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Ferdinando Scianna: fotografie messe in pagina

Marpessa. Caltagirone, 1987 © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna

Ci sono sempre delle storie dietro le fotografie di Ferdinando Scianna. Racconti e aneddoti che riguardano persone e amicizie, sentimenti e desideri. I retroscena sulla nascita del libro sulle feste religiose raccontano una storia di quelle che capitano solo una volta nella vita e sono capaci di segnare un destino. Fernando Scianna (all’epoca tutti lo chiamavano così) a soli 20 anni, nel 1963, propone la sua prima mostra al circolo culturale di Bagheria. In parete, affissa con puntine da disegno, la sequenza della sua ricerca sulle feste religiose in Sicilia. Un reportage in bianco e nero che doveva servire come documentazione visiva di una tesi di laurea di antropologia. Leonardo Sciascia, concentrato sulla stesura del suo nuovo libro Morte dell’inquisitore, visita per caso l’esposizione, ne rimane colpito e, da vero gentiluomo, lascia un biglietto cortese al giovane Fernando, complimentandosi per il lavoro. Scianna, inorgoglito e incuriosito da quel messaggio, si mette sulla tracce dello scrittore. Il 16 agosto, accompagnato dal nonno Benedetto, Scianna si reca a Butera, per fotografare la festa del Serpentazzo, poi passa da Palma di Montechiaro dove documenta scene di dura miseria. Chiede informazioni sullo scrittore e lo raggiunge in campagna.

Ferdinando Scianna e Leonardo Sciascia: un’amicizia infinita

Fra i due c’è subito sintonia e l’invito a pranzo. Sciascia chiede di poter avere le fotografie di Palma di Montechiaro e le invia al settimanale Vie Nuove. Ne uscirà una pubblicazione di otto pagine con didascalie secchissime dello stesso Sciascia, che in seguito si proporrà di scrivere il testo per il libro, Feste religiose in Sicilia, pubblicato nel 1965 per Leonardo da Vinci Editore nella collana Piccolo Orizzonte. Ferdinando Scianna ricorda: «Sciascia mi fece capire che la mia idea di usare le foto delle feste religiose come supporto per la tesi di laurea era contraddetta dalle immagini stesse, che rivelavano, secondo lui, ambizioni diverse, e forse più importanti, di narrazione del mondo, anche di quel mondo, piuttosto che della sua analisi e catalogazione. Per me è stata una salvezza. Nonostante io abbia incontrato Sciascia dopo che già da un paio d’anni facevo seriamente fotografie, la sua influenza è stata determinante. Io dico addirittura retroattiva. Finché non mi ha fatto l’offesa terribile di morire, è rimasto il mio angelo paterno».
Il libro sulle feste religiose ottiene un successo incredibile: 7.500 copie ufficiali – in realtà ne uscirono 15.000 –. Durante le presentazioni volano sedie e non sono risparmiati insulti, a causa del contenuto considerato dissacrante. L’Osservatore Romano esce con una stroncatura clamorosa e scrive di un giovane artista – nemmeno fotografo, artista! – plagiato dallo scrittore comunista, che si prende gioco della fede. Ma il libro continua a suscitare interesse. Fernando diventa Ferdinando e ottiene premi e riconoscimenti. Organizza mostre e continua a pubblicare quelle fotografie che riflettono sulla condizione materiale della religione, dando inizio a un percorso professionale e autoriale che non si è mai interrotto. Nel 1967 entra nello staff de L’Europeo e nel 1968 è già inviato in Cecoslovacchia. Nel 1974 altri due incontri sono destinati a segnare la sua vita, quelli con Henri Cartier-Bresson e Romeo Martinez. Il 1982 è l’anno del suo ingresso nella celebre agenzia Magnum. Nel 1987 comincia la sua esperienza nel mondo della pubblicità e della moda –celebre è la collaborazione con Dolce e Gabbana e la musa ispiratrice Marpessa –. Una parentesi di otto anni che lo porta in giro per il mondo sperimentando una nuova dimensione di fotografo.

