Author

Vanessa

Vanessa has 2019 articles published.

Vanessa
Social Media

Il senso di libertà nelle opere di Vanzaghi e nel libro “No Mafia” di Calì. Una mostra in carcere

Negli spazi dell’ex Carcere di Sant’Agata a Bergamo anche la testimonianza dell’imprenditore siciliano che ha detto no alla criminalità organizzata

L’assenza di libertà: fisica e mentale. Le carceri come spazio concreto di detenzione o come metafora di costrizione rappresentato dalla mafia. E ancora l’identità e l’originalità come “valori” che resistono ad ogni forma di oppressione. “Dimensioni” diverse ma che trovano un linguaggio comune nella mostra di Francesco Vanzaghi che ha esposto le sue opere in un luogo scelto ad hoc: nell’ex Carcere di Sant’Agata (locali dell’EXSA) grazie al sostegno dell’Associazione “MAITE – Bergamo Alta Social Club” e dell’iniziativa “Emerging Art Sharing”. Ma non solo arte: ad esprimere il senso di oppressione, mancanza di aria e di libertà per bocca di chi l’ha vissuta in prima persona, è stato il libro “No Mafia” di Gianluca Maria Calì, presentato nello stesso spazio della mostra. “La mia indagine pittorica trova una collocazione ideale in questa location – ha spiegato l’artista Francesco Vanzaghi -, dove alla costrizione penitenziaria viene contrapposta una dissacrante interpretazione degli spazi: l’uomo è fisicamente imprigionato, la sua mente non potrà dirsi altrettanto” spiega l’artista Francesco Vanzaghi, che continua: “avrà sempre una via di fuga, persino dalle inferriate e le chiusure a doppia mandata. Ho voluto celebrare la libertà, l’identità e l’originalità di ciascuno proprio nel posto che per antonomasia dovrebbe privarti di tutto ciò; così alle spalle di una sedia da lobotomizzazione troverete una ridente e gioiosa ballerina di Vaudeville, magari la stessa a cui affidava i propri pensieri l’ imprigionato”.

Il senso di libertà nelle opere di Vanzaghi

La mostra, allestita solo per qualche giorno ha ospitato al suo interno la presentazione, moderata dal Procuratore Generale aggiunto Onorario della Corte di Cassazione – Benito Melchionna, del libro NO MAFIA di Gianluca Maria Calì, imprenditore siciliano che ha detto no alla mafia. Il 3 aprile 2011 Calì subiva un primo attentato mafioso per aver rifiutato di pagare il pizzo. Sempre nello stesso mese di aprile del 2011 si aggiudicava all’asta presso il Tribunale di Palermo la villa di proprietà di Michelangelo Aiello e Michele Greco, bene confiscato, per trasformarla in casa vacanze dove svolgere attività legali e che offrono opportunità di lavoro nel rispetto delle norme. Da qui “avvertimenti” e atti intimidatori denunciati hanno come effetto la condanna dei mandanti mafiosi e degli esecutori.

Il libro “No mafia”, la cui prefazione è a cura del Procuratore Generale di Bologna Dott. De Francisci, racconta le vicende di Gianluca Maria Calì, che oggi può dire con fierezza di “aver raggiunto l’obiettivo di essere un imprenditore libero e non compromesso, proprio come Libero Grassi, mio esempio”,

Henri Cartier-Bresson in Cina. Il nuovo libro de “L’occhio del secolo”

