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BETWEEN ART & FASHION: Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani

Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani

La mostra Between Art & Fashion, Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani, viene esposta a Napoli a Villa Pignatelli – in Italia per la prima volta – dopo essere stata presentata a Parigi nel 2016 alla Galerie Azzedine Alaïa, al Museo des Beaux-Arts di Le Locle in Svizzera nel 2017 e alla Fondazione Helmut Newton di Berlino nel 2018. L’esposizione, promossa dal Polo museale della Campania diretto da Anna Imponente e da Incontri Internazionali d’Arte, è ospitata al Museo Pignatelli, diretto da Denise Pagano. Il Museo Pignatelli è tra le rarissime case-museo di Napoli, che si connota dal 2010 anche come Villa Pignatelli-Casa della fotografia: uno spazio aperto e qualificato ad accogliere manifestazioni, eventi e incontri che favoriscano il confronto sui temi della fotografia come espressione culturale, promuovendo la riscoperta di un patrimonio storico ancora poco noto, la conoscenza di autori e tendenze della fotografia contemporanea a livello internazionale e l’approccio alle più moderne tecniche di comunicazione.
Per la mostra sono state selezionate centosessanta opere di ottantasette fotografi, tra i quali Berenice Abbott, Richard Avedon, Lillian Bassman, Louise Dahl-Wolfe, Horst P. Horst, William Klein, Don McCullin, L.szl. Moholy-Nagy, Sarah Moon, Daido Moriyama, Helmut Newton, Irving Penn, Man Ray, Leni Riefenstahl, Paolo Roversi, Alfred Stieglitz, Francesca Woodman, tutte presentate, per volontà del curatore, in ordine alfabetico.

Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani: l’esposizione al Museo Pignatelli

L’esposizione al Museo Pignatelli è accompagnata da un catalogo di oltre duecento fotografie della collezione di Carla Sozzani. Pubblicato dall’Associazione Azzedine Alaïa con Carla Sozzani Editore, il volume in inglese e francese, è curato da Fabrice Hergott, direttore del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Include una prefazione di Azzedine Alaïa, un’intervista di Fabrice Hergott a Carla Sozzani e i saggi di critici e studiosi internazionali: Barbara Carnevali, Germano Celant, Emanuele Coccia, William A. Erwing, Donatien Grau e Jean Louis Scheffer. In occasione della mostra Between Art & Fashion a Villa Pignatelli, una selezione di opere di Francesca Woodman (Denver 1958 -ˇ New York 1981), proveniente dalla collezione di Carla Sozzani, sarà esposta alla Galleria Al Blu di Prussia_Fondazione Mannajuolo, con la curatela di Maria Savarese. Artista inquieta, tra le più rilevanti nella fotografia contemporanea, Francesca Woodman nei suoi lavori si concentra sulla relazione primaria tra il corpo e lo spazio e sul modo in cui questa relazione è rappresentata in fotografia

Between Art & Fashion_Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani
12 gennaio – 10 marzo 2019
Museo Pignatelli -Riviera di Chiaia, 200 Napoli

Robert Mapplethorpe: Coreografia per una mostra

Robert Mapplethorpe

Fotografia e danza in dialogo tra loro, unite dalla medesima matrice performativa: è questo il concept della mostra che Madre – museo d’arte contemporanea Donnaregina dedica a Robert Mapplethorpe, uno dei maestri della fotografia del Novecento, morto nel 1989 a soli quarantatré anni. Curata da Laura Valente e Andrea Viliani, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation, l’esposizione vuole creare un confronto tra l’azione del “fotografare” in studio (nell’implicazione autore / soggetto / spettatore) e del “performare” sulla scena (nell’analoga implicazione performer / coreografo / pubblico). «Le opere del fotografo americano non erano mai state poste in un confronto diretto, prima d’ora, con quell’evidente componente performativa che sembra animarle», spiegano i curatori. «L’obiettivo di questa mostra, dunque, è di coniugare l’aspetto espositivo e quello fotografico, attraverso il coinvolgimento di artisti che, per tutta la durata della mostra, realizzeranno interventi site specific in dialogo con le opere e con le suggestioni che esse evocano». Fino all’8 aprile.

Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra
a cura di Laura Valente e Andrea Viliani  in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation
Gli scatti del fotografo in dialogo con opere archeologiche, antiche e moderne
Coreografi internazionali al Madre per un inedito programma performativo  ispirato all’artista americano
A Olivier Dubois affidata la nuova creazione In Dialogue with Bob  per il debutto della mostra  15.12.2018 – 08.04.2019
Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina
Via Settembrini 79, Napoli

Collateral damages: la guerra di Ugo Lucio Borga

Bambini in un rifugio antiaereo durante un bombardamento dell’aviazione siriana, Siria 2012.
Bambini in un rifugio antiaereo durante un bombardamento dell’aviazione siriana, Siria 2012.

