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HENRI CARTIER-BRESSON E GLI ALTRI

Dopo i ritratti d’Italia dei fotografi nostrani, sbarca a Palazzo della Ragione (Milano) la seconda parte di Italia Inside Out. In questa occasione vanno in scena gli scatti dei grandi fotografi internazionali. Il fascino del nostro Paese, della sua gente, della cultura e della storia è raccontato attraverso reportage e documentari firmati dai grandi maestri, tra cui spiccano i nomi di Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Robert Capa e Steve McCurry. Oltre duecento immagini, selezionate da Giovanna Calvenzi, offrono uno straordinario viaggio di scoperta, accompagnando il pubblico in un percorso romantico e commovente dedicato alla storia recente dell’Italia e degli italiani.

FINO AL 7 FEBBRAIO!

Palazzo della Ragione

CANON EOS-1D X Mark II

-1Cattura il momento. Ogni singolo scatto con Canon EOS-1D X Mark II
Canon presenta l’attesissima ammiraglia EOS-1D X MARK II, la nuova reflex professionale progettata per offrire la più avanzata combinazione tra qualità delle immagini, risoluzione e velocità. EOS-1D X MARK II stabilisce un nuovo punto di riferimento in termini di velocità, con 14 fotogrammi al secondo (fps), full tracking AF/AE e 16 fps in modalità Live View; per catturare soggetti ad alta velocità sia in natura sia in occasione di eventi sportivi.

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Tecnologie EOS-1D X Mark II
Nuovo sensore da 20.2 megapixel con AF Dual Pixel CMOS.
Il sensore CMOS full frame da 20,2 megapixel a elevata gamma dinamica, sviluppato e realizzato da Canon, riduce il rumore con qualunque valore ISO. Questo eccezionale sensore assicura immagini di alta qualità in tutte le condizioni di ripresa.

EOS-1D X MARK II – Caratteristiche principali:

  • Ripresa del soggetto con una qualità dell’immagine eccezionale
  • Fornisce immagini nitide con autofocus di incredibile precisione
  • Velocità elevatissima e prestazioni affidabili per catturare ogni istante
  • Acquisizione avanzata di filmati 4K DCI per dare più realismo alle storie
  • Uscita e gestione delle immagini ad alta velocità

Disponibile da maggio ad un prezzo indicativo suggerito al pubblico di €6.460 IVA Inclusa

Le foto inedite Francesco Radino e Aem | dal 21 ottobre a Milano

© Francesco Radino, Centrale termoelettrica di Monfalcone, 2016
Casa dell’Energia e dell’Ambiente
piazza Po, 3 – Milano

LE CATTEDRALI DELL’ENERGIA
Architettura, industria e paesaggio nelle immagini di Francesco Radino
e degli Archivi Storici Aem

a cura di Francesco Radino e Fabrizio Trisoglio

21 ottobre 2016 – 27 gennaio 2017
inaugurazione giovedì 20 ottobre, ore 18.30


© Francesco Radino, Centrale termoelettrica di Monfalcone, 2016
© Francesco Radino, Centrale termoelettrica di Monfalcone, 2016

La grande mostra fotografica “Le cattedrali dell’energia. Architettura, industria e paesaggio nelle immagini di Francesco Radino e degli Archivi Storici Aem”, esposta dal 21 ottobre al 27 gennaio presso la Casa dell’Energia e dell’Ambiente di Milano, ideata e promossa dalla Fondazione Aem – Gruppo A2A, offre al pubblico un’ampia panoramica sui luoghi e sulle architetture che – tra passato e presente, da nord a sud Italia – rappresentano le strutture dell’impresa legate all’energia dal 1910 ad oggi.

