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Vanessa

Gruppo ETT e la tecnologia di videoproiezione Canon a Matera 2019 con la mostra “Ars Excavandi”

Matera 2019: la mostra “Ars Excavandi”

Interazione ed esperienzialità le parole chiave della grande mostra “Ars Excavandi”, curata dall’architetto Pietro Laureano e realizzata da ETT S.p.A. con tecnologia di videoproiezione Canon per la Fondazione Matera – Basilicata 2019 che ha inaugurato Matera 2019 Capitale Europea della Cultura.

Gruppo ETT e Canon a Matera 2019: la mostra “Ars Excavandi

La mostra rappresenta la prima indagine sull’arte e le pratiche di scavo che hanno dato luogo ad architetture, civiltà e paesaggi rupestri attraverso i secoli. Rilegge da una prospettiva contemporanea la cultura dell’arte ipogea dal primo uso di cavità naturali e incisioni sulla roccia alla realizzazione di grotte, abitazioni, monumenti, opere idriche, città e paesaggi basati sullo scavo. La visita, articolata tra il Museo Ridola e gli ipogei di Palazzo Lanfranchi, accompagna infatti i visitatori in un itinerario che spazia dal Paleolitico al presente attraverso cui possono accedere al ventre della Terra, vivendo di persona la magnificenza dell’architettura scavata, frutto di un duro e sapiente lavoro umano. Il percorso, che si sviluppa in cinque tappe caratterizzate dagli elementi Aria, Fuoco, Eros, Acqua, Terra marcati dai colori Giallo, Rosso, Ultravioletto, Blu, Verde e da una serie di suoni e profumi, si svolge in modo cronologico con rimandi in basso alla linea del tempo, sulle pareti sono presenti continue analogie atemporali con l’arte, l’artigianato, le tradizioni, il folklore, la musica e i riti. Un allestimento innovativo progettato e sviluppato da ETT per creare un contesto immersivo e un’atmosfera unica, tra passato e futuro, grazie all’utilizzo di oltre 50 mq di teli retroproiettati per ogni tappa e complice la collaborazione con Canon Italia che da tempo sostiene iniziative di elevato valore artistico e culturale, attraverso il proprio ecosistema di soluzioni di imaging. All’interno del percorso, arricchito da sei postazioni interattive e una olografica, è custodita una ricostruzione dell’altopiano murgico e dei Sassi di Matera cosi come descritti nel XVI secolo; un gioco di luci e proiezioni permetterà di vedere ai raggi X la città, mostrando una parte degli oltre 20mila mq di strutture e architetture ipogee nascoste sotto la città di Matera. L’impianto di proiezione conta sette videoproiettori multimediali XEED WUX450ST compatti ed estremamente flessibili, che offrono immagini nitide, luminose e vivaci per un’esperienza immersiva unica.

Perché fu fatto il primo scavo? Sono attuali l’arte e il pensiero delle caverne? Qual è la città più antica del mondo? Queste alcune delle domande per stimolare la curiosità dei visitatori durante il percorso espositivo complice Chi siamo? il gioco interattivo realizzato da ETT a cui potranno partecipare grazie a un braccialetto RIFD. Il gioco termina con la risposta che siamo quello che conosciamo e il visitatore riceverà un certificato di Nomade Digitale indicante il suo grado di Empatia Universale con la figura che lo identifica a uno dei personaggi della mostra e potrà quindi essere uno o una: Neanderthal Percettivo; Sapiens Innovatore; Sciamano Scopritore; Paleo Astronauta.

Una selezione di libri che hanno per protagonista la Fotografia

Fantastici romanzi sulla fotografia

Abbiamo selezionato alcuni romanzi da avere assolutamente che presentano, come protagonista, la fotografia.

  • The Woman in the Photograph by Dana Gynther: una vivace ricreazione del tempo in cui Lee Miller ha incontrato Man Ray e una drammatizzazione di come il fotografo americano Lee Miller è stato mentore di Man Ray, in una Parigi degli anni ’20.
    Per acquistare il romanzo clicca qui

  • The Only True Genius in the Family by Jennie Nash: un romanzo sul significato dell’esistenza vissuta nell’ombra di un famoso padre.  Il romanzo si concentra sulla vita di Claire, un fotografo commerciale il cui lavoro paga l’affitto, ma che giace avvolto nell’ombra del suo leggendario padre fotografo paesaggista.

