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Dove Comincia il mondo: La New York di Michele Palazzo in mostra a Milano

Flatiron Building © Michele Palazzo

DOVE COMINCIA IL MONDO

LA NEW YORK DI MICHELE PALAZZO

a cura di DENIS CURTI e MARIA VITTORIA BARAVELLI



La galleria Still di Milano ospiterà la prima personale del fotografo italiano Michele Palazzo.  Curata da Denis Curti e Maria Vittoria Baravelli la mostra si articola in 20 scatti rappresentativi del melting pot che popola New York.

Le fotografie di Palazzo, uniche e piene di sensibilità, inducono noi spettatori a immaginare e a fantasticare, con uno slancio empatico, sulle dinamiche esistenziali degli abitanti di New York. Un mosaico umano sterminato e complesso che si ricompone nella metodica e quotidiana attività di catalogazione che Palazzo compie con la sua fotocamera.

A chiusura della mostra un finale alquanto inaspettato: l’immagine di una New York sospesa e svuotata dai suoi abitanti, in cui la scena è occupata dalla forza della natura. Nella sua prima personale italiana viene esposto il celebre scatto del Flatiron Building immerso nella tempesta di neve Jonas del gennaio 2016. La fotografia è diventata iconica e virale e in poche ore dalla sua pubblicazione è stata ripresa dalle più importanti testate giornalistiche di tutto il mondo come il The Telegraph, The Guardian, la CNN e la BBC. Ha successivamente ricevuto numerosi premi tra cui il PDN Photo Annual Awards 2017 e quello di National Geographic (Italia).

 

 


 

DOVE COMINCIA IL MONDO: LA NEW YORK DI MICHELE PALAZZO

29 novembre 2017 – 12 gennaio 2018

Still, Via Balilla 36, 20136 Milano

Inaugurazione 29 novembre h 18.30

Lun – ven 9 – 13 | 14 – 18 – Sab – dom su appuntamento

Ingresso libero

press@stillfotografia.it – www.stillfotografia.it – info@stilllove.it – + 39 02 36744528

Per maggiori informazioni sull’evento clicca qui

Per maggiori informazioni su Michele Palazzo clicca qui

Michele Palazzo in mostra alla Galleria STILL di Milano

Flatiron Building © Michele Palazzo
DOVE COMINCIA IL MONDO
@STILL | 29 novembre 2017 – 12 gennaio 2018 | MILANO

Flatiron Building © Michele Palazzo

Alla galleria STILL di Milano, la prima mostra personale del fotografo italiano Michele Palazzo.


Alone in NY © Michele Palazzo

Dal 29 novembre 2017 al 12 gennaio 2018 la galleria Still di Milano ospiterà la prima personale del fotografo Michele Palazzo. Curata da Denis Curti e Maria Vittoria Baravelli la mostra si articola in 20 scatti rappresentativi del melting pot che popola New York.
Il titolo della mostra è un diretto riferimento agli scritti giovanili di Truman Capote (Where the World Begins) recentemente rinvenuti presso la New York Public Library. In una manciata di pagine si raccontano frammenti di storie che ci proiettano nella vita e nelle emozioni di personaggi sconosciuti.


Emerging from the dark © Michele Palazzo

Allo stesso modo le fotografie di Palazzo, uniche e piene di sensibilità, registrano queste emozioni e inducono noi spettatori a immaginare e a fantasticare, con uno slancio empatico, sulle dinamiche esistenziali degli abitanti di New York. Una donna piange al telefono, una coppia conversa al ristorante, un uomo ci osserva attraverso il vagone della metropolitana. Un mosaico umano sterminato e complesso che si ricompone nella metodica e quotidiana attività di catalogazione che Palazzo compie con la sua fotocamera.