L’esposizione, curata da Francesco Radino e Fabrizio Trisoglio, si articola in due sezioni che creano uno stretto dialogo fra loro. La prima, un’inedita campagna fotografica a colori, realizzata da Francesco Radino nel 2016, ripercorre gli edifici simbolo dell’impresa, le nuove architetture del Gruppo A2A e i suoi territori, dalle centrali valtellinesi al Friuli, dai termovalorizzatori lombardi agli splendidi invasi della Calabria. La seconda, dal taglio storico, propone un’accurata selezione di scatti fotografici in bianco e nero, appartenenti al prestigioso patrimonio fotografico conservato negli Archivi Storici Aem. Le immagini della prima metà del Novecento ritraggono i luoghi storici di Aem: imponenti centrali, officine, ricevitrici e monumenti elettrici dislocati nella città di Milano, a Cassano d’Adda e in Valtellina, realizzate da Vincenzo Aragozzini, Guglielmo Chiolini, Antonio Paoletti, Gianni Moreschi e altri.
Il corpus di immagini mette in evidenza due sguardi, due epoche, due diverse narrazioni che intrecciano trasversalmente paesaggio, architettura ed estetica attraverso i quattro principali elementi: acqua, terra, aria e fuoco, fondamentali anche per la produzione di energia.

© Francesco Radino, Termovalorizzatore di Brescia, 2016
© Francesco Radino, Termovalorizzatore di Brescia, 2016

La mostra è corredata da un prezioso volume di oltre 150 immagini di grande valore storico e artistico che approfondiscono significativamente il tema. Nel libro, a cura di Francesco Radino e Fabrizio Trisoglio, sono presenti le introduzioni istituzionali di Alberto Martinelli, presidente di Fondazione Aem – Gruppo A2A e di Giovanni Valotti, presidente A2A e importanti contributi critici di: Roberto Mutti, Francesco Radino, Ornella Selvafolta e Fabrizio Trisoglio. Il coordinamento generale è di Luisa Toeschi, consigliere di amministrazione di Fondazione Aem.

Particolare della diga Aem di San Giacomo Valtellina, © Adolfo Ferrari, 1970
Particolare della diga Aem di San Giacomo Valtellina, © Adolfo Ferrari, 1970


Francesco Radino nasce a Bagno a Ripoli (Firenze) nel 1947. Dopo studi di Sociologia, negli anni Settanta si dedica completamente alla fotografia in vari ambiti da quello industriale al design, dall’architettura al paesaggio.
Da sempre intreccia lavoro professionale e ricerca artistica ed è oggi considerato uno degli autori più influenti nel panorama della fotografia contemporanea in Italia.
A partire dagli anni Ottanta partecipa a numerosi progetti di carattere pubblico di ricerca sul territorio, fra i quali le campagne fotografiche Archivio dello Spazio all’interno del Progetto Beni Architettonici e Ambientali della Provincia di Milano, il progetto Osserva.Te.R promosso dalla Regione Lombardia, il progetto European Eyes on JapanAtlante italiano 2003 per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Tramsformazione per il Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo (Milano).
Stimato in Italia e all’estero, Radino dal 1984 ha collaborato con l’Aem a numerose campagne fotografiche, che hanno costituito uno dei fondi più ricchi e pregiati dell’Archivio fotografico contemporaneo di Fondazione Aem. Ha pubblicato inoltre numerosi libri e realizzato diverse opere audiovisive.
Ha esposto in gallerie e musei italiani, europei, giapponesi e statunitensi e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private internazionali.

Fatima Abbadi presenterà “Ritratti” dal 25-31 luglio 2016 al San Giorgio & Albenga International Photography 2016 – 2^ edizione

Immagine incorporata 1

San Giorgio & Albenga International Photography 2016 – 2^ edizione

“Il viaggio della parola, dello sguardo, dell’anima”
All’interno del festival Fatima Abbadi presenterà “Ritratti” dal 25-31 luglio 2016


Immagine incorporata 2

Presso  “La Cornice. Qualcosa di antico e moderno.” Di Antonella Rossato, via Dalmazia 160.

