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Mario Giacomelli: ha scelto la fotografia per compiere un viaggio interiore e affrontare i propri fantasmi

Io sono nessuno, da una poesia di Emily Dickinson, 1996
Io sono nessuno, da una poesia di Emily Dickinson, 1996

Mario Giacomelli

Ha attraversato la pittura, la poesia, la composizione grafica e, infine, ha scelto la fotografia per compiere un viaggio interiore e affrontare i propri fantasmi. Senza perdere mai il contatto con la realtà.

«È l’uomo nuovo della fotografia italiana», disse di lui una voce autorevole come quella di Paolo Monti, trovandosi al cospetto di alcune delle sue prime stampe. Tipografo di mestiere, appassionato di pittura, di poesia e di corse automobilistiche, prima ancora che di fotografia, Mario Giacomelli comincia a scattare da autodidatta a metà degli anni Cinquanta frequentando il circolo “Misa”, fondato da Giuseppe Cavalli. Fin da subito il suo approccio appare rivoluzionario, sia rispetto al disincanto e all’impegno civile della visione neorealista, sia nei confronti del dogma dell’irripetibilità del momento decisivo bressoniano. Per lui la fotografia non è uno strumento d’indagine sociale o di denuncia, né la testimonianza di un accadimento, ma un mezzo che gli consente di cogliere nella realtà il riflesso del suo sentire più intimo. È nelle piccole cose che popolano il mondo a lui più prossimo che cerca le grandi occasioni per appagare i bisogni della sua anima, prima del suo sguardo. «Mentre altri si arrampicavano faticosamente per raggiungere il cielo dell’arte», ricorda oggi suo figlio Simone, «lui iniziava la sua discesa nel mondo, nel flusso del tempo, fin dentro la terra, dentro se stesso, perché le sue radici, la sua genealogia, affondavano nella terra e nel sacrificio. Per lui la terra non è un concetto ma un elemento vivo di cui fare esperienza, che si incarna nel moto dell’esistenza, nel continuo inseguirsi di vita e morte, dissoluzione e coagulazione, bianco e nero». La terra, dunque, luogo simbolico carico di contraddizioni, è uno degli elementi chiave della sua poetica: materia grezza e primordiale che racchiude in sé il ciclo della vita ed metafora del suo mondo interiore, oscuro e informe, illuminato solo dai lampi fugaci del sogno, dei ricordi, dell’amore. L’immaginario di Giacomelli è di una semplicità spiazzante, anche se solo apparente.

Mario Giacomelli: uno sguardo enigmatico e complesso sul mondo

Per tutta la vita egli ritrae il paesaggio marchigiano, la costa, la natura, i muri scalcinati. E poi gli uomini, quelli con cui sente di poter tessere una muta corrispondenza: i pellegrini di Lourdes e di Loreto, gli zingari della Puglia, gli anziani ricoverati in un ospizio. Tuttavia il suo sguardo a prima vista naïf si fa via via più enigmatico e complesso. I campi arati, le case e gli alberi che riprende dall’alto, escludendo l’orizzonte e il cielo, diventano composizioni grafiche astratte, fatte di linee, graffi, macchie. Il bianco e nero denso e materico ne amplifica la sensazione di smarrimento. Nei solchi del terreno Giacomelli vede le cicatrici dell’esistenza, come rughe su un volto invecchiato. E poi l’ombra della morte che aleggia in tutta la sua opera, ora in modo esplicito nei corpi disfatti e fragili della serie Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, ora evocata da sfocature ed evanescenze o da sagome nere stagliate nel bianco delle “vecchine” di Scanno. Un’anticipazione, quest’ultima, dei “pretini” che come ombre cinesi giocano in mezzo alla neve, in un’atmosfera sospesa; immagini in cui il presagio di morte cede alla gioia di un ritorno all’infanzia, alla felicità ingenua e fugace regalata dai piccoli miracoli della vita. «Perché le ricchezze per me sono le cose piccole che per molti non hanno senso», diceva Giacomelli. Cose minime che hanno reso grande in tutto il mondo un libero – per sua scelta – fotografo della domenica.

