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Maison de la Photographie de Marrakech

Terrazza © Maison de la Photographie de Marrakech

di Alessandro Curti


Il viaggio tra i musei fotografici del mondo arriva nella calda e colorata Marrakech, capitale berbera del Marocco.

Il primo piano © Maison de la Photographie de Marrakech
Il primo piano © Maison de la Photographie de Marrakech

Marrakech è uno storico crocevia di culture non solo proprie del Marocco, ma di tutto il Nord d’Africa e dell’Europa moderna e contemporanea. La Maison de la Photographie è aperta al pubblico nel 2009 da Hamid Mergani e Patrick Manac’h nella Medina, la zona più antica e tradizionale della città. L’istituzione si propone come un punto di riferimento della memoria e del racconto, grazie all’utilizzo di un linguaggio pratico e funzionale composto da raccolte storiche, fotografie e serie di autori di valore internazionale e nazionale. L’obiettivo dei fondatori è di celebrare la straordinaria diversità del Marocco attraverso le testimonianze di coloro che hanno visitato il Paese, raccogliendo documenti e memorie all’interno di un importante territorio di aggregazione e di dialogo interculturale. Il nome scelto per il museo, ovvero la casa della fotografia, contiene intrinsecamente un invito collettivo a entrare e mettersi comodi per ascoltare e scoprire tutto ciò che ha da offrire questa splendida nazione dalla storia millenaria.


Cortile Interno © Maison de la Photographie de Marrakech
Cortile Interno © Maison de la Photographie de Marrakech

Collezione e archivio
La prima grande avventura affrontata dai pionieri della Maison de la Photographie è stata quella di costruire un’imponente selezione d’archivio di fotografie e materiali di grande interesse storico. La collezione è composta da autori provenienti da tutto il mondo. Particolare, dovuto a un recente passato, è la presenza importante di autori francesi del tempo coloniale. Si scoprono le firme di René Zuber, Jean-Pierre Évrard, Viviana Pâques e di altri mecenati che hanno donato le loro opere al museo.
All’interno delle serie custodite si possono individuare quattro sezioni diverse, ma legate a doppio filo tra loro. La prima, molto interessante, contiene un numero elevato di ritratti realizzati ai membri delle tribù berbere, agli avventurieri e ai viaggiatori europei dei primi anni del Novecento. La seconda sezione è riservata al paesaggio ed è composta da scatti in bianco e nero che mostrano la vita, la struttura urbana e la società del secolo scorso. Spettacolari, gli scenari dei monti innevati dell’Atlante che circondano Marrakech.
Le ultime due riguardano la cultura locale e le feste danzanti tipiche del Marocco. Grazie a quest’ambito di studio, il visitatore ha l’opportunità di entrare a diretto contatto con le più antiche e curiose tradizioni del Paese. Il museo dà ai visitatori la possibilità di acquistare le stampe di quasi tutta la collezione, anche attraverso un sito web ben curato e una piattaforma di e-commerce.


Terrazza © Maison de la Photographie de Marrakech
Terrazza © Maison de la Photographie de Marrakech

La bibliotecafoto-4
La Maison de la Photographie offre una vasta scelta di volumi e di documenti preziosi che trattano la storia e la cultura del Marocco e del Maghreb. Tra una mostra e l’altra, è possibile sedersi comodi, rilassarsi e sfogliare i tanti libri disponibili. Oltre ai cataloghi delle mostre in corso e di quelle passate, si trovano pubblicazioni didattiche sulla tecnica fotografica, sulla fotografia di paesaggio, sulla storia dei lunghi e intensi rapporti tra Francia-Marocco-Europa e molto altro ancora.


Info
Indirizzo:  Rue Ahl Fes, Medina, Marrakech, 46 Rue Bin Lafnadek, Marrakesh 400030, Marocco
Orari: Aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 19
Tel: +212.52.43.85.721
Mail: maisondelaphotographiemaroc@gmail.com
Web: www.maisondelaphotographie.ma

Victoria & Albert Museum | Londra

di Alessandro Curti


Voliamo nella capitale inglese, per scoprire il più importante museo a livello mondiale dedicato alle arti applicate e alla fotografia


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Situato nell’elegante quartiere di South Kensington, il V & A è uno dei poli più antichi e importanti al mondo nel campo dell’arte fotografica e del design.
Fondato nel lontano 1852 ,la sua mission è quella di garantire sempre la massima qualità ai visitatori, sia dal punto di vista artistico sia da quello della conoscenza e dell’apprendimento.
Con i suoi oltre tre milioni di visitatori all’anno, si attesta come l’undicesimo museo più visitato al mondo.