Portfolio fotografico di Fatima Abbadi, vincitrice del premio Zonta Club Albenga – Alassio “Donna Fotografa” 2016
Mercoledi 27 luglio 2016
Ore 21.30: PHOTO VIDEO TALK in P.za S. Michele. Presenteranno la loro opera e discuteranno di Fotografia: Francesco CITO, KT ALLEN, Fatima ABBADI, Giancarlo TORRESANI, Cristina GARZONE, Andrea RONTINI, Lorenzo DE FRANCESCO; Marco ZURLA.
Modera Fabio DEL GHIANDA (Fotografia Reflex, Direttore Dipartimento Comunicazione della FIAF, Consigliere Nazionale FIAF).

“La scatola dei biscotti”, lectio magistralis di Giovanni Mereghetti

WEEKEND DELLA FOTOGRAFIA – ALTOPIANO DI BOSSICO (BG)

“IMMAGINI E SOLIDARIETA”

SABATO 6 AGOSTO 2016 – ORE 21.00 “LA SCATOLA DEI BISCOTTI”

LECTIO MAGISTRALIS DI GIOVANNI MEREGHETTI “La scatola dei biscotti” di Giovanni Mereghetti


Bossico 2016La domenica, quando coi miei genitori si andava dalla zia Maria, il mio passatempo era quello di curiosare nelle scatole di metallo dei biscotti Doria. Lo zio Guido, in questi piccoli forzieri, custodiva gelosamente un’enorme quantità di fotografie. Ritratti dai bordi frastagliati di persone sconosciute, piccole foto tessere ingiallite dal tempo, i paesaggi del Lago Maggiore, le feste di leva coi coscritti, il periodo della guerra in Croazia, ragazzi e ragazze col “vestito della festa”, e poi le foto fatte in studio nel giorno del suo matrimonio con la zia.

Sono passati più di trent’anni da quei pomeriggi in cui con la curiosità del bambino cercavo di immaginare un mondo che non avevo conosciuto, un mondo che era appartenuto allo zio e ai suoi coetanei, un mondo che grazie a delle piccole istantanee è rimasto, in parte, anche nella mia infanzia.

Forse oggi, attraverso il televisore, stiamo assistendo al tramonto di un modo di “vedere”, o di come lo abbiamo inteso sino ad ora. É difficile capire cosa accadrà dopo questo tramonto. La stimolazione visiva, sempre più veloce, sembra invaderci in modo quasi totalizzante senza lasciarci lo spazio necessario per la riflessione, per il piacere di “gustare” le forme del nostro vivere, per capire e comprendere il mondo che cambia.

Da questo quotidiano ormai irrefrenabile e indistruttibile, la fotografia può trovare un suo spazio non marginale di pausa e riflessione. I "disegni fatti di luce" apparentemente statici, non devono essere solo degli strumenti per congelare il tempo, per fissare i ricordi, per documentare un fatto o per riconciliare una situazione. Una fotografia deve essere un’opportunità per fermarsi e trovare il coraggio di riflettere per cogliere il vuoto su cui cadono sempre più spesso i nostri sguardi.

Ricercare una fotografia significa essere sempre in grado di costruire immagini e situazioni, affinché il solo gesto di mettere a fuoco sia anche un modo per capire e conoscere meglio il mondo che ci sta vicino.

La nostra terra, la nostra città, il nostro paese, il nostro piccolo mondo fatto di situazioni, personaggi, volti, storie curiose ed emblematiche…il tempo che scivola sulle nostre vite apparentemente inossidabili, la voglia di proiettare tutto nel "nuovo futuro", semplicemente perché bisogna guardare avanti.

In questo mondo fatto di pixel tutto assumerà un valore secondario. I giorni, i mesi, gli anni cancelleranno tutto. Nel terzo millennio basterà cliccare il “topolino” per sentirsi forti, per essere collegati al mondo. Ma loro, i nostri bambini, vorranno ancora sedersi sulle nostre gambe e aprire la scatola dei biscotti.


Giovanni Mereghetti, fotogiornalista e docente.

