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Kodak Smile Classic: la nuova macchina fotografica istantanea

Kodak Smile Classic è la nuova macchina fotografica istantanea che ricorda molto le Polaroid.
Kodak ha presentato alla IFA questa nuova macchina fotografica che utilizza una stampante senza inchiostro. La Smile Classic, che sfrutta la tecnologia Zink è la naturale evoluzione della vecchia Polaroid.

Kodak Smile Classic: caratteristiche

Le foto sono grandi 8,9 x 10,9 cm e presentano un retro adesivo. La fotocamera da 10 MP, dotata di flash, possiede anche un mirino a scomparsa e uno slot di memoria SD.
La Smile Classic è dotata inoltre di connessione Bluetooth e potrà essere utilizzata come stampante e collegando lo smartphone alla macchina fotografica sarà possibile stampare presenti sul telefono.

Il prezzo di listino è di 179,99€. Sarà disponibile in 4 diversi colori.

Personaggi da ricordare: Edwin Herbert Land. L’uomo che inventò la Polaroid

Edwin Herbert Land. L’uomo che inventò la Polaroid

Edwin H. Land nasce negli Stati Uniti d’America nel 1909, inventore particolarmente produttivo, nel febbraio 1947 ufficializza l’invenzione che lo ha reso grande, la Polaroid. Studente di chimica ad Harvard, lasciò l’università per concentrarsi sullo studio della luce polarizzata. La svolta decisiva nella sua ricerca avvenne quando nel 1934 la Eastman Kodak gli commissionò un polarizzatore laminato tra due fogli di vetro ottico; tre anni dopo venne prodotto il film plastico polarizzante, applicato, inizialmente, agli occhiali da sole. Finita la guerra, Land capì e focalizzò le sue ricerche su un progetto che permettesse di avere tra le mani le fotografie subito dopo lo scatto. È il 21 febbraio 1947 quando l’inventore esce dal laboratorio con la prima macchina fotografica istantanea e la relativa pellicola; aveva inventato la Polaroid. Il modello Land Camera inizia la storia del lungo successo della Polaroid che arriverà alla fama mondiale con il modello SX70

Edwin Herbert Land: L’uomo che inventò la Polaroid

Edwin H. Land nasce negli Stati Uniti d’America nel 1909. Inventore particolarmente produttivo, nel febbraio 1947 ufficializza l’invenzione che lo ha reso grande, la Polaroid. Studente di chimica ad Harvard, lasciò l’università per concentrarsi sullo studio della luce polarizzata. La svolta decisiva nella sua ricerca avvenne quando nel 1934 la Eastman Kodak gli commissionò un polarizzatore laminato tra due fogli di vetro ottico; tre anni dopo venne prodotto il film plastico polarizzante, applicato, inizialmente, agli occhiali da sole. Finita la guerra, Land capì e focalizzò le sue ricerche su un progetto che permettesse di avere tra le mani le fotografie subito dopo lo scatto. È il 21 febbraio 1947 quando l’inventore esce dal laboratorio con la prima macchina fotografica istantanea e la relativa pellicola; aveva inventato la Polaroid. Il modello Land Camera inizia la storia del lungo successo della Polaroid che arriverà alla fama mondiale con il modello SX70

“Viviamo in un mondo in così rapida evoluzione che colui che riteniamo di buon senso sta facendo ora quello che sarebbe andato bene l’anno scorso”. Edwin H. Land

Fotografia della settimana: Steve McCurry e l’ultima Kodachrome 64

Il 19 dicembre 2012 Kodak dichiara il fallimento. Steve McCurry attraversa il mondo per scattare le 36 fotografie dell’ultimo rullino Kodachrome.


