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PHOTOSTORIES: Paolo Ventura, la noia come ispirazione

Paolo Ventura

Da dove arriva l’ispirazione? Secondo l’artista e fotografo Paolo Ventura, spesso è la noia a far nascere in noi l’esigenza di costruirci un mondo interiore che possa aprirci le porte della creatività.

 

Foto storica: Paolo Ventura, 9 Febbraio

L’illusione del reale strettamente connesso alla possibilità di viaggiare virtualmente nel tempo rappresenta l’elemento di massima riconoscibilità dei lavori di Paolo Ventura, che ha fatto la sua fortuna autoriale con maniacali ricostruzioni di scenari appartenenti al passato. La riflessione che scaturisce dai suoi lavori si può riferire allo statuto della fotografia e alla sua capacità di ingannare rispetto alla relazione tra i suoi contenuti e il reale dal quale deriva. L’analisi del corpus autoriale di Ventura permette di mettere in discussione le infondate certezze dei sostenitori del valore probatorio dell’immagine fotografica.

Paolo Ventura, 9 Febbraio
Dalla serie Lo Zuavo Scomparso, 2012.
Courtesy l’artista.

Paolo Ventura, l’inventore dei sogni

The Automaton 2, 2010

Paolo Ventura

Le magiche storie di Paolo Ventura partono sempre dal reale per arrivare alla morbidezza della dimensione onirica

Nel libro di Yan Mc Evan, L’inventore di sogni Peter è un bambino che, come Paolo Ventura, non si accontenta della realtà così come è e allora la ricostruisce su misura, esattamente come si può confezionare un abito. Nel 2006 Paolo  Ventura è un affermato fotografo di moda con una grande curiosità per le storie e la messa in scena. Proprio in questo periodo prende forma il suo primo progetto: War Souvenir. Una serie di immagini legate fra loro dalle suggestioni della guerra che la nonna gli raccontava durante l’infanzia e l’adolescenza.  Storie che riaffiorano e che si trasformano in tanti piccoli diorami: ricostruzioni in miniatura che, una volta ultimati, vengono fotografati. Paolo disegna le scene, poi cerca, compra, incolla, costruisce ogni particolare. Tutto in miniatura:  case, finestre, pavimento, tavoli, lampade, letti, vasi di fiori, figure umane, animali, anche i  cieli. Il risultato è sorprendete: sembra vero. Lo spettatore, esattamente come accade al cinema, deve fare la sua parte, cioè completare il racconto e rendersi disponibile a credere alla finzione, partecipando al gioco collettivo dell’inganno. War Souvenir è un successo planetario. Mostre, un libro con Contrasto Editore e moltissimi collezionisti che si contendono le tirature limitate di quello che può essere considerato un nuovo genere della fotografia. Paolo Ventura abbandona la moda e si ritrova tra le star della fotografia contemporanea. Nel 2009 è la volta di Winter Stories, un racconto dedicato alle suggestioni del freddo, della neve. I paesaggi malinconici punteggiano il suo linguaggio che si fa sempre più preciso e definito, tanto nella ricostruzione delle scene, quanto nella capacità di ricreare situazioni cariche di emozioni e di rimandi. Nel frattempo Ventura si è trasferito a New York e il libro che accompagna il suo ultimo lavoro è del prestigioso editore Aperture. Il successo di  Ventura è internazionale. Le sue fotografie raggiungono quotazioni importanti. I formati piccoli costano 7000 euro, quelli più grandi arrivano a 15.000 euro. Non solo: Il mercato si contende anche i diorami (le sue ricostruzioni, i suoi modellini) che i collezionisti cominciano ad acquistare. La trilogia si chiude con un progetto dedicato a Venezia: The Automaton. Nei lavori successivi, Paolo Ventura, in piena coerenza con le opere precedenti, fa un ulteriore passo avanti: non ci sono più i pupazzi ricostruiti ma è lui stesso che entra nelle sue opere. Le scenografie si fanno più asciutte. Il lavoro, ora, è a togliere. L’obiettivo è una sintesi totale. La sua figura di uomo si confronta con la città e con gli spazi immaginati, che si ritrovano nelle nuove serie Short Stories e nella Città infinita.
…la realtà così com’è, mi interessa poco, esiste già.  Allora la ricostruisco a modo mio. Mi interessa raccontare mondi che non esistono. Anche se le scale sono sbagliate, o la prospettiva è allungata o schiacciata, poco importa: la fotografia rende tutto credibile. E’ sempre stato così.

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ALLA TRIENNALE DI MILANO DAL 26 GENNAIO AL 18 FEBBRAIO 2018 LA MOSTRA NEW PERSPECTIVE

“La prospettiva non è una regola ma un sentimento”

ALLA TRIENNALE DI MILANO

DAL 26 GENNAIO AL 18 FEBBRAIO 2018

LA MOSTRA NEW PERSPECTIVE


Un evento AIL, Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, col supporto di Takeda Italia, per sensibilizzare alla lotta contro il mieloma multiplo.

Installazioni, fotografie e video di 23 artisti italiani condurranno i visitatori a guardare la realtà da un’angolazione inedita.

Il ricavato della vendita dei biglietti e del catalogo sarà interamente devoluto a sostegno dei progetti AIL di ricerca scientifica e assistenza.



Dal 26 gennaio al 18 febbraio 2018, la Triennale di Milano ospita New Perspective, un evento dedicato all’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, col patrocinio della SIE Società Italiana di Ematologia e di REL Rete Ematologica Lombarda, e il supporto di Takeda Italia, per informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo.

Tutti i proventi ricavati dalla vendita dei biglietti e del catalogo saranno infatti interamente devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo.

Da un’idea di Ogilvy Italia, agenzia di comunicazione, nasce New Perspective: una mostra, curata da Denis Curti, che presenta installazioni, fotografie e video di 23 artisti le cui opere porteranno i visitatori a guardare la realtà, spesso difficile, da un’angolazione inedita.

“Un gruppo di artisti – afferma Denis Curti -, dotati di un particolare sismografo interiore, riesce a svelare punti di vista inediti sul mondo accompagnandoci all’interno di uno sviluppo armonico capace di misurare una quantità umana senza peso specifico”.

La collettiva, grazie alla regìa curatoriale che segue un registro visivo ed emotivo, presenterà autori italiani appartenenti a quella ‘generazione di mezzo’ nata nella seconda metà del secolo, che si troveranno per la prima volta a esporre tutti assieme.



Si potranno così ammirare le installazioni di Carola Bonfili, Letizia Cariello, Carlo Cossignani, Theo Drebbel, Manuel Felisi, Martino Genchi, Fabio Giampietro, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Luca Pancrazzi, Lorenzo Vitturi, le fotografie di Silvia Camporesi, Lorenzo Cicconi Massi, Paola De Pietri, Maurizio Galimberti, Fabio Paleari, Marco Palmieri, Agnese Purgatorio, Paolo Ventura e i video di Olivo Barbieri, Paola Di Bello, Francesco Jodice, Masbedo.

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