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mostre - page 15

Parigi ospita il grande Ugo Mulas

A Parigi sbarca uno dei più grandi fotografi italiani del XX secolo: Ugo Mulas.

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Andy Warhol, Philip Fagan and Gerard Malanga, New York, 1964, © Andy Warhol, Philip Fagan and Gerard Malanga, New York, 1964, © Estate Ugo Mulas, Milano – Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli

La Fondazione Henri Cartier-Bresson – fino al 24 aprile – ospita circa 60 fotografie vintage in bianco e nero, tutte selezionate dall’autore italiano per il suo leggendario libro La fotografia, pubblicato da Einaudi nel 1973.

Sessanta scatti che svariano dal ritratto degli artisti italiani e newyorkesi al fotoreportage d’autore della Biennale di Venezia del 1954, per concludere con le immancabili Verifiche, vero e proprio testamento artistico che riflette sulla pratica stessa del fare fotografia, interrogandosi sulle sue intenzioni e finalità.

Proprio negli scatti in mostra, possiamo ancora percepire l’intima relazione che Mulas aveva sviluppato con ciascuno degli artisti ritratti. Al di là del valore documentario di queste fotografie, è evidente come si fondino su una narrazione, su spunti biografici e autobiografici assieme, che soltanto una conoscenza approfondita poteva cogliere in modo così diretto e informale.

contact@henricartierbresson.org
www.henricartierbresson.org

Bari: un anno di fotografie raccolto in una mostra

Kacper Kowalski "Side effects"

Il World Press Photo 2016 si è concluso con la vittoria di Warren Richardson e la sua foto “Hope for a New Life”, la speranza di una nuova vita affidata a un neonato bloccato al confine tra Serbia e Ungheria.

Bao Tailiang "The final game"
© Bao Tailiang “The final game”

L’associazione Cime, per il terzo anno, ospiterà le immagini premiate nel concorso di fotografia più importante al mondo dal 30 settembre al 30 ottobre 2016.

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© Goran-Tomasevic

In totale saranno esposti i 150 scatti selezionati (su circa 85 mila totali inviati al WPP) che riassumono al meglio tutti gli eventi salienti dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Un grande viaggio tra i continenti del mondo per scoprire, ricordare e approfondire le tematiche che ci circondano. Dagli attacchi terroristici di Parigi al tema dell’immigrazione, passando per guerre sanguinose e scenari di paesaggi mozzafiato.

© Massimo Sestini "Rescue Operation"
© Massimo Sestini “Rescue Operation”

Info su www.worldpressphotobari.it

Photofestival 2016 – 11ª edizione

SEGNI, FORME, ARMONIE

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Milano, 20 aprile – 12 giugno 2016

PHOTOFESTIVAL, il grande circuito espositivo milanese dedicato alla fotografia d’autore promosso da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, torna dal 20 Aprile al 12 Giugno 2016 con l’obiettivo di ribadire nella sua 11a edizione il ruolo di Milano come capitale della fotografia italiana.
Dopo un anno eccezionale, con due edizioni in sintonia con Expo Milano 2015 e forte di una visibilità accresciuta, il Festival si ripresenta con la formula consueta che l’ha portato a essere la più ricca e importante rassegna milanese dedicata all’arte fotografica: Photofestival da un lato accoglie quanto già programmato delle gallerie private e istituzionali che aderiscono al proprio circuito, dall’altro propone numerose mostre prodotte per l’occasione, concentrando in poco meno di due mesi il meglio dell’offerta in ambito fotografico.Photofestival Milano 2016_Palazzo dei Giureconsulti
In occasione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale, che vede Milano nuovamente protagonista, Photofestival 2016 invita a riflettere sul tema del design, un mondo che ha un legame imprescindibile con la Fotografia e che fungerà da stimolo per gli autori che si vorranno confrontare con questo tema.

Photofestival Milano 2016_Palazzo Bovara

Anche quest’anno la kermesse sarà diffusa in modo capillare in tutta la città e nell’area metropolitana milanese coinvolgendo, oltre alle principali gallerie d’arte e spazi espositivi, alcuni importanti edifici storici di Milano: Palazzo Bovara, Palazzo Castiglioni, Palazzo Giureconsulti e Palazzo Turati, i prestigiosi “Palazzi della Fotografia” che ormai fanno da quinta d’eccezione per Photofestival.
Tutte le informazioni sulle mostre, le news, le anticipazioni, il calendario degli appuntamenti e il catalogo dell’edizione 2016 saranno consultabili online all’indirizzo web www.milanophotofestival.it, mentre, come da tradizione, i cataloghi cartacei saranno distribuiti gratuitamente presso le singole sedi espositive.

