Author

Giorgia Avallone

Giorgia Avallone has 69 articles published.

Giorgia Avallone

“Never alone”, la personale di Luigi Erba a Lecco

Paesaggio industriale, Lecco Malpensata © Luigi Erba

Sabato 15 febbraio 2020 partirà la terza mostra personale alla Galleria Melesi per Luigi Erba (Lecco, 1949), dopo le mostre del 1997 e del 2007.

Never Alone, la mostra di Luigi Erba

Never Alone sottolinea la costante caratteristica della ricerca dell’autore che, dalla metà degli anni ’80, si esprime sempre attraverso la complessità dell’immagine in relazione con se stessa e gli altri fotogrammi. In particolare la mostra segna, come scrive Cristina Casero nel testo in catalogo… “una svolta sul piano linguistico e operativo se non su quello concettuale. Compare il colore, raro protagonista delle opere di Erba. Il procedimento non è più analogico, ma digitale. Il mezzo non è più la fotocamera, ma il cellulare, … l’artista stesso mi ha riferito di averlo usato come fosse un metal detector, cioè con una manualità inedita, chiaramente diversa rispetto a quella sottesa all’uso della macchina fotografica. …”
Il corpo principale della mostra è costituito da tali immagini a colori basate sulla bidimensionalità e la sovrapposizione in sede di post produzione, realizzata alcuni anni dopo la ripresa (2010/2019). Così è anche per le opere fin dai primi anni del 2000, per esempio le serie in bianco e nero dedicate principalmente alle sequenze sovrapposte in macchina riguardanti gli ombrelloni (Un luogo sull’altro) e le successive con ripresa analogica (Percezione del paesaggio). Se queste ultime opere in bianco e nero fanno parte di un progetto preciso le altre no, anzi sempre lasciano “molto spazio all’improvvisazione, intesa però certamente nella sua accezione più nobile, che prevede un atteggiamento in totale sintonia con gli accadimenti, che consente di guardarsi intorno, come un flâneur, di cogliere la meraviglia nascosta nel mondo circostante…”. Esposte una trentina di fotografie documentate in un leporello che accompagna la mostra con testo critico a cura di Cristina Casero intitolato Never alone. O della ricchezza dell’immagine.

Monte Barro, 2014-2019 © Luigi Erba

Informazioni

GALLERIA MELESI
info@galleriamelesi.com
Inaugurazione: sabato 15 febbraio 2020
Durata: 15 febbraio – 11 aprile 2020
Orario: da martedì a sabato 16 | 19, altri orari su appuntamento
La galleria resterà chiusa dal 17 al 22 marzo perché presente a MIA Photo Fair di Milano con opere dello stesso autore selezionato per il progetto “Beyond Photography 1960-80”.

 

EOS-1D X Mark III: noi l’abbiamo provata. Ecco cosa ne pensiamo

Vi avevamo già presentato la EOS-1D X Mark III, la nuova ammiraglia full-frame di Canon. Se a un rapido sguardo il corpo macchina sembra identico al modello precedente, in realtà “sotto il cofano” le novità sono tante – e sostanziali.

EOS-1D X Mark III: la nostra recensione

Canon ha lavorato a stretto contatto con i professionisti e gli ambassador che si occupano di sport, eventi, news e natura, utenti delle EOS-1D X di precedente generazione. Già durante i primi test con i corpi macchina di pre-produzione, il giudizio unanime dei fotografi è stato quello di un notevole passo avanti in ogni ambito – dall’efficacia dell’autofocus, alla qualità delle foto e dei video, dalla velocità di scatto alla versatilità delle connessioni.