Inizia la sua attività di fotografo nel 1980 come free-lance.
Successivamente collabora con le più importanti agenzie italiane ed estere specializzandosi in reportage geografico e fotografia sociale.
Nel corso della sua carriera ha documentato l’immigrazione degli anni ’80 a Milano, il ritiro delle truppe vietnamite dalla Cambogia, la via della seta da Pechino a Karachi, l’embargo iracheno, gli aborigeni nell’anno del bicentenario australiano nonché le popolazioni Nuba del Sudan. Negli ultimi anni si è dedicato a ricerche fotografiche di carattere sociale nelle carceri italiane e allo studio dei flussi migratori provenienti dall’Africa Occidentale.
E’ autore dei libri “Bambini e bambini” (Mesero), “Piccoli Campioni” (Pubblinova), “Ciao Handicap!” (Click), “Omo River e dintorni” (Periplo Edizioni), “Bambini Neri” (Les Cultures – Sahara el Kebira), “Friendship Highway …verso il Tibet” (Bertelli Editori), “Destinazione Mortirolo” (Bertelli Editori), “Nuba” (Bertelli Editori), “Da Capo Nord a Tombouctou… passando per il mondo” (Immagimondo-Bertelli Editori) e “Veli” (Les Cultures Edizioni).
Grazie all’esperienza maturata nel settore dello styling per conto di un’importante azienda italiana, nel 2010 fonda Spazio Foto Mereghetti, laboratorio di ricerca e comunicazione visiva, operante nel settore dell’immagine di design e nella creazione di concept aziendali.
I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive presentate in Italia e all’estero.
Le sue opere fotografiche fanno parte della collezione dell’Archivio Fotografico Italiano.
Vive e lavora in provincia di Milano.

Il ritorno di Durst nel mondo della fotografia

La Durst Sebring Revolution
Durst e Steven Sebring hanno messo a punto una joint venture a New York City per rivoluzionare la produzione di supporti grazie a un nuovo sistema di ripresa per contenuti multi-canale


Durst, lo specialista della stampa industriale, e il fotografo americano Steven Sebring hanno creato una joint venture denominata Durst Sebring Revolution, LLC (“DSR”) con sede a New York City. La nuova società avrà come attività lo sviluppo di sistemi di ripresa di alta gamma per la creazione di contenuti visivi quadri-dimensionali. Gli oggetti verranno fotografati da diverse angolature con diversi sensori ottici sintonizzati con precisione tra loro. Il software di controllo della fotocamera rileva i movimenti e i processi. Sebring definisce questa tecnica “cattura volumetrica del movimento della luce nel tempo”. Il processo è simile all’effetto “tempo del proiettile” rivelato durante le riprese del film Matrix, con la differenza che in questo caso non è necessaria alcuna simulazione a computer CGI complessa e costosa. La tecnologia brevettata di Sebring fonde le immagini riprese in parallelo o in differita in formato RAW usufruendo del grande vantaggio derivante dalla disponibilità dei fotogrammi ad alta risoluzione e può essere usata come contenuto multi-canale sotto forma di immagini, 3D, video e realtà virtuale.
 
Sebring è uno dei luminari della fotografia di moda, ingaggiato per campagne pubblicitarie da stilisti di fama internazionale come Calvin Klein, Donna Karan, Ralph Lauren e Tom Ford. La filosofia della multidimensionalità di Marcel Duchamp e il cubismo di Picasso hanno inspirato in lui l’idea del sistema di ripresa Durst Sebring Revolution. Per avere alcuni esempi di come il sistema sia in grado di rivoluzionare i contenuti, consultare il sito www.DurstSebringRevolution.com. Il campione di Skateboard Rodney Mullen, fotografato durante l’esecuzione di 30 nuovi tricks, è il più recente soggetto immortalato col sistema di ripresa Durst Sebring Revolution. Un’anteprima video della sessione con Rodney Mullen sta rapidamente diventando il filmato numero uno sui canali social. 
 
Dopo 60 anni, la joint venture Sebring rappresenta il ritorno di Durst alle sue radici aziendali nello sviluppo di sistemi di ripresa e verrà esposta al pubblico per la prima volta alla fiera Photokina a settembre 2016 (Colonia – Germania).
 
