Pop Art is back! Una straordinaria mostra a Torino

A Torino da Camera sono in mostra le opere dei grandi interpreti della Pop Art, da Andy Warhol a Mario Schifano

Siamo agli inizi degli anni Sessanta e, in piena rivoluzione culturale basata su i nuovi valori della Beat Generation, Andy Warhol si apprestava alla realizzazione, quasi ossessiva, di una delle opere più iconiche della storia dell’arte: la serigrafia di Marylin Monroe. L’opera nel tempo ha guadagnato lo status di simbolo della straordinaria e visionaria vicenda della Pop Art che, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, oltre ad aver sovvertito il modo di fruizione dell’arte contemporanea da parte del pubblico, ha soprattutto messo le basi per nuovi paradigmi della comunicazione attraverso una moderna mitologia del consumismo.

Pop Art da Andy Warhol a Mario Schifano

La Pop Art è stata la prima corrente artistica a sfruttare linguaggi a tutti conosciuti come quello dei mass media, della pubblicità, della televisione e del cinema, tipici della società dei consumi. Oggi più che mai sono molti i parallelismi tra l’attuale periodo storico e quello che vide nascere l’eccezionale esperienza, in particolar modo nella tendenza di alcuni artisti contemporanei ad utilizzare e sfruttare il linguaggio dei social media tipico della rivoluzione tecnologica che internet e le nuove frontiere della comunicazione hanno portato con sé. Ecco allora che Camera, Centro Italiano della Fotografia di Torino, ospita uno dei più interessanti approfondimenti degli ultimi anni sulla cultura della Pop Art, con l’intento di indagare quel preciso momento storico mettendo in luce sia gli aspetti artistici che quelli sociali.

Pop Art da Andy Warhol a Mario Schifano: la mostra

La mostra, dal titolo CAMERA POP . La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co , presenta al pubblico più di centoventi opere dei più grandi interpreti, nazionali e internazionali, della fortunata vicenda tra quadri, collages, grafiche e, ovviamente fotografie. Il curatore della mostra, il direttore di Camera Walter Guadagnini, sottolinea che «la Pop Art ha rivoluzionato il rapporto tra creazione artistica e società, registrando l’attualità in modo neutro, fotografico, adottando gli stessi modelli della comunicazione di massa per la realizzazione di opere d’arte. In questo senso, la fotografia è stata, per gli artisti Pop, non solo una fonte d’ispirazione, ma un vero e proprio strumento di lavoro, una parte essenziale della loro ricerca». Tra gli artisti in mostra, non potevano mancare i lavori firmati dai più grandi interpreti di tale corrente espressiva come, per l’appunto, la serigrafia di Marilyn Monroe di Andy Warhol, il celebre collage dell’artista inglese Richard Hamilton del 1956 dal titolo Just what is it that makes today’s home so different, so appealing  unanimemente considerato come la prima opera compiutamente Pop della storia, ma anche alcuni esempi dell’estro creativo di Robert Rauschenberg, Jim Dine, Ed Ruscha e David Hockney. Non meno importanti, le esperienze Pop più incisive del panorama italiano come quella di Mario Schifano, che ha sempre operato attraverso la fotografia, di Ugo Mulas, a cui è dedicata un’intera sala dove trovano spazio le immagini delle serie realizzate negli Stati Uniti e alla Biennale di Venezia del 1964, di Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Umberto Bignardi e di molti altri.