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Steve McCurry: un'intervista esclusiva

Intervista esclusiva

Il famoso fotografo ci racconta delle sue fonti di ispirazione e dell’insaziabile curiosità. E spiega perché la fotografia è ancora così importante…

Intervista esclusiva a Steve McCurry

Steve, cosa ti ha attirato verso la fotografia?
Sono cresciuto a Philadelphia, Pennsylvania, dove ho vissuto per buona parte della mia gioventù. Mio padre era un ingegnere, ma era anche un grande appassionato di fotografia. Da ragazzino avevo una mia macchina fotografica, ma ho cominciato a esserne davvero interessato solo al college. Ho seguito un corso di fotografia artistica e mi sono innamorato della fotocamera e della possibilità di girare il mondo fotografando. Ho capito che poteva essere un ottimo strumento per aiutarmi a viaggiare, esplorare e vedere il mondo in cui viviamo.

Inizialmente puntavi a fare il regista. Com’è successo che, invece, hai cominciato a lavorare con le immagini fisse?
Mentre studiavo regia, ho cominciato a dedicarmi molto alla fotografia e a lavorare per il giornale della scuola e sono scivolato sempre più verso la fotografia di scena. Ho iniziato a studiare i libri di Dorothea Lange e Walker Evans. Finita la scuola, non mi sono più occupato di regia.

Ci sono fotografi che ti hanno ispirato particolarmente ai tuoi esordi?
Uno dei fondatori dell’agenzia Magnum, Henri Cartier-Bresson, è tra le mie più grandi ispirazioni. Era uno straordinario narratore. Le sue immagini sono eleganti e ben composte ed era un ottimo ritrattista. Credo che le sue immagini non siano invecchiate di un giorno dal momento in cui le ha scattate. Era un documentarista, era sul posto per fotografare l’assassinio di Gandhi e altri importanti accadimenti di tutto il mondo. Era davvero un fotografo molto intelligente, un artista. Molte persone possono fotografare guerre e miseria, ma fotografare la vita quotidiana di una città o un Paese, le persone normali, nel modo in cui lo ha fatto lui, ecco, quello è un vero dono.

L’articolo completo sul nuovo numero di Digital Camera, in edicola e disponibile anche online. Clicca qui 

A novembre, McCurry sarà in Italia

A novembre, McCurry sarà in Italia per presentare il libro Steve McCurry. Una vita per immagini.
Ecco le date, gli indirizzi e gli orari per incontrare il fotografo:

Torino – sabato 17 novembre, ore 17, presso La centrale Lavazza, Via Bologna, 32;

• Milano – domenica 18 novembre, ore 11, presso il Piccolo Teatro Grassi, in occasione di Bookcity 2018

 

Book shop: Steve McCurry raccontato dalla sorella

Steve McCurry

A Steve McCurry, mio fratello, la persona più talentuosa che abbia mai conosciuto”.

Scrive così Bonnie McCurry, sorella del grande maestro della fotografia contemporanea, presidente degli Studios e da sempre legata a Steve da uno stretto rapporto affettivo e professionale. In questa biografia, Bonnie McCurry ripercorre la vita del fratello, dall’infanzia a Philadelphia alle prime esperienze artistiche, fino al primo grande viaggio in Europa che portò Steve a decidere di intraprendere la carriera di fotografo. Il volume raccoglie 600 scatti del fotografo, di cui oltre 200 inediti, e una serie di documenti e memorabilia dei viaggi avventurosi affrontati da McCurry alla ricerca dello scatto indimenticabile.

Steve McCurry. Una vita per immagini
Autori: Bonnie McCurry
Editore: Mondadori Electa
Prezzo: 49 € Pagine: 392

Steve McCurry a Firenze: ingresso gratuito alla mostra "Icons"

Villa Bardini: ingresi gratuti per la mostra Icons

Il cda della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, che ha in gestione il complesso per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze,  ha deciso di permettere l’ingresso gratuito a tutti alla mostra Icons di Steve McCurry presso Villa Bardini.
Gli ingressi saranno gratuiti nella giornata di Mercoledì 22 Agosto e Mercoledì 29 Agosto: “Un nuovo regalo ai fiorentini (e non solo) ma anche ai tanti turisti – dichiara il presidente della Fondazione Bardini e Peyron Jacopo Speranza a FirenzeToday– che affollano Firenze in questo periodo. E’ anche un’occasione per ammirare Firenze da un punto di vista particolare e per vedere la bellissima mostra di uno dei grandi maestri della fotografia mondiale”.
 

