Author

Vanessa

Vanessa has 1376 articles published.

Vanessa
Social Media

Gli italiani in mostra all’estero: NEOs. Ezio D’Agostino

© Ezio D’Agostino

Ezio D’Agostino è uno dei nomi tra i migliori rappresentanti della nuova fotografia italiana. Classe 1979, nella sua carriera ha già collezionato esposizioni in alcuni dei luoghi più significativi della fotografia internazionale come, tra gli altri, LE BAL di Parigi, il Paris Photo come vincitore del Prix SFR Jeunes Talents, il SI FEST di Savignano sul Rubicone e la quindicesima Biennale di Architettura di Venezia, oltre ad aver firmato la copertina del prestigioso British Journal of Photography . Fino al prossimo 9 giugno, il Centre National de l’Audiovisuel (CNA) in Lussemburgo ospita la mostra NEOs , lavoro inedito nato da una residenza d’artista realizzata tra il 2017 e il 2018. In questo nuovo progetto l’autore parte dalla storia economica e tecnologica del piccolo Paese europeo per interrogare l’idea stessa di sviluppo e progresso. In un filo diretto con i suoi precedenti lavori, il fotografo italiano trova il punto di partenza nella relazione delle attività economiche con il paesaggio, andando alla ricerca delle storie che lo costituiscono. Lo fa visitando i luoghi simbolici e strutturali della storia dello sviluppo del Lussemburgo, seguendo le diverse fasi temporali: il passato con l’industria siderurgica, il presente con i servizi e le transazioni finanziarie, e l’ipotetico futuro attraverso SpaceResources, un programma spaziale progettato per fornire una struttura per lo studio e l’estrazione di oggetti celesti vicino alla Terra.

Centre National de l’Audiovisuel (CNA)
1B rue du Centenaire L-3475
Dudelange, Lussemburgo

Gabriele Basilico, Giovan Battista Piranesi. Viaggi e vedute: da Roma a Shanghai

Gabriele Basilico, Veduta del ponte Sant’Angelo e del Vaticano, 2010, stampa ai sali d’argento su carta baritata, 50 x 61 cm, © Venezia, Fondazione Giorgio Cini

Corpus centrale della mostra dedicata al grande fotografo Gabriele Basilico è una sezione commissionata al fotografo dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia nel 2010, in occasione della retrospettiva dedicata al grande incisore veneto: “Le arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer” a cura di Michele De Lucchi, Adam Lowe e Giuseppe Pavanello.
In quell’occasione la Fondazione Cini chiese all’artista di ritrarre, dalle stesse angolazioni delle incisioni piranesiane, la “città eterna” e altri luoghi italiani. Una vasta selezione di oltre cinquanta fotografie, di differenti formati, completa la mostra che, per la prima volta in Italia, esamina la poetica urbana e concettuale del grande fotografo attraverso le immagini scattate nei suoi innumerevoli viaggi.

MEF – MUSEO ETTORE FICO
via Cigna 114
mercoledì – domenica 11-19
lunedì – martedì chiuso
www.museofico.it
info@museofico.it

 

Fonte 

L’Italia dei fotografi: 24 storie d’autore

“Per me la fotografia rimane sempre un pretesto: è una parte di te stesso che va a testimoniare il tuo mondo, che sia un paesaggio o un essere umano” Franco Fontana

Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo-Gardin, Carla Cerati, Luca Campigotto, Lisetta Carmi, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Arturo Ghergo, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Nino Migliori, Riccardo Moncalvo, Ugo Mulas, Fulvio Roiter, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli e Massimo Vitali: sono ventiquattro gli autori riuniti nella mostra L’Italia dei fotografi, la prima prodotta dalla Casa dei Tre Oci-Civita Tre Venezie al Museo del ’900 di Mestre, ospitato nell’ex convento di Santa Maria delle Grazie. Curata da Denis Curti, l’esposizione si concentra sugli anni del secondo dopoguerra per arrivare alle espressioni più recenti, attraverso immagini che fanno parte del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, testimonianza dei cambiamenti storici, economici e sociali che hanno segnato la nostra storia comune. Tanti i temi affrontati dagli autori in mostra: le contraddizioni delle tradizioni siciliane in Ferdinando Scianna, le questioni di genere in Lisetta Carmi, lo spazio urbano e le sue periferie in Gabriele Basilico, il paesaggio italiano e le sue trasformazioni in Luigi Ghirri, l’indagine socio-antropologica in Francesco Jodice. Molti gli autori che fanno della fotografia uno strumento per riflettere sulle tematiche sociali e sui cambiamenti in atto nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale: tra questi Carla Cerati, Nino Migliori, Mario De Biasi, Massimo Vitali, cui la mostra vuole rendere omaggio.

