17 Maggio 2021 di Redazione Redazione

Vi accompagniamo su un set fotografico per svelarvi tutti i segreti di un ritratto perfetto! 4 scatti diversi e tanti consigli su tecnica e attrezzatura. Cominciamo?

Prima di cominciare

Controllo assoluto

Per gestire con sicurezza tutti i parametri di scatto, conviene lavorare in modalità manuale. Quando impostiamo il diaframma, non cediamo alla tentazione di chiuderlo su valori medi, come f/8, per aumentare la profondità di campo. In realtà vogliamo che parte della testa cada leggermente fuori fuoco. Possiamo permetterci di aprire intorno a f/5.6. Ci assicureremo che il viso sia nitido, ma lasceremo ammorbidire tutto il resto.

Tempo di sincronizzazione

Controlliamo di quale tempo di sincronizzazione con il flash sia capace la nostra fotocamera, di solito intorno a 1/200 di secondo. Impostare un valore leggermente più lento non è sbagliato, perché probabilmente il lampo di luce riuscirà comunque a congelare qualsiasi movimento nella scena. Ma con i ritratti importanti è sempre meglio andare sul sicuro e usare il tempo più veloce consentito!

Bilanciamento del bianco

Sempre per sicurezza, conviene bilanciare i colori prima di iniziare la sessione. Usiamo un cartoncino grigio neutro, esponiamolo alle stesse luci con cui lavoreremo e impostiamo il bilanciamento del bianco su “PRE” (l’opzione predefinita). Riempiamo l’inquadratura con il cartoncino e premiamo lo scatto. In questa modalità, la fotocamera non esporrà una fotografia ma eseguirà una precisa lettura del bilanciamento del bianco, anche con il cartoncino fuori fuoco. Se la lettura viene acquisita correttamente, la nostra Nikon mostrerà il messaggio lampeggiante “Gd”.

ritratto

Ritratto: set 1

ESPOSIZIONE 1/200 di sec, f/5, ISO 100
OTTICA Nikon 24-70 mm f/2.8

Lo zoom Nikon 24-70 mm f/2.8 è incredibilmente versatile perché copre un’estensione focale dal grandangolo al medio tele. In genere per i ritratti abbiamo bisogno solo di una porzione di questa gamma, intorno ai 50-70 mm. Le focali più corte, infatti, possono introdurre distorsioni poco piacevoli sul viso della modella. Il nostro primo scatto (foto in alto) è stato realizzato con l’obiettivo impostato su 55 mm, dall’altezza degli occhi della ragazza. Ciò ha permesso di creare più intimità e dare intensità alla relazione tra l’osservatore e il soggetto.

Ritratto e scatto singolo

Per i ritratti in studio, la modalità di scatto migliore è quella Singola. In questo caso, la fotocamera attiva l’otturatore una sola volta a ogni pressione del pulsante di scatto (in modalità Continua, invece, la reflex cattura immagini in sequenza finché teniamo il pulsante di scatto premuto). La modalità Singola ci costringe a fermarci e valutare l’inquadratura prima di ogni nuovo scatto. Questo processo, fatto di pausa e ricomposizione, disciplina lo sguardo e impone sessioni più meditate. Ci risparmia una bella mole di lavoro di selezione e post-produzione. Ci spinge, infatti, a lavorare per arrivare all’immagine che vogliamo con pochi scatti deliberati, anziché con decine di immagini casuali.

Punto singolo

L’uso corretto dei punti AF velocizza la sessione perché ci assicura il maggior numero possibile di immagini a fuoco. Conviene lavorare in modalità punto AF singolo. Inoltre, usiamo il Multiselettore per attivare il punto AF più vicino agli occhi del soggetto. In questo modo evitiamo di perdere tempo mettendo a fuoco e ricomponendo ogni volta. E così rendiamo la nostra sessione più fluida e scorrevole.

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