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Dietro l’immagine di Giorgio Lotti

Il produttore italiano Carlo Ponti accoglie la moglie e attrice italiana Sophia Loren (Sofia Scicolone) alla Gare de Lyon. Parigi, novembre 1964

Un braccio disteso e una mano che si offre, premurosa, come sostegno per quel dono ingombrante, porto da una mano sconosciuta e appena visibile nell’angolo in basso a destra dell’inquadratura. Un gesto semplice, incorniciato da un sorriso aperto, gioioso, quasi in contrasto con la rigida compostezza del corpo distinto a cui appartiene, ostaggio di un elegante cappello e di un pesante abito scuro. Dev’essere inverno. E l’abbigliamento della diva, facilmente riconoscibile, al cospetto della quale quella figura corpulenta sembra precipitarsi, lo conferma. Ma chi è quell’uomo? Il suo gesto è troppo deciso per essere un semplice fan in cerca di un contatto, il suo sorriso troppo sincero e sicuro di essere ricambiato. Facile intuire sia qualcuno di più vicino a Sophia Loren, forse un collaboratore stretto, o un famigliare. Per chi non conta abbastanza primavere per ricordarlo, e non è un appassionato o esperto di cinema, potrebbe risultare difficile riconoscere in quella figura Carlo Ponti, noto produttore cinematografico del Dopoguerra, nonché marito dell’attrice, sposata per procura nel 1957 a Ciudad Juarez (Messico) e in Italia nel 1966. Per poter leggere correttamente questo frammento di reale prelevato da Giorgio Lotti – per il quale non servono presentazioni aggiuntive all’intervista pubblicata in questo stesso numero – occorre dunque essere in possesso di una serie di informazioni che vanno al di là di ciò che la fotografia mostra. Informazioni che un fotografo attento e rigoroso come Lotti non ha dimenticato di inserire in didascalia. Senza questo tipo di ancoraggio testuale, come viene definito in semiotica visiva, il significato di questa immagine potrebbe infatti risultare oscuro per molti, nonostante l’eloquenza del gesto ripreso. Sebbene dunque il concetto di ancoraggio, così come originariamente concepito da Roland Barthes, sia oggi considerato superato da una certa branca della semiotica contemporanea (più propensa a considerare il linguaggio visivo come completamente autonomo, il cui l’eventuale legame con quello verbale si basa più su un rapporto di interdipendenza che non di dipendenza), la sua validità e utilità si riconferma ogni qual volta ci ritroviamo di fronte a un’immagine come questa, in cui fondamentale per l’interpretazione è ciò che, suo malgrado, essa non può dire.

Maternity Photography: FUJIFILM presenta “La magia della maternità”

Nell’ambito della esposizione Profumo di vita #neldirittodelbambino, progetto fotografico di Elena Givone, in mostra sino al 19 maggio presso Villa Remmert a Cirié (TO), FUJIFILM presenta il workshop “La magia della maternità”
Sabato 18 maggio ’19 dalle 14:30 alle 19:00, presso Villa Remmert a Cirié, FUJIFILM invita a partecipare al workshop “La magia della maternità”, in cui poter approfondire tecniche, regole, approccio alla maternity photography sotto la conduzione attenta dell’X-Photographer Elena Givone che darà ottimi suggerimenti e spunti per affrontare questo genere fotografico che necessita di forte empatia con le future mamme. Durante il workshop si scatterà su un set preallestito con modelle che per l’occasione indosseranno abiti pensati ad hoc per l’evento dalla Boutique Little Emma.

Per chi volesse misurarsi con questo genere fotografico dovrà prenotarsi inviando una mail a info@elena givone.com

Per maggiori informazioni http:www.profumodivita.info/about

“Profumo di Vita”
Sino al 19 maggio 
Villa Remmert Via A. Rosmini, 3 – Ciriè (TO)

 

Il metodo stenopeico: un atto anacronistico che concede il privilegio dell’essenzialità

Non di rado si è indotti a pensare che la pratica fotografica sia necessariamente legata a un complesso apparato tecnologico destinato a operatori esperti, allontanando i neofiti dal carattere essenziale da cui essa origina. Molti studiosi in passato si sono interessati alla relativa efficacia della luce nel rappresentare in maniera esatta un’immagine analoga alla realtà. Già negli scritti di Leonardo Da Vinci  raccolti nel Codice Atlantico e negli studi di Giambattista Della Porta, noto studioso napoletano, è evidenziato il fenomeno fisico per cui la luce propagandosi in linea retta nell’etere, attraverso un foro di piccole dimensioni, possa proiettarsi in tanti punti luminosi che accostati fra loro determineranno un’immagine. Dunque, se con determinate circostanze è possibile che si verifichi un’immagine indice della realtà, potremmo con pochi sforzi immaginare che nel realizzare una Pinhole Camera si possa, osservando i risultati, rimanerne meravigliati.