M9
Via Giovanni Pascoli 11
Fino al 16 Giugno

© Franco Fontana, Puglia 1987

TORINO SOTTO ATTACCO: dalle leggi razziali alla Liberazione

Ufficio Protezione Antiaerea, Via Cappel Verde angolo via Porta Palatina, incursione aerea del 13 luglio 1943, 1943, gelatina ai sali d’argento, - 13 x 18 cm, courtesy Archivio Storico della Città di Torino

A ottant’anni dalla vergognosa pagina delle leggi razziali del 1938, l’Archivio Storico della Città di Torino propone una ricca esposizione (oltre 300 pezzi in mostra tra documenti, fotografie, disegni, mappe e oggetti) per ripercorrere le tappe cruciali della storia della città: il processo di discriminazione e di espulsione degli ebrei dalla vita sociale, le persecuzioni, la guerra, i bombardamenti, le scene di vita quotidiana nella città colpita, la paura, la ricerca di normalità e infine la Liberazione e il lento ritorno alla vita di prima. Un’ampia sezione della mostra è poi dedicata ai giovani e alla quotidianità, ai simboli e ai valori dal ventennio alla Liberazione; tra questi il motto «libro e moschetto», ovvero il modello ideale del balilla: il pensiero e l’azione, un libro per l’educazione e un moschetto per la futura carriera militare, le armi della cultura e la cultura delle armi. A essere inquadrata dall’alto non era solo la scuola, ma tutte le attività e le istituzioni giovanili: lo sport, l’associazionismo, persino la festa della befana era diventata «fascista». In questa sezione della mostra sono inoltre esposti tradizionali giochi da tavolo, a testimonianza di come anch’essi, con il loro impatto simbolico, contribuissero a consolidare la cultura dominante nelle nuove generazioni. Ci fu anche chi si oppose al pensiero unico (come dimostra la testimonianza di Bruno Segre nella sala dedicata alle leggi razziali) anticipando i nuovi valori emersi dalla II Guerra mondiale, tra cui uno riconosciuto come universale, il valore della vita. Infine, per sensibilizzare i visitatori sui rischi legati al razzismo e al pregiudizio, per la prima volta saranno resi pubblici documenti a lungo protetti da norme di riservatezza: testimonianze per riflettere sugli orrori della guerra, sul progresso sociale, sulle conquiste civili e democratiche.

TORINO SOTTO ATTACCO: dalle leggi razziali alla Liberazione
Fino al 21 Maggio 2019
Torino, Archivio Storico della Città
via Barbaroux 32
INGRESSO LIBERO

 

Tony Gentile e lo scatto rubato a Falcone e Borsellino

Tony Gentile  inizia a fotografare per il Giornale di Sicilia e per l’agenzia Sintesi nel 1989. Sono gli anni più insanguinati della guerra di mafia in Sicilia e Tony Gentile, cresciuto guardando le fotografie di Letizia Battaglia e Franco Zecchin, si trova reporter di guerra nella sua stessa città. Nel 2003 si trasferisce a Roma per collaborare con la Reuters.

Tony Gentile: la foto a Falcone e Borsellino

Una fotografia che è diventata un’icona. Falcone sussurra qualcosa a Borsellino, che l’ascolta divertito. Un rapido scambio di battute, niente di più, ma sui volti c’è tutta la loro personalità al di fuori delle pose ufficiali. Una fotografia di Tony Gentile che stava seguendo un incontro a cui partecipavano i 2 magistrati. Niente di speciale, una buona fotografia, forse un poco indiscreta, che andava proposta alle redazioni. Ben pochi la pubblicarono. Ma, alcuni mesi dopo, inaspettatamente, questa istantanea prese un altro significato. Entrambi vittime di attentati mafiosi a circa 2 mesi l’uno dall’altro, il ritratto andava ad assumere un nuovo ruolo, diventando l’immagine simbolo che oggi conosciamo. Tutte le redazioni la richiesero, leggendo forse solo ora quello che Tony Gentile aveva visto in un attimo. Pochi secondi di complicità tra i due magistrati, due pose sulla pellicola, quanto basta ad un buon fotografo per scattare la fotografia più nota d’Italia. “Quello scatto purtroppo ha acquisito il significato che oggi gli diamo», racconta Tony Gentile, «per quello che è successo dopo. Altrimenti sarebbe rimasta una foto come tante altre”