Ferdinando Scianna e Leonardo Sciascia

Scianna riprende la parola: «L’ho già ripetuto fino alla nausea, i libri sono per me scopo e senso del fare. Ne ho pubblicati una cinquantina e ancora altri ne voglio realizzare. Molto di quanto ho tentato di combinare nel mio mestiere, nel bene e nel male, in qualche modo è finito nei miei libri. Libri riusciti e libri sbagliati. Del resto, una fotografia messa in pagina cambia di senso… ho sempre cercato di fare libri con le fotografie e non di fotografie. Ma ci sono vari tipi di libri che può fare un fotografo come me. Ci sono libri che affrontano un tema, un argomento e sono strutturati come saggi o racconti. Ci sono quelli che io chiamo repertorio, nei quali si mettono insieme immagini che rivelano percorsi o ossessioni tematiche e persino estetiche. Delle quali magari non avevi piena coscienza nell’imprevedibile azzardo del fotografare e che prendono senso diventando libro».

Insomma, la passione di Ferdinando Scianna per i libri è la somma delle sue eredità culturali e sentimentali. Per lui contano le sue radici, le letture, le poesie, gli incontri, ma anche gli odori e i sapori, in una parola contano i sentimenti. I suoi insegnamenti più preziosi sono la sua costanza e il suo impegno verso una fotografia che continua a essere racconto e memoria.

 

Per FOWA, carta canta: nuova partnership con Noritsu

Fowa e Noritsu: una nuova partnership

La strategia di Fowa volta al potenziamento del raggio d’azione nel settore della stampa fotografica non si arresta. Il percorso intrapreso quattro anni fa con l’obiettivo di diventare l’unico distributore sul mercato con la più ampia gamma di prodotti e servizi per questo mondo segna un nuovo passo in avanti con l’accordo di una nuova partnership con Noritsu.

Noritsu: punto di riferimento indiscusso per i professionisti dell’immagine

Fondata nel 1951 in Giappone, Noritsu è un punto di riferimento indiscusso per i professionisti dell’immagine con una presenza capillare in oltre 180 paesi. La loro linea di prodotti e soluzioni hardware e software di imaging è in continua evoluzione ed offrono ai clienti elevate prestazioni, flessibilità, ma soprattutto una valida alternativa ai noti competitor in questo settore. Nello specifico Fowa si occuperà della distribuzione dei dispositivi minilab a secco che lavorano con tecnologia a getto d’inchiostro e quelli fotochimici destinati alle grandi produzioni di immagini digitali. Ma la proposta non sarà solo limitata ai prodotti, ma anche ai servizi. Infatti nell’offerta è inclusa anche la Order Station di Noritsu che consente una gestione semplice e intuitiva della propria produzione grazie anche alla stessa interfaccia utente delle versioni online e delle app.
Con questo accordo Fowa completa la gamma di soluzioni e prodotti per la stampa fotografica diventando così l’unico distributore con queste caratteristiche per il mercato italiano. Inoltre, oltre ad annoverare in portafoglio storici brand del settore, l’azienda torinese ha anche creato un proprio brand F-Paper che rappresenta una gamma di carte per le applicazioni fotografiche chimiche, Inkjet e Fine Art. In modo specifico la carta fotografica chimica di Fowa rappresenta ad oggi l’unico brand alternativo sul mercato al produttore attuale ponendo di fatto Fowa come interlocutore internazionale per questo prodotto.

"Una testa, un volto. Pari nelle differenze". A Bologna i ritratti del fotografo Steve McCurry

A Bologna i ritratti del fotografo Steve McCurry

Venerdì 30 novembre, in occasione della Biennale della Cooperazione, inaugura la mostra del fotoreporter americano, 4 volte vincitore del World Press Photo.
Una mostra fatta di sguardi contro ogni forma di discriminazione, con 40 grandi ritratti, di cui alcuni inediti, che raccontano l’unicità di ogni individuo e il rispetto per la vita. Venerdì 30 novembre alle ore 12.30, in occasione della prima Biennale della Cooperazione, inaugura a Palazzo d’Accursio a Bologna, alla presenza del fotografo americano Steve McCurry, la mostra “Una testa, un volto. Pari nelle differenze”.

