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Sony National Awards 2020 – Annunciato il vincitore per l’Italia

Sony World Photography Awards
At the Pink planet © Yevhen Samuchenko, Ukraine, Shortlist, Professional, Natural World & Wildlife, 2020 Sony World Photography Awards

La World Photography Organisation e Sony hanno annunciato il vincitore per l’Italia del National Award all’interno dei Sony World Photography Awards 2020, uno dei più importanti concorsi fotografici a livello globale. Si tratta di Roberto Corinaldesi.

Il programma National Awards

Il National Awards è un’iniziativa lanciata da World Photography Organisation e Sony in 63 Paesi in tutto il mondo per supportare i fotografi locali. Il programma premia un singolo scatto di un fotografo per ogni Paese e gli consente di esibire il proprio lavoro di fronte ad un pubblico di portata mondiale in occasione della mostra dei Sony World Photography Awards, che quest’anno si terrà a Londra dal 17 aprile al 4 maggio presso la Somerset House.

Per l’edizione 2020, la manifestazione ha superato le 345.000 candidature. Di queste, oltre 190.00 sono state inviate per il concorso Open, da cui è stato selezionato il vincitore del National Awards.

 Il vincitore

Sony World Photography Awards
Sur La Mer © Roberto Corinaldesi, Italia, Vincitore National Award, Sony World Photography Awards 2020

Roberto Corinaldesi è stato scelto dai giudici, i quali hanno deciso di premiare la fotografia Sur La Mer, candidata nella categoria Motion del concorso Open. L’immagine è una vista aerea sulle “formiche umane”. Il vincitore commenta così la sua vittoria: “Sono onorato del successo ottenuto. Spero di poter proseguire in questa passione cercando sempre di migliorare la mia visione delle cose”. Per la sua vittoria, Roberto Corinaldesi riceverà un kit A7 III con ottica 28-70 mm.

I Sony World Photography Awards

Creati dalla World Photography Organisation e rinomati in tutto il mondo, i Sony World Photography Awards rappresentano uno degli appuntamenti più importanti per la fotografia internazionale. Aperti a tutti a titolo gratuito, e giunti alla tredicesima edizione, gli Awards rappresentano un importante sguardo sul mondo della fotografia contemporanea e offrono agli artisti, affermati ed emergenti, l’opportunità di esporre e far conoscere il proprio lavoro. Inoltre, permettono di riconoscere i fotografi più importanti al mondo attraverso il premio “Outstanding Contribution to Photography”. Infine, ogni anno si tiene presso la Somerset House di Londra una mostra in cui vengono esposte tutte le immagini dei vincitori e dei finalisti. Per prenotare i biglietti, visitare http://worldphoto.org/sony-world-photography-awards-exhibition.

Per avere altre informazioni sui Sony World Photography Awards visita il sito: https://www.worldphoto.org/sony-world-photography-awards

Presentazione della Biennale di Fotografia Femminile

Presentazione Biennale della Fotografia Femminile

Questa sera dalle 18.30 alle 19.39 la sede della Leica Store & Galerie Milano ospiterà la presentazione della Biennale della Fotografia Femminile, che si terrà a Mantova per tutto il mese di marzo.

L’evento vedrà la presenza di Alessia Locatelli, direttrice artistica della Biennale, e Anna Volpi, presidente dell’Associazione La Papessa, nonché ideatrice e promotrice del progetto. I due volti della mostra si concentreranno su argomenti come l’origine alla base della Biennale, il suo spirito, le mostre proposte e il tema scelto. Verranno anche illustrate le occasioni di partecipazione offerte al pubblico e la proposta dei workshop.
Sono state invitate ad intervenire anche Nausicaa Giulia Bianchi, fotografa documentarista e insegnante di fotografia, che presenterà il suo lavoro Women Priests Project, e Cecilia Pratizzoli, che parlerà dell’ITALY PHOTO AWARD®, premio nato per valorizzare e diffondere la cultura fotografica italiana.

Per scoprire tutti i dettagli della mostra, leggi l’articolo in cui ne abbiamo parlato!