E’ finalmente disponibile il nuovo libro edito da ContrastoHenri Cartier-Bresson in Cina. E’ questo il titolo di questo nuovo volume di 288 pagine, di cui 130 fotografie in bianco e nero del fondatore della Magnum Photos. Il volume è curato da Michel Frizot e Ying-lung Su ed esce in contemporanea con la mostra alla Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi. ( Per vedere il video sulle opere e la vita di Henri Cartier Bresso clicca qui)
Henri Cartier-Bresson, dopo aver fondato la Magnum Photos da appena diciotto mesi, parte per Pechino per realizzare un reportage, commissionato dalla rivista americana Life, sulla caduta del governo del Kuomintang e la conseguenziale fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Il fotografo si vede costretto a lasciare la città dopo soli dieci giorni; da lì si sposta a Shanghai e assiste al “Gold Rush” (da cui deriva il suo scatto più famoso della folla accalcata all’ingresso delle banche): decide così di trattenersi per altri 10 mesi, al fine di seguire il flusso degli eventi. Cartier-Bresson rimane folgorato dalla civiltà cinese, dalla cultura e dalla tradizione (si convertirà al buddismo) ed è anche per questo che decide di ritornarci dieci anni dopo.

Henri Cartier-Bresson: “L’occhio del secolo”

Henri Cartier-Bresson in Cina ci permette di rilevare un modus operandi preciso del fotogiornalista, che documenta gli avvenimenti politici, appunta sensazioni e stati d’animo, scrive lettere ai genitori e mantiene i contatti con le più importanti riviste mondiali, collegando tutto puntualmente alle immagini. Grazie al suo sguardo profondo e partecipe, all’attenzione verso il “fattore umano”, al senso di responsabilità per il ruolo del fotografo-testimone, le immagini della Cina sono straordinarie, perfette nella loro sintesi tra poesia e documentazione e confermano la grandezza dell’autore – vero “occhio del secolo” della fotografia del Novecento.

Fonte contrastobooks.com

Cuore e Parole: al via l’asta fotografica contro il bullismo

Isabella Ferrari fotografata da Toni Thorimbert. Base d'asta: 600 euro

Ventisette scatti di personaggi del mondo dello spettacolo e immagini di straordinari paesaggi italiani realizzati da grandi fotografi saranno messi all’asta a Milano il 12 dicembre.

L’associazione Cuore e Parole in collaborazione con il magazine RCS e Sotheby’s, organizza a Milano, nella Sala degli Arazzi del Museo d’Arte e Scienza, un’asta fotografica per raccogliere fondi da destinare alle attività di Vallazze26,  luogo confiscato alla criminalità organizzata  diventato punto di ascolto, orientamento e motivazione per giovani ragazzi con problemi di disagio che assumono forme diverse: dal bullismo al cyber-bullismo, dipendenze, azzardo e dispersione scolastica.

Associazione Cuore e Parole

L’associazione Cuore e Parole Onlus è impegnata dal 2004 nel contrasto e nella prevenzione del disagio giovanile con laboratori formativi, percorsi edu-creativi, workshop e iniziative artistiche  studiati per le 3 fasce scolastiche, che nei primi 13 anni di lavoro hanno coinvolto 150.000 studenti con le loro famiglie e 13.000 scuole di tutta Italia con i loro docenti.

Cuore e Parole si impegna a prevenire:

  • la violenza in ogni sua forma
  • il bullismo e il cyberbullismo
  • l’emarginazione e la discriminazione
  • le dipendenze da alcolici, tabagismo e sostanze stupefacenti
  • le dipendenze web-mediate
  • l’azzardo
  • i disturbi alimentari
  • la dispersione scolastica

Cuore e Parole si impegna a promuovere:

  • il rispetto delle regole, dell’etica e della legalità
  • le scelte consapevoli e responsabili per il benessere di sé e della collettività, anche in ambito digitale
  • il valore della condivisione, della cittadinanza attiva, del volontariato e della solidarietà
  • la valorizzazione delle differenze di genere e di etnia
  • l’esercizio della creatività e lo sviluppo dei talenti individuali come strumento di espressione del sé
  • la cultura della salute e del benessere psico-fisico
  • l’alleanza educativa scuola-famiglia

 

Astronomy Picture Of the Day: un italiano scelto dalla Nasa

IVAN PEDRETTI

La Nasa ha scelto questa splendida immagine, scattata dal fotografo Ivan Pedretti durante una notte di giugno, in Sardegna, come Astronomy Picture Of the Day.
Il paesaggio è stato immortalato dall’estremità meridionale dell’isola, vicino al faro di Capo Spartivento, con l’obiettivo della fotocamera verso l’Algeria.
Sullo sfondo si vedono la Via Lattea e la nostra Galassia. Lo scatto è stato immortalato con un’esposizione di 25 secondi e un grandangolare mentre sul mar Mediterraneo è in corso un temporale minaccioso.

