Migliora le tue foto in 10 passi #2

Migliora le tue foto in 10 passi: ecco la seconda e ultima parte della rubrica che ti permetterà di affinare la tua tecnica fotografica e realizzare scatti sensazionali con poche e semplici mosse!

6 – Cambia focale per una vista migliore

Gli obiettivi zoom non servono solo a ingrandire i soggetti! Quello è l’effetto più evidente di un cambio di lunghezza focale, ma ce n’è un altro altrettanto importante: la scelta della lunghezza focale influenza anche la dimensione relativa tra i soggetti in primo piano e quelli sullo sfondo. Dai uno sguardo alle immagini di queste pietre. Usando un grandangolo, ci siamo dovuti avvicinare molto alla pietra in primo piano per riempire il fotogramma; la casa sullo sfondo risulta molto piccola. Quando siamo passati al tele, ci siamo invece spostati indietro per non tagliare il soggetto; la casa appare molto più grande. I grandangoli esagerano l’effetto delle distanze sulle dimensioni dei soggetti, mentre i teleobiettivi appiattiscono la prospettiva e fanno in modo che le dimensioni relative dei soggetti appaiano più uniformi. Le due foto in queste pagine hanno un aspetto molto diverso, e questo è un importante punto da tenere in considerazione quando si sceglie la focale con cui scattare. Si vuole un drammatico effetto dinamico o un armonioso paesaggio? Si vuole che il soggetto principale domini la scena o sia parte dello sfondo?

7 – Dritto con la schiena

Il mosso della fotocamera continua a essere il peggior nemico del fotografo. Può apparire anche in una giornata di pieno sole, quando normalmente si pensa di lavorare con tempi che mettono al sicuro dal micromosso. Basta spostarsi in una zona d’ombra, utilizzare una lunga focale o chiudere il diaframma per aumentare la Profondità di Campo, e subito si entra in “zona pericolo”. La regola generale per calcolare il tempo di sicurezza è quella di utilizzare un tempo che sia il reciproco della lunghezza focale effettiva. Per esempio, scattando con un 60mm equivalente, si è al sicuro se si utilizza un tempo pari a 1/60 di sec o più veloce. Non ci sono comunque garanzie. Alcuni fotografi hanno una mano più salda di altri, e tutto dipende sempre dalla situazione in cui ci si trova: il forte vento o il fatto di essere in fase di recupero dopo uno sforzo fisico sono, per esempio, due fattori che possono amplificare il movimento della camera. Naturalmente, non è sempre possibile utilizzare un treppiedi, così, qualunque sia il soggetto e qualunque siano le condizioni, dovrai fare in modo di raggiungere la posizione più stabile possibile.

8 – Tutto a fuoco

Una ridotta Profondità di Campo funziona bene con alcuni soggetti, ma non con i paesaggi. Nella fotografia di paesaggio ci si aspetta normalmente di vedere tutto a fuoco, dal soggetto in primo piano agli alberi o alle montagne sullo sfondo. Si tratta quindi di massimizzare la Profondità di Campo, che dipende da diversi fattori tra cui lunghezza focale, distanza di messa a fuoco e, in particolare, apertura del diaframma. Il calcolo della Profondità di Campo può essere complicato, e non sempre si ha il tempo di farlo sul campo, ma ci sono alcuni modi per semplificare il tutto. Innanzitutto, utilizzare una focale corta. Con un grandangolo come il 28mm si ha una Profondità di Campo molto maggiore di quella che si avrebbe con un teleobiettivo; per inciso, spesso il grandangolo è la scelta più indicata per la fotografia di paesaggio, a prescindere da altre considerazioni. In secondo luogo, è possibile passare in “A” (priorità di diaframma), in modo da poter scegliere manualmente il valore di apertura, e impostare questo valore su f/16. Molti obiettivi consentono di andare anche oltre questo valore, a f/22 o ancora oltre, ma gli obiettivi tendono a perdere nitidezza a piccolissime aperture, a causa del cosiddetto effetto di diffrazione; f/16 è generalmente il miglior compromesso tra Profondità di Campo e nitidezza. Fatto questo, non resta che scegliere il punto di messa a fuoco. In teoria, questo dovrebbe essere a un terzo della distanza tra fotocamera e orizzonte, ma in pratica non si sbaglia di molto scegliendo come punto di messa a fuoco un soggetto che sta a un terzo dell’altezza del campo inquadrato partendo dal basso.

9 – Attento ai contrasti

La fotocamera non è in grado di registrare l’intera gamma tonale visibile a occhio nudo. Scattare in piena luce può quindi produrre risultati spettacolari, ma spinge anche la fotocamera al limite delle sue possibilità in termini di gamma tonale. L’occhio umano è in grado di osservare una scena buia scorgendone tutti i dettagli, così come di distinguere tutti i dettagli di una nuvola in un cielo terso, ma la fotocamera non può farlo. Regolare l’esposizione aiuta, ma può solo spostare il problema, non risolverlo. Bisogna sempre controllare l’istogramma e, qualora si noti che le alte o le basse luci sono state “tagliate”, cercare una nuova posizione di scatto in cui le luci siano più uniformi.

10 – Gioca con il movimento

Uno degli aspetti affascinanti della fotografia è la capacità di un’immagine statica di restituire una così forte impressione di movimento. Il mosso accidentale è sempre negativo, ma un mosso ricercato può aggiungere una nuova dimensione all’immagine. Sarebbe stato semplice aumentare gli ISO e utilizzare un tempo breve per congelare il traffico sul ponte di Westminster, ma questo avrebbe completamente svuotato d’atmosfera l’immagine. Invece, abbiamo utilizzato una lunga esposizione per fare in modo che il traffico veloce scomparisse, lasciando solo le scie dei fari e delle luci di stop. Anche i pedoni, sulla sinistra, appaiono sfocati come fantasmi, e questo dona un senso di trambusto e di vitalità alla città che un’immagine ferma, congelata, non avrebbe mai potuto restituire. Il tramonto è il momento migliore per provare questo tipo di scatto, dato che la luce è abbastanza tenue da consentire l’uso di tempi lunghi, ma è possibile fare lo stesso anche di giorno utilizzando un forte filtro neutro (o ND). Questo riduce molto la luce che passa attraverso l’obiettivo, così che anche in pieno giorno si possano utilizzare tempi di posa di diversi secondi. Quella di utilizzare tempi lunghi è una tecnica molto utilizzata nella fotografia di architettura o di viaggio, quando si vuole ottenere una scena libera dai passanti. I passanti continueranno a essere presenti, naturalmente, ma dato che si muoveranno mentre l’otturatore è aperto, tenderanno a sparire completamente o comparire come una traccia sfocata che può dare atmosfera all’immagine.

Se li hai persi, leggi qui i primi 5 consigli per migliorare le tue fotografie.


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