20 fps e raffiche infinite

È vero, la conta dei pixel del sensore è ancora ferma a circa 20 MP, ma si tratta di un CMOS Dual Pixel AF tutto nuovo che assicura prestazioni all’altezza delle missioni più difficili. La gamma di sensibilità “nativa” ora arriva a ISO 102.400 contro i 51.200 della EOS-1D Mark II e, grazie al nuovo potentissimo processore DIGIC X, è possibile scattare a raffica contando su velocità davvero straordinarie: 16 foto al secondo guardando nel mirino, e fino a 20 fps passando alla modalità Live View, sia sfruttando l’otturatore meccanico sia quello elettronico. Quest’ultimo è utile quando si pretende la massima silenziosità e può essere utilizzato senza troppi timori per il rolling shutter, l’effetto “gelatina” tipico degli otturatori elettronici (per cui compaiono evidenti distorsioni nelle immagini che prevedono oggetti in rapido movimento) qui piuttosto contenuto. Sia con mirino sia in Live View, le raffiche più veloci sono ottenibili con la messa a fuoco continua e l’esposizione automatica attive.
Certo, sarebbero numeri fini a se stessi se non fosse che il buffer di memoria (e la compatibilità con le velocissime schede di memoria CFexpress) consentono di catturare infiniti JPEG e oltre 1.000 RAW consecutivamente senza assistere ad alcun rallentamento: con queste performance, catturare l’azione senza perdere i momenti salienti non è mai stato così facile. Ricordiamo che la Mark II si fermava a un massimo di 16 fps per 170 RAW, un salto in avanti davvero significativo, dunque, per la Mark III.

Messa a fuoco impeccabile

È qui che la EOS-1D X Mark III dà il meglio di sé. I punti AF nel mirino passano da 61 a 191 (151 a croce e uno, il centrale, a doppia croce); al centro dell’inquadratura, il nuovo sensore di messa a fuoco assicura una risoluzione 28 volte maggiore rispetto a quello della Mark II. Registriamo inoltre la presenza di un processore DIGIC 8 dedicato che spinge oltre le performance consentendo all’autofocus di conquistare un tasso di successo superiore anche con poca luce (fino a -4EV contro -3EV della Mark II) o in presenza di soggetti tipicamente difficili da mettere a fuoco come gli elementi a basso contrasto.
Sono invece 525 le zone di messa a fuoco disponibili in modalità Live View, grazie al rinnovato sistema Dual Pixel CMOS AF che copre il 90% della scena in larghezza e il 100% in altezza. In manuale, è possibile scegliere il punto di messa a fuoco tra 3.869 posizioni differenti. Componendo con il touchscreen da 3,1 pollici e 2,1 milioni di punti (peccato non sia snodato), l’autofocus è in grado di funzionare con obiettivi con apertura massima fino a f/11. Sono così possibili combinazioni teleobiettivo+teleconverter estreme, per esempio il Canon EF 800mm f/5.6L IS USM con l’extender 2x.
Grandi miglioramenti sono stati promossi anche nell’ambito del “tracking”. Grazie alla tecnologia di deep learning, la EOS-1D X Mark III è stata “addestrata” a riconoscere e inseguire migliaia di differenti tipologie di soggetto, in particolare volti e corpi umani (anche qualora gli occhi fossero coperti da caschi o occhiali, e con la possibilità di dare priorità alle persone rispetto ad altri soggetti non umani): il tutto per rendere sempre più efficace la fotografia di azione e sportiva. Non poteva ovviamente mancare, in questo contesto, l’AF con rilevamento viso e occhi.

L’ammiraglia “ibrida”

La EOS-1D X Mark III permette di riprendere in 4K full-frame e supporta la registrazione RAW interna a 12 bit. Questa funzione consente di acquisire materiali con la più ampia gamma di colori e toni possibile e di gestire così al meglio in post-produzione il girato, per ottenere la massima qualità d’immagine. I video possono essere registrati anche come file CRM 5.5K (5.472×2.886) a 12 bit, per riprese 4K DCI in oversampling ultradettagliate. La fotocamera può inoltre registrare utilizzando la curva logaritmica Canon Log e acquisendo un file HEVC/H.265 a 10 bit.
Per rispondere alle esigenze di velocità, la EOS-1D X Mark III supporta la registrazione in MP4 ed è la prima reflex EOS-1 a implementare la tecnologia Filmato Digitale IS, che fornisce la stabilizzazione digitale a 5 assi già apprezzatissima sulla recente EOS C500 Mark II della serie Cinema. La tecnologia Dual Pixel CMOS AF è disponibile anche in modalità 4K e RAW (ma non a 50/60 fps, tranne che in modalità 4K con crop).

