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Willy Ronis

Willy Ronis: un romantico a Parigi

Vincent, sur la route des vacances, 1946 Ministère de la Culture Médiathèque de l’architecture et du patrimoine / Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis
Vincent, sur la route des vacances, 1946 Ministère de la Culture Médiathèque de l’architecture et du patrimoine / Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis

Willy Ronis

Willy Ronis è stato uno dei fotografi più importanti della corrente umanista francese, cercando nella vita quotidiana il significato dell’esistenza.

«Non sono mai andato alla ricerca dello straordinario. Ho sempre osservato ciò che faceva parte della mia vita. La bellezza dell’ordinario è stata la fonte delle mie più grandi emozioni». Intorno a questo semplice pensiero Willy Ronis ha costruito la sua intera carriera, entrando legittimamente nell’olimpo dei grandi interpreti della fotografia del Novecento. Esponente della corrente, mai ufficializzata con un manifesto programmatico, dei fotografi umanisti francesi, Ronis ha condiviso pensieri, estetica e storie con i grandi maestri della fotografia del secondo dopoguerra come Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Édouard Boubat, Raymond Depardon, Brassaï, Gilles Caron, André Kertész, Jacques Henri Lartigue e Marc Riboud

Willy Ronis: ricordato per il suo interesse verso la quotidianità più semplice e umile

Figlio di un immigrato ebreo ucraino e di una pianista ebrea lituana, Ronis nacque a Parigi ed entrò in contatto con questo linguaggio fin dalla più giovane età all’interno dell’attività di fotografo ritrattista di suo padre in Boulevard Richard Lenoir. Nonostante la sua passione fosse più incline al retaggio artistico della madre, che gli fece studiare l’arte del violino e sognare una carriera come compositore, in seguito alla malattia del padre si avvicinò definitivamente alla fotografia. Con l’ardore dello spirito di un giovane e vicino alle idee di sinistra, incoraggiato dai fotografi e amici Rober Capa e David Seymour (Chim), già celebri all’epoca, seguì con la sua macchina fotografica l’ascesa del movimento del Fronte Popolare che lo portò a comporre intensi e appassionati racconti sulle manifestazioni del 14 luglio 1936 e sull’ondata di scioperi che colpì l’industria automobilistica Citroën nel 1938, pubblicati dalle riviste Regards e L’Humanité. All’indomani della Seconda guerra mondiale, durante la quale si rifugiò nel sud della Francia per via delle sue origini ebraiche, entrò a far parte dell’agenzia fotogiornalistica Rapho come reporter. Nonostante il suo attivismo e la vicinanza ai temi sociali, che lo videro coinvolto in prima persona attraverso la produzione e la circolazione di immagini delle condizioni e delle lotte operaie, Willy Ronis è soprattutto ricordato per il suo interesse verso la quotidianità più semplice e umile, alla costante ricerca di un significato universale dell’esistenza. Attraverso le sue immagini, sviluppò una sorta di micro racconti costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni. Insieme al gruppo dei fotografi cosiddetti umanisti, che diedero della Francia del dopoguerra un’immagine sorridente per scongiurare le atrocità e le macerie del conflitto mondiale, Ronis dipinse la Parigi dei quartieri di Belleville e Ménilmontant, da lui tanto amati, fatta di scene pittoresche di passanti affaccendati, di giochi dei bimbi per le strada, di baci tra innamorati, dei mestieri semplici e delle scene quotidiane di un’esistenza idilliaca. Durante gli anni Cinquanta fu spesso citato, al fianco di Robert Doisneau e René-Jacques, all’interno del Groupe des XV che come scopo aveva quello di rivendicare la fotografia come vera espressione artistica. Il 1953 per Willy Ronis fu l’anno della consacrazione oltreoceano. Venne selezionato insieme a Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Izis e Brassaï da Edward Steichen per la mostra intitolata Five French Photographers al Museum of Modern Art (MoMA) di New York e due anni più tardi lo stesso Steichen volle inserire una selezione di sue fotografie nella leggendaria mostra espositiva The Family of Man. Sebbene la maggior parte delle sue immagini furono scattate in Francia, sin dalla sua giovinezza Ronis non smise mai di viaggiare e di fotografare Paesi stranieri. Tra i tanti luoghi visitati, vale ricordare Venezia in quanto ricopre un ruolo particolare all’interno delle sua produzione. Il suo primo viaggio nella Serenissima risale al 1938 e nonostante la vittoria della medaglia d’oro alla Mostra Internazionale Biennale di Fotografia del 1957, Ronis scoprì veramente Venezia soltanto nel 1959, anno in cui scattò una serie d’immagini dei quartieri popolari, riuscendo a catturare personaggi solitari e giocando con i riflessi della tipica luce lagunare.

