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Jeff Widener: un uomo solo è in grado di fermare una colonna di carrarmati?

Tank man, Pechino, 1989 - © AP Photo/Jeff Widener
Tank man, Pechino, 1989 - © AP Photo/Jeff Widener

Jeff Widener (1951), statunitense, fotografo dal 1978, dopo aver vinto una borsa di studio della Kodak, dal 1981 al 1984 fotografo UP, dal 1987 al 1995 fotoreporter AP per il sud-est asiatico, oggi è free-lance e vive ad Amburgo.
Con questo scatto, fu finalista al premio Pulitzer.

Un uomo solo è in grado di fermare una colonna di carrarmati? Siamo a Pechino nel 1989 nei giorni della protesta più grande dalla Rivoluzione del 1949; la repressione causerà centinaia, forse migliaia di morti. Nel viale Changan, all’ingresso di piazza Tienanmen, colma di tensione, un ragazzo in camicia bianca si ferma e blocca i cingolati, un moderno David davanti a Golia. Solo pochi minuti, poi la colonna entrerà nella piazza, ma Jeff Widener lo ferma per sempre con una fotografia. Scatta dalla camera di un hotel che si affaccia sulla piazza, in cui è entrato per cercare un buon punto di osservazione, pur rischiando di essere sorpreso dal personale dell’albergo. Aiutato da Kirk Martsen, uno studente a lui sconosciuto, che lo porta nella sua stanza e che poi ne esce con il rullino nascosto addosso, riuscendo a consegnarlo all’ambasciata americana che a sua volta lo recapita all’AP. La fotografia fu rapidamente diffusa in tutto il mondo, tranne che in Cina, dove fu vietata.

Immagine in evidenza Tank man, Pechino, 1989 – © AP Photo/Jeff Widener

Caos Leica: censurata in Cina per il video del massacro di piazza Tienanmen

Tank man, Pechino, 1989 - © AP Photo/Jeff Widener

Caos Leica in Cina.
Il colosso, leader nella produzione di lenti e fotocamere, ha infatti girato un video intitolato “La caccia” che ha sollevato in questi giorni un polverone.
Il breve video vuole rendere onore ai fotografi che rischiano la vita per riprendere i grandi eventi storici e, non a caso è stato scelto, come avvenimento principale, il massacro di piazza Tienanmen.
Nella clip si vede un fotografo straniero che il 4 giugno 1989 a Pechino riesce a fotografare da una stanza d’albergo “Tank Man”,  il cinese che decise di mettersi davanti la colonna dei carri armati per impedirne il passaggio.
Perché tanto clamore? Il regime comunista non solo ha vietato di parlare del massacro degli studenti ma impedisce anche  la commemorazione delle vittime.
Il caso si sta allargando a macchia d’olio: Leica infatti fornisce anche le lenti per smartphone alla Huawei e questo polverone, sollevato con la pubblicazione del video, rischia di travolgere anche il colosso tecnologico cinese.
“Il video non è prodotto da Leica, che deve quindi prendere le distanze dai contenuti del video. Siamo spiacenti per ogni incomprensione o falsa conclusione che può essere tratta”. Questa la comunicazione ufficiale di Leica rilasciata al South China Morning Post.
Le scuse di Leica non convincono: il video termina proprio con il logo del marchio.

 

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