Sempre collegata

Il Bluetooth a basso consumo appare per la prima volta su una EOS-1D, permettendo una connessione “always-on” con dispositivi compatibili (a partire dallo smartphone) per la revisione e la condivisione immediata degli scatti. Anche il Wi-Fi finalmente è di serie e può anche essere utilizzato per le funzioni FTP. Ci sono anche la presa Ethernet di classe gigabit e il GPS integrato, grazie al quale è possibile geolocalizzare le immagini già allo scatto. La Mark III usa la stessa identica batteria agli ioni di litio LP-E19 della Mark II, così potremo eventualmente “riciclare” quelle già in nostro possesso. Ciò non significa però che dovremo “accontentarci” dei 1.210 scatti garantiti dalla reflex precedente per ogni ricarica: grazie a una migliorata gestione dei consumi, l’autonomia (secondo gli standard CIPA) sale a ben 2.850 scatti.

La EOS-1D Mark III sarà disponibile da metà febbraio al costo di 7.650 € (solo corpo). Scarica la scheda tecnica completa qui.

Manos, i contadini del mondo | Fotografie di Marco Del Comune e Oliver Migliore

Dattero selvatico del Mali © Marco Del Comune, Oliver Migliore

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra Manos, i contadini del mondo | Fotografie di Marco Del Comune e Oliver Migliore, un progetto fotografico che tratta della ricchezza della biodiversità e di cibo in via d’estinzione come il dattero selvatico del Mali, l’olio di Dendè del Brasile, le mele-sorbo del Kazakistan… attraverso il racconto delle mani di persone provenienti da tutto il mondo.

Manos: la mostra

Mani che curano, accudiscono e permettono la coltivazione di prodotti speciali. Mani di contadini segnate da solchi pesanti come la terra che coltivano, da cui trapela la memoria di tradizioni ancestrali ma anche la dignità, la fierezza, la gratificazione di un operato consapevole. Grazie a queste mani è ancora oggi possibile godere di frutti della terra, testimonianza della ricchezza di mondi in via di estinzione. Lo scopo del percorso sta nell’accompagnare il pubblico verso la scoperta di elementi unici, inconsueti ma raffinati, ravvivando una curiosità talvolta assopita.
Dal 2014 i fotografi Marco Del Comune e Oliver Migliore lavorano insieme sul tema del cibo, fotografando i prodotti dell’Arca e i loro produttori e rinnovando nei loro scatti l’emozione di ogni singolo incontro. Le loro fotografie a colori suggeriscono sapori e colori che sono forme uniche, irripetibili nella bellezza della varietà. La mostra ha il patrocinio di Slow Food ed è stata presentata in anteprima alla galleria Il fotografo di Finalborgo in occasione del Salone dell’Agroalimentare Ligure 2019.

Informazioni

Fino al 27 febbraio 2020
ACTA INTERNATIONAL
direzione: Giovanna Pennacchi
via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal mercoledì al sabato ore 16 – 19.30
info@actainternational.it
www.actainternational.it

PHOTOANSA: le immagini più significative dell’anno in mostra al Forte di Bard

12 giugno, Losanna (Svizzera). Il presidente del CONI GIovanni Malagò ffesteggia l'assegnazione dei Giochi Invernali 2026 con Giuseppe Sala e Luca Zaia. EPA/PHILIPPE LOPEZ / POOL

Prende il via oggi 8 febbraio la mostra PHOTOANSA, che raccoglie le immagini più significative dell’anno legate ai grandi fatti di attualità in Italia e nel mondo, realizzate dai fotografi dell’agenzia. Una selezione di oltre cento immagini, relative all’anno 2019, sarà esposta al Forte di Bard fino al 7 giugno 2020.