La realizzazione di una Pinhole Camera

Si potrà quindi inizialmente procedere intagliando una scatola dalle dimensioni simili alla misura dell’immagine che si vorrà ottenere, avendo cura di avere una profondità non molto spinta. Di seguito si coprirà con un colorante acrilico nero le pareti al suo interno. In questo modo si attenueranno le riflessioni involontarie di luce provenienti dalle pareti circostanti. Si intaglierà ora al centro di un lato della scatola un’apertura di qualche centimetro, la quale avrà successivamente la funzione di alloggio per il foro stenopeico. Quindi, per realizzare il foro, dovremmo disporre di un ago da cucito e di una lamina sottile di ottone denominata Carta di Spagna, la quale, per la sua sottile struttura, andrà ad evitare aberrazioni cromatiche generate dalla parziale deviazione dei raggi luminosi. Si potrà procedere con l’esercitare una leggera pressione sulla superficie della lamina con la punta dell’ago al fine di perforarla lievemente. Creata l’apertura nella lamina, si andranno a eliminare le asperità causate dalla perforazione utilizzando della carta abrasiva finissima. Sarà poi nostra cura verificare che le dimensioni esterne del lamierino opportunamente intagliato e perforato siano necessarie alla copertura totale dell’alloggio praticato sulla scatola. Utilizzando ora del nastro adesivo, applicheremo tale lamina così lavorata nella sede destinata ad accoglierla. Infine, copriremo il foro stenopeico, avvalendoci di un ritaglio di cartoncino nero fissato opportunamente con del nastro adesivo, nella maniera per cui possa svolgere la funzione di un otturatore. Sarebbe opportuno, illustrati i concetti basilari di costruzione per una Pinhole Camera, entrare nel vivo del progetto, soffermandoci su alcuni aspetti. Si farà attenzione nel determinare un’appropriata distanza focale in rapporto alla dimensione del materiale fotosensibile che si intenderà utilizzare, considerando che al variare di questa distanza, si stabilirà un diverso angolo di campo. Sarà consigliabile dunque, al fine di evitare eccessive vignettature o prolungate esposizioni alla luce, attenersi alla regola per cui la misura della distanza focale sarà la metà della diagonale che interessa il materiale fotosensibile. Applicata questa regola, ci risulterà un angolo di campo inquadrato, pari a un obiettivo grandangolare di 25mm su formato Leica. Determinato ciò, anche per la realizzazione del foro stenopeico si dovrà essere accorti nel generare un diametro di misure ottimali al rapporto con la distanza focale prestabilita. In tale intento, ci sarà d’aiuto dividere la radice quadrata della distanza focale per una costante di 25. Il risultato che si otterrà, sarà la misura esatta del diametro da praticare nella lamina di ottone. Sarà opportuno adesso scannerizzare il lamierino forato al fine di poterne verificare tramite la funzione “righello” in Photoshop l’ampiezza di diametro effettiva. Se dalla verifica risultasse un foro delle dimensioni inferiori a quelle utili, si procederà raffinando la zona forata con della carta abrasiva finissima affinché possa verificarsi l’apertura ottimale. Determinata la distanza focale e l’ampiezza ottimale del foro, bisognerà conoscere il valore di diaframma determinato dal rapporto fra i due. Potremmo quindi, a tale proposito, procedere dividendo la distanza focale espressa in millimetri per l’ampiezza del foro. Il risultato ottenuto sarà il valore di diaframma da considerare in fase di ripresa. Conclusa la realizzazione della Pinhole Camera procederemo in totale assenza di luce, per caricare al suo interno del materiale fotosensibile. Saremo così pronti per effettuare i primi tentativi di esposizione. In questa fase successiva di ripresa fotografica, si utilizzerà un esposimetro che, impostato per la sensibilità ISO in uso, ci fornirà, a misurazione effettuata, il valore esatto di esposizione. A questo parametro sarà aggiunto un valore di tempo ulteriore che compenserà il difetto di reciprocità. Tali valori aggiuntivi sono riportati in foglietti tecnici a corredo delle carte o pellicole che si impiegheranno. Ottenuto così il tempo giusto di esposizione per una data condizione di luce, sarà ora opportuno scoprire il foro stenopeico dall’otturatore che lo copre e permettere alla luce di praticare la sua azione sul materiale fotosensibile. Richiuso il foro, andremo a verificare il risultato ottenuto, sviluppando il materiale esposto con una procedura adeguata in camera oscura. Le immagini così ottenute da una fotocamera munita di foro stenopeico saranno caratterizzate da evidenti vignettature, zone molto ampie di nitidezza e assenza di soggetti in movimento che nell’insieme conferiranno all’immagine un’estetica chiaramente individuabile. Dunque, intravedendo una conclusione per questo breve excursus , vorremmo augurarci di aver incoraggiato i lettori a sperimentare un processo che, anche non considerando le minuzie tecniche espresse pocanzi, non si allontanerebbe di molto dal potenziale espressivo e didattico che lo denota