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© Steve McCurry

Quando il 19 dicembre del 2012 Kodak dichiara il fallimento attraverso la procedura del Chapter 11, Steve McCurry decide di scattare una serie di immagini con l’ultimo rullino uscito dalla mitica azienda produttrice di pellicole, che trent’anni prima deteneva una quota di mercato del 90% negli Stati Uniti.
Trentasei immagini per chiudere un’epoca. Una sfida personale attraverso il mondo per celebrare la produzione analogica, su cui oggi si può anche ironizzare viste le disavventure con il digitale e la post-produzione del fotografo americano. Ma d’altra parte, questa sorta di contrappasso è toccata alla stessa Kodak: era suo lo slogan “voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”, una fotografia resa sempre più semplice da arrivare al giorno in cui non c’è stato più bisogno né di qualcuno che facesse il resto né, appunto, di rullini.
Ma torniamo alle trentasei foto di Steve McCurry e alla sua pericolosa idea di prendere treni e aerei con questo oggetto unico conservato al buio nella sua macchina fotografica. Tre foto le ha dedicate a Robert De Niro, a New York. Quindici foto le ha scattate in India, tra Mumbai and Rajastan. Altri scatti sono stati realizzati in Turchia, a Istanbul, dove il soggetto scelto è stato l’amico Ari Gulier, il Cartier-Bresson turco come lo definisce McCurry. Rientrato in America, erano state scattate trentacinque delle trentasei pose disponibili. Prima di portare il Kodachrome 64 al laboratorio di sviluppo Kodak di Paron, nel Kansas, uno dei migliori centri di sviluppo Kodak, McCurry sceglie di realizzare l’ultimo scatto nel cimitero della cittadina. Qui si chiude la storia del Kodachrome 64.Una storia simbolica, con altissime probabilità che tutto andasse a monte per un dettaglio. Quando chiediamo a fotografi che passano la loro vita in viaggio quale è la cosa che proteggono in caso di pericolo imminente, tutti ci rispondono: prima la vita, poi le schede di memoria. La macchina fotografica la puoi ricomprare, la puoi riparare, la puoi perfino ricostruire e tenere insieme con il nastro. Le schede e i rullini che contengono il tuo lavoro no, sono qualcosa di irripetibile. Steve McCurry ha attraversato mezzo mondo con l’ultimo rullino Kodachrome 64 nella sua Nikon F6 e immaginiamo che cosa possa aver pensato quando il funzionario della dogana dell’aeroporto di Mumbai, prima di imbarcarsi per tornare negli Stati Uniti, gli ha imposto di aprire la macchina fotografica per accertarsi che non contenesse esplosivo
Di Enrico Ratto

Le sneakers Polaroid ispirate alle fotocamere istantanee

Immagine PetaPixel

Polaroid, nell’aprile 2018, ha annunciato una partnership con il marchio di abbigliamento sportivo Puma e a settembre 2018 sono arrivate le prime sneakers Puma x Polaroid.
Progettate per celebrare l’80°anniversario della Polaroid, le due sneakers fanno parte della riedizione di Puma della sua classica linea Running System (RS) degli anni ’80.
La fotografia istantanea ha assunto un nuovo significato da quando Polaroid ha introdotto la fotocamera istantanea negli anni ’40“, scrive PUMA. “Ora abbiamo telecamere che possono stare in tasca, fotocamere che volano e più posti per vedere queste foto come mai prima d’ora. La reinvenzione della fotografia ha cambiato il nostro modo di viaggiare, condividere storie, interagire con i nostri amici e catturare momenti.”
La sneaker RS-0 Polaroid è ispirata alla fotocamera istantanea Polaroid OneStep e presenta una silhouette OG che si mantiene fedele allo stile retrò della sneaker originale degli anni ’80.

La RS-0 Polaroid ha un prezzo di $ 120 ma attualmente è esaurita sul sito di Puma.
La RS-100 Polaroid può essere acquistata per $ 100 attraverso rivenditori come Foot Locker e Urban Outfitters.

Venne presentata la fotografia a sviluppo immediato: è il 21 Febbraio 1947

Immagine via news.harvard.edu

E’ il 21 Febbraio 1947: nasce la fotografia a sviluppo immediato. La Polaroid

Il 21 febbraio 1947 il titolare del brevetto sul filtro polarizzatore, Edwin H. Land presentò la fotografia a sviluppo immediato;la presentazione avvenne al Pennsylvania Hotel di New York nel corso dell’assemblea annuale dell’Optical Society of America.
Il racconto di quella sera è contenuto nella biografia di Land, Edwin H. Land e la Polaroid (Sperling & Kupfer Editori1989), compilata da Peter C. Wensberg.
L’effettiva commercializzazione della prima Polaroid avvenne solo quasi due anni dopo; la vendita dell’originaria Polaroid Model 95 iniziò, ai grandi magazzini Jordan Marsh di Boston , il 26 novembre 1948.