PHOTOANSA, per la prima volta in mostra

Dodici le sezioni corrispondenti alle tematiche trattate nel volume, a cominciare dalle elezioni europee che per la prima volta vedono una donna, Ursula von der Leyen, alla guida della Commissione della Ue. Seguono le immagini straordinarie della demolizione del ponte Morandi a Genova, che non fanno passare in secondo piano l’angoscia delle famiglie sfollate dalle loro case e la disperazione dei parenti delle vittime.
È la volta di un’altra immagine che simboleggia, nella sua tragicità, l’anno trascorso, quella di padre e figlia morti abbracciati sul greto di un torrente al confine tra Messico e Stati Uniti nel tentativo di aggirare il muro fatto consolidare dal presidente Trump. Si ritorna poi in Italia dove, dalle spiagge della riviera romagnola ai palazzi della politica nella Capitale, si assiste alla fine del governo giallo-verde che lascia il passo, sotto lo sguardo del presidente Mattarella, alla nuova coalizione Pd-5 stelle.
Poi Parigi: colpita in pochi mesi dalle violente manifestazioni dei Gilet gialli e dall’incendio della cattedrale di Notre-Dame. Le manifestazioni di intolleranza scuotono anche le periferie romane, tra sgomberi di case occupate e proteste contro le famiglie di etnia rom, dove a pagare sono sempre gli ultimi e più indifesi, i bambini.
Ma il volto dominante dell’anno è quello di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha trascinato nelle piazze del pianeta milioni di giovani a manifestare sulla tragedia dell’ambiente. Quindi la parola allo sport, con l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi invernali del 2026, 70 anni dopo quelli che si erano tenuti nella località ampezzana, e con la squadra di calcio femminile che, pur eliminata ai quarti di finale, vive la sua esperienza ai mondiali di Francia come una vittoria in uno sport da sempre ritenuto territorio esclusivo dei maschi. Mentre i giovani internettiani che passano ore incollati ai monitor scoprono i ricchissimi tornei di eGames, è ancora una donna, Federica Pellegrini, a chiudere il PHOTOANSA 2019 con la sua ottava medaglia dei 200 stile libero e regalando a tutti noi un momento di leggerezza e di gioia.

La cerimonia inaugurale si terrà venerdì 7 febbraio nella sala Archi Candidi del Forte di Bard, alle ore 18.00 alla presenza dell’amministratore delegato di ANSA Stefano De Alessandri e del direttore Luigi Contu e dei vertici dell’Associazione Forte di Bard.

Informazioni

8 febbraio – 7 giugno 2020

Orari
Sino al 2 marzo
feriali: 10.00 | 17.00
sabato, domenica, festivi: 10.00 | 18.00
chiuso lunedì

Dal 3 marzo
feriali: 10.00 | 18.00
sabato, domenica, festivi: 10.00 | 19.00
chiuso lunedì

Informazioni al pubblico
Associazione Forte di Bard
T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it

Sebastiao Salgado in mostra a Pistoia

JADE MAIWAN, UN TEMPO LA STRADA PRINCIPALE DI KABUL. AFGHANISTAN, 1996. © SEBASTIÃO SALGADO / CONTRASTO

Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni” di Sebastiano Salgado a cura di Lélia Wanick Salgado e in collaborazione con Contrasto e Pistoia – Dialoghi sull’uomo mostra un corpus di 180 opere ed eroici nelle vite individuali.

Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni

È passata quasi una generazione da quando queste fotografie sono state esposte per la prima volta. Eppure, per molti aspetti il mondo che ritraggono è cambiato poco, visto che la povertà, i disastri naturali, la violenza e la guerra costringono ancora milioni di persone ogni anno ad abbandonare le loro case. In alcuni casi, vanno a finire in campi profughi che presto si espandono fino a diventare piccole città; in altri, sono pronti a investire tutti i risparmi, e perfino la vita, per inseguire il sogno di una mitica Terra Promessa. I migranti e i profughi di oggi sono senza dubbio il prodotto di nuove crisi, ma la disperazione e i barlumi di speranza che vediamo sui loro volti non sono poi molto diversi da quelli documentati in queste immagini. Quasi tutto ciò che accade sulla Terra è in qualche modo collegato. Siamo tutti colpiti dal crescente divario tra ricchi e poveri, dalla crescita demografica, dalla meccanizzazione dell’agricoltura, dalla distruzione dell’ambiente, dal fanatismo sfruttato a fini politici. Le persone strappate dalle loro case sono solo le vittime più visibili di un processo globale. Le fotografie che qui presentiamo catturano i momenti tragici, drammatici ed eroici di singoli individui. Eppure, tutte insieme, ci raccontano anche la storia del nostro tempo. Non offrono risposte, ma al contrario pongono una domanda: nel nostro cammino verso il futuro non stiamo forse lasciando indietro gran parte del genere umano? ” Lélia Wanick Salgado

Informazioni

La mostra sarò visitabile dall’8 febbraio al 14 giugno 2020 alla Fondazione Pistoia Musei.