 

Immagine in evidenza Luzzara, Chiesa di S. Giorgio.
Esposizione 11 secondi su pellicola piana da 320 ISO

A Milano Photofestival: Donne cancellate, foto dall’archivio dell’ex Ospedale Psichiatrico di Como

La narrazione dei luoghi passa anche dalle persone. Nel caso di un manicomio si tratta di raccontare una vita: sofferta, ambita, martoriata, cancellata. Il reportage parte dalle 40mila cartelle dell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico San Martino di Como. Gin Angri utilizza la capacità di analisi della fotografia sia nell’indagine sul presente sia nell’osservazione del passato, dove rivela una non comune capacità di trasformare documenti in materiale vivo e in grado di trasmettere emozioni. Fotografie, e in particolare i ritratti, che nella loro inquieta ambiguità mostrano quello che non si è voluto o potuto capire.

 

Donne cancellate, foto dall’archivio dell’ex Ospedale Psichiatrico di Como
a cura di Oltre il giardino onlus
fino al 20 maggio
Università di Milano-Bicocca
Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, edificio U6 – Tel 02.64482101

 

Uno straordinario scatto della Luna ottenuto con 50.000 singole immagini

Quello che vi mostriamo è uno straordinario scatto della Luna ottenuto dall’unione di 50.000 singole immagini, creato da un telescopio e da due telecamere a 239.000 miglia di distanza, a Sacramento, in California
L’autore, il fotografo Andrew McCarthy ha trasformato 50.000 singole immagini del cielo notturno in una foto molto ampia e dettagliata della luna.  Il suo processo prevede la messa a fuoco sulle stelle luminose, e lo scatto con una Sony a7 II con obiettivo da 300 mm.

Fonte

Epson annuncia due stampanti di alta gamma e alta produttività per il signage

Epson annuncia il lancio di due nuove stampanti SureColor SC-S per il signage, SC-S60600L e SC-S80600L. Queste macchine da 64 pollici offriranno ai clienti ad alta produttività costi totali di gestione inferiori.
“Il cuore di queste nuove stampanti industriali è l’introduzione di sacche di inchiostro ad alta capacità da 1,5 litri”, afferma Renato Sangalli, Business Manager prodotti Pro-Graphics di Epson Italia. “In questo modo viene prolungato il periodo di funzionamento e di conseguenza un minor intervento da parte dell’utente e una riduzione dei tempi di fermo.

SureColor SC-S per il signage, SC-S60600L e SC-S80600L: caratteristiche

Le sacche ospitano gli inchiostri ecologici EcoConvert G3 di Epson, che vantano importanti certificazioni ambientali, tra cui GreenGuard Gold e AgBB. Come tutte le stampanti per il signage della gamma SureColor SC-S, questi modelli sono a bassa manutenzione, altamente affidabili e facili da installare”. SC-S60600L e SC-S80600L sono dotate delle testine di stampa Epson PrecisionCore TFP e verranno fornite con il software Epson Edge RIP e lo strumento di contabilità LFP (che fornirà dati accurati sui costi di funzionamento).
Il software Epson Edge Print è potente, ricco di funzionalità e facile da utilizzare, oltre a offrire una soluzione di stampa semplificata pronta all’uso. Inoltre, Epson continua ad ampliare la propria gamma di profili EMX per ottimizzare la qualità di stampa sui supporti utilizzati più comunemente e sui supporti specialistici. Entrambe le versioni SureColor SC-S L possono stampare su un’ampia gamma di supporti, dalla pellicola trasparente e carta fotografica alla carta da parati, tela e vinile, pertanto sono adatte per signage e display su larga scala, applicazioni per punti vendita e cartelloni pubblicitari, segnaletica fronte/retroilluminata e car wrapping.