Ivan Pedretti è un fotografo professionista di Cagliari che ha vinto diversi premi fotografici importanti, tra cui, nel 2014, il Sony World Photography Awards, con la foto “starry lighthouse”, esposta poi alla Somerset House di Londra.

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando quiPuoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

Facebook: il nuovo strumento per trasferire le foto direttamente nel Cloud

Facebook si sa, non è nuovo a colpi di scena e arriva giusto oggi l’annuncio del lancio di un nuovo strumento per il trasferimento di foto, attraverso un sistema crittografato, che consente agli utenti di inviare le proprie foto direttamente al servizio di archiviazione Foto di Google. Questa nuova funzione di portabilità foto viene offerta, per il momento, ai soli utenti irlandesi. Irlanda dove ha sede il quartier generale internazionale dell’azienda. Facebook afferma che sta ancora testando e modificando la funzionalità in base ai feedback, ma prevede che la “disponibilità mondiale” sarà per la prima metà del 2020. Suggerisce inoltre che il porting su altri servizi di archiviazione di foto sarà supportato in futuro, oltre a Google Foto. Ancora però non sono stati rivelati quali sono i servizi che saranno aggiunti. Facebook, social media e social network a scopo commerciale lanciato il 4 febbraio 2004, ha comunicato che lo strumento di condivisione foto si basa sul codice sviluppato attraverso la sua partecipazione al Data Transfer Project , uno sforzo di collaborazione iniziato lo scorso anno che è attualmente supportato da cinque giganti della tecnologia (Apple, Facebook, Google, Microsoft e Twitter) che si sono impegnati a costruire “un comune framework con codice open source in grado di connettere due provider di servizi online, consentendo una portabilità dei dati diretta e avviata dall’utente tra le due piattaforme”.

Facebook e il nuovo strumento per trasferire le foto nel Cloud: problematiche

Facebook indica, in un documento sottoscritto a settembre, delle “regole chiare” per governare i tipi di dati che dovrebbero essere portatili e “chi è responsabile della protezione di tali dati quando si spostano verso diversi fornitori”. Dietro a tutte queste mosse c’è ovviamente l’incombente minaccia della regolamentazione antitrust, con i legislatori e le agenzie su entrambe le sponde dell’Atlantico che osservano da vicino la stretta delle piattaforme su mercati e dati. Facebook, attraverso questo strumento si pone l’obiettivo di “aiutare a mantenere la concorrenza tra i servizi online”. È certamente vero che la portabilità dei dati può essere utile per incoraggiare le persone a sentirsi liberi di effettuare trasferimenti da un servizio ad un altro. Tuttavia è anche una situazione ancora un po’ torbida – specialmente quando, in primo luogo la piattaforma in questione è un social network come Facebook e, in secondo luogo il valore derivato dai dati viene mantenuto dalla piattaforma indipendentemente dal fatto che le foto stesse viaggino altrove. E difatti Facebook elabora i dati caricati dagli utenti, come le foto, per ottenere informazioni personali e procedere poi alla profilazione degli utenti ai fini del targeting degli annunci. Di conseguenza anche se si invieranno le foto altrove ciò non riduce le informazioni che Facebook ha già memorizzato su un utente, dopo aver elaborato selfie, foto di gruppo, foto di bambini, scatti di animali domestici e così via.

