Sotto la patina rétro della Nikon Z fc c’è una mirrorless quasi identica alla recentissima Z 50. Confrontiamole.

15 Gennaio 2022 di Andrea Rota Nodari Andrea Rota Nodari

L’aspetto vintage della Nikon Z fc è ispirato a una reflex degli anni ’80. Ma sotto la patina rétro c’è una mirrorless quasi identica alla recentissima Z 50. Proviamo a confrontarle…

La mirrorless dall’aspetto vintage

La Nikon Z fc è stata progettata con l’evidente scopo di solleticare la domanda di prodotti vintage e nostalgici. E, in effetti, chi ama il genere verrà immediatamente sedotto dalla nuova fotocamera nel momento stesso in cui metterà le mani sullo spigoloso telaio in lega di magnesio e comincerà a giocare con le ghiere in alluminio… 

Il corpo macchina e la “fisicità” dei controlli sono talmente belli che ci si può perdere a scoprirli prima ancora di accendere la fotocamera. Sotto la patina rétro-chic, però, troviamo una mirrorless APS-C che è quasi la Nikon Z 50 del 2019 con un vestito diverso. Anche se la Z fc presenta alcuni buoni aggiornamenti, le principali differenze tra le due sono l’estetica e la presenza del primo LCD posteriore completamente snodabile su una serie Z.

Nonostante la stretta parentela con una mirrorless APS-C, la Z fc può essere considerata l’erede spirituale di una reflex full-frame: la Nikon Df del 2013. Naturalmente, tra le due non ci sono grandi somiglianze, a parte lo stile vintage e la presenza della “f” nel nome (che sta per “fusion”). La Df corteggiava all’epoca un pubblico professionale, mentre la “c” della nuova Z fc sta per “casual”. 

Resta da capire se l’aspetto della Z fc sarà sufficiente a competere con il prezzo più basso della Z 50… Scopriamolo insieme.

Nikon Z fc: le caratteristiche

Nikon Z fc

La Z fc non è una copia esatta della Z 50, ma ci va piuttosto vicino. Le due fotocamere condividono lo stesso sensore APS-C CMOS da 20,9 MP con filtro passa basso e il medesimo processore EXPEED 6. Nonché l’eccellente sistema AF ibrido a 209 punti – forte di rilevamento occhi e animali (per fotografia e video). La Z fc è dotata anche di AF area estesa per umani e animali, preso da Z 6II e Z 7II, e in condizioni di luce ridotta batte la Z 50 riuscendo a mettere a fuoco fino a -4,5 EV anziché -4 EV.

Z fc e Z 50 hanno in comune anche la stessa rispettabilissima massima frequenza di scatto di 11 fps e identiche capacità video 4K. Questo significa che la Z fc è in grado di registrare video UHD 3.840×2.160 fino a 30 fps con l’intera estensione del CMOS, per video 4K full-sensor senza bisogno di crop.

La nuova arrivata eredita anche il mirino elettronico OLED della Z 50, da 0,39” e 2.360.000 di punti. Ma offre qualcosa di diverso per quel che riguarda lo schermo posteriore. Si tratta infatti di un display touch completamente articolato. È un filo più piccolo di quello della Z 50 (3” contro 3,2”), ma è senz’altro più comodo, soprattutto per selfie e videoblog.

Rispetto alla Z 50, qui manca il flash incorporato. Non è una sorpresa, perché è evidente che avrebbe un po’ compromesso la linea elegante del corpo macchina. Se proprio non possiamo fare a meno del flash, comunque, è presente la slitta a contatto caldo. 

Andando alla scoperta delle voci del menu, si notano altre differenze. Per esempio l’inclusione della funzione Ripresa con cambio di messa a fuoco (non disponibile sulla Z 50). Inoltre, mancano le modalità Scene (SCN) della Z 50, ma non è detto che ne sentiremo la mancanza. Se pensiamo di usare la Z fc in modalità completamente automatica, ci perdiamo il bello della fotografia rétro!

Struttura e maneggevolezza

È soprattutto in questo campo che la Z fc differisce da qualsiasi altro modello corrente Nikon. La scocca richiama le reflex Nikon d’epoca. Per molti, il bellissimo terzetto di ghiere in alluminio varrà da solo il costo della fotocamera! Il rivestimento della versione base è nero, con texture effetto pelle. Ma sono disponibili anche cinque varianti colorate, a un costo leggermente superiore (100 €).