Collezione
Sono oltre 500 mila le fotografie contenute all’interno del museo, con stampe che vanno dal 1839 a oggi.
Periodicamente, dalla prima edizione nel 1858, il V & A organizza mostre in cui allestisce ed espone parte della collezione.
Questa enorme raccolta include grandi nomi della fotografia come Man Ray, Bill Brandt, Don McCullin, David Bailey e moltissimi altri.
Tra i molti fotografi noti, spicca il nome di Eadweard Muybridge, il primo studioso di fotografia del movimento, sviluppata montando insieme diverse fotografie che creano una sorta di illusione dinamica; si contano 781 suoi pezzi.


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Didattica
Il V & A ha creato un dipartimento dell’educazione che si occupa dell’organizzazione completa all’interno del museo, dalle informazioni ai visitatori occasionali alle visite guidate, fino ai corsi, su più livelli, dedicati a chi desidera avvicinarsi al mondo dell’arte e della fotografia accompagnato da docenti esperti e competenti.
Negli ultimi tempi, il dipartimento dell’educazione sta tentando di autofinanziarsi attraverso la pubblicazione di circa 30 libri e materiali digitali ogni anno, tentando da una parte di offrire un servizio culturale al pubblico, dall’altra di guadagnare capitali da investire in nuovi prodotti di qualità.
Sono disponibili anche attività per i più piccoli, che il museo garantisce alle famiglie in forma gratuita.


Info:
Indirizzo: Cromwell Rd, Londra SW7 2RL
Orari: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17.45
venerdì fino alle 22
Mail: contact@vam.ac.uk
Tel: +44.20.79.42.20.00
Web: www.vam.ac.uk

Finnish Museum of Photography

di Alessandro Curti


Ritorno in Scandinavia e tappa nella caratteristica Helsinki, capitale e motore di un paese tutto da scoprire


Suomen valokuvataiteen museo, Kaapelitehdas, Ruoholahti, Helsinki


Nella città che si affaccia sul Golfo di Finlandia, cuore del Mar Baltico, anche la fotografia ha la sua dimora: si tratta del Museo finlandese della Fotografia, il principale spazio nazionale dedicato alle immagini, che si propone come mission di promuovere la cultura artistica locale a un livello internazionale.
Fondato attraverso lo sforzo comune di diverse piccole organizzazioni e associazioni fotografiche, apre i battenti nel lontano 1969 e oggi è sostenuto dalla Fondazione per il Finnish Museum of Photography.
Con ben 800 metri quadri di spazio dedicati a mostre di talenti emergenti e fotografi affermati internazionali, una biblioteca e un servizio di expertise per la conservazione e la valutazione di materiale fotografico, è il punto di riferimento nazionale per tutti gli appassionati.

Collezione
Con oltre 3.7 milioni di immagini, stampe e negativi di ogni genere, l’archivio del museo è un importante patrimonio storico, culturale e sociale.
All’interno di questa vasta collezione sono presenti circa 2.5 milioni di negativi provenienti dalle raccolte della stampa finlandese (dal 1927 al 1995), che permettono di ripercorrere le cronache interne ed estere con l’imprescindibile supporto delle fotografie.
Tra i tanti fotografi finlandesi presenti, spiccano nomi come Kalle Kultala, Merja Salo e Ben Kaila, ma sono presenti anche grandi autori internazionali come Martin Parr.
Continue acquisizioni e donazioni volontarie stanno facendo crescere notevolmente la collezione.

Mostre
Il programma espositivo si propone come paradigma universale, concentrandosi su tutto ciò che è stato prodotto dal 1840 a oggi, e organizza internamente mostre itineranti che finiscono per girare il mondo in prestito ad altri musei e spazi.
In questo periodo è possibile visitare la personale dei Alec Soth, fotoreporter americano per Magnum, Instagrammer affermato e self-publisher.


© Alec Soth
© Alec Soth

La sua mostra Gathered Leaves, in programma fino al 25 gennaio, raccoglie i suoi quattro maggiori lavori sviluppati tra il 2004 e il 2014 nei viaggi tra piccole città, periferie urbane e ambienti naturali nel panorama nazionale.
L’esposizione di Soth fa parte del programma dell’Helsinki Festival (www.helsinginjuhlaviikot.fi), con eventi culturali sparsi per tutta la città.

Didattica
Supportare e promuovere l’apprendimento sotto varie forme è uno degli obiettivi principali del museo. Per questo motivo vengono periodicamente organizzati workshop, incontri con gli autori, letture portfolio e attività per bambini.


