Avatar Serena Vittorini

Collection of My Beautiful Photography

SINEQUANON

La scelta estetica nasce dalla mia visione quotidiana e deriva dal discioglimento del mio rapporto con gli avvenimenti del 2009 nella cittaÌ€ di L’aquila. Il bianco mi concede una tregua dall’affanno, cosiÌ€ eÌ€ sempre stato sin da bambina. Il bianco ancora oggi mi pare una via possibile per esorcizzare la realtaÌ€ della mia cittaÌ€ natale. Ma non solo, diventa un segno di una ricostruzione anche mia oltre che sua. Gli oggetti rappresentati sono oggetti presenti in maniera inevitabile e compulsiva nelle strade e nelle piazze della cittaÌ€ cantiere e non svincolati da una forte componente simbolica (la livella per l’equilibrio, i mattoncini come componente di un corpus unico e solido, i tubi per lo scarico di materiale di scarto, la pittura per una nuova facciata). Il mio istinto é stato quello di agire sul contesto, rielaborandolo. Intervenendo sulla realtaÌ€. Modificando manualmente (nello specifico ridipingendo con dello smalto da muratura) attrezzi di uso comune (usati per costruire, reperiti nei cantieri) e trasformandoli nel bianco che mi eÌ€ tanto familiare, nel bianco che rende degli oggetti apparentemente poco affascinanti qualcosa di inaspettatamente bello. Decontestualizzandoli dal marasma quotidiano e posizionandoli su un fondale neutro sotto le luci degli stessi lampioni che ogni notte li illumina decido di dargli un’altra vita, una realtaÌ€ alternativa di bellezza essenziale, “conditio sine qua non” di un processo di resilienza simbolica.

Canon 5d Mark III – 24-70 2,8 – 30 secondi di posa, 7.1 diaframma, ISO 250, luce stradale

L'Aquila, AQ, Italia

17/05/2017

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