Presentazione Biennale della Fotografia Femminile
Giovedì 20 febbraio ore 18
Leica Store & Galerie Milano
Via Giuseppe Mengoni 4, 20121 Milano

 

“New York, New Delhi, New Old”. La prima personale a Milano di Davide Bramante

New York (Sea) © Davide Bramante

Il 5 marzo Davide Bramante inaugurerà la sua prima mostra personale a Milano, che sarà ospitata dal 6 marzo al 18 aprile presso la galleria Fabbrica Eos e curata da Giacinto di Pietrantonio, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Davide Bramante: la ricerca fotografica come gioco di sovrapposizioni

“Il mio modo di fotografare è identico al mio modo di ricordare, pensare, sognare, sperare, tutto avviene per sovrapposizioni temporali e spaziali” svela lo stesso Bramante. Le sue opere infatti, spesso accostate ad uno stile futurista, sono delle vere e proprie stratificazioni: Bramante presenta immagini che fanno da specchio alla realtà in un gioco di luci ed ombre che si sovrappongono unendo fino a 9 fotogrammi. Nella sua opera “Milano Verticale”, per esempio, lo sguardo dello spettatore non può fare a meno di perdersi nei meandri di un racconto che gli permette di rivivere in un solo istante tutti i fotogrammi capaci di essere assorbiti dall’occhio umano in un vortice senza schemi spazio-temporali.

Milano Verticale
Milano Verticale © Davide Bramante

Davide Bramante: zoom sull’autore e la sua tecnica

Il fotografo siciliano nasce a Siracusa nel 1970. Frequenta l’Istituto Statale d’arte di Siracusa e l’Accademia Albertina di Belle arti di Torino. Nel 1999 torna a vivere a Siracusa, dopo tredici anni trascorsi tra Torino, Roma, Milano e New York. Opera dal 1991, realizzando lavori video, installazioni e fotografie.

Attraverso la sua originalissima tecnica fotografica delle esposizioni multiple, composte cioè da una sequenza che varia da 4 a 9 scatti realizzati già in fase di ripresa non digitali,  Bramante riesce a far convivere all’interno del suo lavoro le tre cose che ama di più: l’arte, la fotografia e il viaggio.
“Il tempo è congelato in una messa in scena che appare come l ’espressione spettacolare di urbanizzazionigià di per sé spettacolari. Lo spazio (la lontananza culturale e geografica) di questi luoghi subisce la medesima sorte: viene annullato”.  È con queste parole che il giornalista e scrittore Aldo Premoli definisce le opere dell’autore, dopo averle analizzate attraverso una metafora algebrica che si rende indispensabile per comprendere la moltitudine di sovrapposizioni e “new” che compongono i suoi scatti. 
A questo punto, ci si deve domandare se Bramante sia alla fine un artista, più che un fotografo. Giancarlo Politi, critico ed editore d’arte risponde così: “Ma come puoi chiamare fotografo un artista che riesce a trasformare Noto in una grande metropoli antica e moderna, simile a New York, Tokyo, New Delhi. Davide Bramante, artista o fotografo è stato l’ambasciatore poetico e profetico delle città multietniche di oggi. Tutte diverse e tutte eguali. Tutte belle e terribili. Più artista di così…”

Memoria e passione. I Capolavori della Collezione Bertero in mostra.

Memoria e passione
Alpe di Siusi, 1979 © Luigi Ghirri

Oggi, mercoledì 19 febbraio , CAMERA- Centro Italiano per la Fotografia di Torino ospita la conferenza stampa della mostra “Memoria e Passione. Da Capa a Ghirri”, che inaugura alle ore 18.00.

Da Capa a Ghirri: la nostra storia attraverso i grandi maestri

Dal 20 febbraio al 10 maggio il Centro Italiano per la Fotografia si anima attraverso le storie e i racconti delle più di duecento immagine scelte da i curatori tra le oltre duemila che compongono la Collezione Bertero, raccolta unica in Italia per originalità di impostazione e qualità delle fotografie. La selezione racchiude gli scatti di circa cinquanta autori provenienti da tutto il mondo, tra cui Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Robert Capa, Henri-Cartier Bresson, Carla Cerati, Mario De Biasi, Alfred Eisestaedt, Luigi Ghirri, Herbert List, Ruth Orkin, Ferdinando Scianna e Michele Zaza. Curata da Walter Guadagnini, direttore di CAMERA, con la collaborazione di Barbara Bergaglio e Monica Poggi, la mostra narra il nostro passato e le radici del nostro presente, oltre all’evoluzione della fotografia italiana e internazionale di un intero trentennio. Attraverso gli scatti dei grandi maestri della fotografia, l’esposizione racconta di un’Italia appena liberata dal fascismo, dove, nonostante le macerie e la povertà, si coglie la voglia di sentirsi vivi, di scendere in strada, di ballare e di utilizzare gli angoli remoti della natura per fare l’amore invece che per nascondersi dal nemico.

