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La domenica a CAMERA per bambini e famiglie!

Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

In occasione della mostra L’Italia di Magnum CAMERA propone ogni domenica appuntamenti dedicati a bambini e famiglie. Laboratori ideati per avvicinare i più piccoli al linguaggio universale delle immagini attraverso il gioco e la sperimentazione.

La domenica alle ore 17.00 è sempre prevista la visita guidata alla mostra, gli accompagnatori potranno partecipare al laboratorio o in alternativa affidare i bambini ai nostri mediatori e visitare la mostra.


21 maggio – Cartoline dal mondo

Cosa ci racconta la fotografia di un luogo? Sicuramente del paesaggio ma anche di usi e costumi. Portare con sé un’immagine dei luoghi visitati è una pratica antica che affonda le sue radici nei viaggi del Grand Tour o più di recente in quella di spedire cartoline dai luoghi di vacanza. Ma in cosa la fotografia di reportage è differente dalla cartolina? I bambini lo scopriranno realizzandone una prendendo spunto da entrambi i riferimenti.


INFORMAZIONI
Orario laboratorio
: 16.30
Durata: 90 minuti
Età: dai 5 anni in su
Numero massimo partecipanti: 15
Costo: 4€ a bambino | per un accompagnatore ingresso ridotto alla mostra o gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei Torino Piemonte

Per maggiori informazioni e prenotazioni clicca qui.


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Jeu de Paume – Parigi

Vista su palce de la Concorde

di Alessandro Curti


Nel cuore di Parigi, alla scoperta di un luogo che riunisce tre secoli di storia: la Galerie Nationale du Jeu de Paume.

Centro d’arte contemporanea con una forte reputazione internazionale, Jeu de Paume è riconosciuto a livello mondiale come uno spazio di promozione per la fotografia, il cinema, le video-installazioni e la web art.


L’edificio © Adrien Chevrot

Storia
L’edificio, costruito sotto il regno di Napoleone III, sorge nel bel mezzo del Giardino delle Tuileries e fu progettato per il gioco della pallacorda (Jeu de Paume in francese), una sorta di antenato del tennis.
I 1200 metri quadri della galleria ospitano, dal 2004, mostre fotografiche di artisti emergenti e grandi autori come Cindy Sherman, Alec Soth, Robert Franck, Richard Avedon e molti altri.
Per alcune esposizioni il museo dispone anche di un secondo spazio: si tratta dell’Hôtel de Sully, edificio in stile barocco del XVII secolo situato nel Marais.

Mostre
In questo periodo e fino al 28 maggio è possibile visitare un trittico di esposizioni di grande interesse.
Jeu de Paume propone due autori che utilizzano il video come linguaggio espressivo: Peter Campus e Ali Cherri.
Campus è un artista americano, pioniere della video art, che attraverso alcune installazioni ripercorre la sua lunga e prolifica carriera. Cherri è un artista libanese che, con la sua ricerca visuale, ha sviluppato un lavoro sull’archeologia e sulla storia delle rovine nel Medio Oriente e nel Nord Africa, proponendo un confronto su alcuni aspetti pre e post coloniali.
Per quanto riguarda la fotografia, Eli Lotar (1905-1969) è l’ospite d’onore. Fotografa francese e di origine romena, nell’arco del XX secolo fu una apprezzata esponente di alcune avanguardie; va in scena la sua retrospettiva.


Vista su Place de la Concorde

Educazione
Jeu de Paume organizza periodicamente incontri con gli autori, talks, visite guidate, approfondimenti e seminari.
Lo staff del museo si occupa anche di organizzare iniziative pensate appositamente per le famiglie e per i più piccoli, ogni primo sabato del mese.
Mercoledì e sabato, alle 12.30, vengono proposte visite guidate gratuite per gli spettatori.

Blog
All’indirizzo web lemagazine.jeudepaume.org è possibile consultare il magazine di Jeu de Paume, con approfondimenti, curiosità, pubblicazioni e interviste di interesse culturale.

Info:
Indirizzo: 1, Place de la Concorde, 75008 Paris
Orari: martedì 11-21
mercoledì-domenica 11-19
Tel: +33 01.47.03.12.50
Mail: serviceeducatif@jeudepaume.org
Web: www.jeudepaume.org


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CAMERA Torino

di Alessandro Curti


Andiamo a Torino, per visitare l’osservatorio sulla fotografia nazionale e internazionale.

