Tag archive

steve mccurry - page 2

La mostra ICONS di Steve McCurry a Palazzo Gil

Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea ed è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, “si riconoscono”. Molte delle sue immagini sono diventate delle vere e proprie icone, conosciute in tutto il mondo, a partire dalla ragazza afghana pubblicata dal National Geographic. Alcune mostre di grande successo hanno messo in evidenza vari aspetti della sua attività, ormai quasi quarantennale, ma ogni occasione di esporre trova un suo proprio linguaggio, una sorta di dialogo con gli spazzi che ospitano le immagini, e la tappa di Campobasso vedrà protagonista, con la poetica di McCurry il meraviglioso palazzo della EX Gil. Steve McCurry, in occasione della sua partecipazione al festival di Poietika, ha potuto visitare i luoghi che accoglieranno la mostra restandone completamente affascinato.
Steve McCurry Icons è una vera e propria retrospettiva che raccoglie in più di 100 scatti l’insieme e forse il meglio della sua vasta produzione, per proporre ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini. A partire dai suoi viaggi in India e poi in Afghanistan, da dove veniva Sharbat Gula, la ragazza che ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata una icona assoluta della fotografia mondiale. Con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità.
Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia infatti con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e di ironia.
La mostra si completa di un catalogo, “icons” in cui Steve McCurry mi racconta cosa accade nelle sue fotografie, un dialogo alla scoperta di segreti e storie per soddisfare la curiosità dei visitatori che tanto amano le sue immagini.

Fonte www.fondazionecultura.it

Fino al 28 aprile 2019
Palazzo GIL – Ingresso Via Gorizia
Martedi – venerdì 10:00 – 13:00 / 17:00 – 20:00
Sabato, domenica e festivi 11:00 – 20:00
Lunedi chiuso

Per maggiori informazioni sulla mostra Icons di Steve McCurry clicca qui 

La storia dietro la fotografia “Afghan Girl” di Steve McCurry

Tutti conoscete la famosissima fotografia Afghan Girl di Steve McCurry. La fotografia iconica ha influenzato e ispirato migliaia di fotografi in tutto il mondo.
Tony Northup, fotografo americano, ha voluto spiegare in questo video, non solo di come l’immagine lo abbia influenzato, ma sopratutto la storia che si cela dietro lo scatto.
Steve McCurry fotografò la “Ragazza afghana”, identificata in seguito come Sharbat Gula, nel 1984, in un campo profughi vicino a Peshawar, in Pakistan. La bambina aveva 10 anni ed era una studentessa della locale scuola di cucito.
Il fotografo ha sempre confermato di essere stato attratto dai penetranti occhi della ragazza, nonostante lei indossasse un burka che le copriva il resto del viso.
Ricordiamo che Gula era una Pashtun e come tale aveva il divieto assoluto di mostrare il capo e il viso e di parlare con gli uomini non appartenenti alla famiglia. Steve McCurry, tramite il proprio traduttore, però, convinse la ragazza a scoprirsi il viso e a lasciarsi fotografare. Nacque così la fotografia famosa in tutto il mondo.
Lo scatto venne pubblicato sulla copertina di National Geographic nel giugno 1985 e divenne ben presto celebrato in tutto il mondo. Tuttavia, Gula ha scoperto di essere ormai diventata famosa e riconosciuta universalmente solo nel 2002, 17 anni dopo lo scatto, quando McCurry tornò in Pakistan.
Gula ha rilasciato così diverse interviste nelle quali ha spiegato quanto lei e suo marito, una volta scoperta la fotografia, si sentissero a disagio.
La donna ha trascorso una vita di avversità: ha vissuto come rifugiata in Pakistan per 35 anni, si è sposata a 13 anni e ha avuto cinque figli. Uno di loro morì in tenera età e suo marito morì nel 2012 per epatite C. Secondo la BBC, un’altra delle sue figlie morì per la stessa causa, lasciando una figlia di due mesi. Nel 2016, Gula è stata imprigionata per aver ottenuto illegalmente l’identificazione pakistana.

