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Intimate strangers. La personale di Susan Meiselas a Palermo

Shortie on the Bally. Barton, Vermont, USA,1974 @Susan Meiselas _Magnum Photos HR
Shortie on the Bally. Barton, Vermont, USA,1974 © Susan Meiselas Magnum Photos

E’ una delle pioniere del fotogiornalismo moderno, che con le sue tecniche e serie fotografiche ha rivoluzionato il reportage. Susan Meiselas, (Baltimora, 1948), tra le prime donne ammesse alla celebre agenzia Magnum Photos, arriva a Palermo sabato 14 dicembre per inaugurare la sua mostra al Centro Internazionale di fotografia di Palermo diretto da Letizia Battaglia.

Intimate Strangers, il lavoro di Susan Meiselas a Palermo

Intimate strangers, questo il titolo dell’esposizione, presenta Carnival Stripes e Pandora’s Box, due dei lavori più potenti della pluripremiata autrice, nota per aver fatto della fotografia un importante mezzo di denuncia sociale per combattere ogni tipo di violenza, da quella domestica – che racconta in vari progetti come Archives of Abuse (1992) e Room of their Own (2017)- a quella delle guerre (celebre il suo reportage sulla guerra civile in Nicaragua) oltre che strumento di impegno civile per la difesa dei fondamentali diritti umani, e in particolare delle donne, per cui quest’anno ha vinto il premio Women In Motion.

Carnival Strippers, la svolta nella storia del fotogiornalismo

In Carnival Strippers, confluisce un lavoro lungo tre estati consecutive, dal 1972 al 1975, in cui la Meiselas segue le spogliarelliste delle fiere di paese in New England, Vermont e South Carolina. Una documentazione attenta e scrupolosa fatta delle istantanee in bianco e nero non soltanto delle esibizioni sul palcoscenico ma anche dei loro momenti più intimi, alla quali la fotografa affianca le registrazioni audio delle voci delle protagoniste da lei stessa intervistate. Il risultato è un racconto multimediale che per la sua originalità e profondità segna un punto di svolta nella storia del fotogiornalismo, aprendo alla Meiselas le porte della Magnum, la più ambita e celebre agenzia di fotogiornalismo del mondo di cui entra a far parte nel 1967. Da quel momento il coinvolgimento dei soggetti fotografati attraverso la testimonianza diretta diventa una caratteristica del lavoro di Susan Meiselas, una metodologia d’indagine che costituisce per l’artista non solo una pratica analitica ma anche una forma di impegno civile.

Pandora’s Box, la “Disneyland” del sadomaso

Risale a vent’anni più tardi, Pandora’s Box (1995) -seconda parte del percorso espositivo- reportage che può considerarsi l’ideale prolungamento di Carnival Strippers . La serie realizzata in un club sadomaso di New York, svela l’esistenza di un altro rapporto con la violenza e il dolore, che qui è cercato e auto-inflitto per scelta. Pandora’s Box ci trasporta in un luogo esclusivo di 4000 metri quadrati all’interno di un loft di Manhattan, definito la ‘Disneyland della Dominazione’. Oscuramente teatrali e allo stesso tempo non studiate, queste fotografie esplorano una rete di stanze opulente e di set di uno storico “dungeon” newyorkese, dove la protagonista Mistress Raven insieme al suo staff di 14 giovani donne, si esibisce in riti di dolore e piacere fortemente formalizzati.

Info sulla mostra
Dal 15 dicembre al 16 Febbraio 2020
Centro Internazionale di Fotografia
Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili, 4
Ingresso gratuito
Orari Apertura Mostra:
Mar-Dom dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Chiusura: Lunedì.

Book Shop: In volo su Palermo. Un racconto per immagini

Il fotografo Pucci Scafidi ci porta a scoprire la sua città, Palermo, attraverso suggestive immagini dall’alto che immortalano monumenti e luoghi, dai più celebri a quelli meno noti, da una prospettiva insolita. Immagini accompagnate da testi che ci fanno immergere nello spirito della città. Scrive Lorenzo Matassa: “Dobbiamo procurarci le ali della mente per cogliere, nella sommità di noi stessi, tutte le forme e i colori del mondo e per dare un senso compiuto a frammenti del vivere (sulla terra) altrimenti incomprensibili. Questo racconto fotografico traduce in immagini la necessità di esplorare la nostra dimensione quotidiana allo stesso modo in cui lo farebbe un angelo. Un volo puro e trasparente, un’ascesa ad ali spiegate. Angelicamente, sopra Palermo.