Steve McCurry in mostra a Firenze

Steve McCurry Icons

Villa Bardini ospiterà sino al 16 settembre una mostra dedicata a uno dei più grandi maestri della fotografia mondiale, “Steve McCurry Icons”.
L’esposizione, grazie a 100 scatti del fotografo, conduce i visitatori in un viaggio simbolico nell’universo di esperienze e sopratutto di emozioni, che caratterizza le sue immagini e che attraversa paesi come la Birmania, il Giappone, Cuba e l’Afghanistan.

Immancabile è il famoso ritratto di Sharbat Gula, l’icona che raffigura la ragazza afghana con grandi occhi verdi, fotografata da McCurry in un villaggio profughi nel 1985.

Gli scatti di Steve McCurry

La curatrice della mostra, Biba Giachetti, racconta che le foto di McCurry evidenziano una condizione umana fatta di “sentimenti universali, di sguardi, la cui fierezza afferma dignità“. Gli scatti in mostra raccontano, però, anche di conflitti e guerre:  viene proiettato un video in cui l’artista racconta il suo modo di intendere la fotografia. “Se sai aspettare le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto

Steve McCurry Icons: programma

La mostra è organizzata da Photodepartments e SudEst57, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla Fondazione Bardini e Peyron col Comune di Firenze-Settore cultura.

Orari: da martedì a domenica, dalle 10 alle 19 sino al 16 settembre 

Sul sito di Villa Bardini tutte le informazioni sulla mostra fiorentina Steve McCurry Icons.

A Pavia arriva “Icons” di Steve McCurry

ALLE SCUDERIE DEL CASTELLO VISCONTEO DI PAVIA

DAL 3 FEBBRAIO AL 3 GIUGNO 2018 –

LA MOSTRA STEVE McCURRY. ICONS

 L’esposizione presenta oltre 100 scatti in grado di ripercorrere quarant’anni di carriera del fotografo americano.



Dal 3 febbraio al 3 giugno 2018, le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno un’ampia retrospettiva dedicata al lavoro di Steve McCurry (Darby, PA, 1950), uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea.

La mostra Steve McCurry. Icons, curata da Biba Giacchetti, organizzata e prodotta da ViDi, con Civita Mostre e SudEst57 in collaborazione con la Fondazione Teatro Fraschini e il Comune di Pavia – Settore Cultura, raccoglierà oltre 100 scatti che documenteranno quanto di meglio l’artista americano ha realizzato in quarant’anni di attività.

Sarà un’esposizione che condurrà i visitatori in un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini e che toccherà paesi come l’India, l’Afghanistan, la Birmania, il Giappone, Cuba, il Brasile.

Non mancherà il ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afghana che McCurry ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che, con i suoi grandi occhi verdi e col suo sguardo triste, è diventata un’icona assoluta della fotografia mondiale.

“Con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate – racconta la curatrice Biba Giacchetti – mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia, infatti, con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e d’ironia”.

All’interno del percorso espositivo sarà proiettato un video, dal titolo “Le massime di Steve McCurry”, in cui l’artista americano racconta il suo modo di intendere la fotografia e un altro filmato, prodotto dal National Geographic, dedicato alla lunga ricerca che ha consentito di ritrovare, 17 anni dopo, “la ragazza afghana” ormai adulta.

Incluse nel prezzo del biglietto saranno a disposizione del visitatore audioguide in cui lo stesso Steve McCurry descrive la nascita di 50 tra le foto esposte in mostra.

Per tutta la durata della rassegna è in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.