Steve McCurry: Leggere. A Torino Le foto di Steve McCurry dedicate alla lettura 

Varanasi, Uttar Pradesh, India, 1984 © Steve McCurry
Varanasi, Uttar Pradesh, India, 1984 © Steve McCurry

Steve McCurry. Leggere

Le foto di Steve McCurry dedicate alla lettura  con un contrappunto di brani letterari  e una sezione dedicata ai suoi libri.
Dal 2 marzo al 1 luglio 2019 nella Corte Medievale di Palazzo Madama, è possibile visitare una nuova rassegna, dedicata a un tema specifico: la passione universale per la lettura.

 

Steve McCurry. Leggere è una mostra costituita da una selezione di scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera e comprende la serie di immagini che egli stesso ha riunito in un magnifico volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész. Con questa nuova rassegna Steve McCurry presenta le sue foto legate al tema universale della lettura in una città, Torino, che, anche in virtù del Salone del Libro, può essere considerata la “capitale italiana della lettura”.
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografiche ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere. Persone catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
Le fotografie che rendono omaggio alla parola scritta sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, in una sorta di percorso parallelo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

Torino, Palazzo Madama, Corte Medievale
2 marzo – 1 luglio 2019

Immagine in evidenza Varanasi, Uttar Pradesh, India, 1984 © Steve McCurry

Migliora la tua tecnica fotografica con i consigli di Steve McCurry

I consigli di Steve McCurry

Steve Mccurry, membro della storica agenzia Magnum, è oggi una delle voci più rappresentative della fotografia contemporanea con decine di libri e innumerevoli mostre in tutto il mondo. Nato nei sobborghi di Philadelphia, studia cinema e storia alla Pennsylvania State University. Dopo anni come freelance compie il primo di una lunga seria di viaggi in India insieme alla sua macchina fotografica. Dopo diversi mesi si trova a passare il confine con il Pakistan. In quella occasione incontra un gruppo di rifugiati afghani che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro Paese, proprio nel periodo in cui l’invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. Ma con abiti tradizionali e una folta barba, riesce a trascorrere settimane tra i mujahidin, riuscendo a mostrare a tutto il mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan. Da allora non ha mai smesso di documentare l’uomo e le culture nel mondo. Con la sua fotocamera, ha coperto molte zone interessate dai conflitti come quelli a Beirut, Cambogia, Filippine, la Guerra del Golfo, l’ex Jugoslavia, l’Af-ghanistan e il Tibet. Il talento e lo stile di McCurry sono stati protagonisti nei più importanti premi del mondo della fotografia: Robert Capa Gold, il National Press Photographers e quattro volte il primo premio del World Press Photo.

Ecco alcuni consigli di Steve McCurry per migliorare la vostra tecnica!

Il Molise al centro del mondo fotografico con la mostra di Steve McCurry

Mostra di Steve McCurry

Nuovo imperdibile appuntamento con uno dei fotografi più famosi del panorama mondiale. Dopo l’annuncio della mostra al Mudec Photo Di Milano, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi ( per leggere l’articolo clicca qui), Steve McCurry sarà in mostra alla fondazione Molise Cultura di Campobasso. I primi manifesti hanno invaso la città in queste ore e cresce l’attesa per il ritorno del grande fotografo in Molise. Il fotografo sarà ospite degli spazi di via Milano dal 26 gennaio 2019 al 28 aprile 2019.
La rassegna è stata concepita dallo stesso fotografo e dalla curatrice Biba Giachetti, promossa dalla Regione Molise in collaborazione con la Fondazione Molise Cultura ed è stata presentata nella giornata di domenica 13 Gennaio negli spazi di Palazzo Vitale.
«Siamo onorati di esporre questi simboli unici qualcuno ha detto che il simbolo è come una finestra aperta sull’infinito. In questo caso è un infinito che parte dalla luce e dal colore esterno per poi ribaltarsi in un infinito interiore, in un’evocazione di sentimenti forti che provengono dall’osservazione della realtà attraverso gli occhi di questo grande maestro della fotografia. Ringrazio l’assessorato e la Fondazione perché si stanno spendendo molto per l’evento e hanno creduto fortemente in questo nuovo modo di fare cultura. Se tutti lavorassimo sempre in squadra – ha aggiunto – potremmo raggiungere risultati eccezionali come questo. La mostra darà una visibilità elevata alla città di Campobasso e all’intero Molise. Prevediamo oltre 20mila visitatori da tutta Europa». Ha commentato il governatore a primopianomolise.it.
La mostra è costata alla Regione 43mila euro complessivi ed è in programma dal 26 gennaio.
«È un progetto molto ambizioso ma paradossalmente anche realistico. L’idea è quella di costruire un vero e proprio storytelling su questa regione attraverso un’arte estremamente complessa e sofisticata. Il nostro obiettivo è dunque coinvolgere tutte le associazioni di fotografi che operano sul territorio, ma anche chi vorrà dare un suo contributo da fuori regione, nell’individuazione di quelli che sono gli aspetti peculiari del Molise, quelli paesaggistici, enogastronomici ma soprattutto culturali, senza tralasciare il racconto della storia delle comunità e delle tradizioni, un racconto etnoantropologico dunque, con cui si possa poi costruire un grande puzzle della nostra meravigliosa regione». Ha spiegato Presutti a primopianomolise.it.