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  • 18% Gray di Zachary Karabashliev: un commovente tributo al potere riparatore della fotografia. Il romanzo narra la storia di un immigrato a New York che riscopre se stesso attraverso la fotografia. Una storia d’amore carica di suspense, oscuramente umoristica, piena di passione per la creatività e la fotografia attraverso il personaggio di Zack, un immigrato bulgaro a New York.

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  • Moments Captured by Robert J. Seidman: il racconto romanzato di come Eadweard Muybridge ha inventato una nuova tecnologia fotografica. Edward Muybridge decide di aprire la strada a una nuova tecnologia fotografica. Ma è quando si innamora di Holly Hughes che il suo desiderio trova la sua ragione animatrice.

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Morto Walter Chandoha, il fotografo dei gatti

One of Walter's early advertisements, by Ad agency Doyle, Dane and Bernbach for Orbach's clothing store. Cat photograph by © Walter Chandoha
One of Walter's early advertisements, by Ad agency Doyle, Dane and Bernbach for Orbach's clothing store. Cat photograph by © Walter Chandoha

Morto Walter Chandoha

Walter Chandoha, conosciuto nel mondo come “il fotografo dei gatti”, è morto l’11 gennaio a 98 anni. Chandoha aveva trasformato la sua passione in una professione.
La sua bellissima storia ebbe inizio negli anni Cinquanta quando, per caso o per fortuna, uno dei suoi scatti, a colori e con protagonisti i gatti, venne pubblicato sulla copertina di una celebre rivista dell’epoca.
La svolta, però avvenne solo dieci anni più tardi,  nel 1963 quando il New York Times decise di dedicare un approfondimento alla sua passione.
E sono proprio le pagine del New York Times a dedicare un ricordo al fotografo: “in una sera d’inverno del 1949, Chandoha stava camminando ad Astoria, nel Queens, quando notò un gattino grigio abbandonato che tremava nella neve. Lo mise in una tasca del suo cappotto militare e lo portò a casa da sua moglie, Maria”.I giochi del gattino sfrecciando ogni notte nell’appartamento e guardandosi allo specchio, conquistarono Chandoha. Il gattino venne presto soprannominato “Loco”, “pazzo”.

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One of Walter’s early advertisements, by Ad agency Doyle, Dane and Bernbach for Orbach’s clothing store. Cat photograph by © Walter Chandoha

“Oliviero Toscani: più di 50 anni di magnifici fallimenti”: la mostra al Mar di Ravenna

Oliviero Toscani commons wikimedia
Oliviero Toscani commons wikimedia

In primavera al Mar una mostra del fotografo Oliviero Toscani

Il Museo d’arte della città di Ravenna dedicherà al fotografo Oliviero Toscani una mostra intitolata “Oliviero Toscani: più di 50 anni di magnifici fallimenti”a cura di Nicolas Ballario.
La mostra conterrà molte famose immagini dell’artista su temi caldi come pena di morte, razzismo e la guerra.
L’esposizione, attraverso le immagini più note,  si pone l’obiettivo di mettere in scena la carriera e la potenza creativa del fotografo più discusso degli ultimi tempi.
Mar Ravenna
via di Roma, 13 Ravenna
Tel. +39 0544 482477
Tel. +39 0544 482356
Dal 14 aprile al 30 giugno 
Immagine in evidenza

commons.wikimedia.org

Fotografo aiuta la sposa cieca a “vedere” le foto del suo matrimonio

Il fotografo e la sposa cieca

James Day voleva che la sua cliente, una sposa cieca, potesse vedere e sentire come gli altri l’amore che circonda gli sposi nel giorno più importante della loro vita. E difatti, per un fotografo è difficile riuscire a catturare quei momenti magici in un modo che la sposa con una disabilità visiva possa apprezzare appieno.
Così, quando a James Day, fotografo australiano, è stato affidato il compito di fotografare il giorno del matrimonio per una sposa totalmente cieca, ha impiegato oltre un anno per trovare una soluzione. Come ha spiegato lo stesso fotografo su Facebook ha ” girato nella sua testa quel giorno mille volte ” per trovare la migliore soluzione possibile. “Mi sono ricordato che è mio compito ricordare alle persone l’amore che esiste nella loro vita; a volte ciò accade consegnando una fotografia e talvolta accade in un altro modo completamente diverso” .