 

Luca Bigazzi: un premio Oscar a Genova

Luca Bigazzi, direttore della fotografia de La Grande bellezza sarà a Genova per parlare di cinema e fotografia.
Venerdì 17 maggio, nella Sala Munizioniere di Palazzo Ducale a Genova, dalle 19 alle 21, si terrà il secondo incontro della quinta edizione de “La Settimanale” con un ospite dʼeccezione: Luca Bigazzi, uno dei più interessanti e geniali direttori della fotografia degli ultimi tempi. Una grande occasione poter ascoltare quello che da ormai diversi anni è diventato il collaboratore di fiducia di Paolo Sorrentino, con cui ha vinto un Oscar come miglior film straniero con il film “La Grande bellezza”. Oltre allʼambita statuetta dʼoro Bigazzi ha ricevuto Sette David di Donatello, sei nastri DʼArgento, Tre Globi dʼoro, nella sua lunghissima filmografia ci ha regalato
immagini che mai scorderemo e momenti iconici degni di entrare nella storia del cinema.

Lʼevento è gratuito fino a esaurimento posti.
Gli incontri de La Settimanale proseguiranno Giovedì 30 maggio con la fotografa Simona Ghizzoni, sempre dalle 19 alle 21, a Palazzo Ducale. Per tutti gli altri eventi legati alla rassegna seguite la pagina Facebook “ La Settimanale di fotografia”

Sebastião Salgado. Gold: un bianco e nero spiazzante

Quando Salgado realizzò gli scatti della serie Gold, a testimonianza delle durissime condizioni di lavoro nella miniera della Serra Pelada in Brasile, il mondo della fotografia – abituato ai colori che negli anni Ottanta campeggiavano sulle riviste – rimase disorientato. “In tutta la mia carriera al New York Times”, scrive il photo editor Peter Howe, “non ho mai visto i redattori reagire in quel modo a nessun’altra fotografia”. A stupire fu soprattutto la scelta rischiosa del bianco e nero, nel solco di una tradizione portata avanti da maestri come Weston e Cartier-Bresson. Benché siano trascorsi diversi anni, le immagini di Salgado restituiscono ancora con vividezza la drammaticità di quella corsa all’oro e le conseguenze che ebbe nella vita di tante persone.

Gold
Sebastião Salgado
Taschen, Anno: 2019

CorelDRAW Home & Student Suite 2019: un potente software per la grafica e il fotoritocco a un prezzo accessibile

CorelDRAW Home & Student Suite 2019 è l’ultima edizione della popolare suite di grafica e fotoritocco per gli appassionati e gli studenti.

CorelDRAW Home & Student Suite 2019 offre una raccolta di potenti strumenti
Un kit di strumenti esteso
: con CorelDRAW Home & Student 2019 e Corel PHOTO-PAINT Home & Student 2019 in un unico pacchetto, puoi trarre vantaggio da una gamma di strumenti intuitivi per la grafica, il layout, l’illustrazione e il fotoritocco, per creare il tuo miglior lavoro. L’ultima versione della suite Home & Student è stata riconcepita con funzionalità ispirate agli utenti, fra cui la finestra mobile Oggetti, per un controllo completo su ogni elemento del tuo documento, un flusso di lavoro con i modelli rinnovato, un’interfaccia ottimizzata e prestazioni ottimizzate per creare ancor più velocemente, e altro ancora.

Creativo: Scopri tutti gli strumenti creativi per esprimere il tuo stile unico e stupire amici, parenti e insegnanti. Modifica, ritocca e ottimizza le foto con una varietà di potenti strumenti di fotoritocco basati sui livelli che permettono una creatività illimitata. Impressiona il tuo pubblico con presentazioni e progetti di impatto. Progetta una meravigliosa grafica per il web e carica una varietà di formati di immagine direttamente su WordPress.

