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Manos, i contadini del mondo | Fotografie di Marco Del Comune e Oliver Migliore

Dattero selvatico del Mali © Marco Del Comune, Oliver Migliore

Giovanna Pennacchi è lieta di presentare la mostra Manos, i contadini del mondo | Fotografie di Marco Del Comune e Oliver Migliore, un progetto fotografico che tratta della ricchezza della biodiversità e di cibo in via d’estinzione come il dattero selvatico del Mali, l’olio di Dendè del Brasile, le mele-sorbo del Kazakistan… attraverso il racconto delle mani di persone provenienti da tutto il mondo.

Manos: la mostra

Mani che curano, accudiscono e permettono la coltivazione di prodotti speciali. Mani di contadini segnate da solchi pesanti come la terra che coltivano, da cui trapela la memoria di tradizioni ancestrali ma anche la dignità, la fierezza, la gratificazione di un operato consapevole. Grazie a queste mani è ancora oggi possibile godere di frutti della terra, testimonianza della ricchezza di mondi in via di estinzione. Lo scopo del percorso sta nell’accompagnare il pubblico verso la scoperta di elementi unici, inconsueti ma raffinati, ravvivando una curiosità talvolta assopita.
Dal 2014 i fotografi Marco Del Comune e Oliver Migliore lavorano insieme sul tema del cibo, fotografando i prodotti dell’Arca e i loro produttori e rinnovando nei loro scatti l’emozione di ogni singolo incontro. Le loro fotografie a colori suggeriscono sapori e colori che sono forme uniche, irripetibili nella bellezza della varietà. La mostra ha il patrocinio di Slow Food ed è stata presentata in anteprima alla galleria Il fotografo di Finalborgo in occasione del Salone dell’Agroalimentare Ligure 2019.

Informazioni

Fino al 27 febbraio 2020
ACTA INTERNATIONAL
direzione: Giovanna Pennacchi
via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal mercoledì al sabato ore 16 – 19.30
info@actainternational.it
www.actainternational.it

SPAGHETTI WRESTLERS, la prima mostra sul wrestling Italiano

Inaugura oggi 7 febbraio 2020 alla Leica Gallery a Roma “Spaghetti Wrestlers“, la mostra personale di Andrea Boccalini, fotografo ritrattista e di reportage.

Spaghetti Wrestlers, la mostra a Roma

L’esposizione è un estratto di un ampio lavoro che Andrea Boccalini ha svolto sul Pro Wrestling italiano, una forma di performance e di intrattenimento che combina atletica, teatro e acrobazie, le cui esibizioni avvengono principalmente nelle periferie e nei piccoli centri. La maggior parte dei Wrestlers in Italia non sono professionisti (nel senso economico del termine), ma macellai, studenti universitari, guardie giurate, disoccupati, che dedicano il loro tempo libero ad allenamenti quotidiani ed alla cura nella creazione dei personaggi. Questi veri e propri atleti sono simili a clown oscuri e grotteschi che, attraversando piazze e palestre, uniscono prestazione fisica e interpretazione.
Da questo progetto fotografico emerge un microcosmo fatto di realtà e finzione, un mondo parallelo diverso da ciò che siamo soliti vedere e definire intrattenimento e spettacolo. La sensibilità di Andrea Boccalini gli permette di raccontare storie ai margini, facendosi strada dietro le maschere e i costumi, svelando con i suoi scatti il sogno di uomini che, una volta sul ring, provano a essere super eroi.

Informazioni

Orario: 18:30 – 20:30
Luogo: Leica Store Roma
INDIRIZZO: via dei Due Macelli 57
Evento Facebook: http://bit.ly/2SnE2bq
Evento Event Brite: http://bit.ly/2RlVhe7
La mostra ha ingresso gratuito sarà aperta per un mese dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 19:30.

 

Roma. Finissage della mostra insieme a Gianni Berengo Gardin

Roma, 1973 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia Milano

Domenica 2 febbraio 2020 Gianni Berengo Gardin alle ore 12.30 accoglierà il pubblico in mostra. Chiude così, con una visita guidata insieme al giornalista Michele Smargiassi e al curatore Giuliano Sergio Roma, la prima esposizione del grande fotografo dedicata unicamente alla Capitale (ve l’avevamo presentata qui).