Orari
Dal giovedì alla domenica ore 10-18
Lunedì e martedì ore 10-14
Chiuso il mercoledì

0573 974267
derossi@fondazionepistoiamusei.it 

Stefano De Luigi e i retroscena della TV italiana anni ’90

Irene Pivetti e Platinette durante il programma Bisturi, 2004 © Stefano De Luigi

Il progetto inedito del fotografo Stefano De Luigi, quattro volte vincitore del World Press Photo, inaugura la programmazione espositiva 2020 della Other Size Gallery by Workness di Milano, che sarà interamente dedicata alla fotografia d’autore.

Televisiva, il progetto inedito di Stefano De Luigi

Nei 32 scatti in bianco e nero – esposti fino al 10 aprile nella mostra a cura di Giusi Affronti – la narrazione si concentra sull’universo televisivo italiano degli anni Novanta, la sua storia, i backstage e i personaggi, restituendo il fermo-immagine di un’epoca che ci parla in modo drammaticamente attuale anche dell’oggi.
In un periodo compreso tra il 1994, anno del primo governo Berlusconi, e il 2000, segnato dalla messa in onda del Grande Fratello, primo reality show italiano, Stefano De Luigi elabora il suo progetto fotografando i set televisivi di trasmissioni emblematiche di quel periodo creando un archivio di immagini dell’entertainment – di programmi come “Domenica In”, “Non è la Rai”, “I cervelloni” o “Macao” – insieme a una galleria di ritratti di presentatori e starlette, da Mara Venier a Wendy Windham, da Paolo Bonolis a Platinette. Tra satira e inquietudine, la fotografia di De Luigi scruta sotto la superficie di paillettes dello spettacolo televisivo, rappresentato come un microcosmo carnevalesco di showmen, ballerine e creature circensi nate dalla fantasia degli autori tv, e restituisce una rappresentazione umana grottesca che diviene metafora della politica e della società dell’Italia di oggi. A distanza di venticinque anni dalla sua nascita, come una profezia, “Televisiva” denuncia il sistema di parole urlate e fake news, di facile sensazionalismo e di modelli di comportamento che, tra fascinazione e demagogia, si è traslato dalla dimensione virtuale della televisione al dibattito politico e alla quotidianità del paese reale.

Workness, Other Size Gallery a Milano

Spazio che nasce nel contesto interdisciplinare di Workness, Other Size Gallery sceglie di parlare al proprio pubblico, raffinato ed eterogeneo, con il linguaggio che più di altri sa intercettare l’attualità e restituirla in molteplici forme, dalle più patinate e rassicuranti alle più scomode.
Oltre alla centralità autoriale e alla ricerca progettuale, le mostre in programmazione – tutte monografiche, realizzate in partnership tecnica con il laboratorio Linke di Milano – si ispireranno a un’estetica che si pone all’incrocio tra bellezza, tristezza, alienazione e desiderio, cercando il punto di equilibrio tra l’inquietudine e la speranza.

Informazioni

Titolo Stefano De Luigi. Televisiva
A cura di Giusi Affronti
Direzione artistica Nora comunicazione
Sponsor tecnico Linke
Sede Other Size Gallery by Workness, Via Andrea Maffei 1, Milano
Date 6 febbraio – 10 aprile 2020
Orari dal lunedì al venerdì, h.10 – 18. Sabato e domenica chiuso.
Ingresso libero
Info al pubblico t. 02.70006800 | othersizegallery@workness.it

SPAGHETTI WRESTLERS, la prima mostra sul wrestling Italiano

Inaugura oggi 7 febbraio 2020 alla Leica Gallery a Roma “Spaghetti Wrestlers“, la mostra personale di Andrea Boccalini, fotografo ritrattista e di reportage.

