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Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna | STEFANIA BERETTA. Una Segnaletica dell’Essere | 9 luglio – 25 settembre 2016

Stefania Beretta | Indian Walls #076 | 2013 | ® Stefania Beretta

ASCONA (SVIZZERA)
MUSEO COMUNALE D’ARTE MODERNA
DAL 9 LUGLIO AL 25 SETTEMBRE 2016

LA MOSTRA
STEFANIA BERETTA
Una Segnaletica dell’Essere

L’esposizione documenta attraverso 50 immagini la ricerca della fotografa svizzera, condotta in India in oltre trent’anni di carriera.


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Dal 9 luglio al 25 settembre 2016, il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ospita la personale di Stefania Beretta (Vacallo, 1957) tra le più accreditate fotografe del panorama internazionale.

La rassegna, dal titolo Una Segnaletica dell’Essere, curata da Mara Folini, Viana Conti ed Ellen Maurer Zilioli, ripercorre, attraverso 50 immagini, la ricerca di Stefania Beretta condotta in India in un arco temporale di trent’anni.

Stefania Beretta | Indian Walls #050 | 2008 | ® Stefania Beretta
Stefania Beretta | Indian Walls #050 | 2008 | ® Stefania Beretta

Il percorso espositivo, diviso in quattro sezioni corrispondenti ad altrettanti cicli fotografici, testimonia quanto il tema del sacro sia profondamente presente nella vita quotidiana del paese asiatico, attraverso un linguaggio capace di approfondire l’argomento da diversi versanti, come quello estetico, umanistico, sociologico, antropologico.

La mostra si apre con la serie indiarasoterra, realizzata tra il 2001 ed il 2002, con la polaroid in bianco e nero e la stampa ai sali d’argento. In questi scatti, Stefania Beretta ripercorre la quotidianità della gente comune, dal sorgere del sole al tramonto, nei rituali del cibo, dell’offerta, del ritiro in preghiera, tutti caratterizzati da un’aura di intensa sacralità.

Indian walls (2008-2015) è un ciclo in cui lo sguardo dell’artista si focalizza su quella pagina urbana che sono i muri cittadini, dove tutte le tracce e le impronte che essi portano con sé, conducono a una vera e propria ‘segnaletica dell’essere’. Sono fotografie digitali a colori, che si presentano come composizioni ora astratte, ora geometriche, ora gestuali, dove colature di vernice si alternano a scritte, a ombre create da oggetti appesi, a strutture create da reticoli di cavi elettrici e telefonici.

Stefania Beretta | Indian Walls #076 | 2013 | ® Stefania Beretta
Stefania Beretta | Indian Walls #076 | 2013 | ® Stefania Beretta

Paesaggi improbabili è il titolo di ciclo in progress, avviato nel 2006, che risponde all’esigenza di dare una dimensione fisica alla bidimensionalità della fotografia, sottoponendola alle impunture dell’ago della macchina da cucire, col fine di dare unicità all’opera fotografica destinata per sua natura alla serialità della stampa. L’artista interviene a posteriori, arricchendo le sue immagini a colori con rammendi e tracciati di fili, che arricchiscono l’impianto visivo delle sue opere.

Stefania Beretta | Paesaggi improbabili #47 | 2015 | ® Stefania Beretta
Stefania Beretta | Paesaggi improbabili #47 | 2015 | ® Stefania Beretta

Chiude idealmente la mostra, rooms (1986-1988), dedicato ai soggiorni di viaggio nelle tante camere d’albergo o locande improvvisate, che ricostruiscono le tappe di un lungo tragitto, fisico e spirituale, compiuto da Stefania Beretta sulle strade indiane. Questi scatti analogici, con una camera di piccolo o medio formato, in bianco e nero, sono tutti frammenti di ricordi, la cui poetica, di natura antropologica, scaturisce da un linguaggio fotografico che coglie gli indizi di una presenza umana mai esibita, avvertita attraverso le tracce, i reperti o le pieghe di un lenzuolo.