Una testa, un volto. Pari nelle differenze: i ritratti del fotografo Steve McCurry

Le fotografie di Steve McCurry – 4 volte vincitore del World Press Photo e autore di una delle immagini più iconiche del XX secolo, la “Ragazza afgana” – ritraggono una serie di volti in cui riconoscersi al di là di confini e barriere. Fotografie che educano alla conoscenza e alla visione senza pregiudizi dell’altro, per salvaguardare il patrimonio delle differenze tra le culture nel mondo. Perché è proprio la cultura l’unico mezzo per salvarci in quanto esseri umani. Da qui il titolo della mostra che, parafrasando uno dei valori cardine del cooperare, ossia la parità di ciascuno nel prendere decisioni, lo ripropone nei termini universali dell’equità: “una testa, un voto” diventa così “Una testa, un volto”, il pensiero e i tratti che rendono ogni persona irripetibile. E che, coniugati al plurale, generano una comunità che produce il domani. A Palazzo d’Accursio, le fotografie di McCurry saranno esposte su strutture antropomorfe in ferro battute, ideate dallo scenografo Peter Bottazzi, che saranno posizionate come fossero persone in cammino all’interno della Sala e della Cappella Farnese.

A Steve McCurry il premioColomba d’oro internazionale”

Venerdì 30 novembre, a Bologna, Steve McCurry riceverà inoltre il premioColomba d’oro internazionale” nell’ambito del premio “Colombe d’oro per la pace”, che l’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo gli ha riconosciuto per “la competenza del professionista e l’ispirazione dell’artista nel mostrare la natura umana attraverso le immagini, con un’autenticità e un’immediatezza che sono raramente raggiunte dalla parola parlata e scritta”. “Le sue fotografie, scattate ai quattro angoli del pianeta nei territori devastati dai conflitti – si legge ancora nella motivazione del premio – mostrano una straordinaria capacità di catturare l’anima e raccontare le storie dei soggetti incontrati, attraverso un uso consapevole e accorto dello strumento fotografico”. Alle ore 18.30, Steve McCurry parteciperà a un incontro pubblico sull’eguaglianza nella Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo.

La mostra “Una testa, un volto. Pari nelle differenze” è in programma fino a domenica 6 gennaio presso le Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio (piazza Maggiore 6).
Apertura: da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 18.30
Chiusura: tutti i lunedì e 25 dicembre
Aperture straordinarie: 24 dicembre e 1 gennaio
Biglietti di ingresso (per la mostra di Steve McCurry e visita alle Collezioni comunali d’arte): 10 euro intero, 5 euro ridotto (Card Musei Metropolitani Bologna, Bologna Welcome Card; minori tra i 12 e 18 anni); gratuito per minori fino a 12 anni.
Per informazioni sulla mostra e per il programma sulla Biennale della Cooperazione italiana: http://www.biennale.coop

 
 
Fonte e immagini comunicato stampa

 

Sebastião Salgado. Genesi: un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro

Sebastião Salgado. Genesi: un atto di amore verso la Terra

Sebastião Salgado. Genesi, l’ ultimo grande lavoro del più importante fotografo documentario del nostro tempo. La mostra è sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro. 

Sebastião Salgado. Genesi: il racconto della rara bellezza del patrimonio unico e prezioso di cui disponiamo


Protagonista di un tour internazionale di incredibile successo, Genesi trasmette un messaggio potente nella sua essenziale purezza ed è anche straordinariamente attuale, perché pone al centro il tema della preservazione del nostro pianeta e della imprescindibile necessità di vivere in un rapporto più armonico con il nostro ambiente. La mostra racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso di cui disponiamo: il nostro pianeta.  
Il percorso espositivo presenta una serie di fotografie, molte delle quali di straordinari paesaggi, realizzate con lo scopo di immortalare un mondo in cui natura ed esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente. Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo lavoro di immedesimazione con i loro habitat. Salgado ha infatti vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania rispondendo al richiamo annuale della natura alla migrazione. La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta SudI Santuari della Natural’AfricaIl grande Nordl’Amazzonia e il Pantanàl. Un’attenzione particolare è riservata alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea.