Steph Agnew: la sposa cieca 

Steph Agnew è diventata cieca quattro anni fa a causa della distrofia retinica ereditaria, una malattia degenerativa che ha visto la sua vista peggiorare nel corso degli anni. A causa di ciò era preoccupata di non riuscire a godere a pieno del giorno del matrimonio.
Ma ecco che Day ha inventato un modo ingegnoso per registrare la giornata, che avrebbe permesso alla sposa di assorbire l’atmosfera, i panorami e gli odori della giornata.
Il fotografo, con l’aiuto dei videomaker Toni-Jo e Shaun della Lemon Tree Film House, ha realizzato un album completamente tattile e coinvolgente, inclusi tessuti, profumi e immagini in rilievo.
Facendo scorrere le dita sul suo album, Agnew è stata in grado di percepire il profilo delle persone nelle sue foto, grazie ai punti in rilievo, poteva sentire come stavano lei e suo marito mentre si scambiavano i loro voti, e grazie all’utilizzo di supporti in tessuto, è stata anche in grado di percepire i diversi materiali associati alla giornata, come il motivo sull’abito indossato da sua madre.
Per aiutare ulteriormente ad innescare i ricordi, Day, insieme al fratello di Agnew, Callum, ha deciso di fare appello all’odore della sposa attraverso l’uso di oli essenziali. 
Day ha detto alla sposa che il suo obiettivo era “creare una rete di dettagli”.  “Vorrei che le persone vedenti potessero imparare ad apprezzare di più quello che hanno. Penso che così tante persone diano le cose per scontate, come ad esempio la vista. Anche se non ho vista, non sono fragile, non sono fatta di vetro e posso superare qualsiasi avversità “, ha detto la sposa.

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James Day Photography | Lemon Tree Film House | Vision Art

Ben Khalifa, fotoreporter AP, muore in uno scontro armato a Tripoli

Fotografo libico ucciso negli scontri a Tripoli

Un funzionario del Governo libico ha comunicato che Ben Khalifa, fotografo freelance famoso anche per aver collaborato con l’Associated Press è stato ucciso negli scontri tra milizie rivali nella capitale.
Fonti vicine al Governo hanno rivelato che il fotografo è deceduto a seguito di un bombardamento diretto verso le posizioni del gruppo con cui era incorporato. Il fotografo lascia la moglie e una figlia di cinque mesi.
La comunità libica si è stretta intorno alla famiglia e le condoglianze alla famiglia sono giunte anche dalla comunità dei giornalisti in Libia, dove era conosciuto come uno dei principali fotografi. Durante i suoi tre anni di lavoro con Ruptly, Ben Khalifa ha prodotto trenta storie, raccontando dei terribili scontri libici e la difficile situazione dei migranti che si avventurano nel pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo per raggiungere l’Europa e sfuggire alle turbolenze della propria patria.
Ben Khalifa è il quattordicesimo giornalista ucciso dall’inizio dei disordini libici.

Fonte www.thedailybeast.com

Immagine in evidenza © Facebook / Mohamed Ben Khalifa

Frame, ritratti di Luca Carlino: racconto per immagini dei nuovi protagonisti del cinema italiano

Frame: ritratti di Luca Carlino

La Casa del Cinema di Roma, in collaborazione con Zetema Progetto Cultura di Roma Capitale, presenta la mostra “Frame” del fotografo Luca Carlino.
Frame è il racconto per immagini dei nuovi protagonisti del cinema italiano; nel corso della sua attività professionale,in seno al mondo cinematografico, Luca Carlino ha indagato, attraverso le sue fotografie, l’emergere di una nuova compagine di attori che sta imponendo la propria presenza nei film di maggior successo in Italia. 40 ritratti, rigorosamente in bianco e nero, descrivono i volti di questa nuova generazione: Marcello Fonte, pluripremiato protagonista dell’ultimo lavoro di Matteo Garrone “Dogman”, Alessio Lapice, interprete del film di Matteo Rovere “Il Primo Re”, Andrea Lattanzi, giovane emergente consegnato all’onore delle cronache grazie al lungometraggio “Manuel”, Jacopo Olmo Antinori, conosciuto dal grande pubblico grazie al suo ruolo nella produzione internazionale televisiva “Medici: The Magnificent”, Eugenia Costantini ed Elena Cucci, protagoniste dei film di Gabriele Muccino e Giovanni Veronesi, sono solo alcuni dei nomi coinvolti nel progetto fotografico.
Frame è una lente d’ingrandimento sulla“meglio gioventù” del cinema italiano, come sottolinea il giornalista Simone Isola: “il panorama cinematografico nostrano è popolato da “Capitani Coraggiosi” che portano avanti un rinascimento in celluloide” di cui questi giovani interpreti ne sono gli acclamati protagonisti. Le fotografie di Luca Carlino riflettono la volontà di tracciare un inedito percorso visivo: le fisionomie minuziosamente ritratte, i volti colti in primo piano, l’introspezione psicologica di ogni protagonista, conducono lo spettatore in un viaggio tra le produzioni cinematografiche del nuovo millennio, nell’espressione di una nuova estetica italiana che si confronta con gli indiscussi maestri del neo realismo, ma che custodisce in sé i presupposti di un radioso rinnovamento.