Una mostra “family friendly”, con un angolo per l’allattamento per le mamme, una sala didattica con accesso libero per le famiglie, un percorso creato ad hoc per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente creato per la visita dei più piccoli. Inoltre, all’interno delle Scuderie, un’opera ad “altezza bambino” attenderà i giovani visitatori per un’esperienza immersiva a loro dedicata.


INFO

Pavia, Scuderie del Castello Visconteo (viale XI Febbraio, 35)

Orari

Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 20.00

(La biglietteria chiude un’ora prima)

 

Informazioni e prenotazioni

0236638600

info@scuderiepavia.com

www.scuderiepavia.com

Steve McCurry. Mountain Men al Forte di Bard

© Steve McCurry, Monk at Jokhang Temple. Lhasa, Tibet, 2000 'There was something about his face,' McCurry has said of this monk at the Jokhang temple in Lhasa, Tibet. There was some 'ancient feeling, some kind of ancient truth there. I have never seen a face quite like his.' He looks with intensity into McCurry's camera, deeply aware of the transience of the moment. "The lines of time trace a deep personal history across this old monk's face. It seems as though his has been a life of enquiry, a quest for a truth, on a higher level. He looks into the lens of the camera with a searching gaze. That is what attracted McCurry, as he visited the Jokhang Temple on his photographic pilgrimage through Tibet, sketching with his camera the various pathways to the Buddha. - Phaidon 55 Magnum Photos, NYC31836, MCS2000009 K001 Phaidon, 55, Looking East, The Path to Buddha, Iconic Images, final book_iconic, Iconic Photographs Path To Buddha_Book Steve McCurry_Book Looking East_Book Iconic_Book PORTRAITS_book Untold_book final print_MACRO final print_Sao Paulo final print_Milan final print_Birmingham PORTRAITS_APP final print_HERMITAGE retouched_Sonny Fabbri 7/13/2015
Steve McCurry. Mountain Men
28 maggio – 26 novembre 2017
Forte di Bard. Valle d’Aosta

Il Forte di Bard presenta un inedito progetto espositivo di uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale. Steve McCurry. Mountain Men è il titolo della coproduzione Forte di Bard, Steve McCurry Studio, Sudest57 che affronta i temi della vita nelle zone montane e della complessa interazione tra uomo e terre di montagna. Una selezione di paesaggi, ritratti e scene di vita quotidiana mette in evidenza il continuo e necessario processo di adattamento delle popolazioni al territorio montano che influenza ogni aspetto dello stile di vita delle persone: dalle attività produttive al tempo libero, dalle tipologie di insediamento, di coltivazione e di allevamento ai sistemi e mezzi di trasporto.


© Steve McCurry, Monk at Jokhang Temple. Lhasa, Tibet, 2000

Il tema della mostra è la vita in montagna, ossia evidenziare attraverso un percorso di immagini le specifiche antropologiche delle popolazioni che vi vivono, i legami e le interazioni fra gli uomini e l’ambiente e la terra in aree non pianeggianti. La montagna influenza il modo di vivere e tutte le attività dell’uomo, dai trasporti al tempo libero, dall’agricoltura alla produzione di energia, al costo stesso della vita.

Il percorso è incardinato su 77 immagini del celebre fotografo stampate e allestite in formati diversi e selezionate dai suoi archivi rispetto al concept del progetto. Sono immagini di popolazioni di montagna raccolte da McCurry nel corso dei suoi innumerevoli viaggi: Afghanistan, Pakistan, India, Tibet, Nepal, Brasile, Etiopia, Myanmar, Filippine, Marocco, Kashmir, Slovenia e Yemen.


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Steve McCurry: Icons in mostra ad Ancona

Sharbat Gula, Afghan Girl. Peshawar, Pakistan, 1984. © Steve McCurry

Steve McCurry è uno dei più affermati maestri della fotografia contemporanea, attivo da ormai quasi quarant’anni e punto di riferimento per un larghissimo pubblico che nelle sue fotografie riconosce un modo di guardare il nostro tempo.