Sua Altezza Palermo
Autore: Pucci Scafidi
Editore: Novantacento

Il fotografo Fabio Sgroi presenta il suo libro “Past Euphoria Post Europa”

Presentazione del libro “Past Euphoria Post Europa”
di Fabio Sgroi
Mercoledì 20 dicembre dalle ore 17:30 alle ore 19:30



In collaborazione con il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo e il Goethe-Institut (Palermo), CROWDBOOKS è lieta di invitarvi alla presentazione del volume “Past Euphoria Post Europa” del fotografo Fabio Sgroi: un progetto a lungo termine, che raccoglie 74 scatti, all’interno dello scenario politico ed economico europeo. Un viaggio che coinvolge 14 paesi; un percorso visivo che racchiude la quotidianità, in una società che è stata attraversata da un forte cambiamento, dovuto ai violenti effetti delle dinamiche geopolitiche, dalla caduta del Muro di Berlino all’allargamento dell’Unione Europea.
Come scenario, luoghi simbolo: piazze, statue, campi di concentramento, strade, muri e caserme, che fanno da cornice ai volti, agli sguardi e ai gesti di chi vive il presente in quei posti, segnati allo stesso tempo dal ricordo del passato e della modernità, capaci di mostrare euforia e di cadere nella malinconia. Il libro intende rappresentare il clima e la tensione generale che si vive a est, sia nei paesi che fanno già parte della Comunità Europea, sia in quelli confinanti, che vivono uno stato d’attesa.
Il volume, con la prefazione di Giovanna Calvenzi, è stato pubblicato attraverso la campagna di crowdfunding (Novembre 2017) della piattaforma Crowdbooks.



Intervengono:

Letizia Battaglia, Fotoreporter e Direttrice Artistica del Centro Internazionale di Fotografia
Aurelio Angelini, Docente di Sociologia dell’Ambiente al Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo
Stefano Bianchi, Editore e Fondatore della piattaforma Crowdbooks
Davide Camarrone, Scrittore e Giornalista Rai
Delfina Santoro, Curatrice del libro
Heidi Sciacchitano, Direttrice del Goethe-Institut Palermo
Fabio Sgroi, Fotografo e Autore di “Past Euphoria Post Europa”


Per info su Fabio Sgroi clicca qui

Per info sull’evento:
Ufficio Stampa Crowdbooks 
mob: +39 3339023456
sasha@crowdbooks.com

 

Alla GAM di Palermo la mostra di Henri Cartier-Bresson

FRANCE. Paris. Place de l'Europe. Gare Saint Lazare. 1932.
Henri Cartier-Bresson. Fotografo
21 ottobre 2017 - 25 febbraio 2018
Galleria d’Arte Moderna di Palermo.

Concluse le tappe di Monza, Genova e San Gimignano, i 133 scatti dell’Occhio del secolo sono ospiti alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. La mostra è stata progettata dallo stesso autore con il supporto di Robert Delpire, il suo editore di fiducia recentemente scomparso.


MEXICO. Mexico City. Prostituées. Calle Cuauhtemoctzin. 1934.

Una lunga e piacevole passeggiata tra molti Paesi europei, Asia, USA, Messico e Francia alla costante ricerca del celebre istante decisivo che ha fatto del fotografo francese una celebrità in tutto il mondo. Si tratta di una grande retrospettiva che pone in primo piano il Cartier-Bresson fotografo, come suggerisce il titolo. In mostra sono proposti alcuni ritratti di grandi artisti e intellettuali dell’epoca come Truman Capote, Ezra Pound e i coniugi Curie, il celebre scatto alla Gare St. Lazare, la serie sulle prostitute messicane e sui funerali di Gandhi.

Fotografie per tutti i gusti che offrono allo spettatore una visione completa della produzione di Cartier-Bresson, sottolineandone la capacità innata di essere sempre al posto giusto nel momento giusto.


Galleria d’Arte Moderna, Via Sant’Anna, 21 – 90133 Palermo

Orari: martedì-domenica ore 9.30-18.30

Tel: 091.84.31.605. E-mail: info@gampalermo.it Web: www.gampalermo.it

Fino al 25 febbraio 2018

Francesco Faraci: MALACARNE

FRANCESCO FARACI: MALACARNE

Kids come first

CROWDBOOKS, Ottobre 2016

a cura di Benedetta Donato


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MALACARNE. Kids come first è il libro che racchiude un viaggio lungo tre anni, compiuto da Francesco Faraci nel ventre di Palermo.
Protagonisti i bambini raccontati in una selezione di oltre 70 immagini, raccolte nella pubblicazione edita da CROWDBOOKS, a cura di Benedetta Donato.