 

 

3 dicembre, Giornata Internazionale delle persone con disabilità

Il 3 Dicembre ricorre la Giornata internazionale delle persone con disabilità proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.
La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. La Convenzione invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili.  L’articolo 9 della Convenzione rubricato accessibilità si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.

“ Le diversità sono proprio la ricchezza, perché io ho una cosa, tu ne hai un’altra, e con queste due facciamo una cosa più bella, più grande. E così possiamo andare avanti. (Papa Francesco)”

L’arte come forma di espressione del disabile

Anche il mondo della fotografia, negli ultimi anni, ha cercato di indagare il mondo dei disabili. Si ricordi, a titolo esemplificativo, Il fotografo Roberto Salvatore Sirchia ( per il nostro articolo clicca qui), che nel mese di Ottobre, in anteprima nazionale, ha inaugurato “Roberto Salvatore Sirchia. La ricerca del Paradiso”, la nuova mostra del fotografo milanese dedicata al mondo della disabilità. L’autore ha esposto una selezione di immagini tratte dal suo reportage realizzato tra il marzo e il maggio scorso nelle aule della scuola della Fondazione Giovanni e Irene Cova, dove ha seguito il percorso formativo di Kristian, un ragazzo sordo e con ritardo mentale. Uno degli obiettivi del progetto sin dall’inizio è stato quello di far emergere la disabilità non come deficit ma come una risorsa. E perché questo avvenisse e fosse mostrato al mondo la scuola ha deciso di contattare Roberto Salvatore Sirchia, fotografo specializzato in street photography particolarmente bravo a cogliere la personalità emotiva dei suoi soggetti.  Un’esperienza che ci auguriamo possa ripetersi.

 

“Per me, la vita è il dono che Dio vi ha fatto. Il modo in cui vivete la vostra vita è il dono che voi fate a Dio.  Fate in modo che sia un dono fantastico”. Leo Buscaglia (dal libro, di cui è autore, “Vivere, Amare, Capirsi”, edizioni Mondadori)

Una selezione di libri che hanno per protagonista la Fotografia

Fantastici romanzi sulla fotografia

Abbiamo selezionato alcuni romanzi da avere assolutamente che presentano, come protagonista, la fotografia.

  • The Woman in the Photograph by Dana Gynther: una vivace ricreazione del tempo in cui Lee Miller ha incontrato Man Ray e una drammatizzazione di come il fotografo americano Lee Miller è stato mentore di Man Ray, in una Parigi degli anni ’20.
    Per acquistare il romanzo clicca qui

  • The Only True Genius in the Family by Jennie Nash: un romanzo sul significato dell’esistenza vissuta nell’ombra di un famoso padre.  Il romanzo si concentra sulla vita di Claire, un fotografo commerciale il cui lavoro paga l’affitto, ma che giace avvolto nell’ombra del suo leggendario padre fotografo paesaggista.

Per acquistare il romanzo clicca qui

  • 18% Gray di Zachary Karabashliev: un commovente tributo al potere riparatore della fotografia. Il romanzo narra la storia di un immigrato a New York che riscopre se stesso attraverso la fotografia. Una storia d’amore carica di suspense, oscuramente umoristica, piena di passione per la creatività e la fotografia attraverso il personaggio di Zack, un immigrato bulgaro a New York.

Per acquistare il romanzo clicca qui

  • Moments Captured by Robert J. Seidman: il racconto romanzato di come Eadweard Muybridge ha inventato una nuova tecnologia fotografica. Edward Muybridge decide di aprire la strada a una nuova tecnologia fotografica. Ma è quando si innamora di Holly Hughes che il suo desiderio trova la sua ragione animatrice.

