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Gabriele Micalizzi:” la mia Leica mi ha salvato la vista”

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Gabriele Micalizzi: il fotografo ferito in Siria

Come ricorderete tutti qualche giorno fa ha fatto il giro del mondo la notizia che il famoso fotoreporter Gabriele Micalizzi è stato ferito in Siria nella provincia di Dayr az Zor.
Dopo il trasporto in Italia il fotografo è stato dichiarato fuori pericolo, ma pesanti sono state le conseguenze delle schegge del razzo che lo hanno colpito: amputazione di due falangi della mano destra, frattura del braccio sinistro e compromissione  dell’udito dalla parte sinistra. La conseguenza più grave riguarda la lesione al nervo ottico dell’occhio sinistro per il quale le cure proseguiranno all’Ospedale San Raffaele di Milano.

Gabriele Micalizzi: “la mia Leica mi ha salvato la vista”

Il famoso fotoreporter, in alcune interviste e dal canale social ufficiale di Leica Italia, ha spiegato che solo grazie all’equipaggiamento fornito, ma sopratutto alle sue due fotocamere Leica SL Leica Q si è evitato il peggio. Come spiegato nelle interviste, un razzo RPG, esploso a pochissima distanza, ha colpito il fotografo,  un soldato e un comandante dell’offensiva contro l’ISIS;ma proprio nel momento dell’esplosione l’utilizzo della Leica SL ha “salvato” gli occhi del fotografo, evitando danni ulteriori e peggiori rispetto la lesione al nervo ottico dell’occhio sinistro. “Le protezioni, che bisogna sempre avere in prima linea, mi hanno salvato la vita. Non solo: la Leica, che stavo usando per le foto, mi ha riparato la faccia salvandomi gli occhi dalle schegge” ha dichiarato il fotografo a Gli Occhi della Guerra.

Immagine in evidenza pagina Facebook Leica

 

Paolo Ventura, l’inventore dei sogni

The Automaton 2, 2010

Paolo Ventura

Le magiche storie di Paolo Ventura partono sempre dal reale per arrivare alla morbidezza della dimensione onirica

Nel libro di Yan Mc Evan, L’inventore di sogni Peter è un bambino che, come Paolo Ventura, non si accontenta della realtà così come è e allora la ricostruisce su misura, esattamente come si può confezionare un abito. Nel 2006 Paolo  Ventura è un affermato fotografo di moda con una grande curiosità per le storie e la messa in scena. Proprio in questo periodo prende forma il suo primo progetto: War Souvenir. Una serie di immagini legate fra loro dalle suggestioni della guerra che la nonna gli raccontava durante l’infanzia e l’adolescenza.  Storie che riaffiorano e che si trasformano in tanti piccoli diorami: ricostruzioni in miniatura che, una volta ultimati, vengono fotografati. Paolo disegna le scene, poi cerca, compra, incolla, costruisce ogni particolare. Tutto in miniatura:  case, finestre, pavimento, tavoli, lampade, letti, vasi di fiori, figure umane, animali, anche i  cieli. Il risultato è sorprendete: sembra vero. Lo spettatore, esattamente come accade al cinema, deve fare la sua parte, cioè completare il racconto e rendersi disponibile a credere alla finzione, partecipando al gioco collettivo dell’inganno. War Souvenir è un successo planetario. Mostre, un libro con Contrasto Editore e moltissimi collezionisti che si contendono le tirature limitate di quello che può essere considerato un nuovo genere della fotografia. Paolo Ventura abbandona la moda e si ritrova tra le star della fotografia contemporanea. Nel 2009 è la volta di Winter Stories, un racconto dedicato alle suggestioni del freddo, della neve. I paesaggi malinconici punteggiano il suo linguaggio che si fa sempre più preciso e definito, tanto nella ricostruzione delle scene, quanto nella capacità di ricreare situazioni cariche di emozioni e di rimandi. Nel frattempo Ventura si è trasferito a New York e il libro che accompagna il suo ultimo lavoro è del prestigioso editore Aperture. Il successo di  Ventura è internazionale. Le sue fotografie raggiungono quotazioni importanti. I formati piccoli costano 7000 euro, quelli più grandi arrivano a 15.000 euro. Non solo: Il mercato si contende anche i diorami (le sue ricostruzioni, i suoi modellini) che i collezionisti cominciano ad acquistare. La trilogia si chiude con un progetto dedicato a Venezia: The Automaton. Nei lavori successivi, Paolo Ventura, in piena coerenza con le opere precedenti, fa un ulteriore passo avanti: non ci sono più i pupazzi ricostruiti ma è lui stesso che entra nelle sue opere. Le scenografie si fanno più asciutte. Il lavoro, ora, è a togliere. L’obiettivo è una sintesi totale. La sua figura di uomo si confronta con la città e con gli spazi immaginati, che si ritrovano nelle nuove serie Short Stories e nella Città infinita.
…la realtà così com’è, mi interessa poco, esiste già.  Allora la ricostruisco a modo mio. Mi interessa raccontare mondi che non esistono. Anche se le scale sono sbagliate, o la prospettiva è allungata o schiacciata, poco importa: la fotografia rende tutto credibile. E’ sempre stato così.