Accompagna la mostra un catalogo Casagrande edizioni.


Stefania Beretta. Note biografiche

Dal 1979 opera come fotografa indipendente e ha al suo attivo numerose mostre personali in musei e gallerie in Svizzera e in Europa, nonché pubblicazioni monografiche.

Tra il 1995 e il 2009 riceve diverse borse di studio che le consentono di soggiornare in atelier d’artisti in diversi paesi europei (Francia, Inghilterra, Lituania, Italia).

Nel 1997 pubblica Paris Noir (Pagine d’Arte) e in seguito presso la casa editrice parigina Trans Photographic Press, i volumi rooms (nel 2000), trop (nel 2002) e In Memoriam (nel 2006).

Nel 2004 la SRG SSR Idée Suisse, in collaborazione con la Fondazione Svizzera per la Fotografia e l’editore Lars Müller, realizza Photosuisse, film-ritratto accompagnati da una importante pubblicazione di 28 fotografi svizzeri contemporanei.

Nel 2009 il Museo Cantonale d’Arte di Lugano le dedica una mostra personale del lavoro In Memoriam.

In collaborazione con la Fondazione Credito Valtellinese-Milano realizza diverse pubblicazioni con mostre in Sicilia, Firenze, Milano e Sondrio.

Nel 2011 viene invitata assieme a fotografi di fama internazionale alla mostra Eyes on Paris presso le Deichtorhallen di Amburgo e nel 2015 la stessa mostra viene accolta al Picasso Museum di Münster in Germania.

Le sue fotografie si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.

Vive e lavora a Verscio.


Informazioni:

tel. +41 (0)91 759 81 40; museo@ascona.ch

Sito internet:

http://www.museoascona.ch

Thmphoto, Museum of photography Salonicco

di Alessandro Curti


Nella terra dell’arte classica e dei grandi scultori antichi, anche la fotografia trova il suo spazio di primo piano nel panorama greco contemporaneo

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Salonicco è uno storico crocevia di culture, un intrigante miscuglio di etnie che raccoglie un po’ tutti nella stessa città, dai discendenti ottomani e bizantini, passando per  la numerosa comunità ebraica stanziata da secoli nella regione della Macedonia Centrale.
Città viva e frizzante, polo artistico all’avanguardia e di grande interesse, è stata scelta come capitale europea della gioventù nell’anno 2014, a conferma di un trend di rilancio socio-culturale che si oppone alla devastante crisi economica che sta dilaniando la Grecia attraverso un fitto dinamismo in vari campi dell’arte.
Il museo di fotografia di Salonicco è l’unico spazio pubblico e statale in tutta la Grecia che si dedica esclusivamente all’arte fotografica ed è sotto la supervisione del Ministero della Cultura greco.
Fondato nel 1998, si tratta di un faro luminoso per tutti i naviganti che vogliono scoprire l’universo fotografico del Paese, e non a caso l’edificio è dal 2001 situato nel grande porto cittadino, all’interno di un vecchio magazzino per la raccolta delle merci, come un simbolico approdo di scambio e confronto per tutti gli appassionati del genere.exhibition_space6

Mostre e workshop
Il museo, che si presenta come una piccola e funzionante realtà contemporanea in un Paese troppo spesso storicizzato e concentrato sul proprio passato, si mantiene attivo grazie a un programma accattivante di mostre capace di attirare e affascinare il grande pubblico, dai cittadini di Salonicco ai turisti che soggiornano nella città.
Tra le moltissime esposizioni presentate si possono trovare grandi nomi di maestri del calibro di Arthur Tress, a cui è stata dedicata una splendida retrospettiva, e il mitico Duane Michals, solo per citarne alcuni.
Lo spazio può vantare anche una grande piattaforma dedicata a corsi e workshop: tra portfolio reviews curate da esperti e lezioni di tecnica fotografica, il Thmphoto si offre come punto di riferimento assoluto per chi, in Grecia, vuole imparare qualcosa in ambito fotografico e migliorarsi dal punto di vista professionale._IGP8165