Immagine in evidenza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Palermo, Palazzo Trinacria, 27 marzo 1992 – © Tony Gentile

Street Photo Milano: tutti gli eventi imperdibili

In a street cafe. Photo by Evgeny Henkin. Berlin, Germany, c. pre-1936. © Henkin Brothers Archive Association (HBAA)

Street Photo Milano: il primo evento fotografico congiunto nato in partnership con il Miami Street Photography Festival.

Street Photo Milano: programma

Giovedì 16 maggio.
Ore 10:00
: APERTURA
Ore 18:00: FULVIO BUGANI. Una lettura molto coinvolgente con uno dei più importanti fotografi italiani, vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui il World Press Photo e il Leica Oskar Barnack.
Ore 19:00: JACOB AUE SOBOL. Il celebre fotografo danese, membro di Magnum, offre una lettura speciale del proprio lavoro, caratterizzato da uno stile espressivo unico.

Venerdì 17 maggio.
Ore 15:00: ANDY KOCHANOWSKI
Il fondatore del collettivo Burn My Eye parla della sua visione personale della street photography, che gioca col “momento indecisivo”.
Ore 16:00: INSIDE OVER Gli Occhi della Guerra, la prima piattaforma al mondo di crowdfunding per reportage, diventa Inside Over: Inside the News, Over the world, la nuova testata internazionale di reportage e analisi. Questa la missione: stare dentro i fatti con una prospettiva che permetta di comprendere ciò che accade nel mondo. Un progetto coraggioso che punta a un audience internazionale. Incontro con il direttore Andrea Pontini.
Ore 17:00: CHRIS SUSPECT. Il fotografo di Washington DC, premiato negli Stati Uniti, in Belgio, in Georgia e nel Regno Unito, svela la sua abilità nel ritrarre la vibrante scena underground di Washington.
Ore 18:00: PHOTO SLAM. Le “Olimpiadi della Street Photography”: una creazione originale del Miami Street Photography Festival per imparare dai migliori. I top speaker del festival terranno una critica vivace delle immagini inviate da fotografi di tutto il mondo in una call che verrà lanciata pochi giorni prima. Aperto a chiunque nel mondo! Il link per inviare le immagini sarà comunicato Facebook e Instagram.
Ore 19:30: MATT STUART. Incontro con il celebre fotografo inglese.
Ore 20:30: NIGHT WALK. Il photo walk notturno di Street Photo Milano, guidato dai ragazzi del collettivo Eyegobananas.

Sabato 18 maggio
Ore 10:30. STREET BATTLE
Un’avvincente battaglia fotografica tra due squadre capitanate dai membri dei collettivi Eyegobanas, Monty May (Observe), Andy Kochanowski (Burn My Eye) e Emilio Barillaro (Spontanea).
Ore 12:00: ELÉONORE SIMON. Eléonore è una fotografa franco americana che vive in Cile e racconta nelle sue foto la poesia della vita in città e i momenti tranquilli ed enigmatici che emergono nel caos degli ambienti urbani. Scopriremo le immagini di Valparaìso nel suo talk ‘‘Always you were surprised by life’.
Ore 15:00: STREET BATTLE PRESENTAZIONE. Lo showreel finale che raccoglie foto migliori della Street Battle.
Ore 16:00: EOLO PERFIDO. La Strada è di tutti. Il famoso fotografo racconta la sua street photography e il nuovo progetto Exibart Street: la una nuova piattaforma di Exibart Magazine dedicata alla fotografia di strada, di cui Eolo è direttore editoriale.
Ore 17:00: OBSERVE COLLECTIVE, CON MICHAEL ‘MONTY’ MAY. Un dialogo con Michael ‘Monty’ May, animatore del collettivo Observe, una delle realtà più interessanti della scena internazionale.
Ore 18:30: OLGA WALTHER. Olga Walther, nipote di Yakov Henkin, pronipote di Evgeny e direttore dell’Henkin Brothers Archive Association, presenta e commenta la mostra Evgeny e Yakov Henkin: dall’oscurità alla luce. Un tesoro
Ore 19:30: GUEORGUI PINKHASSOV. Il grande maestro russo, membro di Magnum, terrà una lecture incentrata sul suo lavoro.
Ore 20:30: AWARD CEREMONY. Proclamazione dei vincitori dei concorsi Italy Photo Series e Emerging Photographer Exhibition.

