11 Settembre 2021 di Elisabetta Agrati Elisabetta Agrati

HYPERVENEZIA è la mostra con cui Palazzo Grassi riapre le sue porte dopo sei mesi di lavori di manutenzione. Curata da Matthieu Humery, la mostra presenta per la prima volta al pubblico l’ambizioso “Venice Urban Photo Project”, ideato e realizzato da Mario Peliti.

Un’indagine avviata nel 2006 per mappare sistematicamente la città di Venezia attraverso le sue fotografie. L’obiettivo era di raccogliere il più ampio e organico archivio di immagini della città mai realizzato. Restituendo una rappresentazione inedita dell’intero tessuto urbano di Venezia nella sua complessità e continuità.

HYPERVENEZIA di Mario Peliti

L’allestimento immersivo pensato da Humery ruota attorno a tre istallazioni. Un percorso lineare di circa 400 fotografie che ripercorrono un ideale itinerario per i sestieri di Venezia. Un’installazione video di oltre 3.000 fotografie che scorrono accompagnate da una composizione musicale inedita realizzata per la mostra dal compositore Nicolas Godin. Infine, una mappa site-specific di Venezia composta da un mosaico di circa 900 immagini geolocalizzate che offrono una panoramica della città.

HYPERVENEZIA

San Marco, Campiello de la Feltrina, 2019 © Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

Si tratta di una selezione dell’archivio fotografico di Peliti, che conta oltre 12.000 scatti, tutti rigorosamente in bianco e nero, senza ombre portate e soprattutto in assenza di persone. Una modalità di ripresa che restituisce un’immagine unitaria e al tempo stesso quasi surreale di Venezia. L’omogeneità della luce rende, infatti, visibili tutti i dettagli delle facciate, anche i meno rilevanti. Mentre la mancanza di persone costringe l’osservatore a riflettere sul possibile destino della città: una città senza abitanti.

Una fotografia ambigua

Scrive il curatore nel catalogo (co-edito da Marsilio Editori e Palazzo Grassi) che accompagna la mostra: “HYPERVENEZIA è un’immersione in una Venezia come non si è mai vista e come non si vedrà mai. Nonostante la raffigurazione iconica che tutti conosciamo e riconosciamo, questa Venezia appartiene a un mondo parallelo, a un simulacro in cui è impossibile distinguere il falso dal vero, l’artificiale dal reale, l’oggetto dalla sua rappresentazione”.

HYPERVENEZIA

Castello, Campo San Pietro, 2015 © Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

“Fin dalla sua nascita, ci siamo abituati alla potenza della fotografia e al suo carattere essenzialmente ambiguo. HYPERVENEZIA intende restituire e condividere questa potenza enigmatica tramite un allestimento al contempo concettuale e sensoriale, che invita a mettere in discussione la realtà stessa, la quale non andrebbe contrapposta sistematicamente alla finzione, bensì inclusa in un gioco di specchi a due facce”.

Mario Peliti

Architetto di formazione, è editore e gallerista. Ha fondato nel 1986 Peliti Associati, inizialmente studio di progettazione grafica, poi casa editrice, e dal 2000 anche agenzia di relazioni pubbliche.

Ha diretto dal 1995 al 2002 la Galleria Minima Peliti Associati, dedicata alla fotografia d’autore, all’interno di Palazzo Borghese a Roma. Ha ideato lo European Publishers Award for Photography (1994-2015), concorso di sei case editrici di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Spagna, finalizzato alla promozione internazionale di autori emergenti.

Nel 2013 insieme a Paola Stacchini Cavazza ha aperto la Galleria del Cembalo, dedicata nuovamente alla fotografia e al suo rapporto con altre forme di espressione artistica, sempre all’interno di Palazzo Borghese. Vive e lavora tra Roma e Venezia.

Visitare la mostra HYPERVENEZIA

La mostra è ospitata a Palazzo Grassi fino al 9 gennaio 2022. Orari di apertura: tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 10 alle ore 19. Ultimo ingresso alle ore 18.

Maggiori informazioni sugli orari, le tariffe, le attività e le modalità di accesso e sul calendario degli eventi sono disponibili sul sito: www.palazzograssi.it

Lascia un commento