Memoria e passione
Gli italiani si voltano. Moira Orfei, 1954 © Mario De Biasi

L’evoluzione della fotografia e il ruolo di Bertero

 

Nonostante il nucleo più consistente della collezione sia costituito da fotografi del periodo realista, la raccolta comprende anche racconti di decenni successivi che hanno contribuito alla nascita di una nuova modalità per intendere l’immagine, prendendo progressivamente le distanze dallo stile documentarista per assumerne via via uno sempre più concettuale. In mostra quindi anche le immagini di Mulas, Ghirri, Basilico e Jodice.

Tuttavia, questa mostra è anche e soprattutto la storia di un collezionista, Guido Bertero, che, dagli anni Novanta ad oggi, ha raccolto circa duemila stampe. Una collezione ricca ed eterogenea, nata da una passione personale, che viene esposta in questa mostra grazie alla volontà dello stesso Bertero di condividere il suo patrimonio con il pubblico e di diffondere la conoscenza del linguaggio della fotografia.

La mostra è accompagnata da un volume edito da Umberto Allemandi, dove è possibile trovare anche un interessante dialogo tra il collezionista e il curatore.

Info sulla mostra

CAMERA- Centro Italiano per la Fotografia, Via delle Rosine 18, 10123, Torino.
Orari: Lun, merc, gio, ven, sab, dom 11.00-19.00 (martedì chiuso)

Per ulteriori informazioni visita il sito http://www.camera.to

 

 

Camillo Pasquarelli inaugura The Valley Of Shadows

The ValleY of Shadows
© Camillo Pasquarelli

Inaugura oggi alle Officine Fotografiche di Milano la mostra “The Valley of Shadows” di Camillo Pasquarelli, che racconta e testimonia il dramma della cecità diffusa nella valle del Kashmir, risultato dell’interminabile contesa sul territorio.

The Valley of Shadows: uno spaccato sulla tragica realtà del conflitto in Kashmir

Conclusi gli studi in Scienze Politiche e Antropologia, Carlo Pasquarelli decide di dedicarsi interamente alla fotografia. Oggi realizza principalmente progetti che combinano l’approccio antropologico con i mezzi visivi. Dal 2015 il suo lavoro si è concentrato nella valle del Kashmir, India, dove ha approfondito ed esplorato la nozione di memoria, di religione, di aspirazioni politiche e, soprattutto, di conflitto, portando a galla una realtà tragica documentata negli scatti oggi esposti a Milano.

La valle del Kashmir, contesa da India e Pakistan dal 1947, è una delle zone più militarizzate al mondo. Nel 2010 il governo indiano ha dotato le forze di sicurezza,  di una nuova arma, i fucili a piombini.  Considerati “non- letali”, i fucili a piombini dovrebbero essere puntati verso la parte inferiore del corpo.

L’8 luglio 2016 il giovane comandante Burhan Wani del gruppo armato kashmiro Hizbul-e-Mujahideen è stato ucciso in un scontro con l’esercito indiano.  Wani era molto popolare, soprattutto tra i giovani, grazie all’utilizzo dei social network per diffondere il suo messaggio. L’accaduto ha rappresentato quindi una scintilla che incendiato l’intera valle, a cui il governo indiano ha risposto con un coprifuoco di ben quattro mesi. Centinaia di ragazzi hanno riempito le strade del Kashmir per protestare contro “l’occupazione indiana”, scagliando pietre contro l’esercito e la polizia, che ha risposto utilizzando in maniera massiccia i fucili a piombini.

Secondo un report delle Nazioni Unite pubblicato nel 2018, l’utilizzo di tale arma ha causato la cecità di 1000 persone e decine di morti. Ma i danni sono innumerevoli. Per i giovani che hanno perso solo parzialmente la vista, la lettura diventa troppo difficoltosa e la conseguenza inevitabile è abbandonare gli studi e ogni possibilità di ottenere un buon livello d’istruzione. Gli uomini rimasti completamente senza vista non possono più prendersi cura delle proprie famiglie. Le vittime, che portano dentro i loro corpi dozzine di microproiettili di piombo, è probabile debbano affrontare conseguenze mediche a lungo termine. Quelle rimaste totalmente o parzialmente non vedenti, parlano dell’oscurità che è discesa sulle loro vite e di come, ormai, siano in grado di vedere solo ombre indistinte muoversi intorno a loro.