Info:
Indirizzo: Kaapelitehdas, Tallberginkatu 1 G, 00180 Helsinki, Finlandia
Orari: martedì-domenica ore 11-18, mercoledì ore 11-20
Tel: +358.9.68.66.36.21
E-mail: fmp@fmp.fi
Web: www.valokuvataiteenmuseo.fi

Archivi Aperti: un’occasione per scoprire il patrimonio del MUFOCO

21 – 28 ottobre 2016: Settimana “Archivi Aperti”

Un’occasione per scoprire il patrimonio fotografico e librario del MUFOCO

Venerdì 21 ottobre 2016 presentazione della Settimana “Archivi Aperti”, Triennale, Saletta Lab, ore 18


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Per tre giorni, dal 22 al 24 ottobre 2016, sarà possibile partecipare a una visita guidata del tutto eccezionale attraverso le collezioni del Museo. L’occasione è offerta dalla Settimana “Archivi Aperti”, l’iniziativa promossa da Rete Fotografia, associazione di realtà che operano nell’ambito fotografico, per conoscere i luoghi della fotografia, della storia e della cultura di Milano e della Lombardia.

Dal 21 al 28 ottobre 2016, infatti, spazi non sempre accessibili saranno aperti a un pubblico ampio e non specialistico per mostrare dal “vivo” le loro collezioni fotografiche e narrare la loro storia: uno straordinario patrimonio di fotografie che unisce testimonianze della nostra cultura e della nostra storia, ma anche dell’evoluzione del mezzo fotografico, dall’Ottocento ai giorni nostri.


Il programma della settimana sarà illustrato in maniera approfondita durante la serata di presentazione di venerdì 21 ottobre, ore 18, presso la Triennale di Milano (Saletta Lab), mentre sul sito di Rete Fotografia (www.retefotografia.it) è possibile consultare le schede di tutti gli archivi partecipanti e le relative proposte. Gli archivi fotografici che partecipano all’evento sono: Regione Lombardia Archivio Etnografia e Storia Sociale, Civico Archivio Fotografico Comune di Milano, Museo di Fotografia Contemporanea, Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, Fondazione Triennale Milano, Touring Club Italiano, Fondazione Fiera Milano, Ente Fondazione Dalmine, Archivio storico Intesa Sanpaolo, GRIN, Fondazione FORMA, AFIP – Archivio di Ballo +Ballo, AFIP – Archivio Lelli e Masotti, AFIP – L’immaginario Agenzia fotogiornalistica di Food, Fondazione Pirelli.


Il patrimonio fotografico del Museo di Fotografia Contemporanea comprende più di 2 milioni di immagini –  stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video, installazioni – di oltre 600 autori italiani e stranieri organizzate in 32 fondi fotografici. Costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi, che indaga le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, il ritratto, la fotografia sociale, la ricerca artistica.


La visita guidata all’archivio fotografico e alle opere in esso conservate permetterà di apprezzare da vicino fotografie originali di importanti autori contemporanei, ma anche dei più grandi testimoni del secondo dopoguerra. Per esempio, sarà possibile approfondire la conoscenza del Fondo di Federico Patellani, di cui è conservata l’intera opera insieme ai mobili originali del suo studio. Sarà un’occasione unica per comprendere da vicino il modus operandi del grande fotoreporter italiano, che ha messo a punto un metodo di ordinamento ineccepibile applicato ad un archivio di circa 700 mila pezzi, tra stampe, negativi, provini e diapositive. I provini a contatto di tutti i negativi sono stati raccolti con un sistema estremamente rigoroso in album rilegati di fondamentale importanza, tanto che recentemente il MUFOCO ne ha curato il restauro in collaborazione con la Scuola di Conservazione e Restauro “Camillo Boito” dell’Accademia di Belle Arti di Brera. A completare l’approfondimento su Federico Patellani, sarà possibile visitare nelle sale del Museo la mostra “La guerra è finita. Nasce la Repubblica”, aperta fino al 15 gennaio 2017, e consultare una selezione di libri dedicati al reportage e al fotogiornalismo proposti dalla Biblioteca specialistica del Museo.


La visita agli archivi proseguirà poi con la presentazione dei fondi fotografici: Archivio dello Spazio, Milano Senza Confini, Idea di Metropoli, Storie immaginate in luoghi reali, importanti committenze pubbliche; Fondo Viaggio in Italia in cui si raccolgono le fotografie dell’innovativo progetto del 1984 ideato da Luigi Ghirri; Fondo Mario Cattaneo, fotografo sensibile appartenente all’ambiente dei circoli fotoamatoriali degli anni ’50-’60; Fondo Lanfranco Colombo, pioniere della fotografia italiana, noto promotore culturale, editore, gallerista; Fondo Enzo Nocera, importante ritrattista e fotografo sociale e industriale; Fondo Paolo Gioli, pittore, film maker, fotografo tra i più originali a livello internazionale. Per l’occasione sarà visitabile anche una mostra di fotolibri rari e preziosi pubblicati dagli anni ’50 ad oggi e conservati nella Biblioteca specialistica del Museo.