Festeggia il Natale ai Tre Oci con la mostra Willy Ronis. Fotografie 1934-1998

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998

In occasione delle feste natalizie, la Casa dei Tre Oci sarà aperta in via eccezionale per visitare la mostra “Willy Ronis. Fotografie 1934-1998”.
La mostra, con 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite, dedicate a Venezia e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora, rappresenta la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia.  L’esposizione curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, con la partecipazione della Fondazione di Venezia e organizzata da Civita Tre Venezie, è in grado di ripercorre l’intera carriera di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento e protagonista della corrente umanista francese. Pur non essendo un movimento codificato da un manifesto programmatico, quello umanista dimostrava il suo interesse verso la condizione umana e la quotidianità più semplice e umile, per scoprirvi un significato esistenziale universale.
Attraverso le sue immagini, Ronis sviluppa una sorta di micro-racconti costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portano a estasiarsi davanti alla realtà e a osservare la fraternità dei popoli.

Festeggia il Natale ai Tre Oci: Programma

LUNEDI’ 24 DICEMBRE orario 10 – 14

MARTEDI’ 25 DICEMBRE chiuso

MERCOLEDI’ 26 DICEMBRE orario 10 – 19

da GIOVEDI’ 27 DICEMBRE a LUNEDI’ 31 DICEMBRE orario 10 – 19

MARTEDI’ 1 GENNAIO orario 14 – 19

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Appuntamenti non perdere: mostre fotografiche in Italia

Mostre in Italia

  • #18esplorazioni Nuove Mappe Per La Fotografia. Artisti Vari
    Il percorso è articolato in due mostre che vedono protagoniste le produzioni di diciassette fotografi siciliani, che con le loro esperienze fotografiche, le loro riflessioni e i loro contributi propongono nuovi scenari per la fotografia contemporanea che nascono in questo specifico territorio.
    Dal 22/09/2018 Al 16/12/2018, Palermo, Sicilia, Italia – Église

 

  • Sebastião Salgado. Genesi.
    Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
    Dal 29/09/2018 Al  06/01/2019, Ancona, Marche, Italia – Sala Vanvitelli

 

  • Willy Ronis. Fotografie 1934-1998
    La Casa dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis(1910-2009). La mostra è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite, dedicate a Venezia e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.
    Dal 06/09/2018 Al 06/01/2019  Venezia, Veneto, Italia – Casa Dei Tre Oci
  • La Fondazione Sozzani presenta la serie Time at work , composta da circa novanta opere che raccontano e ripercorrono la carriera dell’artista dagli anni Novanta a oggi. Il progetto fotografico è accompagnato da uno storico film documentario dell’artista su Lillian Bassman intitolato There is something about Lilliane.
    Dal 19/09/2018 Al 06/01/2019 Milano, Lombardia, Italia – Fondazione Sozzani
  • Gli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, apriranno al pubblico per ospitare la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna; 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, per una rassegna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre,  che attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
    Dal 22/09/2018 Al 06/01/2019  Forlì, Emilia-Romagna, Italia – Musei Di San Domenico
  • CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia indaga il rapporto tra fotografia e Pop Art con una mostra che riunisce oltre centoventi opere tra quadri, fotografie e grafiche, che illustrano la trasformazione del documento fotografico in opera d’arte.
    Dal 21/09/2018 Al 13/01/2019  Torino, Piemonte, Italia – Camera
  • Elliott Erwitt. Personae
    Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano la grande mostra di Elliott Erwitt, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento. Elliott Erwitt Personae è il titolo della prima retrospettiva delle sue fotografie sia in bianco e nero che a colori.

