Mario Cresci, Segni nei segni di segni, Roma 2011, still da video © Mario Cresci

Mario Cresci: la luce, la traccia, la forma

Fondazione Modena Arti Visive annuncia che La luce, la traccia, la forma, personale di Mario Cresci a cura di Chiara Dall’Olio , è pronta ad inaugurare venerdì 12 settembre 2020 e sarà visitabile fino al 10 gennaio 2021. L’esposizione, inizialmente prevista tra il 28 marzo e il 2 giugno, sarà ospitata nella Chiesa di San Nicolò, all’interno di AGO Modena Fabbriche Culturali. In occasione della mostra L’impronta del reale. W.H. Fox Talbot alle origini della fotografia, che le Gallerie Estensi di Modena dedicano all’inventore del negativo su supporto cartaceo, FMAV ha chiesto a Mario Cresci di indagare il tema del “segno”, da sempre al centro della sua ricerca artistica. Ne è nato un allestimento che unisce opere realizzate con linguaggi differenti e tecniche sperimentali, in accordo con l’eclettismo che caratterizza la cifra stilistica di Cresci, artista capace di passare dal disegno alla fotografia, dal video all’installazione.

Mario Cresci alla ricerca del segno

Andando alle origini della fotografia – come traccia creata dalla luce – Cresci ha ripreso un lavoro fatto nel 2011 a Roma, presso l’Istituto Centrale per la Grafica, focalizzandosi in particolare sui segni incisi da Giovanni Battista Piranesi, Annibale Carracci e Luigi Calamatta, analizzandoli attraverso opere video e scatti fotografici che ne disvelano la matericità nel rapporto con la lastra di rame. Tra le opere in mostra, particolarmente significativo l’autoritratto di Cresci, realizzato usando la superficie specchiante del retro di un grande rame che, modificata dall’ossidazione del tempo, restituisce un’immagine alterata della figura: un omaggio a quello sperimentalismo che caratterizzò l’invenzione della fotografia fin dalla sua nascita.

Mario Cresci
Nato a Chiavari, in Liguria, nel 1942, oggi vive e lavora a Bergamo. Nel 2004 realizza la sua prima antologica, Le case della fotografia. 1966-2003, alla GAM (Torino), mentre nel 2017 riassume i suoi cinquant’anni di attività artistica nella mostra La fotografia del No. 1964-2016 alla GAMeC (Bergamo). Nel 1971 e nel 1979 ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia. Dal 1974 alcune sue fotografie fanno parte della collezione del MoMA di New York. Molti lavori sono raccolti in diverse collezioni d’arte e fotografia contemporanea di importanti musei. Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all’insegnamento, in diverse accademie e università come lo IED, l’Accademia di Brera, la NABA, il Politecnico di Milano, e attualmente insegna all’Università ISIA di Urbino e al Master di Alta formazione sull’immagine contemporanea di FMAV.

Mario Cresci, Autoritratto, dalla serie Attraverso la traccia, Bergamo 2010 © Mario Cresci

Info
Fondazione Modena Arti Visive
AGO – Chiesa di San Nicolò
ingresso libero
www.fmav.org


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