Per acquistare il romanzo clicca qui

 

La tutela del diritto d’autore in Rete

Lo scorso 26 marzo il Parlamento europeo ha votato a favore della nuova, e molto discussa, direttiva Ue per la tutela del diritto d’autore in Rete. Già proposta e bocciata nel luglio 2018, la legge ha subito diverse modifiche in seguito a un acceso dibattito tra esperti di diritto, attivisti, gestori di piattaforme digitali e grandi gruppi editoriali e d’intrattenimento. Il provvedimento ha voluto rispondere all’urgenza di aggiornare una regolamentazione sul copyright ferma a un testo del 2001, adeguando le leggi pensate per un modello web profondamente diverso da quello che conosciamo oggi. L’obiettivo principale che ha mosso le intenzioni della commissione è stato quello di alzare il livello di protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi adattando le norme a un mercato monopolizzato da colossi internazionali che fatturano sfruttando l’uso gratuito di contenuti prodotti da terzi. A tal proposito le grandi major digitali dovranno assicurare la stipula di licenze con i legittimi proprietari dei diritti o la rimozione dei contenuti protetti da copyright. Se fin qui il provvedimento mette d’accordo molti nelle sue intenzioni, gli articoli che sollevano le maggiori perplessità e mettono gli editori e produttori creativi contro piattaforme come Google, Facebook, Instagram e YouTube sono gli articoli 15 e 17. In questi articoli, in buona sintesi, si legge che è diritto esclusivo degli editori di giornali di autorizzare o vietare la riproduzione e pubblicazione online dei loro contenuti di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi. Tuttavia la norma non prevede che le grandi piattaforme web facciano un controllo preventivo ma che stipulino una licenza con gli aventi diritto condividendo, di fatto, con loro una fetta degli enormi profitti.

Il dilemma è diritto d’autore o diritto d’espressione?

Non sono dello stesso parere colossi come Wikipedia, la grande enciclopedia mondiale, che ritiene che questi provvedimenti possano danneggiare e limitare seriamente la libertà di espressione sulla Rete, tanto da oscurare per alcuni giorni le proprie pagine alla vigilia del voto. Certamente c’era una forte necessità di maggiori regole sulla riproduzione incontrollata in Rete di contenuti creativi, fattore che negli ultimi anni è stato uno dei tanti che ha provocato la grande crisi editoriale, ma dall’altra
parte una legislazione del genere può essere usata per manipolare la libertà di condivisione di pensiero alla base di Internet. Il dilemma è diritto d’autore o diritto d’espressione? Si aprono le riflessioni

Lo scoiattolo vola sull’acqua: lo scatto fa il giro del mondo

Il fotografo olandese Dick van Duijn ci sorprende ancora una volta. Dopo la pubblicazione delle meravigliose immagini di una scoiattolo ripreso mentre odora dei fiori, che hanno fanno il giro del mondo in poche ore e sono state pubblicate sul New York Post, sul Daily Mail, e su Fox News( per vedere le foto clicca qui), il fotografo ha condiviso sul suo profilo Instagram una nuova meravigliosa immagine di uno scoiattolo che sembra volare sull’acqua.
La fotografia è stata scattata in una foresta nei Paesi Bassi. Dick van Duijn ha trascorso l’intera giornata, dall’alba al tramonto, ad attendere il momento perfetto e la pazienza ha dato i suoi frutti: lo scoiattolo che sembra volare sull’acqua stringendo tra i denti una noce sembra un’opera d’arte.  La fotografia è stata scattata con una Nikon D5 DSLR e un obiettivo Nikon 300mm f / 2.8 VR II.
Dopo aver condiviso le foto sul suo profilo Instagram, Van Duijn sta ancora una volta vedendo il suo lavoro fare il giro del mondo.

I segreti per scatti perfetti della natura cliccando qui 

Cinque segreti per foto naturalistiche perfette

La ripresa naturalistica è un genere fotografico di grande fascino, molto emozionante, che conquista un numero sempre crescente di appassionati che si uniscono ai molti professionisti impegnati in questo settore. È un tipo di attività fotografica che richiede molta pazienza e pratica per ottenere buoni risultati. Inoltre richiede buone competenze tecniche, conoscenza dell’ambiente naturale in cui si opera e delle abitudini della fauna. Esiste una precisa etica associata a questo genere fotografico strettamente legata alla volontà di sensibilizzare il pubblico verso le problematica ambientali e di celebrare la bellezza della natura.