Una mostra per rivelare il fascino di Roma

Una selezione di settantacinque scatti, tra cui molti inediti e rigorosamente in bianco e nero, hanno rivelato ai visitatori della rassegna il sorprendente affresco dell’evoluzione e delle contraddizioni della città, dal secondo dopoguerra a oggi. Il paesaggio umano e il racconto sulle persone di Berengo Gardin, che non dimentica mai i luoghi, ben si iscrive nel sito prescelto per questo omaggio a Roma. Ligure di nascita e veneziano d’origine, Gianni Berengo Gardin (1930) conosce Roma sin dall’infanzia, negli anni dell’occupazione tedesca e della liberazione, quando viveva al rione Celio. È alla fine degli anni Cinquanta che Berengo Gardin torna nella Capitale da professionista, al servizio del celebre settimanale Il Mondo. L’esposizione è un ritratto complessivo capace di cogliere nei dettagli, nei gesti e negli sguardi dei romani quella franchezza aperta e sfacciata che li contraddistingue. Poesia e bellezza, forza e violenza, architettura storica e trasformazione delle periferie tessono un racconto denso di emozione. La mostra è promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, con l’organizzazione di Electa e in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia.

 

INFORMAZIONI

DOMENICA 2 FEBBRAIO 2020 – ORE 12.30

Visita guidata della mostra con Gianni Berengo Gardin e Michele Smargiassi, insieme al curatore Giuliano Sergio.
Ingresso gratuito nell’ambito della campagna MiBACT #domenicalmuseo
Roma, Casale di Santa Maria Nova, via Appia Antica, 251
Per info: www.parcoarcheologicoappiaantica.it

Le Metropoli di Gabriele Basilico in mostra a Roma

Gabriele Basilico, Shanghai, 2010. © Archivio Gabriele Basilico

Dal 25 gennaio al 13 aprile 2020, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà “Metropoli”, la retrospettiva dedicata alla fotografia di Gabriele Basilico. A cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia, la rassegna è incentrata sul tema della città con oltre 250 opere in diversi formati datate dagli anni Settanta ai Duemila, alcune delle quali esposte per la prima volta.

Metropoli: la mostra

La metropoli è sempre stata al centro delle indagini e degli interessi di Gabriele Basilico (Milano 1944-2013). Il tema del paesaggio antropizzato, dello sviluppo e delle stratificazioni storiche delle città, dei margini e delle periferie in continua trasformazione sono stati da sempre il principale motore della sua ricerca. La mostra analizza questi temi mettendo a confronto le opere realizzate nelle numerose città ritratte, tra le quali Beirut, Milano, Roma, Palermo, Napoli, Barcellona, Madrid, Lisbona, Parigi, Berlino, Buenos Aires, Gerusalemme, Londra, Boston, Tel Aviv, Istanbul, Rio de Janeiro, San Francisco, New York, Shanghai, accostate secondo analogie e differenze, assonanze e dissonanze, punti di vista diversi nel modo di interpretare e di mettere in relazione lo spazio costruito.

I 5 capitoli dell’esposizione

Il percorso espositivo della rassegna si articola in cinque grandi capitoli: “Milano. Ritratti di fabbriche 1978-1980”, il primo importante progetto realizzato da Basilico; le “Sezioni del paesaggio italiano”, un’indagine sul nostro Paese suddiviso in sei itinerari realizzata nel 1996 in collaborazione con Stefano Boeri e presentata alla Biennale Architettura di Venezia; “Beirut“, due campagne fotografiche per la prima volta esposte insieme, realizzate nel 1991 in bianco e nero e nel 2011 a colori, la prima alla fine di una lunga guerra durata oltre quindici anni, la seconda per raccontarne la ricostruzione; “le città del mondo”, un viaggio nel tempo e nei luoghi da Palermo, Bari, Napoli, Genova e Milano sino a Istanbul, Gerusalemme, Shanghai, Mosca, New York, Rio de Janeiro e molte altre ancora; infine “Roma”, la città nella quale Basilico ha lavorato a più riprese, sviluppando progetti sempre diversi fino al 2010, in occasione di una stimolante quanto impegnativa messa a confronto tra la città contemporanea e le settecentesche incisioni di Giovambattista Piranesi.

