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Andrea Tubertini - Nato nel 1973, vive e lavora a Roma. È appassionato di tecnologia e fotografia, soprattutto di ritratto, e quando può le fa convergere nei suoi progetti creativi. Ha al suo attivo diverse mostre personali e collettive realizzate negli ultimi anni e ora si dedica alla promozione e all’ampliamento del suo progetto I’m not a doll. "La fotografia di ritratto è quella che amo di più, e che più mi piace fare. Penso che un volto, gli occhi, la pelle o una ruga possono raccontare tanto della vita o della personalità del soggetto ritratto. Il mio approccio alla fotografia ritrattistica avviene in modo naturale, i soggetti delle mie foto sono come materia, cerco con attenzione di darle una forma, una consistenza e una perfezione estetica che deve comunque riflettere il suo senso umano. La parte più bella del mondo o delle cose deve prevalere, e se esce un lato poetico meglio ancora. Nel comporre la fotografia cerco di creare un'atmosfera ricca, sensuale, coinvolgente, possibilmente potente. Ricerco spesso l'armonia che non deve avere per forza una forma definita. Il mio fine è quello di fare arte e dare spazio alla creatività utilizzando la fotografia come mezzo di comunicazione."

PAESEItalia

ATTREZZATURACanon 5D e Fuji x-t1

SITOsm-art.synology.me/

INSTAGRAMinstagram.com/andreatuber_ph/

I’m not a doll – #anorexiafighter

Giada: LUNEDÌ 14 NOVEMBRE 2016 (16 anni)

“22.22” ora del desiderio, funziona così no? Stessa ora, stesso minuto, i numeri devono combaciare ed il desiderio che vorresti esprimere si dovrebbe avverare.

Ci sto pensando, riordino i pensieri: “questo no”, “quello è troppo scontato”, “ma dai Giada, ci vuole qualcosa di più originale”.

Mi rigiro nel letto.

Il cervello sempre in movimento e i pensieri che viaggiano, corrono a duecento all’ora, peggio che in una gara d’auto, per cercare uno stupido desiderio in grado di soddisfarmi:

“Vorrei avere più amici”, ma so che non mi capirebbero.

“Vorrei vederlo, parlargli”, ma so che lo vedrò domani, e dopodomani e il giorno dopo ancora quindi lascio stare.

“Vorrei fumare”, guardo nella borsa ed ho le ultime due sigarette e che a me non piace lasciare le cose da sole, quindi non la fumo.

“Vorrei un unicorno”, sorrido, ragiono, mi ricordo che non esistono.

Quel sorriso mi spiazza, non te lo concedi, non voglio perdere il controllo e sfociare in una grande risata.

Mi rigiro nel letto, mi guardo le gambe, la pancia, e penso “Voglio ritornare indietro, voglio ritornare a quel tempo in cui gli altri avevano paura di toccarmi perché pensavano potessi spezzarmi sotto il loro tocco”, “Voglio scomparire”, “Voglio solo andarmene, non pensare più.”

Ho trovato il mio desiderio, guardo l’ora “22.42”, troppo tardi.

Oggi, a 21 anni, continuo a combattere contro questo mostro che mi ha bruciato l’adolescenza, che mi ha tolto le forze e quasi la vita.

Ringrazio i miei genitori, la mia famiglia.

Ringrazio e abbraccio me stessa sapendo che la strada sarà lunga e tortuosa ma le ossa, passata l’osteopenia, ormai sono più forti💜

Luogo non specificato

15/4/2022

Ritratto

ISO 320

F11

50 mm

1/200

x-t1

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