Un tuffo nel passato con Polaroid One Step 2: il regalo di Natale perfetto

Polaroid One Step 2

Nital è il distributore italiano di Polaroid Originals che è tornata sul mercato con One Step 2 (130 €), versione moderna, ma ancora analogica, della One Step che è stata ed è un’icona della fotografia istantanea. Concepita con lo stesso semplice sistema punta-e-scatta dell’originale e con il medesimo look spudoratamente anni Settanta, la macchina ha un’ottica a focale e fuoco fissi, tre livelli di esposizione, un flash integrato (all’occorrenza disattivabile con l’apposito interruttore) e il leggendario slot in cui inserire la cartuccia i-Type da 8 scatti (15-16 € a seconda della versione). Le concessioni alla modernità prevedono una batteria a lunga durata, un cavo USB per la ricarica di quest’ultima e un timer per l’autoscatto.

Per acquistarla clicca qui! 

Prima di Instagram: la Polaroid e Warhol

Polaroid e Warhol

Sembra ieri ma sono già passati … 81 anni! Correva l’anno 1937 quando il mitico Edwin Land diede vita a quella che in breve divenne l’azienda produttrice di materiale fotografico che rivoluzionò il concetto stesso di di fotografia: la Polaroid.

La prima macchina Polaroid venne messa in vendita nel 1948

La prima macchina Polaroid venne messa in vendita nel 1948, ma la macchina che ebbe più successo fu la Folding Pack. Il maestro della pop art Andy Warhol fu (come si direbbe oggi) il testimonial più celebre della fotografia a sviluppo immediato e tra i più grandi appassionati delle iconiche fotografie quadrate tanto da farne un elemento centrale di molte sue opere. Warhol invitava gli ospiti a pranzo, poi li faceva sedere di fronte a un muro, li truccava e poi scattava.  “Una foto significa sapere dove mi trovavo in ogni momento. Per questo motivo scatto fotografie. È un diario visivo” – spiegava Andy Warhol.

Warhol:  instancabile cronista della vita:

Warhol era un instancabile cronista della vita: dalla fine degli anni ’60 alla sua scomparsa nel 1987, ha portato con sé, praticamente ovunque andasse, una Polaroid, accumulando così un’enorme collezione di istantanee di amici, personaggi famosi e oscuri, elementi scenografici e di moda e autoritratti. A chi ama la pop art e la magia delle Polaroid consigliamo Andy Warhol. Polaroids una bellissima monografia realizzata da Richard B. Woodward, critico d’arte del New York Times, in collaborazione con la Andy Warhol Foundation che raccoglie centinaia di istantanee, la maggior parte delle quali inedita. Ritratti di celebrità come Mick Jagger, Alfred Hitchcock, Jack Nicholson, OJ Simpson, Pelé, Debbie Harry compaiono accanto a immagini del suo entourage e della sua vita, panorami e nature morte. Spesso spontanee, le Polaroid di Warhol documentano la sua era in modo analogo a quanto Instagram fa oggi nei suoi quadrati digitali pubblicati on-line da milioni di persone che hanno reso così, forse, ancora più “pop” la creazione di immagini evocative che congelano frammenti della realtà quotidiana.
 
 
 

Workshop in Fotografia istantanea con Maurizio Galimberti

Il workshop in Fotografia istantanea con Maurizio Galimberti è un’occasione unica per tutti gli appassionati di fotografia di confrontarsi con una delle personalità più importanti nel panorama nazionale contemporaneo e allo stesso tempo un’opportunità per scoprire la Fotografia istantanea grazie a un vero maestro di questo genere che, applicato a luoghi, spazi e ritratti, è in grado di esprimere creatività e progettualità in maniera attuale e originale al tempo stesso. Per partecipare al corso è indispensabile portare il proprio apparecchio a sviluppo istantaneo.