Subway mood © Michele Palazzo

A chiusura della mostra un finale alquanto inaspettato: l’immagine di una New York sospesa e svuotata dai suoi abitanti, in cui la scena è occupata dalla forza della natura. Nella sua prima personale italiana viene esposto il celebre scatto del Flatiron Building immerso nella tempesta di neve Jonas del gennaio 2016. La fotografia è diventata iconica e virale e in poche ore dalla sua pubblicazione è stata ripresa dalle più importanti testate giornalistiche di tutto il mondo come il The Telegraph, The Guardian, la CNN e la BBC. Ha successivamente ricevuto numerosi premi tra cui il PDN Photo Annual Awards 2017 e quello di National Geographic (Italia).


© Michele Palazzo

About Michele Palazzo
Originario di Ravenna (1968) si è laureato in Architettura allo IUAV di Venezia.
Vive e lavora a New York dove si occupa di Design con una specializzazione in User Experience Design.
Appassionato da sempre di fotografia concentra la sua ricerca sui personaggi che popolano le città del mondo, tanto da creare un suo progetto fotografico, conosciuto sui social network sotto lo pseudonimo di StreetFauna, in cui raccoglie le immagini che quotidianamente cattura a New York e nei suoi viaggi.
Alcune delle sue immagini hanno ottenuto riconoscimenti in concorsi internazionali quali il Travel Photographer of the Year (2016), International Photographer of the Year 2015, il MIFA (Moscow International Photo Award) e i-Shot by Leica.
www.streetfauna.com



DOVE COMINCIA IL MONDO – LA NEW YORK DI MICHELE PALAZZO

Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Lun – ven 9 – 13 | 14 – 18
Sab – dom su appuntamento
Ingresso libero
press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it
+ 39 02 36744528

Irving Penn “Centennial” in mostra a New York

di Giada Storelli

La storia della fotografia, ma anche della moda, non sarebbe mai stata la stessa senza le visioni di Irving Penn. Gli stilisti, ieri come oggi, continuano a essere stimolati dalla sua meticolosità compositiva e dallo studio dei dettagli, mentre i fotografi traggono sempre ispirazione dalle raffinate atmosfere e dalla spontaneità ritrattistica che contribuirono a creare il mito del grande interprete americano. «Penn riusciva a guardare ai miei vestiti, sentire la mia voce e rispondermi attraverso la sua creatività». Con queste parole il designer giapponese Issey Miyake inizia il racconto del loro lungo idillio creativo protrattosi per tredici anni, dal primo incontro, nel 1987, grazie a Vogue.


© The Irving Penn Foundation

Il Metropolitan Museum of Art di New York, fino al 30 giugno, celebra il centenario della nascita di Irving Penn con una mostra che si propone come la più grande e completa retrospettiva sull’autore. Con il prezioso contributo della Irving Penn Foundation, le iconiche immagini di Lisa Fonssagrives, gli still life e le immagini dedicate alle tribù della Nuova Guinea, la mostra mette in scena più di duecento scatti che ricostruiscono e celebrano una magnifica carriera.


Info
Luogo: The Met Fifth Avenue – Gallery 199
1000 5th Avenue, New York, NY 10028, Stati Uniti
Ingresso: 25 dollari (il costo comprende l’ingresso
al Met Fifth Avenue, al Met Breuer e al Met Cloisters)
Tel: 212.535.77.10.

N.Y.SEE: il nuovo modo di vedere New York secondo Sime

NEW YORK, the N.Y.SEE project
dal 17 dicembre al 14 gennaio 2017


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Questa mostra rappresenta l’apice del N.Y.SEE Project, una collaborazione lunga 3 anni che ha visto coinvolti 31 talentuosi fotografi professionisti e 3 agenzie: eStock Photo (New York), Simephoto (Conegliano) e 4Corners Images (Londra). Da un’idea di Luz Jimenez di eStock Photo e di Giovanni Simeone di Simephoto ha preso vita il progetto di creare una collezione definitiva di foto di New York City, che rappresentano oggi un nuovo standard nel settore della fotografia di viaggio.

New York City è la città più fotografata al mondo. Tuttavia si può catturare il suo stile inimitabile secondo punti di vista sempre nuovi e inediti. Questa è l’ambizione del N.Y.SEE Project. Che si tratti di una Times Square brulicante di vita, di una Manhattan che va oltre i cliché o di scatti di Brooklyn che raccontano una storia sorprendente, questa collezione rivela il vero volto della New York del XXI secolo.