Curata da Lélia Wanick Salgado su progetto di Amazonas Images e Contrasto, la mostra è promossa dal Comune di Ancona e organizzata da Civita Mostre. 
 

Sebastião Salgado. Genesi
29 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli
Banchina Giovanni da Chio, 28 Ancona
mostre@civita.it
mostrasalgadoancona.it

 

Lorenzo Live Analogico Digitale: il potere della stampa fa rivivere le emozioni del tour

Lorenzo Live Analogico Digitale

Lorenzo Live Analogico Digitale: è questo il nuovo, entusiasmante capitolo di un lungo viaggio fra i colori della musica, cominciato a Milano il febbraio scorso in occasione della prima tappa del tour Lorenzo Live Tour 2018. Dopo aver attraversato l’Italia intera, le emozioni dei concerti tornano nel capoluogo lombardo con una nuova veste: 40 scatti, realizzati dal fotografo e regista Leandro Manuel Emede, compongono un grande racconto dell’artista in concerto durante i 6 mesi di tour. Tutta l’energia e la forza comunicativa di Lorenzo Jovanotti prendono vita in una grande mostra, che affianca la stampa di fotografie all’intensità della proiezione immersiva con ben 12 videoproiettori XEED allestiti presso Spazio Pergolesi a Milano – in Via Giovanni Battista Pergolesi, 8. L’esposizione sarà aperta al pubblico sabato 17 novembre dalle 17.30 alle 20.30 e domenica 18 novembre dalle ore 10.00 alle ore 19.00.

Lorenzo Live Analogico Digitale per riuscire a cogliere l’intensa vivacità dell’artista sul palco, fra note, salti ed esperienze visive

Riuscire a cogliere l’intensa vivacità dell’artista sul palco, fra note, salti ed esperienze visive, e al tempo stesso l’intimità del backstage, non è stato un compito semplice. Per farlo Leandro si è affidato alle soluzioni di imaging Canon dalla fase di cattura fino a quella di stampa. Due i modelli di macchina fotografica scelti e due le forme di tecnologia con cui raccontare il Ragazzo Fortunato: l’analogico per i momenti più intimi e il digitale per gli esaltanti movimenti on stage.
“Per fotografare in digitale ho utilizzato Canon EOS 1D X Mark II, un vero portento tecnologico per la sua versatilità e precisione nel fermare anche i momenti più concitati di questo spettacolo. Oltre che in digitale, ho avuto il piacere di scattare in pellicola con una Canon FTB, macchina degli anni 70 appartenuta a mio padre. Vedere il backstage attraverso la magia della pellicola è emozionante e credo dia un’immagine intima ed inedita del processo di preparazione che porta Lorenzo dalla tranquillità del suo camerino al delirio dell’enorme palcoscenico”, afferma Leandro Emede.
La magia degli inchiostri su carta e l’intensità dei colori creano una mostra intensa, che permette di rivivere tutta l’energia dei concerti e le emozioni dell’artista al di fuori del palco scenico. La stampa di tutte le immagini esposte è stata realizzata con tecnologia Canon imagePROGRAF PRO-1000. Gli scatti dell’artista, infine, sono raccolti in un fotolibro ad altissima risoluzione a tiratura limitata, realizzato con tecnologia hdbookun sistema a 7 inchiostri, capace di creare immagini ricche di dettagli e una fedele riproduzione del colore.

Lorenzo Live Analogico Digitale: mostra nata dalla collaborazione con Canon Italia 

La mostra “Lorenzo Live Analogico Digitale” corona una collaborazione che vede Canon Italia nel ruolo di Digital Imaging Partner del Tour Lorenzo Live 2018. Dall’inizio dell’anno sono state realizzate numerose iniziative che hanno avuto come protagonisti tecnologia, innovazione e divertimento: a partire dalla presenza attiva all’interno dei palazzetti, con il “Photo Booth by Canon” grazie cui i fan dell’artista hanno ricevuto una foto ricordo personalizzata, fino alla realizzazione con tecnologia Canon Cinema EOS del videoclip del singolo “Viva la Libertà” tratto dall’album Oh Vita!, sotto la direzione dello stesso Emede.
 