Info sulla mostra

Inaugurazione: Martedì 18 febbraio, ore 19.00
In mostra dal 19 febbraio al 6 marzo 2020
Orario di visita: lunedì-giovedì ore 14-20 ; venerdì ore 10-17. (Sabato e domenica chiuso)

EIZO: Workshop di macrofotografia e gestione del colore

EIZO, azienda giapponese leader nella produzione di monitor per computer e di dispositivi di visualizzazione in genere, organizza per Sabato 29 febbraio e Domenica 1 marzo un workshop dedicato alla macrofotografia e alla gestione del colore.

EIZO propone un workshop multidisciplinare

Il workshop sarà tenuto da due importanti nomi nel campo della fotografia: Alberto Ghizzi Panizza, fotografo professionista insignito di diversi premi nazionali ed internazionali, docente per la Nikon School e per la Digital Camera School e collaboratore di diverse riviste di fama internazionale; e Gabriele Spadoni Bonaiuti, fotografo ed esperto della gestione del colore digitale, nonché autore del blog di successo “Wazerphoto”.

Grazie all’integrazione delle loro competenze, i partecipanti potranno prendere parte ad un’esperienza multidisciplinare. Per esempio, Alberto insegnerà come ovviare alla limitatissima profondità di campo – uno dei principali problemi della macrofotografia –  attraverso una sequenza di foto scattate a varie distanze dal soggetto, che permettono di ottenere un’immagine completamente a fuoco con il massimo dettaglio. Non solo! Infatti, Alberto farà anche provare dal vivo ai partecipanti l’emozione di scattare fotografie a soggetti sfuggenti. Gabriele si occuperà invece di spiegare come gestire al meglio tutto il flusso di lavoro secondo lo standard ICC, dallo scatto alla pubblicazione sui social media, sul web e con accenni di stampa.

Info sul workshop

Sabato 29 Febbraio e Domenica 1 Marzo 2020 ore 9,30 – 18
AS Hotel – Corso Roma 53 Limbiate (MB)

Per ulteriori informazioni visita il sito https://www.eizostore.it/prodotto/workshop-pb/

 

 

Women. Il Festival dedicato alle donne

Women. Spiriti liberi

A partire dal 15 febbraio Bologna ospita un grande festival  tutto dedicato alla condizione femminile. In occasione del centenario del diritto al voto per le donne americane, “Women. Un mondo in cambiamento”, a cura di Marco Cattaneo, vuole porre l’attenzione sulla condizione delle donne nel mondo, raccontata attraverso i grandi fotografi del National Geographic.

Women: la donna a confronto nel tempo e nello spazio

La mostra propone un percorso di memoria e confronto rispetto al ruolo femminile nella società e al suo mutare nel tempo alle diverse latitudini attraverso immagini selezionate dal ricco archivio della National Geographic. Dagli anni Venti del Novecento fino ad oggi, la narrazione si allontana da stereotipi e luoghi comuni, per concentrasi sul cambiamento della donna nei diversi Paesi del mondo, riproducendo così un universo variegato e resiliente. Tra i nomi più celebri, il festival ospita gli scatti di William Albert Allard, Lynsey Addario, Stephanie Sinclair, David Alan Harvey, Robin Hammond, Luis Marden, Lynn Johnson, Ed Kashi e Steve McCurry. Ma non solo!

Women: la donna in tutte le sue sfaccettature

Divisa in sezioni (Beauty, Joy, Love, Wisdom, Strenght, Hope), la mostra propone grandi temi, mantenendo l’attenzione sui problemi e le sfide affrontate quotidianamente e nel corso del secolo da donne di culture diverse e a volte sconosciute. Si parla di amore (Love) nella pienezza del suo significato – non solo quello materno- ma anche di amicizia e dell’importanza della protezione dei rapporti tra le persone. La donna è bellezza (Beauty) profonda, legata alle proprie radici e alla propria storia; è gioia (Joy), sentimento femminile per antonomasia; ma è anche forza (Strenght), quella forza che emerge dai racconti di determinazione, di sacrificio e di forza d’animo. Ed è una forza che accomuna tutte le donne: dalle donne che quotidianamente cercano e trasportano l’acqua nel deserto, a Samantha Cristoforetti, prima donna italiana a partecipare ad una missione nello spazio. Non manca certo la speranza (Hope), fatta di piccoli e grandi gesti che testimoniano la nuova libertà.

