Harlem, New York, 1948.

Gordon Parks: il fotografo della segregazione, della povertà e delle umiliazioni americane

Nero in un mondo di bianchi, Gordon Parks nasce nel 1912 a Fort Scott, in Kansas. Conosce l’America della segregazione, della povertà, delle umiliazioni quotidiane e se ne fa interprete con la sua macchina fotografica. Ma dalle pagine di Life non racconta solo i perdenti, mostra anche quelli che, pur essendo neri, ce l’hanno fatta e sono diventati Malcom X, Muhammed Ali e Martin Luther King, personaggi noti in tutto il mondo. Parks non è stato però solo un fotografo. Uomo eclettico come pochi è stato anche regista, scrittore, musicista, poeta, tanto da guadagnarsi il soprannome di Uomo del Rinascimento. E nell’immagine che pubblichiamo dà prova della sua capacità di raccontare con le immagini. Siamo ad Harlem nel 1948, in un angolo di strada un gruppo di ragazzi, tutti di colore, gioca con un idrante. Uno dei più grandi lo aziona, gli altri intorno assistono, i più piccoli corrono verso l’improvvisata fontana. Nell’aria c’è un misto di gioia selvaggia e di povertà estrema. Nel campo lungo è possibile intuire la città che scorre intorno con i suoi ritmi. Le macchine sullo sfondo, immobili nei loro parcheggi, contrastano con il brulicare di figure in primo piano che rimandano in qualche modo alle composizioni di Hieronymus Bosch. Gordon Parks muore nel 2006, dopo aver dedicato oltre sessanta anni della propria vita alla ricerca di storie che, raccontate, potessero in qualche modo incidere sulla realtà.