14 Ottobre 2021 di Elisabetta Agrati

Va a Nicolò Filippo Rosso l’Eugene Smith Fund Grant, prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno ai fotografi il cui lavoro è giudicato da una giuria di esperti come nella migliore tradizione della pratica fotografica documentaria esibita da W. Eugene Smith durante i suoi quarantacinque anni di carriera nel fotogiornalismo. Quest’anno, la sovvenzione è stata nuovamente presentata a cinque beneficiari, ciascuno dei quali ha ricevuto 10.000 dollari per continuare i propri progetti.

Il riconoscimento arriva per il progetto Exodus, già premiato nell’ambito del World Report Award | Documenting Humanity, concorso di fotogiornalismo promosso dal Festival della Fotografia Etica di Lodi e sostenuto da FUJIFILM Italia. Gli scatti di Nicolò Filippo Rosso, insieme a quelli degli altri vincitori del concorso, potranno essere ammirati a Palazzo Barni a Lodi fino al 24 ottobre.

A Nicolò Filippo Rosso l’Eugene Smith Fund Grant

Ha dichiarato il fotografo: «Ero con mia madre al Festival della Fotografia Etica quando ho ricevuto la notizia dello Smith Grant. Di tutti i premi che si potevano ricevere, lei sapeva quanto significasse per me questo riconoscimento. La tradizione della fotografia umanistica dell’Eugene Smith Memorial Fund mi ha sempre ispirato e sono onorato di avere l’opportunità di continuare a lavorare al progetto Exodus grazie a questo importante supporto».

«Spero che questo riconoscimento porti più attenzione alla lotta di tante persone costrette a fuggire dalle loro case in tutto il mondo e ispiri azioni per ridurre la povertà e la violenza in America Latina, tra le principali cause della migrazione».

Il progetto Exodus

In America Latina, la mancanza di opportunità di lavoro, l’accesso all’istruzione, la corruzione politica e l’impunità persistono da generazioni, alimentando un circolo di violenza e sfollamento che è sia il sintomo sia la causa di una società disgregata.

Nicolò Filippo Rosso

Exodus di Nicolò Filippo Rosso

Per quattro anni Nicolò Filippo Rosso ha percorso rotte migratorie documentando il viaggio di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dal Centro America al Messico e agli Stati Uniti. Seguendo bambini, adolescenti e donne incinte e in allattamento di diversi paesi, ha visto innumerevoli storie di perdita fondersi in un’unica narrazione attraverso gli occhi dei migranti più vulnerabili: quelli che nascono, crescono e muoiono in movimento.

Decenni di guerra civile, povertà o violenza rendono difficile per i migranti trovare condizioni migliori di quelle da cui fuggono. Attraversando terre di confine controllate da bande e gruppi ribelli, le persone sono esposte alla tratta e al reclutamento. Alcuni non raggiungono mai la loro destinazione. Altri continuano a spostarsi, spesso a piedi, sperando di trovare un luogo dove iniziare un nuovo capitolo della loro vita.

www.festivaldellafotografiaetica.it

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