Scopriamo 5 tecniche base per la fotografia naturalistica

PIU’ LUNGO È, MEGLIO È MA NON SEMPRE…
Di solito nella foto naturalistica più lunga è la focale che decidiamo di utilizzare meglio, 500mm o più. Se usi una reflex con sensore APS-C ricordati del fattore di crop che moltiplicherà la lunghezza focale. Per ottenere foto d’impatto di animali nel loro habitat, al contrario, prova a usare un obiettivo grandangolare. Posiziona la fotocamera su un supporto e scatta da lontano usando un telecomando. Ci vorrà un po’ perché i tuoi soggetti si abituino alla fotocamera. Prova ad attirarli piazzando del cibo nei punti in cui vuoi inquadrare.

SFOCA LO SFONDO
In genere, le foto di animali funzionano meglio se riduci il più possibile la profondità di campo. Un obiettivo con una focale lunga è già un buon punto di partenza, usalo con il diaframma aperto al massimo per sfocare il più possibile lo sfondo. Scattare a distanza ravvicinata, significa avere una profondità di campo di pochi millimetri, ma uno sfondo può distrarre anche se è completamente sfocato. Fai attenzione alle forme più chiare e troppo riconoscibili sullo sfondo e sposta la fotocamera per eliminarle dall’inquadratura.

COME ESPORRE
Il modo d’esposizione che usi più di frequente dipende solo dal tuo gusto personale. In fondo, puoi usare i modi P, A, S o M della tua fotocamera e ottenere comunque risultati identici. Per la foto naturalistica, spesso vorrai ridurre la profondità di campo il più possibile per evitare sfondi che possono distrarre e per mantenere il tempo d’esposizione rapido. Per questo motivo, il modo migliore da usare è la priorità dei diaframmi (A), se vorrai variare la luminosità della scena, potrai usare la compensazione dell’esposizione. Lavorando così, dovrai fare più attenzione, ma avrai il vantaggio di poter compensare l’esposizione molto velocemente.

TEMPI RAPIDI
Per fare foto agli uccelli in volo, ti servirà un tempo d’esposizione più rapido di quanto tu possa immaginare. Con una focale lunga, probabilmente sarà necessario un tempo d’esposizione di 1/2.000sec. Di conseguenza, dovrai usare un diaframma aperto e un’alta sensibilità ISO.

ALLENATI AL PARCO
Per fotografare gli animali nel loro ambiente naturale, possono essere necessarie ore d’attesa se non giorni, quindi non potrai permetterti di perdere delle opportunità così rare per realizzare buone foto, e le tue capacità fotografiche dovranno essere perfette. Ma come puoi allenarti velocemente a fotografare gli animali? Il modo più semplice è quello di visitare parchi, oasi naturalistiche e riserve. In questi luoghi, gli animali sono più abituati alla presenza umana e si trovano in zone delimitate. Questo “allenamento” ti aiuterà a prevedere e gestire i movimenti degli animali e a prendere familiarità con molte situazioni che si presenteranno quando scatterai in contesti

Sotheby’s mette all’asta le storiche fotografie delle missioni lunari della NASA

Con l’avvicinarsi del periodo natalizio Sotheby’s ha organizzato un’asta online davvero particolare, dedicata interamente al tema della Luna e della fotografia. Quale migliore occasione per accaparrarsi una fotografia storica delle missioni lunari della NASA?
In asta solo pezzi unici e originali di grandissimo valore, con prezzi che possono arrivare a ben 9.000 dollari per le foto scattate dagli astronauti Nasa durante le missioni Apollo.
La collezione si compone di fotografie Red Number, in gelatina d’argento. Troviamo inoltre stampe firmate da Jack Fletcher, Buzz Aldrin e LMP Fred Haise.  Tra le più pregiate le Red Number con la sigla di identificazione apposta dalla NASA e che arrivano direttamente dalla stamperia dell’agenzia spaziale statunitense.