RELOAD: archivio e cultura visiva tra filosofia e creazione artistica

Archivio e cultura visiva tra filosofia e creazione artistica

All’interno del progetto di valorizzazione di una parte dell’archivio fotografico della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bari, portato avanti dall’Associazione culturale Of(f) the archive, nasce l’esigenza di affiancare la ricerca iconografica e archivistica alla produzione artistica volta alla divulgazione e all’interpretazione dell’archivio stesso. A tal fine è stata avviata una residenza d’artista con i collettivi Action30 e Discipula, coinvolti nella produzione di un progetto che rielabora i contenuti dell’archivio in forma inedita, e che assume il libro come supporto e strumento divulgativo.

Workshop RELOAD:  condivisone di esperienze e di metodi di lavoro per stimolare nuovi processi di creazione artistica

In questo contesto si inseriscono le attività didattiche e partecipative del workshop RELOAD, mediante la condivisone delle esperienze e dei metodi di lavoro degli artisti, al fine di stimolare nei partecipanti nuovi processi di creazione artistica.

A CHI E’ RIVOLTO
Artisti visivi, fotografi, scrittori, storici, archivisti, ricercatori.

IL PROGRAMMA
Il workshop comprende una fase teorica che introduce ai partecipanti i riferimenti culturali e il lavoro svolto dai collettivi Action30 e Discipula, nel corso della rispettiva produzione artistica, rispetto al tema dell’archivio; una fase pratica e laboratoriale in cui ciascun partecipante sarà guidato nella realizzazione di un proprio progetto a partire da uno specifico corpus di immagini tratte dall’Archivio della Soprintendenza di Bari. 

I FASE
Il workshop si propone di porre all’attenzione dei partecipanti il caso studio dell’archivio fotografico della Soprintendenza di Bari, in cui i due collettivi coinvolti, Discipula e Action30, ognuno con la propria specificità artistica, hanno collaborato per la realizzazione di un libro d’artista. In questo workshop, l’approccio di Action30 e Discipula rispetto al lavoro con gli archivi sarà sviscerato nei suoi presupposti teorici, e illustrato attraverso una serie di esempi tratti dalla produzione di entrambe i collettivi.

II FASE
Dopo gli interventi sulle attività e il modus operandi di ciascun collettivo, il workshop intende guidare ciascun corsista a formulare un proprio percorso di creazione artistica a partire da un corpus di immagini selezionate dall’archivio della Soprintendenza.  In particolare si porrà l’accento sulle sezioni dell’archivio pertinenti alle campagne fotografiche regionali relative al paesaggio e a opere d’arte mobili e immobili riguardanti vincoli, dichiarazioni dell’interesse culturale, restauri e scavi, a partire dagli anni ’60, nell’attuale Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nei territori delle città di Altamura, Gravina e Ruvo. 

OUTPUT
In linea con la ricerca artistica portata avanti nelle fasi divulgative del progetto, il workshop si pone come obbiettivo di guidare i partecipanti nella realizzazione di un oggetto editoriale. Una produzione artistica a più voci che partendo da un unico punto di partenza archivistico, ne offra differenti espressioni e approfondimenti. 

EARLY BIRD FEE 

Per chi si iscrive entro il 20 Novembre, è previsto uno sconto del 20% sul prezzo totale del workshop (esclusa tessera associativa)

Gli orari del workshop sono i seguenti:
7 dicembre: 11:00 / 18:00
8 dicembre: 10:00 / 18:00
9 dicembre: 10:00 / 18:00
Info e iscrizioni:
mail: offthearchive@gmail.com
tel: 380 9092121   tel: 389 258274

Huawei Mate 20 Pro oltre ogni aspettativa

Huawei Mate 20 Pro oltre ogni aspettativa: In Europa i pre-ordini superano del 40% il record precedente

                                           