Per acquistare il libro clicca qui 

 

VIVIAN MAIER. Street photographer: in mostra al Castello Visconteo di Pavia 

VIVIAN MAIER. Street photographer

Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia rendono omaggio a Vivian Maier.
La rassegna, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, promossa dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia – Settore Cultura, Turismo, Istruzione, Politiche giovanili, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York, propone un percorso di oltre cento fotografie in bianco e nero e a colori, e pellicole super 8 mm.

Le fotografie di Vivian Maier 

Quando nel 1987 la rock band irlandese degli U2 pubblicò la canzone “Where the Streets Have No Name”, cantando e suonando contro l’anonimato delle società divise e di divisione, in cui l’indirizzo di una persona, l’accento, il colore della pelle, il sesso, lo stato mentale o l’abbigliamento potevano determinare, in base alla nostra valutazione, la sua vita e le sue conquiste personali, una fotografa di strada ancora sconosciuta stava scattando a Chicago quelle che probabilmente sarebbero state le ultime immagini di una costante e produttiva documentazione.
Ma Vivian Maier iniziò circa 35 anni prima, con la sua Rolleiflex per le strade di New York – da autodidatta, con grande talento, spinta e persistenza – fotografando le persone e le strade come icone istantanee. Il suo lavoro può essere affiancato a quello dei grandi fotografi di strada del ventesimo secolo, molte delle sue immagini infatti ricordano fotografie che abbiamo visto da Lewis Hine, Ilse Bing, Lisette Model, Dorothea Lange, August Sander, Robert Frank, Helen Levitt, Louis Faurer, Diane Arbus, Weegee, Lee Friedlander, o Joel Meyerowitz, per nominarne alcuni. Lei sembra averli incanalati tutti, anche coloro che sono stati da lei preceduti, in quello che la critica del New York Times Roberta Smith chiama “un rigore quasi enciclopedico” nel riassumere “la storia della fotografia di strada del 20° secolo”.
L’esposizione offre la possibilità di scoprire e riscoprire una grandissima fotografa che con le sue immagini racconta la vita americana della seconda metà del XX secolo.
Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

VIVIAN MAIER. Street photographer
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo, viale XI Febbraio, 35
9 febbraio – 5 maggio 2019
Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 19.00
Informazioni e prenotazioni
Tel. 02.36638600
info@scuderiepavia.com
http://www.scuderiepavia.com/

 

Immagini in evidenza Vivian Maier, At the Balaban & Katz United Artists Theatre, Chicago, IL, 1961. ©Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

I migliori photo editor gratuiti del 2019

Photo editor gratuiti del 2019

Gli editor di foto possono trasformare i tuoi scatti e renderli incredibili; il problema è che ci sono talmente tanti programmi sul mercato che è difficile capire quale possa essere il migliore.

Noi ne abbiamo selezionati cinque

  1. GIMP:  Fra i vari usi possibili vi sono fotomontaggio e fotoritocco, conversioni tra molteplici formati di file, animazioni  e processamento in batch in linea.
  2. Paint.NET
  3. Photo Pos Pro: editor di foto completo che soddisfa tutte le esigenze in materia di fotoritocco, ottimizzazione delle immagini ed effetti speciali. L’interfaccia del programma è ingombra di icone e pulsanti, il che rende un po ‘confuso l’utilizzo a prima vista. Photo Pos Pro funziona con livelli, maschere, gradienti e trame.
  4. PhotoScape: editor adatto soptattutto ai meno esperti ma non per questo incompleto
  5. Canva: permette di creare immagini, infografiche e qualsiasi altro tipo di contenuto visuale online