Domenica 19 maggio
Ore 10:30: TALK AND WALK CON CAMILLA FERRARI. Camilla è stata selezionata tra le 30 fotografe under 30 più influenti nel 2019 PDN’s 30: New & Emerging Photographers to Watch. Dopo una presentazione del suo lavoro guiderà un gruppo di fotografi in un walk lungo le vie della città.
Ore 15:00: MARCO CASINO. ‘Dalla Street al Reportage: scoprire la fotografia con internet alla nascita dei social network’. Marco, vincitore del World Press Photo categoria multimedia del 2014 e due volte selezionato per il ‘30 under 30’ di Magnum Photos, parlerà del suo percorso professionale che, partendo dalla street photography, lo ha condotto a realizzare vari progetti internazionali e nazionali.
Ore 16:00: LA STREET PHOTOGRAPHY IN ITALIA. Un panel tra personalità di primo piano per discutere intorno al futuro della street photography in Italia. Con Eolo Perfido, Emilio Barillaro, Marco Casino, Camilla Ferrari, Eyegobananas.

Mathew B. Brady: acclamato fotografo dal fronte che morì in completa miseria

Soldato zuavo ferito 1865 - © Mathew Brady/ Wikimedia Commons
Soldato zuavo ferito 1865 - © Mathew Brady/ Wikimedia Commons

Mathew B. Brady

Mathew B. Brady (1822-1896). Studiò pittura e dagherrotipia. A 17 anni si trasferì a New York, nel 1844 aprì un suo atelier. Fotografo di successo, con uno studio a New York e un altro a Washington, è il primo a intuire le possibilità di sfruttamento economico delle immagini dal fronte. Tornata la pace il pubblico perse presto interesse per le sue fotografie e i suoi debiti si accumularono; finì i suoi giorni in miseria. I veterani del 7° Reggimento pagarono le sue esequie. Una sua fotografia del Presidente Lincoln fu utilizzata per francobolli, monete, statue e ritratti ufficiali.

Mathew B. Brady: Soldato zuavo ferito 1865

La guerra diventa reale anche agli occhi di chi è lontano dal fronte. Questa fotografia, scattata da Brady durante la Guerra civile americana (1861-1865) mostra il conflitto per quello che è, senza poesia. Anche la motivazione di Brady aveva ben poco di poetico o ideale. Dagherrotipista, ritrattista apprezzato dell’alta società, lascia il suo studio di New York e si avvia verso Sud, dove si combatte. Vuole ritrarre i soldati per poi vendere loro le fotografie, souvenir dalla prima linea. Rientrato a New York organizza nel suo atelier “The dead of Antietam”, un’esposizione di fotografie dal fronte. Il pubblico ne sarà sconvolto, vedendo feriti e morti reali, non idealizzati e dipinti secondo i canoni accademici. I giornali accusarono Brady di non preoccuparsi che i visitatori potessero riconoscere in quei cadaveri i loro cari. Ma gli stessi giornali usarono le sue fotografie per trarne delle illustrazioni.

Soldato zuavo ferito 1865 – © Mathew Brady/ Wikimedia Commons

Gli scatti di Robert Doisneau in mostra a Trieste

Ecoliers dans une salle de classe durant une interrogation dans le 5ème arrondissement à Paris en France, en 1956 ©Atelier Robert Doisneau