Women’s power: le donne del nuovo secolo

La mostra si chiude con “Portraits of Power”, ritratti e racconti di attiviste, politiche, scienziate e celebrità intervistate dal National Geographic nel numero speciale dedicato alle donne nel novembre 2019. Donne che attraverso la loro storia testimoniano il nuovo secolo, sempre più aperto al mondo femminile. Tra loro: Nancy Pelosi, Presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Oprah Winfrey, conduttrice e autrice televisiva, Jane Goodall, etnologa e antropologa, Christiane Amanpour, giornalista britannica, Jacinda Ardern, Primo Ministro neozelandese, Liliana Segre, senatrice a vita e testimone dell’olocausto. 

Guido Guidi presenta “Lunario”

Lunario
© Guido Guidi

Viasaterna ospita questa sera la presentazione di Lunario, il nuovo e inusuale libro di Guido Guidi, organizzata da Micamera, la più grande libreria italiana specializzata in fotografia.

Lunario: la luna ovunque

Il nuovo libro di Guidi, in uscita per l’editoria inglese MACK, ha un protagonista assoluto. La luna riecheggia in tutte le sue fotografie, scattate tra il 1968 e il 1999. I primi tentativi dell’autore si condensano in una serie di scatti in cui egli fotografa e distorce l’amica Mariangela Gualtieri. Negli anni successivi, il satellite terrestre si può scorgere nel volto di una donna, o di una bambina che gioca a palla tra la luce e l’ombra, o ancora nei paesaggi ripresi attraverso un obiettivo fish-eye. Dagli anni Ottanta in poi arrivano anche i colori, che culminano con l’eclissi solare dell’11 agosto 1999, accompagnata nel libro da una citazione da “I Problemi” di Aristotele: Perché durante le eclissi di sole, se si guarda attraverso un crivello o attraverso delle foglie, di platano per esempio o di un altro albero a foglie larghe, o attraverso le dita incrociate delle due mani, i raggi di sole hanno a terra la forma di una piccola luna?”

Il libro racchiude anche un’interessante conversazione finale tra l’autore stesso e Antonello Frongia.

Lunario
© Guido Guidi

Info sulla presentazione

La presentazione si terrà martedì 18 febbraio 2020, alle ore 18.30, presso la galleria d’arte Viasaterna, in Via Leopardi, 32 (Milano). L’incontro sarà moderato da Nicoletta Leonardi.

Siena attraverso lo sguardo di Stefano Vigni

Forma/ae - Siena dentro e fuori
Forma/ae - Siena dentro e fuori © Stefano Vigni

La Galleria Olmastroni di Siena ospiterà dal 6 al 22 marzo la mostra “Forma/ae – Siena dentro e fuori” del fotografo senese Stefano Vigni.  In esposizione, il pubblico potrà ammirare le fotografie che l’autore ha raccolto nel suo libro in due volumi “Forma/ae” (Seipersei editore), uscito a dicembre 2019.

Forma/ae, dualismo e sguardi inediti

La mostra sarà divisa in due parti: scatti in bianco e nero per Siena, a colori e video-installazione per le Crete Senesi e la Val d’Orcia. I due lati dell’esposizione vogliono essere una rappresentazione del dualismo tra campagna e città ricercato anche nel libro. I vari scatti esposti propongono uno sguardo inedito su territori ed edifici conosciuti in tutto il mondo. La forza dell’autore sta infatti nel trasmettere all’osservatore visioni innovative di soggetti noti.
Per Stefano Vigni, il “dentro” e “fuori” le mura sono equiparabili allo Yin e lo Yang, ossia due metà uguali ma opposte, che si appartengono, diverse ma inscindibili, contenenti ognuna il seme e la bellezza dell’altra.

Info sulla mostra

L’allestimento del fotografo senese, rientra nella rassegna “Le stagioni dell’arte” programmata dal Comune di Siena. La mostra, gratuita, sarà aperta tutti i giorni dalla ore 15,30 alle ore 18,30 e verrà inaugurata venerdì 6 marzo alle ore  17,30.

 

 

Stefano Vigni, nato a Siena, è fotografo, editore e professore accademico. Insegna a IED Milano e LABA Firenze. Ha collaborato con, tra gli altri, La Repubblica, Le Figaro, Il Fotografo, l’Opera di Parigi, ANAS, Ferrovie Italiane dello Stato, Organi delle Nazioni Unite, Canon e Hugo Boss. La sua casa editrice Seipersei, di cui è fondatore, ha più di 30 libri in catalogo. I suoi progetti editoriali sono stati diffusi da Domus, Il Sole 24 Ore, Marie ClaireVanity FairDonna Moderna, Rolling Stones, SkyTG24, Rai Radiotelevisione Italiana.