Non solo fotografie

Oltre alle opere in mostra, viene proposta un’ampia biografia illustrata che racconta attraverso brevi testi e immagini il percorso artistico e professionale di Basilico (più volte infatti le due ricerche si sono incrociate) e tre video: il primo realizzato da Tanino Musso nel 1991 a Beirut e rimontato da Giacomo Traldi che ha rielaborato anche un’intervista del regista Amos Gitai del 2012 dedicata a Roma e a Piranesi. Il terzo video, “A proposito di Sezioni del Paesaggio italiano”, è un’intervista a Stefano Boeri realizzata da Marina Spada nel 2002.

Inge Morath, uno scatto inedito in mostra a Roma

Mostra Inge Morath

Fino al 19 gennaio 2020, il Museo di Roma in Trastevere ospita Inge Morath. La Vita. La fotografia, la prima retrospettiva italiana della Morath, la prima fotoreporter donna entrata a far parte della Magnum Photos, una delle più importanti agenzie fotografiche al mondo.

Viaggiatrice instancabile, poliglotta, donna dai poliedrici interessi e di profonda cultura, Morath nasce a Graz, in Austria, nel 1923. Non teme barriere culturali, linguistiche o geografiche: la sua conoscenza di diverse lingue straniere le permetteva di analizzare in profondità ogni situazione e di entrare in contatto diretto con la gente.
I rapporti lavorativi con personalità quali Ernst Haas, Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, contribuiscono a chiarire l’evoluzione professionale della Morath e il personale stile fotografico nutrito degli ideali umanistici successivi alla Seconda Guerra Mondiale, ma anche della fotografia quale “momento decisivo” come la definì Cartier-Bresson.

La retrospettiva a Roma

Curata da Marco Muniz, Brigitte Blum – Kaindl, Kurt Kaindl, la retrospettiva si sviluppa in 12 sezioni che ripercorrono tutte le principali esperienze professionali e umane della fotografa. Tra le oltre 140 fotografie e decine di documenti originali presenti, compaiono anche immagini realizzate da grandi maestri come Henri Cartier-Bresson e Yul Brinner, che ritraggono Inge Morath in diversi momenti della sua carriera.

Inge Morath, a diciassette anni dalla sua scomparsa

Attraverso i suoi scatti la Morath ha saputo raccontare la vita e l’intimità delle persone imprimendole in un’immagine. A Roma non manca naturalmente una sezione dedicata ai suoi celebri ritratti: da Pablo Picasso a Doris Lessing, da Alberto Giacometti a Marilyn Monroe, ma anche Jean Arp, Igor Stravinskij, Audrey Hepburn, fino a Fidel Castro. L’artista, scomparsa a New York nel 2002, ci stupisce ancora alla retrospettiva: è stato ritrovato postumo un ultimo inedito e potente scatto, scoperto in un rullino mai sviluppato. La Morath nel 2001 aveva fotografato dei rami secchi davanti al suo ritratto giovanile: quasi un addio, intenso e delicato, raccolto in un’immagine.

Tutte le info sulla mostra sono disponibili qui.

 

 

 

Prenota un ritratto con Fabio Lovino

ricordi? Roma

A Roma dal 6 al 23 dicembre si terrà la terza tappa di RICORDI? Il progetto ideato da Settimio Benedusi per raccontare al grande pubblico la bellezza della fotografia e la bellezza dei ritratti stampati.

Ricordi? A Roma il ritratto è firmato Fabio Lovino

Fabio Lovino è uno dei fotografi più celebri della nostra generazione: colleziona nel portfolio personale artisti italiani e internazionali come Robert De Niro e Al Pacino, Benicio del Toro, Terry Gilliam, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Isabelle Huppert, David Cronemberg, David Lynch, Marco Bellocchio, Bertolucci, Moretti, Morante, Castellitto. Molti di questi sono diventati le copertine dei più famosi magazine italiani ed esteri, come Io Donna, Max, Elle, Vogue Pelle, Vanity Fair, Il Venerdì, Rolling Stone, Studio e l’Express.