Maurizio Galimberti si accosta al mondo della fotografia analogica esordendo con l’utilizzo di una fotocamera a obiettivo rotante Widelux per poi focalizzare il suo impegno, dal 1983, sulla Polaroid. Nel 1991 inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto testimonial ufficiale realizzando il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995. Altro focus della sua ricerca è la tecnica del “Mosaico Fotografico” che inizialmente adatta ai ritratti: il primo esperimento risale al 1989 quando ritrae suo figlio Giorgio. Seguiranno i ritratti di Michele Trussardi, Carla Fracci e Mimmo Rotella. Il successo con cui vengono accolte queste rappresentazioni di volti lo portano a partecipare come ritrattista ufficiale al Festival del Cinema di Venezia. Il “Mosaico” diviene ben presto la tecnica per ritrarre non solo volti, ma anche paesaggi, architetture e città. Tra i suoi numerosi lavori ricordiamo quelli per le città di Parigi, New York e Berlino, per la Società Calcio A.C. Milan, per Jaeger LeCoultre e per FIAT. In occasione di EXPO2015, ha presentato la pubblicazione dal titolo Milano by Maurizio Galimberti (MBP Gruppo Editoriale). Tiene regolarmente workshop e lectio magistralis di fotografia e le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni di fotografia.

Workshop in Fotografia istantanea con Maurizio Galimberti: programma del corso

• Lettura.
• Shooting in interno ed esterno sui temi: architettura, ritratto, paesaggio urbano.
• Focus sul mercato della fotografia contemporanea.

In collaborazione con Bottega Immagine – Centro Fotografia Milano.
Al termine del corso saranno rilasciati un ATTESTATO firmato dal docente e 6 MESI di ABBONAMENTO DIGITAL a una rivista Sprea Editori a scelta!

Dove e quando

Bottega Immagine – Centro Fotografia Milano, Via Carlo Farini, 60
Per informazioni sui corsi e workshop:
www.ilfotografo.it/accademia
tel. 0292432444
accademia@sprea.it

 

 

Il Fotografo si riserva la possibilità di rimandare o annullare il corso nel caso non si raggiungesse il numero minimo di iscritti partecipanti, la nuova data verrà comunicata entro una settimana dalla data prevista del corso. 


Il ritorno delle fotocamere istantanee, oggetti cult per gli under 35

Il ritorno delle fotocamere istantanee

E’ un mercato in crescita quello analizzato da idealo – il portale internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali – relativamente al settore delle macchine fotografiche: l’intero comparto registra un interesse del +35,3% nel 2018 rispetto all’anno precedente; idealo ha indagato tra le preferenze scoprendo che l’interesse principale per gli amanti della fotografia è rappresentato dalle reflex seguite dagli obiettivi fotografici e dalle fotocamere digitali mirrorless.
Ma c’è una sottocategoria che più delle altre segna un picco sorprendente:  quella delle macchine fotografiche istantanee, diventate dei veri e propri oggetti cult per nostalgici e per le nuove generazioni che non hanno mai potuto godere del fascino della foto stampata: i dati di idealo parlano chiaro, il settore ha fatto registrare una percentuale di crescita del 170,5%.

Il ritorno delle fotocamere istantanee: cresce la voglia di vintage

La voglia di vintage torna alla carica quindi ed è scontro aperto tra i due principali brand che si contendono il mercato nella produzione di questo oggetto del desiderio: Fujifilm e Polaroid, ormai diventati sinonimi di fotocamere istantanee. Secondo i dati di idealo il duello viene vinto da Fujifilm.
Nella top ten delle macchine fotografiche istantanee più desiderate, sul podio si trovano la Fujifilm Instax Mini 8 e la Instax Mini 9, tra le quali si posiziona la Polaroid SNAP Touch. Ma tutta la classifica è dominata dai due brand, rispettivamente presenti con i modelli OneStep2, Snap e POP per quanto riguarda Polaroid e Instax Mini 90 Neo Classic, Instax Mini 70 e Instax Wide 300 per quanto riguarda Fujifilm. Bisogna attendere il decimo posto per incontrare un brand differente, la Leica, presente in classifica con Leica Sofort

Il ritorno delle fotocamere istantanee: quale tipo di utente predilige questi cimeli?