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Ogni due anni lo staff del museo organizza un imponente festival internazionale con l’obiettivo di raccogliere le immagini e gli scatti di artisti provenienti da tutto il mondo: nel 2008 è stata lanciata un’intrigante trilogia tematica a lungo termine (fino al 2014), con al centro tre argomenti principali: tempo, luogo, e simbologia
Il risultato è stato un successo incredibile, con oltre 100 lavori consegnati da artisti greci e di altri 23 paesi del mondo esposti in 20 spazi nella città di Salonicco: l’interazione e il dialogo tra fotografia e linguaggio scritto, presente sopratutto nella tematica della simbologia, è stata una grande sorpresa comune a quasi tutti gli artisti. L’utilizzo della scrittura e delle didascalie, come accompagnamento all’immagine, serve agli artisti per definire più precisamente i lavori autobiografici, i reportage e soprattutto le fotografie più profonde ed enigmatiche.
Tutti i lavori sono stati esposti al pubblico all’interno delle sale del museo e degli altri spazi che hanno collaborato alla Biennale, accompagnate da interessanti masterclass di vario genere e da conferenze con esperti del settore.S43_0366

Info:
Indirizzo: Navarchou Votsi 3, 54624 Salonicco
Orario: da martedì a domenica, dalle 11 alle 19
Contatti: data.thmp@culture.gr
Telef.:     +30.23.10.56.67.16
Internet: www.thmphoto.gr
Facebook: Museo della fotografia di Salonicco

FOAM Amsterdam, viaggio nei Paesi Bassi

di Alessandro Curti


Viaggio in Olanda, ad Amsterdam, in uno dei musei fotografici più famosi e attivi d’Europafoam

Benvenuti ad Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi e centro artistico e culturale del paese. Passeggiando per il centro storico, tra i canali e gli oltre 1200 ponti, si arriva di fronte a un edificio settecentesco tipico dell’architettura olandese, che sembra essere stato costruito con la funzione di emporio o struttura residenziale. E in effetti è così, perché ci troviamo ai piedi del Foam, uno dei più importanti musei fotografici d’Europa, la grande casa della fotografia.
Chi fa un giro turistico per la città dei tulipani, deve sapere che la visita del Foam è una tappa obbligata: non si può perdere l’opportunità di vivere una giornata all’interno di questo spazio, un gioiello curato nel dettaglio ma allo stesso tempo essenziale e alla portata di tutti, dal più fanatico degli appassionati al visitatore occasionale.
Il museo come lo vediamo oggi apre per la prima volta nel 2001, quando l’edificio viene completamente ristrutturato e rimesso a nuovo. L’apertura definitiva è nel 2002 e l’inaugurazione ha un enorme successo, accogliendo più di 8000 visitatori, a dimostrazione che la fotografia è in grado di portare una ventata d’aria freschissima nell’universo artistico e culturale.
Il Foam si presenta come un luogo perfettamente adatto a ospitare mostre fotografiche, perché è dotato di ampie sale e spazi aperti, senza comunque risultare vuoto o dispersivo, grazie alla disposizione delle luci e al buon gusto degli allestimenti.
Come in quasi tutti i nuovi poli espositivi, offre ai visitatori la possibilità di entrare nella fotografia e viverla in prima persona: all’interno dello spazio si trova una biblioteca ricchissima di materiale da consultare, un moderno caffè dove poter fare aperitivi, pranzi e cene, un bookshop e alcune sale equipaggiate per piccoli eventi o convegni.foam 2
Pur essendo un museo relativamente giovane, il Foam ha già avuto come ospiti alcuni tra i fotografi più celebri della storia: da Henri Cartier-Bresson a Richard Avedon, passando per William Klein e Vivian Maier.
La politica espositiva del museo non si limita ai grandi nomi, ma si focalizza anche su un massiccio lavoro di ricerca tra fotografi emergenti, nel tentativo di proporre storie e tematiche sempre innovative e attuali.
Il Foam Talent Exhibition, un contest annuale tra artisti emergenti, quest’anno ha presentato 21 lavori di fotografi sotto i 35 anni, con l’intento di creare una piattaforma internazionale che possa valorizzare il talento dei giovani.
Il museo produce anche una rivista, il Foam Magazine, che contiene tutte le informazioni, le curiosità e i retroscena del mondo fotografico, restando sempre aggiornato sulle nuove tendenze e su tutto l’universo dei giovani fotografi emergenti.


