Gianni Berengo Gardin, Sposi nel cortile di palazzo dei Conservatori, 1986.

La fotografia. Una storia lunga 180 anni

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi celebra i 180 anni della nascita ufficiale della fotografia con la mostra Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento a oggi, che ripercorre la storia fotografica della capitale attraverso 320 scatti provenienti dagli archivi del museo. Muovendo dagli esordi della fotografia, il percorso espositivo si snoda attraverso nove sezioni tematiche che documentano l’evoluzione delle tecniche fotografiche e il lavoro di tanti autori – anche quelli meno noti – che hanno vissuto un rapporto molto stretto con la città. La prima sezione, Sperimentare con la luce: nascita e progressi della fotografia, è dedicata al dagherrotipo, all’albumina e alle altre tecniche utilizzate da autori-pionieri che si muovevano tra la città e le campagne servendosi di ingombranti attrezzature. La sezione Documentare l’Antico: percorsi tra le rovine racconta come la nuova tecnica sia stata utilizzata anche nell’indagine archeologica, per immortalare le vestigia classiche, mentre la sezione Centro della cristianità è dedicata alla Basilica di San Pietro. Al Tevere e al patrimonio naturalistico di Roma sono dedicate rispettivamente le sezioni Vie d’acqua: la presenza del fiume e le fontane monumentali e Un eterno giardino: Roma tra città e campagna.

Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento a oggi

La mostra prosegue con alcuni scatti che raccontano le trasformazioni urbanistiche che hanno cambiato il volto della capitale (La nuova capitale: dai piani regolatori di fine Ottocento alla città moderna) e la quotidianità della vita romana (Occasioni di vita sociale). Le ultime due sezioni raccolgono una serie di lastre ottocentesche in vetro retro-illuminate e una collezione di ritratti. Tra gli autori in mostra, Berengo Gardin, Basilico, Cresci e Ghirri


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