Spaghetti Wrestlers, la mostra a Roma

L’esposizione è un estratto di un ampio lavoro che Andrea Boccalini ha svolto sul Pro Wrestling italiano, una forma di performance e di intrattenimento che combina atletica, teatro e acrobazie, le cui esibizioni avvengono principalmente nelle periferie e nei piccoli centri. La maggior parte dei Wrestlers in Italia non sono professionisti (nel senso economico del termine), ma macellai, studenti universitari, guardie giurate, disoccupati, che dedicano il loro tempo libero ad allenamenti quotidiani ed alla cura nella creazione dei personaggi. Questi veri e propri atleti sono simili a clown oscuri e grotteschi che, attraversando piazze e palestre, uniscono prestazione fisica e interpretazione.
Da questo progetto fotografico emerge un microcosmo fatto di realtà e finzione, un mondo parallelo diverso da ciò che siamo soliti vedere e definire intrattenimento e spettacolo. La sensibilità di Andrea Boccalini gli permette di raccontare storie ai margini, facendosi strada dietro le maschere e i costumi, svelando con i suoi scatti il sogno di uomini che, una volta sul ring, provano a essere super eroi.

Informazioni

Orario: 18:30 – 20:30
Luogo: Leica Store Roma
INDIRIZZO: via dei Due Macelli 57
Evento Facebook: http://bit.ly/2SnE2bq
Evento Event Brite: http://bit.ly/2RlVhe7
La mostra ha ingresso gratuito sarà aperta per un mese dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 19:30.

 

Leggere la scena #5. Scatti perfetti in città

I riflessi dello skyline urbano creano sempre immagini potenti. Qui la piscina riflette i grattacieli di Los Angeles. © Tom Mackie

Siamo arrivati all’ultima puntata della nostra rubrica dedicata alla lettura della scena. Con i consigli di Tom Mackie, esperto fotografo paesaggistico, abbiamo imparato a trovare il miglior punto di ripresa in montagna, al mare, nei boschi e in campagna. Passiamo adesso alle città!

Leggere la scena: i paesaggi urbani

La fotografia urbana può abbracciare gli stessi principi di quella dei paesaggi naturali, ma prevede alcune tecniche specifiche. Catturare l’interazione della luce con le linee, le curve e i profili dell’architettura può essere emozionante quanto cogliere l’atmosfera di una scena incontaminata.

Angolo di campo

L’angolo di campo è importante per differenziare le nostre immagini dalle tante istantanee dei turisti. Cerchiamo edifici con terrazze e finestre che possano offrirci un punto di vista sopraelevato. Prenotiamo una camera d’albergo specificando quale veduta vogliamo. Se dobbiamo scattare attraverso un vetro, spegniamo le luci della stanza e usiamo il polarizzatore. In alternativa, scattiamo dal basso verso l’alto, in mezzo ai grattacieli, per risultati più astratti.

Linee verticali

Ci sono situazioni in cui la convergenza delle verticali può rendere il senso dell’altezza, ma il più delle volte vogliamo che le linee parallele restino tali. Possiamo fotografare da un palazzo vicino, in modo da non inclinare la fotocamera verso l’alto, ma ci sono anche soluzioni specifiche per quando siamo costretti a scattare dal marciapiede. La più costosa è usare un obiettivo Nikon PC (Perspective Control), la più semplice è lasciare spazio nella parte più alta del frame e correggere le verticali in Lightroom o in un software come DXO Viewpoint.

L’ora blu

I notturni in città appaiono vivacissimi, ma in realtà c’è solo una breve finestra di tempo per ottenere i risultati sperati. L’ora blu, che nonostante il nome dura circa un quarto d’ora, è il momento prima dell’alba o dopo il tramonto in cui l’illuminazione artificiale è in equilibrio con l’azzurro profondo del cielo. Passato questo momento, il cielo diventa troppo scuro e le luci della città vengono sovraesposte. Questo orario ha anche un altro pregio: gli elementi urbani meno piacevoli, come gru o cavi, sembrano meno evidenti.

Scie luminose

Le luci dei veicoli di passaggio possono accendere le immagini con scie bianche e rosse e diventare perfette linee di entrata. Montiamo la fotocamera sul treppiede e impostiamo un’esposizione di 30 secondi. Se non basta, perché il traffico è lento, ricorriamo alla posa B. Se le auto sono poche, proviamo con le esposizioni multiple.

Teleobiettivo e dettagli

Il tele è perfetto per isolare i dettagli delle strutture e creare immagini forti. Uno zoom 70-200 mm ci segue dai campi medi fino all’astrazione. Le focali più lunghe ci impongono di ragionare di più sulla composizione, perché ci lasciano concentrare solo su una piccola porzione della scena: cerchiamo motivi ed elementi che possiamo “comprimere” insieme.