NUDITAS. Anatomie contemporanee: esposizione fotografica dedicata a Lady Tarin e Roberto Kusterle

NUDITAS. Anatomie contemporanee

Maxima Gallery, galleria d’arte moderna e contemporanea, specializzata in mediazioni d’arte e curatela di collezioni private, presenta l’esposizione fotografica dedicata a Lady Tarin e Roberto Kusterle.
La mostra, curata da Claudio Proietti, presenta i lavori dei due artisti, per la prima volta assieme. Partendo da un comune mezzo di espressione, la macchina fotografica, e dalla predilezione per il monocromo, i due inaugurano un ideale duello attorno al corpo e alle sue forme di manifestazione, nodo centrale della ricerca artistica di entrambi.

Esposizione fotografica dedicata a Lady Tarin e Roberto Kusterle

È Lady Tarin stessa a definire il filo conduttore della sua indagine l’erotismo inteso come forza vitale. Con il suo approccio complice ed empatico, da donna a donna, Lady Tarin ritrae le sue protagoniste in maniera autentica, senza veli né filtri, mirando alla rappresentazione dell’essenza delle donne, al di fuori dei processi di ipergeneralizzazione ai quali il corpo femminile è sottoposto da secoli. Sono donne comuni, ma di una straordinaria forza e bellezza, fiere e spontanee nel mostrarsi all’obiettivo, restituendo spontaneità al mondo erotico femminile. Lady Tarin afferma “Mi sono resa conto che la nostra parte più vitale e sensuale è legata alla forza, quindi ho lavorato sul set per farla emergere”. Ed è proprio la forza espressa attraverso una “lotta” quella che attraversa la serie inedita presentata in mostra, The Fight. Sullo sfondo di un laboratorio silenzioso, lontano dalla attività frenetica diurna, si consuma il duello tra i due corpi, sfacciato, ma gioioso, Ci si sente un po’ voyeurs e catapultati nel mezzo di in una dimensione privata, di un gioco tra due amiche che, cosparse di farina, ci guardano con espressioni stravolte dalla concitazione. Se Lady Tarin conduce una indagine cruda su un erotismo libero e liberato, dove i suoi soggetti si spogliano degli standard estetici e dei codici imposti da moda e società, Roberto Kusterle sublima quella stessa nudità nell’espressione di un profondo mutamento, una comunione mistica con la natura, dove il corpo diventa una materia inafferrabile e impalpabile ed emanazione di un erotismo sognato. Nella straordinaria carriera di Kusterle, lo scatto fotografico rappresenta l’ultima azione di un percorso complesso e articolato, consumato nell’atmosfera intima e raccolta del suo studio, fatto di costumi di scena e set fotografici laboriosi ed estenuanti. Una lenta elaborazione, la sedimentazione di un lavoro lungamente pensato, immortalato nell’istante dello scatto fotografico. Attraverso una selezione degli scatti raccolti nella monografia di recente pubblicazione, Corpus ligneum (Ed. Punto Marte, Verona, 2018), Roberto Kusterle ci conduce attraverso un viaggio onirico nella metamorfosi del corpo. La centralità di tale tema, caro all’artista, è qui declinata nell’incontro con il Legno, elemento fondante della natura, simbolo del rapporto tra uomo e natura, non senza connotazioni spirituali ed esoteriche. Corpi “come sculture lignee bruciate e non” e teste “come fossero dei busti” dice Kusterle, adagiati sensualmente su tronchi, abbracciati l’uno all’altro in un’atmosfera rarefatta, propagazione di una materia nuova, impalpabile, silenziosa, dove il corpo si fonde con la natura in una ideale continuità tra mondo umano, animale e vegetale.

Tra vitalismo erotico e scrigno dell’inconscio, il risultato è per entrambi gli artisti la messa a nudo dell’essenza dell’essere umano, di un corpo che si fa identità profonda. Una nudità dell’anima.