Per vedere l’intera collezione clicca qui 

 

Dentro la vita e le opere di Diane Arbus, la “fotografa dei mostri”

Child with a toy hand grenade. Diane Arbus

In questo video Martin Kaninsky di All About Street Photography,ci racconta la vita e le opere di Diane Arbus, una delle fotografe più note e anche più controverse, chiamata anche la “fotografa dei mostri“.  Diane è nata Diane Nemerov nel 1923 a New York da genitori ebrei immigrati dalla Russia sovietica. Erano piuttosto ricchi, poiché possedevano Russeks, un grande magazzino sulla Quinta Avenue. Arbus ricevette la sua prima macchina fotografica (una fotocamera Graflex) subito dopo essersi sposata all’età di 18 anni. Suo marito era un fotografo dell’esercito americano nella seconda guerra mondiale. Ha iniziato a prendere lezioni di fotografia con Berenice Abbot, fotografa nota per i suoi ritratti.
Nel 1946, Diane e suo marito fondarono la Diane & Allan Arbus: anche se i coniugi non amavano molto la fotografia di moda, l’azienda produceva fotografie per riviste di moda come Vogue, Glamour o Seventeen. Il duo ebbe un discreto successo.  In quegli anni i due lavorano sodo e guadagnano molto: la televisione era agli inizi e i clienti investivano milioni di dollari nella carta stampata. Entrambi però non amano particolarmente questo lavoro: Allan, da sempre, desidera diventare un attore e Diane si sente inadeguata a quel tipo di vita professionale. Il suo obiettivo è di intraprendere dei progetti personali, senza farsi assorbire dai commissionati per le riviste di moda e dall’esecuzione dei layout delle agenzie pubblicitarie. Nel 1957 decidono di provarci così Allan si iscrive a un corso di mimo, pur mandando avanti lo studio per mantenere la famiglia, e Diane inizia ad andare in giro e a fotografare liberamente. La storia narrata da Fur , piuttosto romanzata, si colloca proprio in questo periodo di passaggio. Nel palazzo dove vive, Diane Arbus, interpretata da Nicole Kidman, incontra Lionel, ex fenomeno da circo completamente coperto di pelo che si farà fotografare solo dopo averla messa alla prova. Lionel, interpretato da Robert Downey Jr., le presenterà i suoi amici, anch’essi conturbanti nelle loro deformità. I due si innamoreranno e lui alla fine morirà. Il film, dai toni favolistici, riecheggia le atmosfere disneyane di La Bella e la Bestia e di Alice nel Paese delle Meraviglie . Ad assorbire i pensieri di Diane sarà invece il film, Freaks , il film del 1932 di Tod Browning. In questo film maledetto, di cui per anni fu vietata la proiezione– cominciò a essere considerato un capolavoro solo dagli anni Sessanta in poi –, degli esseri deformi interpretano personaggi che si esibiscono in un circo e che si vendicano per essere stati ingannati da una donna che non ha nessun rispetto per loro. Diane vide Freaks , sembra su suggerimento della fotografa di origine austriaca Lisette Model, che nel frattempo era divenuta sua insegnante di fotografia alla New School di New York. Colpita da quel mondo, da quella verità cruda e lasciata ai margini, prese coraggio per iniziare il suo viaggio nelle sue ossessioni.