A scegliere le fotocamere istantanee sono per il 59% le donne che battono nettamente la controparte maschile ferma al 41%. Interessante, inoltre, è notare come si tratti di un mercato appannaggio dei giovani, basti pensare che il 59.8% di chi cerca un’istantanea è un under 35 e addirittura un quarto dell’intero pubblico di riferimento ha tra i 18 e i 24 anni, una fascia d’età tendenzialmente poco vicina al mondo degli acquisti online.
Ulteriore fattore che ha sancito il successo del prodotto è legato a costi non eccessivamente esorbitanti. Infatti, la maggior parte delle fotocamere si colloca nella fascia di prezzo da 100€ fino a 150€.
Mentre l’innovazione corre sempre più veloce, continua a farsi strada un mercato parallelo che strizza l’occhio al passato ha commentato Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’ItaliaIl caso delle fotocamere istantanee è emblematico in questo senso e fa sorridere che il suo pubblico di riferimento sia quello dei più giovani, ossia di chi non ha mai vissuto quel momento di sana ansia legato allo sviluppo di una foto. Il mercato odierno offre svariate opzioni e macchine dotate di tante funzioni e optional che di passato hanno ben poco, ma il bello è anche questo: poter godere di uno strumento nostalgico, bello visivamente e dotato di una tecnologia innovativa e, se acquistato online, anche molto abbordabile.”

 
Ricerca condotta da Idealo: https://www.idealo.it/

Maurizio Galimberti: San Nicola reMade in mostra a Monza

MAURIZIO GALIMBERTI – San Nicola reMade
a cura di Denis Curti
dal 17 novembre 2017 al 28 gennaio 2018 @Villa Reale – Monza

© Maurizio Galimberti

La Villa Reale di Monza presenta la mostra fotografica “Maurizio Galimberti – San Nicola reMade”, a cura di Denis Curti. In esposizione circa 80 opere, tra mosaici di polaroid e big polaroid, realizzate nella Basilica di San Nicola di Tolentino, dal grande fotografo di fama mondiale Maurizio Galimberti, allestite al secondo piano nobile della Villa del Piermarini.

La mostra costituisce la prima tappa espositiva di un importante progetto artistico-documentario voluto dal mecenate e collezionista Alberto Marcelletti, e patrocinato dal Comune di Tolentino, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni riportati dalla Basilica di San Nicola, a seguito dell’ultimo terremoto nelle Marche, e favorire altresì l’inizio dei restauri e la riapertura di tutto il complesso, quale testimonianza identitaria non solo di Tolentino ma di un ampio territorio di riferimento.

L’accorato appello è stato accolto da Villa Reale che ha voluto ospitare il progetto nelle sue meravigliose stanze per portare l’attenzione su quest’opera da salvare, anche al di fuori della sua terra, e, grazie al lavoro di Galimberti, favorirne la conoscenza oltre che stimolare una più ampia consapevolezza sulla necessità di preservare il nostro patrimonio, come la stessa dimora monzese, recentemente riportata al suo antico splendore dopo decenni di incuria e abbandono.


© Maurizio Galimberti

Galimberti ha scattato, nel corso di quattro anni, oltre 9.000 istantanee polaroid, sua personalissima tecnica, per raccontare in un mosaico assolutamente unico, lo splendore artistico e spirituale della Basilica di San Nicola e del Cappellone con l’importante ciclo di affreschi trecenteschi, recentemente attribuiti a Pietro da Rimini. Ritornato sul luogo a seguito del sisma del 2016, ha eccezionalmente utilizzato una polaroid di grandi dimensioni, una delle quattro al mondo ancora funzionanti, per scattare pezzi unici di 50×60 centimetri ad altissima definizione, a testimonianza del silenzio, del dolore, dell’abbandono in cui si trova oggi il monumento, tra polvere e macerie. Il progetto iniziale “San Nicola reMade” ossia “rifatto” si è così arricchito di una nuova valenza.

