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La fotografia maledetta di Joel-Peter Witkin

Joel-Peter Witkin è il fotografo autore delle celebri (famigerate?) immagini che hanno scioccato tutto il mondo in cui ritrae i cosiddetti freak, figure deformi, protesi o cadaveri messi in posa all’interno del set fotografico. Witkin spiega che le sue visioni, le sue “distorte” ricerche di una bellezza oltraggiosa e maledetta sono state causate da un episodio a cui ha assistito quando era ancora bambino: un incidente d’auto avvenuto di fronte a casa sua in cui una bambina è stata decapitata.Joel-Peter Witkin è nato nel ’39 da padre ebreo e madre cattolica. Tra il 1961 e 1964 lavorò come fotografo di guerra durante in Vietnam. Tornato in Usa, dal 1967 inizia a lavorare come fotografo free lance  ad Albuquerque in Nuovo Messico. Witkin prepara da solo la scena dello scatto e ne studia meticolosamente i dettagli e la disposizione di essi preparando bozzetti e disegni. Il marchio di Witkin è senza dubbio l’utilizzo del bianco e nero con l’inserimento successivo di graffi e macchie sui negativi. La tecnica richiama il decadimento che subiva il negativo quando, da supporto per un ricordo di luce gioiosa, si trasformava “in una matrice dove le luci si manifestavano come ombre, i colori assumevano tonalità distorte e inquietanti. Queste striscioline di celluloide se ne stavano chiuse prudentemente nelle buste che ti restituiva il negozio all’angolo. Erano immagini che non si guardavano, né in privato né in pubblico, erano immagini tenute fuori dalla scena: erano o-scene“. Una interessante analisi dell’opera di Witkin che propone Germano Celant nel libro “Fotografia maledetta e non” che esplora l’opera dei fotografi definiti più “inaccettabili e oltraggiosi, eppure incredibilmente affascinanti”.

 

 

 

 

Maria Vittoria Backhaus: domani grande inaugurazione

Maria Vittoria Backhaus insieme a Giovanni Gastel

Domani appuntamento da non perdere con l’opening della mostra dedicata a Maria Vittoria Backhaus alle ore 18.30 presso la galleria Still Fotografia di Milano, curata da Denis Curti, che, con l’esposizione dedicata all’eclettica autrice, apre il ciclo di eventi Vintage Prints. La mostra, che presenta una collezione di 30 stampe originali e che ripercorre le tappe più significative della lunga e multiforme carriera della fotografa, sarà visitabile fino al 3 marzo 2017.
Politicamente impegnata, Maria Vittoria documenta le barricate studentesche a Parigi, il mondo operaio, il banditismo sardo, i girovaghi, fino ad approdare, negli anni ‘80 ai servizi per Casa Vogue, iniziando così la sua lunga collaborazione con Condé Nast. E l’incontro tra la reporter e il mondo fashion si rivela straordinario. Il mondo della moda si mescola a quello reale, e le immagini che nascono sono racconti che, mentre seducono descrivendo stili e tendenze, documentano i cambiamenti culturali e sociali del tempo. Il segreto della Backhaus è quello di trarre piacere e divertimento dal suo lavoro – lei stessa si definisce “una dilettante, nel senso del diletto” – e di riuscire a trasmetterlo con l’ironia di chi non si prende troppo sul serio e la passione di chi ama la sua professione “Non riesco a star ferma e smettere di fotografare! La fotografia è la mia vita”.

 

STILL, via Balilla 36, 20136 Milano
Opening mercoledì 8 febbraio 2017 ore 18.30
orari da lunedì a venerdì 9,00 – 18,00 sabato e domenica su appuntamento.
Ingresso libero.
Per informazioni
press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it
tel. 02.36744528

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