Muore per congelamento la scalatrice star dei social: le sue foto in bikini le sono costate la vita

Muore per congelamento la scalatrice star dei social

Gigi Wu, 36 anni conosciuta sui social come “Bikini Climber” è tragicamente scomparsa a seguito del congelamento avvenuto dopo una caduta durante una scalata.
Secondo quanto riportato da Taiwan News, la scalatrice si trovava in escursione da venticinque giorni quando è inciampata ed è caduta per circa trenta metri lungo un burrone della montagna di Yushan. Il forte impatto ha causato alla scalatrice una ferita alla gamba, che la stessa ha prontamente postato sui social, che le ha impedito di muoversi. I soccorsi, secondo quanto riferito dalla stampa locale, sono giunti sul luogo del sinistro solamente diverse ore dopo a causa del cattivo tempo, quando ormai per Gigi Wu non c’era più nulla da fare. Morta congelata, forse a causa del suo abbigliamento?
Ricordiamo infatti che la scalatrice aveva un enorme seguito sui maggiori canali social, sopratutto per i selfie che la stessa era solita scattarsi in cima alle montagne, vestita solo con un bikini.
Che questa sua voglia di apparire, di essere famosa sfidando il cattivo tempo e il freddo delle montagne più alte del mondo, l’abbia condotta verso questa fine?

Andrea Nannini è il vincitore del Tuscany Photo Contest di Cna Toscana Centro

Andrea Nannini  vince il Tuscany Photo Contest

Andrea Nannini è il vincitore del Tuscany Photo Contest di Cna Toscana Centro. Il fotografo ha, difatti, saputo raccontare il lavoro artigiano attraverso i suoi scatti che sono stati realizzati all’interno dell’azienda Artigiangomma di Quarrata.
Come commenta Elena Calabria, presidente della giuria, a La Voce di Pistoia “Raccontare il lavoro quotidiano all’interno delle nostre aziende è fondamentale per comunicare il valore di quello che facciamo. La forza di queste immagini è straordinaria per comunicare l’unicità del nostro lavoro”.

Tuscany Photo Contest : la giuria

La giuria era composta da Emanuele Nespeca, presidente CNA Toscana Cinema,  Gianpiero Alfarano, professore disegno industriale presso l’ Università di Firenze e Fabio Fiaschi, maestro fotografo.
Quattro i partecipanti al contest: Andrea Nannini, Luca Nutile, Fabio Casati, Paolo Battistini che hanno raccontato dodici aziende di Prato e Pistoia.
I lavori saranno esposti sia a Prato che a Pistoia nel corso di due mostre che sono in fase di organizzazione.

Immagine in evidenza Report Pistoia

I tre elementi essenziali della fotografia paesaggistica

Fotografia paesaggistica

Scegliere un genere di fotografia significa trascorrere anni, mesi e giorni elencandone pregi e difetti,  regole e suggerimenti, al fine di trasformare la passione in un successo.
Ma a volte  basta semplicemente ricordare a noi stessi quali siano i fattori essenziali della nostra fotografia, proprio come ci spiega Steve O’Nions, che con questo video vuole far capire quali siano gli elementi essenziali della fotografia di paesaggio: la posizione, la luce, la composizione e la fotocamera.
Steve O’Nions ritiene che la fotocamera sia un fattore meno importante e più attinente ai gusti di fotografo, rispetto alla
 posizione e alla composizione, e soprattutto alla luce; fondamentale è, difatti, saper leggere e interpretare la luce giusta per ottenere lo scatto che si desidera.
Di seguito il video di Steve O’Nions

 

Fonte fstoppers.com

Fotografo aiuta la sposa cieca a “vedere” le foto del suo matrimonio

Il fotografo e la sposa cieca

James Day voleva che la sua cliente, una sposa cieca, potesse vedere e sentire come gli altri l’amore che circonda gli sposi nel giorno più importante della loro vita. E difatti, per un fotografo è difficile riuscire a catturare quei momenti magici in un modo che la sposa con una disabilità visiva possa apprezzare appieno.
Così, quando a James Day, fotografo australiano, è stato affidato il compito di fotografare il giorno del matrimonio per una sposa totalmente cieca, ha impiegato oltre un anno per trovare una soluzione. Come ha spiegato lo stesso fotografo su Facebook ha ” girato nella sua testa quel giorno mille volte ” per trovare la migliore soluzione possibile. “Mi sono ricordato che è mio compito ricordare alle persone l’amore che esiste nella loro vita; a volte ciò accade consegnando una fotografia e talvolta accade in un altro modo completamente diverso” .