Tour Canon: cinque tappe per scoprire la nuova Canon EOS 1DX Mark III

Canon Tour

Prende il via il Tour Canon per presentare al pubblico il nuovo riferimento della fotografia d’azione: l’ammiraglia di casa Canon, EOS 1DX Mark III. Le cinque tappe toccheranno alcune tra le principali città italiane: Milano, Roma, Palermo, Padova e Napoli.

Ogni appuntamento – il primo a Milano, il 18 febbraio 2020 – si svolgerà in un’intera giornata e sarà suddiviso in due sessioni, ognuna dedicata a workshop che spiegano l’utilizzo della nuova fotocamera: dalle impostazioni alla post-produzione e stampa. Canon offre agli utenti CPS Platinum (100 posti da riservare previa iscrizione) la possibilità di vivere un’esperienza esclusiva assistendo a performance sportive di varie discipline, con atleti di livello internazionale. Inoltre, il Canon Ambassador Alessandro Trovati guiderà i partecipanti nella realizzazione di scatti fotografici utilizzando la nuova Canon EOS 1DX Mark III, svelando sul campo le sue incredibili prestazioni.

Per la tappa di Milano, l’evento si svolgerà presso l’Accademia Internazionale di Ginnastica Ritmica, una disciplina coreografica in grado di integrare ed esprimere il perfetto coordinamento tra velocità di esecuzione, potenza e precisione tecnica. Uno sport dove un fotografo deve saper cogliere il dettaglio e la rapidità di movimenti di una frazione di secondo, che non ritornano mai più! E in questi casi, poter contare su una fotocamera dalla velocità straordinaria fa davvero la differenza!

Le altre date saranno: 26 febbraio Roma, 5 marzo Palermo, 12 marzo Padova, 25 marzo Napoli. Noi de IL FOTOGRAFO saremo presenti a ogni tappa per raccogliere immagini e video esclusivi! Seguici sui nostri canali Facebook e Instagram.

Per non perdere tutti gli aggiornamenti sul tour e per scoprire come iscriverti ai workshop e alle esperienze esclusive, visita il sito: http://www.canon.it/eos-tour

Sohail Karmani: The Spirit of Sahiwal

Sohail Karmani

La fondazione Gianfranco Ferré ospiterà domani, martedì 18 febbraio, la presentazione del libro “The Spirit of Sahiwal” del docente e fotografo pakistano Sohail Karmani. 

Karmani è professore ordinario presso la New York University di Abu Dhabi, dove tiene il corso Power and Ethics in Photography. Ma Karmani è anche un fotografo appassionato alla narrazione incentrata sulla gente, i viaggi, la strada e la fotografia documentaristica.

Nato in una famiglia di origini pakistane, Sohail Karmani visita per la prima volta nel 2010 Sahiwal, città nativa del padre, situata nel distretto centro orientale del Punjab, sito dell’Antica Civiltà della Valle dell’Indo e risalente al terzo millennio a.C. Qui, i colori, le vibrazioni, la forza delle storie racchiuse in ogni angolo di strada, lo colpiscono tanto intensamente da divenire oggetto di quella ricognizione fotografica raccolta in questo libro, che vuole essere un omaggio alla bellezza, all’umanità, alla dignità e allo straordinario spirito di resilienza di questo popolo.

Il libro offre dunque uno spaccato ravvicinato e intimo della comunità di Sahiwal, prendendo però le distanze dallo stereotipo di un Oriente di ultimi e di dimenticati. Protagonisti della raccolta di Karmani sono frammenti di vita quotidiana, intrecciati a riti, rituali e cerimonie che impregnano la cultura di questa società. La vivacità dei colori, i contrasti cromatici, la luce intensa confluiscono nella vitalità di una natura umana autentica, fissata in scatti capaci di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Alla presentazione sarà presente lo stesso Sohail Karmani e nomi illustri quali, Filippo Del Corno, Assessore alla cultura del Comune di Milano, il critico e docente di fotografia Roberto Mutti, il fotografo Mustafa Sabbagh e la curatrice Francesca Interlenghi.

 

Martedì 18 febbraio 2020, ore 18.30
Fondazione Gianfranco Ferré
Via Tortona 37, Milano

 

 

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