Come recita il sottotitolo, i bambini vengono prima di tutto il resto, anche in quelle realtà percepite ai margini della società, dove esistono leggi non scritte che, in alcuni particolari contesti, si è costretti a conoscere e ad assimilare come vere e proprie regole dello stare al mondo.

Ballarò, Monreale, Albergheria, Zen, Brancaccio sono solo alcune delle tappe tracciate nella mappa seguita dall’autore, alla scoperta di quei quartieri che rappresentano veri e propri microcosmi, cui i bambini ripresi appartengono e in virtù di questo sono portatori di una particolare, forte e specifca identità.



I benpensanti li chiamano i «Malacarne» termine che sta ad indicare persone di cui è meglio non fdarsi e che, nel gergo locale, si declina in una varietà di signifcati negativi, riconducibili e riferiti agli occupanti di determinate zone della città. Da qui nasce il lavoro del fotografo che decide provocatoriamente di iniziare da questa espressione popolare, per scardinare il luogo comune e ritrarre l’altro volto dei Malacarne: l’essere bambini, nonostante la realtà difcile in cui si consuma la fase dell’infanzia, per farne venir fuori tutta la forza, la vitalità e l’energia da essi trasmessa e catturata attraverso le immagini pubblicate in questo libro.

Una pubblicazione resa possibile grazie a CROWDBOOKS, la nuova realtà in campo editoriale, nata per realizzare progetti fotografci ed artistici, di cui coordina la produzione, pubblicazione e distribuzione anche on line, in base alle logiche del crowdfunding.

Il libro pubblicato in un’unica edizione bilingue (italiano-inglese) oltre al testo critico a frma della curatela, si arricchisce di un racconto scritto dallo stesso Faraci, che accompagna la lettura delle immagini.

MALACARNE. Kids come frst sarà disponibile dalla fne del mese di ottobre 2016 e verrà presentato in anteprima l’8 novembre a Milano presso lo Spazio STILL e il 19 novembre presso il PHOTOLUX Festival a Lucca, per iniziare un tour nelle principali città italiane e manifestazioni di settore dal 2017.


FRANCESCO FARACI nasce a Palermo nel 1983.
Dopo gli studi umanistici in Antropologia e Sociologia, nel 2013 individua nella fotografa il proprio mezzo di espressione e si forma attraverso le immagini dei grandi autori della tradizione francese e americana, quali William Klein, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Robert Capa.
Nel 2014 riceve il Primo Premio al Festival Nuove Impressioni di Alcamo, con il reportage fotografco “Cupe Vampe” e ha tenuto un blog sulla testata giornalistica on line “L’Ora Quotidiano” raccontando storie palermitane.
Nel 2015 segue un workshop fotografco con la fotografa Shobha Battaglia.
Una selezione di sue fotografe riguardanti il tema dei migranti, è stata utilizzata nell’ambito della campagna pubblicitaria per la “Marcia degli scalzi”, l’iniziativa di solidarietà verso i migranti, lanciata dal regista Andrea Segre e svoltasi a Palermo ad ottobre del 2015.
Nello stesso anno collabora con il cantautore Luca Bassanese alla realizzazione di un video per l’inaugurazione della Fondazione Don Andrea Gallo e della Comunità di San Benedetto al porto di Genova.
Nell’Aprile del 2016 è stato invitato a Reggio Emilia per una Residenza Artistica nel corso della quale ha sviluppato il progetto “Ma io non vedo Nessuno” successivamente esposto in Via Roma in occasione del Festival Fotografa Europea, nell’ambito del Circuito Of. Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su riviste nazionali ed estere (Il Venerdì di Repubblica, La Repubblica, Il Manifesto, Erodoto108, Time Magazine, Globe and Mail, The Guardian); ha preso parte a conferenze e seminari sulla realtà delle periferie della sua città.
Mostre personali e proiezioni dei suoi lavori sono state allestite in alcune gallerie e scuole di fotografa siciliane.
Collabora con l’Associazione Teatro Atlante, con la Fondazione Ignazio Buttitta e tiene workshop presso la Scuola Stabile di Fotografa di Palermo.
Oggi occupa principalmente di fotografa documentaria e reportage sociale, ponendo al centro del suo lavoro la sua terra, la Sicilia, della quale ama descriverne gli incroci culturali e i paradossi esistenziali, rivolgendo l’attenzione alle condizioni di vita degli immigrati, dei minori delle zone disagiate e abbandonate della città e nelle periferie. Attualmente collabora con le testate Time Magazine e The Globe and Mail.
E’ inoltre videomaker e scrittore di romanzi, di racconti e saggi che hanno come tema le sue radici e la sua terra d’origine.
MALACARNE. Kids come frst edito da CROWDBOOKS, 2016 a cura di Benedetta Donato è la sua prima pubblicazione fotografca.