Steph Agnew: la sposa cieca 

Steph Agnew è diventata cieca quattro anni fa a causa della distrofia retinica ereditaria, una malattia degenerativa che ha visto la sua vista peggiorare nel corso degli anni. A causa di ciò era preoccupata di non riuscire a godere a pieno del giorno del matrimonio.
Ma ecco che Day ha inventato un modo ingegnoso per registrare la giornata, che avrebbe permesso alla sposa di assorbire l’atmosfera, i panorami e gli odori della giornata.
Il fotografo, con l’aiuto dei videomaker Toni-Jo e Shaun della Lemon Tree Film House, ha realizzato un album completamente tattile e coinvolgente, inclusi tessuti, profumi e immagini in rilievo.
Facendo scorrere le dita sul suo album, Agnew è stata in grado di percepire il profilo delle persone nelle sue foto, grazie ai punti in rilievo, poteva sentire come stavano lei e suo marito mentre si scambiavano i loro voti, e grazie all’utilizzo di supporti in tessuto, è stata anche in grado di percepire i diversi materiali associati alla giornata, come il motivo sull’abito indossato da sua madre.
Per aiutare ulteriormente ad innescare i ricordi, Day, insieme al fratello di Agnew, Callum, ha deciso di fare appello all’odore della sposa attraverso l’uso di oli essenziali. 
Day ha detto alla sposa che il suo obiettivo era “creare una rete di dettagli”.  “Vorrei che le persone vedenti potessero imparare ad apprezzare di più quello che hanno. Penso che così tante persone diano le cose per scontate, come ad esempio la vista. Anche se non ho vista, non sono fragile, non sono fatta di vetro e posso superare qualsiasi avversità “, ha detto la sposa.

Immagine in evidenza
James Day Photography | Lemon Tree Film House | Vision Art

Ben Khalifa, fotoreporter AP, muore in uno scontro armato a Tripoli

Fotografo libico ucciso negli scontri a Tripoli

Un funzionario del Governo libico ha comunicato che Ben Khalifa, fotografo freelance famoso anche per aver collaborato con l’Associated Press è stato ucciso negli scontri tra milizie rivali nella capitale.
Fonti vicine al Governo hanno rivelato che il fotografo è deceduto a seguito di un bombardamento diretto verso le posizioni del gruppo con cui era incorporato. Il fotografo lascia la moglie e una figlia di cinque mesi.
La comunità libica si è stretta intorno alla famiglia e le condoglianze alla famiglia sono giunte anche dalla comunità dei giornalisti in Libia, dove era conosciuto come uno dei principali fotografi. Durante i suoi tre anni di lavoro con Ruptly, Ben Khalifa ha prodotto trenta storie, raccontando dei terribili scontri libici e la difficile situazione dei migranti che si avventurano nel pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo per raggiungere l’Europa e sfuggire alle turbolenze della propria patria.
Ben Khalifa è il quattordicesimo giornalista ucciso dall’inizio dei disordini libici.

Fonte www.thedailybeast.com

Immagine in evidenza © Facebook / Mohamed Ben Khalifa

Trentanove anni fa moriva Cecil Beaton, fotografo anglosassone che ha narrato gli orrori della Seconda Guerra mondiale

Cecil Beaton

Cecil Beaton, fotografo inglese, è famoso soprattutto per i suoi ritratti con protagonisti i divi di Hollywood negli anni ’30, e per le sue fotografie realizzate durante la seconda guerra mondiale.
Cecil Beaton nasce a Londra nel 1904 e si appassiona alla fotografia sin dalla giovanissima età: i suoi primi approcci fotografici si concentrano nel ritratto artistico e stilizzato che lo renderanno poi famoso in tutto il mondo.
Grande cura dedica ai dettagli estetici e alla composizione. Nel 1926 le sue opere vengono esposte in una galleria semi sconosciuta di Londra ma grazie a questa esposizione il fotografo guadagna un contratto con la rivista Vogue, per la quale lavorerà come fotografo di moda, fino agli anni cinquanta.
Nel 1937 Cecil Beaton viene nominato fotografo di corte dalla famiglia reale.
Il fotografo, durante la sua carriera non si occupa esclusivamente del mondo del cinema e della televisione, ma le sue opera si concentreranno anche nella narrazione fotografica della distruzione e degli orrori della seconda guerra mondiale.
Beaton il 18 gennaio 1980

 

Olympus PEN-F

Una fotocamera con prestazioni così elevate non è mai stata così bella, alla vista e al tatto: la PEN-F è l’esatta definizione di stile e sostanza in fotografia. Un oggetto esclusivo prodotto dalla maestria artigianale e destinato a diventare un’icona.