Il sistema di ripresa Durst Sebring Revolution è una tecnologia incredibilmente innovativa, non solo in termini di fotografia, ma anche per quanto riguarda il modo in cui i contenuti vengono creati e distribuiti al giorno d’oggi,” – dichiara Christoph Gamper, CEO di Durst Phototechnik SPA. “Offre il massimo della creatività unita a una notevole efficienza del processo oltre a una resa visiva di elevata qualità in pochi minuti per diverse applicazioni e piattaforme. Ciò permette l’espressione di concetti ed esperienze completamente nuovi particolarmente nel commercio”.

ISP – Italian Street Photography: la Fotografia di Strada in Italia

Mercoledì 6 luglio 2016 è stato presentato in anteprima – presso la Santeria Paladini di Milano – il primo volume di ISP – Italian Street Photography – la Fotografia di Strada in Italia, che rappresenta il frutto di un lavoro sulle città italiane sviluppato dall’omonimo collettivo di fotografi street.Schermata 2016-07-07 alle 15.43.15


Ecco il video di presentazione di Angelo Ferrillo:

La pubblicazione sarà presente nelle prossime tappe di ISP REVIEW 2016, un ciclo formativo sulla Street Photography realizzato in collaborazione con alcune delle più note realtà didattiche ed espositive italiane del settore. Primo appuntamento a Barletta (domenica 17 luglio ore 21.00) in occasione del Revolution Summer Festival.

Il libro, curato da Benedetta Donato, presenta le storie di Street Photography prodotte dai 15 autori 2016 protagonisti del collettivo e realizzati nelle maggiori città italiane; i servizi sono stati scattati con le nuove Fotocamere Fujifilm Xindex-pro2, X70 e X-E2s e hanno l’obiettivo di offrire una chiave di lettura ad una via italiana all’estetica Street.


Chi sono gli autori?

Fabrizio Arginetti, Enrico Barocci, Gustavo Boemi, Adriano Cascio, Alessandro Cipriani, Ciro Cortellessa, Giuseppe D’Antonio, Lorenzo Fasola, Angelo Ferrillo, Katia Morichetti, Gianluca Polazzo, Giuseppe Pons, Simone Raso, Andrea Scirè, Maurizio Targhetta.


Per maggiori informazioni:

www.italianstreetphotography.com

Facebook: Italian Street Photography

Il volume “AYRTON SENNA: L’ultima notte ” presentato martedì 5 luglio allo Skira Point Permanente di Milano

© Ercole Colombo

Ayrton Senna: L’ultima notte

fotografie di Ercole Colombo

a cura di Giorgio Terruzzi


INVITO SENNA Permanente 5 luglio


Martedì 5 luglio ore 18.30 allo Skira Point Permanente in Via Turati 34 (Milano).
Giorgio Terruzzi, noto giornalista sportivo e profondo conoscitore del mondo dell’automobilismo ed Ercole Colombo, grande fotografo di Formula 1, raccontano la figura del grande pilota e la sua ultima notte prima del tragico Gran Premio di Imola del 1994 in cui perse la vita.

L’idea di questa monografia (e della mostra allestita sino al 24 luglio nella suggestiva cornice del Museo della Velocità all’Autodromo Nazionale di Monza) nasce dal libro Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna (2014) scritto dal giornalista Giorgio Terruzzi.

Un romanzo avvincente da cui emergono gli ultimi momenti della vita e le riflessioni del grande pilota nel suo approssimarsi al momento fatale.

© Ercole Colombo
© Ercole Colombo
Attraverso una selezione di oltre centocinquanta immagini di Ercole Colombo, la monografia compone un ritratto articolato e per moti versi inedito di Senna, raccontando la carriera sportiva, ma anche gli aspetti più intimi del campione brasiliano. Un percorso ideale, arricchito da un testo di Giorgio Terruzzi, che ripercorre i momenti più significativi di Ayrton Senna: le vittorie storiche, le sconfitte, le perdite degli amici colleghi, le forti rivalità con gli altri piloti, gli affetti, le dinamiche familiari e l’orribile incidente che gli costò la vita.