Huawei, annuncia che HUAWEI Mate 20 Pro ha superato i record precedenti per il pre-ordine dei dispositivi in Europa Occidentale. In soli 10 giorni dalla sua presentazione, lo scorso 16 ottobre a Londra, HUAWEI Mate 20 Pro ha superato del 40% i volumi registrati nello stesso arco temporale dal HUAWEI P20 Pro. “L’avanguardia tecnologica del Mate 20 Pro ha conquistato tutti. I consumatori Europei stanno continuando a scegliere i nostri prodotti per prestazioni sempre migliori elevando il proprio potenziale” ha affermato Walter Ji, Presidente Western Europe Huawei Consumer Business Group. “I nostri prodotti hanno ricevuto premi e recensioni estemamente positive dai principali media Europei, siamo certi che tutti coloro che hanno pre-ordinato il prodotto saranno entusiasti dell’innovazione che presto potranno stringere tra le mani”

 

Huawei Mate 20 Pro: caratteristiche 

HUAWEI Mate 20 Pro è dotato di una batteria da 4.200 mAh progettata per durare fino a due giorni. La batteria si ricarica più velocemente ed è più sicura grazie a HUAWEI SuperCharge da 40 W. Una delle caratteristiche del prodotto è la tecnologia wireless per il Reverse Charging, che consente di ricaricare senza bisogno di cavi altri telefoni e accessori. Huawei ha inoltre combinato le tecnologie più sofisticate del mondo per rendere la serie Mate 20 più veloce, più intelligente e più efficiente di qualsiasi altro smartphone Android presente sul mercato. Le opzioni di sicurezza biometriche, personalizzate e semplificate, consentono di proteggere e rendere più sicuri i dati personali. Forte della leadership di cui l’azienda gode nel comparto fotografico, HUAWEI Mate 20 Pro  offre ancora più versatilità grazie alla tripla fotocamera, realizzata in partnership con Leica, con obiettivo grandangolare e possibilità di realizzare scatti in modalità macro, con definizione superiore agli altri smartphone sul mercato.

HUAWEI Mate 20 Pro è disponibile dal 26 ottobre per tutti i consumatori nei migliori negozi di elettronica di consumo.

Per maggiori informazioni, visitare il link: http://consumer.huawei.com/it

Appuntamenti non perdere: mostre fotografiche in Italia

Mostre in Italia

  • #18esplorazioni Nuove Mappe Per La Fotografia. Artisti Vari
    Il percorso è articolato in due mostre che vedono protagoniste le produzioni di diciassette fotografi siciliani, che con le loro esperienze fotografiche, le loro riflessioni e i loro contributi propongono nuovi scenari per la fotografia contemporanea che nascono in questo specifico territorio.
    Dal 22/09/2018 Al 16/12/2018, Palermo, Sicilia, Italia – Église

 

  • Sebastião Salgado. Genesi.
    Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
    Dal 29/09/2018 Al  06/01/2019, Ancona, Marche, Italia – Sala Vanvitelli

 

  • Willy Ronis. Fotografie 1934-1998
    La Casa dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis(1910-2009). La mostra è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite, dedicate a Venezia e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.
    Dal 06/09/2018 Al 06/01/2019  Venezia, Veneto, Italia – Casa Dei Tre Oci
  • La Fondazione Sozzani presenta la serie Time at work , composta da circa novanta opere che raccontano e ripercorrono la carriera dell’artista dagli anni Novanta a oggi. Il progetto fotografico è accompagnato da uno storico film documentario dell’artista su Lillian Bassman intitolato There is something about Lilliane.
    Dal 19/09/2018 Al 06/01/2019 Milano, Lombardia, Italia – Fondazione Sozzani
  • Gli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, apriranno al pubblico per ospitare la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna; 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, per una rassegna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre,  che attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
    Dal 22/09/2018 Al 06/01/2019  Forlì, Emilia-Romagna, Italia – Musei Di San Domenico
  • CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia indaga il rapporto tra fotografia e Pop Art con una mostra che riunisce oltre centoventi opere tra quadri, fotografie e grafiche, che illustrano la trasformazione del documento fotografico in opera d’arte.
    Dal 21/09/2018 Al 13/01/2019  Torino, Piemonte, Italia – Camera
  • Elliott Erwitt. Personae
    Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano la grande mostra di Elliott Erwitt, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento. Elliott Erwitt Personae è il titolo della prima retrospettiva delle sue fotografie sia in bianco e nero che a colori.

