Avatar Andrea Costa

Mi chiamo Andrea e sono nato a Roma nel 1966. Ho iniziato a scattare foto nel 1989, come mezzo di espressione e per soddisfazione personale. Ho iniziato con una semplice reflex e sono passato al digitale quando è diventata una tecnologia matura. Sono interessato soprattutto a foto concettuale, architetturale ed a fotografia minimalistica, ed ho iniziato ad avvicinarmi alle tecniche da studio. Fotografo in digitale con una Olympus OM-D E-M5 Mk2 e un'assortimento di nuovi obiettivi autofocus e vecchie lenti a fuoco manuale, su pellicola con una Mamiya C220 Pro medio formato, una fotocamera FED 5C a telemetro ed una reflex Olympus OM-1 35mm.

PAESEItalia

ATTREZZATURAOlympus OM-D E-M5 Mk2, Mamiya C220 Pro, FED 5C, Olympus OM-1.

SITOandreacosta.zenfolio.com

Andrea Costa - Grosseto: Oltre il Velo Sottile

Grosseto: Oltre il Velo Sottile

Il fotografo parte dalla sua personale scoperta dei lavori pubblicati sulla rivista Giapponese “Provoke” a fine anni Sessanta, a partire dal “caposcuola” Daido Moriyama, uno stile di rappresentazione del territorio totalmente agli antipodi di quella che, nel “sogno americano” del Giappone della ripresa economica, era la modalità  prevalente di rappresentare famiglie patinate impegnate in improbabili picnic o che posavano sorridenti davanti all’ultimo modello di utilitaria.
Da qui l’intenzione di realizzare un progetto sulla città  di Grosseto, raffigurando posti ed elementi riconoscibili dai suoi abitanti ma evitando il classico stile da “cartolina” destinato ai turisti, e cercando di andare oltre quello che possiamo chiamare il “sottile velo della compiacenza”, oltre cioè il concetto della città  intesa come mero palcoscenico delle nostre “importantissime” vite.
L’uso di inquadrature e tecniche che tendono a porre in primo piano paesaggi ed oggetti urbani, e a ridurre la presenza umana a figure sfuocate o in frenetico movimento, vuole sottolineare l’impermanenza dell’uomo in una città  che c’era prima, e ci sarà  anche dopo, ognuno di noi, e a sottolineare che l’albero dello “sviluppo a tutti i costi”, porta inevitabilmente il frutto di una superficialità  e frenesia vissute sin nei più piccoli aspetti del quotidiano.

Grosseto, GR, Italia

18/5/2016

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