Gli italiani si voltano, Milano, 1954 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

La retrospettiva di Mario De Biasi a Venezia

Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003 è la retrospettiva con cui la Casa dei Tre Oci di Venezia omaggia il grande maestro del Novecento. Curata da Enrica Viganò in collaborazione con l’Archivio Mario De Biasi, la mostra riunisce 256 fotografie, metà delle quali inedite.

Si ripercorre così l’intera produzione di Mario De Biasi (Sois, Belluno, 1923 – Milano, 2013), dagli esordi della sua collaborazione con la rivista Epoca fino agli ultimi lavori. Per la prima volta, in questa mostra, le fotografie sono accostate ai disegni dell’autore, che raccontano la poliedricità e la complessità del suo lavoro.

Mario De Biasi
Brigitte Bardot, Venezia, 1957 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

«Era il momento!», osserva la curatrice Enrica Viganò. «Si sentiva la necessità di una mostra antologica che celebrasse il talento di Mario De Biasi in tutte le sue sfaccettature. Il fotoamatore neorealista, il fotoreporter di Epoca, il testimone della storia, il ritrattista di celebrità, l’esploratore di mondi vicini e lontani, l’artista visuale, l’interprete di madre natura, il disegnatore compulsivo e creativo. Tutto il suo lavoro è un inno alla vita».

Mario De Biasi, la Storia e le storie

Il percorso espositivo procede per nuclei tematici attraverso dieci macro sezioni. Si susseguono, così, il racconto dei grandi eventi storici, i viaggi esotici, i ritratti di personaggi potenti e famosi, le scene di vita quotidiana, i volti anonimi, sfociando poi nel concettuale e nell’astratto.

Tra gli inediti, viene presentata per la prima volta l’intera sequenza della fotografia più celebre e probabilmente più amata di Mario De Biasi: Gli Italiani si voltano. Protagonista una splendida Moira Orfei vestita di bianco che passeggia per il centro di Milano, attirando lo sguardo di un gruppo di uomini. Realizzata nel 1954 per il settimanale di fotoromanzi Bolero Film,  la fotografia fu scelta da Germano Celant come immagine guida della sua mostra al Guggenheim Museum di New York.

Molti gli scatti dedicati agli anni Cinquanta. Dalle immagini di un’Italia devastata dalla guerra ma pronta a risollevarsi agli scorci memorabili di New York. Fino agli scatti che raccontano l’insurrezione ungherese del 1956 da una prospettiva ravvicinata, sotto il tiro delle pallottole, che feriscono Mario De Biasi e gli fanno guadagnare il titolo di Italiano Pazzo.

Mario De Biasi
Al confine tra Austria e Ungheria, 1956 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

Al 1964 risalgono due incredibili servizi, che testimoniano l’ostinazione di Mario De Biasi. Quello in Siberia, con temperature sotto i 65 gradi, e quello tra le lingue di lava dell’Etna in eruzione.

La società e la natura

Il percorso espositivo prosegue con immagini in cui lo sguardo di Mario De Biasi si è soffermato su momenti di quotidianità e leggerezza. I baci, i barbieri di strada, le pause pranzo realizzate da Londra a Parigi, da Roma a Vienna, dal Cairo a Teheran, dalla Thailandia al Brasile, da Israele al Nepal.

Proprio alle pause pranzo è dedicata una grande installazione. Raffigura un mappamondo sul quale sono esposte quaranta fotografie vintage, di piccolo e piccolissimo formato, ciascuna connessa al luogo in cui è stata scattata. L’intento è di restituire il senso di universalità e il taglio antropologico della ricerca di Mario De Biasi. E la sua capacità di ritrovare in un semplice gesto quotidiano un forte senso di comunanza tra culture lontane.

Mario De Biasi
Gli astronauti Armstrong e Aldrin alla mensa della NASA, Houston, 1969 © Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano

In mostra anche le immagini dello sbarco sulla luna e i suoi più famosi ritratti legati al Festival del Cinema di Venezia. Tra i protagonisti Brigitte Bardot, Fellini e Masina, Romy Schneider, Maria Callas. L’ultima sezione si concentra sull’amore di Mario De Biasi per la natura.

Come visitare la mostra di Mario De Biasi

La mostra è aperta fino al 9 gennaio 2022. Sul sito della Casa dei Tre Oci è possibile consultare orari e tariffe e acquistare il biglietto d’ingresso.

Organizzata da Civita Tre Venezie con Admira ed è promossa dalla Fondazione di Venezia, la rassegna è accompagnata dal catalogo edito da Marsilio con i saggi di Enrica Viganò, Denis Curti e Angelo Ponta.

 

Perché dovunque s’incontra la vita s’incontra la bellezza.
Basta guardarsi attorno per vederla:
anche in una foglia, in un sasso, in un balcone fiorito.
Anche nei riflessi in una pozzanghera.
Mario De Biasi


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