L’ Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia-Erpac presenta, presso Il Magazzino delle Idee di Trieste, la mostra “Robert Doisneau. Across the Century”, in collaborazione con diChroma Photography di Madrid e l’Atelier Robert Doisneau, Parigi.
L’esposizione, attraverso 88 stampe d’epoca, narra la passione fotografica dell’autore che ha più celebrato la bellezza misconosciuta della quotidianità, creando un immaginario collettivo basato sulla vita della gente comune.
Grande maestro della fotografia, Doisneau è il rappresentante più celebre della cosiddetta “fotografia umanista”, ossia quel tipo di sensibilità visiva che pone l’accento sulla condizione disagiata dell’uomo nella società. Nasce il 14 aprile del 1912 a Gentilly, un sobborgo di Parigi che segnerà profondamente la sua estetica e il suo modo di guardare le cose. Diplomatosi incisore litografo alla scuola di Estienne decide di abbandonare quella strada per gettarsi nella realtà viva e cruda delle periferie, dimensione che all’epoca nessuno considerava. Sceglie poi di utilizzare un mezzo d’espressione al tempo ancora guardato con un certo sospetto: la fotografia.
Il racconto della mostra “Across the Century”, viene offerto da una delle figlie dell’artista, Francine Deroudille che assieme alla sorella Annette, ha ritrovato in un baule la selezione di immagini presenti in mostra:
Il progetto era al tempo stesso semplice e ambizioso: riassumere in 88 stampe un’opera fotografica, quella di nostro padre, realizzata in oltre 60 anni. La prima selezione, mia sorella Anenette e io, l’abbiamo fatta nel baule delle fotografie d’epoca. La scelta è stata istintiva e rapida, dettata dalla necessità di accostare le fotografie essenziali a fotografie meno conosciute, che potessero testimoniare il suo fototropismo verso le bellezze della più normale quotidianità. La selezione delinea un mondo che non ha più nulla a che vedere con la realtà, il mondo che noi figlie abbiamo condiviso con lui. Tutti i personaggi presenti nelle foto sono fuggiti con la loro personale poetica per raggiungere un mondo del tutto immaginario.”

Al Magazzino delle Idee sono esposte tutte le tematiche su cui Doisneau ha lavorato: la vita quotidiana, la vita di strada, i sobborghi, Parigi, i bambini, la ricostruzione della Francia dopo la seconda guerra mondiale. Una vera e propria passeggiata nel XX secolo, attraverso le sue immagini più iconiche come il Bacio all’Hotel de Ville, la fotografia più riprodotta in assoluto nella storia della fotografia, e altre meno note al grande pubblico.

 

Fino al 23.06.2019
Per maggiori informazioni
T. +39 040 3774783
info@magazzinodelleidee.it

Liu Bolin. Visible invisible: in mostra al Mudec di Milano

MUDEC PHOTO ospita la seconda mostra fotografica dalla sua apertura a oggi e affida a Liu Bolin il compito di raccontare la sua arte in prima persona, con una performance appositamente creata per il MUDEC e soprattutto con una mostra “Visible Invisible”.
L’artista cinese di fama internazionale Liu Bolin è conosciuto al grande pubblico per le sue performance mimetiche, in cui, grazie a un accurato body painting, il suo corpo risulta pienamente integrato con lo sfondo.

Visible invisible: in mostra al Mudec di Milano

“Visible Invisible” è una mostra pensata ad hoc per gli spazi espositivi del MUDEC, promossa dal Comune di Milano-Cultura, MUDEC e prodotta da 24 ORE Cultura, in collaborazione con Boxart Gallery, a cura di Beatrice Benedetti.
Luoghi emblematici, problematiche sociali, identità culturali note e segrete: Liu Bolin fa sua la poetica del nascondersi per diventare cosa tra le cose , per denunciare che tutti i luoghi, tutti gli oggetti, anche i più piccoli, hanno un’anima che li caratterizza e in cui mimetizzarsi, svanire, identificarsi nel Tutto: una filosofia figlia dell’Oriente, ma che ha conquistato il mondo intero, soprattutto quello occidentale.
Contraddizioni tra passato e presente, tra il potere esercitato e quello subito: è la lettura opposta e complementare della natura delle cose, documentata dalle immagini di Liu Bolin. Dietro lo scatto fotografico che si conclude in un momento c’è lo studio, l’installazione, la pittura, la performance dell’artista: un processo di realizzazione che dura anche giorni, a dimostrazione di come un’immagine fotografica artistica non sia mai frutto di un caso, ma la sintesi di un processo creativo spesso complesso, che rivela la coscienza dell’artista e la sua intima conoscenza della realtà in tutta la sua complessità.È una lettura della performance fotografica che lo spazio MUDEC PHOTO accoglie in pieno, non limitandosi così a ospitare solo mostre fotografiche canoniche, ma allargando lo sguardo anche al mondo della fotografia ‘prima dello scatto’, a quell’universo di ricerca preparatoria che è essa stessa performance artistica, coinvolgimento emotivo, attesa dell’attimo perfetto, concentrazione intima e lavoro di squadra; e infine, scatto.