Le visite di sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 ottobre avranno una durata di due ore: dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria a servizioeducativo.mfc@gmail.com o 0266056631-35. Inoltre, il Museo offre alle scuole la possibilità di prenotare una visita guidata dal 24 al 28 ottobre 2016.


Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda, via Frova 10, Cinisello Balsamo – Milano
T +39 02 6605661
www.mufoco.org

CPF – Il Centro Portugues de Fotografia

di Alessandro Curti


Un carcere del XVIII secolo si trasforma in un luogo dedicato alla fotografia. Legata a doppio filo alla storia nazionale è una delle più grandi Istituzioni del Portogallo.


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Oporto è una città dal fascino decadente, arrampicata sulle montagne e attraversata dal fiume Douro: i suoi numerosissimi e particolari scorci offrono ai fotografi di tutto il mondo materiale prezioso per scattare immagini tra i vicoli, i ponti e l’orizzonte oceanico.
È qui che si trova il Centro Portugues de Fotografia, la più importante e affermata istituzione fotografica del Paese.
Il museo è stato realizzato, come servizio libero e gratuito per i cittadini, nel 1997 dal Ministero della Cultura all’interno di uno storico edificio settecentesco della città, in origine una prigione, ristrutturato e restituito alla comunità dopo la rivoluzione dei garofani del 1974 come centro di archiviazione e sviluppo artistico.
L’obiettivo principale del Ministero era quello di stabilire un nucleo museologico dedicato totalmente alla fotografia, attraverso un vasto programma di esposizioni permanenti e temporanee: qualcosa di inedito in Portogallo fino ad allora.
Il CPF, spazio relativamente giovane e dinamico, si è affermato nel tempo come una delle maggiori attrazioni culturali della città, riuscendo anche a guadagnarsi numerose segnalazioni sulle principali guide turistiche del mondo.

La Colecção Nacional de Fotografia

Nel 1989, in occasione della celebrazione dei 150 anni dalla nascita della fotografia, il ministro della cultura portoghese decide di dedicare uno spazio importante della città di Oporto alla collezione archivistica nazionale: inizialmente composta da 346 immagini di 98 fotografi, a oggi conta oltre 4 000 pezzi tra scatti d’autore e non, anche grazie al prezioso contributo di scuole, accademie e donatori appassionati.
La raccolta, curata e conservata dallo staff del museo, è di grandissimo interesse storico-culturale ed è visitabile gratuitamente.
All’ultimo piano dell’edificio si trova una grande collezione di materiale fotografico: dalle macchine di tutti i tipi agli strumenti di un tempo, è possibile organizzare visite guidate gratuite per conoscere a fondo le curiosità tecniche e le evoluzioni tecnologiche nel tempo.


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L’importanza del CPF
Il ministero della cultura portoghese è da sempre molto attento e sensibile riguardo alla promozione di entità culturali che possano riconoscere al Paese il suo ruolo tradizionale di apertura nei confronti del mondo e lungimiranza artistica.
Fino al 2000 il Portogallo non possedeva un vero e proprio centro della fotografia e si trovava privo di un luogo di riferimento in grado di raccogliere le idee, gli scatti e i lavori che hanno contribuito alla crescita artistica nazionale.
Da allora il Paese ha trovato la sua Istituzione, il suo fulcro capace di mettere in grande evidenza tutto l’universo fotografico portoghese, dagli emergenti ai professionisti.


Info:
Indirizzo: Largo Amor de Perdição
4050-008 Porto
Portugal
Orario: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18
sabado e domenica dalle 15 alle 19
Contatti: mail@cpf.dglab.gov.pt
Telef.: +351.22.00.46.300
Internet: www.cpf.pt
Facebook: Centro Portugues de Fotografia

Gallery of Photography – Dublino

© Andres Pauly

di Alessandro Curti


Andiamo a scoprire insieme la fotografia in Irlanda: un viaggio nella capitale dove si respirano tradizione nazionale, cosmopolitismo e forte spirito creativo all’avanguardia

© Andres Pauly
© Andres Pauly

Fondato nel 1978 da John Osman, il museo di fotografia di Dublino è il centro dedicato alle immagini più importante del paese, un vero e proprio punto di riferimento per artisti e appassionati di fotografia contemporanea
Si tratta di un’organizzazione no-profit, ad accesso libero, che riesce agilmente a portare avanti progetti e iniziative grazie al sostegno continuo di enti pubblici, del Comune e delle donazioni di visitatori e mecenati.
La Gallery of Photography è situata nello storico quartiere di Temple Bar, cuore pulsante della capitale e luogo di ritrovo di artisti di strada, musicisti, turisti internazionali e vivaci avventori della movida notturna. Lo spazio in cui vengono ospitate le mostre è piccolo, accogliente e caloroso ed è il luogo ideale per concedersi una piacevole pausa culturale tra una tipica birra al pub e un giro turistico.