Prorogata fino al 31 agosto la mostra “Robert Capa in Italia”

La mostra ROBERT CAPA IN ITALIA, 1943 – 1944 è stata prorogata fino al 31 agosto 2016.

L’esposizione, che sta avendo grande successo, si trova a San Gimignano, presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”.

Per informazioni sulla mostra, ecco il link all’articolo scritto da Alessandro Curti.

Clicca qui per accedere al sito di Alinari.


Info:

  • Luogo: Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada, Via Folgore 11, San Gimignano (Si)
  • Ingresso: 7.50 €
  • Tel: 0577.94.00.08.
  • Email: prenotazioni@sangimignanomusei.it
  • Web: www.sangimignanomusei.it

Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna | STEFANIA BERETTA. Una Segnaletica dell’Essere | 9 luglio – 25 settembre 2016

Stefania Beretta | Indian Walls #076 | 2013 | ® Stefania Beretta

ASCONA (SVIZZERA)
MUSEO COMUNALE D’ARTE MODERNA
DAL 9 LUGLIO AL 25 SETTEMBRE 2016

LA MOSTRA
STEFANIA BERETTA
Una Segnaletica dell’Essere

L’esposizione documenta attraverso 50 immagini la ricerca della fotografa svizzera, condotta in India in oltre trent’anni di carriera.


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Dal 9 luglio al 25 settembre 2016, il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ospita la personale di Stefania Beretta (Vacallo, 1957) tra le più accreditate fotografe del panorama internazionale.

La rassegna, dal titolo Una Segnaletica dell’Essere, curata da Mara Folini, Viana Conti ed Ellen Maurer Zilioli, ripercorre, attraverso 50 immagini, la ricerca di Stefania Beretta condotta in India in un arco temporale di trent’anni.

Stefania Beretta | Indian Walls #050 | 2008 | ® Stefania Beretta
Stefania Beretta | Indian Walls #050 | 2008 | ® Stefania Beretta

Il percorso espositivo, diviso in quattro sezioni corrispondenti ad altrettanti cicli fotografici, testimonia quanto il tema del sacro sia profondamente presente nella vita quotidiana del paese asiatico, attraverso un linguaggio capace di approfondire l’argomento da diversi versanti, come quello estetico, umanistico, sociologico, antropologico.

La mostra si apre con la serie indiarasoterra, realizzata tra il 2001 ed il 2002, con la polaroid in bianco e nero e la stampa ai sali d’argento. In questi scatti, Stefania Beretta ripercorre la quotidianità della gente comune, dal sorgere del sole al tramonto, nei rituali del cibo, dell’offerta, del ritiro in preghiera, tutti caratterizzati da un’aura di intensa sacralità.

Indian walls (2008-2015) è un ciclo in cui lo sguardo dell’artista si focalizza su quella pagina urbana che sono i muri cittadini, dove tutte le tracce e le impronte che essi portano con sé, conducono a una vera e propria ‘segnaletica dell’essere’. Sono fotografie digitali a colori, che si presentano come composizioni ora astratte, ora geometriche, ora gestuali, dove colature di vernice si alternano a scritte, a ombre create da oggetti appesi, a strutture create da reticoli di cavi elettrici e telefonici.

Stefania Beretta | Indian Walls #076 | 2013 | ® Stefania Beretta
Stefania Beretta | Indian Walls #076 | 2013 | ® Stefania Beretta

Paesaggi improbabili è il titolo di ciclo in progress, avviato nel 2006, che risponde all’esigenza di dare una dimensione fisica alla bidimensionalità della fotografia, sottoponendola alle impunture dell’ago della macchina da cucire, col fine di dare unicità all’opera fotografica destinata per sua natura alla serialità della stampa. L’artista interviene a posteriori, arricchendo le sue immagini a colori con rammendi e tracciati di fili, che arricchiscono l’impianto visivo delle sue opere.

