Orizzonti: la mostra curata da Denis Curti a Malpensa

Orizzonti: inaugurata la mostra di Stefano Bianchi Carini, visibile fino al 15 gennaio 2019 

Lo spazio Photo Square all’ingresso della stazione ferroviaria dello scalo aeroportuale di Malpensa, ospita la mostra di Stefano Bianchi Carini “Orizzonti”, tratta dall’omonimo libro della collana Nuovi Talenti de Il Fotografo.  Orizzonti”, inaugurata con grande successo lo scorso 29 Novembre, è la prima esposizione di un qualificato programma di mostre, curate da “Il Fotografo” che punta ad aumentare la fruizione dell’immagine facendo vivere, anche in aeroporto,  la fotografia come un’avventura culturale. «Mi sono sempre considerato un bianconerista, che è già astrazione – ha spiegato l’artista –, perché noi non vediamo in bianco e nero. Le foto sono sgranate e sui bordi sfocate perché scattate con il grandangolo sul treno che si muove. Ho ottenuto questo risultato con la regola dell’8: fuoco 8, 8millesimi di secondo e 8000 la sensibilità»
«La cosa più bella di questi progetti con cui portiamo l’arte qui allo scalo è vedere lo sguardo dei viaggiatori che non si aspettano di imbattersi in sculture o fotografie in un luogo che è di passaggio», sono le parole di Luciano Bolzoni, responsabile Arts and Cultural Project di Sea. “Il progetto di Photo Square ci è congeniale perché ne condividiamo l’idea di divulgazione della fotografia che deve avere sempre, come in questo caso, un progetto, un messaggio da comunicare» commenta Denis Curti, direttore de Il Fotografo e curatore della mostra.

Orizzonti: il fotografo costruisce con i suoi scatti un tratto costiero che cambia a velocità alterne

Stefano Bianchi Carini conosce la fotografia che pratica da molti anni. In uno dei suoi lunghi viaggi in treno, un giorno ha un’illuminazione, prende in mano la macchina fotografica, si apposta al finestrino del treno e inizia a scattare una lunga sequenza di immagini. Stava attraversando il lungo tratto di costa che da Rimini giunge fino a Siponto, un tratto costiero che il fotografo, negli anni, ha percorso più e più volte, e che ha imparato col tempo a conoscere e a riconoscere. Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta. Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta che il treno si ferma, raccogliendo così una mappa visiva grazie alla quale visitiamo i luoghi attraverso i cartelli delle stazioni. Affascinato dallo spazio che sembra ricrearsi all’interno del vagone, fotografa quella che diventa ora la sala cinematografica in cui viene proiettato una sorta di film: il paesaggio che muta. Scatta seguendo un ritmo interiore che dà vita a una lunghissima serie di fotografie. Il paesaggio che scorre è la ricostruzione di un lungo orizzonte, lo spazio fotografato diventa materia viva, si ritrovano le tracce fedeli di sbavature dovute alla velocità, ai sussulti del treno. Si compone così, la sezione di un atlante che ci immaginiamo mappare l’Italia e di cui qui troviamo buona parte della costa adriatica. L’autore si è sottoposto a regole semplici ma efficaci: tenere la macchina sempre pronta di fronte al finestrino all’altezza dei propri occhi; non guardare nel mirino ma spostare lievemente lo sguardo verso destra, per vedere così in anteprima l’immagine che sta per essere fotografata; appena l’occhio nota qualcosa, scattare. Così facendo, l’autore mette in campo un automatismo dello sguardo che coinvolge l’occhio, la mente, la mano e, non da ultimo, la macchina fotografica.

La mostra di Bianchi Carini sarà visibile nello spazio Photo Square fino al 15 gennaio 2019

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