 

Info:

www.milanophotofestival.it
www.facebook.com/photofestivalmilano
www.aifotoweb.it

Henri Cartier-Bresson a Biella

La Fondazione Pierre Gianadda e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella stanno organizzando una grande mostra dedicata al fantastico Henri Cartier-Bresson. Dopo l’esposizione di Milano, il fotografo di Chanteloup-en-Brie arriva in Piemonte, nello spettacolare scenario medievale di Palazzo Gromo Losa (Biella).

Verrà presentata la collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran, da sabato 19 marzo a domenica 15 maggio 2016.

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226 stampe ai sali d’argento in bianco e nero ci accompagneranno in un viaggio alla scoperta di uno dei più grandi maestri della fotografia, il pioniere del fotogiornalismo conosciuto con il soprannome di occhio del secolo.

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Derrière la gare Saint-Lazare, Paris, 1932. © Henri Cartier-Bresson, Fondation Pierre Gianadda-Coll. Sam Szafran

 

Info su www.fondazionecrbiella.it

Ready Made – Maurizio Galimberti

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DaDAEAST, in occasione dei quattro anni di attività della galleria, è lieta di presentare la serie
ReadyMade by Maurizio Galimberti a cura di Benedetta Donato. I lavori inediti, in cui l’artista propone una sua personale rilettura della storia dell’arte, attraverso la tecnica di duchampiana memoria del ready-made.

«Mi piace pensare di usare il medium fotografco. In molti miei scatti singoli o nei mosaici, si muovono contaminazioni di varie radici artistiche e concettuali. Mondrian e Duchamp, per esempio, continuano a ispirarmi per la loro poetica..
Che siano scatti singoli, mosaici o ready-made si tratta sempre di una fotografa di ricerca e dell’istinto che mi spinge a realizzarla. Ma al di là delle tecniche che sperimento, alla base di ogni foto c’è sempre uno stato d’animo, una situazione mentale, una sensazione e una situazione che determina un tipo di lavoro piuttosto che un altro».
Il fotografo si lascia ispirare dalla sua ossessione per Duchamp e per il movimento Dada, per elaborare oggetti ritrovati che diventano nuova materia creativa.

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Da qui prende spunto, per dirigere la propria attenzione verso l’opera realizzata per mano di quelle personalità che egli considera i miti della storia dell’arte: da Francisco Goya fno ad Andy Warhol, custoditi e ritrovati tra le stampe di vecchi manifesti, nelle riproduzioni impresse su cataloghi, nelle immagini oramai iconiche dei loro volti.

A questo punto avviene l’incursione dell’artista sull’oggetto, che smette di rivestire la sua funzione tradizionale di rievocazione e viene contaminato da un nuovo segno, da un gesto che si traduce nella fotografa delle sue Polaroid.
Sovrapposizioni, frottage, e collage rivitalizzano capolavori come il San Girolamo nell’olio su tela di El Greco o una delle Dame del Pollaiolo; donano una dimensione quasi onirica alla Marilyn in copertina di Warhol. Accade lo stesso nelle opere del pittore cinese contemporaneo Ting Shao Kuang, che subiscono una metamorfosi visiva, per essere riproposte in dinamici e spettacolari mosaici.

ll timbro «BY MAURIZIO GALIMBERTI» campeggia su gran parte delle opere esposte, come a rappresentare un segnale evidente ed un invito alla corrispondenza, al riconoscimento e alla reciprocità tra le discipline e il saper fare che pertiene agli artisti, in grado di produrre energia creativa e dar vita ad una nuova ricerca, attraverso la visione dell’arte così completamente

In questo lavoro, Galimberti sperimenta insieme tecniche solitamente utilizzate singolarmente, per instaurare un dialogo tra opere del passato, incursioni da lui messe in atto e contaminazioni tra generi sperimentati dall’autore stesso, andando a ridefnire i contorni della relazione tra linguaggi, epoche ed espressioni artistiche differenti.

La componente ludica potrebbe apparire predominante, quasi una desacralizzazione del contesto in cui sono da sempre collocate opere riconosciute come fondamentali della storia
L’intento del fotografo si rivela essere ben altro e si rintraccia nella volontà di rendere omaggio a quelli che ritiene essere dei Maestri, alle cui opere si accosta con emozione e con l’ossessione di riscoprirle, riammirarle, mantenerle vive, in modo che possano continuare a svolgere quella funzione di ispirazione perenne che per ogni artista è fondamentale.
Le dodici opere inedite, appartenenti alla serie ReadyMade, rimarranno esposte fno al 26

Via Varese, 12 Milano
mercoledì 17 febbraio 2016 ore 19
Dal 18 febbraio 2016 al 26 marzo 2016
dal martedì al sabato e su appuntamento
+39 345 299 70 90
info@dadaeast.it

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