2 Settembre 2021 di Redazione Redazione

La food photography ha visto un vero boom di popolarità negli anni più recenti. Non c’è dubbio sul ruolo degli smartphone in questa moda. Se però vogliamo portare a un livello più alto la nostra fotografia culinaria, dobbiamo deciderci a usare una reflex o una mirrorless.

Ecco allora una guida alla food photography che ti permetterà di realizzare immagini da veri professionisti, dallantipasto al dolce.

Food photography #4 – sapori orientali

Ecco un altro piatto facilissimo da cucinare che si presta a immagini deliziose: un fritto al salto all’orientale. Preparato con ingredienti e aromi accattivanti, come peperoncini rossi, cipollotti o mini-pannocchiette di mais, assicura una marea di vivaci punti focali. Se proprio cucinare non è cosa per noi, i supermercati offrono kit già pronti. Non dobbiamo fare altro che buttarli in un wok con poco olio!

Per realizzare un’immagine come questa, il trucco è solo fare i passi giusti per rendere il piatto invitante. Usiamo una ciotola o un piatto decorati, che completino e arricchiscano la preparazione. Dosiamo una porzione giusta, che non sembri troppo piccola per il contenitore. Sfruttiamo le guarnizioni come punto focale e se vogliamo pennelliamo la carne di glicerina, per farla apparire più succulenta.

Kit pro: pannello riflettente

Con la luce naturale di una grande finestra possiamo ottenere ottimi risultati. Ma la luce che viene da una sola direzione pone sempre il rischio di ombre troppo dure sul soggetto. I pannelli riflettenti servono a rimandare una piccola parte dell’illuminazione disponibile verso il piatto. Ciò permette di riempire le ombre più problematiche ed evitare che l’immagine appaia troppo cupa.

Il mercato ne offre di ogni tipo, ma possiamo anche costruirne uno fai-da-te. Usiamo un semplice pannello di polistirolo per un riflettore bianco o rivestiamo una leccarda da forno con carta d’argento per averne uno argentato.

I trucchi della food photography

1 – La porzione perfetta

food photography

La quantità di pietanza che scegliamo di impiattare fa un’enorme differenza. Per esempio, qui all’inizio il fotografo ha usato quella che sarebbe stata la sua normale porzione. Ma si è reso subito conto che non era abbastanza per essere protagonista all’interno della composizione: la si vedeva a malapena! Così ha aggiunto un paio di dita di contenuto, per portare il cibo più vicino al bordo della ciotola. In questo modo gli ingredienti saltano all’occhio con molta più chiarezza.

2 – Il piatto curato

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Il nostro soggetto deve sembrare davvero speciale e l’amore e l’attenzione con cui è stato cucinato devono essere evidenti: è un aspetto che si noterà molto. Per dare ai nostri piatti quel tocco speciale da ristorante, prendiamoci il tempo di decorarli prima di fotografarli. Possiamo usare guarnizioni come semi di sesamo o rondelle di peperoncino (per un’inimitabile vampata di rosso). Oppure possiamo riempire l’inquadratura con posate e accessori da tavola. Divertiamoci un po’.

3 – La carne lucente

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Apriamo la borsa di un fotografo specializzato e possiamo essere quasi certi di trovarci una boccetta di glicerina alimentare. Questo economico sciroppo trasparente può essere applicato su parti delle pietanze per renderle brillanti e succose.

Passiamo un piccolo pennello da cucina solo sulle aree che vogliamo interessare e non sgoccioliamo sugli altri ingredienti. E non preoccupiamoci se poi vogliamo mangiarci il soggetto. La glicerina alimentare è edibile, solo un po’ dolce!

 

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La guida completa alla food photography – parte #2
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