Fonte www.primopianomolise.it

Steve McCurry in mostra a Palazzo Gil

Steve McCurry in mostra

Nuovo imperdibile appuntamento con uno dei fotografi più famosi del panorama mondiale. Dopo l’annuncio della mostra al Mudec Photo Di Milano, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi ( per leggere l’articolo clicca qui), Steve McCurry sarà in mostra alla fondazione Molise Cultura di Campobasso. I primi manifesti hanno invaso la città in queste ore e cresce l’attesa per il ritorno del grande fotografo in Molise. Il fotografo sarà ospite degli spazi di via Milano dal 26 gennaio 2019 al 28 aprile 2019.

Fonte 

Steve Mccurry: icona della fotografia

A young monk runs along the wall over his peers. Hunan Province, China, 2004. © Steve McCurry

Steve Mccurry un’icona della fotografia 

Steve Mccurry, membro della storica agenzia Magnum, è oggi una delle voci più rappresentative della fotografia contemporanea con decine di libri e innumerevoli mostre in tutto il mondo. Nato nei sobborghi di Philadelphia, studia cinema e storia alla Pennsylvania State University. Dopo anni come freelance compie il primo di una lunga seria di viaggi in India insieme alla sua macchina fotografica. Dopo diversi mesi si trova a passare il confine con il Pakistan. In quella occasione incontra un gruppo di rifugiati afghani che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro Paese, proprio nel periodo in cui l’invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali.

Steve Mccurry protagonista nei più importanti premi del mondo della fotografia

Ma con abiti tradizionali e una folta barba, riesce a trascorrere settimane tra i mujahidin, riuscendo a mostrare a tutto il mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan. Da allora non ha mai smesso di documentare l’uomo e le culture nel mondo. Con la sua fotocamera, ha coperto molte zone interessate dai conflitti come quelli a Beirut, Cambogia, Filippine, la Guerra del Golfo, l’ex Jugoslavia, l’Af-ghanistan e il Tibet. Il talento e lo stile di McCurry sono stati protagonisti nei più importanti premi del mondo della fotografia: Robert Capa Gold, il National Press Photographers e quattro volte il primo premio del World Press Photo. Un particolare capolavoro del fotografo è il ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afgana dagli occhi verdi incontrata in un campo profughi vicino a Peshawar, in Pakistan. Pubblicata nel 1985 sulla copertina del National Geographic, è ancora oggi considerato lo scatto più conosciuto al mondo. McCurry è uno dei più apprezzati reporter del novecento proprio perché in trent’anni ha attraversato i sei continenti e innumerevoli Paesi con il desiderio di raccontare la vita dell’uomo, di dar luce alle vicende del mondo e di dar voce a chi non ha voce. I suoi sono progetti di esplorazione e di narrazione che attraversano la violenza della guerra, le antiche tradizioni e la cultura contemporanea. Le fotografie a colori, dal forte potere evocativo, lo collocano nel solco della migliore tradizione documentaria.

“Una vita per immagini”Steve McCurry: nominato miglior libro di fotografia dell’anno

“Una vita per immagini”Steve McCurry miglior libro di fotografia dell’anno

“Una vita per immagini”Steve McCurry è stato nominato dal Times come miglior libro di fotografia dell’anno.
Il libro è stato scritto dalla sorella Bonnie ed è edito da Mondadori Electa in esclusiva mondiale.
Il volume raccoglie 600 scatti del fotografo, di cui oltre 200 inediti, e una serie di documenti e memorabilia dei viaggi avventurosi affrontati da McCurry alla ricerca dello scatto indimenticabile.