Mostre e bookshop
Il programma espositivo è molto variegato e ogni anno vengono proposti al pubblico artisti giovani ed emergenti, oltre a una serie di mostre itineranti organizzate dal museo che girano per le altre città irlandesi.
Questa estate si è tenuta la personale di Peter Hugo intitolata “Thirteen works”, una raccolta fotografica volta a indagare il tema dell’identità e dell’appartenenza individuale e collettiva nell’Africa post-coloniale.
Per gli amanti della fotografia stampata, il bookshop contiene una grande collezione di oltre 3000 libri di grandi autori come Elliott Erwitt, Sebastião Salgado, Henri Cartier-Bresson e molti altri. I volumi sono anche acquistabili on-line direttamente dal sito del museo.

© Andres Pauly
© Andres Pauly

Didattica e servizi
Il museo organizza una serie di corsi dedicati a principianti e workshop per professionisti: dai segreti del digitale all’analogico, dal corso per fotografare con smartphone a quello sul ritratto in bianco e nero, c’è proprio di tutto per tutti i gusti.
Sottoscrivendo la tessera per diventare membri della Gallery of Photography, si ha la particolare possibilità di utilizzare la camera oscura situata all’interno dello spazio: è possibile prendere appuntamento per sviluppare e stampare le proprie fotografie in autonomia, con il materiale fornito dallo staff.
Per coloro che non avessero dimestichezza con gli attrezzi del mestiere, il museo organizza un one-to-one training, ovvero un corso personale per apprendere le tecniche di utilizzo della camera oscura. Lo staff, su richiesta specifica, è anche disponibile a effettuare direttamente il servizio di sviluppo per i clienti.


INFO:
Indirizzo: Meeting House Square, Temple Bar, Dublin 2, Irlanda
Orari: martedì-sabato ore 11-18
domenica ore 13-18
Tel: +353.16.71.46.54
Mail: info@galleryofphotography.ie
Web: www.galleryofphotography.ie

AIM: Alinari Image Museum

AIM – Alinari Image Museum

Dalla fotografia all’immagine: è il viaggio che Alinari, la più antica azienda di fotografia al mondo, farà intraprendere ai visitatori dell’AIM, l’Alinari Image Museum, a partire dal giorno della sua inaugurazione, sabato 1 ottobre 2016.

Nei prestigiosi spazi del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto, monumento simbolo della città di Trieste, si insedia un Museo innovativo e unico nel suo genere. La fotografia viene smaterializzata in immagine grazie alle tecnologie digitali e sarà fruibile ai visitatori in una nuova veste multimediale e interattiva.

Una trasformazione epocale che offre nuove emozioni ai visitatori, rendendo le immagini fruibili, interattive, immersive e magari tridimensionali. Un modo per arricchire di contenuti educativi la fotografia d’oggi e per proiettare nei linguaggi contemporanei e liberare dalla patina di polvere la fotografia storica, un tempo frontiera della tecnologia, nel rispetto di un approccio filologico e scientifico, spesso assente in rete, che il marchio Alinari garantisce.
Cuore del museo, le postazioni per la consultazione del database Alinari con 50mila immagini, ricercabili attraverso 80 classi semiologiche e 8mila parole chiave in italiano e in inglese.

Un Museo da vivere come un grande laboratorio in cui far parlare le immagini a più livelli di approfondimento, attraverso proiezioni scenografiche, elaborazioni digitali, video e contenuti ipertestuali.  Una tecnologia che non nasce per stupire, ma accompagna il visitatore in una nuova dimensione dell’immagine, raccontandola attraverso i linguaggi contemporanei della multimedialità e dell’infografica. Schermi ad altissima risoluzione, videoproiettori, occhiali immersivi, una dotazione hardware destinata ad evolversi e ad aggiornarsi nel tempo si affiancano a stampe tradizionali e a oggetti di un passato recente. E dietro le quinte del Museo, un software di pubblicazione e aggiornamento dei contenuti permette di gestire l’intero museo, anche in remoto, e rende possibile costruire le esposizioni (ed esportarle) in una modalità innovativa, anzi, unica.

La proposta culturale
Esposizioni, grandi monografie di fotografi, ricerche personalizzate per studenti e appassionati, valorizzazione delle collezioni fotografiche di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, attività didattica per le scuole del Friuli Venezia Giulia e delle nazioni limitrofe e attività scientifica e di formazione in collaborazione con l’Università di Trieste con cui è stata stipulata una convenzione: ecco in sintesi i fronti su cui si articola l’offerta culturale del Museo.

Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
La Fratelli Alinari nel settembre del 1998 ha costituito la “Fratelli Alinari. Fondazione per la storia della Fotografia”, al fine di svolgere un fondamentale ruolo di tutela, promozione e valorizzazione di tutto ciò che è riferito all’ambito della fotografia e alla sua storia, nonché alle arti figurative in genere.
Ha  il compito di promuovere e realizzare le attività espositive oltre che di gestire le attività museali sia scientifiche che didattiche del MNAF, Museo Nazionale Alinari della Fotografia nella sua sede delle Leopoldine di Piazza S. Maria Novella a Firenze, e dell’AIM, Alinari Image Museum, nella sua sede al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste.

Fratelli Alinari
Fondata a Firenze nel 1852, la Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione. La nascita della fotografia e la storia dell’Azienda sono legate da un percorso comune di evoluzione e crescita, testimoniato oggi dall’immenso patrimonio di 5.000.000 di fotografie di proprietà, raccolto negli attuali Archivi Alinari.
È un patrimonio che si va sempre più ampliando e che, grazie a una ragionata politica di nuove acquisizioni e alle nuove campagne fotografiche, spazia dai dagherrotipi ai moderni fotocolor.

Fotomuzeum Budapest

di Alessandro Curti


Viaggio nella splendida capitale ungherese che nell’ottobre 1913 ha dato i natali al maestro Robert Capa, uno dei più grandi interpreti e reporter della fotografia mondiale.

Creare un grande archivio iconografico e collezionare immagini: questo è il principale e fondante obiettivo del Centro ungherese della fotografia, che dal 1840 raccoglie dagherrotipi, scatti d’autore e fotografie da tutti gli angoli del mondo.
La collezione, nel corso di quasi due secoli, è arrivata a contare milioni di pezzi provenienti sia da fotografi ungheresi sia da artisti internazionali come Henri Cartier-Bresson, Mario de Biasi, Robert Mapplethorpe e ovviamente il padrone di casa Robert Capa.
Le fotografie presenti nell’’archivio sono consultabili e acquistabili on-line, dove esiste un grande catalogo di immagini, libri e mostre passate.


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La storia del Fotomuzeum
L’idea di raccogliere le prime fotografie in uno spazio fisico inizia aperto al pubblico a definirsi nel 1862, quando il fotografo ungherese Ferenc Veress intuisce che le testimonianze iconografiche del suo tempo possono e devono diventare una fonte storica da consultare e rileggere per le generazioni future: il museo apre le sue porte al mondo.
Nel 1880 viene organizzata la prima mostra pubblica che offre agli amatori l’opportunità di esporre i propri scatti nel museo, ponendo le basi per la creazione di una tra le collezioni più importanti e antiche esistenti.
Nell’arco di tutto il XX secolo lo spazio cresce e si arricchisce con nuovo materiale dal grande valore storico come macchine fotografiche, cataloghi, libri e nuove immagini per la collezione, diventando in breve tempo un punto di riferimento imprescindibile per la fotografia ungherese.

Mostre e collaborazioni
Il programma espositivo del Fotomuzeum è sempre di grande interesse per il pubblico: viene fornito grande spazio e rilievo ai giovani ungheresi emergenti, che posso esporre i loro lavori in diverse occasioni durante l’anno, ma anche gli autori più famosi e i pilastri della fotografia hanno potuto incidere il loro nome sulle pareti del museo: da Eve Arnold a David Seymour, passando per Edward Steichen, ci sono proprio tutti.
Lo staff è molto sensibile e attento alla collaborazione con le piccole entità museali ed espositive che non trovano spazio sufficiente o hanno necessità di un appoggio o di un supporto: spesso le mostre esterne vengono ospitate dal museo capitolino oppure è lo stesso Fotomuzeum a organizzare eventi itineranti in altre sedi internazionali in giro per l’Europa.
Ogni anno vengono pianificate 5-6 esposizioni interne e altrettante in sedi esterne, per incrementare il numero di immagini per la collezione e per scoprire nuovi talenti da far crescere.
Il museo non possiede una scuola accademica vera e propria, ma attraverso questa modalità innovativa e intelligente di coltivare il talento dei giovani è diventato un appoggio fondamentale per chiunque in Ungheria si avvicini al mondo della fotografia.

Servizi
Il museo offre alcune attività importanti per tutti quei clienti e visitatori che possiedono fotografie o che sono interessanti all’acquisto di opere da collezione: lo staff è composto da personale attento e preparato che si occupa di conservare, ordinare e determinare il valore delle fotografie che vengono portate al Fotomuzeum, aiutando chiunque si avvicini al collezionismo a non incappare in errori di valutazione o truffe a sorpresa.
Il grande archivio di cataloghi e libri, di estremo interesse storico, è curato con estrema attenzione per poter essere conservato al meglio e consultato dai visitatori in ogni momento.