Il N.Y.SEE Project è la celebrazione di una delle città più iconiche al mondo, al culmine del suo processo di rigenerazione, attraverso l’obiettivo di un gruppo internazionale di fotografi professionisti e di tre agenzie fotografiche. Non c’è mai stato un momento migliore per fotografare New York. “The City” è elettrizzata dall’energia dei suoi abitanti, rinvigorita da un nuovo skyline, dalla rivoluzionaria High Line e da altri numerosi progetti di abbellimento. Da un punto di vista fotografico, era chiaro fin dall’inizio che New York City non era più la città squadrata tutta vetro e cemento così come comunicata nelle precedenti collezioni fotografiche. La città si offriva più morbida, più accogliente di quanto ogni fotografo ritenesse possibile. Naturalmente ci sono sempre le architetture iconiche da catturare in una nuova luce, ma nel XXI secolo sembra importante collocare gli edifici in una nuova prospettiva, per renderli più prossimi alle persone che li hanno costruiti. Finanzieri e grandi uomini d’affari si sono spinti molto in alto per lasciare un’eredità, la loro impronta personale sulla città, scatenando una frenesia megalomane in grado di ispirare timore e immortalare se stessi. Quel desiderio è oggi meno diffuso, e in città c’è un atteggiamento complessivamente più altruista e accogliente.

La mostra sarà accompagnata dal libro appena pubblicato “Photographing New York. Award-winning photographers guide you to the best shots” (Sime Books). È una guida visuale, una fonte di ispirazione unica per fotografi che vivono o che viaggiano a New York. Dalle vedute di Central Park ai delicati dettagli urbani, in estate e in inverno, con la pioggia o col sole, questa straordinaria esplorazione fotografica della città più “grande” al mondo è una delizia per i fotografi professionisti e anche per quelli più sedentari.

NEW YORK, the N.Y.SEE project

The Family of Man – New York

Coney island, New York 1952, Garry Winogrand

Si tratta di un progetto fotografico ed espositivo estremamente vasto, di certo tra i più importanti della storia: dall’idea di Edward Steichen del 1955,  ha viaggiato in 37 paesi e ha accolto oltre 7 milioni di visitatori.

Ora, per la celebrazione dei 60 anni dalla prima inaugurazione, il MoMA ha rieditato il catalogo con tutti gli scatti originali.

A questo link è possibile trovare tutte le informazioni e dare un’occhiata all’archivio.

A queso link del Corriere della Sera è possibile sfogliare una gallery con le foto del catalogo.

Coney island, New York 1952, Garry Winogrand
Coney island, New York 1952, Garry Winogrand

ICP International Center of Photography | New York

di Alessandro Curti


Viaggio nella più grande e importante istituzione completamente dedicata alla fotografia al mondo, nel cuore della Grande Mela

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Oltre 700 mostre ospitate e organizzate, centinaia di corsi e più di 3000 fotografi e artisti presentati dall’anno della sua fondazione voluta da Cornell Capa e Micha Bar-Am, il 1974.
L’ICP di New York si presenta con questi numeri impressionanti e ad oggi continua a essere considerato tra le eccellenze mondiali nel campo della fotografia.
Recentemente è stata aperta una nuova grande sede al 250 di Bowery, nella Lower Manhattan, e i progetti artistici sono destinati a crescere esponenzialmente, a testimonianza del fatto che la fotografia sta vivendo un periodo di buona salute e rinnovata considerazione.


“La fotografia è la più contemporanea tra le forme d’arte. È il mezzo più vitale, efficace e universale di comunicazione di fatti e idee fra popoli e nazioni”.