    Dal 27/09/2018 Al 24/02/2019 Torino, Piemonte, Italia – Reggia Di Venaria
  • Rania Matar. From Woman To Woman: Becoming
    Lo sguardo di un’artista e di una donna, di una madre e di un’ex adolescente che immortala una psiche in formazione.
    Dal 11/10/2018 Al 28/02/2019 Milano, Lombardia, Italia – Associazione Culturale C|E Contemporary

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998: una grande retrospettiva

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998

La Casa dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis (1910-2009). La mostra è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite, dedicate a Venezia e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998: la retrospettiva

L’esposizione curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, con la partecipazione della Fondazione di Venezia e organizzata da Civita Tre Venezie, è in grado di ripercorre l’intera carriera di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento e protagonista della corrente umanista francese, insieme a maestri quali Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud. Le fotografie di Ronis, pur corrispondendo a una visione ottimista della condizione umana, non celano l’ingiustizia sociale e l’interessamento alle classi più povere. Il suo stile resta intimamente legato al suo vissuto e al suo modo di intendere la fotografia. Non esitava, infatti, a rievocare la sua vita e il suo contesto politico e ideologico. I suoi scatti e i suoi testi raccontano un artista desideroso prima di tutto di esplorare il mondo, spiandolo in segreto, aspettando pazientemente che esso gli svelasse i suoi misteri. Ai suoi occhi era più importante ricevere le immagini che andarle a cercare, assorbire il mondo esteriore piuttosto che coglierlo e, da qui, costruire la sua storia.

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998: una fotografia da paura

In occasione della festa di Halloween di mercoledì 31 Ottobre, la Casa dei Tre Oci propone una serata speciale, con prolungamento dell’orario di apertura: si inizierà alle ore 18:00, con una visita guidata alla mostra dedicata a Willy Ronis del direttore artistico Denis Curti.

Alle 19:00  si proseguirà con un cocktail con buffet di tipici cicchetti veneziani, realizzato in collaborazione con la Distilleria Nardini 1779.

Alle ore 20 andrà in scena Scatti inquietanti, un talk con Denis Curti, che affronterà il tema della paura nella fotografia dall’800 a oggi con alcune immagini significative.

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998: info e prenotazioni

Prenotazione obbligatoria a info@treoci.org  oppure telefonando allo 041.241.23.32

 

WILLY RONIS. FOTOGRAFIE 1934-1998
VENEZIA/TRE OCI
06.09.2018 > 06.01.2019

Alla Casa Dei Tre Oci Willy Ronis. Fotografie 1934-1998 

Willy Ronis. Fotografie 1934-1998 

La Casa Dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis (1910-2009); la mostra, che presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia.

L’esposizione è curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, e vede la partecipazione della Fondazione di Venezia, organizzata da Civita Tre Venezie; in mostra 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, in grado di ripercorre l’intera carriera di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento e protagonista della corrente umanista francese, insieme a maestri quali Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud.

Pur non essendo un movimento codificato da un manifesto programmatico, quello umanista dimostrava il suo interesse verso la condizione umana e la quotidianità più semplice e umile, per scoprirvi un significato esistenziale universale. Attraverso le sue immagini, Ronis sviluppa una sorta di micro-racconti costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portano a estasiarsi davanti alla realtà e a osservare la fraternità dei popoli.

Se è vero che le sue fotografie corrispondono, in una certa misura, a una visione ottimista della condizione umana, Ronis non ne cela l’ingiustizia sociale e s’interessa alle classi più povere. La sua sensibilità nei confronti delle lotte quotidiane per la sopravvivenza in un contesto professionale, familiare e sociale precario, rivela che le sue convinzioni politiche, militante comunista, lo conducevano a un impegno attivo, attraverso la produzione e la circolazione di immagini della condizione e delle lotte operaie. Sebbene la maggior parte delle sue immagini più riprodotte siano state scattate in Francia, sin dalla sua giovinezza Ronis non ha smesso di viaggiare e fotografare altri luoghi. Il suo stile resta intimamente legato al suo vissuto e al suo modo di intendere la fotografia. Non esitava, infatti, a rievocare la sua vita e il suo contesto politico e ideologico. I suoi scatti e i suoi testi raccontano un artista desideroso prima di tutto di esplorare il mondo, spiandolo in segreto, aspettando pazientemente che esso gli sveli i suoi misteri. Ai suoi occhi è più importante ricevere le immagini che andarle a cercare, assorbire il mondo esteriore piuttosto che coglierlo e, da qui, costruire la sua storia.

WILLY RONIS

FOTOGRAFIE 1934-1998

VENEZIA/TRE OCI

 06.09.2018 > 06.01.2019

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