Canon partner ufficiale di Ricordi?

I ritratti saranno stampati con Canon imagePROGRAF PRO-1000, la stampante fotografica di qualità professionale progettata per grafici, designer e fotografi professionisti. Una soluzione in grado di produrre stampe di qualità eccezionale fino al formato A2 in soli sei minuti. Inoltre, per offrire la massima resa a ogni immagine sarà utilizzata la una carta fotografica professionale con effetto patinato, Canon Pro Luster LU-101: finitura uniforme e colori vivaci per onorare ogni singolo ritratto.

Prenota il tuo ritratto

Per prenotarti dovrai scegliere dal calendario la data, l’ora di arrivo e l’eventuale quantità di foto. Riceverai una e-mail di conferma che dovrai mostrare al tuo arrivo in negozio.
Prenota il tuo ritratto qui.

Roma, 6 – 23 dicembre 2019 – Mercato Centrale

Eolo Perfido a Roma con Clownville

Inaugura a Roma Clownville, mostra personale di Eolo Perfido, estratto del più ampio progetto che il fotografo ritrattista italo-francese ha dedicato ai Clown e alla metafora della maschera, in collaborazione con Valeria Orlando, artista con ventennale esperienza nel campo del make-up. L’esposizione, ospitata presso la Leica Gallery di Roma, inaugura giovedì 5 settembre alla presenza dell’autore. La curatela della mostra è di Biba Giacchetti, della nota Agenzia fotografica SudEst57, che racconta: «Il progetto Clownville di Eolo Perfido ha a che fare con il subconscio. Eolo Perfido nasce come ritrattista di studio e, per molto tempo, si è dedicato al volto e alla sua espressione collaborando con attori, musicisti e personaggi dello spettacolo. Spesso è stato limitato nel creare un’estetica rassicurante e levigata, determinata dai soggetti ritratti in una variazione di luci e ombre, sguardi e gesti. È facile comprendere che per il progetto artistico Clownville abbia cercato una strada totalmente sovversiva, in grado di liberare e trascendere ogni possibile limite e fare del soggetto fotografato un materiale simile alla plastilina per muoversi nel regno della messa in scena, della commedia dell’arte, passando dal fumetto alla psichiatria, dalla letteratura, tra Pirandello e Stephen King, alla cinematografia iconica di Chaplin fino a Batman e Joker». In Clownville, il fotografo scava, non si limita a ciò che l’essere umano mostra di sé ma ne indaga il lato oscuro, «che si libera a partire da una maschera dipinta sul volto che ne consente l’impunità». Il risultato sono immagini dallo stile gotico, caratterizzate da una sostanziale tricromia (bianco, nero e rosso), che ci lasciano – spiega la curatrice – «con un senso di inquietudine e divertimento, e il dubbio disturbante che i suoi personaggi iperbolici abbiano molto più a che fare con la verità che con la fantasia». La mostra è aperta dal 5 settembre all’8 ottobre 2019 e si può visitare durante gli orari di apertura della Leica Gallery di Piazza di Spagna, dalle 10.00 alle 19.30.
www.eoloperfido.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lectio Magistralis di Fotografia. Gian Paolo Barbieri al MAXXI

Gian Paolo Barbieri, Audrey Hepburn, Vogue Italia, Roma 1969

Dalla moda all’attualità. E ritorno.
Gian Paolo Barbieri, tra i più importanti maestri italiani dell’immagine, si racconta ripercorrendo la sua straordinaria carriera in dialogo con Maurizio Rebuzzini e Settimio Benedusi nel corso di un nuovo appuntamento con le Lectio Magistralis Di Fotografia.


Gian Paolo Barbieri, Audrey Hepburn, Vogue Italia, Roma 1969

INFO
Piazza del MAXXI, Roma – ingresso libero fino a esaurimento posti con possibilità di prenotazione del posto per i primi 10 possessori della card myMAXXI, scrivendo a mymaxxi@fondazionemaxxi.it entro il giorno prima dell’evento
Per maggiori informazioni clicca qui.