Immagine in evidenza Io sono nessuno, da una poesia di Emily Dickinson, 1996

Mostre del Mondo: Ren Hang. Wake Up Together

Untitled, Ren Hang, 2016, Courtesy of Stieglitz19
Untitled, Ren Hang, 2016, Courtesy of Stieglitz19

Ren Hang. Wake Up Together

La scomparsa prematura dell’astro nascente della fotografia cinese Ren Hang, avvenuta nel febbraio del 2017, aveva scioccato l’intero mondo dell’arte contemporanea internazionale. Le sue opere, nonostante la giovane età, sono state celebrate nei più importanti spazi espositivi di tutto il mondo come il Foam di Amsterdam, ma anche a New York, Parigi, Atene, Vienna e molti altri. È stato uno degli autori più rivoluzionari e significativi degli ultimi anni a livello mondiale partecipando a un gruppo di artisti che da sempre lottano per la libertà creativa del popolo cinese e, come il suo illustre collega Ai Weiwei, è stato un personaggio discusso in patria, dove fu arrestato più volte, e molto apprezzato nel resto del mondo. Inaugurata lo scorso 15 novembre, la mostra Wake Up Together  alla Open Eye Gallery di Liverpool, promossa all’interno del Festival Homotopia 2018 insieme a un’altra dal titolo Where Love is Illegal , si presenta come la prima esposizione inglese degli ultimi lavori di Hang. Le sue immagini giocano sia con i nostri sensi e sul modo in cui i nostri corpi interagiscono che con ciò che ci circonda. Ha spesso fotografato i suoi amici a Pechino nudi dentro ambienti domestici, ma anche in contesti urbani e naturali. Le sue immagini sono caricate di una pura e sperimentale libertà giocosa che sprigiona un forte desiderio di affermazione della propria esistenza.

BILDHALLE
Open Eye Gallery, 19 Mann Island, Liverpool L3 1BP, Regno Unito
info@openeye.org.uk
www.openeye.org.uk
Fino al 2 Marzo 

Immagine in evidenza Untitled, Ren Hang, 2016, Courtesy of Stieglitz19

I migliori photo editor gratuiti del 2019

Photo editor gratuiti del 2019

Gli editor di foto possono trasformare i tuoi scatti e renderli incredibili; il problema è che ci sono talmente tanti programmi sul mercato che è difficile capire quale possa essere il migliore.

Noi ne abbiamo selezionati cinque

  1. GIMP:  Fra i vari usi possibili vi sono fotomontaggio e fotoritocco, conversioni tra molteplici formati di file, animazioni  e processamento in batch in linea.
  2. Paint.NET
  3. Photo Pos Pro: editor di foto completo che soddisfa tutte le esigenze in materia di fotoritocco, ottimizzazione delle immagini ed effetti speciali. L’interfaccia del programma è ingombra di icone e pulsanti, il che rende un po ‘confuso l’utilizzo a prima vista. Photo Pos Pro funziona con livelli, maschere, gradienti e trame.
  4. PhotoScape: editor adatto soptattutto ai meno esperti ma non per questo incompleto
  5. Canva: permette di creare immagini, infografiche e qualsiasi altro tipo di contenuto visuale online

L’esperienza del presente nella fotografia di Alessia Rollo

Dalla serie Fata Morgana
Dalla serie Fata Morgana

Alessia Rollo

Fotografa concettuale, ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Spagna, Italia e in Brasile. Come artista è stata selezionata per la residenza internazionale Default. Masterclass in residence a Lecce, per una residenza presso il MO.ta di Lubiana, per la Biennale dei giovani artisti nel Mediterraneo a Milano e per Bitume Photofest, esponendo le sue opere e Malaga, Salonicco e Lecce.

Intervista a Alessia Rollo

Come ti sei avvicinata al mondo della fotografia?
«Il mio incontro con la fotografia è stato casuale. Pochi mesi dopo la laurea mi sono trovata a vivere a Dublino. Capivo a stento la lingua, ma avevo una reflex con me, una Pentax analogica. La fotografia mi ha permesso di comunicare senza parole e da lì è nato il mio grande amore per le immagini».