Duemila metri quadri in pieno centro a Torino, tra piazza Vittorio e piazza Castello e a due passi dalla Mole Antonelliana, totalmente dedicati alla fotografia, alla ricerca e alla condivisione delle immagini.
Un Centro giovane – ha aperto nel 2015 – dinamico e capace di realizzare un’offerta culturale stimolante e all’avanguardia, con un occhio sempre aperto sul panorama internazionale e contemporaneo.



Didattica
Un programma rivolto a tutte le fasce d’età e di formazione si propone di favorire lo sviluppo della conoscenza fotografica e della divulgazione dell’arte come strumento critico autonomo e personale.
Workshop, incontri e corsi tenuti da fotografi professionisti e affermati garantiscono un’ampia scelta per tutti i gusti.
CAMERA organizza anche laboratori per bambini e per famiglie.

Archivio
Il centro torinese si sta impegnando con determinazione per portare avanti un progetto, realizzato in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, per censire gli archivi fotografici presenti sulla scena contemporanea.
Attraverso l’utilizzo del software ABACVM, che consente una rapida gestione web e facilita l’organizzazione e l’accesso alle immagini digitali, CAMERA sostiene e valorizza il patrimonio fotografico italiano.

Mostre
CAMERA organizza ogni anno tre esposizioni principali e altre complementari, che prendono in considerazioni sia artisti affermati accompagnati da giovani fotografi emergenti.
Fino al 21 maggio è possibile visitare L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, un omaggio a Magnum Photos, la più storica e autorevole agenzia fotografica del mondo – e partner istituzionale di Camera – in occasione del 70° anniversario dalla sua fondazione.


Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

I giovedì in CAMERA
In occasione delle mostre, lo staff dello spazio realizza un ciclo di incontri, conversazioni e proiezioni in compagnia di esperti, che offrono approfondimenti culturali. Il programma dei giovedì in CAMERA è consultabile sul sito camera.to.


Info:
Indirizzo: Via delle Rosine 18, 10123 Torino
Orari: lunedì-domenica 11-19
martedì chiuso
giovedì 11-21
Tel: 011.08.81.150
E-mail: camera@camera.to
Web: camera.to


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FOMU – Anversa

Hall © Jeroen Sannen

di Alessandro Curti

da IL FOTOGRAFO 292


FOMU



Il tour dei musei di fotografia nel mondo arriva alla sua tappa belga, nella città dei diamanti, Anversa.


Cuore pulsante della fotografia in Belgio, il FOMU è uno spazio innovativo, giovane, dinamico e con uno sguardo attento al panorama contemporaneo, punto di riferimento per gli appassionati della cultura dell’immagine.
L’edificio come si presenta oggi è stato aperto al pubblico nel 2004, dopo una grande ristrutturazione che ha portato ad avere a disposizione 1400 metri quadri completamente dedicati a fotografia, workshop ed eventi culturali.

Entry hall © Guy Voet

Collezione
Fotografie, materiale fotografico e libri: la collezione del FOMU si divide in tre sezioni. La prima contiene circa 915 mila immagini – negativi inclusi – provenienti da privati, acquisizioni e donazioni. Le fotografie raccolte sono state scattate da artisti nazionali e internazionali e, tra lavori storici e contemporanei, fotografia artistica e documentaria, c’è un po’ di tutto.
Tra i fotografi più rappresentativi troviamo, solo per citarne alcuni, Eadweard Muybridge, Henri Cartier-Bresson, August Sander, Robert Capa, William Klein e molti altri.
La seconda sezione della collezione contiene materiale fotografico per tutti i gusti: con oltre 23 mila oggetti, dai più antichi ai più moderni, è una delle raccolte più grandi al mondo.
Ultima sezione, ma non ultima per importanza, è quella dedicata ai libri: volumi di ogni genere ripercorrono la storia della fotografia, mente monografie, riviste, cataloghi e documenti di grande rilievo storico popolano gli scaffali del museo.