Info:
Indirizzo: Kecskemét, Katona József tér 12.
6001 Kecskemét
Telefono: +36.76.48.32.21
Web: www.fotomuzeum.hu
E-mail: fotomuzeum@fotomuzeum.hu

MuFoCo Cinisello Balsamo

di Alessandro Curti


Dopo aver girato il mondo, torniamo in Italia. Siamo a due passi dalla nostra redazione per scoprire il museo pubblico dedicato alla fotografia contemporanea.


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Cinisello Balsamo è una cittadina nell’hinterland milanese, costituita da grandi palazzi abitati dai pendolari che quotidianamente viaggiano alla volta del capoluogo lombardo. Il piccolo centro storico, di origine romana, ospita Villa Ghirlanda, un edificio del Seicento edificato dalla nobiltà.
Nell’ala sud del palazzo ha sede il Museo di Fotografia Contemporanea, inaugurato nel 2004 e Fondazione dal maggio 2005.
Si tratta di uno spazio di grande importanza nel panorama fotografico italiano e svolge quotidianamente numerose attività, che vanno dalla catalogazione all’archivio, dalla conservazione di materiali all’organizzazione di mostre, fino ai servizi di attività didattiche per scuole e università.


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Collezione
Con oltre due milioni di immagini, negativi, stampe in bianco e nero e a colori provenienti da più di 600 autori italiani e internazionali, il MuFoCo possiede un archivio di alto interesse storico per tutto il periodo che va dal dopoguerra a oggi.
Le fotografie della collezione sono divise per aree tematiche che contengono ritratti, reportage e molto altro; buona parte degli scatti proviene da fondi importanti come quelli di Lanfranco Colombo, Federico Patellani e Grazia Neri, per citarne alcuni.
La biblioteca contiene oltre 20 mila libri, tra cui quelli pubblicati dal museo stesso che ha pubblicato oltre 40 volumi su teoria e ricerca della fotografia, oltre ai cataloghi delle mostre.


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Didattica
I corsi e i servizi educativi per i visitatori sono attivi dal 2006 e sono destinati a tutti, dai bambini agli adulti. Il museo nel tempo ha costruito una serie di collaborazioni con scuole e università, rendendo lo spazio non solo un luogo di esposizioni, ma anche un laboratorio dove sia possibile entrare in confidenza con la fotografia attraverso un preciso programma di promozione e divulgazione.

Mostre
Il MuFoCo nella sua storia ha organizzato oltre trenta esposizioni, ospitando artisti di fama internazionale come Irving Penn, Robert Frank, Gabriele Basilico e molti altri.
Fino al 12 settembre sarà possibile visitare la mostra La forma delle cose di Patrick Tosani, uno tra i più importanti fotografi europei nell’ambito della ricerca artistica.
Tosani ha sviluppato una messa in scena che applica nuovi significati agli oggetti del quotidiano, con inquadrature inusuali, nuove forme e spazi sorprendenti.
Secondo il fotografo, la fotografia è un mezzo non solo descrittivo, ma anche in grado di potenziare e modificare la nostra percezione della realtà, colpendo con forza i nostri sensi.


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INFO:
Indirizzo: Villa Ghirlanda, via Frova 10, Cinisello Baslamo
Orari: mer-giov-ven 15-19 ; sab-dom 11-19
Tel: 02.66.05.661
E-Mail: info@mufoco.org
Web: www.mufoco.org

National Museum of Photography – Copenhagen

Black Diamond

di Alessandro Curti


Copenhagen è una tipica metropoli del nord in cui tradizione e innovazione camminano in perfetta sintonia, creando un’intesa reciproca che trova un perfetto riassunto nel Museo Nazionale della Fotografia.
Situato all’interno del nuovissimo e spettacolare edificio Black Diamond, nel cuore dell’antico centro città, contiene una collezione di oltre 50 000 fotografie che contemplano tre secoli di storia, dalla metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri.
Il quartier generale della fotografia danese si trova qui dal 1999, quando è stato edificato questo splendido palazzo all’avanguardia dotato di numerosissime funzioni.
Qui si trova la più grande biblioteca del Paese, quella reale danese che contiene quasi cinque milioni di libri, una sala studio per consultare manoscritti e documenti, un centro informativo riguardo la collezione iconografica e una rilassante terrazza all’aperto per dedicarsi alla lettura comodamente seduti a ridosso del mare.
Verso la fine degli anni novanta le piccole realtà fotografiche presenti a Copenhagen come gallerie e showroom si sono riassunte sotto un’unica grande entità, mettendo insieme le forze, i contenuti e soprattutto il vasto patrimonio collezionistico, vera raison d’être del museo che vediamo oggi all’interno del Diamante Nero.