    Dal 27/09/2018 Al 24/02/2019 Torino, Piemonte, Italia – Reggia Di Venaria
  • Rania Matar. From Woman To Woman: Becoming
    Lo sguardo di un’artista e di una donna, di una madre e di un’ex adolescente che immortala una psiche in formazione.
    Dal 11/10/2018 Al 28/02/2019 Milano, Lombardia, Italia – Associazione Culturale C|E Contemporary

A Palazzo Ducale di Genova l'attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007

A Palazzo Ducale di Genova, nella Loggia degli Abati, è possibile ammirare l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007.
150 scatti, per la maggior parte vintage, selezionati dal curatore Denis Curti con il prezioso contributo della moglie Lou Embo, per raccontare l’intera vicenda artistica del grande fotografo scomparso nel 2016, e attraverso i quali far emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: immaginari inediti e stupefacenti

Il percorso espositivo racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano la Sicilia ed i suoi paesaggi, Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia ed in Brasile che hanno determinato i primi approcci alla fotografia di Roiter. Ne derivano 9 sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo: L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica, per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, al fine di esaltarne e tramandarne il valore.
Un valore che per l’autore poteva essere misurato solo attraverso amore e passione, e la cui grandezza risuona nelle parole della nipote Jasmine come una promessa e una speranza: “Può una parola così piccola, foto, diventare così grande? Possono due sillabe riuscire a portarti in mondi lontani, in posti segreti, possono raccontarti una favola intima e silenziosa? Sì, possono. Le fotografie del Nonno, però, sembrano voler graffiare le pagine dei libri per poter uscire e diventare, se possibile, ancora più reali” (Jasmine Moro Roiter, Essere Roiter, 22.04.2016)
Promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con i Tre Oci.
Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: scheda informativa
FULVIO ROITER. Fotografie 1948 – 2007
8 settembre 2018 – 24 febbraio 2019
Palazzo Ducale – Loggia degli Abati
Genova, Piazza Matteotti, 9
Per informazioni
mostre@civita.it
www.palazzoducale.genova.it
www.mostrafulvioroiter.it
Immagine in evidenza Fulvio Roiter
Ponte dei Tre Archi 1979
© Fondazione Fulvio Roiter

A Palazzo Ducale di Genova l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007

A Palazzo Ducale di Genova, nella Loggia degli Abati, è possibile ammirare l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007.
150 scatti, per la maggior parte vintage, selezionati dal curatore Denis Curti con il prezioso contributo della moglie Lou Embo, per raccontare l’intera vicenda artistica del grande fotografo scomparso nel 2016, e attraverso i quali far emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: immaginari inediti e stupefacenti

Il percorso espositivo racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano la Sicilia ed i suoi paesaggi, Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia ed in Brasile che hanno determinato i primi approcci alla fotografia di Roiter. Ne derivano 9 sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo: L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica, per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, al fine di esaltarne e tramandarne il valore.
Un valore che per l’autore poteva essere misurato solo attraverso amore e passione, e la cui grandezza risuona nelle parole della nipote Jasmine come una promessa e una speranza: “Può una parola così piccola, foto, diventare così grande? Possono due sillabe riuscire a portarti in mondi lontani, in posti segreti, possono raccontarti una favola intima e silenziosa? Sì, possono. Le fotografie del Nonno, però, sembrano voler graffiare le pagine dei libri per poter uscire e diventare, se possibile, ancora più reali” (Jasmine Moro Roiter, Essere Roiter, 22.04.2016)

Promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con i Tre Oci.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: scheda informativa

FULVIO ROITER. Fotografie 1948 – 2007
8 settembre 2018 – 24 febbraio 2019
Palazzo Ducale – Loggia degli Abati
Genova, Piazza Matteotti, 9
Per informazioni
mostre@civita.it
www.palazzoducale.genova.it
www.mostrafulvioroiter.it