Allegato di posta elettronica

I creatori della nuova PEN F hanno preso a cuore questo progetto e affiancato alle sue ottime credenziali ottiche una tangibile miscela di tradizione, design contemporaneo e genuina innovazione che fornisce alla fotocamera la più elusiva e coinvolgente delle qualità: l’intuizione.

È una fotocamera pensata per coloro che sanno apprezzare le cose più belle della vita. Proprio così, la PEN F offre possibilità fotografiche di livello eccezionale ma la sua vera anima aspira a molto di più.

Il design
Tutti coloro che amano il design autentico capiranno immediatamente che la PEN-F una fotocamera che gli altri afferrano con bramosia quando gli si permette di farlo e che tendono a restituire malvolentieri. I suoi progettisti hanno fatto tutto il possibile affinché la sensazione tattile risulti piacevole quanto il suo aspetto, senza che sia visibile neppure la testa di una singola vite. E’ un oggetto da collezionisti e, sebbene piacerà sicuramente anche a chi non sa resistere al richiamo esercitato dalle novità, il suo successo è destinato a durare nel tempo.

Allegato di posta elettronica1

Il formato
Siamo in presenza di qualcosa che vede la luce una volta ogni generazione,destinata a piacere a coloro che possiedono un’inclinazione fotografica e ancora di più a tutti coloro che hanno ricevuto in dono una percezione visiva o una consapevolezza superiore alla media. Naturalmente la nuova PEN-F è una fotocamera ad obiettivi intercambiabili, come ogni altra PEN. Adotta il formato Micro Quattro Terzi e questo significa che risulta più compatta e più leggera delle ingombranti fotocamere reflex digitali pur essendo comunque in grado di offrire una qualità d’immagine paragonabile se non addirittura superiore.

PEN-F

PEN-F

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

> Apparecchio da collezionisti grazie al design iconico, alla qualità costruttiva e ai materiali e alle finiture di gran pregio

> Stabilizzazione dell’immagine su 5 assi allo stato dell’arte e nuovo sensore Live MOS da 20 Megapixel per scatti spontanei eccezionali a bassi ISO con disturbo limitato e gamma dinamica più estesa

> Mirino elettronico per scatti “street” come con una fotocamera a telemetro, con anteprima in tempo reale delle impostazioni, funzione Focus Peaking e ingrandimento dei particolari sul mirino OLED ad alta risoluzione da 2,36 milioni di punti

> Ghiera Creative Dial per accedere agli Art Filter integrati e alle nuove opzioni creative Colour Profile Control, Monochrome Profile Control e Colour Creator

> Funzione Eye Detect AF e selezione del punto di messa a fuoco tramite touchscreen per rendere ancora più rapida la messa a fuoco

> Wi-Fi integrato per condividere le immagini utilizzando uno smartphone compatibile e l’app gratuita OI.Share

> Più veloce delle reflex digitali, miglior tempo di risposta della categoria* grazie al Fast AF e alla velocità di elaborazione

> Compatibile con l’intera gamma dei pregiati obiettivi M.ZUIKO e degli accessori PEN-F

ULTERIORI CARATTERISTICHE:

> Monitor LCD Vari-angle ad elevata risoluzione per scattare comodamente anche da angolazioni complesse

> Processore True Pic VII con modalità High Res Shot da 50 Megapixel

> Ghiera delle modalità personalizzabile per la regolazione rapida delle impostazioni preferite

> Filtro Supersonic Wave Filter per la pulizia automatica del sensore senza la necessità di ulteriori programmi di pulizia

> Scatto in sequenza ad alta velocità (10 fotogrammi al secondo)

> 1/8000 di secondo e sensibilità equivalente a 80 ISO per scattare in condizioni di elevata luminosità

> Area di lettura esposimetrica spot AF legata al punto AF (come richiesto dai fotografi) utilizzato per esposizioni corrette in qualsiasi situazione

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