A Steve McCurry, mio fratello, la persona più talentuosa che abbia mai conosciuto”.

Scrive così Bonnie McCurry, sorella del grande maestro della fotografia contemporanea, presidente degli Studios e da sempre legata a Steve da uno stretto rapporto affettivo e professionale. In questa biografia, Bonnie McCurry ripercorre la vita del fratello, dall’infanzia a Philadelphia alle prime esperienze artistiche, fino al primo grande viaggio in Europa che portò Steve a decidere di intraprendere la carriera di fotografo.

 

 

 

 

 

 

 

"Una testa, un volto. Pari nelle differenze". A Bologna i ritratti del fotografo Steve McCurry

A Bologna i ritratti del fotografo Steve McCurry

Venerdì 30 novembre, in occasione della Biennale della Cooperazione, inaugura la mostra del fotoreporter americano, 4 volte vincitore del World Press Photo.
Una mostra fatta di sguardi contro ogni forma di discriminazione, con 40 grandi ritratti, di cui alcuni inediti, che raccontano l’unicità di ogni individuo e il rispetto per la vita. Venerdì 30 novembre alle ore 12.30, in occasione della prima Biennale della Cooperazione, inaugura a Palazzo d’Accursio a Bologna, alla presenza del fotografo americano Steve McCurry, la mostra “Una testa, un volto. Pari nelle differenze”.

Una testa, un volto. Pari nelle differenze: i ritratti del fotografo Steve McCurry

Le fotografie di Steve McCurry – 4 volte vincitore del World Press Photo e autore di una delle immagini più iconiche del XX secolo, la “Ragazza afgana” – ritraggono una serie di volti in cui riconoscersi al di là di confini e barriere. Fotografie che educano alla conoscenza e alla visione senza pregiudizi dell’altro, per salvaguardare il patrimonio delle differenze tra le culture nel mondo. Perché è proprio la cultura l’unico mezzo per salvarci in quanto esseri umani. Da qui il titolo della mostra che, parafrasando uno dei valori cardine del cooperare, ossia la parità di ciascuno nel prendere decisioni, lo ripropone nei termini universali dell’equità: “una testa, un voto” diventa così “Una testa, un volto”, il pensiero e i tratti che rendono ogni persona irripetibile. E che, coniugati al plurale, generano una comunità che produce il domani. A Palazzo d’Accursio, le fotografie di McCurry saranno esposte su strutture antropomorfe in ferro battute, ideate dallo scenografo Peter Bottazzi, che saranno posizionate come fossero persone in cammino all’interno della Sala e della Cappella Farnese.

A Steve McCurry il premioColomba d’oro internazionale”

Venerdì 30 novembre, a Bologna, Steve McCurry riceverà inoltre il premioColomba d’oro internazionale” nell’ambito del premio “Colombe d’oro per la pace”, che l’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo gli ha riconosciuto per “la competenza del professionista e l’ispirazione dell’artista nel mostrare la natura umana attraverso le immagini, con un’autenticità e un’immediatezza che sono raramente raggiunte dalla parola parlata e scritta”. “Le sue fotografie, scattate ai quattro angoli del pianeta nei territori devastati dai conflitti – si legge ancora nella motivazione del premio – mostrano una straordinaria capacità di catturare l’anima e raccontare le storie dei soggetti incontrati, attraverso un uso consapevole e accorto dello strumento fotografico”. Alle ore 18.30, Steve McCurry parteciperà a un incontro pubblico sull’eguaglianza nella Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo.