Mostre
Fino al 4 giugno 2017 sarà possibile visitare la mostra del fotografo statunitense Alec Soth Gathered Leaves, una retrospettiva che raccoglie i suoi lavori più recenti: Sleeping by the Mississippi (2004), Niagara (2006), Broken Manual (2010) e Songbook (2014).
Con il suo approccio lirico alla fotografia documentaria, Alec Soth ha trovato ispirazione nei lavori di Robert Frank, Stephen Shore e Jack Kerouac.
L’esposizione arriva per la prima volta in Belgio ed è a cura di Kate Bush.

Hall © Jeroen Sannen

Didattica
Tra workshop per adulti e bambini, visite guidate, Artist talks e iniziative per promuovere la fotografia documentaria per i giovani talenti emergenti, il FOMU è molto attivo dal punto di vista didattico.
Ogni anni viene organizzata l’iniziativa DOC*WERK, che propone un contest tematico ai partecipanti; nel 2016 il tema è stato The City in the South, che proponeva una riflessione sull’urbanistica delle città meridionali del pianeta e sullo stile di vita dei cittadini.

Info:
Indirizzo: Fotomuseum provincie Antwerpen Waalsekaai 47, 2000
Orari: martedì-domenica 10-18
chiuso lunedì
Tel: +32 (0)3 242.93.00
E-Mail: info@fomu.be
Web: www.fotomuseum.be


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Sony World Photography Awards: il miglior scatto italiano

La giuria dell’edizione 2017 dei Sony World Photography Awards, della quale faceva parte Denis Curti direttore de Il Fotografo, hanno annunciato oggi la foto “L’anima sacra siciliana” di Salvatore Mazzeo come vincitrice del National Award per l’Italia. I World Photography Awards, promossi dalla World Photography Organisation celebrano il decimo anniversario della partnership con il loro principale sponsor, Sony. I SWPA sono il più grande concorso fotografico al mondo e il National Award è un programma globale aperto ai fotografi di qualsiasi livello, il cui scopo è trovare la miglior immagine singola scattata dai fotografi di 66 Paesi. L’opera vincitrice di Mazzeo è un bellissimo ritratto di due giovani ragazze vestite da suore in onore del sacrificio di Cristo durante la celebrazione del Venerdì Santo a Enna.

Salvatore Mazzeo, 29 anni, è insegnante di Ingegneria Meccanica a Torino, dove vive con la moglie e i due figli. Nato nel 1974 a Vibo Valentia, di cui dichiara di sentire ancora “i sui profumi, i suoi tramonti e i suoi dialetti”, si è trasferito nel capoluogo piemontese nel 2000, dopo la laurea. Mazzeo descrive così il suo rapporto con la fotografia: “Mi piace fotografare la gente quando questa mostra e rivela, attraverso gli occhi, l’essenza della loro anima. Tutto deve essere sviluppato in silenzio, in solitaria, senza generare nessun disturbo esterno. Tutto deve essere fotografato e rilevato con spontaneità così come si presenta. WPO è un grande concorso di talenti internazionali. La possibilità di rendere le foto visibili e riconosciute in tutto in mondo è veramente fantastica. Le foto possono così essere rese immortali e diventare un documento storico, artistico e sociale eterno”.

Budapest. Bagni termali Szechenyi. 1997. © Martin Parr / Magnum Photos / Rocket Gallery

Sul podio per il National Award italiano sono arrivati anche Giuseppe Ardica, 2° classificato con l’immagine “Le donne sono meravigliose” e Marcello Perino, 3° classificato:  con l’immagine “Bellezza indiana alla stazione”. L’opera vincitrice di Mazzeo sarà esposta, insieme alle altre immagini premiate alla mostra Sony World Photography Awards & Martin Parr – Edizione 2017, che avrà luogo a Londra dal 21 aprile al 7 maggio nelle sale della Sommerset House sarà inoltre pubblicata nel catalogo con le opere dei vincitori.

 

 

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Annenberg Space for photography | Los Angeles

Annenberg Space for Photography

di Alessandro Curti


Voliamo in California lungo la West Coast degli Stati Uniti, per scoprire uno spazio culturale dinamico e all’avanguardia.