Ugo Lucio Borga: Collateral damages

Fotografare la guerra, fotografare gli esseri umani dolenti che ne sono travolti, prevede una frattura dei codici comportamentali che gli esseri umani applicano di fronte al dolore dei loro simili

La mostra curata da Daria Jorioz, accompagnata da un testo critico di Marco Maggi, permette di conoscere più da vicino, attraverso centoventi scatti in bianco e nero, il lavoro del fotografo e giornalista valdostano Ugo Lucio Borga, che da sempre si concentra sulle guerre, anche quelle dimenticate, sulle crisi umanitarie e sulle questioni sociali e ambientali. Le immagini di grande impatto, realizzate dal fotografo nelle aree del mondo dove sono in corso conflitti armati, dalla Siria all’Iraq, dall’Ucraina al Bangladesh, focalizzano l’attenzione sulle vittime civili, imponendo una riflessione sui drammi dell’epoca contemporanea e sulla crudeltà e l’inutilità delle guerre del terzo millennio. Come racconta lo stesso fotografo:
«Gli uomini e le donne che ho incontrato nel corso di tanti reportage, nella maggior parte dei casi, ignoravano il potere che stavano effettivamente servendo e credevano sinceramente di uccidere e morire per una causa giusta e necessaria. A volte lo era davvero, o almeno questa è la mia opinione, e solo l’intromissione di agenti esogeni, perlopiù economici, interessati a trarre il massimo profitto dal caos, dalla destrutturazione provocata dal conflitto armato, ha reso il loro coraggio e il loro sacrificio del tutto inutile». Scrive la curatrice: “Lo sguardo di Borga è lucido e severo, diretto e forte, crudo ma anche capace di un’inattesa poesia nel cogliere la luce della speranza oltre il buio della distruzione e della desolazione”.

AOSTA, FINO AL 31 MARZO

Bambini in un rifugio antiaereo durante un bombardamento dell’aviazione siriana, Siria 2012.

Letizia Battaglia arriva a Livorno con i suoi magnifici scatti

Donna povera, San Vito Lo Capo 1980 Courtesy dell’artista
Donna povera, San Vito Lo Capo 1980 Courtesy dell’artista

Letizia Battaglia a Livorno

Ha inaugurato sabato 19 gennaio, negli spazi de I Granai di Villa Mimbelli – Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, la mostra dedicata a Letizia Battaglia, una delle prime e più importanti fotoreporter italiane. Spesso confinata nel ruolo di testimone degli anni della guerra di mafia in Sicilia, la Battaglia è stata molto di più. «È stata sì una fotografa di trincea (nomen omen)», ricorda Serafino Fasulo, curatore della rassegna, «ma ci ha illuminati e arricchiti anche con la sua incessante ricerca della bellezza e della dignità: le sue foto restituiscono il pathos delle tragedie greche, il dolore e il sublime». La mostra raccoglie cinquanta fotografie, non solo scatti che raccontano pagine di cronaca dell’Italia in rapida trasformazione, ma anche volti di donne e bambini e vividi spaccati della sua Palermo. Bellezza e dolore che Letizia Battaglia restituisce attraverso il bianco e nero, che da sempre preferisce al colore: «Ancora oggi il solo pensare al rosso del sangue mi fa star male. Penso che il bianco e nero sia più silenzioso, solenne, rispettoso. Anche quando guardo la fotografia degli altri cerco il bianco e nero. È un gusto artistico, del mezzo, del risultato».

Letizia Battaglia: non è solo la fotografa dei delitti di mafia 

Letizia Battaglia non è solo la fotografa dei delitti di mafia. Per lei la fotografia è una missione che vive sulla sua pelle, animata dall’amore e dal rispetto per la giustizia e la libertà. Un dovere verso la società e verso se stessa. Le sue armi sono state i sogni, i bisogni, il coraggio e la generosità. La sua divisa, quella della reporter, dell’ecologista, del politico, dell’editore. Ma, prima ancora, quella della donna. «Noi donne», dice «abbiamo un altro modo di esistere, di amare, di procedere nel mondo e anche di raccontare». Nella fotografia, come nella vita, Letizia non segue un modello ma entra in contatto con la realtà in modo istintivo, fisico, mettendo al centro del suo sguardo i sentimenti e le azioni delle persone, anche i più primordiali, estremi. Il suo primo incontro con la fotografia avviene in un momento difficile, dopo un periodo di psicoanalisi. «Avevo più di trent’anni e tre figlie. Ero sola, senza un lavoro, ma dovevo tornare a vivere», racconta. Così, all’inizio degli anni Settanta lascia Palermo e si trasferisce a Milano. Qui si guadagna da vivere scrivendo per alcune testate. Spesso insieme agli articoli riesce a vendere anche le sue fotografie. Ed è grazie a uno dei suoi servizi che viene richiamata nella sua città per dirigere l’ufficio fotografico dell’”Ora”, il quotidiano del capoluogo siciliano con cui collabora già da qualche tempo. È il 1974. Di lì a poco a Palermo scoppia una guerra feroce tra cosche mafiose per il controllo del territorio, una mattanza in cui cadono capi di clan antagonisti e servitori dello Stato. Letizia è lì, con la sua Leica, a documentare una delle stagioni più buie e sanguinose della storia d’Italia. Con lei c’è Franco Zecchin, per molti anni suo compagno nel lavoro e nella vita, con cui ha fondato da poco l’agenzia Informazione Fotografica. Letizia riprende senza sosta omicidi, arresti, processi. Raccoglie il pianto delle madri e delle mogli. Testimonia connivenze scomode tra politica e malaffare, come quella tra Giulio Andreotti e il mafioso Nino Salvo. Sono immagini che le danno fama internazionale ma le procurano anche molta sofferenza. Così, nei primi anni Novanta continua le sue battaglie sul fronte politico, come assessore alla Vivibilità Urbana a fianco al sindaco Leoluca Orlando, del partito della Rete. Inizia un periodo di rinascita per la città e anche per lei «(…) perché ho avuto la possibilità di aiutare concretamente la gente, di migliorare l’aspetto della città». Le cronache dure del sacco di Palermo acuiscono la sua fame di vita e di dignità che va a cercare nei rioni dimenticati, nei volti dei loro abitanti, nelle processioni, negli sguardi di tante bambine in cui ritrova i sogni e il desiderio di libertà della sua infanzia. Porterà con sé immagini poetiche, cariche di umanità, in cui la bellezza e il degrado, l’odio e l’amore per la sua terra trovano una pacifica armonia.