Cornell Capa


Infinity Awards
Dal 1985 il museo conferisce annualmente un premio che supporta i giovani talenti emergenti della fotografia contemporanea e un riconoscimento ai più grandi fotografi al mondo.
Gli Awards sono stati vinti da artisti del calibro di Annie Leibovitz, Henri Cartier-Bresson, Robert Frank e Malick Sidibé, solo per citarne alcuni.
L’edizione 2016 ha avuto oltre 500 selezionati partecipanti e il premio principale (categoria Lifetime Achievement) è stato vinto dal celebre ritrattista britannico David Bailey.

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Collezione
Con oltre 10 mila fotografia in archivio, soprattutto di fotografia documentaristica, l’ICP dispone di una delle collezioni più preziose al mondo. Si possono trovare nomi di personalità come W. Eugene Smith, Lisette Model, Robert Capa e molti altri. L’obiettivo di questa raccolta è quello di mantenere vive la memoria e la cultura della fotografia di reportage, conferendo una grande importanza alla Storia e al suo ricordo nel presente e nel futuro.

Mostre
Fino all’8 gennaio 2017 è possibile visitare l’esposizione Public, Private and Secret, organizzata da Charlotte Cotton. La mostra si propone di indagare il complesso concetto della privacy all’interno della società contemporanea e vuole sviluppare una riflessione sul rapporto fra identità personale e visibilità pubblica in un mondo costellato di applicazioni social, immagini, telecamere e smartphone dove la sfera privata è sempre più difficile da mantenere tale.
Fotografie, video e installazioni che vogliono raccontare il nostro mondo immagine-centrico e far nascere nello spettatore una riflessione e una reazione.
Tra gli artisti presenti Cindy Sherman, Nan Goldin e Andy Warhol.


Info:
Indirizzo: 250 Bowery, New York, NY
Orari: martedì-domenica 10-18; chiuso lunedì
Tel: +1 21.28.57.00.00
Mail: info@icp.org
Web: www.icp.org

Nicola Cicognani

"Stazione centrale" Milano 2015

La storia di un fotografo che si tuffa nelle grandi periferie del mondo alla ricerca dell’umanità nelle metropoli e dell’attimo di poesia


di Alessio Perrone


«Ho capito a Palermo ciò che spingeva altri artisti: non potevo non rendere una traccia di ciò che stavo vedendo. È lì che è arrivata la fotografia»


"Stazione centrale" Milano 2015
“Stazione centrale” Milano 2015

«La città nuova è una sfida: entrarvi è affascinante, è come azzerarsi. Nessuno ti conosce, nessuno sa chi sei; drizzi le antenne, stai attento a cosa ti circonda, a cosa ti può salvare e a cosa non può farlo». Nicola Cicognani racconta con l’impeto di un fiume in piena, includendo nelle sue parole sempre più ricordi, storie e immagini del suo lavoro. Un’opera di esplorazione fotografica compiuta attraverso delle immersioni tra Rimini, Palermo, Milano e New York, in cui il fotografo si stacca dal documentarismo per il suo cercarsi e riscoprirsi nelle genti, nelle architetture, e nel suo stesso racconto.


«La felicità abita nelle metropolitane di periferia» Nicola Cicognani


Palermo

"Arcobaleno a Palermo" Palermo 2009
“Arcobaleno a Palermo” Palermo 2009

Il lavoro dedicato alla capitale siciliana è quello che ha sancito il suo status di fotografo. «A Palermo ero andato in cerca di umanità», racconta. «Sono stati quattro mesi di fuga alla ricerca di ciò di cui avevo bisogno e che ho trovato sui marciapiedi, nella gente senza un soldo. Ho raccontato la città così come io la sentivo». Cioè con colori violenti e decomposti, che accendono gli scorci e le piazze. Nella città trovano spazio arabeschi, icone di cristi e santi che spuntano come funghi nei negozi e tra le finestre rotte, nelle piazze deserte e negli edifici in degrado. Per Nicola Cicognani questo è un luogo dai contrasti profondi, in cui affiorano i vissuti, gli oggetti e i sogni di coloro che la popolano e l’hanno popolata nei secoli.