La politica del treppiede

In alcuni contesti urbani, per i motivi più disparati, capita spesso che l’uso del treppiede non sia autorizzato. Può essere per non causare ostruzioni come per qualsiasi altra ragione, ma non preoccupiamoci: ci sono modi per aggirare il divieto. Per esempio, possiamo usare un piccolo Gorilla Pod, poggiato su una superficie piatta o fissato a una ringhiera. Oppure possiamo stabilizzare la fotocamera su una panchina, un cestino dei rifiuti o un tavolino – qualsiasi punto sicuro e piatto. Possiamo orientare l’obiettivo con la custodia di un filtro o un guanto e avviare l’esposizione con un sistema remoto o l’autoscatto: le soluzioni non mancano!

A Mantova la Biennale della Fotografia Femminile

Maria Eugenia Haya. Marcha del pueblo combatiente series. 1980. Courtesy of Maria Garcia Haya and Catalogo de Fotografas Cubanas

Dal 5 al 29 marzo, Mantova ospita la prima edizione della Biennale della Fotografia Femminile, ideata dall’Associazione la Papessa con la direzione artistica di Alessia Locatelli. Un evento da non perdere per chi ama l’arte e la fotografia ma soprattutto un’occasione per dare la giusta visibilità a importanti progetti di eccezionali fotografe da tutto il mondo. Alessia Locatelli, che abbiamo incontrato a poche settimane dall’inaugurazione, spiega: «Raccontare il mondo attraverso gli occhi delle donne significa poter dare risalto a uno sguardo, quello femminile, oggi non sempre considerato a sufficienza. Colpisce il respiro internazionale dei lavori ai quali ho voluto offrire una vetrina e una visibilità quanto mai necessaria nel nostro mondo globalizzato. Un mondo da indagare, ascoltare e costruire. Questo è quello che vedo nella Biennale della Fotografia Femminile». Fil rouge che dà unità alle mostre, ai talk, ai workshop in programma è il lavoro, tema attuale e urgente, ancora più delicato se indagato attraverso lo sguardo femminile. Racconta Anna Volpi, presidente dell’Associazione la Papessa: «Abbiamo cercato un argomento che potesse essere universale. Il lavoro coinvolge l’umanità intera, nella sua presenza o assenza, e non importa il genere, la religione, la cultura, la politica: è una necessità su cui oggi è importante attuare una riflessione».

Biennale della Fotografia Femminile: le mostre e gli appuntamenti

Le fotografe invitate a questa prima edizione sono Rena Effendi, Sandra Hoyn, Annalisa Natali Murri, Claudia Corrent, Daro Sulakauri, Nausicaa Giulia Bianchi, Eliza Bennett, Erika Larsen, Betty Colombo, Mariagrazia Beruffi, Claudia Amatruda e Aldeide Delgado. Tuttavia, come precisa Alessia Locatelli, «la caratteristica “femminile” non si limita alla selezione delle professioniste invitate a esporre, ma riguarda anche le presenze ai talk, le lettrici portfolio, la regia dei film proiettati, nonché le protagoniste dei tre workshop (Letizia Battaglia, Betty Colombo e Sara Lando)». In programma, infatti, anche conferenze, proiezioni e letture portfolio (sabato 7 marzo), nell’ambito delle quali saranno selezionati due progetti che parteciperanno al premio nazionale Italy Photo Award a dicembre 2020 (in questo articolo le foto vincitrici dell’edizione 2019). Alle mostre si affianca il circuito OFF, grazie alla open call che ha ricevuto più di cento proposte di partecipazione da tutto il mondo. Tra queste sono state selezionate dieci fotografe, i cui lavori saranno esposti in un circuito off allestito in locali pubblici del centro di Mantova.

Informazioni
Mantova (Spazio Arrivabene 2, Tempio di San Sebastiano, Palazzo Ducale, Galleria Corraini, Galleria Disegno e Casa del Rigoletto, Palazzo Te, Spazio Bernadelli, Casa Del Pittore)
Dal 5 al 29 marzo
Ingresso: 15 € biglietto intero
www.bffmantova.com

Potete leggere l’intervista completa ad Alessia Locatelli sul numero 321 de IL FOTOGRAFO, in edicola dal 20 febbraio.