Per la prima volta a Palermo appuntamento con Canon Photo Marathon

Piazza Bellini a Palermo con Canon per la manifestazione più divertente dell’anno: Italia Photo Marathon 2016

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Scegli la tua prospettiva preferita: dal Teatro dei Normanni, alla Cattedrale fino alle bancarelle degli ambulanti di Ballarò dove si danno appuntamento i colori e i profumi di Palermo e della Sicilia intera. Canon ti invita a partecipare alla maratona fotografica dell’ultima tappa di Italia Photo Marathon. Anche quest’anno Canon è main sponsor dell’evento culturale itinerante che coniuga la passione per la fotografia e la promozione del territorio. Per la prima volta Palermo ospita questo divertente appuntamento domenica 16 ottobre alle ore 10.00 in Piazza Bellini. L’hashtag ufficiale è: #PalermoIPM.

La Photo Marathon rappresenta un’avventura ideale per tutti coloro che, attraverso il linguaggio delle immagini, vogliono esprimere la propria fantasia e immortalare le bellezze della città, all’insegna dell’esplorazione urbana e della sperimentazione fotografica.

9 temi in 9 ore per scoprire con occhi diversi il territorio e dar vita a immagini creative e personali. Palermo chiude il Tour 2016 che ha fatto tappa da nord a sud della nostra Penisola: Genova, Padova, Roma, Milano e Torino registrando un altissimo numero di partecipanti.

Come si diventa ‘fotomaratoneta’? 

Requisiti essenziali: passione per la fotografia e tanta voglia di divertirsi. Per il resto è tutto molto semplice! Basta registrarsi preventivamente sul sito e avere con sé una macchina fotografica digitale. Per coloro che non ne fossero provvisti è possibile chiedere in prestito un dispositivo Canon. Sarà infatti messa a disposizione dei maratoneti un’ampia scelta di prodotti: reflex, compatte, mirrorless e numerose ottiche. In questa occasione sarà possibile testare Canon EOS 1300D, la Social Reflex Canon che permette di scattare e condividere le immagini dal proprio smartphone in pochi istanti oltre all’imperdibile Canon EOS 80D facile, versatile e dall’incredibile velocità di scatto.

I fotomaratoneti dovranno caricare i loro scatti entro la mezzanotte del giorno successivo sulla piattaforma dell’evento. Le immagini raccolte, visibili in una gallery permanente, costituiranno un mosaico vivido e originale del territorio romano. Una giuria qualificata valuterà i migliori scatti in base a tre criteri: originalità, pertinenza al tema e correttezza formale. Le prime tre foto vincitrici di ogni categoria verranno stampate ed esposte in una mostra collettiva aperta al pubblico.

Il primo classificato riceverà Canon EOS 80D in kit con l’obiettivo EF-S 18-55 IS STM, una fotocamera versatile e capace di catturare suggestive fotografie e splendidi filmati Full HD. Il secondo classificato si aggiudicherà invece una Canon PowerShot G7 X Mark II, compatta raffinata e connessa, estremamente precisa nel catturare ogni dettaglio grazie all’ampio sensore.

Tutti ai blocchi di partenza…pronti a scattare!

Nicola Cicognani

"Stazione centrale" Milano 2015

La storia di un fotografo che si tuffa nelle grandi periferie del mondo alla ricerca dell’umanità nelle metropoli e dell’attimo di poesia


di Alessio Perrone


«Ho capito a Palermo ciò che spingeva altri artisti: non potevo non rendere una traccia di ciò che stavo vedendo. È lì che è arrivata la fotografia»


"Stazione centrale" Milano 2015
“Stazione centrale” Milano 2015

«La città nuova è una sfida: entrarvi è affascinante, è come azzerarsi. Nessuno ti conosce, nessuno sa chi sei; drizzi le antenne, stai attento a cosa ti circonda, a cosa ti può salvare e a cosa non può farlo». Nicola Cicognani racconta con l’impeto di un fiume in piena, includendo nelle sue parole sempre più ricordi, storie e immagini del suo lavoro. Un’opera di esplorazione fotografica compiuta attraverso delle immersioni tra Rimini, Palermo, Milano e New York, in cui il fotografo si stacca dal documentarismo per il suo cercarsi e riscoprirsi nelle genti, nelle architetture, e nel suo stesso racconto.