"La vetrina" Palermo 2010
“La vetrina” Palermo 2010

«Ogni tanto c’è qualcosa che per poco tempo è fotografia, e io sento di doverlo portare via» Nicola Cicognani


New York

"A mother" ny 2012
“A mother” ny 2012

Dopo Palermo, il suo sguardo si interessa sempre più alla figura umana e a una lettura che non può non risentire dell’ambiente urbano. Durante il viaggio verso l’altra sponda dell’Atlantico con destinazione New York, l’approccio profondo ed emotivo dedicato a Palermo si disfa della violenza e dei colori accesi. Nicola Cicognani si tuffa tra le strade in cui era nata la street photography. «New York è fortissima. È il lato bello della modernità, c’è un posto per ogni stato d’animo» ci dice. E lui si immerge nella capitale, tra le strade e la gente, e la dipinge attraverso i passaggi mutevoli sulla sua umanità. Nella Grande Mela il colore si fa più bilanciato all’interno della composizione, lasciando spazio al racconto vero e proprio della città, trasmesso con una fotografia ovattata e contemplativa. Passeggeri d’autobus che osservano il fotografo da dietro una bandiera americana, affetti e solitudini nascoste, riflessi sulle vetrine, vecchi neon e hot dog sono la foresta di simboli della New York in cui si rispecchia il narratore, « È una città così forte da dirti chi sei». Dopo New York, Nicola Cicognani sta lavorando su Milano, spostando sempre più il suo sguardo sulla gente che la popola. «Cerco l’umanità, persone colte in un momento di emozione, in treno, in metropolitana, in centro», racconta. L’approccio è lo stesso: «Guardando le persone, come gli interni e le architetture, capisci molte cose di una metropoli. Ma Milano è una nuova città, una nuova sfida».

3 am Manhattan ny 2012
3 am Manhattan ny 2012

«Guardando a dettagli di pareti scrostate, interni vissuti e logori, scorci di persone e vite cittadine, restituisce alle cose, spesso dimenticate, quella dignità che gli era appartenuta» Nicola Cicognani

"Grattacielo Pirelli" Milano 2015
“Grattacielo Pirelli” Milano 2015


Nicola Cicognani è nato a Bologna il 26 agosto 1968. Ha 13 anni quando, di nascosto dalla madre, prende in mano una fotocamera per la prima volta, senza velleità artistiche. Cresce pensando di diventare un pittore, un attore o uno scrittore. Si laurea in giurisprudenza, cedendo alle aspettative familiari. Ritratto CicognaniA quarant’anni subisce un grave incidente in moto ed è la svolta. Fotografa il mare di Rimini (2008) dopo la tempesta, poi Palermo (2009-10) per qualche mese con l’occhio dello street photographer. Da quegli scatti, quasi per caso, nasce la sua carriera da professionista. Franco Fontana nota una sua foto da uno stampatore e gliene chiede una copia. Poco più tardi, l’incontro con Denis Curti. Dal 2008 Cicognani collabora con la Galleria Forni di Bologna. Tra i maestri studiati, Eggleston, Scianna e Wenders. I suoi lavori più recenti sono quelli dedicati a New York e a Milano.

Autumn in New York: workshop fotografico nella Grande Mela

15-21 ottobre 2016
a cura di Franco Cappellari
www.nikonschool.it


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Fotografare i grattacieli, i ponti e il melting pot di New York suscita sempre un fascino particolare, ma poterlo fare in autunno è indubbiamente il momento migliore, per i colori giallorossi e le luci ambrate che regalano sensazioni ammalianti.
Una settimana da passare nel cuore della Grande Mela con escursioni urbane tra Times Square, la Statua della Libertà, il ponte di Brooklyn, Central Park, Little Italy e tutti i luoghi più significativi della città che non dorme mai.manhattan-336708_1280
Con l’aiuto del Master Photographer Franco Cappellari verrà sviluppato un percorso fotografico originale in cui si avrà l’opportunità di affinare tecnica e creatività all’interno di un contesto affascinante ed estremamente variegato.
A fine viaggio verrà rilasciato un attestato di partecipazione per tutti i fotografi.

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