21 Settembre 2021 di Redazione Redazione

Se siamo appassionati di fotografia paesaggistica, i filtri a lastrina non dovrebbero mai mancare nella nostra borsa.

A differenza di quelli circolari, che si avvitano alla filettatura dell’obiettivo, quelli squadrati, a lastrina, richiedono un portafiltri ma sono più versatili. Infatti, non sono legati alla misura della filettatura (basta un adattatore della taglia giusta per collegare lo stesso portafiltri a ogni obiettivo). Inoltre, sono meno soggetti a vignettatura, perché in genere sono molto più grandi della lente frontale dell’obiettivo. 

Tra i vantaggi anche la possibilità di essere cumulati nei diversi slot del portafiltri e di farli scivolare più o meno in alto per un posizionamento molto preciso.

I principali filtri a lastrina

1 – Filtri ND

Un filtro a densità neutra è in sostanza una lastra scura che riduce il passaggio della luce, allunga il tempo di scatto e sfuma gli elementi in movimento nella scena. È perfetto per rendere fumosa e lattiginosa l’acqua di mare mosso, torrenti o cascate. E per trasformare in scie le nuvole di passaggio in una giornata ventosa.

2 – Filtri ND graduati

Un filtro graduato a densità neutra è scuro in alto e sfuma verso la trasparenza sul lato opposto. Serve a bilanciare le scene che mostrano primo piano scuro e cielo luminoso. Questi filtri esistono in due versioni: con transizione dura o morbida, in riferimento alla rapidità della sfumatura da scuro a trasparente. Le sfumature dure sono ideali per gli orizzonti diritti. Quelle morbide sono migliori perché si notano meno in presenza di orizzonti ondulati o frastagliati.

Per calcolare l’intensità necessaria, esponiamo in manuale il primo piano e leggiamo l’esposizione della parte più alta del cielo. La differenza tra le due è quella che dobbiamo coprire. Se per esempio il cielo risulta sovraesposto di 3 stop, abbiamo bisogno di un filtro da 3 stop.

3 – Filtri ND graduati “reverse”

Forma specialistica di ND graduato, il reverse è trasparente in basso, più scuro nella sezione centrale e torna a sfumare verso la trasparenza nella parte più alta. È pensato per scattare direttamente controluce quando il sole è basso sull’orizzonte e la fascia centrale è la più luminosa della scena.

Come i normali ND graduati, questi filtri sono rettangolari, non quadrati, per scivolare più o meno in alto nel portafiltri e posizionare la porzione scura con precisione sull’orizzonte.

4 – Polarizzatori

Questo filtro è sempre di forma circolare perché, anche all’interno del portafiltri, ha bisogno di ruotare per bloccare la luce polarizzata. Rimuove il riverbero dalle superfici lucide, per dare vividezza per esempio alle foglie, e “vede” attraverso i riflessi sull’acqua, per mostrare il fondale. Può anche definire meglio le nuvole, dando loro più impatto contro un cielo scurito fino a un azzurro intenso e vibrante.

filtri a lastrina

I polarizzatori toccano la massima intensità a 90° rispetto al sole. Mettiamo a L indice e pollice e puntiamo quest’ultimo verso il sole. L’indice indicherà la direzione di scatto ottimale.

 

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