Diane Arbus: Child with a toy hand grenade

Da questo momento la parabola artistica di Diane Arbus, pur fra mille difficoltà economiche e umane, ascende senza più fermarsi. Lei, carica di macchine fotografiche, comincia a frequentare i personaggi tristi o deformi dei piccoli e poveri circhi di provincia, ma anche le comunità di nudisti, gli artisti di strada, le prostitute, gli scambisti, i travestiti e i transessuali. Fotografare ciò di cui aveva paura era il modo per sfidare se stessa, e utilizzava lo scudo della macchina fotografica per sentirsi protetta. Usava il flash diretto con cui riesce a portare a galla la brutalità, il candore, l’ignoranza, le banalità nascoste di ogni soggetto. Si definì più volte antropologa e usava frequentare i soggetti più restii fino a convincerli, stabilendo un raro rapporto di intimità, riuscendo così a farsi raccontare le storie più segrete.
Child with a toy hand grenade del 1962 è probabilmente uno dei più famosi scatti della fotografa. L’immagine è insolita e inquietante: un ragazzino a Central Park che gioca a fare d’adulto. Magro, con le braccia rigide, stringe nella mano destra una granata giocattolo, mentre con la mano sinistra imita un artiglio.
La foto è considerata una delle immagini più importanti e influenti dell’arte del ventesimo secolo e della teoria dell’arte post-modernista.
«Il nostro aspetto esteriore è un segnale al mondo perché ci pensi in una certa maniera, ma c’è una differenza fra ciò che vorresti che il mondo sapesse di te e e ciò che non puoi fare a meno che il mondo sappia. E questo è quello che io definisco il gap fra intenzione e risultato…». «Il ragazzo era fermo, mentre io gli giravo intorno per cercare l’angolo giusto. Poco dopo il ragazzo divenne impaziente, creando in quel momento l’espressione ritratta nella foto… che faceva trasparire l’indisposizione che sommata alla granada era un ritratto della violenza».
Il ragazzo nella fotografia si chiama Colin Wood, e in seguito disse: “Mi sorprese in un momento di esasperazione. È vero, ero esasperato. I miei genitori avevano divorziato e c’era una generale sensazione di solitudine, un senso di abbandono.  Ha catturato la solitudine di tutti. la solitudine di tutte quelle persone che vorrebbero connettersi ma non sanno come fare. E penso che sia quello che provava per sé stessa. Si sentiva danneggiata e sperava che sguazzando in quella sensazione, attraverso la fotografia, potesse trascendere se stessa.”

Il lato oscuro di Diane Arbus

Non a caso Diane Arbus dichiarava che una fotografia è un segreto che parla di un segreto. Divenne amica di Walker Evans, Robert Frank e Richard Avedon che la sostennero perché ne riconobbero la genialità, capendo che la sua visione radicale era pari a quella dei grandi fotografi. Grazie alla crudezza del suo lavoro, Diane Arbus stava percorrendo una strada completamente opposta a quella visione benevola dei fotografi realisti degli anni Trenta e Quaranta e proprio per questo, cambierà i fondamenti della fotografia documentaria. Fu imitata da molti, – come succede ai grandi –, quando le sue fotografie cominciarono a essere conosciute. La Arbus conobbe, tra gli altri, anche un giovanissimo Stanley Kubrick che cominciava a realizzare qualche servizio fotografico per la rivista Look  e divennero amici. Lui, abbandonata la fotografia per il cinema, le rese omaggio in Shining tramite i personaggi delle gemelle Grady, citazione della famosissima foto del 1967 dal titolo Identical Twins  e con la stanza 237, a cui era vietato avvicinarsi e dove era presente una donna morta nella vasca da bagno. Purtroppo è ciò che successe realmente a Diane Arbus che si suicidò nel 1971 a quarantotto anni. Soffriva di depressione fin da quando era una bambina ricca, ma sola e ossessionata dal suo lato oscuro.

Oggi, le opere di Arbus sono conservate, tra le altre cose, nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York, della National Gallery of Art di Washington e del Los Angeles County Museum of Art.

1 2 3 184
0 0,00
Go to Top