Sharbat Gula, Afghan Girl. Peshawar, Pakistan, 1984.
© Steve McCurry

Steve McCurry – Icons è una mostra che raccoglie, in oltre 100 scatti, l’insieme e forse il meglio della sua vasta produzione, per proporre ai visitatori un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini.

A partire dai suoi viaggi in India e poi in Afghanistan, da dove veniva Sharbat Gula, la ragazza che ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata una icona assoluta della fotografia mondiale.

Con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Guardando le sue foto è possibile attraversare le frontiere e conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti.

La mostra inizia infatti con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e di ironia.


Date: fino al 25 Giugno 2017

Sede: La Mole Vanvitelliana – Banchina Giovanni da Chio 28 – 60121 Ancona

Orari: Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso. (La biglietteria chiude alle ore 17.30)

Web


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Steve McCurry: la nostra video intervista esclusiva

In occasione degli ultimi giorni di esposizione della mostra di Steve McCurry al Palazzo delle Arti di Napoli, che si conclude il giorno 12 febbraio,  riproponiamo l’intervista esclusiva che la nostra redazione ha realizzato all’iconico maestro della fotografia contemporanea durante l’allestimento della sua mostra alla Villa Reale di Monza. Steve McCurry è un punto di riferimento per tantissimi fotografi ed è seguito da un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare particolare ed emozionante capace di raccontare al meglio le contraddizioni del nostro tempo.

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Steve McCurry arriva a Brescia

Prima mondiale a Brescia della mostra “Leggere” di Steve McCurry, con immagini di persone da tutto il mondo assorbite nell’atto “intimo e universale” di leggere, appunto. L’inedita produzione celebra la prima edizione del nuovo format di Brescia Photo Festival, che debutta il 7 marzo confermandosi nel panorama degli eventi fotografici annuali di livello internazionale. Il Brescia Photo Festival di quest’anno, che si protrae fino al 12 marzo, ha come tema generale “People” ed è promosso e organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Macof-Centro della fotografia italiana, con il sostegno tra l’altro del Comune di Brescia. L’edizione 2017 celebra anche i 70 anni della agenzia fotogiornalistica Magnum Photo, che saranno ricordati con tre diverse mostre per un’esposizione complessiva di 300 immagini di Henry Cartier Bresson, Marc Riboud, Injge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing. Di queste, 83 sono inedite ritrovate a Innsbruck nel 2006 dopo che erano sparite da decenni. Il festival si svolgerà su due sedi principali, il Museo di Santa Giulia e il MA.CO, dove saranno radunate le principali esposizioni. Molto interessante il Fuori Festival con il suo programma di mostre nelle gallerie e in altri spazi privati della città. Il centralissimo Cinema Nuovo Eden sarà la sede della proiezione di un ciclo di video biografie di grandi fotografi.

Steve McCurry ospite della trasmissione di RAI 3 “Che Tempo Che Fa”

Steve McCurry sarà ospite della manifestazione a luglio insieme ad altri grandi maestri come: Uliano Lucas e Gianni Berengo Gardin. Gli organizzatori del Frestival non nascondono la soddisfazione per essere riusciti a portare a Brescia il grande fotografo statunitense con una mostra in prima assoluta.

 

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Maledetti Lunedì. La Fotografia della settimana: Steve McCurry e l’ultima Kodachrome 64

2_maledettifotografi_logodi Enrico Ratto


Il 19 dicembre 2012 Kodak dichiara il fallimento. Steve McCurry attraversa il mondo per scattare le 36 fotografie dell’ultimo rullino Kodachrome.


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© Steve McCurry

Quando il 19 dicembre del 2012 Kodak dichiara il fallimento attraverso la procedura del Chapter 11, Steve McCurry decide di scattare una serie di immagini con l’ultimo rullino uscito dalla mitica azienda produttrice di pellicole, che trent’anni prima deteneva una quota di mercato del 90% negli Stati Uniti.
Trentasei immagini per chiudere un’epoca. Una sfida personale attraverso il mondo per celebrare la produzione analogica, su cui oggi si può anche ironizzare viste le disavventure con il digitale e la post-produzione del fotografo americano. Ma d’altra parte, questa sorta di contrappasso è toccata alla stessa Kodak: era suo lo slogan “voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”, una fotografia resa sempre più semplice da arrivare al giorno in cui non c’è stato più bisogno né di qualcuno che facesse il resto né, appunto, di rullini.