Annenberg Space for Photography
Annenberg Space for Photography

Appena entrati nel museo si respira subito un’aria particolare che profuma di fotografia. L’Annenberg è un luogo interamente dedicato alla cultura dell’immagine fotografica, intesa sia come classica che contemporanea; in questo ambito è considerato il centro di riferimento artistico indiscusso della California e dintorni. La mission dello spazio è di creare un servizio per la comunità in cui sia possibile dare ai visitatori il modo di scoprire il mondo da diverse prospettive (multiple points of view). Una visione ribadita dalla direttrice e CEO Wallis Annenberg: «La fotografia è una delle forme più accessibili e intime dell’arte. La creazione dello spazio vuole essere una proposta culturale capace di offrire mostre e iniziative incentrate sia sui giovani talenti sia sui grandi maestri».
Il museo ha creato al suo interno un nutrito gruppo di fotografi che collaborano realizzando reportage e documentari. Il materiale prodotto consente di rinnovare e alimentare la collezione Annenberg, impreziosendo sempre più il suo valore artistico e culturale.
I nome dei professionisti chiamati all’impresa si susseguano di anno in anno, dai giovani meno conosciuti ai fotografi più affermati e noti, come Alessandro Imbriaco e Jim Brandenburg del National Geographic.


Annenberg Space for Photography
Annenberg Space for Photography

Educazione
Tra le principali attività dell’Annenberg Space scopriamo una serie di progetti didattici di grande  fascino a conferma che il museo garantisce un’esperienza culturale di alto livello per tutti gli studenti e gli appassionati: visite guidate, corsi, workshop e letture portfolio sono organizzati regolarmente e sono prenotabili online.
Tra i vari corsi disponibili, Essential lens è uno dei più interessanti: si tratta di un percorso multidisciplinare gratuito che si propone di formare nuovi insegnanti di fotografia attraverso un’attività di analisi delle immagini e di studi sul collezionismo.


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Info:
Indirizzo: 2000 Avenue of the Stars
Los Angeles, CA 90067
Orari: mercoledì-domenica ore 11-18
Tel: +1 21.34.03.30.00
FB: facebook.com/annenbergspaceforphotography
Web: www.annenbergphotospace.org

UCR California Museum of Photography

di Alessandro Curti


Si vola a Riverside (USA) alla scoperta di uno spazio storico, luogo di idee innovative e ricco di tradizioni


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Un famoso detto popolare sostiene che “nella botte piccola ci sta il vino buono”. Il proverbio sembra adattarsi anche al California Museum of Photography che, nel suo piccolo e accogliente spazio, contiene materiale fotografico tra i più preziosi al mondo. Il CMP fa parte del complesso artistico della prestigiosa University of California e la sua mission principale è di far emergere i giovani talenti universitari ponendoli a stretto contatto con la tradizione e le novità. Gli studenti sono direttamente coinvolti nei vari progetti proposti, dall’organizzazione interna alla curatela, dalla scelta degli allestimenti all’esposizione dei lavori personali. La collezione è considerata la più ricca di tutto l’Ovest degli Stati Uniti grazie a una considerevole offerta di materiale fotografico, dall’attrezzatura tecnica alle opere artistiche e storiche.


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Collezione
Il patrimonio del CMP è suddiviso in quattro grandi categorie, ognuna delle quali possiede delle particolarità di assoluto rilievo. La Bingham Collection, sorta nel 1973 dalla generosa donazione di oltre duemila macchine fotografiche del collezionista Robert Bingham, conta oggi ben diecimila pezzi tra fotocamere e strumenti vari – è considerata una delle più complete al mondo –. La University Print Collection, fondata nel 1979 dal collettivo The Friends of Photography, vanta oltre ventimila immagini originali che ripercorrono, sostanzialmente, la storia della fotografia, dal 1840 a oggi. Le opere formano un incredibile patrimonio storico e culturale – la storia americana, per esempio, è testimoniata a partire dalla guerra di secessione. Non si può non ricordare, inoltre, la presenza di oltre settemila negativi originali firmati dal maestro del paesaggio Ansel Adams.


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La biblioteca custodisce circa diecimila volumi tra cataloghi, monografie, manoscritti, manuali storici e tecnologici. Recentemente è stata inaugurata un’area didattica riservata all’educazione e alla ricerca fotografica. L’ultima sezione è destinata al supporto digitale. Sono state create oltre tredicimila pagine per agevolare la ricerca degli utenti riguardo le fotografie, i libri, i video e molto altro.