Letizia Battaglia a Livorno: informazioni

Info: Museo Fattori, Granai di Villa Mimbelli, Via San Jacopo in Acquaviva 65 – Livorno; venerdì-domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00; ingresso euro 5.00, gratuito per i ragazzi sotto i 14 anni, visite guidate su prenotazione.
www.museofattori.livorno.it

Donna povera, San Vito Lo Capo 1980

Francesco Mazza: la fotografia attorno a noi. A Matera il progetto Coscienza dell’Uomo

Francesco Mazza: la fotografia attorno a noi

Eccoci, con non poca fatica, al primo numero della Pubblicazione/ Catalogo relativa al primo trimestre delle attività previste nell’ambito del progetto Coscienza dell’Uomo. Un sogno, il mio, che da tempo cercavo di perseguire… «Missione della fotografia è spiegare l’Uomo all’Uomo, e ogni Uomo a se stesso» (Edward Steichen).
Perché Matera? Designata Capitale europea della cultura 2019, Matera si presenta come il contenitore forse più adatto per il grande fermento culturale che la avvolge, e poi perché Matera è un sogno, proprio come il mio. Coscienza dell’Uomo  si propone come spunto di riflessione per riportare l’attenzione su perché si fotografa e non come, né con che cosa, intende ridare la giusta importanza all’azione del fotografare, perché solo accrescendo la cultura fotografica si può incrementare l’interesse e far nascere l’amore per la fotografia. Oggi, sempre più persone si avvicinano alla Fotografia e sempre più se ne allontanano in fretta. Occorre offrire nuovi segnali, occorre imparare a fotografare con il cuore. Il compagno d’avventura Pino Bertelli mi ha fatto credere che si poteva provare a stimolare -attraverso la coscienza- una passione unica… quella per la fotografia, che -una volta innescata- non ti lascia più. Dieci anni di buona fotografia potrebbero, forse, far cambiare il corso degli eventi (ma questo è un altro discorso). Anche le aziende che rappresentano la quasi totalità dell’in dustria mondiale del mercato della fotografia ci hanno creduto e sostenuto, e qui li ringrazio… l’intento è comune… la consapevolezza nel fotografare potrà creare quell’interesse di cui c’è bisogno per un mercato italiano che soffre. Le attrezzature fotografiche spesso acquistate per moda e senza una idea di come (perché!) utilizzarle producono spesso effetti contrari a quelli sperati. “Non pensare, scatta”, proposto da qualche distributore di macchine fotografiche, per sottolineare la semplicità di uso del proprio prodotto, ha un retrogusto amaro: decontestualizzato e banalizzato a se stesso è una ipotesi da distruggere! Gli autori coinvolti nel progetto Coscienza dell’Uomo sono tanti, di diversa estrazione e filosofia di pensiero, ma sono tutti accomunati dallo stesso princìpio… per l’appunto, la coscienza! Come rilevato altrove, in queste stesse pagine, in altrettanta forma introduttiva, «Già… Coscienza dell’Uomo. Un invito a osservare, piuttosto di giudicare. Una esortazione a pensare, invece di credere». Centinaia di migliaia di curiosi e di appassionati di Fotografia (qui in maiuscola volontaria, oltre che consapevole), avranno inoltre la possibilità di assistere a eventi collaterali alle mostre: workshop, presentazioni di libri, corsi, convegni. Tutti gli eventi, il cui tema centrale ruota intorno al concetto di fotografia consapevole, si svolgeranno a Matera in differenti sedi, alcune gentilmente messe a disposizione da imprenditori privati particolarmente attenti alla Cultura Fotografica… quindi alla Vita! L’apertura di una galleria fotografica con annessi Bookshop, sala corsi e sala di posa è un altro dei punti di ri trovo dove prende corpo il progetto: un salotto di idee e confronto, anche dal punto di vista tecnico (perché no?). Infatti, all’interno della Galleria è allestito un negozio fotografico (commerciale), nel quale sarà possibile trovare e provare tutte le attrezzature prodotte e distribuite dalle aziende di distribuzione che hanno creduto a questa iniziativa: e, condizione ancora più importante, sarà possibile essere guidati in un acquisto consapevole delle attrezzature necessarie e funzionali all’uso che se ne intende fare. È il valore d’uso degli strumenti che conta! Che dire ancora, se non che la proverbiale accoglienza di Matera renderà certamente questa esperienza degna di nota!