Iniziativa promossa in collaborazione con AFIP International Associazione Fotografi Professionisti e in occasione di Altaroma – edizione luglio 2017


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Daniele Tamagni in mostra alla Galleria del Cembalo di Roma

Gentleman of Bacongo © Daniele Tamagni

La Galleria del Cembalo, in occasione della fashion week estiva di Altaroma 2017, presenta per la prima volta al pubblico romano gli scatti di Daniele Tamagni sul tema delle mode e delle controculture giovanili nelle realtà urbane dell’Africa contemporanea.



Dal 6 luglio al 16 settembre, presso la Galleria del Cembalo (Palazzo Borghese) a Roma, la mostra ANOTHER LOOK, a cura di Giovanna Fazzuoli, racconterà la moda di strada come strumento di affermazione individuale e di rivendicazione politica e sociale. Dai dandy congolesi di Brazzaville ai metallari cowboys di Gaborone, dai giovani ballerini di Johannesburg ai creativi di Nairobi e Dakar, Daniele Tamagni è riuscito a cogliere l’immediatezza espressiva di queste comunità.

Nel suo lungo lavoro di reportage condotto in diversi paesi africani, Tamagni ritrae fenomeni di resistenza eccentrica e di rivendicazione della differenza attraverso la moda.
L’identità delle fashion tribes è rappresentata in diversi contesti geografici in cui si è radicata una controcultura popolare che si ispira a quella coloniale e occidentale, sfidandola e reinterpretandola con inesauribile creatività.


Gentleman of Bacongo © Daniele Tamagni

Tra globalizzazione e tradizione, desiderio di emulazione e affermazione sociale, spontaneità e artificio, creatività individuale e reinterpretazione, le tribù della moda, raccolte nel volume “Fashion Tribes”, rivendicano la propria identità nella realtà di tutti i giorni, una realtà che Tamagni ha saputo guardare da un punto di vista diverso, sfidando stereotipi e luoghi comuni.


Biografia
Daniele Tamagni è un fotografo freelance di moda e reportage. Nel 2007 vince il Canon Young Photographer Award con un progetto sui dandy congolesi, i Sapeurs di Brazzaville. Nel 2009 pubblica il libro intitolato “Gentlemen of Bacongo” e nel 2010 vince l’ICP INFINITY AWARD per la categoria fashion. Il suo progetto sulle lottatrici boliviane si classifica secondo al World Press Photo 2011 per la categoria Arts & Entertainment. Nel 2015 pubblica “Fashion Tribes/Global Style Battles”, Abrams/La Decouverte. Il suo ultimo libro, “Mtindo Stylemovers. Rebranding Africa”, edito da Skira, è stato presentato a Milano il 15 novembre 2016. Le fotografie di Tamagni sono state esposte nelle gallerie private e nei musei di tutto il mondo e sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di numerose istituzioni, tra cui il LACMA di Los Angeles, il MoCP di Chicago, il Volkerkunde Museo di Amburgo e il Royal Pavillion Museum di Brighton.


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Canon Club e Nikon Club insieme per l’Appia Day 2017

Domenica 14 maggio a Roma si svolge Appia Day 2017, un’opportunità unica per i romani e per i turisti, una grande festa per celebrare il fascino e l’incanto dell’Appia Antica finalmente ciclopedonalizzata. L’occasione migliore per riappropriarsi del passato guardando al futuro della capitale e del Paese e per iniziare a immaginare una nuova idea di città che investe sul territorio. Una città più attenta ai cittadini, più moderna, più verde, più vivibile, più sana.

L’Associazione Nazionale Domiad Photo Network, della quale Sprea Fotografia ha il grande piacere di essere media partner, è sempre attenta agli eventi di natura fotografica di rilievo nazionale, ha organizzato in occasione dell’Appia Day 2107 la presentazione della raccolta delle immagini realizzate nei mesi scorsi durante il contest fotografico con il tema “La Via Appia Antica, storia, cultura, paesaggio” che, per una volta, ha riunito sotto un unico tetto gli eterni rivali appartenenti alle due super community Canon Club Italia e Nikon Club Italia oltre agli appassionati iscritti a Monocromaticamente.it.