Facile e divertente da usare: CorelDRAW Home & Student Suite 2019 è ricco di strumenti integrati, materiale di apprendimento e progetti campione per iniziare subito a lavorare senza fatica. La nuova raccolta di modelli creativi permette di creare facilmente progetti di grande impatto visivo.

CorelDRAW Home & Student Suite 2019: disponibilità e prezzi

CorelDRAW Home & Student Suite 2019 è disponibile in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese brasiliano, olandese, polacco, russo e ceco. La suite è disponibile al prezzo di vendita consigliato di € 99,95. I prezzi in euro sono IVA inclusa.

 

Foto storica: Idrogramma, Nino Migliori

Migliori è sempre stato attirato dall’emancipazione della forma e da una progettualità stringente perché permette all’artista di lasciare una traccia della propria immaginazione, e non più solo della realtà. Un’idea, questa, che lui coltiva per decenni anche nella ricerca sui muri, perché «(…) l’uomo davanti ai muri si disinibisce. Sia che adoperi una chiave per graffiare o (…) una bomboletta spray, libera il suo inconscio, la sua gestualità ed è se stesso», afferma. Altrettanto fa lui in camera oscura, quando non sviluppa immagini riprese dal vero ma ne crea di proprie, rendendo visibili le sue idee e i suoi fantasmi, grazie alla creatività e all’artigianalità. In questo suo fare introduce il gesto, un elemento più vicino alla pittura che alla fotografia. Lavora off camera, ossia senza l’apparecchio fotografico, manipolando materiali e strumenti propri della fotografia. Realizza così idrogrammi, ossidazioni, pirogrammi, stenopeogrammi, lucigrammi, cellogrammi e cancellazioni, sfruttando la reazione chimica dei liquidi di sviluppo e fissaggio o di altre sostanze con i sali d’argento della carta fotografica. Inoltre brucia, graffia e incide la gelatina ancora umida delle pellicole oppure utilizza materiali trasparenti come il cellophane e, più tardi, il plexiglas direttamente sulla carta o nell’ingranditore, al posto dei negativi.

UNPUBLISHED PHOTO 2019: open call che intende dare voce ai fotografi emergenti più di talento non ancora presenti sul mercato

29 ARTS IN PROGRESS gallery lancia la seconda edizione di “UNPUBLISHED PHOTO 2019”, la open call incentrata sulle nuove tendenze della fotografia contemporanea che intende dare voce ai fotografi emergenti più di talento non ancora presenti sul mercato.
Sin dagli esordi, la galleria ha sempre avuto un’attenzione alle nuove espressioni dell’arte fotografica attraverso non solo la valorizzazione dei grandi maestri italiani e internazionali ma anche la creazione di un mercato primario, così difficile da raggiungere, per giovani talenti capaci di una progettualità di valore.

UNPUBLISHED PHOTO 2019: al via la selezione di cinque nuovi autori ai quali sarà data l’opportunità di esporre i propri lavori in una mostra

Un comitato di selezione appositamente costituito, in collaborazione con la direzione della galleria, si occuperà di individuare anche quest’anno cinque nuovi autori del panorama fotografico italiano ed internazionale, ai quali sarà data l’opportunità di esporre i propri lavori in una mostra allestita a Milano presso 29 ARTS IN PROGRESS gallery, offrendo ai collezionisti e a tutti gli appassionati nei diversi ambiti spunti interessanti e innovativi.

Gli artisti potranno sottoporre il loro portfolio attraverso l’apposita sezione online su http://29artsinprogress.com/unpublished-photo-2019/ a partire dal 23 aprile e sino al 14 giugno 2019. Le proposte saranno successivamente analizzate dal comitato di selezione ed entro il 1° luglio 2019 saranno annunciati i cinque fotografi selezionati.

Comitato di Selezione – UP19:
– Giovanni Pelloso, Giovanni Pelloso, giornalista, curatore e critico di fotografia
– Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture (MUSEC) di Lugano
– Gianluca Ranzi, curatore e critico d’arte
– Elena Zaccarelli, specialist modern & contemporary art presso Christie’s Italia
– Giuseppe Mastromatteo, chief creative officer presso Ogilvy & Mather Italia
– Barbara Silbe, giornalista e editor-in-chief di EyesOpen! Magazine
– Due collezionisti d’arte contemporanea

 

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