Francesco Mazza
Responsabile progetto Mat2019.
Coscienza dell’Uomo

Rania Matar Da Donna a Donna. Crescendo: la prima personale italiana dell’artista

Rania Matar. da Donna a Donna: Crescendo

L’associazione C | E Contemporary ospita la prima personale italiana dell’artista Rania Matar. Nata in Libano e naturalizzata statunitense, la fotografa volge il suo sguardo di donna, artista, madre, ex adolescente su donne e bambine, nate negli Stati Uniti o in Medio Oriente, accomunate da una stessa ricerca di identità, dimostrando come il modellarsi dell’identità femminile trascenda le barriere culturali e geografiche. Curato da Viana Conti con Christine Enrile, il percorso espositivo si articola in cinque sezioni tematiche, per uno sguardo d’insieme sul lavoro dell’artista. Nella serie L’Enfant-Femme  sono presentati scatti di bambine in transizione verso la fase adolescenziale. La serie Becoming ritrae gli stessi soggetti, fotografati anni dopo nel medesimo luogo a testimoniare lo scorrere del tempo. Si prosegue con Unspoken Conversation, i cui scatti enfatizzano la tematica dello scorrere inesorabile del tempo e del rapporto madre e figlia. Nella serie She, ritroviamo giovani donne, spesso già fotografate da bambine e adolescenti, ormai consapevoli di appartenere al mondo degli adulti. La serie Girl in Her Room ritrae adolescenti circondate dai loro oggetti personali, quali componenti fondamentali della loro crescita.

Fino al 28 febbraio
c|e contemporary
Via tiraboschi 2/76
www.cecontemporary.com

 

Elliott Erwitt: I cani sono come gli umani, solo con più capelli. Ancora pochi giorni per vedere la mostra

Mostra Elliott Erwitt

“Di me dicono che sono un umorista. Le mie foto dei cani che saltano quando gli abbaio, o suono la trombetta… La cosa più difficile e utile al mondo è far ridere la gente”

Intitolata I cani sono come gli umani, solo con più capelli, da una dichiarazione rilasciata dallo stesso Elliott Erwitt in un’intervista, la mostra indaga uno degli ambiti di ricerca più interessanti e curiosi della produzione del fotografo francoamericano, quella dedicata ai cani. Allo stesso tempo, l’esposizione dà al visitatore l’opportunità di analizzare, con ironia e a volte cinismo, l’essenza profonda di questa ricerca fotografica che, attraverso il quadrupede peloso, mira in realtà all’essere umano. Secondo il fotografo, infatti, con il loro atteggiamento irriverente i quattro zampe fanno da contraltare alla ricercata compostezza dei loro padroni, dei quali spesso, negli scatti di Erwitt, non si vedono che piedi e polpacci. I cani diventano, quindi, il riflesso inconsapevole delle abitudini degli umani. Curato da Marco Minuz, il percorso espositivo riunisce ottanta fotografie realizzate dagli anni Cinquanta fino ai nostri giorni e tutte scattate dal punto dei vista dei cani, ponendo l’obiettivo alla loro altezza. Molte delle immagini ritraggono cani intenti a saltare o con un’espressione di sorpresa: Erwitt, infatti,  era solito suonare una trombetta poco prima di scattare per spaventare i cani e ottenere dai suoi “modelli” una posa naturale. Oppure, ricorreva a un unico forte latrato, emesso dallo stesso fotografo, che scatena la reazione dei cani che, all’improvviso, saltano, abbaiano, ringhiano, consentendogli di coglierli nella loro naturalezza. Nascono così immagini di forte spontaneità che, a distanza di anni, testimoniano l’ironia e lo sguardo acuto di un autore annoverato tra i grandi maestri della fotografia mondiale di tutti i tempi.

Elliott Erwitt: I cani sono come gli umani, solo con più capelli
Casa dei Carraresi
Via Palestro 33/35
Fino al 3 Febbraio

Immagine in evidenza

© Elliott Erwitt / Magnum Photos

1918-1919. La rivoluzione: la mostra

Soldati armati in Unter den Linden © Staatliche Museen zu Berlin, Kunstbibliothek Photothek Willy Römer / Gebrüder Haeckel
Soldati armati in Unter den Linden © Staatliche Museen zu Berlin, Kunstbibliothek Photothek Willy Römer / Gebrüder Haeckel

1918-1919. La rivoluzione

Fino al 3 marzo, il Museo della Fotografia di Berlino ospita una mostra dedicata agli accadimenti che tra l’autunno del 1918 e la primavera del 1919 sconvolsero Berlino e la Germania, portando alla caduta dell’Impero tedesco e alla nascita della Repubblica di Weimar. Il 9 novembre del 1918, dopo diversi scioperi e manifestazioni, il Kaiser Guglielmo II abdica e i berlinesi si ritrovano festanti davanti al Reichstag per celebrare la caduta della monarchia e l’avvento di una nuova epoca. Tra loro ci sono anche numerosi fotografi, su tutti Otto e Georg Haeckel (autori della foto di copertina), che testimonieranno istante dopo istante la “rivoluzione” che cambiò per sempre il volto del Paese.

Museum für Fotografie Jebensstraße 2
www.centrepompidou.fr

Immagine in evidenza Soldati armati in Unter den Linden © Staatliche Museen zu Berlin, Kunstbibliothek Photothek Willy Römer / Gebrüder Haeckel

Il mese della fotografia sbarca a Roma: un grande evento gratuito con 250 iniziative in tutta la città

Il mese della fotografia a Roma

Fotografi professionisti e appassionati di fotografia, studi fotografici, scuole di fotografia, docenti, associazioni, circoli culturali, fondazioni, gallerie e spazi espositivi, musei, laboratori e librerie specializzate: sono questi i protagonisti di MFR19 – Mese della Fotografia a Roma, il grande evento che per tutto il mese di marzo, animerà l’intero territorio della Capitale con oltre 250 iniziative gratuite tra mostre, talk, seminari, laboratori didattici, workshop, incontri con autori. Ideato da un gruppo di 14 fotografi professionisti riuniti nell’associazione Faro – Fotografia, MFR19 vuole diffondere e promuovere la fotografia in tutte le sue forme ed espressioni grazie a location suggestive e prestigiose che la città di Roma offre, dal centro alle periferie.