La mostra “Una testa, un volto. Pari nelle differenze” è in programma fino a domenica 6 gennaio presso le Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio (piazza Maggiore 6).
Apertura: da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 18.30
Chiusura: tutti i lunedì e 25 dicembre
Aperture straordinarie: 24 dicembre e 1 gennaio
Biglietti di ingresso (per la mostra di Steve McCurry e visita alle Collezioni comunali d’arte): 10 euro intero, 5 euro ridotto (Card Musei Metropolitani Bologna, Bologna Welcome Card; minori tra i 12 e 18 anni); gratuito per minori fino a 12 anni.
Per informazioni sulla mostra e per il programma sulla Biennale della Cooperazione italiana: http://www.biennale.coop

 
 
Fonte e immagini comunicato stampa

 

Steve McCurry. A Milano presentazione di “Una vita per immagini”

Steve McCurry. Una vita per immagini 

A Milano presso il Piccolo Teatro Grassi, ci sarà la presentazione di “Steve McCurry. Una vita per immagini”, la biografia illustrata del fotografo. A Steve McCurry, mio fratello, la persona più talentuosa che abbia mai conosciuto”. Scrive così Bonnie McCurry, sorella del grande maestro della fotografia contemporanea, presidente degli Studios e da sempre legata a Steve da uno stretto rapporto affettivo e professionale. In questa biografia, Bonnie McCurry ripercorre la vita del fratello, dall’infanzia a Philadelphia alle prime esperienze artistiche, fino al primo grande viaggio in Europa che portò Steve a decidere di intraprendere la carriera di fotografo. Il volume raccoglie 600 scatti del fotografo, di cui oltre 200 inediti, e una serie di documenti e memorabilia dei viaggi avventurosi affrontati da McCurry alla ricerca dello scatto indimenticabile.

Steve McCurry. Una vita per immagini
Autori: Bonnie McCurry
Editore: Mondadori Electa
Prezzo: 49 € Pagine: 392

Milano – domenica 18 novembre, ore 11, presso il Piccolo Teatro Grassi, in occasione di Bookcity 2018

Steve McCurry: un'intervista esclusiva

Intervista esclusiva

Il famoso fotografo ci racconta delle sue fonti di ispirazione e dell’insaziabile curiosità. E spiega perché la fotografia è ancora così importante…

Intervista esclusiva a Steve McCurry

Steve, cosa ti ha attirato verso la fotografia?
Sono cresciuto a Philadelphia, Pennsylvania, dove ho vissuto per buona parte della mia gioventù. Mio padre era un ingegnere, ma era anche un grande appassionato di fotografia. Da ragazzino avevo una mia macchina fotografica, ma ho cominciato a esserne davvero interessato solo al college. Ho seguito un corso di fotografia artistica e mi sono innamorato della fotocamera e della possibilità di girare il mondo fotografando. Ho capito che poteva essere un ottimo strumento per aiutarmi a viaggiare, esplorare e vedere il mondo in cui viviamo.

Inizialmente puntavi a fare il regista. Com’è successo che, invece, hai cominciato a lavorare con le immagini fisse?
Mentre studiavo regia, ho cominciato a dedicarmi molto alla fotografia e a lavorare per il giornale della scuola e sono scivolato sempre più verso la fotografia di scena. Ho iniziato a studiare i libri di Dorothea Lange e Walker Evans. Finita la scuola, non mi sono più occupato di regia.

Ci sono fotografi che ti hanno ispirato particolarmente ai tuoi esordi?
Uno dei fondatori dell’agenzia Magnum, Henri Cartier-Bresson, è tra le mie più grandi ispirazioni. Era uno straordinario narratore. Le sue immagini sono eleganti e ben composte ed era un ottimo ritrattista. Credo che le sue immagini non siano invecchiate di un giorno dal momento in cui le ha scattate. Era un documentarista, era sul posto per fotografare l’assassinio di Gandhi e altri importanti accadimenti di tutto il mondo. Era davvero un fotografo molto intelligente, un artista. Molte persone possono fotografare guerre e miseria, ma fotografare la vita quotidiana di una città o un Paese, le persone normali, nel modo in cui lo ha fatto lui, ecco, quello è un vero dono.

L’articolo completo sul nuovo numero di Digital Camera, in edicola e disponibile anche online. Clicca qui 

A novembre, McCurry sarà in Italia

A novembre, McCurry sarà in Italia per presentare il libro Steve McCurry. Una vita per immagini.
Ecco le date, gli indirizzi e gli orari per incontrare il fotografo:

Torino – sabato 17 novembre, ore 17, presso La centrale Lavazza, Via Bologna, 32;

• Milano – domenica 18 novembre, ore 11, presso il Piccolo Teatro Grassi, in occasione di Bookcity 2018

 

0 0,00
Go to Top