Stefania Beretta | Paesaggi improbabili #47 | 2015 | ® Stefania Beretta
Stefania Beretta | Paesaggi improbabili #47 | 2015 | ® Stefania Beretta

Chiude idealmente la mostra, rooms (1986-1988), dedicato ai soggiorni di viaggio nelle tante camere d’albergo o locande improvvisate, che ricostruiscono le tappe di un lungo tragitto, fisico e spirituale, compiuto da Stefania Beretta sulle strade indiane. Questi scatti analogici, con una camera di piccolo o medio formato, in bianco e nero, sono tutti frammenti di ricordi, la cui poetica, di natura antropologica, scaturisce da un linguaggio fotografico che coglie gli indizi di una presenza umana mai esibita, avvertita attraverso le tracce, i reperti o le pieghe di un lenzuolo.

Accompagna la mostra un catalogo Casagrande edizioni.


Stefania Beretta. Note biografiche

Dal 1979 opera come fotografa indipendente e ha al suo attivo numerose mostre personali in musei e gallerie in Svizzera e in Europa, nonché pubblicazioni monografiche.

Tra il 1995 e il 2009 riceve diverse borse di studio che le consentono di soggiornare in atelier d’artisti in diversi paesi europei (Francia, Inghilterra, Lituania, Italia).

Nel 1997 pubblica Paris Noir (Pagine d’Arte) e in seguito presso la casa editrice parigina Trans Photographic Press, i volumi rooms (nel 2000), trop (nel 2002) e In Memoriam (nel 2006).

Nel 2004 la SRG SSR Idée Suisse, in collaborazione con la Fondazione Svizzera per la Fotografia e l’editore Lars Müller, realizza Photosuisse, film-ritratto accompagnati da una importante pubblicazione di 28 fotografi svizzeri contemporanei.

Nel 2009 il Museo Cantonale d’Arte di Lugano le dedica una mostra personale del lavoro In Memoriam.

In collaborazione con la Fondazione Credito Valtellinese-Milano realizza diverse pubblicazioni con mostre in Sicilia, Firenze, Milano e Sondrio.

Nel 2011 viene invitata assieme a fotografi di fama internazionale alla mostra Eyes on Paris presso le Deichtorhallen di Amburgo e nel 2015 la stessa mostra viene accolta al Picasso Museum di Münster in Germania.

Le sue fotografie si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.

Vive e lavora a Verscio.


Informazioni:

tel. +41 (0)91 759 81 40; museo@ascona.ch

Sito internet:

http://www.museoascona.ch

“Una fotografia per riscrivere il futuro!”, il progetto di Canon e WeWorld, in mostra allo spazio STILL | 28/6 ore 18.00

Canon presenta l’iniziativa dedicata agli adolescenti dei centri “Frequenza200” di WeWorld, organizzazione con sede a Milano che promuove e difende i diritti dei bambini e delle donne vulnerabili in Italia e nel Mondo, aiutandoli in modo concreto e favorendone l’inclusione sociale. 
Frequenza200 è un progetto di network italiano nato per contrastare la dispersione scolastica che oggi tocca 7 Regioni e che ha nella rete il principio chiave per riportare i ragazzi sui banchi di scuola.Invito WeWorld
I docenti di Canon Academy e il gruppo volontari di Canon hanno fatto vivere a 15 adolescenti dei centri WeWorld un’esperienza formativa completa sulla comunicazione visiva e sulla fotografia come mezzo di espressione: dalle tecniche di base fino alle sessioni di scatto live per cogliere le numerose prospettive che Milano offre.
 
Non un semplice corso, ma un vero e proprio percorso per ispirare la creatività e suggerire ai ragazzi nuovi mezzi espressivi per raccontare la realtà che li circonda e per sviluppare conoscenze che li aiuteranno a scoprire nuovi percorsi lavorativi.
 
Al termine dell’iniziativa verrà presentata una mostra, esposta presso la Galleria STILL di Milano, che raccoglierà gli scatti dei partecipanti che potranno essere acquistati attraverso un’asta il cui ricavato servirà a sostenere i progetti di WeWorld.
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