Immagine in evidenza Fulvio Roiter
Ponte dei Tre Archi 1979
© Fondazione Fulvio Roiter

"Grandi fotografi per il Piccolo Principe": un'esclusiva mostra fotografica a cura di Giovanni Gastel

Un bambino e il soldato armato di M16 a guardia dell'insediamento dei coloni israeliani oltranzisti di Bet Hadassa nel centro di Hebron a ridosso delle case abitate da palestinesi

Grandi fotografi per il Piccolo Principe: mostra fotografica per celebrare la giornata mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti

La Società Cooperativa Sociale Onlus Piccolo Principe presenta presso lo spazio EDIT di Via Maroncelli 14 a Milano, la mostra fotografica GRANDI FOTOGRAFI PER IL PICCOLO PRINCIPE, aperta al pubblico dal 23 al 25 novembre 2018, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti: si tratta di una ricorrenza celebrata in tutto il mondo il 20 novembre, data che ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sottoscritta ad oggi da 190 paesi.

Piccolo Principe Onlus promuove l’accoglienza, la cura e il reinserimento sociale di minori vittime di violenza, maltrattamenti e abusi familiari

Nata nel 2002, Piccolo Principe Onlus promuove l’accoglienza, la cura e il reinserimento sociale di minori vittime di violenza, maltrattamenti e abusi familiari. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi delicatissimi temi, è nato il progetto di questa mostra, resa possibile grazie all’impegno e alla collaborazione di Giovanni Gastel, Presidente di AFIP international, Associazione Fotografi Italiani: il Maestro ha curato in prima persona la selezione delle fotografie di bambini ritratti dai colleghi Oliviero Toscani, Francesco Cito, Ferdinando Scianna, Efrem Raimondi, Marina Alessi, Maria Vittoria Backhaus, Andrea Nannini, Silvia Amodio, Angelo Ferrillo, Fabio Bona, Francesco Faraci, Settimio Benedusi, Toni Thorimbert, soci di AFIP International.
“Ogni anno – dichiara Patrizia Corbo, Presidente di Piccolo Principe Onlus – come Piccolo Principe scegliamo e realizziamo un evento culturale importante, per avvicinare le persone al tema del disagio minorile, senza retorica, senza troppo pathos, senza troppe risposte ma ponendo una serie di importanti interrogativi alla nostra coscienza, al nostro modo di essere al mondo.”
Mi sono sentito fortemente coinvolto in questo progetto: – afferma Giovanni Gastel – il diritto di ogni minore a vivere un’infanzia serena è imprescindibile e troppo spesso superficialità e indifferenza non permettono di percepire la gravità di comportamenti e atteggiamenti che vanno a ledere i più deboli, che più di tutti necessitano della nostra tutela e considerazione. Ecco quindi che il mio contributo e quello dei miei colleghi va nella direzione di smuovere le coscienze, attraverso le immagini, spesso più incisive e potenti del linguaggio verbale, per richiamare l’attenzione e anche l’impegno di ciascuno di noi verso tematiche così importanti”.
“L’idea – spiegano i volontari del Piccolo Principe – è di mostrare i volti e la fatica di una gran fetta di popolazione che ancora non si permette di sognare o i cui sogni sono stati spazzati via dalla violenza e dall’incuria. Ma è anche quella di mostrare la bellezza che l’inferno non è riuscito a offuscare ma solo ad esaltare. Un bambino che gioca nelle strade di un quartiere abitato dalla criminalità organizzata, un minore che approda sulle coste italiane dopo aver attraversato il deserto ed il mare per sfuggire alla fame e alla guerra, un bimbo dimenticato e maltrattato dalla sua famiglia, riescono sempre come stelle ad illuminare il buio con un sorriso o uno sguardo. Questa è la bellezza e l’inferno.
GRANDI FOTOGRAFI PER IL PICCOLO PRINCIPE
Mostra fotografica a cura di Giovanni Gastel
c/o EDIT – Via Maroncelli 14, Milano – 20145
Aperta al pubblico dal 23 al 25 novembre dalle 10.00 alle 18.00

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