Black Diamond
Black Diamond

La collezione
Oltre a possedere il maggior numero di dagherrotipi di tutta la Scandinavia, il museo possiede un’enorme collezione fotografica dal valore inestimabile.
Quasi ogni anno lo staff organizza eventi ed esposizioni temporanee in cui il materiale viene presentato al pubblico che può visitare e gustarsi foto di ogni genere, divise in tre macro categorie.
La prima raccoglie numerosi lavori di artisti danesi come Jette Bang, Helmer Lund Hansen e Jesper Høm, mentre la seconda è rivolta ai grandi fotografi internazionali come William Klein, Richard Avedon, Hiroshi Sugimoto e tantissimi altri.
La terza sezione contiene raccolte speciali a loro volta suddivise in stanze tematiche che fungono da base per eventuali esposizioni collettive.copenhagen-405189_1920


Info:
Indirizzo: 1016, Søren Kierkegaards Pl., København K
Orario: da lunedì a sabato, dalle 10 alle 19
Tel: +45 33.47.43.08
Email: kb@kb.dk
Web: www.kb.dk

C/O Berlin, la casa della fotografia

di Alessandro Curti


Un tuffo nella storia all’interno della storico edificio Amerika Haus, totalmente rinnovato e trasformato in una moderna casa della fotografia


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Nel dicembre 2012 un intraprendente fotografo freelance, Michael Disqué, scatta alcune fotografie all’interno di un palazzo diroccato degli anni ’50, costruito a Berlino dai funzionari statunitensi come luogo d’incontro politico e culturale durante il controllo americano post bellico.
La testimonianza di Disqué è talmente incisiva che lo stato federale berlinese decide di ristrutturare completamente l’area, in collaborazione con alcuni architetti: nasce il progetto di riqualificazione per restituire alla città un patrimonio perduto.
Nel giro di poco più di un anno i lavori vengono completati e nell’ottobre 2014 apre il C/O Berlin, uno dei musei fotografici più giovani, moderni e animati del mondo: fin da subito i progetti proposti hanno un enorme successo e grandissimo seguito da parte di tutto l’universo culturale.


Lo spazio e l’evoluzione
L’edificio originale, tipico dell’architettura anni ’50, si presenta come centro polifunzionale  adatto a ospitare qualsiasi tipo di svago culturale, da cinema a biblioteca, fino a sala congressi.
Appena cominciata la ristrutturazione, l’idea fondamentale è quella di modificare la struttura dell’Amerika Haus in un luogo aperto, spazioso e conforme alle esigenze delle esposizioni fotografiche: vengono abbattute numerose pareti così da rendere la superficie libera e priva di barriere.
Lunghi corridoi, sale profonde e grandi vetrate luminose: il progetto di ristrutturazione viene realizzato con il preciso intento di creare uno spazio ideale per la fotografia.
Il fascino del nuovo museo è talmente forte da riuscire ad attirare fin da subito i giganti della fotografia: maestri del calibro di Peter Lindbergh e Thomas Hoepker partecipano personalmente alla presentazioni di libri e workshop tematici all’interno delle sale, mentre nell’aprile 2015 è stata ospitata la mostra ‘Genesis’ del maestro Sebastião Salgado.


Grandi artisti e nuovi talenti
Il C/O Berlin è uno dei poli fotografici più attenti all’affiancamento dei giovani artisti ai fuoriclasse della storia della fotografia: il grande spazio dedicato agli emergenti sta permettendo la costruzione di un vivaio molto promettente per la crescita del movimento artistico giovanile.
Ogni anno il museo organizza un contest tra nuovi talenti, aperto a tutti coloro che hanno meno di 35 anni e accessibile con una simbolica quota di iscrizione. A oggi, ben 68 fotografi che hanno partecipato a questa competizione hanno visto le loro opere esposte al pubblico e stampate sui cataloghi, grazie alla promozione e agli investimenti del C/O Berlin.
Il programma offerto dallo staff dell’Amerika Haus è rivolto a persone di tutte le età, a cominciare dai bambini e dagli adolescenti, a cui vengono offerti workshop e corsi ad hoc, mentre per gli adulti sono previste giornate a tema, masterclass e incontri con artisti e fotografi.


Un modello funzionante
La scelta del Land di Berlino di investire i propri fondi per restituire un luogo simbolo della città ai suoi abitanti, con la fotografia a fare da cornice, è senza dubbio vincente, perché utilizza la cultura e la sua incredibile forza motrice come anello di congiunzione tra la storia passata e il presente.
L’Amerika Haus non è soltanto un’innovativa casa della fotografia, è anche e soprattutto un luogo d’incontro formativo ed educativo per tutti gli appassionati d’arte.


Indirizzo: Amerika Haus. Hardenbergstr. 22-24 . 10623 Berlin

Orario: Aperto tutti i giorni
dalle 11 alle 20
Contatti: info@co-berlin.org
Telefono: +49.30.284 44 16-0
Internet: www.co-berlin.org
Facebook: C/O Berlin

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