Nikon Z fc

In termini di maneggevolezza ed ergonomia, vale la pena di ricordare che il layout dei controlli delle fotocamere non si è evoluto a caso, rispetto agli anni ’80. Ci sono validi motivi se le ghiere sul pannello superiore non usano più. Non sono comode e accessibili quanto l’accoppiata di ghiera anteriore e posteriore (che infatti sono presenti).

La Nikon Z fc dà un’impressione di alta qualità. La piastra superiore argentata è in metallo (mentre quella inferiore è in plastica) e tutte le ghiere ruotano con fermezza e con soddisfacenti clic. Non possiamo prevedere come si comporteranno dopo un uso prolungato. Ma al momento non c’è il minimo rischio di cambiare impostazioni toccandone una incidentalmente.

Accanto alla ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione c’è un insolito minuscolo display LCD a due cifre. La sua unica funzione è visualizzare il diaframma, per darci un rapido riferimento.

Sul retro, come detto, troviamo una cosa che nessun’altra serie Z può vantare: il touchscreen snodabile. Sul campo è preziosissimo, non certo solo per i selfie. La possibilità di orientare il display è impagabile, soprattutto visto che si tratta di una fotocamera adatta alla fotografia di strada o di viaggio. I controlli posteriori sono invece standard. Troviamo gli stessi pulsanti presenti sulla Z 50, solo con una disposizione leggermente diversa, mentre le icone touch DISP e zoom + e – qui corrispondono a pulsanti fisici.

La Z fc è probabilmente la fotocamera più bella sul mercato al momento, ma con un prezzo da pagare in termini di funzionalità. L’ampio diametro dell’attacco Z e l’assenza di una vera e propria impugnatura lasciano davvero poco spazio per tenere la fotocamera saldamente con una mano sola. La cinghia in dotazione non è un “accessorio”, è essenziale!

Le prestazioni della Nikon Z fc

Come prevedibile, visto che condividono sensore e processore, la qualità di immagine di Z fc e Z 50 è molto simile, di fatto indistinguibile negli scatti sul campo. Esistono corpi macchina DX con maggior risoluzione, ma il vantaggio di un sensore da 20,9 MP è nella miglior gamma dinamica e nelle superiori prestazioni in luce ridotta, grazie ai fotositi più grandi. E una risoluzione di 5.568×3.712 pixel non è poi un gran sacrificio rispetto ai tipici 6.000×4.000 pixel di un sensore da 24 MP. La Z fc è comunque in grado di risolvere un’enorme quantità di dettagli minuti

Superato il livello di ISO 3.200, il rumore si fa presente nelle immagini visualizzate al 100%. Può essere limato con la funzione NR su ISO elevati, ma con il rischio di perdere le texture più delicate, come quelle dei tessuti. Per fortuna, anche con la riduzione automatica disabilitata, la sgranatura è abbastanza fine da non diventare fastidiosa. La gamma dinamica è eccellente, soprattutto con il D-Lighting attivo. 

Il sistema autofocus è un passo avanti rispetto a quello della Z 50: si è dimostrato estremamente veloce e affidabile in coppia con l’obiettivo DX 16-50 mm di kit – sia in condizioni di luce ridotta, sia con soggetti dal movimento rapido.

L’unico vero problema è la già citata assenza di un’impugnatura comoda. Con il DX 16-50 mm la Z fc pesa 575 g: è più pesante della Z 50 ed è quasi sempre necessario reggerla con due mani per sentirsi sicuri. Neanche l’originale FM2 aveva impugnatura, quindi è evidente che Nikon ha scelto di porgere un omaggio fedele e non è il caso di gridare all’errore. Però è un aspetto da considerare. 

In definitiva

La Nikon Z fc è un modello rétro senza compromessi, ma con tutte le moderne comodità di una mirrorless serie Z. Le ghiere in alluminio sono divertenti e lo schermo articolato è un elemento che tutte le future serie Z per appassionati dovrebbero avere. Potremmo questionare sull’assenza di flash incorporato e impugnatura ergonomica (entrambi presenti sulla più economica Z 50), ma è evidente che avrebbero compromesso l’estetica. E sia chiaro: la Z fc è così bella che viene voglia di lasciarla in mostra nella vetrinetta del salotto buono quando non la usiamo!

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