Ma torniamo alle trentasei foto di Steve McCurry e alla sua pericolosa idea di prendere treni e aerei con questo oggetto unico conservato al buio nella sua macchina fotografica. Tre foto le ha dedicate a Robert De Niro, a New York. Quindici foto le ha scattate in India, tra Mumbai and Rajastan. Altri scatti sono stati realizzati in Turchia, a Istanbul, dove il soggetto scelto è stato l’amico Ari Gulier, il Cartier-Bresson turco come lo definisce McCurry. Rientrato in America, erano state scattate trentacinque delle trentasei pose disponibili. Prima di portare il Kodachrome 64 al laboratorio di sviluppo Kodak di Paron, nel Kansas, uno dei migliori centri di sviluppo Kodak, McCurry sceglie di realizzare l’ultimo scatto nel cimitero della cittadina. Qui si chiude la storia del Kodachrome 64.

Una storia simbolica, con altissime probabilità che tutto andasse a monte per un dettaglio. Quando chiediamo a fotografi che passano la loro vita in viaggio quale è la cosa che proteggono in caso di pericolo imminente, tutti ci rispondono: prima la vita, poi le schede di memoria. La macchina fotografica la puoi ricomprare, la puoi riparare, la puoi perfino ricostruire e tenere insieme con il nastro. Le schede e i rullini che contengono il tuo lavoro no, sono qualcosa di irripetibile. Steve McCurry ha attraversato mezzo mondo con l’ultimo rullino Kodachrome 64 nella sua Nikon F6 e immaginiamo che cosa possa aver pensato quando il funzionario della dogana dell’aeroporto di Mumbai, prima di imbarcarsi per tornare negli Stati Uniti, gli ha imposto di aprire la macchina fotografica per accertarsi che non contenesse esplosivo.


Ponte di Ognissanti: Forte di Bard sempre aperto – Arte, fotografia, fumetti e cinema

PONTE DI OGNISSANTI: FORTE DI BARD SEMPRE APERTO


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In occasione del Ponte di Ognissanti, il Forte di Bard e i suoi spazi espositivi saranno sempre aperti al pubblico, dopo aver registrato il tutto esaurito ai due appuntamenti dello scorso week end dedicati alla grande fotografia internazionale, con Oliviero Toscani e Steve McCurry.


Prevista per lunedì 31 ottobre l’apertura straordinaria dalle ore 10 alle 18.00.

La giornata di martedì 1° novembre osserverà l’abituale orario dei giorni festivi, dalle ore 10.00 alle 19.00.


Il Forte si propone come meta ideale per una gita fuori porta. Ben cinque le mostre temporanee a disposizione del pubblico: gli oltre 260 capolavori della mostra Marc Chagall. La Vie, gli scatti unici della retrospettiva dedicata ad Elliott Erwitt, l’esposizione dedicata al dietro le quinte del film Avengers: Age of Ultron, la mostra dedicata alle opere premiate al 63° concorso dell’artigianato di tradizione della Valle d’Aosta e la personale dell’artista Marco Del Re – Madri italiane.


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L’offerta permanente comprende il Museo delle Alpi, il percorso interattivo Le Alpi dei Ragazzi, il percorso delle Prigioni dedicato ai grandi personaggi del Forte e alla sua evoluzione architettonica. Da scoprire anche l’itinerario FdB Modern, che presenta oltre 40 opere di arte moderna e contemporanea lungo i camminamenti del Forte e in alcune sale dell’Opera Carlo Alberto.

E da non perdere una visita al Borgo medievale ai piedi della rocca, tra antiche dimore del Cinquecento, piazze e vicoli tutti da scoprire.

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