Mudec – Museo delle Culture
via Tortona 56, Milano
0254917 (lun-ven 10.00-17.00)
Singoli: helpdesk@ticket24ore.it
Gruppi e scuole: ufficiogruppi@ticket24ore.it

Fulvio Roiter: Il sublime quotidiano

Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola
Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola

Fulvio Roiter e la fotografia

Cresciuto nel fertile humus fotoamatoriale del Dopoguerra, è diventato professionista con il reportage di viaggio in cui rivela il suo innato senso estetico e la capacità di cogliere il lato sorprendente della prosa quotidiana.
«Voglio andare in Sicilia per vedere se posso fare il fotografo o il chimico», disse una sera a suo padre che sognava per il primogenito un futuro meno duro e incerto del suo, nel nascente polo petrolchimico di Marghera. Era il 1953 e il giovane Fulvio viveva a Meolo, nell’entroterra veneziano. Proprio suo padre una decina di anni prima gli aveva regalato una modesta Welta 24×36 con cui, da autodidatta, aveva ripreso in lungo e in largo il suo territorio. Alcune di quelle immagini le aveva portate al Circolo Fotografico “La Gondola” di Venezia, dove era riuscito a catturare l’attenzione di Paolo Monti e Gino Bolognini. I due finiscono per “adottarlo” mettendogli a disposizione la loro cultura, i loro libri e le conoscenze tecniche nella ripresa e nella camera oscura. Tornando a quella sera d’inverno del 1953, Fulvio Roiter ottiene il benestare del padre per il suo viaggio in Sicilia. Ma si tratta di un ultimatum: al ritorno dovrà decidere cosa fare da grande. Sull’isola Fulvio trova un’Italia ancora arretrata che per la sua ripresa non punta all’industrializzazione come al Nord ma alla riforma agraria e a sterili politiche assistenziali. Percorre tutta la Sicilia in bicicletta e, scatto dopo scatto, costruisce un ricco e vario percorso visivo. Dopo quasi due mesi rientra a Meolo e si affretta a sviluppare e a stampare in casa le sue fotografie. Ne spedisce un pacchetto alla prestigiosa casa editrice svizzera Guilde du Livre e aspetta; da quella risposta dipende il suo futuro. Finalmente il direttore gli scrive entusiasta, proponendogli di includere alcuni ritratti di bambini siciliani in un libro di prossima uscita. Inizia così una fruttuosa collaborazione con l’editore di Losanna che l’anno seguente pubblica il volume Venise à fleur d’eau e, subito dopo, Ombrie. Terre de Saint François con cui riceve a Parigi il Premio Nadar nel 1956. A questi seguiranno molti altri volumi di fotografie riprese in Italia e all’estero, in Spagna, Messico, Brasile e Turchia, dove, più che alimentare immaginari esotici e lontani, rivela la sua indole di cacciatore di bellezza, pronto ad accogliere in modo istintivo lo stupore con cui la realtà si presenta ai suoi occhi. Il tempo e l’esperienza, il ritorno nei suoi luoghi come Venezia, sua città di adozione, o in Paesi già visitati come il Brasile, non hanno mai tolto freschezza alle sue fotografie. «Dicono che l’abitudine distrugga l’occhio, che finisci con il non vedere niente. Può darsi, ma non vale per me, forse perché non ho mai perso la curiosità e la capacità di emozionarmi», diceva qualche anno fa. Un’idea questa che filtra nei suoi scatti essenziali e poetici della realtà, grazie ai quali ha lasciato una traccia profonda nella storia della fotografia italiana.