INFO

Indirizzo: Keizersgracht 609, 1017 DS Amsterdam, Paesi Bassi (Rembrandtplein)
Orari: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, il giovedì e il venerdì fino alle 21.
Contatti: info@foam.nl
Telefono: +31 20 551 6500
Sito Internet: www.foam.org

UCR California Museum of Photography

di Alessandro Curti


Si vola negli Stati Uniti a Riverside (California) alla scoperta di uno spazio storico, luogo di idee innovative e ricco di tradizioni legate alla fotografia.

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Opening reception, Geographies of Detention, California Museum of Photograph at UCR ARTS block, Riverside, 2013

Un famoso detto popolare sostiene che «nella botte piccola ci sta il vino buono».
Il proverbio sembra adattarsi anche al California Museum of Photography che, nel suo piccolo e accogliente spazio, contiene materiale fotografico tra i più preziosi al mondo. Il CMP fa parte del complesso artistico della prestigiosa University of California e la sua mission principale è far emergere i giovani talenti universitari ponendoli a stretto contatto con la tradizione e le novità. Gli studenti sono direttamente coinvolti nei vari progetti proposti, dall’organizzazione interna alla curatela, dalla scelta degli allestimenti all’esposizione dei lavori personali. La collezione è considerata la più ricca di tutto l’Ovest degli Stati Uniti grazie a una considerevole offerta di materiale fotografico, dall’attrezzatura tecnica alle opere artistiche e storiche.

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Façade of California Museum of Photograph at UCR ARTSblock, Riverside

Collezione

Il patrimonio del CMP è suddiviso in quattro grandi categorie, ognuna delle quali possiede delle particolarità di assoluto rilievo. La Bingham Collection, sorta nel 1973 dalla generosa donazione di oltre duemila macchine fotografiche del colle- zionista Robert Bingham, conta oggi ben diecimila pezzi tra fotocamere e strumenti vari – è considerata una delle più complete al mondo –. La University Print Collection, fondata nel 1979 dal collettivo The Friends of Photography, vanta oltre ven- timila immagini originali che ripercorrono, sostanzialmente, la storia della fotografia dal 1840 a oggi. Le opere formano un incredibile patrimonio storico e culturale – la storia americana, per esempio, è testimoniata a partire dalla guerra di secessione –.

Non si può non ricordare, inoltre, la presenza di oltre settemila negativi originali firmati dal maestro del paesaggio Ansel Adams. La biblioteca custodisce circa diecimila volumi tra cataloghi, monografie, manoscritti, manuali storici e tecnologici. Recentemente è stata inaugurata un’area didattica riservata all’educazione e alla ricerca fotografica. L’ultima sezione è destinata al supporto digitale. Sono state create oltre tredicimila pagine per agevolare la ricerca degli utenti riguardo le fotografie, i libri, i video e molto altro.

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Permanent collection gallery, California Museum of Photograph at UCR ARTSblock, Riverside

Mostre

In questo periodo è in corso l’esposizione Myth and Majesty: è il racconto delle tradizioni e degli stili di vita dei nativi americani dal 1870 agli anni Trenta del secolo scorso. Si tratta di una selezione, estrapolata dalla collezione del museo, degli scatti di vari fotografi, tra cui ricordiamo i nomi di Adam Clark Vroman, Edward Sheriff Curtis e John Karl Hillers. Ogni fotografo, con la propria visione personale, racconta questo mondo sospeso nel tempo ponendo in luce usi, costumi e contraddizioni.

