata , con tutte le ultime novità Canon e tante
attività da svolgere insieme e in forma totalmente gratuita con Canon Academy, IRISTA, HD BOOK
• Ore 9.45 – 11.45 – (Evento Indoor) “SHOOTING” di Roberto Fiocco – Sessione Teorica
• 11.45 – 12.30 (Pausa Pranzo)
• Ore 12.30 – 14.30 – (Evento Indoor) “SHOOTING” di Roberto Fiocco – Sessione Pratica
• Ore 14.30 – 16.30 – Workhop di Moda – Paolo Esposito (Canon Italia)
• Ore 16.00 – 18.00 – (Evento Indoor) Workshop Street (Sessione Teorica) a cura di Enzo Truppo
e Marco Cimorosi, con intervento di Canon sui prodotti EOS M5 e M6 (La Sessione Pratica si
effettuerà Domenica 14 Maggio, vedi sotto)
• Ore 18.00 – 20.00 – (Evento Indoor) “MARKETING – COMUNICAZIONE – IMMAGINE” di
Paolo Agazzi
• (Evento indoor) ore 20.00 – Cena di Gala (durante la quale ci saranno: proiezioni, premiazioni,
presentazioni)
• Tutta la Giornata – Lettura Portfolio di Mosè Franchi (Canon Italia)
Domenica 14 Maggio 2017
• Ore 9.00 – (Evento Indoor) Accoglienza e registrazione utenti all’evento
• (Evento Indoor) CANON DAY per tutta la giornata , con tutte le ultime novità Canon e tante
attività da svolgere insieme e in forma totalmente gratuita con Canon Academy, IRISTA, HD BOOK
• Ore 10.00 (Evento Outdoor ) PESCARA – Workshop Street Photography a cura di Enzo Truppo e
Marco Cimorosi, con la partecipazione di Canon Italia dalle ore 10,00 alle 13,00
• Ore 9.45 – 11.45 – (Evento Indoor) “SPEEDLIGHT” di Roberto Fiocco – Sessione Teorica
• Ore 11.45 – 12.30 – Pausa Pranzo
• Ore 12.30 – 14.30 – (Evento Indoor) “SPEEDLIGHT” di Roberto Fiocco – Sessione Pratica
• Ore 14.30 – 16.30 – Paolo Esposito (Workshop Canon Italia – in aggiornamento)
• Ore 16.30 – 18.30 – (Evento indoor) Lettura scatti Street Photography a cura di Enzo Truppo e
Marco Cimorosi
• Ore 18.30 – 20.30 – (Evento Indoor) “SPEEDLIGHT” di Roberto Fiocco– Replica Sessione
Teorica (per coloro che hanno partecipato all’uscita Street a Pescara e si sono persi la Sessione
Teorica del mattino.

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