Per acquistare il libro clicca qui

Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola

A Monza una personale dedicata a Federico Patellani, considerato un maestro del fotogiornalismo italiano

Federico Patellani, Puglia, 1947 © Studio Federico Patellani Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea, Milano-Cinisello Balsamo

Una ragazza sorridente che «sbuca» dalla prima pagina del Corriere della Sera il giorno della proclamazione della Repubblica, nel giugno 1946. Una foto-icona che racconta la speranza di un Paese che guarda avanti dopo il fascismo e la guerra. L’autore è monzese, Federico Patellani, classe 1911, maestro del fotogiornalismo italiano. A lui è dedicata la mostra «Federico Patellani. Da Monza verso il mondo», a cura di Giovanna Calvenzi e Kitti Bolognesi, all’Arengario dal 26 maggio al 28 luglio.  Il suo lavoro, commentano il Sindaco e l’Assessore alla Cultura, a oltre quarant’anni dalla sua morte, conserva ancora uno sguardo attuale e testimonia gli sforzi compiuti dagli italiani per la costruzione di un’identità comune, fatta di molti intrecci, sfumature culturali e di costume. La mostra consentirà ai monzesi di scoprire un fotografo eccezionale e, nel contempo, di presentare in Arengario un evento di altissima qualità culturale.
Federico Patellani, uno dei più importanti fotografi italiani del XX secolo, è stato il primo fotogiornalista italiano. Già nel 1943 aveva indicato come doveva essere il «giornalista nuova formula»: un giornalista che, oltre a scrivere i testi, sapesse anche realizzare immagini «viventi, attuali, palpitanti». Patellani si avvicina alla fotografia dopo la laurea in Legge, durante il servizio militare in Africa nel 1935, quando documenta con una Leica le operazioni del Genio Militare italiano. Dal 1939 collabora con il settimanale «Tempo» di Alberto Mondadori che si rifaceva all’esperienza dell’americano «Life» adattato alla realtà italiana. Sensibile e colto narratore, testimone puntuale della società italiana, Patellani (scomparso a Milano nel 1977) racconta senza retorica l’Italia nel dopoguerra, che cerca di dimenticare il passato recente e di ritrovare le proprie radici, ma narra anche la ripresa economica di un Paese che sta cambiando pelle, passando da contadino a industriale, la moda, il costume e la vita culturale.Le curatrici hanno selezionato dal Fondo conservato presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo, costituito da quasi 700 mila immagini tra stampe originali, negativi, diapositive e provini a contatto, un centinaio di fotografie in bianco e nero che meglio rappresentano le tappe fondamentali della carriera di Patellani dalla fine della Seconda guerra mondiale alla metà degli anni Sessanta, quando il fotografo si dedicò soprattutto alla fotografia di viaggio. Il percorso espositivo è suddiviso in sezioni che rappresentano i temi più importanti della sua produzione: la distruzione delle città italiane alla fine della Seconda guerra mondiale, la ricostruzione e la ripresa economica, il sud Italia e la Sardegna, la nascita dei concorsi di bellezza e la ripresa del cinema italiano, i ritratti dei più importanti intellettuali del Novecento come Benedetto Croce, Thomas Mann, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Elio Vittorini, Bruno Munari. E grazie all’amicizia con registi e produttori come Carlo Ponti, Mario Soldati, Dino De Laurentiis e Alberto Lattuada, realizza servizi fotografici sui set di importanti film italiani e internazionali e ritrae alcuni tra i volti più noti del cinema: da Totò ad Anna Magnani, da Gina Lollobrigida a Silvana Mangano, da Vittorio De Sica a Luchino Visconti e da Sophia Loren a Roberto Rossellini.

A Monza una personale dedicata a Federico Patellani

Una sezione è dedicata alle fotografie di Monza. Alcune immagini inedite, che raccontano la città, le gite domenicali al Canale Villoresi, il Parco e l’Autodromo negli anni del dopoguerra, eleganti servizi di moda in Villa Reale e l’amico e artista monzese Leonardo Spreafico, ritratto nel suo studio. Infine un omaggio al film di Roberto Rossellini «Stromboli. Terra di Dio», a quasi settant’anni dalla sua uscita: a fianco degli straordinari ritratti di Ingrid Bergman e del regista, una bacheca con le pagine del servizio pubblicato da «Tempo» nel 1949, che documentano la realizzazione del film, i luoghi e i protagonisti, insieme ai provini delle immagini che raccontano il metodo di lavoro di Patellani.

La mostra potrà essere visitata fino a domenica 28 luglio nei seguenti orari: martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19; giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato dalle 10 alle 13, dalle 16 alle 19 e dalle 21 alle 23; domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero.

Informazioni: Ufficio Cultura ed Eventi – tel. 039/366381 – email: mostre@comune.monza.it.

 

 

1 2 3 126
0 0,00
Go to Top