Il mese della fotografia a Roma: un unico palcoscenico per celebrare l’arte della fotografia

Un unico palcoscenico per celebrare l’arte della fotografia e raccontarla, attraverso la voce di chi la vive tutti i giorni, in una grande narrazione che unisce le realtà fotografiche che operano nel tessuto urbano della Capitale e quelle che provengono da altre regioni italiane. Tutto questo per di creare una rete che lavori in sinergia per accrescere la cultura fotografica in Italia così come avviene in altri Paesi europei. In vista della grande kermesse di marzo, Faro – Fotografia ha organizzato, in collaborazione con Palazzo Merulana, l’ex Ufficio Igiene di Roma riaperto al pubblico diventato un importante hub culturale, e Red laFeltrinelli, il bistrot libreria di via Tomacelli, il cibo di eventi “Aspettando MFR19”: aperitivi fotografici, da novembre 2018 a febbraio 2019 – il giovedì a Palazzo Merulana e il sabato a Red laFeltrinelli. Momenti di incontro e di confronto con i professionisti del settore, per accompagnare appassionati e curiosi di fotografia in un percorso tematico alla scoperta del mezzo fotografico.

Il mese della fotografia a Roma: programma

Si parte il 1 marzo con la mostra di Andrea Attardi al Museo dell’Arte Classica e si prosegue il 2 marzo a Palazzo Merulana con Franco Fontana e quelli di Franco Fontana, una selezione di opere del grande artista italiano e di alcuni suoi allievi provenienti da tutta Italia a cura di Riccardo Pieroni. Il giorno dopo, sempre a Palazzo Merulana, il maestro modenese terrà una talk aperta a tutti per dare la possibilità di conoscere il suo lavoro.
Da segnalare anche la mostra di Carlo Desideri alla Galleria Medina e quella di Claudio Palmisano, “image toner” numero uno in Italia e curatore di alcune copertine del Time, con opere che mostrano per la prima volta in orizzontale la ricca morfologia dei fondali marini intorno a Linosa, un’isola vulcanica.
In risalto anche le tematiche sociali con la mostra di Martino Cusano insieme all’artista Berina Lingo sulla disabilità, il reportage di Rosario Cassala sui manicomi calabresi e la mostra realizzata dai detenuti del Carcere di Rebibbia al Lanificio.
Prevista anche la presenza dei giovani con la mostra dei vincitori del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia alla Città dell’Altra Economia a Testaccio. Interessante il contributo di Antonino Clemenza al Muro di street art di via della Meloria, che rientra in “Muri loquentes”, il progetto che vede l’autore in giro per le città europee alla ricerca del legame tra street art e processi di inclusione.
In evidenza, inoltre, la mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini, circa 30 fotografie e un cortometraggio di dieci minuti, realizzata da alcuni degli esponenti di Faro – Fotografia in collaborazione con due videomakers, frutto della performance che si è svolta a Roma durante la notte tra l’1 e il 2 novembre per raccontare gli ultimi drammatici momenti di vita di uno di uno dei maggiori artisti italiani del XX secolo.
Spazio anche alle talk: durante le quali gli appassionati di fotografia potranno incontrare e confrontarsi con i grandi nomi della fotografia italiana: da Angelo Raffaele Turetta a Massimo Siragusa, da Ernesto Bazan, vincitore di prestigiosi premi tra i quali il World press photo Award, a Giorgio De Finis, da Daniela Boccadoro e Rino Petrosino, che parleranno di come nasce la copertina di un disco, a Enrico Vanzina: il regista romano, infatti, interverrà per raccontare una inedita versione del suo lavoro attraverso la proiezione delle sue fotografie.
Tra gli eventi di chiusura di MFR19 si segnala la lectio magistralis con Fabrizio Ferri che, per la prima volta in Italia, incontrerà il pubblico per parlare del suo lavoro.
Tutte le informazioni su Faro-Fotografia e gli eventi in programma per MFR19 saranno disponibili sul sito www.mesefotografiaroma.com

Il mese della fotografia a Roma: appuntamenti

Mostra di Andrea Attardi, “Classico Contemporaneo”, Museo dell’Arte Classica – università di Roma La Sapienza;

Mostra fotografica di Franco Fontana e quelli di Franco Fontana, a cura di Francesco Pieroni, Palazzo Merulana;

Tlak con Franco Fontana e i suoi allievi, Palazzo Merulana;

Talk con Ernesto Bazan, “Trilogia Cubana”, Teatro dei Dioscuri al Quirinale;

Talk con Fabrizio Ferri, Auditorium Macro Asilo;

Mostra fotografica “E’ successo la notte di Pasolini”, Red laFeltrinelli

Mostra fotografica di Vittoriano Rastelli e Sergio Strizzi, casa del Cinema;

Mostra fotografica di Claudio Palmisano, Stadio di Domiziano

Documentazione fotografica Antartide e talk itinerante dei ricercatori, CNR

Mostra fotografica del circuito Off del festival Fotografia Europea di Reggio Emilia, mostra personale di Giulia Efisi e Carlo D’Orta, Collettiva di fotoamatori “Abitanti”;

Mostra fotografica di Damiano Rosa, Museo Pigorini;

Mostra fotografica di Luciano Zuccaccia “Iran”, Leica store;

