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Luigi Ghirri

Book show: Luigi Ghirri. The Map and the Territory

Rimini, 1977 (In Scala, 1977-1978). [p.307] C-Print, 17.8 x 27 cm. Eredi di Luigi Ghirri. Courtesy of MACK

La casa editrice londinese MACK ha pubblicato il libro Luigi Ghirri. The Map and the Territory  interamente dedicato alla prima decade del lavoro dell’artista emiliano. Il volume, curato da James Lingwood, si presenta come un interessante e rigoroso approfondimento sulla prima e intensa fase di esplorazione artistica di Luigi Ghirri, conclusasi con la mostra a Parma del 1979. Il volume offre un vasto apparato fotografico e iconografico dei principali lavori prodotti da Ghirri tra il 1970 e il 1979, presentando al lettore un excursus completo su progetti come le Fotografie del periodo iniziale (1970), il celebre Kodachrome (1970-78), Colazione sull’erba (1972-74), Catalogo  (1970-79), Km 0.250  (1973), Diaframma 11, 1/125, Luce Naturale (1970-79), Atlante  (1973), Italia Ailati  (1971-79), Il Paese del Balocchi  (1972-79), Vedute (1970-79), Infinito  (1974), In Scala  (1976-79) terminando con Still Life  (1975-79).

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Personaggi da ricordare: Luigi Ghirri, il paesaggio intimo

Luigi Ghirri, il paesaggio intimo

Una voce capace di raccontare le trasformazioni dell’ambiente contemporaneo.

Scomparso nel 1992, a soli quarantanove anni, Luigi Ghirri è considerato uno dei più grandi fotografi di paesaggio in Italia. A influenzare la sua ricerca fu, innanzitutto, il profondo legame con i luoghi della giovinezza, con la provincia emiliana in particolare. Agli anni Settanta risalgono le prime serie di fotografie. Curioso e attento ai cambiamenti, Ghirri interpreta la fotografia come uno strumento capace di raccontare le trasformazioni del paesaggio italiano. Un paesaggio colto non nella sua dimensione più “spettacolare” ma in quella più intima, nascosta. Cominciano le collaborazioni con architetti, urbanisti, filosofi e, negli anni Ottanta, Ghirri si fa promotore di diverse iniziative che indagano le trasformazioni dell’ambiente contemporaneo, in bilico tra modernità e tradizione, innovazione e conservazione. Risale al 1980 la serie Iconicittà, mentre è del 1984 il progetto Viaggio in Italia, curato insieme con Gianni Leone ed Enzo Velati e considerato un manifesto della fotografia italiana. L’importanza della sua ricerca è riconosciuta anche all’estero: nel 1985 il Ministero della Cultura francese lo incarica di fotografare la Reggia di Versailles e, nello stesso anno, è invitato a lavorare per la sezione di architettura della Biennale di Venezia. Tra i suoi ultimi lavori vi sono le serie dedicate a Giorgio Morandi e Aldo Rossi.

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