Bolli sul filo: fotografie di Leonello Bertolucci in una storia di arti circensi e crescita personale

Bolli sul filo

Edito da Sprea Editori, con la prefazione di Denis Curti, il volume raccoglie le fotografie realizzate da Leonello Bertolucci nel corso della sua esperienza presso il Bolli Circus. Il libro nasce da un’iniziativa della Fondazione Devlata, nata con l’obiettivo primario di crescere con Bolli e di accogliere le più svariate persone che hanno voglia di scoprire il mondo attraverso gli occhi di questo ragazzo. In libreria e su ilfotografo.it

Un ragazzo di quattordici anni, una famiglia e tanti amici che negli anni hanno concorso, con la propria opera e passione, all’avverarsi di un sogno: sono questi gli elementi al centro della storia raccontata da Leonello Bertolucci, attraverso emozionanti immagini, nel libro Bolli sul filo.

Bolli sul filo: fotografie di Leonello Bertolucci

Leonello, raccontaci del tuo incontro con Bolli e della scoperta di questo circo, di questo mondo aperto alla creatività e all’immaginazione.
La storia è singolare fin dall’inizio. Sono nato a La Spezia, dove ho vissuto fino a ventitré anni prima di trasferirmi a Milano. Il Bolli Circus è attivo da tempo proprio nella mia provincia, precisamente a Sarzana. È così che, durante uno dei miei periodici ritorni a casa, venni a conoscenza di questa esperienza che salda arti circensi e crescita personale. Quello che non potevo immaginare era che Marina, la mamma di Bolli e l’anima di tutto questo, la conoscevo in realtà fin dai tempi del liceo che entrambi avevamo frequentato.

Cosa ti ha stupito di questo ragazzo di quattordici anni e del suo mondo?
Il mio stupore nei confronti di Bolli deriva dal suo stesso stupore verso ogni nuova conquista e verso questo mondo che ha la forma di uno chapiteau tutto rosa. La fascinazione si è manifestata nel contemplare una grande famiglia che si è aggregata attorno a lui e per lui, armoniosamente ed energicamente concentrata a ribaltare le difficoltà in opportunità. Bolli, la persona con una difficoltà in più, è lui a donare energia e motivazione a tutti gli altri. Ecco lo stupore, ecco la vera magia. Come miracolosa mi è apparsa, già in un arco di tempo tutto sommato limitato, la sua crescita in termini di sicurezza e di consapevolezza psicofisica, tradotta poi in abilità e coraggio nel susseguirsi degli spettacoli a cui ho avuto l’occasione di assistere.

Raccontaci di questo circo.
Difficile raccontare con le parole un’atmosfera tutta da respirare. Spero che, almeno in piccola parte, questo compito lo svolgano le mie foto. La storia è magica, quasi una favola, ma questo non deve distogliere dalla sua presenza calata nella realtà; una realtà che non sempre capisce e risponde alle esigenze di chi non interpreta la vita come una giungla competitiva e individualista ma, viceversa, si dà come unica vera sfida quella verso se stessi. Come Bolli, appunto. Lui oggi vuole superarsi giorno dopo giorno, in vista di uno spettacolo che verrà, inseguendo l’applauso per un’esibizione più ardita e perfetta della precedente. Per raggiungere questo risultato lavora quotidianamente sul filo teso, suo miraggio, sua ossessione, suo trionfo personale. Questa sua potenza d’intenti arriva a tutti, al pubblico che assiste e a tutti gli artisti circensi che, a ogni spettacolo del Bolli Circus, convergono a Sarzana per contribuire alla sua riuscita.

Indubbia, la fascinazione del racconto fotografico. Ma qual era il tuo proposito? Quale obiettivo doveva avere la tua fotografia?
Potrei citare Fabrizio De André quando diceva: “Io ho poche idee ma in compenso fisse”. In tema di fotografia, pur curioso e aperto verso tutto quando si tratta di guardare e aggiornarsi, nel passaggio alla pratica sono decisamente legato alla voglia, al piacere, al dovere di raccontare una storia. Ho sempre vissuto la fotografia anche come esperienza, un pretesto per entrare in altri mondi, in altre realtà, in altre vite. “Fotografare è una maniera di vivere”, diceva Henri Cartier-Bresson, e il mio periodo al Bolli Circus è un esempio di cosa significa, in termini personali, saldare l’atto fotografico con le proprie esperienze di vita. Il fotografo cresce insieme all’uomo e viceversa. Insomma, conoscere Bolli mi ha fatto crescere come persona, e se cresce la persona cresce anche il fotografo.

“Bolli ha 14 anni e una grande passione per il circo. Marina, sua mamma, gli ha regalato un sogno: attorno a lui ha costruito un circo, un vero circo… È il Bolli Circus, dove tutto ruota attorno a lui, e dove la sua sindrome di Down non rappresenta un problema”


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