Maxima Gallery
NUDITAS. Anatomie contemporanee
da venerdì 17 dicembre a venerdì 15 febbraio 2019
Via Agostino Depretis, 86 – 00184 Roma

L’uomo di Manhattan con un hobby insolito: fotografare per Wikipedia

www.ny1.com
www.ny1.com

L’uomo di Manhattan che fotografa per Wikipedia

Jim Henderson è un newyorkese che vive nel quartiere di Hell’s Kitchen a Manhattan e ha un hobby particolare: scatta fotografie come volontario per Wikipedia. Quando l’uomo è intento a fotografare gli angoli più belli e caratteristici della sua città, è facile scambiarlo per un turista qualsiasi, incantato dalla ricchezza e dall’opulenza Manhattan.
Ma Henderson non è un turista; le immagini del 
pensionato settantenne sono visibili a chiunque grazie a Wikipedia, l’enciclopedia online gratuita scritta e modificata da volontari in tutto il mondo – volontari come Jim Henderson. “Ho sempre amato le enciclopedie e ho sempre avuto il desiderio di diventare uno scrittore”, dice Henderson al Ny1.
Il fotografo ha capito che l’enciclopedia non può vivere solo grazie ai contributi degli scrittori, ma è necessario che anche le immagini abbiano il loro spazio. 
“Wikipedia non ha molte foto”, ha detto Henderson. “C’è un numero enorme di cose in cui non ci sono immagini, quindi la mia immagine funzionerà”.
La storia di Henderson è stata segnalata per la prima volta dal Queens Daily Eagle.
Jim Henderson non fotografa a pagamento, la sua è un’opera di “volontariato” . “Mi piace stare dietro le quinte”, ha detto Henderson, “ho trascorso 40 anni in sottofondo nel settore telefonico, mi piace stare dietro le quinte”.

La cosa straordinaria è che Jim Henderson, fotografo per Wikipedia, ha una sua pagine personale sull’enciclopedia online, proprioa causa di tutte le fotografie che ha scattato.

Immagine in evidenza www.ny1.com

Battuta d’arresto per il mercato fotografico

 Peter Beard, Heart Attack City,1972
 Peter Beard, Heart Attack City,1972

Battuta d’arresto per il mercato fotografico

Nei primi sei mesi del 2018 si è registrato un calo del 29,8% rispetto alla seconda metà del 2017. Secondo ArtTactic tra aprile e maggio il mercato fotografico ha fatturato poco più di 19 milioni di dollari (risultato senza buyer’s premium) ponendo così fine a un trend positivo iniziato nel 2016. Phillips in questa prima tornata si aggiudica il podio. Sotheby’s per la terza stagione consecutiva è la peggiore tra le tre major; a sua discolpa anche il numero dei lotti in asta, 285 contro i 336 di Christie’s e i 403 di Phillips. La maggiore fetta di mercato la conquista la fotografia moderna che guadagna complessivamente 9,6 milioni di dollari. Non a caso nel top 10 di questi sei mesi gli autori moderni dominano con ben 5 nomi nei primi 10 a partire da Helmut Newton con Panoramic Nude with Gun battuto a 729.000 sterline da Phillips.