La proiezione si svolgerà il 13 maggio 2017 presso la Sala Grande della Cartiera Latina alla presenza dei rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Comune di Roma.

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VietnamToday di Daniele Rossi in mostra a Roma

Dal 5 al 20 maggio 2017 presso la Galleria Tibaldi Arte Contemporanea le immagini di Daniele Rossi ci mostrano un inedito volto della contemporaneità vietnamita.



“VIETNAMTODAY” è un progetto che si sviluppa dall’elemento caratteristico della fotografia d’autore e contemporanea: l’utilizzo del mezzo fotografico come strumento di espressione artistica e di narrazione, e non solo come una forma di comunicazione.
La mostra, in collaborazione con Tibaldi Arte Contemporanea, è finalizzata alla promozione della realtà vietnamita e delle arti visive contemporanee, in particolare della fotografia, mettendo in evidenza le nuove realtà del panorama fotografico e stimolando il dibattito e l’interazione tra autori e pubblico.



Una canna di bambù si piega al forte vento fino a chinarsi al suolo, ma non si spezza, e quando il vento cessa si rialza ritta e impetuosa come prima.


Dopo le guerre che hanno tormentato il Vietnam per molti anni, ora la nazione è in crescita ed è comune vedere tanti giovani che stanno cercando di migliorare il loro tenore di vita. Vengono costruiti  grattacieli, il turismo, così come la cultura, si sta incrementando. L’unico fattore che non cambia e unisce il passato al presente è la gente che si sposta in modo vorticoso, presa dalla quotidianità del vivere. I motorini, i lavoratori, i turisti e i venditori passano indifferenti davanti agli edifici storici.



Hanoi è una città molto popolosa dove nella parte vecchia si avverte ovunque il contatto fisico, la gente che affolla le strade anguste, molti lavori si svolgono in strada dove barbieri, sarti e venditori affollano i marciapiedi parlando, mangiando, discutendo e  qualche volta litigando. Immaginiamoci di essere sospesi in una grossa bolla d’aria e osservare la città, senza sentire il frastuono delle moto e le chiacchere della gente, non vedendo  le facce, ma solo il movimento delle persone che passano e si alternano veloci davanti all’immobilità dei secoli passati.



Il lavoro “VIETNAMTODAY” narra della realtà contemporanea del Vietnam, come una nazione in crescita e in pieno sviluppo economico e culturale, ma nel contempo con ferme radici nel suo passato glorioso. Il giovane obiettivo dell’autore ci mostra questa realtà, in una forma pura, istintiva, visuale. Senza aforismi o ingannevoli sensi edonistici, Daniele Rossi ci racconta lo spaccato di una nazione in crescita, mostrandoci la sua verità, ma soprattutto il vorticoso dinamismo del suo popolo.
Tutte le foto sono state stampate su carta vietnamita originale, in particolare su carta Dó, ed è la prima volta a livello mondiale che si riesce a stampare su questo tipo di supporto che è realizzato interamente a mano utilizzando le antiche tecniche cinesi di fabbricazione della carta. Le stampe sono sospese in cornici artigianali realizzate in canna di bambù, sempre vietnamita. Il particolare allestimento rende le opere molto suggestive, in quanto al passaggio dell’osservatore le stampe vibrano e si muovono, come foglie nel vento.
Breve storia  della carta vietnamita Dó.



La carta Dó viene ricavata dalla corteccia di una pianta la Rhamnoneuron balansae. Si tratta di un piccolo albero originario dell’Asia, che raggiunge i  2/4 metri di altezza, con foglie ovali o oblunghe ed  una influorescenza bianca. Tuttoggi in molti villaggi vietnamiti viene usata la sua corteccia per ricavarne, con metodi tradizionali e artigianali, una carta soffice, leggera e resistente. Queste caratteristiche fanno si che la carta Dó abbia un ruolo importante nella tradizione del Vietnam. E’ infatti molto utilizzata non solo per le pitture Dong Ho, ma anche per la stampa di libri e documenti.


Galleria Tibaldi Arte Contemporanea, via Panfilo Castaldi 18 – Roma

Dal 5 al 20 maggio 2017

Web: Tibaldi Arte Contemporanea

Mail: r.s.tibaldi@gmail.com


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