Info:
Indirizzo: 3824 Main Street
Riverside, CA 92501
Orari: martedì-sabato ore 12-17
Mail: cmpcollections@ucr.edu
Tel: +1 951.82.74.787.
Web: artsblock.ucr.edu

Finnish Museum of Photography

di Alessandro Curti


Ritorno in Scandinavia e tappa nella caratteristica Helsinki, capitale e motore di un paese tutto da scoprire


Suomen valokuvataiteen museo, Kaapelitehdas, Ruoholahti, Helsinki


Nella città che si affaccia sul Golfo di Finlandia, cuore del Mar Baltico, anche la fotografia ha la sua dimora: si tratta del Museo finlandese della Fotografia, il principale spazio nazionale dedicato alle immagini, che si propone come mission di promuovere la cultura artistica locale a un livello internazionale.
Fondato attraverso lo sforzo comune di diverse piccole organizzazioni e associazioni fotografiche, apre i battenti nel lontano 1969 e oggi è sostenuto dalla Fondazione per il Finnish Museum of Photography.
Con ben 800 metri quadri di spazio dedicati a mostre di talenti emergenti e fotografi affermati internazionali, una biblioteca e un servizio di expertise per la conservazione e la valutazione di materiale fotografico, è il punto di riferimento nazionale per tutti gli appassionati.

Collezione
Con oltre 3.7 milioni di immagini, stampe e negativi di ogni genere, l’archivio del museo è un importante patrimonio storico, culturale e sociale.
All’interno di questa vasta collezione sono presenti circa 2.5 milioni di negativi provenienti dalle raccolte della stampa finlandese (dal 1927 al 1995), che permettono di ripercorrere le cronache interne ed estere con l’imprescindibile supporto delle fotografie.
Tra i tanti fotografi finlandesi presenti, spiccano nomi come Kalle Kultala, Merja Salo e Ben Kaila, ma sono presenti anche grandi autori internazionali come Martin Parr.
Continue acquisizioni e donazioni volontarie stanno facendo crescere notevolmente la collezione.

Mostre
Il programma espositivo si propone come paradigma universale, concentrandosi su tutto ciò che è stato prodotto dal 1840 a oggi, e organizza internamente mostre itineranti che finiscono per girare il mondo in prestito ad altri musei e spazi.
In questo periodo è possibile visitare la personale dei Alec Soth, fotoreporter americano per Magnum, Instagrammer affermato e self-publisher.
La sua mostra Gathered Leaves, in programma fino al 25 gennaio, raccoglie i suoi quattro maggiori lavori sviluppati tra il 2004 e il 2014 nei viaggi tra piccole città, periferie urbane e ambienti naturali nel panorama nazionale.
L’esposizione di Soth fa parte del programma dell’Helsinki Festival (www.helsinginjuhlaviikot.fi), con eventi culturali sparsi per tutta la città.


© Alec Soth
© Alec Soth

Didattica
Supportare e promuovere l’apprendimento sotto varie forme è uno degli obiettivi principali del museo. Per questo motivo vengono periodicamente organizzati workshop, incontri con gli autori, letture portfolio e attività per bambini.


Info:
Indirizzo: Kaapelitehdas, Tallberginkatu 1 G, 00180 Helsinki, Finlandia
Orari: martedì-domenica ore 11-18, mercoledì ore 11-20
Tel: +358.9.68.66.36.21
E-mail: fmp@fmp.fi
Web: www.valokuvataiteenmuseo.fi

Fotografiska – Stoccolma

di Alessandro Curti


Una passeggiata nella modernità scandinava alla scoperta di un luogo simbolo della fotografia


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Fondato a Stoccolma nel maggio 2010, nel giro di pochissimi anni il museo si è affermato tra i più importanti centri di fotografia contemporanea del mondo.
Situato a Stadsgården, vecchia zona industriale nel cuore della “città tra i ponti”, l’edificio è un’ex-dogana del 1906 in puro stile Art Nouveau che ha conservato intatta la tipica facciata in mattoncini rossi. Se l’impressione iniziale è di essere di fronte a una grande fabbrica della fotografia, gli interni, invece, rivelano un ambiente totalmente rinnovato e dalle atmosfere contemporanee. Il complesso architettonico si presta facilmente all’utilizzo espositivo, grazie alle ampie sale che permettono di organizzare eventi, congressi e incontri a tema. Tra una mostra e l’altra è possibile salire all’ultimo piano per prendersi una piccola pausa al bar-ristorante, dove una grande sala a vetrate si affaccia sull’arcipelago della capitale offrendo un panorama mozzafiato.