«La felicità abita nelle metropolitane di periferia» Nicola Cicognani


Palermo

"Arcobaleno a Palermo" Palermo 2009
“Arcobaleno a Palermo” Palermo 2009

Il lavoro dedicato alla capitale siciliana è quello che ha sancito il suo status di fotografo. «A Palermo ero andato in cerca di umanità», racconta. «Sono stati quattro mesi di fuga alla ricerca di ciò di cui avevo bisogno e che ho trovato sui marciapiedi, nella gente senza un soldo. Ho raccontato la città così come io la sentivo». Cioè con colori violenti e decomposti, che accendono gli scorci e le piazze. Nella città trovano spazio arabeschi, icone di cristi e santi che spuntano come funghi nei negozi e tra le finestre rotte, nelle piazze deserte e negli edifici in degrado. Per Nicola Cicognani questo è un luogo dai contrasti profondi, in cui affiorano i vissuti, gli oggetti e i sogni di coloro che la popolano e l’hanno popolata nei secoli.

"La vetrina" Palermo 2010
“La vetrina” Palermo 2010

«Ogni tanto c’è qualcosa che per poco tempo è fotografia, e io sento di doverlo portare via» Nicola Cicognani


New York

"A mother" ny 2012
“A mother” ny 2012

Dopo Palermo, il suo sguardo si interessa sempre più alla figura umana e a una lettura che non può non risentire dell’ambiente urbano. Durante il viaggio verso l’altra sponda dell’Atlantico con destinazione New York, l’approccio profondo ed emotivo dedicato a Palermo si disfa della violenza e dei colori accesi. Nicola Cicognani si tuffa tra le strade in cui era nata la street photography. «New York è fortissima. È il lato bello della modernità, c’è un posto per ogni stato d’animo» ci dice. E lui si immerge nella capitale, tra le strade e la gente, e la dipinge attraverso i passaggi mutevoli sulla sua umanità. Nella Grande Mela il colore si fa più bilanciato all’interno della composizione, lasciando spazio al racconto vero e proprio della città, trasmesso con una fotografia ovattata e contemplativa. Passeggeri d’autobus che osservano il fotografo da dietro una bandiera americana, affetti e solitudini nascoste, riflessi sulle vetrine, vecchi neon e hot dog sono la foresta di simboli della New York in cui si rispecchia il narratore, « È una città così forte da dirti chi sei». Dopo New York, Nicola Cicognani sta lavorando su Milano, spostando sempre più il suo sguardo sulla gente che la popola. «Cerco l’umanità, persone colte in un momento di emozione, in treno, in metropolitana, in centro», racconta. L’approccio è lo stesso: «Guardando le persone, come gli interni e le architetture, capisci molte cose di una metropoli. Ma Milano è una nuova città, una nuova sfida».

3 am Manhattan ny 2012
3 am Manhattan ny 2012

«Guardando a dettagli di pareti scrostate, interni vissuti e logori, scorci di persone e vite cittadine, restituisce alle cose, spesso dimenticate, quella dignità che gli era appartenuta» Nicola Cicognani

"Grattacielo Pirelli" Milano 2015
“Grattacielo Pirelli” Milano 2015


Nicola Cicognani è nato a Bologna il 26 agosto 1968. Ha 13 anni quando, di nascosto dalla madre, prende in mano una fotocamera per la prima volta, senza velleità artistiche. Cresce pensando di diventare un pittore, un attore o uno scrittore. Si laurea in giurisprudenza, cedendo alle aspettative familiari. Ritratto CicognaniA quarant’anni subisce un grave incidente in moto ed è la svolta. Fotografa il mare di Rimini (2008) dopo la tempesta, poi Palermo (2009-10) per qualche mese con l’occhio dello street photographer. Da quegli scatti, quasi per caso, nasce la sua carriera da professionista. Franco Fontana nota una sua foto da uno stampatore e gliene chiede una copia. Poco più tardi, l’incontro con Denis Curti. Dal 2008 Cicognani collabora con la Galleria Forni di Bologna. Tra i maestri studiati, Eggleston, Scianna e Wenders. I suoi lavori più recenti sono quelli dedicati a New York e a Milano.

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