Fotografare i capolavori della scultura: al via gli incontri di AFIP

Creare un trait-d’union tra scultura e fotografia: con questo obiettivo prende il via il ciclo di workshop organizzati da AFIP International per Gallerie d’Italia in occasione della mostra Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna, in programma fino al 15 marzo prossimo presso Piazza della Scala a Milano.

Imparare dai Maestri

Gli incontri vedranno alternarsi assoluti protagonisti del mondo della fotografia, soci di AFIP International, che forniranno ai partecipanti consigli e indicazioni per realizzare i propri scatti mettendo in luce la bellezza dei capolavori immortali di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen esposti nelle sale di Gallerie d’Italia – Piazza Scala. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti (max 30 persone). L’iniziativa dà il via ad un progetto di collaborazione tra AFIP International e Gallerie d’Italia, fondata sulla comune mission di promozione e valorizzazione dell’arte e della cultura, con un particolare occhio di riguardo per i più giovani, fornendo strumenti, metodo e competenze, per una capacità di lettura e di approccio sempre più consapevole.

Gli appuntamenti

6 febbraio 2020 – Giovanni Gastel
21 febbraio 2020 – Toni Thorimbert
4 marzo 2020 – Settimio Benedusi

h. 17-20

Gallerie d’Italia – Piazza Scala
Piazza della Scala, 6 – Milano

Per iscrizioni:

Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti
Tel. 800.167.619

Requisiti di partecipazione:
essere in possesso di una fotocamera

Racconta la tua storia e vinci il Premio Canon Giovani Fotografi 2020

Torna il Premio Canon Giovani Fotografi! Da oltre venti anni il contest registra una costante crescita di adesioni, numero di iscritti ma soprattutto qualità e valore dei progetti che vengono candidati. Raccontaci una storia è il tema conduttore anche per l’edizione 2020 e come sempre l’iniziativa si rivolge ai giovani tra i 18 e i 35 anni di età (al momento dell’iscrizione) residenti o domiciliati in Italia. Tra le novità di quest’anno, il progetto di Canon apre le porte agli studenti (dai 18 ai 27 anni di età) di Scuola Secondaria di II Grado, Università o Master Universitario di I o di II grado o Scuole che abbiano, nel percorso didattico e formativo, un obiettivo legato al mondo dell’imaging.

Il Premio Canon Giovani Fotografi

Per l’edizione 2020 Canon ha deciso di aprire le porte anche agli studenti. “con la nuova categoria riservata agli studenti, quest’anno Canon vuole allargare l’opportunità al mondo della formazione raggiungendo un numero sempre maggiore di giovani. Fra i nostri principali obiettivi c’è la volontà di sostenere le nuove generazioni e accompagnarle nel realizzare il sogno di fare della passione per la fotografia una professione. Siamo fieri di poter dire che alcuni degli attuali autori italiani di maggior successo avevano partecipato alle precedenti edizioni del Premio Canon, dimostrando l’attitudine e la tecnica per diventare oggi protagonisti della scena fotografica anche a livello internazionale“.

La sfida dell’edizione 2020

Tra i riconoscimenti si inserisce la realizzazione di un reportage fotografico sul campo per documentare i progetti di WeWorld Onlus svolti in alcuni Paesi in via di sviluppo, l’associazione infatti promuove e difende i diritti dei bambini e delle donne in Italia e nel mondo. “Siamo molto orgogliosi della partnership con Canon Italia. Con questo progetto avremo la possibilità di raccontare attraverso un linguaggio immediato e potente come quello fotografico il nostro impegno per difendere i diritti delle persone più vulnerabili”. Ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente di WeWorld. Questo premio sarà assegnato al primo, al secondo e al terzo classificato nella categoria giovani fotografi (dai 18 ai 35 anni).

Le iscrizioni sarano aperte fino al 22 aprile 2020 scegliendo liberamente tra due categorie: Fotografi o Studenti (una esclude l’altra). Scopri il regolamento e partecipa cliccando qui.

1 2 3 7
0 0,00
Go to Top