Dialoghi italiani è un lavoro che riflette su un aspetto specifico della fotografia, la sua fragilità come supporto per la memoria umana. Lo trovo un lavoro estremamente poetico che mette in luce una forte sensibilità. Mi racconti com’è nato? E in che modo si è evoluta l’intuizione iniziale?
«Due anni fa passeggiando per la mia città trovai degli album di famiglia abbandonati vicino un bidone dell’immondizia. La maggior parte delle foto, a causa della pioggia e dell’umidità si erano sciolte, tornando a essere pura materia. Ho iniziato a ragionare sul valore indicale della fotografia, del suo limite di documento o traccia quando il nesso tra soggetto rappresentato e referente esterno si perde. Non potendo restituire la memoria a questo gruppo di persone ho deciso di frammentarla ulteriormente, attraverso un approccio quasi scientifico».

Dialoghi italiani prenderà, a breve, la forma di un libro realizzato con il contributo grafico di Kaspar Hauser. Come avete trasferito un lavoro così complesso su carta?
«Contrariamente ad altri progetti, per Dialoghi sin dall’inizio ho avuto chiaro che la sua forma di restituzione sarebbe stata un libro, forse perché coerente con gli album fotografici cui appartengono le foto. Il lavoro che tuttora stiamo realizzando con Kaspar Hauser ricuce tre aspetti del progetto: una parte più figurativa con una selezione d’immagini che evidenziano la presenza di alcuni personaggi dell’album, una parte più astratta frutto di una visione macroscopica delle fotografie e una serie di testi sul tema della memoria, della fotografia e della sua fragilità».

Uno dei tuoi ultimi progetti, Fata Morgana, è un tentativo di ricreare la complessa immagine del Salento, la tua terra d’origine, da sempre luogo di attraversamento, meta illusoria di genti in fuga e recentemente sminuito dal marketing territoriale regionale. Che cosa significa per te lavorare in Salento? Quanto sei influenzata dai luoghi in cui sei cresciuta?
«Durante il master in fotografia in Spagna, spesso commentavano i miei scatti dicendo che erano colori italiani. Credo che la luce del Salento mi abbia profondamente influenzata, così come la nostra pittura rinascimentale mi ha regalato la paletta di colori pastello che spesso uso. Fata Morgana  rappresenta la mia personale necessità di risignificare un luogo cui appartengo, spesso ridotto a cartolina turistica o stigmatizzato dalla cronaca. Questo lavoro mi ha permesso di creare un legame più profondo e personale con la mia terra».

Nella tua esperienza professionale in che modo si sono sviluppati i rapporti con la fotografia commerciale, le committenze pubbliche, il collezionismo?
«Quando un fotografo lavora raramente sa dove finiranno le sue creazioni, tranne nei casi di committenze pubbliche che danno l’opportunità di mettere la creatività a servizio di progetti altrui. Lo scorso anno, per esempio, sono stata incaricata della Regione Puglia per realizzare un racconto fotografico di alcuni borghi marini regionali. Oltre a me sono stati coinvolti dieci fotografi, di cui cinque pugliesi e cinque stranieri. Sarebbe interessante se anche in Italia, come in altri stati, gli artisti avessero maggiori opportunità di lavorare per creare nuovi immaginari e raccontare il nostro Paese»

L’Italia dei fotografi: 24 storie d’autore

Sicilia 1955 Mario De Biasi per Mondadori Portfolio 
Sicilia 1955 Mario De Biasi per Mondadori Portfolio 

L’Italia dei fotografi

M9 raccoglie con oltre 230 immagini le testimonianze dei grandi interpreti della fotografia in Italia.

M9 significa Museo del ‘900 e la sua apertura a Mestre si inserisce all’interno di un importante progetto di riqualificazione urbana. La sede, posta nell’ex convento di Santa Maria delle Grazie, ospita come prima mostra espositiva prodotta dalla Casa dei Tre Oci-Civita Tre Venezie un percorso di scoperta dedicato all’ottava arte e all’autorialità espressa dal belpaese grazie a una selezione di opere magistrali rimaste indelebili nella memoria storica. L’attenzione è posta sull’opera di uomini e donne che, dietro la macchina fotografica, sono stati attori partecipi del cambiamento in atto, osservatori e cittadini coinvolti nel flusso degli eventi.