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L’organizzazione

Il Fotografiska è divenuto negli anni un faro per tutti gli appassionati di fotografia, grazie a un innovativo programma di organizzazione di corsi, workshop e masterclass e perché ha ospitato nelle sue sale le immagini di alcune leggende internazionali come Annie Leibovitz, David LaChapelle e Nick Brandt.
Il museo si è ritagliato una parte fondamentale nel quadro degli intrattenimenti cittadini, per il suo accattivante calendario espositivo, che prevede 4 grandi mostre annuali e circa 15-20 di artisti emergenti.
Ogni anno è promosso un concorso aperto a tutti, a cui partecipano numerosi fotografi semi-professionisti e che quest’anno ha raccolto oltre 3000 adesioni e 40.000 scatti, valutati da una giuria di 50 fotografi affermati.
Questo progetto permette non solo di dare visibilità a chi si è appena affacciato all’universo fotografico, ma dà anche l’opportunità di scoprire nuovi talenti pressoché sconosciuti.
Molte delle opere che si possono ammirare sono in vendita e spesso, a prezzi accessibili, si riescono ad acquistare fotografie di giovani artisti lanciati proprio dal Fotografiska, come Helena Blomqvist, Klara Kallstrom e Johan Wik per citarne alcuni.


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Alcuni numeri

Le statistiche parlano chiaro: ogni anno sono oltre 500.000 i visitatori del museo, a dimostrazione che la Svezia è uno dei Paesi più aggiornati e attenti per quanto riguarda il quadro fotografico, anche grazie al generoso contributo del comune di Stoccolma che ha investito 250 milioni di corone, circa 26 milioni di Euro, per la ristrutturazione dell’edificio e la start-up del progetto.

La sensazione, per chiunque sia innamorato della fotografia, è quella di essere proiettati in un mondo ideale e futuristico in cui l’arte e la cultura sono cornici imprescindibili della nostra vita, e ciò inietta un gradevolissimo effetto di soddisfazione una volta usciti.

Il Fotografiska è, senza ombra di dubbio, un modello funzionante, un investimento culturale vivo e attivo da cui bisognerebbe prendere esempio nel campo della gestione e della crescita del patrimonio artistico.


INFO
Indirizzo: Stadsgårdshamnen 22, 116 45 Stockholm, Svezia
Orario: aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23
Contatti: info@fotografiska.eu
Telefono: +46 8 509 005
www.fotografiska.eu

ICP International Center of Photography | New York

di Alessandro Curti


Viaggio nella più grande e importante istituzione completamente dedicata alla fotografia al mondo, nel cuore della Grande Mela

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Oltre 700 mostre ospitate e organizzate, centinaia di corsi e più di 3000 fotografi e artisti presentati dall’anno della sua fondazione voluta da Cornell Capa e Micha Bar-Am, il 1974.
L’ICP di New York si presenta con questi numeri impressionanti e ad oggi continua a essere considerato tra le eccellenze mondiali nel campo della fotografia.
Recentemente è stata aperta una nuova grande sede al 250 di Bowery, nella Lower Manhattan, e i progetti artistici sono destinati a crescere esponenzialmente, a testimonianza del fatto che la fotografia sta vivendo un periodo di buona salute e rinnovata considerazione.


“La fotografia è la più contemporanea tra le forme d’arte. È il mezzo più vitale, efficace e universale di comunicazione di fatti e idee fra popoli e nazioni”.

Cornell Capa


Infinity Awards
Dal 1985 il museo conferisce annualmente un premio che supporta i giovani talenti emergenti della fotografia contemporanea e un riconoscimento ai più grandi fotografi al mondo.
Gli Awards sono stati vinti da artisti del calibro di Annie Leibovitz, Henri Cartier-Bresson, Robert Frank e Malick Sidibé, solo per citarne alcuni.
L’edizione 2016 ha avuto oltre 500 selezionati partecipanti e il premio principale (categoria Lifetime Achievement) è stato vinto dal celebre ritrattista britannico David Bailey.