Mostra di Carlo Desideri, Spazio Galleria Medina;

Mostra dei fotografi dell’associazione Grigio 18%, Museo civico di Zoologia;

Mostra fotografica “Progetto Periferie Viaggianti”, Polo ex-Fienile;

Mostra fotografica di Simone Settimo, Centro sperimentale di fotografia Adams;

Mostra fotografica di Martino Cusano “Nuova Pelle” Spazio Tetenal;

Talk con Enrico Vanzina: inedita versione del regista romano raccontata attraverso la proiezione di alcune sue fotografie, Palazzo Merulana;

Talk con Massimo Siragusa:” Il Cretto Grande”, Palazzo Merulana;

Talk con Angelo Raffaele Turetta: “L’inganno degli occhi”, Palazzo Merulana;

Mostra fotografica di Armando Casali “Istantanee… trasformazioni”, Muef Art Gallery;

Mostra fotografica dei ragazzi di Roma Smistamento, hub culturale Roma Smistamento, via di Villa Spada 343;

Mostra fotografica di Matteo Mezzanotte “ICE_LAND#0”, laboratorio fotografico Corsetti, via dei Piceni 57;

Mostra fotografica realizzata dai detenuti del Carcere di Rebibbia terza casa circondariale, Lanificio, via di Pietralata 159A

Mostre fotografiche alla Biblioteca Goffredo Mameli: “Italia al voto, quando il web era la piazza”, a cura dell’archivio fotografico Riccardi; “Fotografia e politica. Evoluzioni tra costume e mestiere”, workshop a cura di Giovanni Currado, Alessandro Serranò, Flavia Scalambretti; “Visibile, Invisibile. Narrare l’oggetto del cuore”, storytelling documentario e artistico per oggetti a cura di Rino Bianchi;

Face to face with our image, progetto fotografico a cura di Maria Cristina Valeri e incontro con le ricercatrici Bina Nigro e Ilenia Gradante, Palazzo Merulana;

Dove la fotografia incontra la musica: talk a cura di Daniela Boccadoro e Rino Petrosino, Palazzo Merulana;

Talk con Carlo Pavia e Fabio Isman, “Roma sotterranea. Illuminare il buio”, Palazzo Merulana;

Mostra fotografica di Antonino Clemenza, parte del progetto “Muri Loquentes”, Muro di street art di via della Meloria;

Mostra fotografica a cura degli allievi dell’Istituto Superiore Statale Cine-tv “Roberto Rossellini”, Villa Torlonia – Casino dei Principi;

Ostia siamo noi”: mostra fotografica del reportage della grande manifestazione del 30 settembre 2018 per dire no alla mafia;

Mostra di Simone Tetti, “World, i cinque continenti”, Graffiti, via Latina 515;

Mostra fotografica di autori vari a cura di Gianni Pinnizzotto, “Roma, tra luci e ombre”, Università di Roma Tor Vergata – Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1;

Talk con Massimo Cutrupi, Archivio fotografico dell’Istituto per la Demoetnoantropologia;

Talk con Giorgio De Finis, direttore del Macro-Asilo, laboratorio fotografico Corsetti

Talk con Roberto Huner “La fotografia come percezione ed emozione nell’ipovisione”, hub culturale Moby Dick, via Edgardo Ferranti 3

Mostra fotografica del collettivo Witz (Gianluca Brezzi, Antonio Fabiano, Lorenzo Carloni, Luca Tentorio); ”De_composizioni”, associazione Aurea via Rodolfo Lanciani;

La guerra del Maiale; film di David Maria Putortì con la direzione della fotografia di Diego Poleri, Sala Cinema, Macro Asilo;

Mostra fotografica Self(ie) Confident di Maria Cristina Valeri in collaborazione con laFeltrinelli, Red laFeltrinelli via Tomacelli

Mostra fotografica dei vincitori del contest fotografico Ti voglio un mare di Lazio con il patrocinio della Regione Lazio

Sotto il Palco”, talk con Luigi Orrù sulla fotografia di scena musicale, Sala Cinema Macro-Asilo;

Mostra fotografica e presentazione del libro di Andrea Amadori “This is (not) America, Associazione Aurea, via Rodolfo Lanciani 15;

Presentazione del libro di Andrea Attardi “Vento di Buenos Aires”, sala lettura del Macro – Asilo;

Presentazione del libro fotografico “Unusual visions”, racconti e immagini dei quattro diversi reportage di Emiliano Pinnizzotto che rivelano un’India insolita; sala lettura del Macro-Asilo;

Mostra fotografica di Claudia Chianese “Aqua”, atelier Chianese Via Palermo 47;

Mostra fotografica di Andrè Fromont, Spazio Concrete via Romanello da Forlì;

Mostra fotografica di Rosario Cassala, Viaggio nei manicomi calabresi, Ospedale Santo Spirito. Lungotevere in Sassia, 1;

Mostra fotografica di Olmo Amato “Ki Kyō”, Doozo art book & sushi Via Palermo 51;

