In campo paesaggistico la versatilità di uno zoom può fare la differenza! Ecco tre zoom grandangolari Nikon a confronto.

21 Luglio 2022 di Andrea Rota Nodari Andrea Rota Nodari

A confronto, tre zoom grandangolari Nikon ideali per la fotografia di paesaggio. Benché sul mercato si trovino molti eccellenti grandangoli a focale fissa, soprattutto per reflex e mirrorless full-frame, la versatilità di uno zoom resta vincente!

Infatti, in campo paesaggistico, bastano davvero minimi cambiamenti di lunghezza focale per fare grande differenza nella composizione.

Tre zoom grandangolari Nikon a confronto

Nikon AF-P DX 10-20 mm f/4.5-5.6G VR

Quando il gioco si fa duro e ci troviamo a scalare sentieri di montagna in cerca della perfetta opportunità, l’ultima cosa che ci serve è un borsone pesantissimo! Questo zoom ultragrandangolare è anche ultra-leggero. Pesa appena 230 g, grazie all’adozione di attacco in plastica, ma ha un sacco di funzioni utili.

A differenza del più vecchio e pesante Nikon AF-S DX 10-24 mm, è dotato di stabilizzazione VR fino a 3,5 stop (e ci fa risparmiare ulteriore peso, eliminando la necessità del treppiede).

L’autofocus è basato su motore passo-passo, con prestazioni rapide per la fotografia e transizioni fluide e quasi del tutto silenziose per il video. Correzioni manuali e messa a fuoco completamente manuale sono rese possibili da un anello con collegamento elettronico. Come è tipico degli obiettivi AF-P, manca la scala delle distanze. 

Per quanto riguarda le prestazioni, la nitidezza al centro è buona e aberrazioni e distorsioni sono facilmente correggibili.

Nikon Z DX 16-50 mm f/3.5-6.3 VR

zoom grandangolari Nikon

Questo obiettivo pesa 135 g, poco più della metà dell’AF-P DX 10-20 mm, che è già leggerissimo! Retrattile, quando è chiuso misura solo 32 mm. Esteso per l’uso, non supera i 55-60 mm, a seconda dell’impostazione zoom. Se lo abbiniamo a una Z 50 o a una Z fc, otteniamo un kit paesaggistico che possiamo portare davvero ovunque.

Con una lunghezza focale minima equivalente a 24 mm effettivi, è molto meno grandangolare rispetto agli altri modelli selezionati, ma la scelta di modelli Z DX è ancora oggettivamente limitata

Il percorso ottico include quattro elementi asferici e uno ED (Extra-low Dispersion) e l’obiettivo è dotato di sistema VR fino a 4,5 stop. La struttura è di qualità, anche se l’attacco è ovviamente in plastica.

La nitidezza periferica è migliore di quella dell’AF-P DX 10-20 mm, anche perché l’angolo di campo massimo è più ristretto. Come diversi altri modelli Z-mount, anche questo si affida alle correzioni automatiche in-camera (che infatti non possono essere disattivate) per il contenimento della distorsione, ma i risultati sono notevoli.

Nikon Z 14-30 mm f/4 S

zoom grandangolari Nikon

Per chi scatta in full-frame con una serie Z, in casa Nikon la scelta è tra questo Z 14-30 mm e lo Z 14-24 mm f/2.8 S. Il secondo è semplicemente spettacolare e ha massima apertura più luminosa, ma questo costa la metà e ha davvero molto da offrire.

Grazie al design retrattile, lo Z 14-30 mm è abbastanza compatto e leggero. Misura 89×85 mm e pesa 485 g, nonostante abbia lo stesso angolo di campo massimo del modello più grande. Come tutti i modelli S, è ben strutturato. Include quattro elementi asferici, quattro ED, rivestimenti Nano Crystal Coat e rivestimento al fluoro per la lente frontale, oltre ad avere molteplici protezioni contro polvere e umidità.

Rispetto allo Z 14-24 mm ha anche il gran pregio di una filettatura di diametro molto più comune: 82 mm.

I test di laboratorio non raccontano mai tutta la verità – soprattutto nel caso dei grandangoli. Sulla carta, in base ai test a breve distanza, lo Z 14-24 mm sembra migliore, ma nel mondo reale lo Z 14-30 mm è in grado di tenergli testa, con una nitidezza ottima da angolo ad angolo.

www.nikon.it

C'è 1 commento

  • Si vede sempre di piu che le ottiche supergrandangolari,non fisheye,sono solo per dx o per la serie z. Ma per le ff la cosa è molto piu limitata.

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