La mostra è aperta fino al 21 maggio.


Indirizzo: 3824 Main Street Riverside, CA 92501

Orari: martedì-sabato ore 12-17

Mail: cmpcollections@ucr.edu – Tel: +1 951.82.74.787.
Web: artsblock.ucr.edu

Maison Européenne de la Photographie | Paris

La capitale francese è indubbiamente la regina artistica e culturale di tutto lo scenario europeo, con la sua grande storia, le sue gallerie e i vari centri legati a doppio filo al mondo dell’arte.
La volontà di chiamare questo museo “la casa europea della fotografia” non è affatto casuale: è indice dell’importanza e del ruolo da protagonista ricoperto dalla fotografia nella capitale francese.
Fin dal 1985, anno della prima apertura della MEP, i grandi fotografi internazionali sono attratti da una brezza di freschezza e partecipano da subito con mostre e iniziative: Duane Michals, Helmut Newton, Ralph Gibson e tanti altri espongono i loro scatti in una delle gallerie destinata a diventare tra più celebri nel mondo.

La storia
È il 1978 quando un gruppo di artisti e appassionati di fotografia dà origine all’associazione “Paris Audiovisuel”, capace di organizzare numerosi eventi che attirano sempre il grande pubblico.
Il sindaco di Parigi, lungimirante mecenate, decide di finanziare questo progetto artistico, mettendo a disposizione l’Espace Photo, una galleria di 400 metri quadri sotto la presidenza di Henry Chapier e la direzione artistica di Jean-Luc Monterosso.
Fin dal primo momento tutta la dirigenza concorda su quello che è il motivo fondante dell’associazione: far conoscere al mondo le opere di fotografi pionieri e contemporanei.
A inizio anni ’90 “Paris Audiovisuel” assume un doppio ruolo: quello di promuovere una politica artistica e culturale per Parigi e i parigini, e parallelamente creare il “Mese della Fotografia”, , per consacrare la città come capitale indiscussa della fotografia mondiale.
L’edificio odierno viene aperto nel 1996, quando avviene il trasferimento totale dall’Espace Photo, ormai troppo piccolo, a un vecchio hotel del ‘700 che viene ristrutturato: nasce la Maison Européenne de la Photographie.

Le attività
La MEP, situata a pochi passi da Rue de Rivoli, offre ai visitatori numerose attività: conferenze, dibattiti e scambi di idee direttamente con gli artisti e i curatori vengono proposti all’interno dell’auditorium e sono di norma gratuite e ad accesso libero, per garantire a tutti la possibilità di partecipare attivamente.
Il museo organizza anche visite guidate per ogni ciclo di esposizioni presente, garantendo un approccio sensibile e una interpretazione tematica personale una per qualsiasi opera in mostra.
Oltre ad avere a disposizione una biblioteca e un vastissimo archivio, la MEP vanta anche il primo servizio pubblico francese specializzato nel trattamento, nella preservazione e restaurazione del materiale fotografico presente nei vari musei della città.

Le mois de la photo
La Maison Européenne de la Photographie organizza ogni due anni, dal 1980, una sorta di grande festival della fotografia che si tiene per tutta la città di Parigi: oltre cento esposizioni sparse per tantissimi musei, centri culturali e gallerie parigine.
Nel 2014 si è svolta la diciottesima edizione, con Mediterraneo, fotografi anonimi, amatori celebri e l’intimo come aree tematiche proposte.
Un evento tradizionale, dinamico e itinerante, che permette a tutti di avvicinarsi alla fotografia e allo stesso tempo conoscere e scoprire gli angoli culturali più disparati per la capitale.


 

di Alessandro Curti

 

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