“People”: la mostra di Mario De Biasi a Foggia

“People”la mostra fotografica di Mario De Biasi

La mostra ” People” dedicata alle opere del Maestro della fotografia Mario De Biasi, curata da Francesca Mezzadri, si svolgerà dal 8 al 28 febbraio nella Sala Grigia del Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza”a Foggia.
All’inaugurazione dell’esposizione, che sarà l’8 febbraio alle ore 18.00 parteciperanno il Sindaco di Foggia Franco Landella, l’Assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani, il Dirigente del settore comunale Cultura Carlo Dicesare e la curatrice Francesca Mezzadri.
Mario De Biasi fa parte della ristretta cerchia di figure dalle quali non si può prescindere se si vuole ricostruire la storia della fotografia di reportage del XX° secolo. Ha testimoniato mezzo secolo di vita ed eventi italiani e internazionali. Le sue fotografie hanno entusiasmato, sorpreso, commosso milioni di persone. Esponente di primissimo piano della fotografia italiana e riconosciuto Maestro internazionale, “ha fotografato rivoluzioni e uomini famosi, paesi sconosciuti. Ha fotografato vulcani in eruzione e distese bianche di neve, al Polo a sessantacinque gradi sotto zero. La macchina fotografica fa parte della sua anatomia come il naso e gli occhi”, scriveva di lui Bruno Munari, suo grande amico».

La mostra fotografica di Mario De Biasi

In esposizione circa 40 fotografie scattate dal grande fotografo nel corso della sua carriera iniziata nel 1953. Insignito del titolo di Maestro della Fotografia Italiana nel 2003, Mario De Biasi (1923-2013) si avvicina alla fotografia nel 1944 a Norimberga, utilizzando attrezzature fotografiche di fortuna ritrovate tra le macerie della città tedesca, dove era stato deportato durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1953 inizia a collaborare con il settimanale Epoca e, da allora, De Biasi farà del fotogiornalismo la sua missione, testimoniando i grandi fatti del Novecento, dalla rivolta popolare di Budapest nel 1956 alla spedizione di Walter Bonatti in Siberia nel 1962, e i cambiamenti culturali e sociali che segnarono la seconda metà del secolo. Nel 1994 è tra gli autori della mostra The Italian Metamorphosis, 1943- 1968, ospitata dal Guggenheim di New York, che racconta le trasformazioni avvenute nel nostro Paese tra la caduta del fascismo e la fine degli anni Sessanta. Proprio una celebre immagine di De Biasi, Gli italiani si voltano, che ritrae la giovane Moira Orfei a Milano nel 1954, fu scelta per la locandina dell’esposizione. Autore di quasi cento libri, De Biasi ha esposto le sue fotografie nei musei di tutto il mondo, ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Saint Vincent per il giornalismo e l’Ambrogino d’oro.
Le immagini in mostra sono tutte a colori, stampate da negativo originale nel 2006 e mai esposte in uno spazio pubblico.

 

Matera Capitale Europea della Cultura 2019: Fotografia e coscienza dell’uomo

Fotografia e coscienza dell’uomo. Direttore artistico Maurizio Rebuzzini: mostre e incontri a cura di Francesco Mazza, Maurizio Rebuzzini e Antonello di Gennaro

In una Matera in pieno fermento per la giornata inaugurale dell’inizio del periodo di Capitale Europea della Cultura, con la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e di altri rappresentanti istituzionali italiani ed europei, quattro inaugurazioni e tre convegni hanno avviato il programma MAT2019. Coscienza dell’Uomo, scandito sul passo di una fotografia etica, erede di quella fotografia umanista che tanto ha influito, e ancora influisce nello sguardo verso la società. Una fotografia non come momento di spettacolarizzazione, ma come chiave di comprensione del nostro tempo e fondamentale testimonianza. Coscienza dell’Uomo, a cura di Francesco Mazza, Antonello Di Gennaro e Maurizio Rebuzzini, direttore Artistico del progetto, è un appuntamento che presenta, attraverso una serie di mostre e incontri con fotografi, scrittori, storici dell’arte e critici, il ruolo dell’immagine, del reportage e della fotografia di ricerca, nell’ambito del sistema dei media e dei linguaggi dell’arte contemporanea. Il progetto si articola in una serie di mostre, scandite per trimestri e che si articoleranno per tutto l’anno, in modo di caratterizzare Matera come il centro di un laboratorio culturale intorno al tema della fotografia, tale da poter trasformare la Capitale della Cultura europea anche in una nuova “Capitale della fotografia”. Il progetto Coscienza dell’Uomo per tutto il 2019 prevede complessivamente 40 mostre fotografiche, dieci ogni tre mesi, arricchite da convegni, incontri con gli autori e intellettuali legati al mondo dell’immagine o della società civile. Le sedi espositive sono dislocate nelle più prestigiose sedi del centro storico e distribuite nel territorio della città. Il progetto ha preso ufficialmente il via il 12 e il 13 gennaio, per non sovrapporsi alla grande inaugurazione del 19 gennaio che ha la partecipazione del Capo dello Stato e del premier e la prima serie di mostre si articolerà per buona parte del mese di febbraio per poi dare spazio a nuovi autori. come Gian Butturini, Danilo De Marco, Franco Zampetti, Franco Canziani, Marco Moggio e Nino Bertuccio. Oltre la presenza dei singoli autori, i convegni che hanno accompagnato le inaugurazioni delle mostre Caos apparente, di Gianluigi Colin, Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata, di Pino Bertelli e Visitors, di Alberto Dubini, hanno segnalato l’autorevole presenza di don Pierluigi Di Piazza (tra tanto altro, fondatore del Centro di Accoglienza e di Promozione Culturale Ernesto Balducci, di Zugliano, in provincia di Vicenza, associazione di accoglienza per immigrati, profughi e rifugiati politici) e Arturo Carlo Quintavalle (storico dell’arte; già preside dell’Università degli Studi di Parma e fondatore del CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione.