L’Italia dei fotografi: gli autori in mostra

Ventiquattro, gli autori proposti: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Luca Campigotto, Lisetta Carmi, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Arturo Ghergo, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Nino Migliori, Riccardo Moncalvo, Ugo Mulas, Fulvio Roiter, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli e Massimo Vitali .

Nelle intenzioni del curatore Denis Curti, il focus della ricerca è dedicato agli anni del secondo dopoguerra, un periodo caratterizzato da un’attività creativa impulsiva, impetuosa e innovativa, fino alle recenti espressioni che accompagnano la lettura del presente.

Immagine in evidenza
Anni Cinquanta – Contadino sul suo asino vicino al tempio della Concordia ad Agrigento. Sicilia 1955 Mario De Biasi per Mondadori Portfolio

 

Sandy Skoglund. Visioni Ibride: in mostra a Camera Torino

Sandy Skoglund. Visioni Ibride

Dal 24 gennaio al 23 marzo, CAMERA ospita la prima antologica dell’artista statunitense Sandy Skoglund (1946), curata da Germano Celant. In mostra trenta lavori, dalle prime serie fotografiche prodotte a metà degli anni Settanta alle grandi composizioni dei primi anni Ottanta, che hanno dato all’artista fama internazionale. In particolare, si possono ammirare Radioactive cats del 1980 e Revenge of the goldfish del 1981, rivisitazioni surreali e stranianti di ambienti familiari dai colori improbabili, invasi da gatti verdi e pesci volanti. L’esposizione sarà anche l’occasione per ammirare l’inedita opera Winter, alla quale l’artista ha lavorato per oltre dieci anni.

TORINO, CAMERA – Via Guido Reni 4/a
www.camera.to

Muore per congelamento la scalatrice star dei social: le sue foto in bikini le sono costate la vita

Muore per congelamento la scalatrice star dei social

Gigi Wu, 36 anni conosciuta sui social come “Bikini Climber” è tragicamente scomparsa a seguito del congelamento avvenuto dopo una caduta durante una scalata.
Secondo quanto riportato da Taiwan News, la scalatrice si trovava in escursione da venticinque giorni quando è inciampata ed è caduta per circa trenta metri lungo un burrone della montagna di Yushan. Il forte impatto ha causato alla scalatrice una ferita alla gamba, che la stessa ha prontamente postato sui social, che le ha impedito di muoversi. I soccorsi, secondo quanto riferito dalla stampa locale, sono giunti sul luogo del sinistro solamente diverse ore dopo a causa del cattivo tempo, quando ormai per Gigi Wu non c’era più nulla da fare. Morta congelata, forse a causa del suo abbigliamento?
Ricordiamo infatti che la scalatrice aveva un enorme seguito sui maggiori canali social, sopratutto per i selfie che la stessa era solita scattarsi in cima alle montagne, vestita solo con un bikini.
Che questa sua voglia di apparire, di essere famosa sfidando il cattivo tempo e il freddo delle montagne più alte del mondo, l’abbia condotta verso questa fine?

ASPAwards, proroga al 17 febbraio 2019: svelato il premio sponsor “Fujifilm” e “Il Fotografo”

Svelato il premio sponsor “Fujifilm” e “Il Fotografo”