Da vedere a Monza i mosaici e le grandi polaroid realizzate dall’artista come due punti di vista complementari su una stessa realtà trasformata. La composizione di più tasselli, in cui si manifesta la ricerca del ritmo e di una nuova particolarissima prospettiva, nel mostrare le bellezza, i dettagli e i colori degli affreschi storici, e la scena intima da immortalare in un singolo scatto di grandi dimensioni, per portare l’attenzione sul dramma del terremoto, in maniera personale e innovativa, utilizzando una chiave estetica fortemente emozionale.


© Maurizio Galimberti

Spiega Denis Curti: “…le immagini di Maurizio Galimberti, le prime in assoluto ispirate a un soggetto religioso, non solo si inseriscono con grande coerenza nell’ampio corpus della sua produzione, ma ribadiscono il suo totale disinteresse nei confronti dei generi fotografici privilegiando, invece, la dimensione emotiva di un vedere empatico accompagnato da quella sua specifica qualità di mostrare agli altri ciò che spesso rischia di restare nascosto, in secondo piano. (…) In queste fotografie, ingrandimenti, mosaici di Polaroid, transfer ottenuti con la Polaroid Giant Camera, gli affreschi conservati nella basilica rimasta chiusa dopo gli eventi sismici tornano finalmente alla comunità di Tolentino, rinsaldandone il legame con la storia e le antiche radici culturali”.

L’intero lavoro di Galimberti a San Nicola di Tolentino prima del sisma si può ripercorrere grazie al docufilm “San Nicola reMade” che fa parte della mostra e del progetto prodotto da Alberto Marcelletti. Il regista Luca Giustozzi ha seguito l’artista e racconta in modo appassionante i momenti salienti della sua creazione, la nascita dell’idea nel 2013 e la sua evoluzione. Già andato in onda su Sky Arte, il cortometraggio di circa 30 minuti rivela l’unicità dell’opera nella storia della fotografia, anche per l’utilizzo di tutte le ultime 6000 pellicole Polaroid originali rimaste e di 4000 pellicole IMPOSSIBLE, quali tasselli dei mosaici.


Il materiale fotografico completo, comprese le big polaroid, opera di Galimberti è inoltre pubblicato nel nuovo pregiato libro di arte-fotografica “Maurizio Galimberti – San Nicola reMade” edito da Silvana Editoriale, a cura di Federico Mininni, con testi del curatore Denis Curti, di Maurizio Galimberti, Alberto Marcelletti e Giorgio Semmoloni. Il volume è disponibile presso il Bookshop di Villa Reale (140 pagine, 80 illustrazioni, edizione italiano, inglese e francese, 34€ prezzo speciale in mostra).


© Maurizio Galimberti

Laboratorio didattico – La sinopia
In occasione della mostra “San Nicola reMade”, Villa Reale propone un laboratorio per scoprire la sinopia, tecnica fondamentale per la realizzazione degli affreschi.
Si inizia con visita guidata alle fotografie di Galimberti, in particolare dove si vede la sinopia ovvero il disegno preparatorio, realizzato con un pigmento rosso proveniente dal Mar Nero, e si prosegue con la riproduzione di uno di questi dettagli su carta giapponese, utilizzando una terra minerale rossa ad acquerello. I lavori più validi saranno esposti uno accanto all’altro, formando un mosaico, come avviene con le tante polaroid dell’artista.
Per le scuole di ogni ordine e grado / per gruppi, massimo 25 persone > prenotazione obbligatoria al numero T 039 5783427 info@villarealedimonza.it


SCHEDA TECNICA

MAURIZIO GALIMBERTI – San Nicola reMade a cura di Denis Curti
17 novembre 2017 – 28 gennaio 2018
Villa Reale – Monza – Viale Brianza 1

Orari

Da martedì a domenica h 10-19 / venerdì h 10–22 / lunedì chiuso

Biglietti

12€ intero, 10€ ridotto, 5€ scuole e bambini/ragazzi dai 6 ai 18 anni
Il biglietto comprende anche la visita al Triennale Design Museum al piano Belvedere Biglietto cumulativo mostra + Triennale Design Museum + visita agli Appartamenti Reali > 19€ intero, 16€ ridotto, 6€ scuole e bambini/ragazzi dai 6 ai 18 anni

Info: 039 5783427 / info@villarealedimonza.it / www.villarealedimonza.it

www.silvanaeditoriale.it

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