Progetto Coscienza dell’Uomo: in corso quattro mostre personali

Gianluigi Colin | Caos apparente
(Ex Ospedale san Rocco / Piano terra; fino al 10 febbraio)

È l’assedio dell’immagine. Decine di migliaia di fotografie, quelle che arrivano ogni giorno ai grandi quotidiani, e che ritroviamo nelle pagine dei giornali, nei siti web, nei telegiornali. Gianluigi Colin raccoglie, assembla, ricompone il grande racconto visivo del mondo in una serie di grandi installazioni. In altri casi sceglie dei frammenti della contemporaneità, isola queste testimonianze dello scorrere del tempo. Ritroviamo volti usurati, ma anche luoghi, spazi, persone, eventi, paesaggi affastellati come un incombente, non gestibile eccesso di informazione, come un “rumore” di fondo assordante e invasivo. Una massa enorme di figure che inevitabilmente porta a non vedere più nulla. Gianluigi Colin vuole dirci esattamente questo: si deve alimentare la nostra coscienza per imparare a vedere. (Alla realizzazione dell’imponente installazione Caos Apparente hanno collaborato decine di studenti del Liceo Classico e del Liceo Artistico di Matera, che con la loro generosa partecipazione hanno concretamente reso possibile il montaggio e la visione dell’opera)

Pino Bertelli | Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata
(Ex Ospedale san Rocco / Piano terra; fino al 10 febbraio)

Volti di bambini che accusano la malvagità di tutte le guerre, Volti dall’Africa, dal Medio Oriente e dalla tragedia di Černobyl’. Pino Bertelli riprende l’insegnamento etico dei maestri del reportage come Robert Capa, David “Chim” Seymour, Werner Bischof, Don McCullin, Philip Jones Griffiths; e ancora di più, quello di W. Eugene Smith, del quale Pino Bertelli segue la morale: «Vorrei che le mie fotografie non fossero solo documentazione di fatti di cronaca, ma un atto di accusa contro la guerra e contro la violenza brutale e depravata che attacca gli animi e i corpi degli Uomini. Vorrei che le mie fotografie fossero un potente catalizzatore emozionale e che possano contribuire a evitare che una simile follia criminale possa ripetersi di nuovo». Fotografie che figurano la violazione dell’Innocenza e la ferocia che ogni guerra riversa nella Storia.  La Bellezza, la Sofferenza, l’Amore dei bambini che affiora in questi Ritratti dall’infanzia negata è un atto di accusa contro l’indifferenza, la violenza, la barbarie di tutte le guerre, è un  invito alla pace che affiora nelle loro lacrime, nelle loro morti e nella vita sognata degli angeli.

Fabrizio Jelmini | Favela
(Ex Ospedale san Rocco / Primo piano; fino al 10 febbraio);

Toccante reportage fotografico ispirato dalla capacità di riconoscere ciò che l’occhio guarda e la mente vede. In una favela di Salvador de Bahia, nel Nordest del Brasile, si  svolge una intensa vita quotidiana, regolata da una indigenza che non priva gli abitanti della propria dignità. Scatto dopo scatto, inquadratura dopo inquadratura, Fabrizio Jelmini prende per mano l’osservatore, e con discrezione lo accompagna in una situazione inattesa, non conosciuta, ma densa di umana consistenza. È quasi indefinibile questo suo esserci e non esserci allo stesso tempo; essere presente, in punta di piedi, con la propria personalità fotografica; non essere in alcun modo intrusivo, non prevaricare i soggetti inquadrati.

Alberto Dubini | Visitors
(Galleria Cine Sud; fino al 24 febbraio);

Si tratta di un’ampia selezione di immagini che Alberto Dubini ha realizzato all’interno di mostre fotografiche, piuttosto che nei concitati momenti di loro inaugurazione. Un reportage animato da sguardo ironico intorno ai Visitors, per l’appunto che frequentano gallerie, musei e mostre d’arte. Alle pareti, una concatenazione di immagini che ispirano una considerazione sovrastante: quasi un trompe-l’oeil tra le pieghe di mostre fotografiche e loro visitatori. Immagini che potranno anche rivelare qualcosa del soggetto seriale affrontato, come effettivamente rivelano. Ma, soprattutto, svelano molto del loro autore, Alberto Dubini: della sua passione fotografica, della sua frequentazione costante della Fotografia, della sua partecipazione in prima persona. Così che, magicamente, i Visitors non sono più cento (quantità ipotizzata), ma centouno . Da segnalare che in coerente e avvincente comunità di intenti, una parte della mostra i Caos apparente, di Gianluigi Colin, si integra a quello di Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata, di Pino Bertelli, in una compiutezza di emozioni che hanno dato vita a una inedita ed emozionante installazione dal titolo significativo Fai di ogni lacrima una stella che unisce due diversi linguaggi, quello della ricerca artistica e quello del reportage.

Il numeroso pubblico intervenuto ai convegni e alle inaugurazioni ha avvicinato il pensiero che ha costruito il progetto di Coscienza dell’Uomo, che si propone soprattutto almeno due indirizzi intorno al mondo dell’immagine: invito a osservare, piuttosto di giudicare; esortazione a pensare, invece di credere. Fotografia, dunque, non come semplice racconto della realtà, ma autentico punto di osservazione per costruire un nuovo e più sensibile modo di capire il mondo e di alimentare le nostre coscienze.

Immagine in evidenza Danilo De Marco – LE PARTERAS. LE EROINE DELLE ANDE

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