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Collezione
Con oltre 10 mila fotografia in archivio, soprattutto di fotografia documentaristica, l’ICP dispone di una delle collezioni più preziose al mondo. Si possono trovare nomi di personalità come W. Eugene Smith, Lisette Model, Robert Capa e molti altri. L’obiettivo di questa raccolta è quello di mantenere vive la memoria e la cultura della fotografia di reportage, conferendo una grande importanza alla Storia e al suo ricordo nel presente e nel futuro.

Mostre
Fino all’8 gennaio 2017 è possibile visitare l’esposizione Public, Private and Secret, organizzata da Charlotte Cotton. La mostra si propone di indagare il complesso concetto della privacy all’interno della società contemporanea e vuole sviluppare una riflessione sul rapporto fra identità personale e visibilità pubblica in un mondo costellato di applicazioni social, immagini, telecamere e smartphone dove la sfera privata è sempre più difficile da mantenere tale.
Fotografie, video e installazioni che vogliono raccontare il nostro mondo immagine-centrico e far nascere nello spettatore una riflessione e una reazione.
Tra gli artisti presenti Cindy Sherman, Nan Goldin e Andy Warhol.


Info:
Indirizzo: 250 Bowery, New York, NY
Orari: martedì-domenica 10-18; chiuso lunedì
Tel: +1 21.28.57.00.00
Mail: info@icp.org
Web: www.icp.org

Musée de l’Elysée – Losanna

di Alessandro Curti


Dopo essere stati a Winterthur, ci spostiamo di qualche chilometro e restiamo tra le montagne della Svizzera facendo tappa a Losanna, capoluogo del Canton Vaud.


Impression


1985-2015. Il museo de l’Elysée ha appena festeggiato i suoi trent’anni di onorata carriera.
Oggi entriamo in una vera e propria istituzione mondiale della fotografia, all’interno di uno dei più importanti poli espositivi completamente dedicati al settore, con specializzazioni nel campo dell’expertise per la conservazione e il miglioramento dell’arte visiva. Situato in un’elegante villa immersa in un parco nella zona di Little Oudy, ha da sempre il grande merito di essere un punto di riferimento per i giovani che si avvicinano al mondo della fotografia, grazie alla sua ampia offerta di nuove prospettive professionali, workshop, masterclass e sperimentazioni.

La storia
Nel 1971 lo stato svizzero acquista la villa storica di fine settecento in avenue de l’Elysée 18 e la trasforma in un grande museo dedicato alla fotografia nel 1985 con l’aiuto di Charles-Henri Favord, il vero e proprio fondatore del Musée de l’Elysée. Inizialmente lo staff si dedica quasi esclusivamente alla fotografia classica e allo studio degli strumenti fotografici, ma con il passare del tempo l’attenzione è sempre di più rivolta alla contemporaneità, aiutando il museo a diventare uno dei più moderni e all’avanguardia nel suo campo. La base è in Svizzera, a Losanna, ma sono ormai diversi anni che il museo si propone come organizzatore di mostre in altri poli e festival nel mondo, realizzando circa quindici esposizioni all’anno.


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Collezione e mostre
Il museo dispone di un importante archivio con oltre centomila stampe di ogni genere e autore. Si possono scoprire, in particolare, i fotografi Ella Maillart, Nicolas Bouvier, Charlie Chaplin e René Burri.
Parte della collezione è consultabile online grazie a un minuzioso elavoro di digitalizzazione condotto con continuità dallo staff. Oltre ventimila libri sono stati resi in formato elettronico grazie consentendo di sfogliare in tranquillità le fotografie di Mario Giacomelli, Sebastião Salgado e di altri maestri internazionali. Le esposizioni del museo si dividono tra autori del passato e del presente, con proposte sempre interessanti e mai banali.

Didattica
Come molti musei all’avanguardia, anche il Musée de l’Elysée organizza corsi e workshop di vario genere per aiutare sia i principianti che desiderano avvicinarsi al mondo della fotografia, sia i professionisti che ambiscono una crescita specialistica e un aggiornamento nell’uso dei nuovi linguaggi della comunicazione. Non mancano le attività per i più piccini, inviatati ad accostarsi al mondo della fotografia spinti da istinti di curiosità, dal desiderio di scoprire e di confrontarsi.

Info:
Indirizzo: Avenue de l’Elysée 18, CH-1014, Losanna
Orari: martedì-domenica ore 11-18
Tel: +41.21.316.99.11.
Facebook: facebook.com/elysee.lausanne
Web: www.elysee.ch

 

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