Battuta d’arresto per il mercato fotografico: i dati 

Centottantasei sono i lotti venduti da Phillips a New York, con una percentuale vendita pari all’80%. Ventotto opere provenivano dalla collezione del dottor Saul Unter. Una collezione abilmente assemblata, segnata dalla curiosità del suo autore e dall’idea di inclusività. Non a caso, nei lotti proposti, due sono i nuovi record d’asta mondiali. Il primo è quello di Rudolf Koppitz con Bewegungsstudie (Movement Study ) del 1924, foto aggiudicata per 399mila dollari. Il secondo lotto che a buon diritto ha guadagnato il record mondiale è una delle immagini più iconiche e riconoscibile del fotogiornalismo del XX secolo. Death of a Loyalist Militiaman  di Robert Capa ha raggiunto la cifra di 162 mila dollari. Il celebre reporter realizzò questa fotografia in Spagna nel settembre del 1936 mentre era in missione per la rivista Vu , ma ottenne la fama quando fu pubblicato da LIFE  nel luglio del 1937. Questo scatto rese celebre Capa e contribuì a smuovere l’opinione pubblica sul conflitto civile spagnolo. Della collezione Unter fa parte un’altra immagine simbolo del secolo scorso: il famoso bacio di Alfred Eisenstaedt in Times Square (V-J Day in Times Square , 17.500 dollari). Unsold invece l’intenso ritratto di Gloria Swanson scattato da Edward Steichen. La sua stima iniziale oscillava tra i 400 e i 600mila dollari, seconda sola all’opera di Peter Beard, Heart Attack City  del 1972, venduta per 603.000 dollari e a buon diritto considerata il top lot della classifica di Phillips per aprile. Ottimi risultati poi per autori contemporanei come Ruud Van Empel (World #37 , 40.000 dollari), Sandy Skoglund (Revenge of the Goldfish , 30.000 dollari), Vik Muniz (The Scream, after Edvard Munch from Pictures of Pigment 100.000 dollari) e Andreas Gursky con EM, Arena  battuta per 331.500 dollari. Sotheby’s scende in campo ad aprile con due appuntamenti portando all’incanto 212 lotti totali. Dalla collezione di Leland Hirsch giungono due fotografie di Richard Avedon, tra cui la celebre Domina with Elephants (375.000 dollari) che ritroveremo anche da Christie’s (456.500 dollari). Robert Frank era presente con dodici immagini; sette sono rimaste invendute, ma New Orleans  (Trolley ) è stata aggiudicata per 200mila dollari, il libro Peru contente 39 foto è stato battuto per 162.500 dollari e infine Hoboken ( Parade, New Jersey) per 112.500 dollari. Interessanti poi autori come David Hockney, la cui composizione fotografica Gregory Reading in Kyoto ha raggiunto la cifra di 43.750 dollari. Lo scozzese David Yarrow quadruplica la sua stima con  The Wolf of Main Street (100mila dollari). Risalenti invece agli albori della fotografia sono il set di sei fascicoli illustrati di William H. Fox Talbot ( The Pencil of Nature, 275mila dollari) e la provocativa immagine  Storyville Prostitute (sold per 50mila dollari) di E.J. Bellocq scattata in un momento storico in cui la prostituzione era stata legalizzata, ma non le fotografie di nudi. Dalla Yamakawa Collection battuta da Christie’s il 6 aprile a New York proveniva un box di 10 fotografie di Diane Arbus, stampate nel 1970, che ha ottenuto la strabiliante cifra di 792.500 dollari. Dalla medesima collezione arrivano altri numerosi portfolio che hanno suscitato l’interesse del pubblico, come per esempio quello di Brassaï (23.750 dollari), Lee Friedlander (30mila dollari) e Lewis Baltz (Candlestick Point ) composto da ben 72 immagini (118.750 dollari). Altra fotografia ad aver superato quota cento è la Calla Lily  di Mapplethorpe (118.750 dollari). Tre le immagini del canadese Edward Burtynsky (Manufacturing #17, Deda Chicken Processing Plant ) vendute per 30mila dollari. Rimanendo nel contemporaneo sono state di grande impatto sia le fotografie di Alec Soth come Peter Houseboat  (62.500 dollari) che quella di Elgar Esser dal titolo Metz I Frankreich  venduta per 35mila dollari. Di Peter Hujar, una delle figure più attive e influenti della vivace scena artistica del centro di New York tra gli anni Settanta e Ottanta, è il sensuale dittico If Only I Spoke French  (40mila dollari).

Da Il Fotografo n. 243

 

Immagine in evidenza  Peter Beard, Heart Attack City,1972

Trentanove anni fa moriva Cecil Beaton, fotografo anglosassone che ha narrato gli orrori della Seconda Guerra mondiale

Cecil Beaton

Cecil Beaton, fotografo inglese, è famoso soprattutto per i suoi ritratti con protagonisti i divi di Hollywood negli anni ’30, e per le sue fotografie realizzate durante la seconda guerra mondiale.
Cecil Beaton nasce a Londra nel 1904 e si appassiona alla fotografia sin dalla giovanissima età: i suoi primi approcci fotografici si concentrano nel ritratto artistico e stilizzato che lo renderanno poi famoso in tutto il mondo.
Grande cura dedica ai dettagli estetici e alla composizione. Nel 1926 le sue opere vengono esposte in una galleria semi sconosciuta di Londra ma grazie a questa esposizione il fotografo guadagna un contratto con la rivista Vogue, per la quale lavorerà come fotografo di moda, fino agli anni cinquanta.
Nel 1937 Cecil Beaton viene nominato fotografo di corte dalla famiglia reale.
Il fotografo, durante la sua carriera non si occupa esclusivamente del mondo del cinema e della televisione, ma le sue opera si concentreranno anche nella narrazione fotografica della distruzione e degli orrori della seconda guerra mondiale.
Beaton il 18 gennaio 1980

 

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