Sarà possibile inviare le proprie foto e partecipare così all’ASPAwards fino al 17 febbraio 2019. E’ questa la nuova dead line dell’Alghero Street Photography Awards, il Festival Internazionale della Fotografia di Strada e d’Autore promosso e organizzato dall’associazione culturale “Officine di Idee” giunto alla seconda edizione.
Colonna portante del festival è il concorso internazionale, un’opportunità di riflessione, osservazione di una realtà che muta velocemente, contatto con un mondo complesso. Aperto dal 1 novembre 2018, ci sarà tempo fino al 17 febbraio 2019 per caricare le fotografie sul sito www.aspawards.com. Tre le categorie principali “Fotografia di Viaggio”, “Fotografia Documentaria” e “Fotografia di strada”, cui si aggiungono la categoria “Fotografia di ricerca” e “Insula/Insulae” (tema speciale che dovrà essere sviluppato interamente nel territorio della Sardegna). ASPAwards si caratterizza da subito per una grande possibilità espressiva, un’eterogeneità che dà libero accesso a diverse tipologie di linguaggio, differenti sguardi sul mondo. A queste si aggiunge il “Premio Blow-Up”: Non una categoria vera e propria, ma un percorso a latere, il “Premio è un riconoscimento speciale che indica il passo e la visione di ASPA, ne rivela il mood e la poetica, e sarà conferito a lavori che, fra tutti i progetti presentati in tutte le categorie, si distinguono per un’audace lettura di argomenti rilevanti nel quotidiano, ardimento giornalistico, coraggio di indagine, maturità espressiva e una particolare attinenza al tema dell’edizione che, in questo secondo anno, si concentra sulle migrazioni.

ASPAwards: la giuria e il festival

Tutti i partecipanti sottoporranno i loro lavori alla valutazione di un’importante giuria, composta di fotografi, creativi, curatori e critici di fama internazionale. Loro sono Valerio Bispuri, Simone Sbaraglia, Siegfried Hansen, Viviana Gravano, Ivo Serafino Fenu, Ezio Ferreri, Salvatore Ligios e Sonia Borsato (direttore artistico Aspa).
Il festival ASPA avrà da cornice la splendida città di Alghero e si aprirà venerdì 26 aprile 2019 con la serata di premiazione presso il Teatro Civico. Proseguirà con un calendario pensato per accontentare un pubblico eterogeneo, alternando momenti di formazione per professionisti ma anche per un pubblico molto più giovane, incontri di riflessione, mostre e installazioni urbane. Un’occasione per mettere a fuoco l’oggi, coltivando uno sguardo che sia autentico, responsabile, etico ed estetico al tempo stesso. Il tutto declinato in una città che si spalanca al mondo e che sa fare della cultura e dell’accoglienza i pilastri del contemporaneo. Anche per il 2019 fulcro delle installazioni sarà l’ex Mercato Ortofrutticolo di Piazza Pino Piras.

ASPAwards: la premiazione

Per l’ASPAuthor 2019 è previsto il premio in denaro di 1000,00 euro, mentre ai migliori autori nelle diverse categorie andranno 500,00 euro. Previsti il Premio Giovani (serie e singola), il Premio Blow-Up e le menzioni d’onore. Tutti i premi saranno consegnati ai vincitori in diretta streaming durante la serata di gala che si terrà presso il Teatro Civico di Alghero venerdì 26 aprile 2019, col vincitore assoluto del concorso che sarà proclamato dalla giuria riunita in seduta comune sulla base delle opere dei vincitori delle singole categorie.
“Fujifilm” e “Il Fotografo” offriranno la possibilità a un fotografo – selezionato tra i 40 semifinalisti (serie/singole) di tutte le categorie in concorso (“Viaggio”, “Documentario”, “Fotografia di strada”, “Fotografia di ricerca” e “Tema speciale”) – di realizzare un lavoro autoriale nel territorio di Alghero. Il fotografo sarà coadiuvato dall’associazione “Officine di idee” che lo supporterà in tutte le fasi organizzative fornendogli contatti e assistenza durante la realizzazione del progetto. Al vincitore sarà fornito in prestito un corredo fotografico “Fujifilm” di ultima generazione e il suo progetto sarà in seguito pubblicato sulla prestigiosa rivista “Digital Camera” con un articolo di 5 pagine a lui dedicate.

Tutti i dettagli su come partecipare al contest, le biografie dei giudici, i premi e il festival su www.aspawards.com

FUJIFILM TRADE-IN GFX 50S: scattare col medio formato Fujifilm è una realtà!

FUJIFILM TRADE-IN GFX 50S

È il momento giusto per passare al medio formato FUJIFILM e avvalersi per ogni tipo di scatto fotografico di un sistema versatile e affidabile. Sino al 30 aprile 2019, FUJIFILM supervaluta la vecchia attrezzatura fotografica riconoscendo uno sconto molto allettante per l’acquisto di GFX 50S.
FUJIFILM schiera tra le sue attività promozionali il Trade-In dedicato alla GFX 50S, la fotocamera digitale mirrorless dotata di sensore medio formato, pari a 43,8×32,9mm da 51,4 Megapixel. Caratterizzata da un ricercato design e da un’ottima operatività, GFX 50S, con gli obiettivi FUJINON rappresenta il culmine dell’esperienza Fujifilm in materia di design, progettazione ottica, qualità delle immagini e progettazione di circuiti, maturata nel corso di molti anni dedicati allo sviluppo di pellicole fotografiche, obiettivi per fotocamere di grande e medio formato.
Sino al 30 aprile 2019, coloro che acquisteranno, presso un rivenditore autorizzato “GFX Authorised Specialist” la fotocamera GFX 50S permutando un prodotto full frame o medio formato, tra quelli ritenuti idonei per la promozione, riceveranno una super valutazione pari a 500 euro iva compresa.
Per questa promozione sono da ritenersi validi solo prodotti nuovi e che siano stati distribuiti da FUJIFILM ITALIA S.p.A. (entro la fine del periodo di validità della promozione)

Per maggiori dettagli sulla promozione e per conoscere i prodotti full frame e medio formato validi per la promozione, visitare http://blog.fujifilm.it/promozioni

Per conoscere la lista dei rivenditori GFX Authorised Specialist visitare il sito www.fujifilm.it/aree/supporto/acquistare/RicercaFdp.asp

Andrea Nannini è il vincitore del Tuscany Photo Contest di Cna Toscana Centro

Andrea Nannini  vince il Tuscany Photo Contest

Andrea Nannini è il vincitore del Tuscany Photo Contest di Cna Toscana Centro. Il fotografo ha, difatti, saputo raccontare il lavoro artigiano attraverso i suoi scatti che sono stati realizzati all’interno dell’azienda Artigiangomma di Quarrata.
Come commenta Elena Calabria, presidente della giuria, a La Voce di Pistoia “Raccontare il lavoro quotidiano all’interno delle nostre aziende è fondamentale per comunicare il valore di quello che facciamo. La forza di queste immagini è straordinaria per comunicare l’unicità del nostro lavoro”.

Tuscany Photo Contest : la giuria

La giuria era composta da Emanuele Nespeca, presidente CNA Toscana Cinema,  Gianpiero Alfarano, professore disegno industriale presso l’ Università di Firenze e Fabio Fiaschi, maestro fotografo.
Quattro i partecipanti al contest: Andrea Nannini, Luca Nutile, Fabio Casati, Paolo Battistini che hanno raccontato dodici aziende di Prato e Pistoia.
I lavori saranno esposti sia a Prato che a Pistoia nel corso di due mostre che sono in fase di organizzazione.

Immagine in evidenza Report Pistoia

I tre elementi essenziali della fotografia paesaggistica

Fotografia paesaggistica

Scegliere un genere di fotografia significa trascorrere anni, mesi e giorni elencandone pregi e difetti,  regole e suggerimenti, al fine di trasformare la passione in un successo.
Ma a volte  basta semplicemente ricordare a noi stessi quali siano i fattori essenziali della nostra fotografia, proprio come ci spiega Steve O’Nions, che con questo video vuole far capire quali siano gli elementi essenziali della fotografia di paesaggio: la posizione, la luce, la composizione e la fotocamera.
Steve O’Nions ritiene che la fotocamera sia un fattore meno importante e più attinente ai gusti di fotografo, rispetto alla
 posizione e alla composizione, e soprattutto alla luce; fondamentale è, difatti, saper leggere e interpretare la luce giusta per ottenere lo scatto che si desidera.
Di seguito il video di Steve O’Nions

 

Fonte fstoppers.com

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